Sebastiano Plutino
Carceri: il Consigliere Conia condivide la protesta dei Garanti sulle implicazioni tra DDL sicurezza e carcere
Michele Conia, avvocato, sindaco di Cinquefrondi (RC) e consigliere metropolitano della Città metropolitana di Reggio Calabria, delegato ai Beni Confiscati, Periferie, Politiche giovanili e Immigrazione e Politiche di pace, da esperto di Diritto si esprime sulla giornata di protesta nazionale indetta dai Garanti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
“Condivido le motivazioni dei Garanti che in un documento congiunto denunciano il ‹silenzio assordante della politica e della società civile›. Al 31 gennaio scorso erano 61.852 i detenuti nelle carceri italiane, a fronte di 46.839 posti disponibili, con un divario di 4.473 posti rispetto alla capienza regolamentare di 51.312 e a una disponibilità effettiva di circa 47mila posti. Ci sono, dunque, di fatto, quasi 15mila persone in più nelle strutture destinate alla detenzione. Il carcere di San Vittore ha il triste primato per numero di presenze di detenuti rispetto alla capienza consentita, con l’indice di sovraffollamento al 218,3%”.
“Dopo i due suicidi in due carceri della Toscana dello scorso febbraio – aggiunge Conia – sono 15 le persone ristrette in carcere che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, più un operatore, per un totale di ben 16 morti nelle strutture detentive. Nel 2024 sono stati 89 i suicidi in carcere contro i 61 del 2023 e a ciò si aggiungono i suicidi di 7 agenti di polizia penitenziaria, ulteriore segnale del disagio e della disperazione che si respirano all’interno delle strutture. I suicidi rappresentano la tragica punta dell’iceberg di un disagio profondo e diffuso. Sovraffollamento, carenza di personale della polizia penitenziaria, insufficienti operatori sanitari, altissima densità di presenza nelle singole celle, molte delle quali sono da sanificare visto che le pareti presentano muffa, docce con acqua fredda, assenza di palestre o campo sportivo, cibo di scarsa qualità”.
“Esiste poi la grave e diffusa emergenza rappresentata dai detenuti cosiddetti psichiatrici, cioè di coloro che sono affetti da patologie mentali tali da renderli incompatibili con lo stato di detenzione. Dai dati finora disponibili risulta che il 40% dei reclusi è sottoposto a cure psichiatriche ma migliaia di casi non sono accertati ufficialmente per mancanza di personale sanitario”.
“Al gesto simbolico di Papa Francesco dell’apertura della Porta Santa del Giubileo nel carcere romano di Rebibbia, si aggiungono le parole del Presidente della Repubblica che, nel messaggio di fine anno, ricorda che “Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza”. La detenzione delle persone che hanno commesso dei reati “deve tendere alla rieducazione del condannato” come recita l’art. 27 della Costituzione e, per scongiurare la recidiva, è necessario che il percorso di cambiamento attivi percorsi di istruzione e laboratoriali in modo che le competenze acquisite durante la detenzione possano trasformarsi in opportunità reali di lavoro una volta fuori. Concordo con le proposte suggerite dai Garanti: aumentare le telefonate e le videochiamate, approvare urgentemente misure deflattive del sovraffollamento per chi deve scontare meno di un anno di carcere, accesso alle misure alternative per quei 19mila detenuti che stanno scontando una pena o residuo di pena inferiore ai tre anni, diritto alla privacy per incontri riservati, valido per coniugi, conviventi e unioni civili, così come sancito da una sentenza della Corte Costituzionale del 26 gennaio 2024″.
“Questa giornata di protesta – prosegue il Delegato Conia – si intreccia, a mio avviso, con il DDL Sicurezza approvato il 18 settembre alla Camera dei deputati e attualmente in discussione al Senato, che introduce una serie numerosa di nuove fattispecie di reato, o di circostanze aggravanti, che inevitabilmente si tradurranno, nel futuro immediatamente successivo all’entrata in vigore della legge, in un ampliamento ulteriore dell’esecuzione penale, più carcere e una stretta verso una svolta securitaria. Dei 38 articoli mi soffermo su alcuni che reputo particolarmente afflittivi: l’attribuzione di rilevanza penale alla resistenza passiva (ad esempio come può essere uno sciopero della fame); il divieto di acquistare schede telefoniche per i cittadini extraeuropei sprovvisti di permesso di soggiorno, che non potranno comunicare con i familiari e con gli avvocati; l’art. 15 che apre le porte del carcere anche a chi prima ne era esclusa: infatti non sarà più automatica l’esclusione della detenzione per donne incinte e madri e in questi casi i neonati resteranno in carcere con le loro mamme, nonostante gli appelli dell’Unicef”.
