- Chinesiologi ed esperti del movimento per il benessere.
- Preparatori atletici e istruttori di discipline sportive.
- Manager e dirigenti di società o associazioni sportive.
- Organizzatori di eventi e manifestazioni sportive.
- Specialisti della gestione di Enti del Terzo Settore (ETS).
redazione
Successo a Gioia Tauro XXVII edizione del Premio Internazionale Calabria-America
Si è tenuto a Gioia Tauro la XXVII edizione del Premio Internazionale Calabria-America, appuntamento storico dedicato alle eccellenze dei calabresi in Italia e nel mondo che con la loro passione e tenacia operano e continuano ad operare nei loro territori con orgoglio ed appartenenza.
La serata si è svolta in Piazza Municipio – Scalinata, a Gioia Tauro, ed ha visto la presenza e la partecipazione di personalità che si sono distinte nei loro rispettivi ambiti professionali, proprio per mettere in evidenza quella calabresità vera ed autentica che spesso va oltre i confini e che costruisce operosità e capacità valoriali.
In apertura di manifestazione è toccato a Giuseppe Livoti giornalista e presidente Associazione Culturale “Le Muse” di Reggio Calabria presentare il libro – annuario “Calabresi illustri in Italia e nel mondo” vero e proprio vademecum che analizza storia e memoria di questo importante riconoscimento. Livoti ritorna al Premio Calabria America dopo averlo ricevuto nel 2010 per la sua passione, da docente di discipline artistiche, verso l’arte e la cultura dei territori e la successiva valorizzazione attraverso articoli e televisione. Il presidente Muse Livoti ha ricordato sin da subito come il maestro Mimmo Morogallo, presidente del Centro d’Arte e Cultura “Bruzio” di Gioia Tauro ha dato proprio i natali al premio che nasce per valorizzare donne e uomini che, attraverso cultura, arte, professioni, imprenditoria e impegno personale in ogni loro attività hanno sempre la Calabria nel cuore. Morogallo – dice Livoti- prendendo in prestito una frase di Pasquale Lacquaniti rappresenta un nuovo “umanesimo sociale” ed al tempo stesso come scriveva Emilio Argiroffi, si può definire “zingaro degli oceani” poiché da uomo libero e da artista, 26 anni fa, ha ideato un riconoscimento “da pittore giramondo” che valorizzasse gli italiani del Sud dopo avere girato le Piccole Antille, le isole dei Caraibi, Canada, Brasile, Argentina ed aver riflettuto sul legame affettivo che unisce gli emigrati alla propria terra di origine. E questo lo si evince anche dal simbolo del Premio, ovvero una grande tela ad olio, omaggio alla migrazione calabrese ed al valore universale del lavoro, dell’intelligenza e della dignità umana. Al centro della composizione – continua Livoti – domina la figura allegorica di Italia che pone la bandiera nazionale sulla Calabria quale segno di appartenenza, speranza ed unità. Quasi un voler attualizzare una contemporanea “Libertà che guida il popolo” opera storica del pittore francese Eugène Delacroix del 1830, anche se in un contesto storico diverso. Simboli come la nave degli emigranti, un aereoplano, la Statua della Libertà ed i grattacieli di New York e Toronto materializzano emblemi riconosciuti e riconoscibili dei migranti al loro primo arrivo in questi luoghi.
Un ricco annuario con un taglio specificamente storico e biografico che elenca i profili delle persone inserite con l’anno di riferimento, il loro settore e la loro professionalità, il tutto scritto con un tono formale, storico e non celebrativo. Una pubblicazione che afferma e conferma la celebre citazione «Al mondo c’è una sola cosa peggiore del far parlar di sé, ed è il non far parlar di sé» ovvero come «C’è una sola cosa al mondo peggiore di essere sulla bocca di tutti, ed è di non essere sulla bocca di nessuno» frase tratta dal celebre romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Il testo comunque si apre con riferimenti storici importanti per la Calabria con figure lontane del tempo che hanno definito la nostra formazione e cultura.
