Giovedì 23 febbraio 2023 alle ore 17,00 presso la Sala Giuffrè della Biblioteca Pietro de Nava si inaugura un ciclo di incontri sul tema: “l‘Arte italiana tra il XV e il XVI secolo: la civiltà delle botteghe” promosso congiuntamente, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, dall’Associazione Culturale Anassilaos, dall’ AIParC (Associazione Italiana Parchi Culturali, dalla Biblioteca “Pietro de Nava”. Tema del primo incontro “Perugino <il meglio maestro d’Italia>”(1445-1450-1523) a Cinquecento anni dalla scomparsa dell’artista avvenuta nel febbraio del 1523. Interverranno Irene Calabrò, Assessore Cultura Comune di Reggio Calabria; Irene Tripodi, Presidente Nazionale AIPARC ; Stefano Iorfida, Presidente Associazione Anassilaos; Daniela Neri, Responsabile Biblioteca De Nava. La relazione sarà tenuta da Salvatore Timpano, esperto d’arte e Direttore del Dipartimento Arte e Patrimonio Culturale Materiale ed Immateriale AIPARC. Maestro di Raffaello Sanzio, Piero Vannucci (1445/50-1523), detto il Perugino, nato, formatosi e morto in Umbria, fu tra i maggiori artisti che operarono tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. Ebbe forse la sfortuna di una vita troppo lunga per la media dell’epoca (settanta anni) e di assistere a quella vera e propria rivoluzione artistica prodotta dai tre grandi del Rinascimento (Leonardo, Raffaello, Michelangelo) per cui la sua arte e le sue indubbie qualità pittoriche, che pure lo avevano portato a lavorare con notevole apprezzamento nei centri artistici più rinomati della Penisola (Firenze e Roma), ad un certo punto apparvero obsolete e superate al punto da costringerlo a ritornare in provincia, nei piccoli centri, dove ancora la sua pittura, poco innovativa e quasi ripetitiva, poteva ancora apprezzata. Era stato debitore di due grandi scuole: quella indiretta di Piero della Francesca, che aveva lasciato un’impronta profonda nell’ambiente umbro- marchigiano, e quella fiorentina del Verrocchio, di cui Perugino fu allievo negli anni 1470-72. La sua opera rappresenta, dunque, un riuscito tentativo di sintesi dei risultati raggiunti dai maestri della prima generazione del Rinascimento. L’’opera del Vannucci, insuperato maestro della pittura ad olio, fu a lungo ammirata per la capacità di fondere i colori e i paesaggi con i teneri sentimenti espressi. Le sue figure sono di norma inquadrate da semplici architetture prospettiche o si stagliano sul tenero paesaggio umbro e ognuna vive un proprio mondo sovrannaturale, come estraniata dalla realtà contingente.
Le sue Madonne sono sempre dolci e angeliche, assorte e contemplative e i loro gesti ed espressioni mostrano una pietà affettuosa e rassegnata. La sua formula compositiva fu molto apprezzata dal pubblico e l’artista organizzò una vera impresa commerciale, coordinando numerosi aiutanti ed allievi mentre i suoi dipinti, ricercatissimi e ben pagati, fecero prosperare le sue
botteghe di Firenze e Perugia. L’epilogo del suo itinerario artistico e spirituale fu comunque segnato da molte amarezze poiché il gusto dei committenti (i Pontefici soprattutto) si volgeva ad altro ed egli ebbe a subire, ancora da vivo, l’onta dei suoi affreschi che venivano cancellati per dare spazio ad opere più moderne. Così avvenne nel 1534 – egli era già morto – allorquando per fare posto al Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina fu abbattuto il suo grande affresco che rappresentava l’Assunta con papa Sisto IV inginocchiato.
