Sebastiano Plutino
Riparte il 3 luglio dal Parco della Conoscenza e del Benessere del Centro ACE di Pellaro – Reggio Calabria l’edizione 2024 del Festival Rapsodie Agresti / Calabriae Opera Musica Festival : il festival di musica lirica e sinfonica promosso e realizzato da TRAIECTORIAE ATS e sostenuto dal FUS del Ministero della Cultura, dalla Regione Calabria e realizzato con la collaborazione di diversi soggetti culturali della regione e della Amministrazioni locali dei territori coinvolti : Reggio, Locri, Casignana e Stignano per la provincia di Reggio Calabria; Pizzo e Vibo per la provincia di Vibo Valentia; Strongoli e Crotone per la provincia di Crotone.
Ben diciassette appuntamenti musicali e teatrali nel solo mese di luglio a cui seguiranno altri eventi in agosto.
Due le linee costanti che caratterizzano il Festival : il focus sulla Scuola di Musica Napoletana e sulla cultura partenopea e la multidisciplinarietà: il dialogo e l’interazione fra la musica, la letteratura, il teatro e il cinema.
E proprio la letteratura e la musica saranno le protagoniste dello spettacolo Visioni di Napoli: la prima proposta del Festival . Nello spettacolo/concerto si intrecceranno le parole tratte dai testi di Anna Maria Ortese ( Il mare non bagna Napoli, Il porto di Toledo ) recitati da una eccellente interprete come Beatrice Visibelli e le musiche barocche e contemporanee di un originale musicista e compositore calabrese: Alessandro Santacaterina. Parole dense, descrizioni della città di Napoli lucide e inquiete, riflessioni delicate e dolorose, visioni barocche della Ortese e suoni, accordi e contasti armonici della chitarra battente e dei suoni elettronici .
Beatrice Visibelli si è formata con Vittorio Gassman e, fra gli altri, con Jeanne Moreau. E’ stata coprotagonista in diversi spettacoli con Piera Degli Esposti e Isa Danieli. Da anni è fondatrice e attrice principale della Compagnia Teatri d’Imbarco di Firenze.
Alessandro Santacaterina ad oggi viene riconosciuto dalla critica come uno dei principali esponenti e virtuosi della chitarra battente a cinque ordini: il musicologo e docente dell’università di Firenze Maurizio Agamennone lo ha definito “uno dei migliori chitarristi battenti attualmente attivi’’, il cantautore Eugenio Bennato come “la prima chitarra battente della nuova generazione”.
Vanta concerti ed esibizioni presso festival, televisioni, eventi e teatri nazionali ed internazionali, è uno dei musicisti italiani ad aver preso parte alla prima mondiale di Crossopera Otherness Fear and Discovery presso il Teatro Pavarotti e successive première presso Il Serbian National Teathre di Novi Sad (Serbia) ed il Landestheater di Linz (Austria).
Visioni di Napoli verrà proposto mercoledì 3 luglio alle ore 21 al Parco della Conoscenze e del Benessere di Pellaro, Giovedì 4 luglio alle ore 19 a Palazzo Nieddu del Rio di Locri e Venerdì 5 luglio al Giardino di Hera del Museo Archeologico di Capo Colonna.
Il Festival Rapsodie Agresti proseguirà fino al 30 agosto proponendo altri venticinque eventi in luoghi di grande pregio e interesse artistico culturale.
Ospedale di Lamezia: 30enne muore alcuni giorni dopo il parto, avviata indagine
Una donna di 30 anni è morta alcuni giorni dopo avere partorito nell’ospedale di Lamezia Terme il suo terzo figlio.
La Procura della Repubblica lametina ha aperto un fascicolo per accertare le cause del decesso.
La donna, secondo quanto si è appreso, ha partorito a metà giugno.
Rientrata a casa ha iniziato ad avvertire dei malesseri per cui è tornata in ospedale dove è stata sottoposta a vari esami per accertare il perché.
Ieri era in attesa di un intervento chirurgico all’addome quando le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate ed è morta.
Dopo il decesso, in ospedale si sono vissuti momenti di forte tensione tra i familiari della donna, di etnia rom, ed il personale sanitario. Sul posto si è reso necessario l’intervento della polizia per riportare la calma.