Tra le tante Pitagora con il principio di tutte le cose e l’identificazione dell’archè, il principio vitale e costitutivo; Gioacchino da Fiore con le tre età della Storia, il tempo della fede ed il futuro regno dello Spirito, caratterizzato da amore perfetto, libertà interiore, gioia e contemplazione. Ed ancora Barlaam da Seminara, figura centrale tra la cultura bizantina e quella occidentale, riconosciuto come uno dei precursori dell’Umanesimo, così come Mattia Preti ed il suo monumentale barocco, il realismo tenebroso e la sfida a Caravaggio vista la sua forza drammatica, capace di scolpire i corpi e generare un pathos inedito.
Il tema che è stato scelto per l’edizione 2026 è “La Calabria che vive nel mondo”, a dimostrazione che esiste un rapporto profondo tra la regione e le sue comunità lontane: storie di partenze, sacrifici, successi e ritorni, ma anche di appartenenza e memoria condivisa.
Reggio: domani l’inagurazione del “Trittico di Michele Parisi per Archi Carmine”
Da due anni il giovane artista trentino Michele Parisi è impegnato in un’impresa rara nel panorama italiano: la decorazione dell’abside della chiesa parrocchiale di Maria Santissima del Carmelo in Archi, Reggio Calabria, un grande edificio di culto costruito negli anni Settanta. Un progetto complesso, nato all’interno del laboratorio di progettazione ArchiCarmine LAB, promosso e coordinato dal parroco don Danilo Latella, e sviluppatosi attraverso un lungo percorso di ricerca, progettazione e lavoro nello studio dell’artista, fino all’assemblaggio e all’installazione delle opere nello spazio liturgico.
Fin dall’inizio, il progetto ha coinvolto attivamente la comunità parrocchiale, chiamata a partecipare alle diverse fasi del percorso. I fedeli hanno preso parte agli incontri dedicati alla presentazione del programma iconografico e del suo inserimento nello spazio della chiesa; successivamente, dopo aver visionato i bozzetti realizzati dagli artisti invitati, hanno espresso la propria preferenza, contribuendo alla scelta del progetto ritenuto più rappresentativo della sensibilità della comunità. L’intervento rappresenta un significativo esempio di dialogo tra arte contemporanea e spiritualità. In un tempo in cui si parla spesso di una frattura tra il linguaggio dell’arte e quello della fede, la comunità di Archi ha intrapreso una strada diversa, affidando l’intervento a un artista pienamente inserito nella ricerca contemporanea e accogliendone la poetica come occasione di riflessione, bellezza e partecipazione.
La poetica di Michele Parisi nasce dall’incontro tra pittura, disegno e memoria fotografica. Le sue immagini sembrano emergere lentamente dalla luce e dalla materia, sospese tra ricordo e rivelazione. Attraverso un raffinato equilibrio tra nitidezza e dissolvenza, l’artista costruisce figure capaci di abitare contemporaneamente il tempo presente e la dimensione dell’eterno. L’opera si sviluppa come un unico spazio architettonico scandito da tre archi a tutto sesto, che accolgono altrettante scene mariane: l’Annunciazione, la Visitazione e la Pentecoste. Sullo sfondo compare il paesaggio delle coste siciliane affacciato sul mare, come se fossero viste da Archi, trasfigurato però in una dimensione simbolica e spirituale. Nell’Annunciazione Maria diventa il luogo dell’ascolto e dell’accoglienza della Parola di Dio. La Visitazione, collocata al centro della composizione, racconta l’incontro tra Maria ed Elisabetta come immagine di una comunione profonda: nell’abbraccio delle due donne si incontrano passato e futuro, Antico e Nuovo Testamento. La Pentecoste conclude il percorso con la discesa dello Spirito Santo, rappresentato dalla colomba e dalla luce dorata che avvolge Maria e gli Apostoli. Particolare rilievo assume la rappresentazione dei volti: non figure idealizzate, ma presenze umane, attraversate da emozioni autentiche. Stupore, gioia, attesa e interrogazione rendono i personaggi vicini allo spettatore, chiamato non solo a osservare, ma a entrare nella scena.
