redazione
Reggio: consegnati gli attestati TIS del progetto “I Walk the line”
Sono stati consegnati a Palazzo Alvaro gli attestati tirocinio di inclusione sociale (Tis), relativi al progetto ‘I walk the line’, promosso dalla Città Metropolitana e finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso i fondi Pon/Poc legalità 2014-2020. Il progetto dei Tis, in questa fase, ha coinvolto ben 47 ragazzi in età compresa tra i 14 e i 25 anni, ricadenti nell’area metropolitana reggina e punta ad offrire occasioni formative e informative che possano stimolare la loro curiosità nell’approfondimento di specifiche tematiche.
Un supporto fondamentale per l’avvio e la buona riuscita del progetto è stata possibile anche dal coinvolgimento dell’Ufficio servizio sociale per minorenni di Reggio Calabria (Ussm), di numerosi Gruppi appartamento, Comunità e gli istituti scolastici superiori. Negli ultimi mesi, i tirocinanti hanno avuto la possibilità di potersi confrontare con 42 tra Enti pubblici, Comuni, Comunità, aziende e liberi professionisti del territorio reggino, compresa la faglia tirrenica e la jonica. Per tre di loro, grazie all’orientamento gestito dai professionisti del progetto, si è anche aperta un’opportunità concreta di lavoro con un vero e proprio lavoro contrattualizzato.
“Non si è trattato solo di formazione, ma di un percorso indirizzato ai giovani affinché maturasse in loro una nuova consapevolezza di protagonismo, attraverso cui sfruttare le opportunità che il progetto è riuscito a garantire, e il successo di ‘I walk the line’, sta proprio nella grande partecipazione che ha riguardato moltissimi ragazzi e ragazze, superando i confini del nostro territorio. La bontà e la nostra determinazione non solo nel difendere questa esperienza, ma anche riempirla di contenuti e speranze concrete nei nostri giovani, ha suscitato l’interesse di altri Enti pubblici che ci hanno chiesto informazioni per poterlo attivare anche nelle loro realtà. Di questo ringrazio tutti gli operatori che finora hanno operato, la dirigente del settore e i funzionari, le aziende e i liberi professionisti, le associazioni, anche sportive, che hanno dato fiducia a tanti giovani, affiancandoci in questa progetto. C’è la dimostrazione concreta che la nostra idea politica di non lasciare nessuno indietro, si può portare avanti con successo, e finora i numeri di confortano. Sono lieto che in questo caso per tre tirocinanti si sono aperte le porte del lavoro e per qualche altro ci sono buone possibilità a breve. Per tutti comunque resta un attestato qualificante che può certamente essere speso in futuri colloqui lavorativi”. Così il sindaco Giuseppe Falcomatà introducendo la consegna degli attestati Tis, insieme alla coordinatrice del progetto, Rita Leuzzi. Lo stesso primo cittadino ha comunicato l’avvio di una nuova richiesta di fondi al Ministero per far proseguire l’esperienza di ‘I walk the line’. Nel corso della consegna erano presenti, inoltre, i rappresentanti delle aziende e liberi professionisti e delle Comunità: Il focolare, Il principe azzurro, Comunità giovanile Nino Bixio, Cooperativa Marzo 78, Collina del Sole, Cooperativa sociale Kalos, Auser Noi ci siamo Bovalino, associazione Nuova Solidarietà. Tra le altre finalità del progetto ci sono quelle di favorire occasioni di incontro e di socializzazione tra i destinatari con gruppi di coetanei e associazioni/organismi vari; offrire ai destinatari l’opportunità di accostarsi alla società e al prossimo, in modo nuovo, con uno stile fondato sui valori della legalità, della responsabilità e della solidarietà; conoscere il contesto socio-economico in cui i destinatari risiedono favorendo la ricerca attiva del lavoro mediante la fruizione dei servizi e delle opportunità che gli Enti pubblici e privati offrono, valutando le opportunità occupazionali; contrastare il bullismo e la dispersione scolastica.
