La sezione “ANPI Ruggero Condò” invita la cittadinanza a partecipare all’incontro di commemorazione e riflessione sui tragici eventi del 26 febbraio 2023, quando il naufragio di un’imbarcazione a Steccato di Cutro (KR) causò la morte di 94 persone, secondo le ultime stime accertate.
Sebastiano Plutino
Palmi: celebrata all’ “Enaiudi Alvaro” la Giornata del Ricordo delle Vittime Innocenti della Mafia
L’Istituto d’Istruzione Superiore “Einaudi-Alvaro” di Palmi rinnova anche per l’anno scolastico 2024/2025 il suo impegno nella commemorazione delle vittime innocenti della mafia. L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia Santa Famiglia di Palmi, si inserisce nel quadro delle attività formative volte a sensibilizzare gli studenti sul tema della legalità e della giustizia.
L’evento del 24 febbraio 2025 è stato introdotto con parole di sensibilità e di grande attenzione al tema dai collaboratori del Dirigente Scolastico dott. Giuseppe Eburnea, il professor Riccardo Rossetti vicario del DS e la prof.ssa Ottavia Silvana Morgante. All’organizzazione dell’incontro hanno dato il proprio contributo le responsabili di plesso, prof.sse Enrica Scolaro e Rosa Maria Stillitano, e la prof.ssa Gabriella Panuccio.
Un momento particolarmente significativo dell’incontro sarà la testimonianza della sig.ra Anna Zirilli, madre di Celestino Fava, giovane vittima della criminalità organizzata. La sua presenza rappresenta un’importante occasione per riflettere sul valore della memoria e sull’importanza dell’impegno civile per contrastare il fenomeno mafioso.
Le attività hanno riguardato nel corso della mattinata le classi dell’IPIA, del LICEO-ITE e della Sede Centrale.
Questa giornata ha rappresentato un’opportunità di crescita e consapevolezza per tutta la comunità scolastica. Attraverso il racconto di chi ha vissuto direttamente il dolore della perdita, gli studenti hanno potuto comprendere meglio il significato del coraggio e dell’impegno nella lotta contro la mafia. Solo attraverso la conoscenza e la memoria si può costruire un futuro libero dalla violenza e dall’illegalità.
Palmi: il Liceo “Einaudi-Alvaro” aderisce all’iniziativa sull’educazione ai giovani sui rischi del Web
L’Istituto “Einaudi – Alvaro” di Palmi ha aderito, su proposta dell’avv. Carmelita Alvaro, Presidente della Camera Minorile del Tribunale di Palmi, ad un’importante iniziativa della Camera Minorile stessa per sensibilizzare gli studenti sui pericoli e i reati legati all’uso di Internet e dei social media.
L’incontro del 24 febbraio 2025 si è avvalso della collaborazione di esperti in diritto informatico e cybersicurezza, Forze dell’Ordine e psicologi, ed è stato rivolto alle classi del biennio dei vari indirizzi dell’Istituto. Con oltre il 90% degli adolescenti italiani attivi sui social, il progetto vuole promuovere un uso consapevole della tecnologia, prevenendo fenomeni come cyberbullismo, furto d’identità e adescamento online.
Il programma prevede incontri informativi e laboratori interattivi, culminando in un evento finale a maggio alla Casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi. La scuola, in collaborazione con i vari esperti, si impegna a fornire agli studenti strumenti utili per navigare in sicurezza, favorendo il dialogo con insegnanti e famiglie. Sensibilizzare i giovani è fondamentale per costruire una società digitale più responsabile e sicura.
L’incontro è stato fortemente incoraggiato e apprezzato dal Dirigente Scolastico dott. Giuseppe Eburnea e dai suoi collaboratori, prof. Riccardo Rossetti vicario del DS e prof.ssa Ottavia Silvana Morgante.
L’VIII Congresso della FAI CISL Reggio Calabria, svolto oggi a Palmi, dal tema “Alimenta il Futuro. Lavoro, Partecipazione, Sostenibilità”, ha eletto Giuseppe Mesiano Segretario Generale della Federazione sindacale territoriale.
Mesiano sarà affiancato in Segreteria da Elena Murdica e Francesco Ferraro eletti dalla stessa assise.