Con questo intervento Michele Parisi propone un’immagine della fede come esperienza di relazione, incontro e comunione. L’abside della chiesa di Archi diventa così uno spazio in cui la tradizione cristiana dialoga con la sensibilità contemporanea, restituendo all’arte il suo ruolo originario: quello di aprire uno sguardo sul mistero dell’uomo e sul senso della vita.
Michele Parisi nasce a Riva del Garda nel 1983. Nel 2006 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2014 si classifica secondo al Premio Artivisive San Fedele. Nel 2019 è tra gli artisti selezionati per il Premio VAF Stiftung, esposto al MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e alla Stadtgalerie di Kiel (Germania), dove riceve una menzione speciale della critica. Nel 2022 il Ferdinandeum di Innsbruck acquisisce una sua opera per la collezione permanente. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche quali la Fondazione Vaf Stiftung di Francoforte, il Ferdinandeum Museum di Innsbruck, Museo San Fedele di Milano e in collezioni private italiane e straniere. Espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
ArchiCarmine LAB è un laboratorio di progettazione partecipata nato per accompagnare la realizzazione di un’opera d’arte sacra. Il progetto nasce dall’iniziativa del parroco don Danilo Latella, affiancato da don Domenico Rodà, direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria; Lucia Lojacono, direttrice del Museo Diocesano di Reggio Calabria; padre Andrea Dall’Asta, direttore del Museo e della Galleria San Fedele di Milano; e Maria Chiara Cardini, critica d’arte e coordinatrice della Galleria San Fedele. ArchiCarmine LAB ha seguito tutte le fasi del progetto, svolgendo il ruolo di ponte tra la comunità di Archi e gli artisti coinvolti. Il laboratorio ha accompagnato inoltre il percorso creativo dell’artista scelto, Michele Parisi, attraverso un confronto costante sulle scelte progettuali, iconografiche e artistiche, approfondendo ogni aspetto della realizzazione dell’opera. Si è configurato così come una vera e propria commissione d’arte contemporanea, capace di unire competenze diverse e di seguire ogni tappa del processo: dall’elaborazione dell’idea iniziale fino alla realizzazione dell’opera nello spazio liturgico. I bozzetti di Michele Parisi e Davide Corona, artisti invitati ad aderire al progetto, sono attualmente esposti nel Museo diocesano di Reggio Calabria.
Redel Viola: positivo il 2° test Pre Season contro Siaz Piazza Armerina
Secondo test della preseason per la Pallacanestro Viola, impegnata nel confronto con la Siaz Piazza Armerina, formazione che, come i neroarancio, prenderà parte al prossimo campionato di Serie B Nazionale.
Un appuntamento utile per proseguire il percorso di preparazione e verificare sul campo il lavoro svolto in queste prime settimane.
Nei primi due quarti coach Michele Carrea utilizza il test per provare diverse soluzioni e combinazioni. La Viola subisce inizialmente l’energia e l’intensità di Piazza Armerina, che chiude avanti il primo periodo sul 17-14 e va all’intervallo sul 43-33.
Al rientro dagli spogliatoi cambia l’inerzia del confronto. I neroarancio aumentano intensità e ritmo, trovano maggiore continuità sui due lati del campo e nel terzo quarto ribaltano il punteggio, portandosi avanti 59-52.
La crescita prosegue nell’ultimo periodo, nel quale la Viola mantiene il controllo e amplia il vantaggio fino al 59-81 conclusivo.
Un test che offre indicazioni interessanti soprattutto per la capacità della squadra di reagire alle difficoltà incontrate nella prima parte e di cambiare passo nel corso della gara, contro un’avversaria della stessa categoria.
