L’ex consigliere regionale della Calabria Luigi Aieta, già sindaco di Cetraro, è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Calabria e obbligo di residenza in altra regione emesso dal Gip su richiesta della Procura di Paola coordinata da Pierpaolo Bruni. Il politico, ex Pd e adesso in Italia Viva, è indagato per voto di scambio e corruzione elettorale in relazione alla proroga di gestione delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese. Aieta, difeso dall’avv. Vincenzo Adamo, secondo l’accusa, avrebbe fatto leva sulla sua carica politica per ottenere voti in occasione delle elezioni regionali del 2020. “Nessun commento fino al Riesame” è stata l’unica dichiarazione del politico.
Sebastiano Plutino
Legate con un cappio e trascinate fino alla morte: ritrovate due cagnoline a Bovalino
Legate tra loro con un cappio e trascinate con un mezzo a motore fino alla morte di una delle due. E’ questo, denuncia la Lav in un comunicato, “l’atroce trattamento riservato a due giovani cagnoline che vivevano libere sul territorio a Palizzi e che erano in attesa di essere trasferite presso il rifugio gestito dall’associazione Anime Randagie di Bovalino che le aveva accudite fino al giorno precedente all’aggressione”. Le volontarie, riferisce la Lav, “le hanno trovate ancora legate tra loro, la sopravvissuta, con gravi ferite e sotto shock, accanto al corpo senza vita della compagna. Si tratta dell’ennesimo atto di violenza con il medesimo modus operandi: il trascinamento di cani con mezzi a motore fino a causare gravi lesioni o la morte è purtroppo spesso utilizzato come metodo per punire i cani o per allontanarli da una determinata zona”. “Abbiamo già denunciato molti atti simili in passato. L’ultimo episodio – afferma la Lav – risale al dicembre scorso, quando un cane è stato trascinato fino alla morte in provincia di Lecce. Queste atrocità non possono restare impunite e devono essere perseguite con pene commisurate alla violenza praticata e alla pericolosità sociale che contraddistingue chi assume simili comportamenti”. L’Associazione, “già impegnata nella richiesta di una riforma della legge 189/2004 per ottenere pene più severe e efficaci per chi maltratta e uccide animali”, sporge denuncia contro ignoti e chiede che il sindaco “dia un forte segnale alla comunità condannando pubblicamente il gesto”. “Invitiamo chiunque sappia qualcosa sull’atroce accaduto – conclude la nota – a contattare Lav, anche in forma anonima, per supportare le indagini nei confronti di chi ha con tanto odio ucciso e creato dolore a queste due cucciole indifese”. (ANSA).
La 72ª Giornata Regionale del Ringraziamento organizzata dalla Coldiretti Calabria si svolgerà domenica 15 gennaio prossimo alle 10.30 a Catanzaro Lido – Parrocchia Santa Teresa in località Giovino. Il tema conduttore è “Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto” (Amos 9,14) con il sottotitolo custodia del creato, legalità e agromafie. Presiederà la solenne concelebrazione S.Ecc.za mons. Claudio Maniago Arcivescovo Metropolita di Catanzaro –Squillace; concelebrano l’assistente Ecclesiastico di Coldiretti Calabria don Pietro Pulitanò e il parroco della chiesa don Ivan Rauti. Parteciperanno agricoltori e dirigenti della Coldiretti provenienti da tutta la Calabria e rappresentanti delle Istituzioni nazionali, regionali e locali. All’offertorio, saranno presentati all’altare i frutti della Terra e del Lavoro dell’uomo e al termine, nel piazzale della chiesa, saranno benedetti i trattori. “Possiamo già dal tema del messaggiocapire – commenta Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – che la commissione dei vescovi per la pastorale sociale del lavoro ci invita a riflettere sul grande ruolo dell’agricoltura tra la corruzione e la cura, dove si possono intravedere i valori della dignità, della creatività, della cooperazione e della fraternità. Il riferimento alle agromafie, – prosegue -termine che è stato coniato nel 2014, con la nascita dell’osservatorio in Coldiretti, fa intravedere la presenza di un’economia sommersa, dove si infiltrano relazioni corrotte, vi è riciclaggio di denaro illecito, e soprattutto ancora più dannoso l’inquinamento dei terreni agricoli. Legalità e trasparenza – conclude Aceto -sono determinanti anche per la nostra salute per la cura della terra e per la qualità della vita sociale”. Il messaggio invita ad avere quella cultura della legalità, a renderla sempre più forte contro i non pochi ostacoli, che si frappongono nella filiera del cibo tra i quali il tentativo di autorizzare il cibo sintetico”. Il versetto biblico del profeta Amos “coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto” – commenta don Pietro Pulitanò -sottolinea come la terra genera anche bellezza, oltre a produrre i frutti a suo tempo, per tutti coloro che ne assicurano la cura. Possiamo intravedere qui come le imprese agricole, quindi i coltivatori sono anche custodi di questo bene prezioso che è la terra”. La giornata del ringraziamento,è tappa significativa da sempre per Coldiretti, non solo per le aziende agricole che producono, ma anche per tutto quel mondo che ruota attorno al cibo, chi lo prepara, chi lo commercia, chi lo compra e chi lo consuma.
