Sebastiano Plutino
Due sbarchi di migranti in Calabria, uno a Roccella Ionica e l’altro a Crotone, con l’arrivo, complessivamente, di 125 persone.
In entrambi i casi i migranti sono stati soccorsi dalla Guardia costiera.
A Roccella sono arrivati in 84, di nazionalità iraniana e irachena, 48 uomini, 19 donne e 17 minori, alcuni dei quali non accompagnati.
Tra loro anche due disabili con difficoltà motorie. Il gruppo è stato intercettato al largo mentre viaggiava a bordo di una barca a vela partita sei giorni fa da una località imprecisata della Turchia.
Per quanto riguarda la sbarco di Crotone, i migranti che sono arrivati sono stati 41. Si tratta di 35 adulti, trenta uomini e cinque donne, e di sei minori, cinque dei quali non accompagnati, tutti di nazionalità afghana, pakistana e iraniana. I migranti, con il coordinamento della Prefettura e la gestione dell’ufficio immigrazione della Questura, sono stati fatti sbarcare e, dopo i primi controlli sanitari, trasferiti nel centro d’accoglienza di Isola Capo Rizzuto.
Sanità Calabria, Occhiuto: “Io precursore sui medici stranieri in Italia”
“In Italia spesso si parla di aumentare le risorse per la sanità, che ovviamente servono e sono fondamentali, ma si parla troppo poco della necessità di riformare il sistema sanitario. Noi abbiamo medici e infermieri che sono pagati molto meno che in altri Paesi europei e abbiamo bisogno di rafforzare il sistema dell’assistenza territoriale, anche attraverso un rapporto diverso col pubblico dei medici di Medicina generale, perché altrimenti tutta l’utenza arriva nei Pronto soccorso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo alla trasmissione “Mattino 5”, su Canale 5.
“Sono riforme – ha aggiunto – che però non sono state mai fatte. Anzi, negli anni passati, c’è stato il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, un imbuto formativo che non ha offerto ai nostri ospedali abbastanza specializzati. Quando io ho preso i medici cubani, e credo di essere stato precursore di questa pratica, l’ho fatto per disperazione, perché altrimenti avrei dovuto chiudere tutti gli ospedali calabresi. La mia regione è commissariata da 15 anni e in 12 anni, quando ancora non c’ero io, non è stato assunto alcun medico o infermiere. Da quando ho avuto il ruolo di commissario, tre anni fa, ho assunto 3.000 unità di personale, a fronte però di 2.500 lavoratori che sono andati in pensione. Ho scelto dunque di avvalermi dei medici cubani, perché provengono da un sistema eccellente, tra i migliori al mondo. Devo dire che c’è stata grande soddisfazione, soprattutto tra i pazienti calabresi: chi è curato da questi medici esprime sempre grande apprezzamento per la qualità del loro lavoro. Io li ringrazio. Ora in Calabria ce ne sono quasi 400. I primi sono arrivati nella provincia di Reggio. Dopo qualche settimana di formazione linguistica all’Università della Calabria, vengono inseriti negli ospedali per un periodo di tutoraggio e alla fine riescono a reggere anche da soli alcuni servizi che altrimenti sarebbero completamente sguarniti”.
“All’inizio di questa operazione – ha detto ancora Occhiuto – fui criticato da tutti. Oggi invece tutti sono convinti che sia una strada percorribile. Ci vuole coraggio, perché spesso non si fanno le cose impopolari anche quando sono giuste. Secondo me le cose giuste vanno fatte anche quando sono impopolari. Se si avesse lo stesso approccio nel sistema sanitario nazionale, facendo riforme, magari anche un po’ impopolari, come nel campo dei medici del territorio o per dare più risorse per gli stipendi dei medici e degli infermieri, siccome queste cose sono giuste, diventerebbero anche assai popolari”.