I parziali:
17-14
43-33
52-59
59-81
Coach Michele Carrea al termine del test:
«È stato un test molto utile contro una squadra che nei primi due quarti ci ha messo in difficoltà con energia e intensità. Noi abbiamo utilizzato questa prima parte anche per provare alcune soluzioni e non sempre siamo riusciti a trovare subito gli equilibri giusti.
La risposta della squadra nella seconda metà è stata positiva. Siamo riusciti ad aumentare l’intensità, a essere più continui e soprattutto a reagire alle difficoltà che avevamo incontrato.
In questo momento il risultato conta relativamente: ci interessa verificare il lavoro che stiamo facendo e capire dove possiamo crescere. Da questo punto di vista anche questo secondo test ci lascia indicazioni importanti e materiale su cui continuare a lavorare».
La Viola riprenderà la preparazione martedì mattina in vista dell’inizio del campionato nazionale.
Riapertura della Biblioteca di Villa San Giovanni: Santoro invita gli ex Sindaci e l’ex responsabile
“La Biblioteca comunale di Villa San Giovanni è ancora chiusa. Il suo patrimonio librario, di inestimabile valore storico e culturale, continua a giacere negli scatoloni, sottratto alla fruizione dei cittadini, senza che siano state fornite adeguate garanzie sulle condizioni di custodia e conservazione. Ogni ulteriore ritardo espone libri e raccolte al rischio di deterioramento e danneggiamento, fino alla perdita o alla distruzione di volumi insostituibili.
Per questo, insieme ai Consiglieri di Forza Italia, abbiamo presentato un’ulteriore interrogazione consiliare, che sarà discussa mercoledì 9 settembre. Chiederemo all’Amministrazione di spiegare le ragioni della mancata apertura, di indicare dove e in quali condizioni siano custoditi i volumi, quali interventi siano stati effettuati e, soprattutto, di assumere un cronoprogramma certo e verificabile per restituire la Biblioteca alla città.
Rivolgiamo un appello pubblico a tutti gli ex Sindaci di Villa San Giovanni e all’ex responsabile della Biblioteca comunale, che ben conoscono la storia, la consistenza e il valore di questo patrimonio. Li invitiamo a mettere in campo ogni iniziativa e ogni contributo utile a favorire la riapertura della nostra Biblioteca, ponendo la loro esperienza e autorevolezza al servizio di un obiettivo comune: tutelare immediatamente i libri e restituire finalmente questo importante presidio culturale alla città. È una responsabilità che supera maggioranza e opposizione e riguarda l’intera comunità.
Se la riapertura immediata non fosse possibile, sarebbero comunque indispensabili una ricognizione pubblica dei volumi, misure urgenti per la loro messa in sicurezza, locali idonei e una data certa. Non possiamo celebrare la cultura attraverso gli eventi mentre la memoria scritta della città rischia di consumarsi dentro gli scatoloni.”, scrive il Capogruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Villa San Giovanni, Marco Santoro.
Il nuovo playmaker della Dierre Basketball Reggio Calabria si presenta ai tifosi con grande entusiasmo e tanta voglia di fare bene in una città che già conosce e ama. Filippo Marcone è ufficialmente un nuovo giocatore della Dierre Basketball Reggio Calabria. Il playmaker classe 2000, originario di Vigevano, torna a calcare i parquet reggini dopo una breve parentesi in passato con altra maglia, e lo fa con la consapevolezza di essere un tassello importante nel progetto ambizioso voluto da coach Dario Lo Storto e dalla società. “È un piacere per me essere qui, essere tornato a Reggio Calabria che è una bellissima città, ma soprattutto una bella piazza di pallacanestro”, ha dichiarato Marcone nel corso della sua prima presentazione. “Sono stato felicissimo di tornare qui e ho abbracciato subito questo progetto”.