I familiari si sarebbero quindi rivolti ad un legale mentre il corpo è stato sequestrato ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, sulla vicenda della morte del 54enne romano, Fabio Cisotto, deceduto al pronto soccorso dell’ospedale di Tropea dove si era recato a causa di una crisi respiratoria che si è aggravata ulteriormente subito dopo il suo arrivo.
Non è escluso che dopo l’esito dell’autopsia disposta dal pm Corrado Caputo e prevista per oggi al Policlinico di Catanzaro, qualche nome possa spuntare nel registro degli indagati.
La Procura ha nominato il professore Pierantonio Ricci insieme al medico-legale Giovanni Gallotta, specialista di medicina interna, mentre l’avvocato Francesco Rombolà, patrono parte civile – in rappresentanza della vedova – ha nominato l’anatomopatologa Katiuscia Bisogni.
Saranno comunque necessari almeno 75 giorni per ricevere gli esiti dell’esame istologico che verrà fatto sul corpo del turista romano deceduto il 27 giugno.
L’uomo si trovava a Tropea insieme alla moglie e ai figli per trascorrere un periodo di vacanza. Nel primo pomeriggio, per via di un forte e persistente mal di gola lamentato dal marito fin dal giorno prima, la donna si era rivolta ai sanitari del 118 che però, stando al suo racconto, l’avevano rassicurata. Alle 15.30, però il trasferimento al pronto soccorso. L’uomo era vigile ma aveva riferito all’operatore di sentirsi la gola chiusa, al punto da non riuscire quasi a respirare, aggiungendo di aver assunto in precedenza un paio di compresse di un noto farmaco antinfiammatorio, che però non avevano sortito effetto.
Dopo la presa in carico dai sanitari per gli esami, le condizioni del paziente sono precipitate con la gola che gli si era completamente serrata per via di uno shock anafilattico che ne ha causato il decesso. Non si può escludere che l’evento fatale possa essere stato scatenato proprio dall’antifiammatorio, al quale probabilmente l’uomo era allergico senza saperlo. La moglie, da parte sua, sembra ipotizzare che possa esserci stata una sottovalutazione del problema da parte dei sanitari. Ora l’autopsia dovrà chiarire le cause della morte e le eventuali responsabilità.
I finanzieri di Catanzaro, coordinati dalla Procura, hanno notificato un’ordinanza del gip a 15 soggetti indagati, a vario titolo, per corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistema informatico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Due imprenditori e un dirigente medico-docente universitario dell’Azienda “Dulbecco” sono stati messi ai domiciliari mentre 13 dipendenti di strutture sanitarie sono stati sospesi.
Indagato un consigliere di un Comune della provincia.
I finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, in particolare, hanno eseguito la misura della sospensione dai pubblici uffici nei confronti di tredici pubblici ufficiali – fra cui il medico-docente posto ai domiciliari, dipendenti, rispettivamente dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, dell’Azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, dell’Asp di Crotone, dell’Asp di Cosenza, del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino
Morelli” di Reggio Calabria e dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro.
I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine svolta dal Nucleo di polizia economica-finanziaria/Gruppo tutela spesa pubblica della Guardia di finanza di Catanzaro finalizzata al contrasto delle più sofisticate forme di illecita gestione delle risorse erariali e delle frodi ai danni dello Stato.
Ai domiciliari sono stati posti Giuseppe Lucio Cascini, professore ordinario di diagnostica per immagini, destinatario anche dell’interdizione; Pasquale Bove, rappresentante della Medicalray s.r.l. e dalla Teknos S.r.l e Ciro Oliviero, agente commerciale della Siemens Healthcare Sri.
