Venticinque milioni di euro per intervenire sulle criticità del sistema idrico di Reggio Calabria, rinnovare le condotte più obsolete e avviare un percorso di digitalizzazione della rete. È il programma presentato dal Comune e dai vertici di Sorical, che punta a ridurre le perdite e migliorare la continuità dell’erogazione dell’acqua.
Un investimento che, come ha sottolineato il sindaco Francesco Cannizzaro, rappresenta soltanto il primo passo di una più ampia strategia per la città e l’area urbana. «Vorrei ricordare che è soltanto l’inizio di una fase di investimenti rivolti alla città e all’area urbana di Reggio Calabria», ha dichiarato il primo cittadino, spiegando che le risorse serviranno a intervenire su «reti oramai obsolete, fatiscenti», individuate come una delle principali criticità del sistema.
Il piano prevede anche una nuova fase di digitalizzazione, con il controllo da remoto dei 48 serbatoi cittadini attraverso una centrale operativa. L’obiettivo è rendere più efficiente la gestione e monitorare la distribuzione dell’acqua.
A illustrare le prospettive dell’intervento è stato l’amministratore delegato di Sorical, Maurizio Nicolai. «L’obiettivo è quello, nel medio periodo, quindi entro il 2029, di abbattere in maniera drastica il problema dell’emergenza idrica a Reggio Calabria», ha affermato. Dopo gli interventi sul sistema di adduzione e la messa a regime della diga del Menta, secondo Nicolai è ora necessario concentrarsi sulle reti cittadine, definite «un po’ vetuste» e caratterizzate da una distribuzione idraulica complessa.
Il lavoro, ha precisato l’amministratore delegato, partirà dall’analisi dei dati e dall’individuazione dei tratti in cui si registrano le maggiori perdite. Un fenomeno che, ha chiarito, non potrà essere eliminato del tutto: «Non si azzereranno mai il sistema delle perdite», anche perché alle dispersioni fisiche si aggiungono quelle legate all’abusivismo e alle mancate registrazioni dei consumi.
Il presidente del Consiglio di amministrazione di Sorical, Demetrio Naccari Carlizzi, ha invece evidenziato il ritardo accumulato dalla Calabria nella gestione del servizio idrico: «Siamo indietro di 30 anni nella gestione conseguente alla legge Galli». Il programma illustrato punta alla connessione delle nuove reti, alla dismissione di quelle vecchie e alla digitalizzazione di pozzi e serbatoi, per arrivare a una gestione più moderna ed efficiente.
Naccari ha inoltre richiamato una delle criticità della città: la presenza di reti realizzate tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, che non vengono ancora utilizzate pienamente e convivono con infrastrutture più datate. Una situazione che, secondo il presidente Sorical, dimostra quanto sia possibile migliorare il servizio attraverso una gestione più organizzata e investimenti mirati.