Maschere, coriandoli e stelle filanti hanno fatto da coreografia ad un evento che il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’occasione presente insieme al vicesindaco Carmelo Versace, ha definito «elettrizzante, divertente e profondamente educativo». L’occasione, infatti, ha permesso a numerosi giovani di conoscersi, socializzare, empatizzare in un clima di armonia e gioia tipico del periodo carnevalesco. Così, tra tante attività musicali e ricreative, il pomeriggio è trascorso all’insegna della condivisione e del dialogo nel pieno spirito promosso da “I Walk the line”.
«Questo evento – ha detto il sindaco Falcomatà – è l’ennesima soddisfazione che arriva da “I Walk the line”, un programma che la Città Metropolitana sta portando avanti da tempo, con il Ministero dell’Interno, seguendo la nostra filosofia del “rigare dritto”, seguendo il nome che da il titolo al progetto e coinvolgendo i giovani nel renderli protagonisti, ascoltandoli, facendo capire loro quali sono i veri valori sui quali fondare il futuro. Ed è fondamentale conoscere, dalla loro viva voce, quali sono le problematiche, ogni giorno, si trovano a dover affrontare».
«Il fatto che tutto questo avvenga nella nostra città – ha aggiunto – è un dato da sottolineare perché pone l’Ente al centro dei bisogni reali delle famiglie e delle nuove generazioni, accolte dallo straordinario lavoro messo in campo dagli operatori di “I Walk the line”».
«La circostanza – ha proseguito il sindaco – offre anche la possibilità di ringraziare i formatori del programma educativo, coordinati da Rita Leuzzi e dalla dirigente della Città Metropolitana, Domenica Catalfamo. “I Walk the line”, infatti, è diventato un punto di riferimento di molte fragilità, di situazioni che erano poco conosciute e affrontate. Ciò infonde coraggio, consapevolezza, forza e fiducia per continuare a guardare avanti».
«Devo dire – ha concluso Giuseppe Falcomatà – che i risultati si stanno vedendo, tanto è vero che abbiamo intenzione di prolungare il progetto oltre la sua naturale scadenza perché lo chiedono le famiglie ed i tanti ragazzi coinvolti».
Durante la manifestazione, il sindaco Falcomatà ed il vicesindaco Versace, coadiuvati dalle commissarie valutatrici Annamaria Franco, Chiara Parisi ed Elena Festa, hanno premiato le ragazze ed i ragazzi del Liceo artistico “Preti-Frangipane”, delle cooperative sociali “Colline del sole”, “Gruppo appartamento “Kalos Irtate”, Gruppo appartamento “Focolare”, “Angelo azzurro”, “Marzo ‘78” e Gruppo appartamento femminile Comunità giovanile di via Nino Bixio per gli elaborati proposti per un pomeriggio davvero speciale per tutti.
Corecom, Scarpino: “Coordinamento Nazionale apre a nuove sinergie con il Giffoni Film Festival”
Un incontro promettente ha segnato l’inizio di una riflessione congiunta tra il Coordinamento nazionale dei Corecom e il Giffoni Film Festival, incentrata su potenziali sinergie future. Carola Barbato, Presidente del Corecom Campania e Coordinatrice Nazionale dei Corecom e Fulvio Scarpino, Presidente del Corecom Calabria e Vice Coordinatore Nazionale hanno incontrato Claudio Gubitosi, patron del celebre festival, per discutere il ruolo dei media nell’educazione dei giovani.
Durante il confronto, è stato messo in luce come i Comitati regionali per le comunicazioni, attraverso il loro impegno nella tutela dei minori e nella promozione di una sana educazione digitale, potrebbero integrarsi con le iniziative del Giffoni Film Festival, che annualmente attira migliaia di giovani con la sua ampia offerta culturale e educativa.
“La nostra conversazione con Claudio Gubitosi ci ha aperto gli occhi sulle potenzialità frutto di una possibile unione di forze in campi vitali come la media education e il contrasto al cyberbullismo,“ ha dichiarato Fulvio Scarpino. “Attraverso nuove collaborazioni in questi campi, potremmo amplificare l’impatto delle nostre iniziative, costruendo un futuro in cui i giovani siano opportunamente equipaggiati per navigare il mondo digitale”.