Lamezia: Vicepresidente Confocommercio al convegno “Welfare servizi e formazione nel settore terziario”
Mercoledì 6 novembre alle ore 9:30 nella sala congressi dal T Hotel di Feroleto si terrà il convegno “Welfare servizi e formazione nel settore terziario” promosso dall’Ente Bilaterale Commercio Terziario e Servizi (Ebt) Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia in collaborazione con il Consiglio Provinciale Consulenti del Lavoro di Catanzaro. Ai lavori prenderà parte la vice presidente nazionale Confcommercio Donatella Prampolini.
Dopo l’introduzione ai lavori del presidente dell’Ebt Catanzaro – Crotone – Vibo Valentia Fortunato Lo Papa, seguiranno i saluti di Pietro Fazio sindaco di Feroleto Antico, Pietro Falbo, presidente Cciaa Catanzaro Crotone Vibo, Giuseppe Gaetano, presidente dell’ Ordine dei consulenti del lavoro di Catanzaro.
Interverranno Giovanni Ferrarelli, direttore Confcommercio Calabria Centrale Catanzaro Crotone Vibo, Giuseppe Valentino, Segretario generale Filcams Cgil Calabria, Antonio Bruno, Segretario generale Fisascat Cisl Magna Grecia (Catanzaro – Crotone Vibo), Caterina Fulciniti, Segretario Generale UilTucs UIL, Giuseppe Buscema, Fondazione studi Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, Guido Lazzarelli, direttore centrale Politiche del Lavoro e Welfare Confcommercio, Giuseppe Zabbatino, direttore generale Ebinter (Ente Bilaterale Nazionale Terziario), Ilaria Di Croce, direttore Quadrifor, Marco Des Dorides, direttore Fondo Est, Anna Maria Selvaggio, direttore Fon.Te., Marco Mellace, responsabile It&Operation Fondo Pensione Fon.Te, Eleonora Pisicchio direttore fondo For.Te.
Bruxelles: l’eurodeputata Princi organizza un convegno sull’AI per contrastare la Violenza di Genere
Manca un giorno all’evento “Intelligenza Artificiale per il cambiamento: combattere la violenza di genere con l’innovazione”, fortemente voluto e organizzato dall’eurodeputata Giusi Princi per il gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), che si terrà martedì 5 novembre alle ore 11:00 presso la sala Spaak 5B1 della sede del Parlamento europeo a Bruxelles. Questo convegno, anticipando la Settimana europea per l’Uguaglianza di Genere, è organizzato in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
La conferenza rappresenterà un’importante occasione di confronto tra eurodeputati, accademici ed esperti nazionali e internazionali sul ruolo innovativo dell’Intelligenza Artificiale (IA) come strumento per contrastare la violenza di genere. L’obiettivo dell’eurodeputata calabrese è elaborare un’iniziativa legislativa per colmare il vuoto normativo attualmente esistente in materia nell’Unione europea.
In particolare, l’On. Princi intende affrontare la lacuna relativa alla violenza di genere, derivante dalla mancanza di riferimenti specifici nell’Atto sull’Intelligenza Artificiale e dalla centralità limitata conferita all’IA nella direttiva sulla violenza domestica, che si concentra solo sulla cyber violenza e sulle immagini digitalmente alterate. La sua iniziativa si propone di creare un quadro normativo più robusto e completo, in grado di tutelare le vittime e prevenire tali forme di violenza.
Durante l’evento, che sarà coordinato dall’eurodeputata Giusi Princi, porteranno i saluti istituzionali Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e Lina Gálvez, presidente della Commissione FEMM. Parteciperanno anche Eleonora Meleti, eurodeputata e coordinatrice PPE della Commissione FEMM, Elinor Wahal, consigliere politico e legale dell’ufficio “Intelligenza artificiale” della Commissione europea, Carlo Morabito, professore presso DICEAM, Università di Reggio Calabria, e presidente dell’International Neural Network Society (INNS), Monica Palmirani, professoressa presso l’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, e presidente dell’Associazione internazionale per l’Intelligenza Artificiale e il Diritto (IAAIL), Rosario Infantino, presidente dell’Ordine degli Avvocati della Provincia di Reggio Calabria, e Giovanbattista Trebisacce, professore associato di Pedagogia generale presso il Dipartimento DeMaCS dell’Università della Calabria. Durante il convegno, Emanuela De Vito, vittima di violenza, porterà la sua testimonianza, e l’incontro sarà concluso da Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia al Parlamento europeo.