Hanno partecipato al Congresso il Segretario nazionale FAI CISL Patrizio Giorni, il Segretario Generale FAI CISL Calabria Michele Sapia e la Segretaria Generale UST CISL Reggio Calabria Nausica Sbarra.
Nella relazione introduttiva, il precedente Segretario Generale Antonino Zema ha sottolineato la necessità di «proteggere i salari dei lavoratori e raccogliere le loro esigenze in sintonia con le richieste provenienti dal mondo del lavoro. Essenziale promuovere la valorizzazione del nostro territorio, tutelando l’ambiente, combattendo il dissesto idrogeologico e gli incendi, per mettere in risalto la bellezza che ci circonda. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali – locali, regionali e nazionali – con competenze specifiche, è possibile raggiungere uno sviluppo sostenibile e coeso».
Per Nausica Sbarra, Segretaria Generale della CISL di Reggio Calabria: «Alimenta il futuro, non è solo il titolo del congresso della FAI, ma un appello concreto affinché vengano attuate politiche e strategie che possano coniugare sviluppo economico, valorizzazione del lavoro, tutela dell’ambiente e legalità. Gli obiettivi da raggiungere dovranno assicurare condizioni lavorative sicure e giuste retribuzioni. Vista la specificità del settore, lo sfruttamento e l’irregolarità, è indispensabile che prendano forma al più presto le risposte che abbiamo rappresentato in tutti i tavoli di confronti aperti dalla CISL con le istituzioni locali e nazionali. Richiediamo con determinazione il rafforzamento di tutti i meccanismi di vigilanza previste dalle leggi esistenti con l’intento di contrastare definitivamente il lavoro nero e il caporalato».
Il Segretario Generale FAI CISL Calabria Michele Sapia ha dichiarato: «In una regione con un importante patrimonio ambientale e produzioni agroalimentari di eccellenza, ma idrogeologicamente tanto fragile, segnata da frane, alluvioni e incendi, gli effetti sempre più devastanti degli eventi determinati dal cambiamento climatico possono essere mitigati soltanto attraverso il sostegno del lavoro agro-ambientale e forestale. Centrale dovrà essere il comparto della bonifica calabrese, valorizzando la sua multifunzionalità e servizi per l’agricoltura, ma anche a fini energetici e per la sicurezza del territorio, puntando su professionalità e competenze degli addetti e contrattazione aziendale. Inoltre occorre favorire maggiore confronto per il settore della pesca e sistema allevatoriale calabrese, e siglare il contratto integrativo forestale per una Forestazione 2.0».
Ha concluso i lavori del Congresso della Federazione territoriale il Segretario Nazionale FAI CISL Patrizio Giorni che ha evidenziato la necessità di «una nuova stagione di partecipazione e protagonismo, attraverso il fondamentale strumento della contrattazione.
Il settore agroalimentare italiano è un asset strategico che continua a registrare importanti incrementi nei livelli di export, occorre però un’azione più incisiva per contrastare lo sfruttamento del lavoro e il caporalato, applicando pienamente sia la legge 199 del 2016 che la condizionalità sociale contenuta nella PAC e poi favorendo una più equa distruzione del valore lungo la filiera produttiva. Bisogna poi rilanciare il sistema della pesca – ha sottolineato Giorni – chiedendo un cambio di rotta delle politiche europee: il settore necessita di nuova e qualificata manodopera, inoltre bisogna prevedere un ammortizzatore sociale strutturato e riconoscere il carattere usurante di questo mestiere».
Il neo Segretario Generale della FAI CISL Reggio Calabria Giuseppe Mesiano, eletto dal Consiglio Generale svolto immediatamente dopo il Congresso, ha detto: «Saremo impegnati ad esaltare le vocazioni territoriali, le nostre bellezze ed eccellenze attraverso la centralità del lavoro. Impegnati a contrastare abbandono e marginalità sociale, promuovendo nei nostri settori integrazione sociale, formazione e sicurezza, per un sindacato di qualità e prossimità, al servizio dei lavoratori e delle persone».
Nell’ambito del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura si è tenuto nei giorni scorsi, organizzato dall’Associazione culturale “Le Muse” insieme al Seminario Regionale “Pio XI” di Reggio Calabria presso la Sala conferenze del Seminario di via Pio XI, una manifestazione-conferenza dal titolo “Comunicare speranza con la bellezza”, momento di condivisione e di riflessione aperta a tutto il mondo della cultura ed ai soci del sodalizio reggino.