Carola Barbato ha aggiunto: “Il Giffoni Film Festival rappresenta una piattaforma integrata all’interno della quale le nuove generazioni possono esprimere le loro idee e imparare dagli altri, in un ambiente sicuro e stimolante. Siamo entusiasti di condividere l’intento di esplorare nuove strade dove i nostri programmi sulla lotta alla povertà educativa e la protezione dei minori fragili possano trovare spazio e convergere con gli eventi di una kermesse sempre più in crescita a livello nazionale ed internazionale”.
“Club Subbuteo Reggio Calabria” rappresenterà la Reggina ai campionati di calcio da tavolo LND
L’ASD ACT Reggio 2004, sportivamente denominata “Club Subbuteo Reggio Calabria”, nasce con l’intento di proseguire l’attività dello storico Club Subbuteo Reggino fondato nel lontano 1974 che si è distinto nel corso degli anni vantando tra i propri giocatori il campione italiano (1983) Under 13, il vice campione italiano (1982) e numerosi giocatori in forza alla nazionale italiana degli anni 1975-1984.
Dalla sua costituzione, il Club Subbuteo Reggio Calabria ha sempre partecipato ai campionati nazionali, sia individuali che a squadre, organizzati dalla FISCT (Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo).
San Ferdinando, visita di Mimmo Lucano alla baraccopoli: “Va chiusa subito”
L’europarlamentare di Avs e sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ha fatto visita, ieri mattina, all’area industriale di San Ferdinando alla baraccopoli dove risiedono i braccianti stranieri tra le baracche e le tende installate 6 anni fa dal Ministero dell’Interno e dalla Protezione civile. Assieme a Lucano una delegazione formata da circa 30 persone tra esponenti dell’Anpi, di Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi Sinistra, padre Alex Zanotelli, l’ex sindaco di Rosarno Peppino Lavorato, don Pino Demasi di Libera Calabria e il magistrato Emilio Sirianni, da anni molto vicino a Lucano e presente a titolo personale.
“Siamo qui per sperare che ci possa essere una svolta e che questo scempio venga cancellato. Mi sento emotivamente coinvolto perché la vita delle persone della baraccopoli si è spesso intrecciata con Riace. Non è accettabile che nella nostra terra ci siano questi condizioni. Sono qui per ribadire che questa baraccopoli va chiusa subito. Voglio raccontare questo scempio in Europa, dirò che in Italia esistono situazioni di questo genere al limite della deportazione. In Calabria si sono tantissimi paesi abbandonati e potrebbero essere al centro di un disegno di accoglienza. Mi sono reso contro che attraverso l’accoglienza questi nostri paesi abbandonati potrebbero ritornare a vivere”. Per Lucano “occorre un progetto più ampio nel segno della tradizione di accoglienza e del rispetto dei valori umani. Per questo stiamo per presentare un progetto di legge europeo sul tema dell’accoglienza e della residenza diffusa”, ha dichiarato Mimmo Lucano.
“Sono qui perché proprio in luoghi come questi si dà il senso della potenza dell’Europa, che non sarà mai rappresentata dai suoi eserciti, ma da un sogno di pace e dei diritti. Il sogno europeo, infatti è il riconoscimento dei diritti a tutti cominciando dagli ultimi. Sei milioni di persone continuano a rischiare la vita nella traversate in mare per raggiungere l’Europa unico lembo di terra nel quale sono riconosciuti i diritti a tutti. Questo è il senso della bandiera dell’Europa, non certo i carri armati. Mi viene in mente che dopo 32 anni in magistratura io non so cos’è la giustizia, ma so certo cos’è l’ingiustizia ed è proprio da questa consapevolezza che si dovrebbe ricominciare”, ha dichiarato il Magistrato Sirianni.
(Foto di Sasà Albanese su Facebook)
Lamezia: tutto pronto per lo show “Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco”
Tutto è pronto per l’unica tappa in Calabria dello show di Michela Giraud di giovedì 6 marzo alle ore 21:00 al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme. Attrice, comica e conduttrice televisiva, tra le più popolari stand up comedian italiane, Michela Giraud è tornata, e si sente forte e chiaro. Il tour del suo nuovo spettacolo Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco, targato Vivo Concerti, sta collezionando una lunga serie di sold out nei teatri di tutta Italia.
