Paolo Frascati
“Un gesto dall’alto valore simbolico che dice tanto – ha affermato a margine della cerimonia Versace – ed è proprio da questi gesti che occorre ripartire per rinsaldare l’impegno comune contro la criminalità e a tutela della legalità. Ed è particolarmente significativo che questo simbolo che ricorda a tutti noi il sacrificio di donne e uomini della magistratura e delle forze dell’ordine, a difesa dei valori democratici, sia stato collocato tra due istituti scolastici della nostra città, ad ulteriore testimonianza della centralità che riveste il percorso educativo e formativo rivolto alle giovani generazioni e dello sforzo costante che le istituzioni per prime sono chiamate a profondere per affermare i principi del vivere civile e il netto rifiuto del malaffare e di ogni logica del compromesso”.
Carica di significati anche la frase di Borsellino incisa sulla panchina parlante, “se la gioventù le negherà il consenso, anche la mafia svanirà come un incubo”, ha poi evidenziato Brunetti, “ed è bello che proprio queste parole completino uno spazio pubblico particolarmente frequentato da bambini e ragazzi, formando il Tricolore, altro simbolo di cui non possiamo mai fare a meno. Queste testimonianze sono fondamentali perché rappresentano anche un segnale di speranza, che guarda alle giovani generazioni e prova a trasmettere un sentimento di rinnovata fiducia nei confronti dello Stato e al tempo stesso l’invito a cooperare e impegnarsi per difendere il bene comune e operare sempre nel rispetto delle regole”.
Quello sorto in prossimità del Castello Aragonese è ormai a tutti gli effetti un largo della “Legalità”, hanno infine rimarcato l’assessora Palmenta e il consigliere delegato Merenda, “e quest’ultima panchina parlante – ha detto l’assessora alla Legalità – dedicata a Borsellino ci aiuta a ricordare anche l’importanza di parlare di quanto accaduto nella storia recente di questo Paese. Vicende drammatiche che hanno scosso le fondamenta democratiche della nazione e che devono dunque essere parte integrante dei percorsi formativi e didattici dei nostri giovani”. Quello di mantenere vivo, in modo costante e tangibile, il percorso di valorizzazione della memoria collettiva, “è un preciso impegno che questa amministrazione, secondo l’indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, sta portando avanti con grande determinazione – ha sottolineato Merenda – e dopo i simboli posti contro la violenza sulle donne e in memoria della lotta di Liberazione, questa terza panchina completa l’arredo parlante nel segno della legalità e del ricordo di quanti hanno pagato con la vita il loro impegno per lo Stato”.
Martedì 19 luglio alle 22.30 continua in prima visione su Rai Storia la docu-serie “Donne di Calabria”, una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura, prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli.
Marianna Fontana è la protagonista della quinta puntata diretta da Maria Tilli e dedicata alla giornalista e scrittrice Clelia Romano Pellicano. Nota anche con lo pseudonimo di Jane Grey, fu una delle pioniere del femminismo italiano ed europeo tra la fine dell’800 e l’inizio del’900, nel pieno della Belle Époque.
Nobildonna colta, raffinata e intelligente nota per le sue posizioni controcorrente, Clelia Romano Pellicano scrisse di relazioni e di divorzio, lottò per il suffragio femminile, dette voce alle donne del tempo che non potevano permettersi di parlare della loro condizione subordinata rispetto a quella dell’uomo, denunciando la violenza domestica e la disparità salariale.