Il Comune di Reggio Calabria rende noto che con ordinanza sindacale è stata disposta la chiusura di tutte le attività didattiche nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado nelle giornate del 16 e 17 settembre 2025, al fine di assicurare il regolare svolgimento dell’intero programma delle celebrazioni per la festa in onore di Santa Maria Madre della Consolazione, e di garantirne l’attuazione nelle condizioni di massima sicurezza per l’incolumità pubblica e per l’ordine pubblico.
Rispetto a quanto stabilito dal calendario scolastico determinato con decreto del presidente della Regione, che prevede la data di inizio delle lezioni per martedì 16 settembre 2025, le scuole di Reggio Calabria riprenderanno dunque le attività didattiche il prossimo 18 settembre.
Com’è noto la festa in onore di Santa Maria Madre della Consolazione costituisce il principale evento religioso e civile della Città di Reggio Calabria e comprende un ampio e variegato programma di iniziative e manifestazioni religiose e civili che inizia la mattina del 12 settembre 2025 con la processione della Sacra Effigie che dalla Basilica dell’Eremo viene portata alla Basilica Cattedrale e culmina nella giornata del 16 settembre con la seconda processione e, in nottata, con i fuochi d’artificio in onore della Patrona.
Alla luce della concomitanza delle Feste Mariane con l’avvio delle lezioni previsto dal calendario scolastico della Regione Calabria è stato dunque ritenuto, anche in relazione all’esigenza di presidiare l’ordinato flusso della circolazione veicolare e pedonale, nonché all’esigenza di regimentare gli accessi nelle zone dove sono previste le manifestazioni, di dover procedere alla chiusura -nei giorni del 16 e 17 settembre – delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale.
In relazione alla necessità dell’adozione dell’ordinanza è stato inoltre valutato che sono in fieri specifici provvedimenti che sospendono e/o interdicono i flussi veicolari anche nei pressi di vari istituti scolastici cittadini e che tali provvedimenti impattano sull’intero sistema viario alla luce degli spostamenti veicolari che interessano anche la popolazione dell’hinterland della città metropolitana di Reggio Calabria che affluirà per partecipare alle celebrazioni Mariane.
Seminara: sequestrata azienda di smaltimento di rifiuti organici, rivenduti come compost. Denunciati i titolari
Sono state numerose le segnalazioni giunte all’Arma dei Carabinieri e alle autorità locali, da parte di privati cittadini che lamentavano odori nauseabondi che giungevano nella piana di Gioia Tauro, associati a fumo e all’aria resa irrespirabile specialmente in presenza di vento. Nell’alveo della ricerca di una possibile fonte di queste esalazioni, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, con il supporto tecnico-specialistico del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno individuato un terreno nel comune di Seminara dove erano ammassate circa 70 tonnellate di compost non fermentato e hanno deferito in stato di libertà i due proprietari di un’azienda di smaltimento rifiuti, accusati di deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti organici.
Secondo quanto emerso dai controlli, l’azienda avrebbe gestito i materiali in modo del tutto irregolare: i rifiuti organici venivano ammassati in grandi cumuli senza il rispetto delle procedure di trattamento e trasformazione previste dalla normativa, per poi essere rivenduti a vari agricoltori della zona come “compost”. In realtà, quello commercializzato non era un fertilizzante naturale pronto all’uso, ma un prodotto incompleto, ancora in fase di maturazione, capace di sprigionare esalazioni maleodoranti e potenzialmente tossiche.
I militari inoltre hanno accertato episodi di combustione illecita dei residui accumulati, pratica che contribuisce a sprigionare sostanze nocive e a inquinare gravemente l’aria e il suolo. Una condotta che, oltre a configurare ipotesi di reato ambientale, rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, la qualità delle coltivazioni e la sicurezza alimentare.
L’intera area aziendale è stata posta sotto sequestro: al suo interno sono stati trovati cumuli di rifiuti organici in vari stadi di decomposizione e tracce evidenti di combustione. L’area ha necessitato di un’operazione di bonifica condotta unitamente ai Vigili del Fuoco e protrattasi per più di 7 giorni, che ha consentito di contenere le esalazioni.