Dopo la sua prima esperienza al cinema con Flaminia, in questo show Michela Giraud smantella la retorica dei vincenti, che ci vuole sempre pronti ad affrontare ogni sfida che la vita ci mette davanti, ammettendo con ironia i propri limiti, e proiettandoci in una realistica verità dei fatti: non sempre si riesce quando ci si trova ad affrontare le grandi sfide della vita come una separazione, un trasloco, o il cammino di Santiago in Birkenstock, metaforicamente “i lupi”. E chi meglio di Michela Giraud può esorcizzare le piccole sconfitte quotidiane che tutti affrontiamo?
La tappe calabrese è coordinata dalla Show Net di Ruggero Pegna, che è anche punto vendita dei biglietti, acquistabili online su www.ticketone.it e nel giorno dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro dalle ore 18:00.
Grazie al suo umorismo brillante e sarcastico, nel 2015 Michela Giraud è approdata alla tv per poi, nel 2018, unirsi al cast de La tv delle ragazze – Gli Stati Generali, reboot di un vero e proprio cult della tv italiana. Nel 2019 è stata il volto che ha lanciato in Italia l’ultima stagione della serie di Amazon Prime Video The Marvelous Mrs Maisel, con alcuni suoi stand up dal titolo The Marvelous Mrs Giraud. Nel 2020 è diventata la conduttrice di CCN – Comedy Central News per due stagioni, vincendo il Premio Satira Forte dei Marmi come migliore Stand Up Comedian dell’anno.
Nello stesso 2020 ha scritto Tea, storia (quasi) vera della prima messia, a 4 mani, per Harper Collins. Nel 2021 diventa una delle protagoniste femminili del comedy show di Amazon Prime Italia LOL: Chi ride è fuori e LOL XMAS Edition. Su Amazon Prime Video è anche la protagonista femminile di Maschile Singolare e Maschile Plurale, diretti da Matteo Pilati e Alessandro Guida e de L’estate più calda, di Matteo Pilati. Ha condotto una stagione di C’era una volta l’amore su Real Time e Discovery+ ed è stata tra le protagoniste femminili di Michelle Impossible al fianco di Michelle Hunziker, su canale 5. Nel 2022 interpreta Vicki Vale nell’audio serie originale Spotify “Batman – Un’autopsia”, e a seguire lancia un podcast tutto suo, che dà voce alla sua passione meno conosciuta: la storia dell’arte. Il podcast è “Gioconde” e lei lo conduce con la storica dell’arte Maria Onori. Visto il successo di Michela in Lol, Amazon Prime l’ha voluta tra i giudici del progetto televisivo LOL Talent. Finalmente anche i fan calabresi potranno apprezzare dal vivo la sua bravura in questa unica tappa lametina. Tutte le informazioni sono disponibili allo 0968441888.
Era stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con scadenza il primo maggio del 2024, l’Avviso pubblico DesTEENazione per la costituzione di Spazi multifunzionali di esperienza per adolescenti sul territorio nazionale per l’erogazione di servizi integrati volti a promuovere, nei ragazzi e nelle ragazze, l’autonomia, la capacità di agire nei propri contesti di vita, la partecipazione e l’inclusione sociale; Avviso cui il Comune di Reggio aveva partecipato.
Il Settore Welfare del Comune -attraverso l’assessore Lucia Nucera- fa sapere ora che, con Decreto Direttoriale n° 27 del 27 febbraio 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato e finanziato (per un importo di 2.983.567,39 euro) il progetto “Tessere reti per il Futuro: intrecci, nodi e legami” presentato dall’Ambito Territoriale Sociale (ATS) di Reggio Calabria.
L’iniziativa, che coinvolgerà 535 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni e 100 giovani adulti tra i 18 e i 21 anni, nasce dall’analisi delle criticità che colpiscono le nuove generazioni, aggravate dall’isolamento dovuto alla pandemia (che ha inciso fortemente sul benessere psicofisico dei minori e sui soggetti fragili). Il progetto mira a contrastare la vulnerabilità sociale ed educativa attraverso azioni concrete di prevenzione e supporto, rafforzando le risorse disponibili e introducendo nuovi strumenti di sostegno.
Tra gli interventi previsti la creazione di un Centro di Aggregazione Giovanile multifunzionale
Uno degli interventi programmati è la creazione di un Centro di Aggregazione Giovanile multifunzionale che offrirà:
- Attività educative e laboratoriali, con percorsi esperienziali per sviluppare competenze personali e professionali.
- Supporto psicologico e scolastico, per contrastare il disagio e la dispersione scolastica.
