La tutela della biodiversità non può arretrare. Il passaggio alla Camera deve diventare l’occasione per correggere un testo che presenta criticità ambientali, scientifiche e di sicurezza meritevoli di un confronto più approfondito. È la richiesta contenuta nella lettera inviata da Plastic Free Onlus al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e firmata da Luca De Gaetano, fondatore e presidente dell’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e oggi presente in 40 Paesi.
L’iniziativa arriva dopo l’approvazione del disegno di legge al Senato e prende le mosse dalla disponibilità manifestata dal ministro a intervenire ulteriormente sul testo durante il prosieguo dell’iter parlamentare. “I dubbi emersi non possono essere ridotti a una contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari alla caccia – dichiara De Gaetano –. La tutela della biodiversità è una responsabilità comune, pienamente coerente anche con una cultura liberal-conservatrice che considera la natura un patrimonio da custodire e consegnare integro alle generazioni future”.
Per Plastic Free, la gestione della fauna selvatica deve continuare a fondarsi su valutazioni tecnico-scientifiche indipendenti, uniformi e verificabili su tutto il territorio nazionale. “Indebolire il ruolo dell’Ispra o rendere i suoi pareri più facilmente superabili significherebbe ridimensionare un presidio tecnico nazionale – prosegue De Gaetano –. L’Italia ha bisogno di politiche ambientali più ambiziose, non di segnali che possano essere interpretati come un arretramento. Il Parlamento ha ancora la possibilità di migliorare il provvedimento ascoltando la comunità scientifica, l’Ispra e le organizzazioni che operano quotidianamente sul territorio”.
Plastic Free riconosce i problemi legati alla proliferazione incontrollata di alcune specie, ai danni all’agricoltura, agli squilibri ecologici e ai rischi per la sicurezza stradale. Evidenzia, però, la necessità di non confondere gli interventi selettivi di controllo della fauna con un ampliamento generalizzato dell’attività venatoria.
Ogni modifica deve inoltre essere valutata considerando la pressione cumulativa già esercitata sugli ecosistemi dalla crisi climatica, dalla perdita degli habitat, dall’inquinamento e dalla diminuzione della biodiversità. Per l’associazione, infatti, la biodiversità non è un valore astratto, ma un’infrastruttura naturale che sostiene turismo, agricoltura, salute pubblica, resilienza climatica, economie locali e qualità della vita.
Plastic Free richiama anche l’impronta ambientale dell’attività venatoria, legata alla dispersione di piombo, borre in plastica e altri residui negli ecosistemi. In uno scenario prudenziale – due uscite a stagione per oltre 550mila cacciatori e dieci cartucce per uscita – si supererebbero gli 11 milioni di cartucce, con oltre 350 tonnellate di piombo e più di 30 tonnellate di plastica potenzialmente immesse nell’ambiente. Una stima teorica che evidenzia un impatto da considerare nella valutazione complessiva dell’attività venatoria.
“Una moderna politica ambientale deve considerare anche questi impatti – sottolinea De Gaetano –. Non si può parlare di gestione della fauna ignorando l’inquinamento prodotto sugli stessi ecosistemi che si intende tutelare”.
La lettera pone infine il tema della sicurezza e della convivenza negli spazi naturali. “Ogni settimana migliaia di volontari Plastic Free attraversano boschi, sentieri, campagne, fiumi e coste per rimuovere rifiuti e recuperare aree degradate – ricorda il presidente della Onlus che dal 2019 ha organizzato quasi 11mila appuntamenti rimuovendo più di 5 milioni di chili di plastica e rifiuti dall’ambiente –. Conosciamo questi luoghi perché li viviamo e ce ne prendiamo cura. Per questo chiediamo che la loro tutela, la loro sicurezza e la loro biodiversità restino una priorità. Chiediamo al ministro Pichetto Fratin di dare seguito alla disponibilità manifestata e di promuovere alla Camera modifiche chiare e sostanziali – conclude De Gaetano –. La gestione dei problemi faunistici non diventi il presupposto per un arretramento delle tutele ambientali. Proteggere la biodiversità significa difendere la salute, la sicurezza, il benessere delle comunità e il futuro dell’Italia”.