Sono attualmente in corso accertamenti tecnici per valutare l’impatto sull’ambiente e ricostruire la filiera di distribuzione del materiale irregolare.
Si ricorda che, trattandosi di un procedimento penale ancora in corso, gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
L’Azienda Sanitaria Provinciale comunica di aver avviato, con tempestività e rigore, una attività dispoke di Corigliano Rossano che hanno suscitato attenzione per la loro gravità e hanno imposto l’immediata apertura di una istruttoria al fine di ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità. L’Azienda ribadisce il proprio impegno a garantire il rispetto della dignità dei pazienti e la correttezza dei comportamenti di tutto il personale, sanitario e non sanitario, che opera all’interno delle strutture ospedaliere.
Primo episodio: vigilanza interna
Il primo caso riguarda la segnalazione di presunti modi scortesi adottati da una guardia giurata dipendente di una ditta esterna affidataria del servizio di vigilanza. Secondo quanto riferito, la condotta dell’operatore di sicurezza avrebbe arrecato disagio a un cittadino in occasione di un accesso all’ospedale. L’Azienda, attraverso la direzione ospedaliera, ha immediatamente richiesto alla società di vigilanza una relazione dettagliata sull’accaduto e ha aperto un’attività di accertamento interna. L’obiettivo è ricostruire con puntualità le circostanze, accertare le responsabilità e adottare, se confermate le irregolarità, provvedimenti severi nei confronti del dipendente autore della condotta.
Secondo episodio: pronto soccorso “Nicola Giannettasio”
Un’ulteriore segnalazione riguarda un episodio avvenuto all’interno del pronto soccorso “Nicola Giannettasio”. In questa occasione, è stato denunciato un atteggiamento scortese da parte di personale sanitario nei confronti di un paziente che si era rivolto al presidio per ricevere assistenza. Anche in questo caso, la direzione ospedaliera ha disposto immediati accertamenti per chiarire l’esatta dinamica e per verificare la fondatezza della segnalazione.
Posizione dei vertici aziendali
I vertici dell’Asp sottolineano con fermezza che nessun comportamento ostile, offensivo o lesivo della dignità dell’utenza può essere tollerato all’interno delle strutture sanitarie. Il rispetto delle persone che si rivolgono ai servizi sanitari costituisce principio inderogabile e cardine dell’attività aziendale. Ogni episodio che rischi di minare tale principio sarà oggetto di attenta valutazione e, se necessario, di provvedimenti conseguenti.
Principi di garanzia e rispetto delle procedure
L’Azienda ricorda che ogni procedura di verifica sarà condotta nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e della dignità delle persone coinvolte. Solo a seguito dell’accertamento dei fatti potranno essere adottate le decisioni più opportune, nel quadro di una gestione trasparente e corretta. Tuttavia, l’Asp ribadisce che l’eventuale conferma di comportamenti contrari al codice etico e deontologico non resterà priva di conseguenze.
L’impatto sull’immagine e sul rapporto con l’utenza
Comportamenti scortesi o atteggiamenti poco rispettosi non danneggiano solo i singoli pazienti, ma ledono anche l’immagine dell’intera Azienda sanitaria. I presidi sanitari rappresentano un luogo di cura, accoglienza e sostegno: ogni atteggiamento che incrina tale missione rischia di compromettere il rapporto di fiducia con la cittadinanza, che costituisce il fondamento stesso del servizio sanitario pubblico.
Misure di prevenzione e sensibilizzazione
Parallelamente agli accertamenti in corso, i vertici aziendali stanno valutando ulteriori iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, al fine di richiamare costantemente tutti gli operatori al rispetto dei valori aziendali. Sono in programma richiami formativi rivolti sia al personale interno sia agli operatori delle ditte esterne che svolgono servizi in convenzione con l’Azienda. L’obiettivo è promuovere un clima di lavoro improntato alla correttezza, alla cortesia e al pieno rispetto della persona.