La misura interdittiva è emessa nei confronti di Gennarina Arabia, componente della commissione giudicatrice; Antonio Nicola Arena, responsabile tecnico di laboratorio dell’A.0. “Pugliese Ciaccio” e membro della commissione tecnica di gara; Antonio Armentano, all’epoca dei fatti direttore del reparto di Neuroradiologia del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria, in qualità di componente del Tavolo Tecnico della Sua Calabria; Vittoria Celi, dottoressa inquadrata all’interno dell’equipe medica di Patologia clinica dell’azienda Mater Domini; Pietro Gangemi, direttore f.f. del laboratorio di Chimica clinica dell’A.O. “Pugliese Ciaccio; Michelina Graziano, all’epoca dei fatti responsabile Fisica sanitaria Aziendale dell’Asp di Cosenza; Vincenzo Militano, dirigente medico facente parte dell’equipe medica del dottor Paolo Puntieri, S.O.C. Medicina nucleare dell’Azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio”; Pasquale Minchella, direttore f.f. del laboratorio di Virologia e Microbiologia dell’A.0. “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro; Pasquale Santaguida, addetto alla Struttura provveditorato -Economato e Gestione Logistica e di Rup; Rita Carlotta Santoro, responsabile f.f. della struttura complessa Centro emofilia emostasi e trombosi del dipartimento di Ematologia oncologia dell’A.O. “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro; Adolfo Siciliani, all’epoca dei fatti direttore dell’Uoc Radiologia dell’A.S.P. di Crotone.
Arresti per corruzione in sanità, turbati appalti per 33 milioni
Le indagini che hanno portato stamani alla notifica di 15 misure cautelari di medici, docenti universitari e imprenditori impegnati nel settore della sanità, avrebbero consentito di delineare la turbata regolarità di 9 appalti pubblici del valore complessivo di oltre 33 milioni di euro, banditi dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, nonché dall’A.o.
“Pugliese – Ciaccio” e dall’Aou “Mater Domini”, ora confluite nell’Aou “Dulbecco”. Rispetto a queste gare, gli investigatori hanno ipotizzato illeciti legami tra alcuni pubblici ufficiali, preposti alla gestione delle gare stesse, e gli agenti/rappresentanti delle società che forniscono materiali o servizi sanitari, anche mediante la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente con bandi e capitolati redatti in modo da orientare l’aggiudicazione a soggetti predeterminati, in violazione della concorrenza e a discapito dell’economicità e della trasparenza dell’azione amministrativa. In alcuni casi sono state ipotizzate condotte corruttive, con utilità (promesse o erogate) ai pubblici ufficiali coinvolti, intese quale remunerazione delle condotte illecite che sarebbero state perpetrate in favore degli operatori economici interessati alle procedure. Sono stati ipotizzati anche reati di falso ed altro nello svolgimento di concorsi indetti da alcuni degli enti pubblici, per il reclutamento di personale, e di truffa, in relazione alla ripartizione del fondo incentivi per le funzioni tecniche, a beneficio di dipendenti dell’ex Azienda ospedaliera “Pugliese – Ciaccio”, in assenza dei presupposti previsti
E’ stato ipotizzato anche il reato di truffa in relazione alla percezione, da parte di un dirigente medico dell’ex Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” e all’Università “Magna Graecia”, legato da un contratto di lavoro a tempo pieno ed esclusivo, delle relative indennità economiche di esclusività, sebbene lavorasse, occultamente, in due due cliniche private accreditate con il Servizio sanitario nazionale aventi sede nelle province di Crotone e Napoli, e ciò mediante l’utilizzo di 2 società prive di reale consistenza giuridico-economica, che avrebbero emesso sistematicamente fatture per operazioni inesistenti, con successiva corresponsione di somme in contanti al pubblico ufficiale.
Contestualmente è stato eseguito il sequestro disposto d’urgenza dal Pm nei confronti di 2 soggetti e di una società per un valore complessivo di circa 530.000 euro.
Catanzaro: Anas comunica avvio lavori di ammodernamento galleria “Sansinato”
Lungo la strada statale 280 ‘Dei Due Mari'”, l‘Anas avvierà da oggi la prima fase dei lavori di ammodernamento della galleria ‘Sansinato’, nel territorio di Catanzaro.
Lo riferisce un comunicato dell’azienda.
