Oggi è venuto a mancare Paolo Pecora, eclettico inventore e volto noto della TV reggina.
Era nato a Reggio Calabria nel 1944.
I funerali avranno luogo martedì 26 agosto, alle ore 11.00, al Duomo.
La voce circolava da tempo ma solo oggi c’è stata l’ufficialità.
Con un comunicato pubblicato sul sito la Reggina ha confermato che la partita di coppa Italia tra Reggina-Vibonese, in programma per domenica 31 agosto alle ore 16, sarà disputata presso il campo neutro Comunale “Lo Presti” di Palmi.
A breve saranno rese disponibili tutte le informazioni sulla prevendita.
La partita consentirà, quindi, alla squadra amaranto di scontare la squalifica per una giornata del Granillo per cui, alla seconda giornata di campionato, l’atteso match tra Reggina e Nissa si giocherà regolarmente nello stadio di via Galilei.
Intanto gli allenamenti quotidiani al Sant’Agata scandiscono la marcia di avvicinamento al primo incontro ufficiale.
I tifosi potranno osservare i progressi della squadra seguendo i due allenamenti congiunti in programma sabato 23 agosto, alle ore 16, con la Pro Pellaro e domenica 24 agosto, alle ore 10, con il Bocale Admo.
Si è conclusa la prima edizione del “Marconi teatro musica festival” che, nella due giorni svoltasi in piazza Leopoldo Trieste, a Reggio Calabria, ha proposto iniziative di teatro e di musica che guardano all’innovazione e al futuro, coinvolgendo un pubblico numeroso e attento, e attuando, così, momenti di coesione sociale e culturale all’interno della periferia cittadina.
Un festival, quello promosso da Traiectoriae, in collaborazione con l’impresa teatrale Scena Nuda, che, al suo debutto, è stato incentrato sulla figura di Guglielmo Marconi.
In particolare – come rimarcato nella serata di apertura, da Domenico Gatto, direttore generale del festival – “si è immaginata questa rassegna, che ha come protagonisti Marconi e la moglie Maria Cristina Bezzi Scali, con l’idea di far partire il progetto pilota affidando questi personaggi a due artisti in crescita”. La serata inaugurale, quella del 17 agosto, infatti, ha visto in scena due spettacoli: il primo dedicato alla figura della moglie di Marconi, diretto da Filippo Gessi e intitolato proprio “Maria Cristina Bezzi Scali Marconi”, prendendo ispirazione dal libro “Mio marito Guglielmo”, in cui viene ricostruito sia l’aspetto dello scienziato, sia quello dell’uomo Marconi.
“Il rumore del silenzio – Guglielmo Marconi l’uomo oltre l’invenzione” ha coinvolto il pubblico, con un testo scritto da Teresa Timpano, anche regista dello spettacolo proposto in prima nazionale.
Il 18 agosto l’incontro tra teatro e musica offerto da “Diva’s songs – Ritratti in musica fra luci e ombre”: anche in questo caso, protagonisti in scena gli aspetti pubblici e quelli privati, familiari, di personaggi famosi. Al centro del racconto, la vita artistica di cinque dive di Hollywood, ovvero Rita Hayworth, Doris Day, Marilyn Monroe, Judy Garland e Liza Minnelli. Gli aneddoti e le parole tratte da diari e lettere, cui hanno dato voce Kristina Mravcova e Teresa Timpano, intrecciandosi con la parte musicale, che ha visto in scena Piero Massa, alla viola e al violino, Eunice Petito al pianoforte, e la cantante Benedetta Marcianò, hanno conquistato i numerosi spettatori che hanno gremito la platea, facendo rivivere e conoscere con maggiore profondità queste attrici che hanno costruito l’immaginario cinematografico mondiale.
Un percorso ricco di sfumature e coinvolgente, quello offerto dallo spettacolo scritto da Domenico Gatto e co-prodotto da Traiectoriae e Scena Nuda, in chiusura di una prima edizione del festival, che – come si diceva e come rimarcato con soddisfazione dai promotori – ha raggiunto con successo gli obiettivi sociali e culturali del progetto. Offrendo anche, in queste giornate, due interessanti e partecipati momenti formativi, rivolti sempre ai più giovani: uno dedicato alla “Tecnica e scrittura rap”, condotto da Bruno Timpano – Easy One, l’altro dal titolo “Sintonizzati sul Genio. L’invenzione della radio”, laboratorio teatrale per bambini curato dall’impresa teatrale Scena Nuda.