Sposò il marchese calabrese Francesco Maria Pellicano, deputato al Parlamento, con cui si trasferì a Gioiosa Ionica, facendo spola tra Castellammare di Stabia e Roma, dove frequentò il mondo culturale romano dell’epoca, entrando in contatto con ministri, intellettuali, scrittori e poeti. Corrispondente della rivista mensile “Nuova Antologia”, pubblicò un’indagine sulle donne illustri di Reggio Calabria e svolse un’inchiesta sulla condizione delle operaie delle industrie del capoluogo. Nel 1909 si recò a Londra in qualità di socia delegata del Consiglio Nazionale Donne Italiane (CNDI) per partecipare al Congresso Internazionale femminile, dove le sue proposte riscossero un enorme successo, non solo per i contenuti, ma anche per le sue grandi doti oratorie. Rimasta vedova, dovette occuparsi dei sette figli e tutelare il patrimonio di famiglia ereditato dal marito. Emerse così anche la sua anima imprenditoriale: creò nuove attività come lo sfruttamento del fondo boschivo nella Locride, costruì dei villaggi per i dipendenti e una linea ferroviaria aziendale che portava il legname dal bosco fino alla falegnameria, nella convinzione che le imprese non dovessero creare solo profitto ma avere anche una funzione sociale e culturale.
La narrazione si avvale di immagini e filmati di repertorio, di illustrazioni animate e di interviste a testimoni del mondo della cultura, della politica e della società civile, tra cui la biografa Daniela Carpisassi, la scrittrice Giulia Blasi, la storica del femminismo Fiorenza Taricone e i nipoti Furio Pellicano, Clelia Pellicano, Giulia Salazar, Francesco Paolo Pellicano, Tommaso Salazar, Fabio Pellicano, Piero Pellicano, Gaia Pellicano, Flavia Pellicano ed Eldo Pellicano. A fare da sfondo al racconto, i luoghi in cui Clelia ha vissuto e lavorato: da Villa Pellicano a Castello Pellicano, da Palazzo Naymo fino alla spiaggia di Gioiosa Ionica.
“Donne di Calabria” è una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura. Una docu-serie in 6 puntate da 50’ ciascuna prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli. La puntata con Marianna Fontana su Clelia Romano Pellicano è diretta da Maria Tilli e sceneggiata da Esmeralda Calabria.
La storia della giornalista e scrittrice, pioniera del femminismo italiano ed europeo,
viene ricostruita attraverso immagini di repertorio, illustrazioni originali e le testimonianze di: Daniela Carpisassi, Fiorenza Taricone, Giulia Blasi, e tanti familiari
Viola, domenica 11 Settembre il primo impegno ufficiale in Supercoppa contro Ragusa
Lega Nazionale Pallacanestro rende noti gironi, calendario a formula di svolgimento della Supercoppa LNP Old Wild West 2022, relativa alle formazioni iscritte al campionato di Serie B.
FORMULA
Viene formato un tabellone di 64 squadre che disputano 4 turni ad eliminazione diretta. La squadra con migliore posizione, in riferimento alla stagione 2021/22, gioca ogni turno in casa.
CALENDARIO
Le date di svolgimento della fase di qualificazione sono domenica 11 (trentaduesimi di finale), mercoledì 14 (sedicesimi di finale), domenica 18 (ottavi di finale) e mercoledì 21 settembre (quarti di finale). Le date vanno intese come “non oltre”: è data facoltà alle squadre, in accordo tra loro, ed entro il 2 settembre, di anticipare la data di svolgimento degli incontri
Final Four: sabato 24 e domenica 25 settembre.
