In occasione del centesimo anniversario della morte di Franz Kafka (1883-1924) il Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, ha voluto rendere omaggio, con un apposito incontro sul tema “1924-2024: nel centenario della morte di Franz Kafka” , ad uno dei massimi esponenti della letteratura europea del XX secolo. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, ha registrato la presenza del Vice presidente del sodalizio organizzatore Antonino Megali. Nato a Praga nel 1883, Kafka, il più rappresentativo autore della modernità tedesca, ma anche il più ermetico, divenne noto grazie ai suoi capolavori “La metamorfosi”, “Il castello” e “Il processo”.In Kafka c’è un continuo ritorno ai luoghi dell’incomprensione, dell’accecamento e del cadere in inganno: elementi che hanno molto da raccontare sulla condizione umana. In essi risiedono la ricchezza e la modernità di un autore che ci permette di cogliere sfumature sempre nuove sulla natura dell’uomo. Il 3 giugno 1924 lo scrittore praghese Franz Kafka, malato di tubercolosi, spirò in un sanatorio nei pressi di Vienna. La sua morte segnò la fine di un genio letterario. Le sue opere – tra cui “La metamorfosi”, “Il processo” e “Il castello” – sono capolavori della letteratura mondiale. Ad oggi Kafka è lo scrittore di lingua tedesca più letto al mondo. Queste alcune delle cifre che sono state oggetto di analisi nel corso della nuova conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” che sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 3 giugno.
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Quando la formazione valica i confini delle aule scolastiche e incontra le realtà produttive del territorio si crea la sinergia giusta per lo sviluppo economico, sociale e culturale. L’evento “Banchi d’assaggio” che si è svolto il 31 maggio presso i locali dell’Istituto Alberghiero “G. Trecroci” di Villa San Giovanni, organizzato dalla dirigente prof.ssa Enza Loiero con la collaborazione dei docenti del corso serale che hanno ideato e attuato il progetto, e con i docenti d’indirizzo del corso diurno, altro non è che l’espressione tangibile di questa collaborazione tra l’istituzione scolastica e più di trenta aziende vitivinicole e agroalimentari di eccellenza dell’intera regione.
Tale collaborazione è nata e si è sviluppata durante l’anno scolastico 23/24 , con il progetto “Rete del gusto: eccellenze enogastronomiche della Calabria” per poi completarsi con il progetto “Banchi d’assaggio”. Nel primo progetto, svolto dalla prof.ssa Marino, si è creata una prima connessione tra la scuola e alcune realtà produttive della Calabria del settore vitivinicolo e agroalimentare, attraverso l’organizzazione di visite guidate per gli studenti del corso serale dell’Istituto presso gli stabilimenti produttivi. La finalità è stata quella di far conoscere alcune tra le migliori aziende del territorio, promuovendone e valorizzandone successivamente i prodotti con un percorso enogastronomico di rilievo. Queste ultime due fasi, sono confluite nel secondo progetto “Banchi d’Assaggio” ideato e svolto anche per il secondo anno, dai proff. Pontieri e Corapi, durante il quale è stato implementato, rispetto alla precedente edizione, il network di partner aziendali che hanno fornito alla scuola i propri prodotti, allo scopo di valorizzarli nell’ambito delle esercitazioni di laboratorio scolastico, e di promuoverli sui canali social.
All’evento conclusivo del 31 maggio, erano presenti le aziende coinvolte nei su citati progetti: Azienda Agricola Ceramida, Altomonte Vini, Azienda Agricola Zagarella, Azienda Lombardo Salvatore, Casa Ponziana, Battaglia Vini, Cantina Russo e Longo, Tenuta Dioscuri, Tenuta Iuzzolini, Casa Comerci, Vini Viglianti, Cinque Talenti, Coop Agricola ARL, Criserà, Cantine Visalli, Statti S.r.l, Tenuta Regina di Sant’Angelo, Tenuta Celimarro, Librandi, Tenute San Giovanni, Vigne Calarco, Vini Tramontana, Terrè di Zoè, Fattoria Fornara, Pastificio Francesco Pio, Borruto salumi Leucolea, Tenute Sarra, Bottega del miele, Azienda agricola Orfei, Koramare, Policom, Olio Kouvala, Friberga, Amaro Kalos Jero, Salumificio Nostrum, Origini laboratorio Gluten Free.