La sesta edizione della rassegna ‘Le Maschere e i Volti’, organizzata dalla “Polis Cultura” parte a gonfie vele con due sold out e lo fa nella più importante cornice artistica cittadina: il Teatro Cilea. La data da segnare in agenda e non perdere è quella di oggi, giovedi 12 Gennaio, nella quale andrà in scena “Mine Vaganti”, lo spettacolo tratto dal film di Ozpetek, interpretato da Francesco Pannofino ed un cast d’eccezione che risponde ai nomi di Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e con Simona Marchini. Il regista Ozpetek, ha dichiarato alla testata online locale “Citynow”: “Nell’adattamento teatrale di Mine Vaganti – afferma il regista Ferzan Ozpetek – ho cercato di mantenere un impianto che lasci intatto lo spirito della pellicola. Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento. Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo. Le emozioni dei primi piani – prosegue Ozpetek – hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole. Il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente.
A teatro non ci si dovrebbe mai annoiare. Sono partito da questo per evitare che lo spettacolo fosse lento. Ho optato per un ritmo continuo, che non si ferma, anche durante il cambio delle scene. Ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano”. Rimane immutata la famiglia Cantone, fortemente affezionata alle sue tradizioni culturali alto borghesi, dove il capofamiglia nutre il profondo desiderio di lasciare ai due figli l’attività. Piani paterni che precipitano quando uno dei due fa coming out, precedendo il minore, tornato da Roma per emulare il maggiore e non vivere nella menzogna.
Avo vicina a chi soffre: bigliettini ai pazienti e Befana in pediatria
Accanto a chi soffre presenti, anche in queste feste ormai trascorse, le volontarie e i volontari dell’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri), in servizio da 35 anni accanto alle persone ricoverate nel Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.
Due i momenti di condivisione nei reparti di emodialisi, malattie infettive, nefrologia, neurochirurgia, ortopedia, pediatria e urologia del Gom.
«Grazie alla collaborazione del personale sanitario, che sempre ringraziamo, anche in questo frangente post pandemico, durante le feste abbiamo potuto consegnare le letterine di auguri scritte dalle bambine e dai bambini dei due gruppi di classi delle scuole primarie De Amicis e Frangipane dell’istituto comprensivo De Amicis-Bolani. In occasione dell’incontro svoltosi lo scorso novembre, promosso nell’ambito del progetto “Volontari per un giorno” sulla scia della Giornata nazionale Avo, avevamo proposto di scrivere dei pensieri da dedicare a chi avesse dovuto trascorrere le feste in ospedale. La risposta dei bambini è stata meravigliosa e così anche l’accoglienza di questo tenero gesto di solidarietà da parte delle persone ricoverate», hanno sottolineato Antonella Stirparo e Roberta Zehender, vicepresidenti dell’Avo di Reggio Calabria.
Hanno viaggiato da cuore a cuore, al di là di una conoscenza personale, pensieri di affetto e messaggi di auguri. Per i piccini, anche le calze della befana.