Sebastiano Plutino
Confermata per il prossimo 4 luglio alle ore 21:00 allo Stadio Guido d’Ippolito di Lamezia Terme l’unica tappa in Calabria del tour “Amore + Iva”, il nuovo show di Checco Zalone, l’attore comico italiano di maggior successo degli ultimi anni. Per l’eccezionale spettacolo prodotto da Arcobaleno Tre, la società guidata dal manager Lucio Presta, sono disponibili i biglietti su www.ticketone.it e in tutti i punti autorizzati.
Già venduti in pochi giorni circa mille dei quattromila biglietti disponibili, tutti a sedere. L’allestimento, rende noto Ruggero Pegna, che ha proposto questa location e ne cura l’organizzazione con la sua Show Net srl, prevede il posizionamento del grande palcoscenico di fronte alla tribuna coperta all’altezza di centro campo, come già avvenuto la scorsa estate per il concerto di Luigi Strangis.
Sul rettangolo di gioco sarà sistema una platea di 2000 sedie, posti che si aggiungeranno agli altri 2000 disponibili nella tribuna. Lo spettacolo si avvarrà anche di un grande ledwall centrale e di due laterali, con immagini trasmesse da una regia mobile.
In vista dello spettacolo, Pegna ha avuto anche il parere favorevole dalle Autorità di Pubblica Sicurezza per la sostituzione delle vetrate che delimitano la tribuna dal rettangolo di gioco, oggi deteriorate e non più trasparenti, con una barriera di altezza inferiore, come fatto allo Stadio di Catanzaro nei giorni scorsi per analogo motivo. “Ora si attende – dice Pegna – l’autorizzazione comunale ad effettuare i lavori, che dovrebbero essere realizzati dalla Fc Lamezia Terme, gestore della struttura; l’intervento, oltre ad ammodernare lo stadio in linea con i principali stadi italiani, risanerà un problema di visibilità riscontrato innanzitutto per le partite di calcio”.
Comico, attore, showman, imitatore, cantautore, musicista, cabarettista, sceneggiatore e regista italiano, Luca Medici esordisce su Telenorba con il personaggio che lo rende celebre, Checco Zalone, prima di approdare a Zelig e farsi conoscere al grande pubblico con “Siamo una squadra fortissimi”, un vero e proprio inno dedicato alla Nazionale Italiana di calcio che in quell’anno vince il Mondiale. Nel 2009 esce il suo primo film, Cado dalle nubi, diretto da Gennaro Nunziante. La colonna sonora è composta da canzoni originali: tra queste, “Angela” ottiene la nomination ai David di Donatello. Sempre nel 2009, è sul piccolo schermo con il Checco Zalone Show. Nel 2011 è protagonista del Resto Umile World Tour, a cui segue l’omonimo programma televisivo. Nello stesso anno, Checco Zalone torna al cinema segnando i primi record al botteghino con Che bella giornata, superati da Sole a catinelle (2013), che risulta il film più visto dell’anno, e da Quo vado? (2016), tuttora il film italiano più visto di sempre al cinema. Zalone esordisce alla regia con Tolo Tolo (2020) che fa registrare il maggior incasso nella storia del cinema italiano nel primo giorno di programmazione. Con Tolo Tolo l’artista pugliese si aggiudica anche i primi due David di Donatello, quello per la Migliore canzone originale (“Immigrato”) e il David dello spettatore.
Ci avevano preparato, in occasione della presentazione del cartellone 22-23: la nuova stagione del “Teatro Incanto” sarebbe stata quella del grande salto, “un invito – dichiarava il direttore artistico Francesco Passafaro – a superare i limiti di una programmazione prettamente amatoriale, provando a produrre degli spettacoli che hanno voglia di uscire dalla città ed essere presentati in giro per la regione e, perché no, anche per l’Italia visti i temi trattati”. E così è stato. Basta riflettere sullo spettacolo andato in scena ieri sera: poco più di un’ora di emozioni intense, di un recitato vibrante ed intenso, grazie anche ad una preparazione attenta degli attori, per restituire al pubblico in sala, chiamato ad animare il dibattito al termine della rappresentazione, pagine della storia recente del nostro Paese. Immagini e parole intrise di valori da preservare, custodire e tramandare nel nome della memoria di uomini che hanno sacrificato la vita per la democrazia e la legalità, anche per le giovani generazioni che non ne conoscono l’essenza. E che spettacoli come quello scritto e diretto da Francesco Passafaro hanno il grande merito di tramandare e rinnovare.