Nel contesto espositivo, i titolari o rappresentanti di queste aziende sono stati affiancati dagli studenti nella promozione dei prodotti esposti, descrivendone le peculiarità, e soprattutto per quanto concerne i vini, proponendo gli abbinamenti più corretti con le pietanze, in modo da valorizzarne le caratteristiche e l’identità.
Ad arricchire il carnet di presenze all’evento, anche le associazioni di categoria: Conpait Pasticceri d’Italia, Fisar( Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori), APCR(Ass. provinciale cuochi reggini), APAR (ass. pasticceri artigiani reggini), ABI (ass. barman italiani), AMIRA (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi) e Donato Guarino, in qualità di ambasciatore della cucina tradizionale calabrese e italiana nel mondo.
A fine serata, il bilancio non può che essere più che positivo, sia in termini di presenze di visitatori, sia per la creazione di presupposti e stimoli validi per future collaborazioni, che continueranno ad ampliare le competenze professionali degli studenti, oltre l’ambito prettamente scolastico.
Catanzaro: svolto il convegno del Professor Ludovico Montebianco Abenavoli
L’analisi degli aspetti relativi allo screening del cancro del colon-retto nella popolazione generale e le nuove frontiere diagnostiche, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, sono alcuni degli argomenti al centro dell’importante evento scientifico sul tema “Screening del Cancro Colon-Retto: Nuovi Scenari per una Prevenzione Efficace”, che si è svolto venerdì 31 maggio nell’Auditorium del Campus “Salvatore Venuta”, all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Il convegno – organizzato nell’ambito delle attività della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente, è stato curato dal Professor Ludovico Montebianco Abenavoli, responsabile scientifico dell’evento – ha visto la partecipazione di esperti a livello nazionale. Tra i saluti istituzionali, prima dell’avvio dei lavori, quello del magnifico rettore dell’Università Magna Graecia, Professor Giovanni Cuda.
“Il tumore del colon-retto è un’emergenza nel periodo post-pandemico. È il primo tumore a livello mondiale con un’elevata incidenza e prevalenza. In Italia, ogni anno, vengono diagnosticate 50.000 nuovi casi, con un rapporto di 1:1 tra uomini e donne – ha spiegato il Professor Montebianco Abenavoli -. In Calabria, 270.000 persone dovrebbero essere screenate per il cancro al colon-retto, per familiarità e per età. Tuttavia, solo il 6% di questa popolazione ha effettivamente effettuato lo screening”. La prevenzione è essenziale non solo per una corretta diagnosi, ma anche per un eventuale trattamento tempestivo ed efficace. “Se la diagnosi e il trattamento sono precoci, le possibilità di sopravvivenza aumentano notevolmente. È quindi fondamentale promuovere e incentivare lo screening, che in prima battuta consiste in un semplice esame delle feci per la ricerca del sangue occulto – ha detto ancora il Professor Montebianco Abenavoli – Per raggiungere questi obiettivi, è necessario un piano ben strutturato. Occorre un’organizzazione efficace, una cabina di regia e un progetto che, partendo dalla regione, coinvolga i centri dedicati allo screening. Il test per il sangue occulto fecale è semplice, non invasivo e di facile esecuzione. In caso di positività, consente di proseguire con l’iter diagnostico”.