“Il rilevante intervento di ammodernamento, per un investimento complessivo di 12 milioni di euro – prosegue la nota – restituirà l’importante opera di accesso alla città capoluogo completamente risanata e riqualificata in termini sia strutturali che impiantistici, migliorando la sicurezza della circolazione e il comfort di guida. Per consentire l’esecuzione della prima fase dei lavori si rende necessaria la chiusura parziale della sola corsia di sorpasso di entrambe le carreggiate. In questa fase saranno attuate le modifiche dell’area di svincolo Sansinato, condivise con gli enti territoriali competenti, per potenziare funzionalmente le manovre di accesso e di uscita dalla città di Catanzaro e garantire pertanto massima fluidità al traffico durante le fasi del cantiere. La fase successiva renderà necessaria la chiusura della carreggiata in direzione Catanzaro, con traffico consentito a doppio senso di marcia in carreggiata opposta, garantendo pertanto sempre una corsia per il flusso degli autoveicoli”.
“Le modalità di cantierizzazione definitiva – conclude il comunicato dell’Anas – saranno condivise con gli enti territoriali competenti nella Prefettura di Catanzaro per la determinazione della viabilità alternativa e delle procedure di emergenza da adottare”.
Ergastolo per entrambi gli imputati.
Questa la richiesta avanzata alla Corte d’assise dalla pm della Dda di Catanzaro Veronica Calcagno al termine della sua requisitoria nel processo per l’omicidio di Filippo Piccione, avvenuto il 21 febbraio del 1993 in pieno centro a Vibo Valentia.
Delitto per il quale sono imputati Salvatore Lo Bianco, di 51 anni, alias “U gniccu”, difeso dagli avvocati Vincenzo Gennaro, Raffaele Manduca e Giuseppe Orecchio, e Rosario Lo Bianco (55), genero del defunto boss Carmelo Lo Bianco, difeso dall’avvocato Patrizio Cuppari. Parti civili si sono costituiti i familiari della vittima con gli avvocati Francesco Gambardella e Danilo Iannello che hanno concluso ieri mentre l’11 luglio sarà la volta delle difese che precederanno la camera di consiglio e la sentenza.
Un intervento, quello della pm, durato circa due ore nel corso del quale sono state ricostruite le fasi investigative della vicenda sulla scorta dell’indagine condotta dai carabinieri del Ros e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia, nata da uno stralcio del procedimento Rinascita-Scott.
Piccione, professionista noto in città, fu ucciso nei pressi della centrale piazza Municipio il giorno di carnevale da due persone col volto travisato da una maschera. Secondo l’accusa, l’omicidio sarebbe stato deciso dai vertici della cosca Lo Bianco, attiva nella città di Vibo Valentia, che vollero vendicare la morte del loro congiunto Leoluca Lo Bianco, ucciso, nelle campagne di Vibo Valentia, l’1 febbraio 1992. Dalle investigazioni era emerso che i colpi di fucile che causarono la morte di quest’ultimo erano stati esplosi dall’interno di una proprietà di Piccione. Tale circostanza, secondo gli inquirenti, avrebbe ingenerato all’interno della cosca Lo Bianco, il sospetto di un coinvolgimento dell’imprenditore vibonese.
Un’ipotesi ricostruita anche attraverso l’esame delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Un’indagine che i carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo e del Ros di Catanzaro, coordinati dalla Dda del capoluogo di regione, hanno ripreso attingendo non solo ai collaboratori di giustizia ma effettuando riscontri sulle numerose informazioni testimoniali raccolte in quel periodo e negli ultimi due anni, rianalizzandole attentamente, riuscendo così a far emergere discrasie che in un primo momento non erano state notate.
Piccione, prima di essere ucciso, aveva segnalato nel corso del tempo, con tanto di denunce, agli investigatori una serie di danneggiamenti che avrebbe imputato proprio alla persona che l’anno prima della sua morte venne uccisa e la cui relativa indagine, ad un certo punto, non approdando a nulla, era stata archiviata per poi essere riaperta nel 2018. Nell’udienza dell’ottobre 2023, il collaboratore di giustizia Andrea Mantella, il quale, allora 21enne, era stato incaricato di attentare alla vita del geologo, aveva parlato di quest’ultimo come “vittima innocente di mafia” evidenziando che non era stato lui ad uccidere Lo Bianco, eliminando in tal modo ogni sua responsabilità nell’avviare la concatenazione di eventi che avrebbero poi portato alla sua morte.