“Giovanni e Paolo, gli antieroi” – andato in scena domenica e in replica fino a domani alle 10.30 per le scuole superiori – è uno spettacolo intenso, capace ti toccare le corde dell’emotività e della riflessione su temi sempre attuali che appartengono alla storia recente del nostro Paese, e con esse alla nostra memoria collettiva.
A oltre 30 anni dalla scomparsa dei due magistrati, si sente ancora più forte la necessità di prendere esempio da due uomini come tanti altri che hanno cambiato, in meglio, il destino del loro paese.
Andrea Camilleri ebbe modo di definirli come le nostre “Torri Gemelle”, e non a caso il sipario si alza idealmente su un altro evento drammatico, uno spartiacque nella storia contemporanea: un attentato alla democrazia, un momento in cui il mondo è cambiato e tutti ricordiamo di preciso cosa stavamo facendo nel momento in cui venivano abbattute. Esattamente come ricordiamo il momento in cui Giovanni e Paolo sono stati uccisi, sacrificati alla storia per combattere la mafia nella tutela della democrazia e della legalità, morti da eroi. Senza volerlo, perché, dice Borsellino all’amico di sempre, Falcone: “Noi siamo gente normale che vorrebbe raddrizzare quel che è ingiusto”.
In una dimensione non molto chiara, ma in un posto molto preciso, si trovano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati che stanno preparando il maxi-processo di Palermo, che porterà alla condanna di centinaia di sospettati per associazione a delinquere.
Sul palco, domenica, Roberto Malta a interpretare Paolo Borsellino, Michele Grillone nei panni di Giovanni Falcone, alternati – rispettivamente – negli altri spettacoli da Francesco Passafaro e Stefano Perricelli.
I due magistrati, certi di fare semplicemente il proprio dovere, sono consapevoli che quello che stanno facendo avrà un’enorme ricaduta sul futuro del loro paese e delle loro vite, consci del fatto che sfidare la mafia non è una cosa semplice. Non hanno molto a disposizione, due scrivanie sulle quali riporre le loro importantissime carte e una fotocopiatrice, che funziona a tratti, per la quale hanno dovuto lavorare parecchio.
Quelle scrivanie e quella fotocopiatrice dalle quali dipenderà il loro destino e quello di tutto il nostro paese. Ma durante la loro conversazione giunge a colloquio una donna molto misteriosa, una donna che dice di sapere tutto quello che gli sta accadendo e che gli accadrà e che è venuta per capire se i due magistrati vogliono conoscere il loro futuro. Si tratta di Marta (interpretata da Francesca Guerra ed Elisa Condello), che ad alcuni è sembrata un angelo, ad altro la voce di una coscienza che viene dal passato: ed è stato interessante scoprire proprio nel dibattito successivo le diverse visioni, che Passafaro ha lasciato volutamente libere di spaziare senza ingabbiare il personaggio in alcuna definizione.
Giovanni e Paolo, dapprima scettici, capiscono che la donna è realmente informata di fatti segretissimi, di fatti che dovrebbero conoscere soltanto loro e decidono di darle ascolto; quello che accadrà di lì in avanti ha dell’incredibile e andrà a sconvolgere le menti e i cuori dei due protagonisti e del pubblico che sta ad ascoltare. Al termine dello spettacolo, anche una video intervista di una donna presente in Via D’Amelio durante l’attentato che costò la vita al giudice Borsellino: si tratta di Carlotta, giovanissima all’epoca dei fatti.
Uno spettacolo rivolto a chi vuole ricordare l’opera di due uomini coraggiosi, di due persone con un fortissimo senso del dovere che sono state lasciate sole nel momento più importante, proprio quando avevano più bisogno di sostegno e che vuole aiutare la società moderna a non dimenticare.
