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Reggio: il Comitato di Quartiere Ravagnese – S. Elia – Saracinello denuncia l’interruzione dei lavori al Torrente Menga

"I lavori si fermano, le esigenze del territorio no e non possono attendere", dichirara il Presidente, Ing. Raffaele Ferraro

di redazione
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Il Comitato di Quartiere Ravagnese – S. Elia – Saracinello esprime forte preoccupazione per lo stato dei lavori sul Torrente Menga, un intervento importante per la sicurezza del territorio che, dopo un avvio incoraggiante, risulta sostanzialmente fermo da oltre un mese.

I lavori erano iniziati con la pulizia dell’alveo dal canneto e dalla vegetazione infestante e con la realizzazione di parte del nuovo muro d’argine. Interventi attesi da tempo dai residenti e che rappresentavano il primo passo verso una più ampia opera di messa in sicurezza dell’area.

Tuttavia, numerose attività previste risultano ancora incomplete. Restano da ultimare la prosecuzione del muro d’argine, la rimozione dei materiali di risulta presenti nell’alveo, l’eliminazione delle ostruzioni che limitano il corretto deflusso delle acque e il ripristino del manto stradale interessato dal cantiere.

Da oltre un mese, però, sul posto non si registra alcun avanzamento significativo.

È comprensibile che una tornata elettorale e il successivo insediamento dei nuovi organi politici possano determinare una fase di transizione istituzionale. Si tratta di un passaggio naturale della vita democratica che richiede tempo per la definizione di deleghe, priorità e indirizzi amministrativi.

Ciò che appare meno comprensibile è invece il rallentamento di attività tecniche e operative che dovrebbero proseguire indipendentemente dalle dinamiche elettorali.

I lavori sul Torrente Menga risultano infatti già avviati e parzialmente eseguiti. Proprio per questo motivo ci si aspetterebbe che gli uffici competenti e le strutture tecniche continuassero a garantirne il regolare avanzamento fino al completamento dell’opera, senza interruzioni prolungate e senza che il territorio debba subirne le conseguenze.

La continuità amministrativa rappresenta uno dei principi fondamentali della pubblica amministrazione. I cittadini comprendono i tempi della politica, ma faticano a comprendere perché un cantiere già aperto possa restare fermo per settimane senza informazioni chiare sulle cause dello stop e sulle tempistiche di ripresa.

Nel frattempo, le criticità che avevano reso necessario l’intervento continuano a essere presenti. Nell’alveo permangono materiali di risulta e ostacoli che limitano il corretto deflusso delle acque, mentre la vegetazione già mostra i primi segni di ricrescita. Una situazione che desta particolare preoccupazione considerando che ogni ritardo riduce il margine temporale disponibile per completare gli interventi prima della stagione delle piogge.

Non si tratta di una polemica politica. Al contrario, si tratta di una richiesta di efficienza amministrativa.

Le elezioni rappresentano un momento fondamentale della democrazia e il passaggio tra un’amministrazione e l’altra è un processo fisiologico che va rispettato. Gli uffici tecnici, però, rappresentano la continuità dell’azione pubblica e hanno il compito di garantire che i lavori programmati e già avviati non subiscano rallentamenti ingiustificati.

Per questo motivo, già in data 9 giugno, il Comitato di Quartiere Ravagnese – S. Elia – Saracinello ha trasmesso una PEC ai settori competenti del Comune di Reggio Calabria, chiedendo chiarimenti sullo stato dell’intervento, sulle ragioni del fermo del cantiere e sulle tempistiche previste per la ripresa e il completamento dei lavori.

Ad oggi, tuttavia, a tale richiesta non è pervenuto alcun riscontro ufficiale. Un silenzio che alimenta inevitabilmente le preoccupazioni dei cittadini e rende ancora più difficile comprendere le reali prospettive dell’intervento.

Il Torrente Menga non può diventare l’ennesimo esempio di intervento incompiuto o sospeso sine die. Gli interventi di messa in sicurezza del territorio richiedono continuità, programmazione e tempestività, soprattutto quando riguardano aree particolarmente esposte al rischio idraulico.

Perché, se è vero che la politica attraversa legittimamente le proprie fasi di transizione, è altrettanto vero che gli uffici e le strutture tecniche hanno il compito di garantire la continuità dell’azione amministrativa e il regolare avanzamento delle opere pubbliche.

Le esigenze del territorio, infatti, non si fermano. E non possono attendere.

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