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Gioiosa Ionica si prepara ai festeggiamenti in onore di San Rocco

Dal 24 al 30 agosto la Comunità celebrerà il Santo con una settimana di fede, tradizione, musica, spettacolo

di Sebastiano Plutino
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Dal 24 al 30 agosto 2026 Gioiosa Ionica vive la settimana più attesa dell’anno. Il presidente del Comitato Festa San Rocco, Nicholas Sfara: «Non organizziamo soltanto una festa: custodiamo una storia che appartiene a generazioni di gioiosani».

Gioiosa Ionica entra nel cuore dei festeggiamenti in onore di San Rocco, Patrono della città, con una settimana che dal 24 al 30 agosto 2026 unirà fede, tradizione, musica, spettacolo e senso di appartenenza.

Per Gioiosa, infatti, la Festa di San Rocco non è semplicemente un appuntamento nel calendario. È uno di quei momenti nei quali un’intera comunità sembra ritrovarsi e riconoscersi: nelle strade illuminate, nelle case che tornano a riempirsi, nei gioiosani che rientrano da altre città e dall’estero, nei pellegrini che raggiungono il paese e soprattutto in quel suono inconfondibile dei tamburi che, avvicinandosi l’ultima domenica di agosto, annuncia che San Rocco sta arrivando.

La devozione gioiosana affonda le proprie radici nei secoli. Le fonti storiche fanno risalire la presenza della chiesa dedicata a San Rocco almeno al XVI secolo e legano profondamente il culto del Santo ai momenti più difficili attraversati dalla popolazione.

A questa storia appartengono racconti tramandati di generazione in generazione, episodi divenuti parte della memoria collettiva e un rapporto tra il Santo e Gioiosa che va ben oltre la semplice ricorrenza religiosa. La tradizione ricorda, tra gli altri, il prodigio della sudorazione della statua, collegato agli eventi sismici dell’Ottocento, ancora oggi commemorato il 27 gennaio.

Ma c’è un’immagine che più di qualsiasi altra rende la festa gioiosana immediatamente riconoscibile: il Ballo Votivo di San Rocco.

Non uno spettacolo preparato per il pubblico, non una coreografia, ma un’antichissima manifestazione di devozione popolare. In passato uomini e donne danzavano davanti al Santo per sciogliere un voto, chiedere una grazia o ringraziare per averla ricevuta. Una delle tradizioni orali lega addirittura l’origine del ballo alla liberazione di Gioiosa dalla peste: la popolazione, riconoscente a San Rocco, sarebbe scesa per le strade manifestando attraverso la danza la propria gioia e il proprio ringraziamento.

Ancora oggi, durante la grande processione dell’ultima domenica di agosto, il ritmo incessante dei tammurrinari, delle grancasse e dei piatti accompagna il Santo e migliaia di persone lungo le vie del paese. L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura descrive quella di Gioiosa come una vera e propria “processione ballata”, capace di durare per gran parte della giornata e di coinvolgere devoti provenienti anche da altri centri della Calabria.

È forse questo il segreto di San Rocco a Gioiosa: una festa nella quale il confine tra chi assiste e chi partecipa quasi scompare.

Ci sono bambini che ascoltano per la prima volta i tamburi tenendo la mano dei genitori e anziani che quel ritmo lo riconoscerebbero tra mille. Ci sono famiglie che organizzano il proprio ritorno a Gioiosa proprio in questi giorni, emigrati che ritrovano amici e parenti dopo mesi o anni, persone che aspettano il passaggio della processione davanti alla stessa casa dalla quale la guardavano da bambini.

E poi c’è la “nottata”, la veglia che precede la domenica della festa: preghiere, canti, gruppi di suonatori che si muovono per le vie del paese e ritornano davanti al Santuario mentre la notte lentamente lascia spazio all’alba. È uno dei momenti nei quali la dimensione religiosa, quella popolare e quella comunitaria della festa diventano praticamente inseparabili.

