C’è un filo sottile, colorato di amaranto, che lega Erice, la prima intervista e un triplete storico tra Coppa Italia Del Monte, Supercoppa e promozione in Serie A2 di pallavolo. Quel filo si chiama Francesco Ciaramita, centrale della Domotek Volley, racconta a cuore aperto una stagione che nessuno avrebbe potuto immaginare, nemmeno lui. L’inizio dell’anno, glielo chiediamo subito, avresti mai pronosticato una stagione così bella, culminata col triplete? “Sicuramente non ce l’aspettavamo e quasi certamente era quasi irraggiungibile, però diciamo che è un sogno che è diventato realtà. Sono molto orgoglioso della squadra, del lavoro fatto in palestra. E soprattutto sono grato di aver lavorato con questo gruppo e con questa società, la Domotek, che fino alla fine ha portato avanti i propri obiettivi e siamo riusciti a completare l’opera».
Osservando da fuori, spesso vediamo soltanto le partite, il risultato, l’esultanza. Ma quanto lavoro c’è stato dietro per diventare così performanti?
«Eh, tanto tanto tanto – sottolinea Ciaramita – c’è stato tanto lavoro di squadra e molto anche individuale. Sono molto contento del percorso che ho fatto e grazie anche all’aiuto dei compagni. Quelli più esperti del mio ruolo mi hanno potuto insegnare e pian piano farmi crescere giorno dopo giorno».
Qual è stato il momento più bello di questa stagione da sogno? Il centrale non ha dubbi. «Sicuramente coronare questo triplete. Ma già dalla Coppa Italia ero al settimo cielo, perché non mi era mai capitato. Poi giocare questa categoria, la Serie A3 che per me è una gioia enorme, è bellissimo. È stata molto soddisfacente e ancora non ci credo. Continuo a vivermela come un sogno che è diventato realtà».
E a casa, cosa hanno detto? Un sorriso, poi la risposta: «Molto contenti. Sono stati tutti molto contenti, mi supportano, mi hanno supportato dall’inizio alla fine. Ero molto contento della vicinanza pure della mia fidanzata, che è stata presente alla finale contro Belluno.».
Le chiediamo allora: l’avresti mai potuto pronosticare così bella? «Così bella, no – ammette – però ci credevo. Soprattutto quando c’è stata la finale Coppa Italia. La prima coppa vinta è stata difficile vincerla da sfavoriti, contro Belluno e Reggio Emilia che hanno giocato molto bene, e senza fattore campo».
E qui Francesco Ciaramita trova la chiave di tutto. «Abbiamo ribaltato i pronostici e io sono convinto che questo sport non è solo tecnico, ma anche molto forza mentale e di cuore. Noi ne abbiamo dato tanto quest’anno e siamo molto soddisfatti e contenti».