Gli inni italiano ed europeo saranno eseguiti dagli studenti del Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria, il quartetto “Hyle Saxophone Quartet”.
Tra le autorità calabresi presenti, attivamente impegnate sul tema, anche Saveria Cusumano, Avvocato cassazionista e Presidente del Comitato Pari Opportunità degli Avvocati di Reggio Calabria, nonché Presidente della Rete Calabria per le Pari Opportunità.
“Il convegno – afferma Princi – sarà un’importante opportunità per valorizzare le eccellenze del sistema accademico e giuridico calabrese. Creare un ponte tra l’Europa e il Sud significa anche valorizzare le risorse professionali della nostra regione, contribuendo così allo sviluppo della Calabria e di tutto il Sud”.
Tra i cittadini calabresi presenti al convegno anche rappresentanti del mondo culturale, dirigenziale, associativo calabrese, come Maria Stefania Caracciolo, assessore Istruzione Regione Calabria; insieme al direttore generale del Dipartimento regionale, Maria Francesca Gatto; Marisa Monterosso, dirigente scolastico del liceo scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria, scuola polo nazionale in tema di IA; Sonia Barberi, dirigente scolastico dell’I.C. “Carducci – V. Da Feltre” di Reggio Calabria; Sabina Cannizzaro, presidente Associazione Donne Reggine.
Sono cadute in Appello tutte le accuse a carico di Santo Alfonso Martorano, di 67 anni, titolare della “M3”, società di intermediazione finanziaria al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
La Corte d’Appello, presieduta da Alfredo Sicuro, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Martorano, che in primo grado era stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe ai danni di alcuni istituti bancari.
L’impianto accusatorio è stato contestato, nel processo d’appello, dai difensori di Martorano e dei suoi familiari, gli avvocati Mario Antinucci, Mario Mazza, Roberto Zanotti e Sabrina Tirabassi, le tesi dei quali sono state accolte dal collegio giudicante. I giudici di secondo grado, inoltre, hanno revocato la confisca dei beni disposta a suo tempo a carico di Martorano.
In un una nota l’avvocato Antinucci sottolinea “la gogna mediatico-giudiziaria” subita dai suoi clienti per accuse “risultate – scrive il legale – totalmente infondate. La famiglia Martorano ha sempre proclamato a gran voce la totale estraneità ai fatti contestati alle persone fisiche ed alle aziende del gruppo, senza mai perdere la fiducia nella cultura della legalità e nel rispetto delle decisioni della magistratura, ma soprattutto senza mai perdere la dignità delle persone oneste, nella fondamentale coerenza a quei principi di legalità economica che hanno da sempre costitutito la spina dorsale e le fondamenta del gruppo finanziario Martorano”.
Assolte anche la moglie e la figlia di Martorano, Antonina Maesano e Carmen Miriam Martorano, di 66 e 35 anni, che gestivano insieme a lui la società di intermediazione finanziaria e che, in primo grado, erano state condannate, rispettivamente, a 4 anni e 6 mesi e ad un anno e 6 mesi di reclusione.
Secondo la Procura reggina, Martorano avrebbe sfruttato apposite convenzioni sottoscritte con alcuni istituti bancari appropriandosi indebitamente, con artifizi e raggiri, di ingenti somme di denaro.
Reggio, ‘Ndrangheta: fratelli Remo assolti dall’accusa di concorso esterno
La Corte d’appello di Reggio Calabria ha assolto due imprenditori, i fratelli Pasquale e Giovanni Remo, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa scaturita da un’inchiesta della Dda sui loro presunti rapporti con il boss Michele Labate.
Il processo di secondo grado si é svolto dopo che la Corte di cassazione nel novembre del 2021, su richiesta dei difensori dei due imprenditori, gli avvocati Francesco Calabrese, Francesco Albanese e Tonino Curatola, aveva disposto l’annullamento con rinvio di una prima sentenza d’appello con la quale Pasquale e Giovanni Remo erano stati condannati a sette anni di reclusione.