Montepaone organizza “La Festa dei Nonni” nel segno della solidarietà e memoria
Sarà una festa all’insegna della solidarietà e della memoria quella in programma venerdì 3 ottobre, alle ore 20.00, presso l’Albachiara Hotel Ristorante Residence di Montepaone Lido con la Festa dei Nonni – “Un abbraccio per unire”.
Sarà un’occasione per vivere un momento di dono per le attività del Centro Antiviolenza Mondo Rosa del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, associazione che da anni opera sul territorio per il reinserimento e l’accompagnamento di persone e famiglie fragili.
Accanto all’aspetto benefico, la serata proporrà un percorso di intrattenimento e convivialità. Le “Lady Chef” Catanzaro, coordinate da Annita Ferragina insieme all’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaro (APC.CZ) e all’associazione Insieme a Voi – Dipartimento Solidarietà Emergenze Regione Calabria, hanno ideato un menù ispirato alle antiche tradizioni. Piatti simbolo delle case dei nonni – dalla pasta al forno all’antica agli antipasti rustici – saranno realizzati grazie alla generosità di sponsor che hanno messo a disposizione prodotti alimentari tipici.
Non mancheranno i momenti di spettacolo con la musica anni ’60 proposta dalla Darca Music di Piero Dardano e Daniela Olivo e con l’ironia di Piero Procopio, che porterà sul palco il suo cabaret.
Anche l’Associazione culturale e di promozione sociale ‘A filanda darà il proprio sostegno alla pregevole iniziativa e sarà presente con i componenti del “gruppo teatrale Amatoriale Dialettale ‘A filanda” guidato da Marcella Crudo.
Oltre a essere festeggiati, i nonni saranno veri protagonisti: ciascuno avrà la possibilità di presentare un proprio talento, che sia una poesia, una canzone o un manufatto, offrendo al pubblico un frammento autentico della propria esperienza.
A rendere indelebili questi momenti saranno il videografo Giuseppe Cristiano che realizzerà un video ricordo della serata catturando i momenti salienti ed il fotografo Antonio Moniaci con scatti dedicati a ogni tavolo cogliendo preziosi dettagli che ritaglieranno momenti indimenticabili.
Gli organizzatori lanciano un appello alle associazioni del territorio, affinché “sensibilizzino i propri soci a partecipare a un appuntamento che intende valorizzare le radici familiari e, al tempo stesso, sostenere chi lavora quotidianamente a fianco delle persone più fragili”.
Successivamente saranno resi noti gli sponsor che hanno reso possibile l’iniziativa.
«Ogni nonno è un patrimonio di amore e saggezza – affermano le associazioni promotrici – e questa festa vuole essere un grande abbraccio collettivo. Sarà un momento di gioia, condivisione e solidarietà, che unisce tradizioni familiari e impegno sociale».
Partecipa a una serata speciale per onorare i nostri nonni e le nostre nonne: i pilastri della famiglia e i custodi delle nostre storie, cliccando qui: Festa dei nonni: Festa dei nonni: Un abbraccio per unire | Rete del Dono
Cambio ai vertici del’Ebac (Ente Bilaterale Artigianato Calabria). L’assemblea dei soci fondatori (Confartigianato, Cna, Casartigiani e Cgil, Cisl e Uil) ha eletto all’unanimità quale nuovo presidente Francesco Pellegrini, già vice presidente vicario di Confartigianato Calabria, e Benedetto Cassala, coordinatore regionale della Uil per l’artigianato.
Pellegrini e Cassala seguono alla presidenza di Paolo D’Errico, in quota Cna, e Luigi Veraldi, in quota Cgil Calabria.
L’Ebac Calabria, conta quasi 5 mila imprese iscritte con oltre 10mila unità lavorative all’attivo ed eroga ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ovvero cassa integrazione ai lavoratori di imprese artigiane in temporanea difficoltà, oltre ad altri strumenti di supporto al reddito.
Durante i lavori dell’assemblea, si sono ripercorse le tappe del lavoro svolto nel triennio e ci si è confrontati anche sulle azioni future necessarie al raggiungimento di nuovi obiettivi, sempre nell’ottica di un rafforzamento del dialogo tra parti sociali, con il fine ultimo di fornire a imprese e dipendenti opportuni strumenti di supporto.