«San Rocco appartiene alla memoria di ogni famiglia gioiosana – dichiara il Presidente del Comitato Festa San Rocco, Nicholas Sfara –. Ognuno di noi conserva un’immagine, un ricordo, un racconto ricevuto dai propri genitori o dai propri nonni. C’è chi ricorda una processione vissuta da bambino, chi il rumore dei tamburi sentito arrivare da lontano, chi una grazia chiesta al Santo, chi semplicemente l’emozione di tornare a Gioiosa alla fine di agosto. È questa continuità tra generazioni che rende la nostra festa qualcosa di straordinario».

«Il Ballo Votivo rappresenta forse più di ogni altra cosa questa identità. Vedere migliaia di persone accompagnare San Rocco al ritmo dei tamburi significa assistere a qualcosa che non può essere spiegato soltanto come folklore. Dietro ogni passo, dietro ogni volto, può esserci una promessa, un ringraziamento, una preghiera o il ricordo di qualcuno. È una tradizione che abbiamo ricevuto e della quale dobbiamo sentirci custodi».

Accanto alla dimensione religiosa, il Comitato Festa San Rocco ha voluto costruire per il 2026 un programma civile capace di accompagnare Gioiosa per tutta la settimana, trasformando il paese in un grande luogo di incontro.

Le serate prenderanno il via lunedì 24 agosto con CapoFortuna RGT, per proseguire martedì 25 agosto con Febbre Italianamercoledì 26 con Son’Abballugiovedì 27 con Mimmo Cavallaro e venerdì 28 con Cosimo Papandrea.

Sabato 29 agosto sarà protagonista la grande tradizione bandistica con la Banda Città di Lanciano e i Giganti di Taurianova, mentre domenica 30 agosto, giornata culminante dei festeggiamenti, la settimana si concluderà con Dance Tarantella e lo spettacolo pirotecnico.

Un programma che vuole parlare a generazioni diverse senza perdere il legame con le radici della festa: dalla musica popolare alla grande tradizione delle bande, dagli appuntamenti di spettacolo fino al momento conclusivo dei fuochi.

«Abbiamo lavorato perché questa settimana fosse all’altezza di ciò che San Rocco rappresenta per Gioiosa – prosegue Nicholas Sfara –. Dietro ogni serata, ogni luminaria, ogni servizio e ogni appuntamento ci sono mesi di lavoro e soprattutto tante persone che hanno deciso di mettere a disposizione gratuitamente tempo, energie e passione. A loro, alle attività commerciali, agli sponsor, alle istituzioni, ai cittadini e a tutti coloro che ci stanno sostenendo va il nostro ringraziamento».

La festa patronale rappresenta inoltre un importante momento di richiamo per l’intero territorio. Lo stesso Comune individua nella fiera collegata alla Festa di San Rocco, tradizionalmente celebrata nell’ultima domenica di agosto, un appuntamento centrale per la presenza di visitatori e per la valorizzazione dell’offerta cittadina.

Ma prima dei numeri, delle presenze e degli eventi resta una comunità.

Una comunità che, quando arriva agosto, sa che prima o poi sentirà un tamburo suonare in lontananza.

E per un gioiosano quel suono significa molto più di una festa.

Significa che le strade stanno per riempirsi.
Che chi vive lontano sta tornando.
Che le famiglie si ritroveranno.
Che una tradizione antica continuerà ancora una volta il suo cammino.

Significa che San Rocco torna tra la sua gente.

«Il nostro invito – conclude il Presidente Nicholas Sfara – è rivolto a tutti: ai gioiosani, a chi vive lontano, ai devoti e a chi non ha mai assistito alla nostra festa. Venite a Gioiosa e vivetela insieme a noi. Ascoltate i tamburi, entrate nel Santuario, osservate la processione e il Ballo Votivo. Solo allora si comprende davvero perché, per noi, San Rocco non sia soltanto il Patrono di Gioiosa Ionica, ma una parte profonda della nostra identità».

Viva San Rocco. Viva Gioiosa Ionica.

Nicholas Sfara

Comitato Festa San Rocco Gioiosa Ionica

Largo Cinque Martiri – Gioiosa Ionica (RC)  – 89042

codice fiscale 90034900804
email: comitatofestasanrocco@gmail.com
 
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