Giovanni Remo, in passato, è stato per alcuni anni vicepresidente della Reggina.
L’inchiesta che ha riguardato i fratelli Remo è stata incentrata, in particolare, sulla gestione della commercializzazione delle carni per la quale, secondo la Dda reggina, i due imprenditori avrebbero beneficiato della vicinanza della cosca Labate.
L’assoluzione di Gianni e Pasquale Remo era stata chiesta, oltre che dai loro difensori, anche dalla Procura generale.
In occasione dell’annuale festa in onore di Sant’Anastasia, Patrona di Santa Severina e Compatrona dell’Arcidiocesi di Crotone – S. Severina, lo scorso 29 ottobre, nella storica cornice della Concattedrale, nel corso di una solenne concelebrazione presieduta dall’Amministratore Apostolico S.E. Rev.ma Mons. Claudio Maniago, Metropolita di Catanzaro – Squillace, è stato compiuto un gesto di alto valore simbolico: Il Sindaco di Santa Severina Dott. Salvatore Lucio Giordano, a nome dell’Amministrazione Comunale ha deposto ai piedi della Patrona le chiavi della Città, affinchè la Santa continui a proteggere ed a preservare il popolo santaseverinese e il suo territorio.
La protezione di Sant’Anastasia risale ad antiche tradizioni quando in occasione di un devastante terremoto che colpì duramente molte località calabresi, il popolo di Santa Severina, attribuendo lo scampato pericolo all’intercessione di Sant’Anastasia, la invocò come sua protettrice. Questo gesto fortemente voluto da Don Gino Gulizia, parroco della Parrocchia Santa Maria Maggiore in Santa Severina, rappresenta un intreccio di fede, devozione e tradizione popolare. Nel consegnare le chiavi nelle mani della santa si affidano alla stessa i progetti, i sogni e le sofferenze della comunità. Una comunità che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato. La celebrazione ha visto la numerosa e sentita partecipazione da parte della comunità santaseverinese.
Al solenne rito erano presenti non solo le autorità politiche e militari, ma anche una larga rappresentanza del clero diocesano, a testimonianza dell’importanza dell’evento per tutta l’Arcidiocesi. Le chiavi, commissionate dall’Amministrazione Comunale e realizzate dal maestro orafo Michele Affidato, sono un’opera di rara bellezza: forgiate in argento e laminate in oro con gemme rosse incastonate che richiamano il martirio della Santa Protettrice. Questo gesto è stato pensato come un omaggio alla Patrona e un atto di devozione che rinnova il legame indissolubile tra la città di Santa Severina e Sant’Anastasia, la cui protezione è invocata da tante generazioni di fedeli. La simbologia delle chiavi è da sempre legata alla protezione, alla custodia e al potere di intercessione della Santa, come colei che “apre le porte” alla grazia divina.
La tradizione di affidare le chiavi di una città a una figura sacra trova le sue radici in epoche antiche, simboleggiando la fiducia della comunità e l’affidamento della città sotto la protezione del Cielo. La realizzazione delle chiavi rappresenta un atto d’amore di Affidato verso la comunità di Santa Severina, a testimonianza di un legame profondo, che da un trentennio con la sua arte ha segnato momenti storici, culturali e religiosi della Città. La scelta del maestro Michele Affidato per la realizzazione di quest’opera non è casuale. Affidato, orafo della Santa Sede, noto per il suo straordinario contributo all’arte sacra, ha già collaborato in passato con la Chiesa di Santa Severina. Tra le sue opere per questa Città, spicca la splendida Teca in argento e oro che custodisce la tela seicentesca della Madonna del Pozzoleo. Commissionata per custodire e proteggere un’opera d’arte di inestimabile valore, benedetta in Vaticano da Papa Benedetto XVI, mentre era parroco Don Serafino Parisi, oggi Vescovo di Lamezia Terme. Ma l’impegno di Affidato va ben oltre, negli anni, il maestro orafo ha creato i Pastorali d’argento per gli ultimi tre Vescovi dell’Arcidiocesi di Crotone – S. Severina: Mons. Andrea Muggione, Mons. Domenico Graziani e Mons. Angelo Raffaele Panzetta, consegnati nel giorno del loro insediamento.