TRENTADUESIMI DI FINALE – ACCOPPIAMENTI
- Langhe Roero Basketball-Junior Casale Monferrato
- Fulgor Omegna-Oleggio Magic Basket
- Knights Legnano-College Basketball Borgomanero
- Sangiorgese Basket-Campus Varese
- Nuova Pallacanestro Vigevano 1955-Omnia Basket Pavia
- Bakery Basket Piacenza-Pallacanestro Crema
- Libertas Livorno 1947-Pielle Livorno
- Herons Montecatini-Montecatiniterme Basketball
- Etrusca Basket San Miniato-USE Basket Empoli
- Basket Golfo Piombino-Pallacanestro Firenze
- Aurora Basket Desio-Basketball Gallarate
- Pallacanestro Orzinuovi-Virtus Lumezzane
- Bergamo Basket 2014-Brianza Casa Basket Bernareggio
- Basket Mestre 1958-Falconstar Monfalcone
- Virtus Basket Padova-Unione Basket Padova
- Rucker Sanve San Vendemiano-Pallacanestro Vicenza 2012
- New Flying Balls Ozzano-Pall. Fiorenzuola 1972
- Andrea Costa Imola 2022-Virtus Spes Vis Imola
- Raggisolaris Faenza-Tigers Cesena
- Pallacanestro Senigallia-Basket Jesi Academy
- Janus Basket Fabriano-Campetto Basket Ancona
- Pallacanestro Roseto-Teramo a Spicchi 2K20
- Real Sebastiani Rieti-Vigor Matelica
- Luiss Roma-Virtus TSB Cassino
- Nuova Cestistica Lions Bisceglie-Pescara Bk 2.0
- Pall. RuvoDiPuglia-Action Now 2019 Monopoli
- CJ Basket Taranto-Basket Corato
- Partenope Sant’Antimo-Virtus Pozzuoli
- Del.Fes Avellino-AG Sport Caserta
- Virtus Arechi Salerno-Pall. Trinità Sala Consilina
- Virtus Kleb Ragusa-Pall. Viola Reggio Calabria
- Orlandina Basket Capo d’Orlando-Green Basket Palermo
NOTA – Ogni blocco di sfide, composto da 16 squadre, elegge una squadra qualificata alla Final Four.
SUPERCOPPA SERIE B, L’ALBO D’ORO
2020 – Pall. Bernareggio 99
2021 – Raggisolaris Faenza
Bologna, 18 luglio 2022
La Giunta comunale di Reggio Calabria guidata dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti ha approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo per il recupero dell’immobile dell’ex ausilioteca e per la realizzazione di un centro di servizi innovativi per l’autismo nel quartiere di Archi. A darne notizia in una nota congiunta gli Assessori comunali Lucia Nucera, con delega all’edilizia sociale, e Demetrio Delfino, con delega al Welfare. L’intervento, programmato nell’ambito delle linee di indirizzo a suo tempo fissate dal sindaco Giuseppe Falcomatà, con l’allora assessore ai Fondi Comunitari Giuseppe Marino, è finanziato attraverso i fondi del Pon Metro, per una somma complessiva di 1 milione e 200 mila euro.
Il progetto si inserisce peraltro nell’ambito dell’accordo quadro di collaborazione stipulato tra il sindaco Falcomatà e l’istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina, accreditato presso il Ministero della Salute a svolgere attività di ricerca in materia di neuroriabilitazione, neuriofisiologia clinica e strumentale in materia neuroscienze cliniche e neurobioimmagini e di altri settori medici specializzati utili al trattamento dei pazienti affetti da disturbi delle spettro autistico. Un’attività che si pone gli obiettivi – come si legge nella convenzione – “dell’inclusione sociale, dello sviluppo di nuove metodologie e tecnologie che portino ad un miglioramento della qualità della vita per il maggior numero possibile di persone attraverso la ricerca finalizzata allo studio, alla diagnosi precoce e al trattamento dei deficit comunicativi, sociali e cognitivi dei bambini con condizioni di disabilità”.
Il centro per l’autismo si pone quindi l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per famiglie, associazioni e ricercatori, quotidianamente impegnati nell’assistenza e nella cura dei soggetti con disturbi dello spettro autistico. Un centro d’eccellenza di servizi sperimentali che sorgerà quindi nella zona nord della Città, nell’edificio della ex ausilioteca di Archi, costituendo una risposta concreta alle esigenze di diagnosi e supporto della condizione di disabilità emerse nella comunità.
“L’obiettivo – affermano nella nota congiunta gli Assessori Nucera e Delfino – è quello di andare costituire un polo di eccellenza per la ricerca, la prevenzione e la cura dell’autismo, coniugando in maniera sinergica tutti gli aspetti collegati alla patologia e dando un sostegno concreto e quotidiano non solo a chi ne soffre, ma anche ai familiari e a coloro che, stando attorno ai pazienti, possono contribuire al loro benessere e al miglioramento delle occasioni di comunicazione. L’immobile sarà riadattato in modo funzionale per integrare l’erogazione dei servizi di cura e diagnosi precoce dell’autismo con spazi destinati a laboratori, a un piccolo parco giochi e ad una sala per eventi pubblici. Saranno attivati lo Sportello autismo, il Servizio di diagnostica, la Struttura di assistenza specialistica ambulatoriale e la Struttura di riabilitazione ambulatoriale, con interventi personalizzati che supereranno l’approccio specialistico tradizionale per focalizzarsi sui bisogni del paziente con una valutazione multidisciplinare e globale, che tenga conto del contesto familiare, sociale e relazionale di riferimento”.