L’occasione ha dichiarato il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti è nata proprio da un incontro, tra il mondo di una associazione culturale quale “Le Muse” ed il “Seminario” con il suo Rettore Don Simone Gatto che in questi mesi ha aperto le porte dell’importante luogo di formazione e di preghiera ai fermenti culturali che animano il territorio, diventando così anche un luogo di riflessione aperta e condivisa. Parlare alla città ed agli artisti, intesi come poeti, scrittori, animatori, pittori, scultori e comunicatori in genere sul senso della “speranza” è segno di appartenenza a questo anno giubilare ha ribadito Livoti ma, purtroppo dalle nostre parti non abbiamo avuto molte possibilità di incontro e dunque sentiamo il bisogno, l’urgenza, la necessità di confrontarci indipendentemente dal nostro credo e dal nostro diverso modo di vedere il mondo.
Il motto scelto da papa Francesco per l’Anno Santo giubilare 2025 «Poiché tu sei la mia speranza, Signore Dio; sei la mia fiducia sin dalla mia infanzia» (Sal 71,5) è un versetto dei Salmi che esprime il concetto che la “La speranza non delude” ed è stata la traccia che l’evento ha scelto di approfondire in una gremitissima sala conferenze del Seminario reggino dove anche grande importanza è stata data a quell’arte che come ribadisce il Papa – non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Non è fuga, ma responsabilità. Educare alla bellezza significa educare alla speranza. E la speranza non è mai scissa dal dramma dell’esistenza: attraversa la lotta quotidiana … le sfide di questo nostro tempo».
Una conversazione che ha visto nella veste di relatore Don Simone Gatto – Rettore Seminario Regionale Pio XI che sin da subito ha ringraziato i tantissimi soci ed il presidente Livoti per questo importante momento colloquiale. A questo tema dice il rettore, abbiamo accesso tutti, poiché tutti siamo capaci di realizzare la “speranza” che coltiviamo nel nostro cuore. La bellezza fa parte della nostra mente e la comunicazione del divino che guarda Dio è un modo per vedere la bellezza, l’arte come opportunità per ricostruire il dialogo con il mondo. L’arte è veicolo di intimità con l’eterno ha ripetuto fermamente il rettore che ha esortato gli artisti presenti a lavorare sempre, utilizzando la propria parte sensibile e poetica poiché solo così la comunicazione rimarrà immortale. Ed ancora tutti i Papi hanno parlato del concetto di “bellezza”: Pio XII arte come amore o ancora Benedetto XVI si è occupato del ruolo educativo dell’arte con la sua funzione pedagogica.
L’incontro è continuato con la testimonianza di Giuseppe Fata – designer e ideatore della “Madonna degli Artisti” reduce dalla consegna dell’opera alla Basilica di Santa Maria in Monte Santo – Roma lo scorso 15 febbraio. Fata ha raccontato la sua emozione per avere ideato e vista esposta in permanenza presso la Cappella del Crocifisso, una creazione che vede anche la compartecipazione di ben 200 rappresentanti del mondo della cultura calabrese, nazionale ed internazionale. Loro hanno aderito al mio progetto – ha continuato il noto creativo calabrese -, permettendomi di inserire le firme autografate nella parti auree dello stilizzato mantello della Madonna, così come grande soddisfazione per me, la solenne celebrazione presieduta da S.E. Rev.ma Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e Rettore della Chiesa degli Artisti che mi ha sollecitato, spinto e supportato in questo atto di coraggio che mi riporta alla mia infanzia nella mia cittadina di Laureana di Borrello, ricordandomi le vestizioni della statua della Madonna momento intimo ed al tempo stesso simbolico in un periodo importante come quello pasquale. Cosimo Allera scultore dell’acciao corten sin da subito, ha portato alla memoria il suo rapporto con il sacro, e un terribile incidente di automobile che ha fatto riscoprire un “segno mariano” e la successiva consegna di un artistico Crocifisso che oggi si vede sulla sommità di uno dei più bei santuari del Sud a Paravati voluto da Natuzza Evolo. L’arte – ha continuato il noto scultore di Gioia Tauro – nella mia vita è stata sempre il seguito di un segno divino, elementi questi sempre presenti nel mia itinerario come lo dimostra l’opera “Acutis – Autostrade del Cielo” nel Parco RespirArt di Val di Fiemme che vede la mia esperienza vicina al Beato Carlo Acutis prossimamente ad aprile santo. L’opera, in metallo, simboleggia la purezza e la spiritualità del giovane beato, famoso per la sua dedizione all’Eucaristia e per l’uso delle nuove tecnologie per diffondere la fede cattolica. La scultura esprime l’energia e la fede che Carlo rappresentava, utilizzando elementi verticali e dinamici. Significativa la mostra “Sacrum” inaugurata ed esposta nelle sale del Seminario che è visitabile per i prossimi 10 giorni.