«In attesa di tornare settimanalmente dai nostri bambini, anche quest’anno siamo stati nel reparto di Pediatria per donare le calze nel giorno della Befana. Teniamo particolarmente a questo appuntamento, che è una tradizione da oltre 20 anni, specie da quando la pandemia ci tiene lontani dalla corsia. Così, anche quest’anno, grazie alla collaborazione del personale del reparto, abbiamo portato in dono dolci ma soprattutto calore e vicinanza in un momento dell’anno in cui trovarsi in ospedale desta maggiore tristezza. Ecco la nostra presenza ha inteso portare un sorriso e, magari, essere anche di buon auspicio per un nostro ritorno», ha raccontato Teresa Alessandrello, volontaria Avo.
«L’Avo conferma la sua volontà di restare accanto a chi soffre con il consueto spirito di gratuità. Dopo avere prestato con la stessa dedizione il servizio di accoglienza richiesto durante la pandemia, non potendo entrare in contatto con le persone ricoverate, speriamo di tornare in corsia in questo 2023. Essere di conforto nella malattia costituisce l’essenza del nostro essere volontari», ha concluso Francesco Nicolò, presedente dell’Avo di Reggio Calabria.
Leggendo sui giornali locali le ultime dichiarazioni della maggioranza che amministra Palazzo S. Giorgio verrebbe spontaneo domandarsi se siamo su “scherzi a parte” oppure no.
Evidentemente si tratta di personaggi che, stando chiusi all’interno del Palazzo, non hanno il polso della situazione che vive la città quotidianamente.
È risaputo ormai, avendolo più volte letto sui quotidiani locali, che gli Amministratori delle due consiliature Falcomatà sono stati decimati dai procedimenti giudiziari per varie condanne ed eventuali sospensioni relativi ad alcuni processi ancora in corso e ad altri previsti.
È ormai risaputo che la propaganda propinataci dal PD, che falsa completamente la realtà delle cose, sia l’unica arma di distrazione, pur di mantenere il potere in barba a qualsivoglia forma di onestà intellettuale. Prova ne sia la notizia sulla Gazzetta di ieri 10 gennaio di circa 327 mila euro erogati dal Viminale come prima tranche dei fondi inseriti nell’articolo 1, commi da 583 a 587, della legge 234/2021 e che diventeranno 100 milioni per l’anno 2022, 150 milioni per l’anno 2023 e di 220 milioni per l’anno 2024. Per essere più espliciti le indennità che riceveranno gli amministratori s: 13.800,00 euro per il Sindaco della città Metropolitana, 10.800,00 euro al Vice Sindaco, 10.000,00 euro al Sindaco f.f., mentre per gli assessori ed il Presidente del Consiglio comunale spetteranno circa 9.000,00 euro. I Consiglieri si dovranno accontentare di appena 1.800,00 euro mensili.
Anche qui la domanda nasce spontanea: pensano i reggini che con queste prospettive qualcuno si dimetterà? No. Non lo faranno mai. Il piatto è troppo ricco. A meno che, in tempi ristretti, non si verificheranno eventi ai quali nessuno potrà esimersi dal lasciare la poltrona.
C’è, però, da chiedersi: cosa avrebbe fatto il PD e tutto il centrosinistra se fosse stato condannato il Sindaco di FdI e/o di centrodestra? Cosa avrebbe fatto il PD ed il centrosinistra se il Capogruppo di FdI e/o di centrodestra fosse stato accusato di “Brogli elettorali”?
I Presidenti dei Circoli cittadini di FdI
Altomonte Marcello “Reghion 2019”
Crea Giuseppe “Giorgia Meloni”
Laganà Saverio “Antonio e Ciccio Franco”
Nucera Valerio “Ciccarello”
Quattrone Giuseppe “Eracle”
Scarfone Beniamino “Atreju”
I cittadini di Mosorrofa rappresentati dal Presidente del Comitato di Quartiere e altri sette componenti il
comitato tra cui una mamma, il parroco, il medico del paese, un universitario, un impiegato, un lavoratore
dipendente e un ingegnere pensionato hanno incontrato in prefettura l’assessore ai lavori pubblici del
comune Albanese per fare il punto della situazione dello sviluppo di quanto pattuito nell’ultimo incontro.