Torna a Reggio Calabria, ospite dei Caffè letterari 2022 lo storico Aurelio Musi autore del libro Maria Sofia, l’ultima regina del Sud.
Vincitore del Premio Rhegium Julii 2016 per gli Sudi meridionalistici con Filippo IV (Salerno,2016), Aurelio Musi è stato ordinario di storia moderna e preside della Facoltà di Scienze politiche dell’università di Salerno. Ha insegnato Storia del Mezzogiorno all’Università di Milano e in atenei americani. E’ socio della Real Academia de la Historia di Madrid e di altre Accademie italiane.
Nel 2020 è stato insignito del titolo di Ufficiale al merito della Repubblica italiana. E’ condirettore di “Nuova rivista Storica. Tra i suoi volumi più recenti: l’impero dei Vicerè (Il Mulino, 2013), Freud e la storia (Rubbettino, 2015), Mito e realtà della nazione napoletana (Guida, 2016), Il regno di Napoli (Morcelliana, 2017), Storie d’Italia (Morcelliana, 2018), Memorie, cervello e storia (New digital, 2018), Masaniello, il Masaniellismo e la degradazione di un mito (Rubbettino, 2019), Un vivaio di storia. L’Europa nel mondo moderno (Biblion, 2020), Storia della solitudine (neri Pozza, 2021), Unità, disunità. malaunità ( Biblion, 2021), Maria Sofia, l’ultima regina del Sud (neri pozza, 2022).
L’ospite sarà presentato dal Prof. Giuseppe Caridi, con Antonino Romeo della Deputazione di Storia Patria per la Calabria ed Elio Stellitano.
“Riaprire immediatamente i punti di primo intervento di Scilla, Oppido e Palmi. La salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano rispetto a meri calcoli finanziari. Il Partito Democratico sostiene convintamente la protesta dei sindaci del territorio metropolitano e sarà presente domani, in occasione della manifestazione che si svolgerà a Bagnara Calabra, per dare forza ad una battaglia in favore del diritto alla salute sul nostro territorio”. E’ quanto afferma in una nota il Segretario della Federazione metropolitana del Partito Democratico Antonio Morabito, intervenendo in merito alla querelle sui Ppi dei tre centri dell’area tirrenica.
“La chiusura dei punti di primo intervento costituisce una vera e propria sciagura per il nostro territorio – ha aggiunto Morabito – quello che va costruito è un modello di sanità che fa proprio della prossimità la sua forza. Ci aspettiamo che il Presidente Occhiuto assuma un’iniziativa determinata su questi aspetti, non si può spogliare un territorio solo in nome di qualche calcolo aritmetico. Se mancano i medici si facciano subito i concorsi. Oggi la Regione ha assunto piena titolarità sulla materia sanitaria, non è più possibile nascondersi dietro il paravento dei Commissari. Si proceda immediatamente al reintegro delle strutture, che risultano vitali per la sicurezza ed il diritto alla salute di cittadini e turisti”.
L’omaggio dell’Amministrazione comunale per l’anniversario della rivolta del 1970
“Un omaggio istituzionale doveroso – ha commentato Brunetti – una ricorrenza che, come ogni anno, l’Amministrazione ha inteso rispettare, e che rappresenta una pagina importante della storia della nostra città, un tema sul quale è necessario mettere da parte le ricostruzioni di parte, con l’obiettivo di comprenderne le ragioni intime e le ripercussioni che i fatti del 1970 hanno avuto sul percorso che ha caratterizzato la nostra città negli ultimi decenni”.
