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Arghillà: sottoscritto in Prefettura un accordo per la riqualificazione del Quartiere

Accordo tra Ministero Interno, Comune e Istituzioni locali per un importo di 5 mln per strade, illuminazione, scuola e bonifica

di Sebastiano Plutino
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Un piano di intervento radicale di riqualificazione del quartiere di Arghillà a Reggio Calabria diventato un caso nazionale per lo stato di degrado e le condizioni sociali in cui versa da molti anni.

Lo prevede un Protocollo sulla sicurezza firmato oggi in Prefettura a Reggio Calabria, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dalla prefetta Clara Vaccaro e dal sindaco di Francesco Cannizzaro, alla presenza della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Un piano da 5 milioni, articolato su sicurezza, mobilità, servizi pubblici, decoro urbano e vivibilità.

“Un programma – ha detto Cannizzaro – nato da un’attività parlamentare del sottoscritto con il ministro per portare all’attenzione del governo la situazione di Arghillà. Richiesta che Piantedosi ha subito raccolto, destinando, all’interno di un quadro economico destinato alle periferie italiane, cinque milioni che rappresentano solo un inizio. Tra gli interventi il recupero del plesso scolastico del quartiere e il potenziamento del servizio di videosorveglianza. Un milione e mezzo è stato destinato alla bonifica ambientale. Cinque interventi che avranno un importante impatto per la ripartenza e la dignità di quel quartiere”.

Accanto ai fondi del piano straordinario, Cannizzaro ha reso noto di aver deliberato un finanziamento di 60mila euro da destinare alla riapertura di un presidio della Polizia di Stato, per il quale sono già stati resi disponibili dalla Prefettura e dal Viminale, altri 40mila euro.

Al percorso di recupero e riqualificazione di Arghillà parteciperà, con propri fondi anche la Regione Calabria. “È giusto – ha detto Occhiuto – che ciascuno si assuma le responsabilità del caso. La Regione ha detto di essere disponibile anche a impegnare delle risorse ma la gravità della situazione prevede l’utilizzo di poteri straordinari così come è avvenuto per Caivano e per San Ferdinando dove i poteri straordinari hanno contribuito a cancellare quell’insediamento.

Con Wanda Ferro stiamo cercando di fare la stessa cosa in altre zone della Calabria. Come per l’insediamento di Scordovillo, a Lamezia Terme, dove la Regione ha messo a disposizione 4 milioni. Saremmo felici se alle risorse già disposte della Regione si aggiungessero anche risorse nazionali”.
“Vorremmo – ha concluso Occhiuto – che il ministro Piantedosi, che ha sempre dimostrato disponibilità e sensibilità verso la Calabria, diventasse in qualche modo la nostra voce nel governo in quest’ultimo scorcio di legislatura che può essere decisivo per avviare un percorso di risanamento urbanistico ma soprattutto sociale di questo quartiere”.

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