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Suppletive di Reggio: Zingaretti ad Arghillà per sostenere Benedetto

Il parlamentare Dem in visita al polo sanitario con il candidato di Csx: "Dalla sanità di prossimità la sfida per il futuro della Città"

di Sebastiano Plutino
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Bisogna ripartire dai territori e dalle periferie per garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini, al Nord come al Sud. La sanità è il terreno sul quale le diseguaglianze diventano più dolorose. Per questo servono servizi di prossimità, investimenti e una politica capace di stare vicino alle persone invece di inseguire riforme che vanno in senso contrario come l’autonomia differenziata”. Lo ha detto il capo delegazione del Pd al Parlamento europeo Nicola Zingaretti che oggi ha visitato il Centro di medicina solidale “Ace” nel quartiere di Arghillà a Reggio Calabria. Una struttura ambulatoriale che, grazie all’impegno ed alla presenza di medici volontari, eroga gratuitamente circa 25mila prestazioni l’anno per le fasce di popolazione più deboli.

“Viviamo in un tempo – ha aggiunto – nel quale il pensiero dominante, soprattutto delle destre, è quello di dire pensa a te stesso e fregatene degli altri. Ma quel modello dell’io, in realtà distrugge. Ci lascia soli. Qui c’è una comunità di persone che si preoccupa degli altri offrendo servizi sociali, comunità, solidarietà e quindi, in un mondo nel quale ci si sente soli, è la dimostrazione che si vive meglio e quindi bisogna essere vicini a queste realtà per dimostrare che è questo il futuro perché non è l’io che risolve i problemi. Se fossi stato presidente rispetto a una realtà come questa che offre e guardando al problema delle liste di attesa che ci sono in Calabria, avrei sostenuto questa struttura che meriterebbe di avere il parquet e le maniglie d’oro e strumenti diagnostici di ultima generazione”.

Zingaretti è stato accompagnato dal candidato del campo progressista alle suppletive di Reggio Calabria Frank Benedetto.

“Conoscevo questa struttura da molti anni – ha detto Frank Benedetto – Questi volontari, tutti medici, sopperiscono in maniera incredibile alle esigenze di tanta gente che non può permettersi di andare nelle strutture private o chiedere una visita con il criterio d’urgenza. Loro fanno un lavoro eccezionale sul territorio. Senza la loro presenza, molte persone non avrebbero avuto la possibilità di avere un farmaco prescritto, un trattamento, una diagnosi, un’ecografia. Non è poco”.

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