L’ordinanza del Sindaco facente funzioni Carmelo Versace arriverà nei prossimi giorni e segnerà definitivamente l’apertura di un impianto che, una volta entrato completamente in esercizio, sarà in grado di determinare una sostanziale autosufficienza del territorio metropolitano nella gestione del circuito dei rifiuti, garantendo continuità ed efficienza di servizio agli impianti di trattamento e, questione non secondaria, una cospicua riduzione dei costi a carico dei comuni e, quindi, dei cittadini.
Nel frattempo prosegue l’iter di verifica in attesa dell’effettiva entrata in funzione dell’impianto. Dopo le sollecitazioni formulate dalla Città Metropolitana, la Regione Calabria ha infatti delimitato le aree di salvaguardia della sorgente Vina, approvando lo studio proposto da ARPACal per il monitoraggio e l’acquisizione dei dati necessari alla elaborazione della Carta della Vulnerabilità, finanziati dalla stessa Città Metropolitana. Da Palazzo Alvaro è giunta la richiesta ad Arpacal per l’attivazione della convenzione per l’esecuzione del monitoraggio, il cui schema sarà portato all’approvazione nel prossimo consiglio metropolitano, e che avrà inizio, come concordato con ARPACal, già dal prossimo mese di agosto. Allo stesso tempo, la Città Metropolitana ha riattivato la Conferenza dei servizi per l’approvazione del piano di caratterizzazione, atto propedeutico all’intervento di bonifica del sito della vecchia discarica di Melicuccà, attività fondamentale per la salvaguardia di tutte le matrici ambientali.
Intanto già nei prossimi giorni la Metrocity procederà all’individuazione dell’area come sito di stoccaggio, di fatto già determinando l’apertura in sicurezza dell’impianto. “Si tratta di un obiettivo davvero qualificante – ha affermato Versace nel corso della conferenza – che segue gli indirizzi politici di inizio mandato, fissati dal sindaco Giuseppe Falcomatà, e che a valle di un lungo e meticoloso lavoro tecnico e di verifiche di natura ambientale, ci offrirà una risposta praticamente immediata ai problemi di capienza degli impianti per gli scarti prodotti sul nostro territorio. Grazie allo sforzo prodotto dagli uffici di Palazzo Alvaro e al lavoro brillantemente coordinato dal Consigliere delegato all’Ambiente Salvatore Fuda, e dai Dirigenti Pietro Foti prima e Vincenzo De Matteis dopo, finalmente possiamo aprire l’impianto, risolvendo tanti problemi cui in questi anni siamo andati incontro proprio a causa delle difficoltà al reperimento degli spazi di conferimento degli scarti. Al momento – ha specificato Versace – l’apertura avverrà come sito di stoccaggio provvisorio, solo con scarti di lavorazione pressati e filmati in sicurezza e nel rispetto delle condizioni previste dai piani di monitoraggio e controllo e di gestione operativa. Ciò consentirà di beneficiare da subito di tutti i vantaggi di un sito di pertinenza metropolitana garantendo immediata efficienza ed efficacia nonché una rilevante riduzione dei costi”.
Secondo lo studio prodotto dall’Ups rifiuti di Palazzo Alvaro la Città Metropolitana produce, infatti, circa 180 tonnellate al giorno di scarti di lavorazione e la disponibilità nell’unica discarica pubblica calabrese oggi attiva, quella di Lamezia Terme, si sta via via riducendo, passando dalle 150 tonnellate al giorno di febbraio alle attuali 50 tonnellate al giorno, a causa dell’esaurimento dei volumi autorizzati. Allo stesso modo anche i volumi individuati fuori regione sono limitati a circa 60 tonnellate al giorno ed hanno peraltro costi nettamente superiori, praticamente triplicati rispetto al conferimento ordinario. L’apertura dell’impianto di Melicuccà produrrà quindi aumento degli spazi disponibili, oltre che il risparmio non indifferente di circa 40 mila euro al giorno per il territorio e per i Comuni della Città Metropolitana.