Il nuovo play della Dierre ha le idee chiare su ciò che lo aspetta. Intervistato, ha raccontato di essere stato convinto dalla chiamata del coach e dalla serietà della società: “Penso che, innanzitutto, mi ha convinto quest’estate la chiamata del coach Dario, che mi ha convinto, e poi subito anche la società Dierre mi ha convinto ad abbracciare questo progetto che è ambizioso. Siamo ambiziosi e siamo contenti anche di rappresentare una piazza come Reggio Calabria”. Sulla sua integrazione nel gruppo, Marcone ha sottolineato il buon lavoro che si sta facendo nonostante le difficili condizioni climatiche: “Benissimo. Nonostante il caldo stiamo spingendo molto. È un piacere anche per me allenarmi con un ragazzo e un giocatore come Valerio Costa (attualmente aggregato)che ci sta dando una grande mano. Stiamo mettendo dentro step by step tutte le varie cose che il coach ci indica”.
Marcone è un giocatore dinamico dalla spiccata personalità, noto per le sue capacità realizzative e le incursioni in penetrazione che spesso mettono in difficoltà le difese avversarie. La sua abilità negli anticipi difensivi e la pericolosità da oltre l’arco, con triple in step back che hanno risolto più di una partita, lo rendono un finalizzatore di razza che coach Lo Storto potrà utilizzare in più ruoli. Alla domanda se vada sempre a “1000 all’ora”, il playmaker ha risposto con una certa maturità: “Scesa nel senso che è più in controllo, nel senso che va gestito il ritmo. Quindi sì, si va intensi anche a 1000 all’ora, ma ci sono anche i momenti in cui bisogna rallentare”.
Sul gruppo che si sta formando, Marcone si è detto entusiasta: “Siamo un bel gruppo, siamo giovani, ma possiamo dire la nostra e sono sicuro che diremo la nostra. Ci stiamo preparando”. Un’impressione positiva confermata anche da chi lo ha accolto, come l’head coach Dario Lo Storto, che vede in Marcone un innesto di qualità ed esperienza per il roster a disposizione.
Reggio: tenta di sfuggire alla Polfer con una pistola clandestina, arrestato
Nei giorni scorsi, gli agenti della Sezione Polizia Ferroviaria di Villa San Giovanni, impegnati in un servizio di controllo presso gli scali ferroviari, hanno notato in località Catona un giovane che, con il volto coperto da un passamontagna, si allontanava velocemente alla loro vista.
Raggiunto dagli operatori dopo un breve inseguimento, il giovane ha gettato a terra una pistola semiautomatica priva di matricola. Nel corso della successiva perquisizione è stato trovato anche in possesso di un caricatore con una cartuccia, di un bilancino di precisione e di un paio di guanti in lattice.
Al termine degli accertamenti è stato arrestato per porto abusivo in luogo pubblico di arma clandestina e resistenza a pubblico ufficiale e condotto presso la casa circondariale di Arghillà.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Trasporto Pubblico Locale, Gruppo Pd in Consiglio Regionale attacca: “Per riforme cosi profonde, serve il coinvolgimento dei Territori”
La vicenda delle mancate audizioni dei sindaci di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, dimostra ancora una volta che anche sulla riforma del trasporto pubblico locale la Regione sta sbagliando nel metodo oltre che nel merito. Non è possibile a nostro avviso ridisegnare la governance del TPL, modificare le modalità di affidamento dei servizi, incidere sulle competenze degli enti locali e prevedere nuovi oneri per i Comuni senza garantire un confronto vero con tutti i territori. Questa dovrebbe essere la “stella polare” da seguire ogni volta che si intende mettere mano a riforme così importanti e così impattanti sulla vita dei cittadini.
E’ il caso della proposta di legge sulla “Disciplina dei servizi di trasporto pubblico locale” che la maggioranza porterà a breve in Consiglio regionale per l’approvazione, e che prevede la soppressione di ART-CAL (Autorità Regionale Trasporti Calabria) e la nascita di AMCAL (Agenzia della Mobilità della Calabria), alla quale verrebbero attribuite funzioni strategiche sull’organizzazione dei servizi, sugli affidamenti e sui contratti. Ma la Regione, al di là della solita propensione a situire “nuovi carrozzoni” con nuove denominazioni (vedi Azienda Zero, Arrical etc.) deve spiegare perché, pochi mesi dopo aver adottato l’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti indicando ART-CAL quale soggetto centrale, intenda sostituirlo d’emblée con AM-CAL.