Un momento importante, come sottolineato anche nel corso del dibattito sviluppato con interesse e partecipazione al termine dello spettacolo realizzato in particolare per le scuole secondarie. E domani l’ultima matineé.
«Non posso che esprimere soddisfazione per la firma del protocollo che ha portato alla nascita dell’Azienda unica ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, attraverso la fusione dell’Azienda Pugliese-Ciaccio e dell’Azienda Mater Domini, dando vita così al più grande polo sanitario della Calabria e a uno dei più grandi del Mezzogiorno. E lasciano ben sperare, per un incremento dell’offerta sanitaria nell’area centrale della Calabria, anche gli obiettivi prefissati che prevedono, oltre alla nascita di una scuola di specializzazione per l’emergenza-urgenza, anche l’attivazione di un polo pediatrico comprensivo di un nuovo reparto di neuropsichiatria infantile. Un obiettivo, quest’ultimo,
per il quale mi sono a lungo speso anche personalmente con il rettore De Sarro».
Lo dichiara il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo in un comunicato stampa, intervenendo sulla nascita dell’azienda unica Renato Dulbecco di Catanzaro e richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire un’offerta sanitaria adeguata a tutte le realtà territoriali calabresi e, soprattutto, a quella particolarmente disagiata del Vibonese.
«Proprio questi importanti obiettivi – che mi auguro trovino effettiva realizzazione nel breve periodo – mi inducono a ribadire con ancora maggiore convinzione la necessità di perseguire con ogni mezzo la garanzia del diritto alla salute su tutti i territori regionali. Specie nelle aree, come la provincia di Vibo Valentia, che scontano una condizione di particolare abbandono e arretratezza sul piano sanitario. Non abbiamo lesinato denunce, nei giorni scorsi, rispetto alla necessità di offrire anche ai cittadini vibonesi un adeguato accesso alle cure, attraverso l’intervento sulle tante problematiche che interessano il comparto: dai ritardi nella costruzione del nuovo ospedale, alle liste d’attesa dai tempi biblici, dalla carenza di personale sanitario ai disagi che investono gli utenti del Pronto soccorso della città capoluogo e tanto altro ancora. In risposta ai quesiti posti, abbiamo però ricevuto ancora una volta solo annunci e promesse poco convincenti. Adesso è ora di passare ai fatti. I cittadini sono ormai esasperati da proclami e inviti alla responsabilità che, dopo decenni di attese, hanno il sapore della beffa. Non è più tempo di annunci, lo ribadiamo spesso, ma la sanità vibonese adesso più che mai ha bisogno di segnali concreti e fatti tangibili. L’operazione che è stata compiuta a Catanzaro dimostra che quando c’è la volontà politica di ottenere un risultato, anche gli ostacoli che sembrano insormontabili possono essere superati. Lo stesso deve ora avvenire per la realtà vibonese a cominciare dall’avvio dei lavori del nuovo ospedale e dall’intervento sulle carenze delle altre strutture sanitarie del territorio: da Vibo a Tropea fino a Serra San Bruno. Ogni titubanza e incertezza su questo fronte comprometterà ancor di più il diritto alla salute e, soprattutto, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Dopo la magnifica navigata di domenica, l’Arca di Noè della Comunità Parrocchiale di Gallico Superiore è pronta a risalpare oggi pomeriggio, martedì 21 febbraio 2023, con la stessa rotta: superare con speranza la tempesta del CoviDiluvio e raggiungere la salvezza, la pace e l’armonia tra i popoli. Un forte messaggio che verrà lanciato con la sfilata del carro allegorico per le vie di Gallico Superiore, Gallico Marina e del centralissimo Corso Garibaldi di Reggio Calabria.