“Sul tema degli impianti la Città Metropolitana ha sempre tenuto un atteggiamento pienamente coerente – ha aggiunto Versace – affermando con chiarezza che avremmo atteso la verifica scrupolosa di eventuali possibili rischi per le popolazioni che risiedono anche a grande distanza dall’impianto. Una volta ultimati gli approfondimenti richiesti sia al Cnr che ad Arpacal, possiamo affermare che non esistono rischi per la nostra comunità, e che anzi l’entrata in esercizio dell’impianto ci consentirà di agire in maniera più efficace su tutta la filiera dei rifiuti, riuscendo finalmente a limitare, speriamo presto ad eliminare, la terribile piaga delle microdiscariche sui territori dei nostri Comuni”.
COMUNICATO STAMPA ROMOLO PISCIONIERI, SEGRETARIO GENERALE FAI CISL REGGIO CALABRIA
Dall’incontro d’informazione sulla promozione e approfondimenti concernenti la sezione territoriale della ‘Rete del Lavoro Agricolo di Qualità” tenutosi presso la sede Inps di Reggio Calabria, giorno 8 luglio 2022, su iniziativa del direttore Angelo Maria Manna, emerge l’esigenza di rafforzare l’impegno verso il lavoro in agricoltura, in uno scenario globale che implica innovazione e sostenibilità.
Una visione macro dell’agricoltura i cui riflessi finiscono per condizionare le aziende e i lavoratori, con un’eccessiva precarizzazione del lavoro per la manodopera straniera, l’unica a crescere, ma solo tra i non comunitari.
Un’incidenza, che lascia inalterata la specializzazione produttiva, chiamandoci a riflettere su come gestire e governare certi flussi stagionali che alterano gli equilibri locali, nei diversi ambiti, giacché si tratta di prestazioni lavorative svolte da manodopera extracomunitaria.
La collaborazione dell’organizzazione Internazionale per le Migrazioni deve poter supportare eventuali vuoti normativi rendendosi interprete delle esigenze di legalità presenti in diverse realtà.
Sicché, s’invoca un rinnovato impegno comune; Parti imprenditoriali agricole, sindacato confederale settore agricoltura, Inps, Istituzioni locali, affinché si possa stabilire un’alleanza per la condivisione di percorsi da intraprendere tra Istituzioni, produzione, lavoro, consumo consapevole, utile a seguire le nuove regole, senza rischiare di perdere gli accessi agli aiuti finanziari di nuova destinazione per l’agricoltura.
La nuova Politica Agricola Comunitaria, 2023/2027, si distingue dal passato a seguito della prevista ‘ condizionalità rafforzata ambientale e sociale” e ci obbliga a lasciarci alle spalle quel retaggio mentale di approccio con superficialità, presente in tanti di noi, riguardante l’operato e I’agire, molte volte freno per la caratterizzazione e l’attribuzione di quel meritato valore aggiunto ai nostri prodotti di qualità.
La nuova PAC, suggerisce una diversa via sul modo di fare impresa agricola, per quanto possibile innovativa e moderna, nel pieno rispetto delle regole, oggi, che si annunciano stringenti e comunque non eludibili, vista la nuova clausola di condizionalità sociale, tendente al rispetto dei contratti e delle norme che regolano la condizione sociale e lavorativa, la sicurezza e la salute sul lavoro.
Sono adempimenti obbligati per entrare a pieno nei benefici futuri degli aiuti comunitari.
La via dell’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, per alcuni versi, è anticipatoria di un percorso, anche se ancora deve essere migliorata, in termini di convenienza, per coloro i quali decidono di sottoscriverne l’adesione.
Una possibile via premiale, da contestualizzare nell’articolato dei futuri bandi di apertura alla progettazione riferita al PSR, nonché ad altri fondi, mediante un indicatore di attribuzione di ulteriore punteggio, se a parità, passa l’azienda che vanta l’iscrizione, dimostrando cosi di rendersi protagonista sul piano degli adempimenti contrattuali e normativi a vantaggio dei lavoratori, delle comunità, nonché dei consumatori, visto il rispetto etico e ambientale, funzionali a una produzione di migliore qualità.