Il rischio, ancora una volta, è quello di assistere ad un film già visto: approvare, ancora una volta, prima il nuovo contenitore societario e rinviare a dopo le scelte vere e decisive su quali servizi garantire, con quali risorse (ad oggi oltre 11 miliardi di fabbisogno non coperto) a quali territori e con quali controlli. Non è sufficiente dichiarare che la riforma non produce nuovi oneri, occorre dimostrare che le risorse destinate alla governance non verranno sottratte ai servizi. Una partita importante, resa ancora più complicata dalla spada di Damocle dell’autonomia differenziata, a cui il “finto patriota” Occhiuto sta legando il futuro anche della nostra regione, insieme a quelle del Nord Italia. Basti ricordare che con la riforma del federalismo fiscale, fortemente voluta dalla Lega e dal Ministro Calderoli, la dotazione destinata al TPL sarà considerevolmente ridotta, penalizzando ancora di più una regione come la Calabria già oggi in difficoltà rispetto al cofinanziamento.
E’ bene evidenziare che questa riforma dispiegherà i suoi effetti nei prossimi venti anni, giocando un ruolo decisivo nella vita dei calabresi. Ai cittadini, del resto, non interessa il cambio di denominazione dell’ente o i dettagli burocratici, interessa sapere se treni e autobus saranno sufficienti per raggiungere luoghi di lavoro, scuole e ospedali come avviene nel resto d’Italia, se chi fa impresa potrà contare su una rete di collegamento capillare, se i territori periferici e le aree interne potranno finalmente avere collegamenti agevoli con il resto della regione. E’ paradossale che su questioni così complesse e su un documento così articolato come il Piano dei trasporti la Regione chieda ai Comuni tramite una Pec inviata in tarda serata di fornire le proprie osservazioni in appena 48 ore. Chiediamo, quindi, la sospensione dell’iter e a stretto giro una nuova fase di audizioni, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali interessati. Prima di cambiare società, la Regione cambi metodo.
“Navi dei veleni”: il Partito del Sud chiede a Governo e Commissione Ecomafie di riaprire i Dossier
“Il Partito del Sud chiede al Governo ed alla Commissione Ecomafie di riaprire il dossier sulle cosiddette “navi dei veleni”, desecretare gli atti ancora riservati e verificare finalmente i relitti sospetti.
Non chiediamo verità di parte, ma piena luce sui fatti. Oggi esistono sonar, robot subacquei e nuove tecnologie: usiamoli per capire cosa c’è realmente sui fondali. Nel mirino i casi Rigel, Jolly Rosso, Michigan, Four Star I, ASO e gli altri affondamenti oggetto di interrogativi negli anni. Il Partito del Sud ricorda anche Natale De Grazia, morto nel 1995 mentre indagava sugli affondamenti sospetti: la sua memoria non ha bisogno solo di cerimonie, ma di risposte.
La richiesta è chiara: mappare i relitti, riaprire le verifiche e dire finalmente agli italiani cosa è accaduto. La Calabria non è una discarica e il Mediterraneo non può essere l’archivio dei misteri. Dopo decenni, il tempo dei silenzi è finito!”, scrive in una nota stampa, il Partito del Sud.
Reggio: riunione in Prefettura sulle intimidazioni contro le Istituzioni a Gioia Tauro
In relazione alle notizie apparse su alcuni organi di stampa e su alcune piattaforme social in merito ai recenti atti intimidatori nei confronti di amministratori (attuali e cessati) del Comune di Gioia Tauro, si rappresenta che si è svolta in Prefettura una Riunione Tecnica di Coordinamento delle Forze di Polizia, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nel corso della quale sono state valutate e adottate le misure più opportune.
Si evidenzia, altresì, che permane elevata l’attenzione riservata da parte delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine al Comune di Gioia Tauro.