Il percorso del carro prevede il raduno alle ore 15.00 a Gallico Superiore in Piazza San Biagio ed il trasferimento in sfilata fino alla Piazza Madonna della Grazia. Successivamente il carro si sposterà a Gallico Marina, in via Mercato, nei pressi della scuola media “Boccioni”, e riprenderà il percorso a piedi lungo la Via Marina. Terminato tale tragitto, il carro raggiungerà Piazza Garibaldi a Reggio Calabria intorno alle ore 17.00 e ripartirà con un nuovo percorso pedonale lungo il corso Garibaldi, fino a Piazza De Nava. Durante la sfilata sono previsti momenti di animazione, musica e balli sociali per bambini ed adulti.
Nelle intenzioni della comunità parrocchiale che promuove l’evento, l’immagine dell’Arca di Noè richiama la salvezza dopo il diluvio universale operata da Dio con la partecipazione degli uomini. Un desiderio di impegno – quindi – dopo la tempesta del covid, della crisi e delle guerre, per un mondo più giusto, bello e in pace, dove tutti possono vivere in armonia e felici. Siamo tutti invitati a vivere questa esperienza. Sull’arca della ripartenza c’è posto per tutti e la gioia di essere insieme deve contagiare ogni persona!
L’iniziativa è promossa dalle Parrocchie San Biagio e San Nicola di Bari di Gallico Superiore, dal L’HubOratorio, in collaborazione con gli istituti scolastici di Gallico e la scuola di danza “Real Dance”, e grazie alla preziosa disponibilità della famiglia Morena che ha concesso l’utilizzo di un’ampia location per l’allestimento del carro.
È stato l’unico rappresentante calabrese tesserato con una società calabrese ai Campionati italiani assoluti indoor di atletica leggera svoltisi al palaindoor di Ancona lo scorso week end. Riccardo Lavino, classe 2000, atleta di punta della società reggina “Atletica Barbas”, ha ottenuto un brillante sesto posto finale nell’eptathlon, totalizzando 4657 punti nella gara che ha visto Lorenzo Nardon (Us Quercia Trentingrana) laurearsi campione italiano davanti ad Andrea Cerrato (Asd Atletica Fossano 75) e Lorenzo Modugno (Polisportiva Triveneto).
Per l’eptatleta reggino, specialista delle prove multiple e già più volte presente a svariate edizioni degli assoluti nelle categorie “juniores” e “promesse”, è stata la prima esperienza fra i “senior”. Una grande soddisfazione per lui essersi confrontato con i migliori specialisti della disciplina e aver partecipato a una competizione alla quale era presente anche il campione olimpico Marcel Jacobs.
Questi, nel dettaglio, i risultati ottenuti da Lavino in terra marchigiana: 60 piani 7.41 (742 punti), salto in lungo 5.99 (584 punti), lancio del peso 10.47 (514 punti), salto in alto 1.85 (670 punti), 60 ostacoli 8.74 (804 punti), salto con l’asta 4,40 (731 punti), 1000 metri 3.05 (612 punti). Il tutto per la gioia del suo allenatore Luigi Barbarello, del presidente dell’”Atletica Barbas” Salvatore Calcagno e non da ultimo del presidente della Fidal Calabria Vincenzo Caira, che vede così crescere in termini di risultati un movimento regionale in continua espansione.
La stagione è appena iniziata e Lavino non ha alcuna intenzione di fermarsi. L’obiettivo è quello di migliorarsi di gara in gara e portare alla ribalta nazionale Reggio Calabria e la sua società.
La farmacia, uscita dalla fase emergenziale, si è mostrata forte e capace di stare al passo con i cambiamenti. Sulla scia di questo adattamento della professione, i farmacisti hanno dimostrato che possono andare oltre la semplice dispensazione del farmaco e avvicinare il cittadino ad usufruire dei servizi sanitari in maniera più veloce.
Il convegno di quest’anno vuole evidenziare queste nuove possibilità per la farmacia ed evidenziare come il farmacista può essere una figura importante e fondamentale per lo sviluppo del sistema sanitario.