“Procedere in questa direzione è quindi di fondamentale importanza per migliorare la prevenzione e la gestione del tumore del colon-retto”, ha concluso il Professor Ludovico Montebianco Abenavoli. L’evento ha avuto il patrocinio della Scuola di Medicina e del Dipartimento Scienze della Salute dell’Università “Magna Graecia” dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Catanzaro, della SIGE – Società italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, oltre che della Regione Calabria, del Comune di Catanzaro e della Provincia di Catanzaro. La segreteria organizzativa è stata dell’Agenzia Present&Future.
Reggio Calabria: gli studenti del Volta al Santuario di San Paolo alla Rotonda
Venerdì 7 giugno h 10 nel Santuario di San Paolo alla Rotonda gli studenti della classe III D del Liceo scientifico Volta presenteranno le audioguide realizzate nell’ambito del PCTO “Chiese aperte: l’arte racconta”, condiviso con il Museo diocesano di Reggio Calabria. Assistiti dai tutor aziendale dott.ssa Lucia Lojacono, direttrice del Museo, e scolastico prof.ssa Maria Giovanna Monaca, gli studenti negli scorsi mesi hanno studiato arte e storia della chiesa, vero e proprio tempio dell’arte sacra contemporanea a Reggio, redigendo i testi a commento delle opere d’arte, realizzandone il rilievo fotografico e pubblicandone le audioguide sulla piattaforma digitale IZITravel.
L’esperienza si è arricchita della presenza del parroco don Simone Gatto che ha guidato i ragazzi nella comprensione della complessa iconografia delle opere, ideata da mons. Francesco Gangemi. Alla realizzazione del PCTO hanno collaborato le docenti Maria Pustorino (Inglese), Domenica Pansera (Disegno e Storia dell’arte) e Simona Ambusto (coordinatrice di classe). Alla presentazione interverranno don Domenico Rodà, vice Direttore Ufficio beni culturali ed edilizia di culto, e la dott.ssa Maria Rosa Monterosso, Dirigente scolastico del Liceo Scientifico Volta.
L’evento s’inserisce nel programma ideato dalla Parrocchia di San Paolo Apostolo in occasione della Lunga notte delle chiese che venerdì 7 giugno si celebrerà in tutta Italia all’interno dei luoghi di culto, fondendo insieme cultura, arte e musica in una chiave di riflessione e spiritualità. Al pomeriggio, al termine della Santa Messa del Sacro Cuore di Gesù (inizio h 19) la Parrocchia alle h 20 proporrà “Trovami ! Incontro con l’arte e la musica” animato dal Coro Santa Cecilia, diretto dal maestro Marco Cuzzilla e accompagnato dall’organista Filippo Francesco Diano. Nell’occasione il Gruppo Culturale della Parrocchia di San Paolo Apostolo illustrerà lo straordinario patrimonio d’arte sacra custodito nella chiesa e il parroco don Simone Gatto proporrà spunti di meditazione ad esso ispirati.
La Lunga notte delle chiese, giunta alla sua nona edizione, è un grande evento popolare creato con l’obiettivo di dare un segno concreto della presenza della Chiesa nelle comunità e di essere un’occasione d’incontro con persone spesso distanti, risvegliandone l’interesse verso iniziative culturali e sociali in chiese che si confermano spazio vivo. Come da tradizione, anche quest’anno farà da filo comune agli eventi in programma in tutta Italia un tema espresso da una parola che suona come un invito “Trovami!”.