Gli artisti Muse presenti con le loro opere: Francesca Avenoso, Margherita Battaglia, Cristina Benedetto, Mariella Costa, Patrizia Crupi, Manuela Lugarà, Antonella Minasi, Grazia Papalia, Francesca Perina, Tina Nicolò, Wanda Simone hanno raccontato l’esperienza con la tela, la fotografia, la scultura e/o la rielaborazione di opere storiche proprio per ritrovare quello spirito attivo di comunicazione, quell’essere indipendentemente pellegrini che a volte errano ma a volte evitano di vagare, cercando di comunicare con l’umanità senza perdere mai la direzione e non smarrire una speranza, quella che aiuta l’uomo di oggi a vivere nonostante tutto.
Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha fatto visita al porto di Gioia Tauro, ricevuto dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, dal direttore marittimo della Calabria e della Basilicata tirrenica, Giuseppe Scarrone, e dal comandante del porto, capitano di fregata Martino Rendina. Durante l’incontro, il presidente Agostinelli ha illustrato sull’intero percorso di infrastrutturazione dello scalo, marcando le opere completate e di quelle in corso d’opera.
Tra i traguardi raggiunti c’è il completamento della viabilità portuale che ha garantito il pieno sviluppo della intermodalità interna allo scalo, tramite la realizzazione del Ponte De Maria, necessario a garantire lo scorrimento della rete ferroviaria portuale che collega il gateway ferroviario, realizzato secondo gli standard europei e perfettamente funzionante attraverso i suoi sei fasci di binari da 750 metri.
Tra le opere in corso, invece ci sono, tra gli altri, i lavori di elettrificazione della banchina di Levante per i quali, attraverso fondi Pnrr, sono stati stanziati 66 milioni di euro, opera essenziale per lo porto in quanto corrisponde agli obblighi di sostenibilità ambientale, richiesti dall’Unione europea e da completare entro il 2026, in quanto finanziati dal Pnrr. Assicureranno l’alimentazione green delle mega navi che attraccheranno lungo le banchine del porto di Gioia Tauro.
Reggio candidata a Capitale della Cultura 2027: l’augurio del Movimento “La Strada”
“Gia cinque anni fa ci siamo confrontati pubblicamente su questo tema con vari tavoli tematici, anche con l’allora assessore alla Cultura -oggi Sindaco- di Parma Michele Guerra, che si apprestava ad accompagnare la sua città al prestigioso riconoscimento di Capitale della Cultura. Ci siamo formati per preparare la nostra bella città a raggiungere traguardi sempre maggiori. Quei contenuti, quello stile di confronto sono rimasti al centro della nostra visione di città, li abbiamo riportati nei lavori di questi anni in consiglio comunale, sono al centro della nostra azione.
Per cui, ora, non possiamo che essere felici che Reggio Calabria si appresti alla sua audizione tra le città finaliste. Siamo parte della stessa comunità. La Politica è riconoscere le sfide di crescita positive per tutto il territorio, stimolarle, accompagnarle.
Comunque vada, la stesura del dossier è già un lavoro estremamente positivo. Va riconosciuto.
Reggio Calabria capitale della Cultura è un traguardo che possiamo raggiungere, ci credevamo tempo fa e ci crediamo ora. Per cui: coraggio, Reggio!
Tutte e tutti insieme, incrociamo le dita.
Al Sindaco, ai delegati, ai funzionari che interverranno in audizione va il nostro migliore augurio. Per la città, per Reggio.
