“In politica vale tutto e il suo contrario. Quando avevo proposto da candidato Presidente della Regione Calabria l’abolizione del bollo per le auto di media cilindrata, Giorgia Meloni mi aveva denigrato definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la Presidente del Consiglio continui a pensarla alla stessa maniera e se con coerenza definisca la sua proposta una mossa da Cetto La Qualunque”, Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S attacca con queste parole il Governo Meloni, dopo la sospensione del bollo auto nel 2026, per i veicoli sotto gli 80 kw.
“Fra la nostra proposta e la sua c’è però una differenza abissale. Noi l’avevamo concepita per sostenere il ceto medio con una prospettiva di lungo respiro, lei invece lo fa a fine legislatura, per un solo anno, e come mossa elettorale per cercare di coprire tutti i disastri e i fallimenti di quattro anni di governo. Gli italiani non sono stupidi e le chiederanno conto della pressione fiscale record, dei prezzi di energia e benzina alle stelle, di ospedali colabrodo, scuole fatiscenti, asili nido mancanti e trasporti lumaca e sempre in ritardo”, così in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.”, conclude Pasquale Tridico.
«L’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza e per tutti i motocicli rappresenta un intervento concreto che incide direttamente sulla vita quotidiana di milioni di italiani. Parliamo di circa 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% delle automobili in circolazione: numeri che raccontano la portata di una scelta che il Governo Meloni ha voluto mettere al centro di una politica fiscale orientata a ridurre il peso delle tasse». A dichiararlo è Daniela Iiriti, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, commentando il provvedimento annunciato dal Governo.
«Il bollo auto è una tassa legata semplicemente al possesso del veicolo, un costo che, ogni anno, grava sui bilanci di famiglie, lavoratori e pensionati. Intervenire per eliminarlo significa restituire risorse ai cittadini e alleggerire una spesa che pesa soprattutto su chi utilizza l’auto per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere i propri familiari o, semplicemente, per le necessità quotidiane».
«La direzione scelta dal Governo è chiara: quando ci sono margini per farlo, si lavora per ridurre la pressione fiscale, non per introdurre nuovi balzelli. È una differenza politica netta rispetto a chi continua a guardare alle nuove imposte patrimoniali come soluzione ai problemi del Paese».
«Fratelli d’Italia crede in un principio semplice: i cittadini devono poter trattenere una parte maggiore delle proprie risorse e lo Stato deve fare la sua parte attraverso una gestione responsabile della spesa pubblica. La cancellazione del bollo per una platea così ampia va esattamente in questa direzione».
«Anche sui territori – conclude Iiriti – dobbiamo continuare a sostenere politiche che mettano al centro famiglie, lavoratori e imprese, riducendo gli oneri che frenano il potere d’acquisto e la capacità di investimento. Meno tasse non è soltanto uno slogan: quando diventa una scelta concreta, come in questo caso, significa lasciare più risorse nelle tasche degli italiani».