Francesco Pellegrini, 62 anni, noto imprenditore del comprensorio crotonese, ha sottolineato l’importanza di “valorizzare il ruolo della bilateralità, rafforzando una cultura del lavoro basata sulla partecipazione, legalità e sulla sicurezza”. Il Presidente Ebac ha assicurato che da qui alle prossime settimane sarà riunito il consiglio di amministrazione per implementare i nuovi interventi programmatici. “Le imprese – ha aggiunto – non possono attendere, hanno necessità di riposte immediate, in un periodo pieno di difficoltà per il mondo produttivo, come quello attuale, inficiato dall’ incertezza economica sui mercati mondiali e la piccola impresa Calabrese, già di per sé fragile, deve essere tutelata”.
Benedetto Cassala, 53 anni, catanzarese e sindacalista Uil nel suo intervento di saluto all’assemblea, oltre a ringraziare tutti per la fiducia, ha rivolto un particolare ringraziamento ai predecessori per il lavoro sin qui svolto e ha rappresentato la sua idea di sviluppo della bilateralità intesa come strumento di concertazione tra parti che hanno visioni diverse ma obiettivi comuni e che pertanto non possono esimersi da una stretta collaborazione che va oltre ogni colore di appartenenza.
I lavoratori artigiani, secondo Cassala, per alcuni aspetti economici meno fortunati rispetto ad altri comparti, devono sentirsi orgogliosi di appartenere ad un comparto, che tramite la contrattazione collettiva, offre loro sostegno al reddito, sanità integrativa, formazione, sicurezza.
La nuova presidenza promette di valorizzare quanto sin qui fatto dall’Ebac rafforzando il Fondo infortuni, costituito due anni fa e prima esperienza in Italia che già è intervenuta a favore delle famiglie di lavoratori che hanno subito incidenti gravi o anche mortali. Inoltre, già nella prima seduta del Consiglio direttivo saranno stanziate nuove risorse a favore delle famiglie dei lavoratori e dei titolari artigiani, che saranno erogate, mediante i sussidi già presenti quale contributo all’acquisto dei testi scolastici per i figli, copertura parziale delle spese per trasporto scolastico, aiuti ai canoni di locazione, premi alla natalità e altri nuovi che saranno a breve definiti.
Certificati falsi: 2 medici di base della Locride ai domiciliari, 144 indagati
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due medici di base operanti nel territorio della locride, che sono risultati indagati – unitamente ad altre 142 persone e a diverso titolo – per falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e truffa ai danni dello Stato.
Il citato provvedimento restrittivo della libertà personale – emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Dott. Giuseppe Casciaro – costituisce l’esito di una complessa attività investigativa, che è stata avviata a seguito della presentazione di una denuncia da parte di un privato cittadino ed è stata condotta dal Gruppo della Guardia di finanza di Locri, anche con il ricorso a voluminose acquisizioni documentali e mirate attività di intercettazioni telefoniche e ambientali.
In particolare, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle specifiche responsabilità, è emerso uno “scenario allarmante” nell’ambito del quale i suddetti medici di base procedevano, in maniera “spregiudicata” e “disinvolta”, al rilascio di numerosi certificati di malattia in favore di soggetti beneficiari – perlopiù braccianti agricoli – attestando periodi di infermità anche di lunga durata, sovente come prosecuzione di precedenti certificazioni, senza effettuare alcuna visita medica.
Tali condotte di “esercizio distorto della professione medica” avrebbero consentito ai destinatari delle false certificazioni di beneficiare indebitamente di numerose assenze sul posto di lavoro e la parassitaria percezione illecita delle relative indennità di malattia, da parte dell’INPS, per un importo complessivo di quasi 70 mila euro.
Al riguardo, si precisa che i lavoratori stagionali del comparto agricolo hanno diritto alla predetta indennità nella misura massima di 180 giorni annui qualora iscritti nell’apposito elenco e nel caso in cui nell’anno precedente o in quello corrente abbiano svolto almeno 51 giornate di lavoro (nella circostanza in cui il lavoratore abbia effettuato un numero di giornate inferiore, il limite massimo di giorni di malattia indennizzabili diminuisce in proporzione).