Ora è il tempo di essere uniti, e che sia un successo! Che viva Reggio, cuore del Mediterraneo!”, dichiara il Consigliere Comunale e leader del Movimento Politico “La Strada”
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si è aggiudicato il prestigioso premio GIST ACTA 2025 come Miglior Museo, nell’ambito della terza edizione dell’Archaeological & Cultural Tourism Award.
Promosso dal Gruppo Italiano Stampa Turistica (GIST) e ospitato dal salone internazionale del turismo culturale TourismA, tenutosi a Firenze, il riconoscimento attesta l’impegno del Museo nella valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico, consolidandone il ruolo di istituzione di riferimento a livello nazionale e internazionale.
Giunto alla sua terza edizione, il GIST ACTA è un premio istituito nel 2023 con l’obiettivo di promuovere il turismo culturale e archeologico, riconoscendo le migliori realtà impegnate nella comunicazione e divulgazione del patrimonio storico. La giuria, composta da esperti del settore, ha premiato il MArRC per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, rendendo l’archeologia accessibile e coinvolgente attraverso esposizioni permanenti e temporanee, progetti di ricerca e iniziative didattiche che mirano a rafforzare il legame tra la comunità e la sua eredità culturale.
“Questo premio è un importante riconoscimento del lavoro quotidiano che svolgiamo con dedizione e passione per rendere il Museo un luogo vivo e dinamico” – ha dichiarato il Direttore del MArRC, Fabrizio Sudano – “Il nostro obiettivo è favorire un dialogo continuo tra il passato e il presente, promuovendo il valore della cultura e della storia. Un aspetto fondamentale della nostra missione è l’apertura internazionale del Museo, attraverso collaborazioni con istituzioni culturali di prestigio e progetti di ricerca condivisi. Ricevere questo prestigioso riconoscimento ci sprona a proseguire il nostro percorso di crescita e innovazione, rafforzando ulteriormente il ruolo del MArRC come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico, in Italia e nel Mediterraneo”.
Il Museo si distingue, infatti, per il suo impegno nella divulgazione scientifica e nella promozione della cultura archeologica, attraverso un’ampia offerta di eventi, conferenze e laboratori pensati per diverse fasce di pubblico. Le mostre temporanee arricchiscono il già straordinario patrimonio custodito dal Museo, offrendo nuovi spunti di riflessione e approfondimento.
Il premio è stato ritirato a Firenze, lo scorso 21 febbraio presso il tourismA-Salone Archeologia e Turismo Culturale dalla funzionaria archeologa del Museo, Daniela Costanzo, a ulteriore conferma dell’eccellenza del lavoro svolto dal personale del MArRC nel rendere il Museo non solo un luogo di conservazione, ma anche uno spazio di condivisione e scoperta, capace di avvicinare il grande pubblico all’inestimabile eredità del passato.
2° anniversario del Naufragio di Cutro: commemorazioni per non dimenticare le 94 vittime
Sono passati due anni dal naufragio di Steccato di Cutro, ma la città di Crotone non dimentica le 94 vittime della tragedia, 35 delle quali minorenni, le lacrime dei sopravvissuti ed il dolore dei familiari.
“C’è una domanda politica che aspetta ancora una risposta per le vittime di questa vicenda e per i loro familiari: perché non sono stati mandati in soccorsi?”, ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando con i giornalisti a margine della veglia di preghiera organizzata a “Steccato” di Cutro dalla testata web “Crotonenews” in occasione del secondo anniversario del naufragio.
Insieme ad Elly Schlein hanno partecipato alla veglia i parlamentari del Pd Nicola Irto, Nico Stumpo; il parlamentare europeo Sandro Ruotolo ed il vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio.
“É stato fondamentale essere qui anche quest’anno – ha aggiunto Elly Schlein – per commemorare i 94 morti, stare accanto ai familiari delle vittime e per chiedere, insieme a loro, verità e giustizia. Ribadendo la stessa domanda che facciamo da due anni in relazione a quanto é accaduto: perché non sono partiti mezzi adeguati per soccorrere l’imbarcazione sulla quale viaggiavano i migranti? Perché non è partita la Guardia costiera?”.