- Spazi di socialità e confronto, per favorire la crescita personale e la partecipazione attiva alla comunità.
- Percorsi di sostegno alla genitorialità, con incontri formativi e gruppi di supporto per le famiglie.
Saranno previste inoltre azioni a sostegno delle famiglie ed in particolare per i genitori:
- Percorsi formativi laboratoriali di sostegno alla genitorialità.
- Gruppi di confronto e di condivisione di esperienze per affrontare le difficoltà insite nel ruolo genitoriale.
- Tutoring familiare e sostegno della relazione genitori figli.
- Spazi e attività pensate per creare nuove relazioni sociali tra le famiglie.
Verranno svolte attività aggregative e socioeducative, tra le quali:
- Percorsi di potenziamento delle abilità emotive e socio-relazionali, fondamentali e spendibili in tutti i contesti di vita.
- Interventi educativi che promuovano la cultura dell’inclusione e il superamento degli stereotipi legati alla diversità.
- Incontri su tematiche di interesse dei ragazzi, ad esempio legalità, bullismo, ruoli di genere.
- Laboratori artistici.
Alcune attività saranno rivolte a gruppi spontanei di minori nei luoghi naturali di ritrovo, con l’organizzazione di eventi/laboratori itineranti. La finalità è quella di prevenzione e di promozione dell’autonomia, favorendo la socialità e la riduzione dei comportamenti a rischio sia individuali che di gruppo attraverso la promozione del benessere della Comunità.
Promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori/giovani beneficiari
Per favorire azioni finalizzate a prevenire l’abbandono scolastico si prevede di promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori/giovani beneficiari, attraverso azioni di attraverso azioni di:
- Utilizzo di risorse a disposizione per ridurre i fattori di rischio ed affrontare e Potenziamento delle abilità di studio e riconoscimento delle proprie risorse individuali, familiari e sociali.
- Utilizzo di risorse a disposizione per ridurre i fattori di rischio ed affrontare efficacemente le problematiche.
- Potenziamento delle competenze non cognitive.
Sono previsti percorsi individuali e di gruppo, caratterizzati da laboratori esperienziali e di mestieri, dove i ragazzi possono apprendere e sperimentare e far emergere le proprie attitudini e sviluppare i propri talenti. I percorsi proposti toccano aree molto diverse tra loro e sono un’opportunità per sviluppare socialità e competenze, avvicinare ragazzi e ragazze al mondo dei “mestieri” attraverso la metodologia propria del learning by doing – imparare facendo, in un contesto stimolante ed
inclusivo.
Un sistema di interventi a favore delle famiglie e dei minori
Il progetto si inserisce nella più ampia programmazione sociale del Comune di Reggio Calabria, da tempo impegnato a costruire un sistema di interventi a favore delle famiglie e dei minori.
Le azioni si integreranno con i patti educativi territoriali coinvolgendo scuole, associazioni, enti del terzo settore e altri attori locali; al fine di creare una vera e propria comunità educante.
Le azioni progettuali si intersecheranno con i patti educativi già in corso di stesura e realizzazione in alcuni degli istituti scolastici della città. Tali patti coinvolgono oltre all’istituzione scolastica e l’ATS, altri attori sociali come enti del terzo settore, associazioni di volontariato e circoli sportivi, parrocchie ecc. Attraverso l’adesione ai patti educativi viene perseguito l’obiettivo di rafforzare, in un’ottica di “mutua contaminazione”, il valore sociale dell’istruzione e della cultura, intesa in senso
ampio nei più vari aspetti (artistici, espressivi e musicali).
“DesTEENazione – dichiara l’assessore Lucia Nucera – consentirà di investire un importante somma a favore di iniziative rivolte agli adolescenti del nostro territorio soprattutto nelle aree maggiormente svantaggiate. L’ obiettivo è di promuovere l’ autonomia, la partecipazione sociale e l’ inclusione tra i ragazzi creando spazi multifunzionali in cui possano interagire in maniera attiva e positiva. L’ intento sarà di promuovere contesti che riducano il rischio di devianza sociale incentivando i ragazzi all’ interno degli spazi con la creazione di alternative che stimolino le loro capacità e la loro creatività. Ringrazio tutto il settore del welfare nel raggiungere gli obiettivi, lavorando sempre con impegno e professionalità“.
Venti anni fa, il 4 marzo 2005, moriva Nicola Calipari, l’agente del Sismi che stava riportando a casa Giuliana Sgrena, la cronista del ‘Manifesto’ rapita in Iraq dagli jihiadisti.