Calabria: Nesci e De Francesco candidati “pro vita” per le Europee
“Anche noi calabresi saremo chiamati alle urne giorno 8 e 9 giugno per scegliere i nostri prossimi rappresentanti al Parlamento europeo e anche per questo appuntamento democratico l’Onlus “Pro Vita e Famiglia” si è mobilitata per individuare quei candidati che condividono i valori della Vita e intendono promuovere la realtà della Famiglia naturale attraverso la sottoscrizione di un manifesto. In Calabria abbiamo ricevuto due importanti firme da parte dell’eurodeputato uscente, Denis Nesci per Fratelli d’Italia, e Luciana De Francesco, consigliere regionale sempre in quota Fratelli d’Italia”. A dirlo è stato il coordinamento Pro Vita & Famiglia – Coordinamento della Calabria
Il manifesto “pro vita” si articola in soli sei punti in cui i candidati, qualora eletti al Parlamento europeo, si impegneranno a:
contrastare l’introduzione dell’aborto come “valore comune” nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea;
sostenere la famiglia naturale promuovendo la natalità e garantendo la conciliazione tra genitorialità e lavoro;
contrastare la pratica dell’utero in affitto;
contrastare l’ideologia gender e tutelare il diritto di libertà educativa per i genitori;
difendere le famiglie dalle politiche “green” fondate su un ambientalismo ideologico che impone oneri e tassazioni ingiustificate;
contrastare la iper-sessualizzazione e la iper-digitalizzazione dei minori.
“Per approfondire i sei punti sopra esposti e accennati, e per verificare le candidature “pro vita”, è possibile consultare il sito internet https://cambiaeuropa.provitaefamiglia.it/, a Denis Nesci (FdI) e Luciana De Francesco (FdI) va il nostro augurio e tutto il nostro sostegno affinché possano essere eletti all’Europarlamento e possano sostenere questo manifesto dentro le stanze delle massime istituzioni europee”, hanno concluso.
“Ho ringraziato il ministro all’Istruzione e al Merito che ormai, visto che nella nostra regione viene spesso, può considerarsi un calabrese di adozione”. Lo dice Filippo Mancuso, candidato Lega al Parlamento europeo che ha incontrato il ministro Giuseppe Valditara a Tropea. “Ci sono più progetti e cospicui investimenti che il Ministero sta realizzando in Calabria e l’Europa, con il Pnrr, destina al settore cifre ragguardevoli. Se tutti remiamo nella stessa direzione non dubito che i risultati arriveranno. D’accordo con il ministro che bisogna puntare sulla qualità della scuola di ogni ordine e grado e delle nostre Università, per rafforzare il capitale umano della Calabria e del Sud, uno dei principali fattori di crescita e innovazione. L’incuria educativa – ha aggiunto – e l’impoverimento del capitale umano costituiscono un ostacolo per qualsivoglia progettualità di sviluppo che le Istituzioni di ogni livello debbono aggredire con ogni mezzo e strumento. C’è la necessità di cooperare, come stiamo facendo in Calabria, per fare in modo di avvicinare, preservandone le peculiarità, le scuole in difficoltà a quelle migliori del Paese. Fermando tutto ciò che non premia il merito, nella logica dell’articolo 34 della Costituzione che assicura ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Per Mancuso: “Il Governo, l’attuale Ministro e tutti noi abbiamo le idee chiare sul da farsi, per rimuovere i divari Nord-Sud all’interno del sistema scolastico e le annose criticità, come il degrado di parte dell’edilizia e la dispersione scolastica. Senza tralasciare l’esigenza di prestare attenzione allo status giuridico ed economico degli insegnanti, tra i meno retribuiti (il 22% in meno) dei colleghi dell’Unione Europea”.
Nella recente diatriba politica riguardante la riapertura dell’ex Tribunale di Rossano, oggi parte integrante del comune di Corigliano-Rossano, il Senatore Ernesto Rapani ha espresso la sua ferma posizione, replicando con vigore alle accuse mosse da alcuni esponenti politici. Il parlamentare ha sottolineato come, a suo avviso, sia sorprendente l’atteggiamento di chi sembra voler scaricare su di lui l’intera colpa per la mancata riapertura del presidio giudiziario. “Rimango sorpreso dalla presa di posizione di alcuni esponenti politici sulla vicenda della chiusura del Tribunale di Rossano attribuendo alla mia persona ogni responsabilità circa la mancata riapertura”, ha dichiarato il Senatore. In particolare, Rapani ricorda come ben cinque parlamentari del Movimento 5 Stelle presenti in precedenti legislature ed espressione di questo territorio – caso unico nella storia della città di Corigliano Rossano – utilizzarono la questione del Tribunale come strumento di propaganda elettorale, senza però ottenere risultati concreti una volta eletti. “Si tace quindi sulle responsabilità dei grillini per il sol fatto che oggi il M5S a Corigliano Rossano sostiene il candidato del centrosinistra, e si punta l’indice contro chi ha aperto un’operazione verità sulla vicenda”.