“C’è un’inchiesta della magistratura – ha aggiunto la segretaria del Pd – e questo non ci compete. Ma c’è una domanda politica la cui risposta va data alle vittime ed ai familiari”. Elly Schlein ha anche parlato con alcuni superstiti e con loro parenti, che le hanno chiesto un sostegno per ottenere i ricongiungimenti familiari promessi dal governo Meloni. “Noi continueremo ad insistere – ha detto la segretaria del Pd – per ottenere verità e giustizia e perché quanto é stato promesso sia realizzato”.
2° anniversario del Naufragio di Cutro: Crotone ricorda le 94 vittime. Il Sindaco: “La gente in mare va salvata sempre”
Le lacrime dei sopravvissuti ed il dolore dei familiari. Sono questi i sentimenti che hanno animato la cerimonia di commemorazione che si è tenuta nel “Giardino di Alì”, il luogo realizzato dal Comune per ricordare la tragedia e intitolato alla vittima più piccola, sepolta nel cimitero cittadino e diventata figlio di tutti i crotonesi.
Nel giardino, ubicato all’ingresso della città, sono stati piantati, in occasione del primo anniversario del naufragio, novantaquattro alberi per ricordare gli adulti vittime del naufragio, più 35 cespugli in memoria dei minori che persero la vita.
Dopo un minuto di silenzio, che il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha disposto venisse osservato negli istituti scolastici della città, il coro Polifonico “Anna Frank”, diretto dalla professoressa Luisa Floccari, ha intonato un canto.
Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili e militari, una delegazione di alunni e rappresentanti delle associazioni di volontariato, insieme ad un gruppo consistente di cittadini.
“Oggi ricordiamo – ha detto il sindaco Voce – 94 vittime innocenti. E nel ricordarle voglio ancora una volta affermare che l’umanità non deve avere colore politico perché è un sentimento che appartiene alla nostra gente. Il popolo crotonese lo ha dimostrato in quei giorni terribili in cui istituzioni, forze dell’ordine, medici, volontari, assistenti sociali ed operatori dell’informazione sono stati uniti Sono trascorsi due anni – ha aggiunto Voce – ed il dolore è sempre presente . Abbiamo vissuto un momento drammatico che abbiamo voluto ricordare con un giardino dedicato alla vittima più piccola, Alì, sepolta a Crotone. La città si è stretta al dolore dei familiari, dimostrando al mondo cosa vuole dire essere umani”.
Voce, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha detto che “i centri per migranti che il governo ha pensato di istituire in Albania non servono. Ed è chiaro che quello dell’immigrazione è un problema che deve riguardare l’Europa”. da questo fortissimo e fondamentale principio. Crotone non dimentica, Crotone non dimenticherà.
Il sentimento di umanità della popolazione crotonese è stato ripreso anche dal presidente della provincia di Crotone, Sergio Ferrari, secondo il quale: “in quei giorni nessuno si è tirato indietro o si è girato dall’altra parte. La popolazione crotonese ha dato un grande esempio all’Italia e al mondo”.
Il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, si è rivolta ai ragazzi presenti alla cerimonia, invitandoli “a frequentare il giardino di Alì e soprattutto a fare memoria di quanto é accaduto”.A conclusione della cerimonia il prefetto ed il sindaco hanno deposto un fascio di fiori con i colori della città di Crotone ai piedi dell’installazione che ricorda il piccolo Alì e le altre vittime del naufragio.
Un’operazione complessa quella condotta dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (RC), con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia (VV) e della Compagnia CC di Desio (MB). Cinque persone, legate da vincoli di parentela, sono state arrestate con accuse gravissime: tentato omicidio, detenzione e porto di armi da guerra, detenzione e traffico di stupefacenti e ricettazione.
L’operazione è coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Dott. Giuseppe Lombardo ed è frutto di un’indagine approfondita e meticolosa.
Il delitto che ha fatto scattare l’indagine
Tutto è iniziato il 9 ottobre 2024, quando un uomo residente a Montebello Jonico è arrivato all’ospedale di Melito Porto Salvo con una ferita d’arma da fuoco al collo. La gravità della lesione ha richiesto il trasferimento immediato nel reparto di Rianimazione del G.O.M. di Reggio Calabria, dove l’uomo è stato ricoverato.