Nell’introduzione il Presidente Andidero ha messo in evidenza e sottolineando che le promesse fatte
dall’Assessore Albanese nell’incontro del 1 dicembre 2022 ad oggi son ancora tutte da verificare, nulla si è
fatto ad eccezione di un inizio dei lavori, che peraltro procedono molto a rilento, nella zona franata della San
Sperato Mosorrofa. Buche, guard Rail, spazi pubblici e servizi, attività ludiche, discariche abusive, cimitero
niente si è visto per cui il comitato dei cittadini di Mosorrofa ha ribadito la propria contrarietà a questo modo
di operare del comune e in mancanza di reali soluzioni si dice pronto a scendere nuovamente in piazza.
L’assessore Albanese comunica che è in fase di approvazione il bilancio comunale e in questo bilancio ci sono
tante iniziative per Mosorrofa. Il Comitato, molto dubbioso, chiede un’anticipazione delle proposte messe in
cantiere ma l’assessore rimanda tutto all’approvazione del bilancio. Interviene allora il Prefetto che si fa
garante degli sviluppi delle problematiche e indice per la settimana successiva all’approvazione del bilancio
un altro incontro in prefettura dove l’assessore Albanese si impegna a relazionare su tutte le opere che
riguarderanno Mosorrofa inserite in bilancio con le tempistiche di realizzazione. Il Comitato accetta la
proposta e chiede all’assessore come segno di buona volontà del comune di coprire al più presto almeno le
buche che rendono molto problematica la viabilità della San Sperato Mosorrofa. Se c’è la volontà almeno
questo piccolo gesto l’amministrazione deve farlo perché noi riteniamo impossibile che non si trovi il
materiale per coprire una trentina di buche.
Ringrazio tutti i membri del Consiglio Regionale della Calabria per aver approvato all’unanimità la mia mozione relativa all’inserimento della “Vulvodinia”, della “Neuropatia del Pudendo” e della “Fibromialgia” nell’elenco regionale delle malattie croniche e invalidanti riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In questi ultimi mesi avevo ricevuto numerose segnalazioni di disagi da parte di Associazioni e pazienti calabresi affette da queste patologie e ho voluto portare all’attenzione del Consiglio questa importante problematica. Si tratta di malattie subdole, difficili da diagnosticare, che possono avere forti ricadute dal punto di vista non solo fisico e psicologico, ma anche economico. La Vulvodinia e la Neuropatia del Pudendo colpiscono le donne di tutte le età causando forti dolori nella zona dei genitali e del basso ventre. La Fibromialgia presenta dolori muscolari diffusi e colpisce anche tantissimi uomini. Nelle forme più gravi chi ne soffre ha grandi difficoltà nel lavorare, studiare o svolgere le normali attività quotidiane. I centri più attrezzati per le cure sono presenti in prevalenza nelle regioni del Nord Italia e i pazienti sono spesso obbligati a farsi curare fuori regione, con conseguenti ritardi nella diagnosi e costi elevati per le terapie necessarie.
Con l’approvazione della mozione, come detto, la Regione Calabria si dovrà attivare per colmare questo divario impegnandosi innanzitutto ad inserire queste patologie nel proprio elenco delle malattie croniche e invalidanti riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sostenere all’interno della conferenza Stato-Regioni e in Commissione Nazionale per l’aggiornamento LEA tale riconoscimento anche da parte del SSN. Inoltre, ho chiesto che la Regione si attivi nel programmare da oggi in avanti una corretta formazione al personale medico, individuare presidi sanitari pubblici da specializzare nella cura di queste patologie, promuovere scambi di buone-prassi con presidi ospedalieri specializzati in altre regioni e campagne di prevenzione volte alla sensibilizzazione dei cittadini sulla natura di queste patologie. Secondo recenti studi sono oltre 100.000 i calabresi affetti da queste patologie. Mi auguro che adesso la Calabria sappia cogliere questa sfida e soprattutto vincerla.
Si è tenuto nella giornata di ieri, lunedì 9 gennaio, un incontro tra l’Amministrazione Comunale e i cittadini della frazione di Le Cannella per discutere dei lavori pubblici in corso, ovvero il nuovo impianto della rete fognante, e quelli imminenti come rigenerazione urbana. L’incontro è stato voluto dal Sindaco Maria Grazia Vittimberga che ha invitato una delegazione di residenti per chiedere collaborazione in vista, soprattutto, dei lavori di rigenerazione urbana che prevedono il riammodernamento di Piazza Cannone e parte del lungo mare fino a raggiungere la Piazzetta.