Rapani si dichiara lontano dall’alimentare conflitti, auspicando l’unità tra tutte le forze politiche, ma esige rispetto e almeno un minimo di onestà intellettuale. “Per quanto mi riguarda, non entro nel merito della riapertura o chiusura dell’ex Tribunale poiché vi è un’istruttoria in corso», spiega il Senatore, “ma sono stato l’unico parlamentare che ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia (https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=19&id=1375325), ponendo una questione su cui tutti hanno vilmente taciuto e verso cui gli esponenti che ora mi accusano non spendono una sola parola, come se la questione morale non esistesse. Un presidio, quello di Castrovillari, costruito per 120.000 abitanti ne ha successivamente ospitati 252.000 e a fronte di ciò un’alta carica dello Stato affermava che i locali di Castrovillari fossero persino “sovrabbondanti”, mentre oggi si pensa a un imponente investimento per l’ampliamento. Dove sono le forze politiche che denunciano questa contraddizione incontestabile? Come mai nessuno si espone?”.
Rapani ribadisce la sua posizione: “Ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che la Calabria non avesse bisogno di soppressioni, ma di potenziare la presenza dello Stato e che nessun presidio dovesse essere soppresso. La chiusura dei Tribunali è stata una decisione scellerata che ha minato la fiducia nelle istituzioni e compromesso gravemente la qualità della giustizia. È amaro constatare – osserva Rapani – che ogni volta che si solleva questo tema, emergono divisioni politiche strumentali. C’è chi ha mentito in questa vicenda – chiosa – e mi sono fatto carico di denunciare l’accaduto attraverso un documento parlamentare ispettivo”. Per Rapani, che ribadisce il proprio impegno alla ricerca della verità, chi usa questa questione per meri scopi propagandistici non merita alcuna attenzione: “Tralascio ogni accusa a chi su questo tema intende fare propaganda elettorale. Mi troverà al suo fianco chi, invece, si batte per la verità affinché si restituisca dignità e fiducia alle istituzioni su questa vicenda altamente compromesse”. Il messaggio del Senatore è chiaro e deciso: “Basta menzogne e manipolazioni politiche. La Sibaritide merita giustizia, trasparenza e una presenza statale rafforzata. È ora che la politica smetta di giocare con i diritti dei cittadini e si impegni seriamente per risolvere le problematiche reali del territorio”.
GOM: il Reparto di Pediatria ospiterà i Carabinieri del Comando di Reggio Calabria
Nuovo appuntamento con la solidarietà al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Nell’ambito delle iniziative legate alle celebrazioni del 210° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, lunedì 3 giugno il Reparto di Pediatria del G.O.M. ospiterà i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, per un incontro speciale tra bambini e carabinieri. Successivamente, alle 12:00, presso la sala “Spinelli” del presidio “Riuniti”, avrà luogo la consegna della donazione – voluta dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – di parte del ricavato delle vendite del Planning da tavolo dell’Arma dei Carabinieri 2024 alla U.O.C. Pediatria, diretta dal dr. Domenico Minasi.
