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Associazione Culturale “Le Muse”: domenica scorsa l’evento “Extraterrestri saremo noi. Come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra”

"Come l'umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra"

di Sebastiano Libri
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Dopo aver inaugurato ufficialmente il suo 27° anno di attività, l’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria ha avviato la nuova programmazione per il biennio 2026/2028 con i suoi appuntamenti domenicali.

Domenica scorsa si è tenuto l’evento dal titolo “Extraterrestri saremo noi Come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra”. 

Un incontro che è stato un dibattito contemporaneo su diversi punti fondamentali tra i quali la preparazione biologica, l’adattamento ed il fattore umano. La manifestazione è stata organizzata da due delle aree all’interno dell’Associazione “Le Muse ovvero -l’Area Scientifica- che vede come coordinatore il prof. Raffaele Schimio e -l’Area Beni Culturali e territorio- che vede come coordinatrice l’arch. Cinzia Basile.

Raffaele Schimio si è soffermato sul ruolo della NASA che ha aggiornato i suoi piani di esplorazione spaziale, abbandonando il progetto della stazione orbitale Lunar Gateway per concentrarsi direttamente su una base permanente sulla superficie lunare e sull’utilizzo della Luna come trampolino di lancio verso Marte.  La base lunare, ha concluso Schimio, non è solo un traguardo, ma un laboratorio di prova fondamentale per testare tecnologie di sopravvivenza, reattori nucleari, habitat e sistemi di supporto vitale necessari per le future missioni umane su Marte.

L’arch. Cinzia Basile ha dissertato sul concetto di abitazione che si è evoluto nel corso della storia trasformandosi da semplice rifugio fisico (per proteggersi da intemperie e predatori) a spazio sociale, economico e identitario legato all’organizzazione della società.

L’ing. Gabriele Carrozza Founder & CEO — iSaisei Corporation S.r.l. ha sin da subito affermato che «…per oltre mezzo secolo la grande sfida dell’esplorazione spaziale è stata raggiungere nuove destinazioni. Oggi stiamo entrando in una fase diversa: dobbiamo imparare a costruire le infrastrutture necessarie per viverci e lavorarci. La Luna rappresenta uno dei primi grandi laboratori di questa trasformazione».  E ancora «…Credo che la Calabria debba ambire non soltanto a utilizzare tecnologie sviluppate altrove, ma anche a partecipare direttamente alla loro progettazione. Il nostro obiettivo è dimostrare che un’impresa nata a Reggio Calabria può sviluppare idee e competenze capaci di confrontarsi con sfide internazionali…».

 

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