Più nel dettaglio, gli accertamenti svolti hanno consentito di disvelare condotte illecite seriali, caratterizzate dal rilascio in “ciclostile” di certificazioni sanitarie false, in tempi estremamente rapidi, talora basandosi su semplici conversazioni tramite piattaforme di messaggistica telefonica o demandando a terzi il ritiro di certificati già precompilati.
E’ risultato finanche che talvolta la durata della malattia veniva decisa al momento, anche in autonomia dai pazienti stessi, arrivando a certificare per pazienti appartenenti al medesimo nucleo familiare la medesima diagnosi (patologia al braccio e disturbi d’ansia) per il medesimo periodo temporale.
Emblematico è risultato il caso di una certificazione per “sindrome ansioso depressiva” con una prognosi di 20 giorni ritirata presso lo studio di uno dei due medici indagati in una mattina d’estate dalla madre dell’interessato, un giovane bracciante agricolo, che al momento della certificazione della malattia era “tutt’altro che ammalato ma serenamente a letto”, dopo aver fatto “le ore piccole” la notte precedente.
Ne è emerso un pericoloso “contesto d’illiceità diffusa” a danno della spesa pubblica – venendo sfruttate fondamentali tutele assistenziali previste dalla legge in illecita fonte di arricchimento a cui attingere indebitamente – su cui è sistematica e alta l’attenzione della Procura della Repubblica di Locri e della Guardia di finanza di Reggio Calabria.
Si rappresenta, infine, che il procedimento penale attualmente versa nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, nei confronti di tutti gli indagati, sussiste il principio di presunzione di non colpevolezza.
ASMEL lancia il progetto per contrastare lo spopolamento dei borghi
Si chiama ITALIE – Storie che ritornano, comunità che ripartono il nuovo progetto promosso da ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali.
L’obiettivo è invertire la rotta dello spopolamento nei piccoli borghi italiani, puntando sugli italo-discendenti e restituendo centralità ai territori marginali attraverso un modello innovativo di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Il progetto ha già mosso i primi passi internazionali con un incontro in Uruguay, lo scorso 28 agosto a Punta del Este, che ha visto la partecipazione di istituzioni, cittadini e giornalisti. Durante l’evento, il Segretario Generale di ASMEL, Francesco Pinto, ha sottolineato:
«Il Sudamerica è il cuore pulsante della diaspora italiana. Qui non parliamo solo di numeri, ma di storie, di famiglie, di sogni che chiedono di tornare a casa. ITALIE è il ponte che mancava tra questi sogni e i territori che vogliono rinascere.»
Con oltre 4.600 enti locali associati, ASMEL è da oltre un decennio punto di riferimento per la modernizzazione della pubblica amministrazione locale. Con ITALIE, l’Associazione estende la propria azione anche sul fronte sociale e territoriale, promuovendo il ritorno in Italia dei cittadini stranieri di origine italiana e sostenendo i Comuni nel rilancio delle aree interne promuovendo la formazione di comunità coese e resilienti.
Il progetto si articola attraverso azioni concrete e strumenti digitali: dalla piattaforma ItaLink, che incrocia domanda e offerta di lavoro tra borghi e cittadini stranieri di origine italiana, alla coprogettazione con le comunità locali, passando per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la semplificazione amministrativa e il potenziamento dei servizi digitali e sociali per i nuovi residenti.
«ITALIE nasce per rispondere in modo strutturale a una delle sfide più urgenti per i Comuni: la perdita progressiva di popolazione nei borghi – afferma il Presidente ASMEL, Giovanni Caggiano – Vogliamo restituire futuro a territori ricchi di storia e cultura, offrendo ai Comuni strumenti semplici ed efficaci per attrarre nuove energie e trasformare il declino in rinascita.»
Secondo i dati ISTAT, infatti, negli ultimi dieci anni la popolazione delle aree interne italiane è calata del 5%, fino all’8% nei Comuni ultraperiferici e quasi il 90% dei Comuni rurali rischia un ulteriore calo demografico.