Motta San Giovanni: cerimonia di consegna della benemerenza civica all’autore Pasquale Sgrò
“Per l’instancabile impegno lavorativo e sociale a difesa e tutela di quanti lavorano. Per la sua attività culturale, alla continua ricerca delle emozioni umane per raccontarle, custodirle e tramandarle”.
Pronunciando queste parole, durante una partecipata cerimonia che ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto comprensivo e le associazioni del territorio, il sindaco Giovanni Verduci, presenti la dirigente scolastica Margherita Sergi, il presidente del Consiglio comunale Carlo Verduci, il vicesindaco Rocco Campolo e gli assessori Sonia Malara e Giusy Vacalebre, ha consegnato all’autore Pasquale Sgrò la benemerenza civica della Città di Motta San Giovanni.
“L’attività di Pasquale Sgrò – ha poi aggiunto il primo cittadino mottese – ha reso e continua a rendere onore al nostro Comune che è orgoglioso di questo suo figlio che, pur vivendo lontano, non perde mai occasione per esaltare quanto di buono il nostro territorio può offrire in termini di rapporti umani, conoscenze, attitudine al sacrificio e al lavoro, desiderio di rivalsa con impegno sociale e culturale. Impegnato a promuovere il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, purtroppo sempre attuale, con il personaggio dell’ispettore Felicino ha dato origine all’ispettore del lavoro protagonista di fumetti per i più piccoli, racconti, thriller, romanzi e adesso anche una serie televisiva che sarà trasmessa il prossimo anno”.
“È stata una giornata per me molto importante – ha invece commentato Pasquale Sgrò a conclusione della cerimonia e del confronto con gli studenti – per il contesto dove si è svolta e per gli argomenti trattati e cioè gli infortuni sul lavoro, il ruolo della scuola e degli studenti e la sicurezza in generale. Sono rimasto veramente molto colpito dalla preparazione di questi ragazzi, dalla serietà con cui hanno affrontato l’argomento rivolgendomi domande molto interessanti. Voglio fare un plauso alle insegnanti e alla dirigente scolastica Margherita Sergi perché veramente sono riusciti ad inculcare quei concetti semplici, però chiari, che devono essere alla base della sicurezza sui luoghi di lavoro e non solo. Ringrazio in modo particolare il sindaco Giovanni Verduci e tutta l’Amministrazione. Stanno portando avanti un modo nuovo di amministrare, una filosofia nuova che esalta sempre aspetti culturali e sociali in ogni loro azione. Sono molto contento perché non c’è nulla di meglio di essere profeta in patria. Per me questa onorificenza è stata come il bacio di mia madre. Una cosa che terrò sempre cara nel cuore”.
“Ho ricevuto altri premi e altri riconoscimenti – ha poi concluso l’autore – però questa benemerenza ha un sapore particolare perché è nel paese dove sono nato. Il paese che porto nel cuore perché sono legato a questo posto e alle persone che ci sono. Un abbraccio a tutti e un abbraccio a Motta”.y
Il Presidente Mancuso interviene per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
“Nella ‘Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate’ è doveroso ricordare chi ha combattuto e si è sacrificato per la Patria, portando a compimento il processo di unificazione nazionale avviato in epoca risorgimentale, e la cui storia – come afferma il presidente Mattarella – si intreccia indissolubilmente con la volontà del popolo italiano”. sostiene il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, in occasione della ricorrenza del 4 Novembre.
“Questa giornata – aggiunge – dimostra quanto sia apprezzato dagli italiani l’impegno, accanto alle altre componenti dello Stato, di tutte le Forze armate al servizio della comunità e della sua sicurezza. A loro va il doveroso e sentito ringraziamento anche per gli impegni internazionali che assolvono, in un frangente tormentato da guerre sanguinose e conflitti che mettono a rischio il valore supremo della pace”.
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