Calipari stava viaggiando con la giornalista su un’auto verso l’aeroporto di Baghdad dal quale devono partire per tornare in Italia.
L’ auto a pochi metri da un posto di blocco statunitense viene crivellata di colpi dal ‘fuoco amico’ Usa. Calipari fa scudo alla Sgrena, che viene ferita, e viene ucciso da un colpo che lo raggiunge alla testa.
Gli americani stanno presidiando quella strada dalla quale deve passare l’ambasciatore Usa in Iraq. Il soldato americano che ha sparato con una mitragliatrice alla Toyota sulla quale stavano viaggiando Sgrena e Calipari, Mario Lozano, dopo la richiesta di rinvio a giudizio viene prosciolto dalla Corte d’Assise che non può procedere per difetto di giurisdizione perché le forze multinazionali in Iraq ricadono sotto la giurisdizione penale esclusiva dei rispettivi paesi d’invio.
La giornalista Giuliana Sgrena: “Calipari mistero italiano di cui nessuno parla”
“Uno dei misteri di questo Paese, una storia senza verità della quale si parla troppo poco. Un caso irrisolto per il quale nessuno ha chiesto giustizia”. dichiara al Messaggero la giornalista Giulia Sgrena, a vent’anni dal suo sequestro a Baghdad e dalla drammatica liberazione, che si è conclusa con l’omicidio per fuoco amico Usa dell’ufficiale del Sismi Nicola Calipari.
La magistratura italiana era riuscita a individuare i responsabili nonostante la mancata collaborazione del Pentagono, eppure un processo non c’è mai stato. “Questo è un altro aspetto che non permette di fare i conti con la storia: non abbiamo mai saputo perché gli americani abbiano sparato al numero due dei servizi segreti italiani – racconta –. La Cassazione ha definitivamente stabilito il difetto di giurisdizione, sicuramente il marine Mario Lozano ha aperto il fuoco ma non è stato l’unico responsabile”.
Mattarella: ‘L’eroismo di Calipari iscritto nella storia della Repubblica’
“Nel giorno del ventesimo anniversario dell’uccisione di Nicola Calipari, la Repubblica rende onore al sacrificio di un valoroso dirigente del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare, che ha perso la vita in una difficile missione a Baghdad, conclusa con il salvataggio di un’italiana rapita. È questo un giorno di memoria e raccoglimento, in cui desidero esprimere anzitutto i sentimenti più intensi di vicinanza alla famiglia e a quanti hanno operato con Calipari e gli sono stati vicini. Servitore dello Stato, quando venne colpito a morte, portava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena, in quella che era l’ennesima missione compiuta per il recupero di connazionali. Se le spiegazioni delle circostanze che hanno causato la sua morte permangono tuttora non esaurienti, risalta, invece, la generosità estrema di Calipari che alla scarica di proiettili ha fatto scudo con il proprio corpo per sottrarre al rischio la persona che era riuscito a liberare. Un gesto di eroismo, iscritto nella storia della Repubblica”. ha affermato in una nota il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. (ANSA)
“Anche la Calabria è alle prese con i rischi e le conseguenze legate all’obesità e al sovrappeso della propria popolazione residente”. E’ quanto emerge dai dati del sistema di sorveglianza Passi dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per il biennio 2022-2023.
Gli esiti del monitoraggio dell’Iss, relativi a peso e altezza di persone 18-69enni, sono stati resi noti alla vigilia della Giornata mondiale dell’obesità che ricorre oggi
La condizione di sovrappeso coinvolge nella regione il 35,7% dei cittadini calabresi, a fronte di una media nazionale del 32,7. L’obesità, ovvero la malattia che si contraddistingue per l’accumulo patologico di grasso corporeo e che comporta un aumento del rischio di sviluppare malattie croniche – come patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro, problemi articolari, riguarda il 10,3% della popolazione residente, un dato quasi in linea con la media nazionale che è del 10,4.
Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità consigliano di perdere peso a poco più di un calabrese su tre pari al 32,2% della popolazione. “L’essere in eccesso ponderale condizione caratterizzata in genere da un’alimentazione scorretta e da una vita sedentaria – precisano dall’Iss – è una caratteristica più frequente al crescere dell’età, fra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione. Il fenomeno, sempre secondo quanto emerge dal sistema Passi, presenta una maggiore incidenza nelle regioni del sud del Paese e incide in peggio sulla qualità della vita.