«Raccolgo e riporto oggi il grido di rabbia che arriva dalla gente d’Aspromonte». Con queste parole, il consigliere Giuseppe Marino è intervenuto, nel corso dell’ultimo consiglio metropolitano, in merito all’annullamento delle tradizionali celebrazioni in onore della Madonna di Polsi. «Il Santuario di Polsi rappresenta un punto cardine per la spiritualità di tantissimi fedeli. Sento quindi la responsabilità di portare all’attenzione del consiglio metropolitano, l’ordinanza con cui i commissari del Comune di San Luca hanno interdetto i festeggiamenti di quest’anno. È come se la storia si ripetesse. La storia di questi luoghi – prosegue il consigliere – è segnata da ordinanze emergenziali che hanno ridisegnato, nel corso dei decenni, il nostro territorio. Mi riferisco, ad esempio, allo svuotamento di Africo negli anni ‘50 o a quello di Pentedattilo negli anni ‘70. Sono decisioni politiche che hanno segnato la fine di un’importante fetta del nostro territorio metropolitano. Ecco perché non possiamo restare passivi di fronte a questa ordinanza».
«La spiritualità di Polsi ha radici lontane e profonde, ancora più antiche rispetto alla cristianità ed è legata strettamente all’anima di quel territorio. Occorre quindi trovare soluzioni che consentano al popolo di poter vivere e celebrare il rapporto forte con la Madonna di Polsi». La Regione Calabria, intervenuta con i lavori di messa in sicurezza della strada che da San Luca porta a Polsi, «aveva garantito che questi non avrebbero inciso sul normale svolgimento delle celebrazioni, – spiega ancora Marino – ma così non è stato. Non è neanche pensabile che le celebrazioni possano essere svolte in luoghi diversi dal Santuario di Polsi. Chiedo dunque – conclude – che ciascuno intervenga secondo proprie responsabilità, gli altri così come la Città Metropolitana, per individuare una soluzione e lasciare che i fedeli possano celebrare anche quest’anno la Madonna della montagna nel posto che le compete».

La 45esima edizione del Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei” di Roccella Jonica, sotto la direzione artistica del Maestro Mirko Onofrio, prende il via sabato 23 agosto al Largo Colonne con l’apertura del Jazz Village, che ospiterà i concerti in programma fino al 28 agosto. Una sessione, quella al Largo Colonne, dedicata anche quest’anno ai nuovi talenti e ai musicisti emergenti del panorama nazionale, con grandi ospiti internazionali ad arricchire il cartellone. Due i concerti in programma ogni sera con inizio alle 21.30 e ingresso libero. Sabato 23, in seconda serata, si comincia con una vera e propria festa musicale con l’energia travolgente di Renzo Rubino & La Sbanda protagonisti di un concerto-spettacolo che celebra la bellezza delle piccole cose e delle grandi emozioni. Di particolare fascino è la serata del 26 agosto dedicata a Luigi Tenco, che si aprirà con il virtuosismo di Francesco Cafiso – tra i più grandi sassofonisti italiani – con un programma che incarna l’essenza del jazz contemporaneo. A seguire, poi, il Roma Jazz Quintet che reinterpreterà con gusto e swing i brani più iconici di Tenco e della grande tradizione musicale francese. Di grande interesse la serata del 27 agosto che ospiterà Karen Mantler, raffinata artista americana e figlia di Carla Bley, che porta a Roccella la sua musica visionaria e sperimentale. Sarà, infine, un vero e proprio evento a chiudere la sessione del Jazz Village il 28 agosto con il compositore statunitense Wayne Horvitz che dirigerà la RoccellArkestra, nuova orchestra resident del Festival composta da musicisti calabresi. In cartellone al Jazz Village anche i concerti di Carmelo Coglitore e Giuseppe Nicolò il 23 agosto, Di Lieto – Simone Stellato duo e LeBron Johnson il 24 agosto, l’ensemble internazionale NUBRAS e gli Afrodream il 25 agosto, il trio Alegiani-Puglisi-Paggi il 27 agosto, e Andrea Glockner Quartet il 28 agosto.
