Il Comitato organizzatore del Catanzaro Pride conferma che il percorso di avvicinamento alla manifestazione dell’8 agosto prosegue regolarmente e guarda con fiducia ai prossimi passaggi dell’iter autorizzativo. Dopo la riunione della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, dalla quale è emersa la richiesta di alcune integrazioni tecniche, gli organizzatori parlano di un confronto positivo e ribadiscono il proprio ottimismo. È già stata fissata per venerdì una nuova riunione della Commissione, cui seguirà il sopralluogo nell’area interessata dalla manifestazione. Dall’organizzazione spiegano che le integrazioni richieste riguardano piccoli adeguamenti, come il numero delle transenne da posizionare, e che i tecnici sono già al lavoro per completare la documentazione necessaria. Per questo motivo il Comitato conferma che l’organizzazione dell’evento procede senza interruzioni e nel pieno rispetto delle procedure previste.
Intanto, ieri, nell’ambito del percorso di avvicinamento al Catanzaro Pride 2026, si è svolto il Pride Talk dedicato al tema dell’affermazione di genere, un appuntamento che ha messo al centro ascolto, testimonianze, strumenti di lettura e riflessione politica sul vissuto delle persone trans e non binarie. L’incontro ha rappresentato un momento intenso di confronto pubblico, confermando il valore del Road to Pride come spazio di comunità, consapevolezza e partecipazione.
Nel corso dell’evento si sono alternati interventi capaci di intrecciare esperienza personale, competenze professionali e impegno associativo. Il confronto ha coinvolto Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEqua, Claudio Falbo, educatore del Centro Calabrese di Solidarietà Ets, Beatrice Canino, fotografa a Catanzaro, Elia Valeo, artista, e Paola Biondi, psicologa e psicoterapeuta esperta di identità sessuali, seguendo una scaletta costruita per affrontare il tema degli spazi sicuri, del supporto alle famiglie, dei percorsi di affermazione, del ruolo dell’arte e delle questioni psicologiche, cliniche e giuridiche legate all’identità di genere.
L’appuntamento ha offerto al pubblico un’occasione concreta per approfondire bisogni, ostacoli e diritti, restituendo complessità a un tema troppo spesso semplificato nel dibattito pubblico. La presenza di testimonianze dirette e di punti di vista differenti ha rafforzato il senso dell’iniziativa, pensata non solo come momento culturale ma anche come atto politico e civile.
Con l’incontro di ieri, il Road to Pride si avvia verso la sua conclusione, lasciando in eredità parole, relazioni e contenuti che hanno accompagnato la città in questo percorso. Il cammino però non si ferma qui: oggi è in programma l’ultimo appuntamento del Road to Pride, “Costruire diritti”, organizzato da Arci Calabria, ultimo evento prima della grande mobilitazione collettiva.
L’invito rivolto alla cittadinanza, alle associazioni, alle realtà del territorio e a tutte le persone alleate è quindi quello di partecipare numerose all’evento conclusivo di oggi e di essere presenti, con ancora più forza, alla parata dell’8 agosto, cuore pubblico e condiviso del Catanzaro Pride 2026.
La CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e la CGIL Calabria aderiscono al Catanzaro Pride 2026
«La tutela dei diritti, della dignità e della libertà delle persone rappresenta un valore universale e indivisibile. Ogni occasione di condivisione e di valorizzazione dell’impegno comune per la difesa della libertà, in tutte le sue declinazioni democratiche, deve essere colta come un’opportunità di crescita sociale e civile». Con queste motivazioni la CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo e la CGIL Calabria aderiscono al Catanzaro Pride 2026, in programma sabato 8 agosto nel quartiere marinaro del capoluogo di regione.
«Sfileremo insieme alle associazioni, alle istituzioni, alle cittadine e ai cittadini perché il Pride è, prima di tutto, una manifestazione per i diritti umani. E i diritti, quando sono di tutti, non dividono: rendono più giusta e più forte l’intera società», si legge nella nota congiunta.
«Il Pride non è soltanto una manifestazione colorata o un momento di festa. Nasce dalla rivendicazione del diritto a esistere senza paura, a non essere discriminati, a poter vivere liberamente la propria identità e i propri affetti. È il simbolo di una lunga storia di persone che hanno scelto di non nascondersi più e di rivendicare uguaglianza, rispetto e piena cittadinanza. Sono gli stessi principi che ispirano da sempre l’azione della CGIL. Difendere il lavoro significa difendere la dignità della persona. Significa contrastare ogni forma di discriminazione, dentro e fuori i luoghi di lavoro, e affermare che nessuno può essere penalizzato, escluso o umiliato per il proprio orientamento sessuale, per la propria identità di genere, per le proprie convinzioni o per qualsiasi altra condizione personale», prosegue il documento.
«Non esistono diritti civili separati dai diritti sociali. Non può esserci piena libertà se una persona è costretta a nascondere chi è per paura di perdere il lavoro, di essere emarginata o di subire violenze e discriminazioni. Allo stesso modo, non può esistere un lavoro davvero dignitoso se non è fondato sul rispetto della persona e sulla pari dignità di tutte e di tutti. Aderire al Pride significa allora ribadire un principio semplice ma fondamentale: ogni essere umano ha diritto di vivere la propria vita con autenticità, senza vergogna e senza paura. Una società democratica si misura dalla capacità di garantire gli stessi diritti, le stesse opportunità e lo stesso rispetto a ciascuna persona, senza distinzioni», sottolineano CGIL Calabria e CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo.
Per questo la CGIL sarà presente al Catanzaro Pride. «Lo farà nella consapevolezza che la battaglia contro ogni forma di discriminazione riguarda l’intera società e che la libertà di una persona rende più libera l’intera comunità. In un tempo in cui riemergono linguaggi d’odio, episodi di intolleranza e tentativi di limitare diritti conquistati con anni di lotte, è ancora più importante testimoniare che la strada dell’inclusione, del rispetto e della solidarietà è l’unica capace di rafforzare la nostra democrazia e la coesione sociale», conclude la nota.