Dopo l’Uruguay, ASMEL guarda ad altri Paesi con forte presenza di comunità italiane, come Brasile, Stati Uniti e Canada, e intende rafforzare la rete dei Comuni aderenti, già coinvolti in percorsi di rigenerazione urbana e sociale.
(Foto logo dalla pagina facebool dell’ Associazione “Asmel” )
Premio nazionale Fabrizio De André: la Calabria conquista le semifinali con un poker di artisti
Quattro artisti calabresi alle semifinali del Premio Fabrizio De André. Un risultato straordinario che certifica la qualità della musica d’autore in Calabria e premia il lavoro di selezione territoriale.
Oltre al vincitore della tappa regionale Fabio Macagnino, la commissione nazionale ha infatti selezionato altri tre talenti calabresi: Lio (Domenico Lione), Gabriele Laponte e Sasà Calabrese.
La serata del 30 maggio al Big Easy Music Club di Reggio Calabria aveva dimostrato il livello eccezionale della selezione. Già durante la tappa calabrese, la commissione giunta in riva allo Stretto – composta da Teresa De Sio, Luisa Melis e Teresa Mariano – aveva sottolineato la grandissima qualità delle proposte e la difficoltà di scelta. Trenta artisti sul palco per tre ore di spettacolo assoluto.
«Quando siamo arrivate abbiamo trovato un’energia pazzesca», aveva commentato Teresa Mariano, che di artisti ne ha lanciati parecchi, da Caparezza ai Negramaro. «Ascoltare questi musicisti senza vincoli, dal vivo, riporta al significato più vero della musica d’autore».
Particolarmente colpita Teresa De Sio: «Ho fatto parte di altre commissioni, anche Sanremo Giovani, ma stasera – aveva sottolineato – davvero non c’è stato nessuno che non fosse all’altezza».
La difficoltà della scelta era stata confermata dalla stessa Luisa Melis: «Tutti bravissimi, ammetto che è stato molto complicato decidere. Noi crediamo che ce ne sarebbero altri tre o quattro da selezionare».
Una valutazione che si è poi tradotta nella decisione di portare in semifinale un poker di artisti calabresi.
Fabio Macagnino, il vincitore ufficiale della tappa calabrese del premio De André, aveva fatto cantare e commuovere tutto il pubblico del Big Easy Music Club reggino. E la serata aveva brillato anche per altri protagonisti: Gabriele Laponte con i suoi racconti intessuti di esperienze e suggestioni; Lio, fresco secondo a Castrocaro; Sasà Calabrese con la sua esperienza e la sua carica artistica appassionata e travolgente.
«È con immenso orgoglio che accogliamo questa notizia», commenta Alessio Laganà, promoter esclusivo per la Calabria. «Abbiamo fatto un magnifico lavoro e questa è la Calabria che va avanti senza politica, senza contributi pubblici, senza piagnistei. Ma con serietà e professionalità. Un riconoscimento che ci fa gioire e che ci dice che dobbiamo andare avanti, per una Calabria che vuole far sentire la propria voce a livello nazionale e internazionale. E con un pensiero a tutti i grandi artisti che hanno partecipato, perché – come sottolineato dalla commissione – davvero sono stati tutti all’altezza del premio e dello spirito con cui viene organizzato, scovando il meglio della musica in ogni regione italiana».
Un successo reso possibile dal lavoro della squadra del Big Easy Music Club e dai tanti imprenditori-mecenati che hanno sostenuto questo grande evento. Le semifinali si terranno a Isernia, nei giorni 3 4 e 5 settembre. La finale sarà invece nei giorni 13 e 14 settembre a Roma presso la Piazza De Andrè.
Alessio Laganà, in qualità di esperto, sarà membro della giuria nella finale dove arriveranno solo 12 artisti. “Auspichiamo che gli artisti Calabresi arrivino in finale, tuttavia resta la soddisfazione che tale esperienza ha confermato la vitalità della canzone d’autore calabrese, capace di conquistare palcoscenici nazionali con la forza della propria autenticità