14 condanne e 4 assoluzioni.
Questa la sentenza d’appello a Catanzaro del processo “Petrolmafie-Dedalo” contro le 21 persone che avevano sostenuto il rito abbreviato.
Ha retto anche in secondo grado il castello accusatorio imbastito dalla Dda di Catanzaro nei confronti della quasi totalità degli imputati nel processo istruito contro presunti illeciti perpetrati dalle cosche del Vibonese e loro sodali nel settore del commercio di idrocarburi.
Le accuse, a vario titolo, sono associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, corruzione, evasione delle imposte e delle accise anche mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, scambio elettorale politico-mafioso e turbata libertà degli incanti. Tra i condannati c’è Pasquale Gallone, braccio destro del boss Luigi Mancuso.
L’inchiesta, il cui blitz scattò l’8 aprile 2021, aveva portato a smantellare un presunto consorzio tra organizzazioni criminali teso all’oligopolio nel settore carburanti. Il progetto di espansione commerciale avrebbe avuto tra i protagonisti i Mancuso di Limbadi – nelle figure, sempre secondo gli investigatori, di Luigi e Silvana Mancuso – che avrebbero avuto nelle società dei fratelli D’Amico, Giuseppe e Antonio, di Piscopio, il terminale operativo. Nel particolare il clan Mancuso attraverso questi ultimi avrebbero anche puntato al mercato kazako dei carburanti.
Nelle scorse settimane sono state depositate le motivazioni del primo grado dell’ordinario conclusosi con 35 condanne e 28 assoluzioni.
“La ‘ndrangheta presenta due facce: una arcaica, che è organizzata gerarchicamente, ed una che ha avuto la possibilità, come hanno dimostrato soprattutto le inchieste della Dda di Reggio Calabria, di introdursi nelle logge massoniche deviate e che, grazie a questo, è diventata invisibile”. Lo ha detto il capocentro della Dia di Catanzaro, Beniamino Fazio, parlando con i giornalisti a Rende, a margine della presentazione all’Università della Calabria della relazione sulla situazione della criminalità organizzata nel territorio del Distretto giudiziario di Catanzaro.
“Proprio per questo – ha aggiunto Fazio – la ‘ndrangheta è diventata con gli anni sempre più insidiosa e pericolosa. É vero che è diminuito il numero degli omicidi, ma questo non vuol dire che si sia attenuata la pericolosità della ‘ndrangheta. Il dato significativo, piuttosto, é che c’é una risposta minore della società civile. La ‘ndrangheta è diventata pericolosa perché c’è una sistematica sottovalutazione della sua forza a livello di opinione pubblica. Gli omicidi sono soltanto una forma di assestamento fra cosche. Ecco perché l’organizzazione criminale calabrese si è introdotta in maniera silente nel tessuto sociale ed economico della regione”.
L’attività di riciclaggio viene messa in atto mediante l’acquisto di beni di lusso e l’avvio di attività, in particolare, nei settori della ristorazione e degli autolavaggi.
“E’ chiaro – ha detto Fazio – che dove ci sono i soldi c’è la criminalità organizzata. La ‘ndrangheta è interessata, in particolare, ai fondi previsti dal Pnrr, ma estende i suoi tentacoli anche sui finanziamenti per il Giubileo del 2025, per i giochi olimpici e paraolimpici del 2026 a Milano e per il Ponte sullo Stretto. Devo dire, però, che ci sono stati precisi interventi da parte del ministro dell’Interno, Piantedosi, finalizzati a potenziare i gruppi interforze in seno alle Prefetture costituiti da Guardia di finanza, polizia, carabinieri e Dia per monitorare le imprese che potrebbero beneficiare illecitamente di questi fondi. La lotta alla ‘ndrangheta, però, non può essere semplicemente riservata e delegata alle forze dell’ordine e alla magistratura, ma ci vuole un atteggiamento più consapevole da parte di tutti i cittadini che dobbiamo veicolare attraverso gli organi d’informazione, la scuola e le università per rendere i cittadini ancora più consapevoli della gravità del fenomeno criminale”.
