Il Segretario Generale UILA UIL Calabria, Pasquale Barbalaco e Nadia Fortuna, segretaria Cgil Area Vasta, condannano fermamente l’ennesima morte sul lavoro, a Monterosso Calabro, di un operaio di una ditta boschiva, deceduto dopo essere stato colpito da un grosso ramo.
“L’ennesima tragedia sul lavoro si consuma a pochi giorni dalla marcia silenziosa promossa da CGIL, CISL e UIL a Catanzaro contro le morti sul lavoro.
Questa volta il dramma si è verificato a Monterosso Calabro, dove un uomo, un marito, un padre, è uscito di casa per recarsi al lavoro e purtroppo non farà più ritorno dai suoi affetti.
Di fronte a tragedie come questa, ribadiamo con ancora più forza che la sicurezza non può e non deve mai essere considerata un costo. Il lavoro deve essere reso sempre più sicuro, perché non è accettabile continuare a morire mentre si svolge il proprio dovere. Troppo spesso dietro questi drammi si nascondono carenze nei controlli, insufficiente prevenzione, formazione inadeguata, ritmi di lavoro eccessivi e mancanza di investimenti strutturali sulla sicurezza.
Servono più controlli, più prevenzione, maggiori investimenti e risorse adeguate affinché queste stragi diventino sempre più rare, fino a raggiungere l’obiettivo di zero morti sul lavoro.
La UILA UIL Calabria si stringe con profondo dolore alla famiglia del giovane lavoratore scomparso, condividendone il lutto e il dolore in questo momento così drammatico.”, le parole di condanna del Segretario Generale UILA UIL Calabria, Pasquale Barbalaco
Morti sul lavoro, Nadia Fortuna, segretaria Cgil Area Vasta: «Basta scia di sangue, servono controlli e più sicurezza
«Ancora una volta la Calabria si trova a piangere una vittima mentre svolgeva il proprio lavoro. Una morte che si aggiunge alle tante registrate negli ultimi mesi nella nostra regione e nel Paese, confermando una situazione ormai non più sostenibile. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie distrutte, comunità ferite e lavoratrici e lavoratori che ogni giorno operano spesso in condizioni difficili e con livelli di sicurezza insufficienti».
Ad affermarlo è Nadia Fortuna, segretaria confederale Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo con delega alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
«Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questa lunga scia di sangue. Le morti sul lavoro non possono essere considerate fatalità inevitabili. Serve una svolta vera nelle politiche sulla salute e sicurezza, con maggiori controlli nei luoghi di lavoro, un rafforzamento degli organici ispettivi e investimenti concreti nella prevenzione e nella formazione», afferma ancora Fortuna.
«Come Cgil – si legge ancora nella nota – continuiamo a sostenere con forza la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, perché il sistema degli appalti e dei subappalti al massimo ribasso troppo spesso produce precarietà, abbassamento delle tutele e condizioni di lavoro che mettono a rischio la sicurezza delle persone. È necessario introdurre regole più rigide, maggiore responsabilità delle aziende lungo tutta la filiera degli appalti e strumenti efficaci per garantire il pieno rispetto dei contratti e delle norme di sicurezza».
«La vita delle lavoratrici e dei lavoratori deve venire prima di qualsiasi logica di profitto o risparmio. Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire mentre si lavora. La sicurezza non può essere un tema secondario o affrontato solo dopo le tragedie – sottolinea ancora Fortuna –. Per questo chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali un impegno immediato e concreto: più prevenzione, più vigilanza, più controlli nei cantieri, nelle aziende, nelle campagne e in tutti i luoghi di lavoro. Servono azioni straordinarie e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti».
«La Cgil continuerà a mobilitarsi affinché salute e sicurezza tornino al centro dell’agenda politica e sociale del Paese. Fermare le morti sul lavoro è un dovere morale e civile che non può più essere rinviato», conclude Nadia Fortuna.
(Foto della marcia contro le Morti sul Lavoro a Catanzaro)