Dal 29 al 31 agosto, poi, il Festival si sposterà nella storica e suggestiva cornice del Teatro al Castello con un programma di straordinaria intensità. Sarà Silke Eberhard con il suo quartetto ad aprire “Rumori Mediterranei” venerdì 29 agosto con un omaggio a Eric Dolphy. La serata sarà poi conclusa da i Quintorigo & John De Leo, una delle band più iconiche della sperimentazione italiana che da trent’anni sfida i generi mescolando jazz, classica, rock e punk con impeto e coerenza. Il 30 agosto Simone Alessandrini presenterà il suo “Storytellers”, che celebra dieci anni di attività ripercorrendo tre album-concept con un sound che unisce fanfare, rock e jazz d’avanguardia. La chiusura della serata è affidata poi al grande talento di Rita Marcotulli con il suo progetto UNDER 29 BUT ME – “Colours”, un viaggio tra generazioni e stili, con giovani talenti come la figlia Elettra Minieri e Ava Alami e la partecipazione straordinaria di Luca Aquino. A chiudere il Festival il 31 agosto, la classe e il virtuosismo della pianista e vocalist Francesca Tandoi, astro nascente del jazz internazionale, e il travolgente concerto della Big Band della Banda dell’Esercito Italiano diretta da Mario Corvini, con la partecipazione straordinaria della tromba di Fabrizio Bosso che, insieme, porteranno il pubblico in un viaggio swing attraverso l’America della Seconda Guerra Mondiale. Anche per questa sessione sono due i concerti in programma ogni sera, con inizio alle 21.30 e ingresso a pagamento con un costo di 10 euro per serata o in abbonamento per le 3 serate di 15 euro.
Tutte le informazioni sui concerti sono disponibili sul sito www.roccellajazz.org, sulle pagine social del Festival e del Comune di Roccella Ionica.
Un altro grande classico per le rassegne teatrali a firma di Domenico Pantano: in programma lo spettacolo Elettra da Sofocle, scritto e diretto da Giuseppe Argirò, interpretato da Micol Pambieri, con Elisabetta Arosio, Melania Fiore, Vinicio Argirò. Prodotto dal Centro Teatrale Meridionale.


Lo spettacolo andrà in scena alla Corte del Palazzo di Città di Locri il 25 agosto alle ore 21.00, nell’ambito della XXXI Stagione Teatrale della Locride 2024-2025 a cura del Centro Teatrale Meridionale, e nella Villa romana di Casignana il 26 agosto alle ore 21.00, nell’ambito delle Stagioni Teatrali di Calabria a cura del T.C.A. Teatri calabresi associati.
L’incontro, promosso da Onda Orange, sarà l’occasione per dare avvio a un confronto sulla città di Reggio, sulla sua storia, il suo presente ma anche sui futuri possibili.
Il testo racconta storia, aneddoti, gesti quotidiani e frammenti di vita che restituiscono l’immagine di una città fragile e bellissima, incompiuta eppure capace di emozionare.
Reggio fa trasparire le proprie contraddizioni, capace allo stesso tempo di generare delusione e nostalgia, ma anche orgoglio e appartenenza.
Soprusi, botte, umiliazioni e violenze sessuali consumati tra le mura domestiche e taciute per paura.
È la drammatica storia di una donna di Polistena che, dopo 19 anni di silenzio forzato, ha trovato la forza di denunciare il marito, consegnando ai Carabinieri un racconto agghiacciante di vessazioni e terrore.
Le violenze, secondo quanto riferito dalla vittima, sarebbero iniziate nel 2006 e con il tempo avrebbero assunto forme sempre più brutali: aggressioni fisiche, abusi intimi e una violenza economica che ha piegato l’intera famiglia, imponendo una quotidianità segnata dalla paura e dall’umiliazione. La donna, schiacciata da anni di minacce e sopraffazioni, è stata costretta a ricorrere a cure psichiatriche pur di sopportare un clima di sottomissione che sembrava non avere fine.
La denuncia, presentata con coraggio ai Carabinieri della Stazione di Polistena, ha aperto la strada a un’indagine immediata sotto la guida della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti. È scattato il “Codice Rosso”, lo strumento che garantisce priorità assoluta ai casi di violenza domestica e di genere.
L’uomo deve ora rispondere di reati gravissimi: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori. Un quadro pesantissimo che, secondo i militari dell’Arma, descrive un soggetto dalla bramosia sessuale e dalla violenza irrefrenabile, capace di rendere la propria casa un luogo di terrore. La pervicacia delle condotte e il rischio concreto che i reati potessero ripetersi hanno portato il Giudice a disporre per lui la misura più severa: la custodia cautelare in carcere.
Tradotto in un istituto penitenziario l’uomo è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria
Trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari, resta fermo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.