I relatori che quest’anno parteciperanno al convegno sono nomi noti nel mondo della farmacia. Sarà presente Pierangelo Fissore, Strategic marketing management executive Master de il Sole 24 ore Business School, Head of Marketing Comunication presso UniNetFarma.
Il suo intervento riguarderà la farmacia come centro di un grande processo evolutivo, caratterizzato da significativi cambiamenti degli attori della sua filiera ma anche dalle regole del mercato farmaceutico. Tutto questo comporta una nuova visione della farmacia e nuovi approcci da acquisire per far fronte ai cambiamenti e intercettare e soddisfare nuove tendenze di mercato.
A seguire interverranno Lorenzo Lani, CEO presso Ekofarma s.r.l. e Marco Cadau, Project Manager Ekofarma s.r.l., che discuteranno di come trasferire alcuni concetti, già presenti in molti retail organizzati, in modo da creare vantaggi competitivi. Quali strategie possono attivare le farmacie per migliorare il proprio retail.
Per la prima volta in Calabria, interverrà al convegno Marco Grespigna, Executive Manager, Imprenditore/Startupper ed Esperto di Strategia, Organizzazione ed Innovazione. La sua relazione sarà improntata sull’evoluzione di una impresa-farmacia: piccola o grande che sia, passa dalla corretta esecuzione di semplici ma determinanti azioni che devono, necessariamente, essere decise e guidate dal leader/imprenditore/farmacista ed eseguite da un Team motivato e consapevole. Lo speech verte sulle scelte indispensabili per dare vita alla “magia” del cambiamento.
Concluderà i lavori Emanuele Mormino, Coach e CEO Pharmaway, il quale metterà in luce come il farmacista, finora troppo individualista deve cambiare visione, ragionando sul valore aggiunto del team, che se ben organizzato può sicuramente sviluppare al meglio l’Azienda Farmacia.
Avrà il compito di moderare i lavori, Viviana Verbaro, Giornalista RAI Radio 1.
Di questi temi si parlerà in occasione del convegno “Il Farmacista: da Clark Kent a Superman – Come diventare un Supereroe!”, organizzato da Federfarma Catanzaro il 4 marzo prossimo presso l’Hotel Lamezia di Lamezia Terme, dalle 9.30 alle 16.30. Sarà un’importante occasione per i farmacisti di confrontarsi con gli altri attori del sistema e condividere proposte e progetti per migliorare l’assistenza sanitaria nel nostro territorio, valorizzando il ruolo e le potenzialità delle farmacie.
Applausi ed emozione, ieri sera, per la prima di “The Good Mothers” al Festival internazionale del cinema di Berlino: l’attesa serie Disney+, prodotta da Juliette Howell, Tessa Ross e Harriett Spencer per House Productions e da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, e realizzata con il sostegno della Calabria Film Commission, è stata presentata in concorso nella sezione Berlinale Series. Due episodi (dei sei complessivi) sono stati proiettati allo Zoo Palast 2, dove verranno riproposti il 26 febbraio, alle ore 19.
“The Good Mothers” sarà disponibile su Disney+ a partire dal 5 aprile.
Basata sul bestseller omonimo del giornalista Alex Perry, adattato da Stephen Butchard, la serie è incentrata sulla storia vera di tre donne, cresciute all’interno dei clan della ‘Ndrangheta, e di una giovane e brillante pm, Anna Colace, che lavora per distruggerla dall’interno, portando avanti l’intuizione di attaccarla facendo leva sulle sue donne che si ribellano, combattendo contro le loro stesse famiglie.
Ieri sera, prima della proiezione, il red carpet del Festival ha visto la presenza delle attrici Gaia Girace, Valentina Bellè, Micaela Ramazzotti, Simona Distefano (interpreti della serie insieme a Barbara Chichiarelli, Francesco Colella e Andrea Dodero), dei registi Julian Jarrold ed Elisa Amoruso e dello sceneggiatore Stephen Butchard. Grande accoglienza per il cast, che, alla fine della proiezione, ha partecipato al dibattito con il pubblico, raccontando la propria esperienza sul set.