Secondo quanto si afferma nella relazione della Dia, la prima forma di finanziamento cui attinge la ‘ndrangheta resta la droga. E questo é dimostrato dagli elevati quantitativi di droga che hanno avuto come baricentro logistico e punto privilegiato d’ingresso il porto di Gioia Tauro. “Il narcotraffico – ha detto Fazio – è la prima forma di guadagno che consente alla ‘ndrangheta di investire poi questi soldi nelle più disparate attività economiche”.
Il funzionario della Dia ha poi fatto riferimento agli appalti per l’ammodernamento della statale 106 ionica. “C‘è una collaborazione attiva – ha detto Fazio – da parte della società civile e delle forze dell’ordine. Le Prefetture sono molto attente a quello che sta succedendo nei vari cantieri e sta puntualmente respingendo ogni tentativo di infiltrazione mafiosa. Da qui la mia convinzione che l’opera sarà consegnata nei tempi previsti”.
Al via venerdì 5 luglio la programmazione estiva degli eventi serali sulla magnifica terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
L’orario di apertura del museo sarà prolungato fino alle ore 23.00 (con ultimo ingresso alle 22.30). Dalle 20.00 il biglietto costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi e partecipare alle attività proposte.
Per tutto il mese di luglio e agosto, ogni venerdì, un calendario di eventi creato in sinergia con gli enti e le associazioni del territorio, che porteranno sulla terrazza panoramica del MArRC musica, approfondimenti culturali, astronomia, teatro ed enogastronomia.
Si parte il 5 luglio alle ore 20:45 con il Talk “DiVino – Il vino tra archeologia, pratiche tradizionali e modernità” a cura della Camera di commercio di Reggio Calabria.
Un viaggio nella “cultura del vino” quale veicolo di conoscenza, scambi culturali, pratiche e riti tradizionali, trasformazione del territorio. Un dialogo tra vino e archeologia che, grazie all’uso delle nuove tecnologie nella produzione e di attività sensoriali legate all’uso e consumo, si è oggi arricchito di molteplici sfaccettature e opportunità. Durante il talk sono previsti i saluti istituzionali del direttore del MArRC Fabrizio Sudano, gli interventi di Antonino Tramontana, presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria, Maria Maddalena Sica, archeologa, Vincenzo Vozzo e Alberta Nesci, Consorzio “Terre di Reggio Calabria”, Adele Lavorata, Consorzio “Tutela e Valorizzazione delle Viti e del Vino DOC di Bivongi”. La serata sulla splendida terrazza del MArRC si chiude con una degustazione di vini con la partecipazione dei sommeliers di ONAV Reggio Calabria e FISAR Reggio Calabria.
L’accesso alla terrazza è consentito ad un massimo di 90 partecipanti, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti.
Nel pomeriggio del 5 luglio, alle 17:30 in sala conferenze, l’incontro dal titolo “Un tesoro a Taverna: le opere del pittore calabrese Mattia Preti” promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Novità di quest’anno, infatti, è l’apertura pomeridiana della sala conferenze alle iniziative delle associazioni culturali in collaborazione con il MArRC anche durante l’estate. Il mercoledì ed il venerdì, anche nei mesi di luglio e agosto, sarà possibile partecipare ad approfondimenti culturali, conferenze, seminari e incontri grazie alla operosa attività delle realtà culturali del territorio reggino.
Venerdì pomeriggio, dopo i saluti istituzionali del direttore Sudano, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, la prof.ssa Francesca Paolino dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con video proiezione, relazionerà sulle opere del pittore calabrese Mattia Preti.
Dal 1° luglio è attivo il nuovo piano tariffario del MArRC, consultabile sul sito-web ufficiale del museo, alla pagina https://www.museoarcheologicoreggiocalabria.it/nuove-tariffe-2024/
Il MArRC è aperto dal martedì alla domenica orario no-stop dalle 9:00 alle 20:00, con ultimo ingresso alle 19:30. Il lunedì il museo è chiuso al pubblico. La biblioteca è aperta il martedì e mercoledì dalle ore 9,00 alle ore 13,00. L’accesso è gratuito. Per informazioni e assistenza bibliografica: man-rc.biblioteca@cultura.gov.it
Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore Didattica/Scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it