Nello specifico il Sindaco ha chiesto ai presenti, con l’ausilio dei tecnici, di fare da tramite con i residenti affinché siano collaborativi sin da subiti con gli allacci della rete fognaria che, come da regolamento, sarà a spese del singolo cittadino per quanto concerne l’allaccio alla propria abitazione. Questo proprio in virtù dei lavori di rigenerazione urbana che prevedono la pavimentazione di Piazza Cannone e del lungomare, al fine di evitare rotture di strade dopo i lavori di ammodernamento urbano. I lavori di rigenerazione urbana sono una serie di progetti approvati con un finanziamento ministeriale per un totale di € 5.000.000,00 e prevedono interventi nel centro cittadino e nelle frazioni di Capo Rizzuto, Le Castella, Marinella, Sant’Anna e appunto Le Cannella con quest’ultima che ha ricevuto il finanziamento più corposo per un totale di € 1.200.000,00.
L’incontro a Cannella si è tenuto all’interno del Ristorante “Il Cannone” dove la delegazione comunale è stata ricevuta con grande accoglienza e un ricco buffet e da una nutrita partecipazione. Al tavolo tecnico, insieme al Sindaco Maria Grazia Vittimberga, anche l’Assessore Gaetano Muto, il responsabile dell’ufficio tecnico Ing. Antonio Otranto e il progettista Francesco Talarico.
Diversi sono stati anche gli interventi dei cittadini che hanno fatto importanti osservazioni inerenti sia ai lavori della fogna sia a quelli di ammodernamento, i tecnici hanno preso nota e valuteranno tutte le proposte. Alla fine i presenti hanno ringraziato il Sindaco e la sua giunta per la presenza e in generale per l’interesse mostrato verso la frazione sin dai primi giorni d’insediamento.
«La recente presa di posizione con la quale il Consiglio comunale di Pizzo ha formalmente richiesto di destinare a Casa di comunità la locale struttura sanitaria, allo stato designata quale futura Centrale operativa territoriale, riporta d’attualità la necessità di garantire servizi sanitari adeguati ad una realtà che riveste un’importanza strategica dal punto di vista territoriale, sociale, economico e turistico».
Lo dichiara, in un comunicato stampa, il consigliere regionale del Gruppo misto – Liberamente progressisti, Antonio Lo Schiavo, intervenendo a sostegno della mozione approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comune di Pizzo attraverso la quale si chiede alla Regione di rivedere la scelta di destinare a Centrale operativa territoriale la struttura sanitaria cittadina per istituire in sua vece una Casa di comunità.
«Destinare a Casa di comunità la struttura esistente – rimarca Lo Schiavo -, come messo in evidenza nella mozione approvata dal Consiglio comunale, consentirebbe al secondo centro più popoloso della provincia di Vibo Valentia e alla vasta porzione di territorio che gli fa da corollario, di usufruire di servizi forniti da equipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale e di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, psicologi ed altre figure sanitarie. Si garantirebbe inoltre la presenza medica sette giorni su sette nonché servizi di cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, punto prelievi, servizi infermieristici, integrazione con i servizi sociali, continuità assistenziale, servizi di prenotazione collegati al Cup, servizi diagnostici di base. Senza tralasciare che nelle Case di comunità possono essere istituiti servizi di salute mentale, attività consultoriali, profilassi vaccinale, medicina dello sport, servizi per le dipendenze patologiche e di neuropsichiatria infantile. È dunque da considerare con attenzione l’istanza che proviene dal Comune di Pizzo, sposata dall’unanimità dell’assemblea cittadina, per non mortificare le legittime e fondate aspettative al diritto alla salute di un vasto territorio che soffre, come e più di altri, la carenza di servizi primari. La Giunta regionale e il presidente-commissario alla sanità, Roberto Occhiuto – conclude il consigliere regionale Lo Schiavo -, raccolgano questa istanza e intervengano per rimediare ad un vulnus che rappresenterebbe una grave umiliazione per questa città e per il suo comprensorio».