L’allarme lanciato dall’ospedale ha subito attivato i Carabinieri, che hanno avviato le prime indagini, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Le prime evidenze sul luogo del delitto hanno permesso di stabilire che l’arma usata fosse una pistola a tamburo del tipo Rivoltella, un dettaglio suggerito dall’assenza di bossoli e dalla tipologia dell’ogiva estratta dal corpo della vittima. Gli investigatori hanno quindi iniziato un lavoro minuzioso, scandagliando ogni dettaglio della vita della vittima e dei suoi contatti per risalire al responsabile dell’attentato.
Indagini meticolose coordinate dalla Procura di Reggio Calabria.
Le indagini, durate diversi mesi, sono state eseguite con metodi tradizionali e avanzate tecniche investigative. Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze cruciali, ma è stata soprattutto l’attività tecnica a rivelarsi determinante: intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso di delineare il quadro criminale e identificare i soggetti coinvolti.
I Carabinieri hanno poi effettuato una serie di perquisizioni mirate nelle abitazioni e nei terreni degli indagati, con particolare attenzione a un “giardino” di proprietà della madre del presunto autore del tentato omicidio. Ed è proprio lì che sono emersi importanti elementi indiziari.
L’arsenale occulto e il traffico di droga
Le perquisizioni hanno infatti portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale da guerra, nascosto con meticolosa attenzione. Tra le armi sequestrate figurano pistole e fucili, tra cui una pistola tipo Rivoltella di colore nero contenente nel tamburo a 6 colpi, 5 colpi cal. 7.65, verosimilmente utilizzata per commettere il delitto, ma anche un fucile automatico AK-47 Kalashnikov con matricola abrasa. Oltre a ciò, i Carabinieri hanno rinvenuto ingenti quantità di munizioni, esplosivi e droga: circa mezzo chilo di cocaina, dal valore di mercato di 150.000 euro, 200 grammi di tritolo occultati in un barattolo di vetro e una micidiale bomba carta del peso di circa 1,2 kg, dotata di miccia.
Un fortino del crimine: traffico, armi e omertà
L’attività d’intercettazione ha consentito di mettere in luce come tutti i partecipanti alle condotte delittuose, legati fra loro da intensissimi legami familiari, agissero all’unisono, con fortissima solidarietà reciproca e come un vero e proprio corpo unico, nonché la detenzione di una mole impressionante di armi anche micidiali e da guerra con correlato munizionamento oltrechè esplosivo di notoria elevata potenzialità offensiva. Il tutto era disseminato tra le pertinenze delle abitazioni e i terreni limitrofi, pronto per essere utilizzato.
Il presunto movente del tentato omicidio sarebbe invece da ricondurre a un debito contratto dalla vittima per l’acquisto di droga. I preesistenti contatti tra la vittima e gli indagati erano stati frequenti e erano avvenuti spesso tramite messaggi in codice, con espressioni come “un bacino” o “due bacini” per riferirsi alle dosi di stupefacente richieste.
Secondo le dichiarazioni raccolte, la vittima si recava spesso presso l’abitazione del presunto autore del tentato omicidio per acquistare droga e in almeno un’occasione avrebbe consegnato denaro contante direttamente a uno degli arrestati.
Depistaggi e omertà: il tentativo di ostacolare le indagini
Nonostante gli elementi raccolti, gli indagati hanno tentato più volte di eludere le investigazioni cercando di spostare le armi e imponendo il silenzio ai propri familiari. Durante le intercettazioni, sono stati documentati ordini espliciti impartiti da uno degli arrestati alla figlia e al cognato affinché non rivelassero nulla agli inquirenti, nonché la volontà di occultare ulteriori armi da guerra, al momento non ancora rinvenute dai militari dell’Arma.
Un duro colpo alla criminalità
L’operazione rappresenta un’importante risposta dello Stato contro la criminalità organizzata. Il lavoro incessante dei Carabinieri di Melito Porto Salvo ha permesso di smantellare una pericolosa rete criminale, restituendo sicurezza al territorio e confermando l’impegno costante dell’Arma nella lotta alla delinquenza.
Trattandosi di provvedimenti emessi nella fase delle indagini preliminari, resta salvo il principio della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.
Va comunque ricordato che trattandosi di provvedimenti emessi nella fase delle indagini preliminari, resta salvo il principio della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.