La Cgil Area Metropolitana Reggio Calabria aderisce al presidio solidale con Mimmo Lucano “Per restare umani”. Al presidio, in programma domenica 26 febbraio a Riace e promosso dal “Comitato 11 giugno”, hanno già aderito più di 1.500 tra privati e associazioni. Lucano rappresenta sicuramente un esempio travolgente e alternativo di accoglienza che ha saputo rispondere al fenomeno strutturale e mondiale delle migrazioni. Dal suo lavoro e dalla sua umanità nascono quel sentimento di fratellanza e la grande solidarietà a sostegno di un uomo che ha saputo costruire un modello nuovo di accoglienza, il “modello Riace”. Il secondo grado di giudizio del processo Xenia è iniziato il 25 maggio 2022 davanti alla Corte d’appello di Reggio Calabria, dopo la condanna a 13 anni e 2 mesi di reclusione, in primo grado di giudizio, nei confronti dell’ex sindaco. Ribadiamo a gran voce da un lato la nostra vicinanza a Mimmo Lucano, dall’altro la nostra fiducia nel lavoro della magistratura.
Conclusa la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, oltre l’apprezzamento per l’immagine della Calabria con il suo eco-stand e per i confortanti dati sui flussi turistici del 2022, ci domandiamo come inciderà sul futuro turistico della regione il Disegno di Legge sull’Autonomia Differenziata, approvato il 2 febbraio dal Consiglio dei Ministri. Prendendo le opportune distanze dal fare speculazione politica, in ogni caso, non possiamo non essere preoccupati. L’Autonomia Differenziata, a nostro avviso potrebbe rivelarsi l’ennesimo danno per le popolazioni del Mezzogiorno, se non addirittura il colpo di grazia. L’espressione “autonomia differenziata”, di per sé, potrebbe apparire accattivante perché chi non vorrebbe essere un soggetto autonomo secondo una propria peculiare specificità? L’essere autonomo però è una medaglia che possiede il proprio rovescio.
Alle imprese turistiche calabresi che valore aggiunto porterà – così come congegnato – questo Disegno di Legge? Se partiamo dal contesto generale in cui versa il Sud, potrebbe essere un grande rischio che ricadrebbe pure sulle imprese turistiche del territorio. Al di là di slogan “straordinari”, di foto patinate e video super pagati, il Turismo si fa – innanzitutto – con la programmazione concertata tra operatori e associazioni di settore, e poi – contestualmente – rimettendo a nuovo quella che resta ancora una terra di emigrazione con ampie frange di sottosviluppo e, per certi aspetti, disperata sul proprio futuro. Il peso di questa arretratezza, di cui il settore turistico ne risente, lo si trova nei servizi, nelle infrastrutture, nei mezzi di trasporto pubblico, nel decoro dei nostri centri urbani. Per non parlare della sanità ospedaliera, del perenne rischio di dissesto idrogeologico del territorio, dell’inquinamento di ampi tratti di mare, dell’erosione delle nostre coste; del patrimonio boschivo lasciato in pasto ogni estate ai piromani affaristi del “business del fuoco”. Aggiungiamo la mancanza di personale adeguato per numero e qualità da poter essere impiegato nel turismo, la burocrazia asfissiante, il peso di tasse e tributi per le imprese, l’assenza di una tempestiva programmazione di voli da e per la Calabria. Finita l’euforia milanese, dunque, attendiamo che la politica calabrese e meridionale, con coraggio e responsabilità, faccia quadrato affermando con chiarezza e ad alta voce che urgono ingenti e straordinarie risorse per uniformare il Sud al Nord rispetto ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). È giunta l’ora, a questo punto, di far funzionare il Fondo Perequativo previsto dalla legge, badando bene e con rigore affinché le risorse non siano distratte o dirottate verso altri fini. Se ci sarà tutto ciò allora forse potremmo anche parlare di Autonomia Differenziata, al contrario, si rischia che di “straordinario” ci resti soltanto l’illusione.