La consegna verrà effettuata dal Comandante dei Carabinieri di Reggio Calabria, Generale di Brigata Cesario Totaro, alla presenza del Commissario Straordinario, dr. Gianluigi Scaffidi, del Direttore Sanitario Aziendale, dr. Salvatore Costarella, del Direttore della U.O.C. Direzione Medica di Presidio, dr. Matteo Galletta, del direttore della U.O.C. Pediatria, dr. Domenico Minasi, e del Direttore Amministrativo Aziendale, dott. Francesco Araniti. Continua quindi la proficua collaborazione tra il G.O.M. e l’Arma dei Carabinieri, cui va il più sentito ringraziamento della Direzione Strategica, per la fattiva generosità dimostrata nel tempo e che conferma la prossimità della Benemerita ai cittadini e alle istituzioni del territorio. Il Planning da tavolo, in scia con le altre opere, è incentrato anch’esso sul tema del “controllo del territorio”.
“Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” risponde alle affermazioni di Salvini
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Matteo Salvini si è recato ieri, 30 maggio 2024, sui cantieri della statale 106 a Villapiana e Trebisacce, nel cosentino. In piena campagna per le elezioni europee. Il Ministro Salvini ha affermato che sul progetto di ammodernamento a 4 corsie, con spartitraffico centrale previsto tra Roseto Capo Spulico e Sibari saranno rispettati “tutti i tempi previsti”, nonostante l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” denuncia da circa 2 anni ritardi sui lavori dovuti alle gallerie artificiali (fondamentali per garantire il bilancio delle terre), alle gallerie naturali, alla frana di Roseto Capo Spulico dove non risultano completati i pozzi drenanti, ai diversi manufatti prefabbricati acquistati da anni ed ammassati in diverse aree che iniziano a caratterizzarsi da ferri sporgenti che risultano essere arrugginiti.
A tutto ciò si unisce la mancanza di trasparenza: nello scorso mese di marzo abbiamo inoltrato tramite posta certificata una richiesta alla Webuild Sirjo Scpa ed alla Geoserving di Frosinone al fine di ottenere chiarimenti sulle analisi effettuate sulla qualità dei terreni e delle infrastrutture realizzate che a seguito di un controllo a campione di Anas avrebbero fatto emergere dei risultati completamente diversi e difformi da quelli comunicati. Ancora oggi attendiamo una risposta mai ottenuta. Per non parlare della questione legata agli espropri: qui sono diversi i cittadini che ancora non hanno ottenuto quanto dovuto e che hanno aperto un contenzioso al fine di difendere i loro diritti.
Il Ministro Salvini in piena campagna per le elezioni europee rassicura la stampa e sul punto afferma “i soldi li abbiamo messi” dimenticando di dire, con onestà e sincerità, che solo il giorno prima, ovvero il 29 maggio 2024, il CIPESS, di cui fa parte, in materia di infrastrutture ha aggiornato il Piano Economico Finanziario della Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A. prevedendo un investimento di 686 milioni di euro più 349 milioni di euro per manutenzioni ed ha approvato il finanziamento di 4,5 miliardi di euro per la Pedemontana Lombarda Spa. Il Ministro Salvini afferma che “più guerre ci sono nel mondo più complicata è la situazione” ma poi i soldi per le infrastrutture lombarde riesce a reperirli e li impegna mentre per la Statale 106 fa solo passerelle elettorali perché non è capace di metterci nemmeno un centesimo di euro.
Il Ministro Salvini in campagna elettorale per le elezioni europee viene in Calabria per dirci che per lui «l’intera 106 è prioritaria, fino a Reggio” però poi i soldi li mette sulle infrastrutture del Nord vincolandoli con Delibera CIPESS. Mentre i 3 miliardi sulla Statale 106 decidono di allocarli nel Contratto di Programma Anas 2021 – 2025 così può togliergli quando vuole. Magari per metterli sui 14 miliardi necessari a realizzare il Ponte sullo Stretto che – fatti alla mano – per il Ministro della Lega rappresentano l’unica priorità infrastrutturale per la Calabria. Il Consiglio Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” suggerisce al Ministro Salvini di evitare di offendere la memoria delle vittime della famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria, le loro Famiglie e l’intera comunità regionale che non ha bisogno di chiacchiere, passerelle elettorali e di promesse ma di fatti concreti: quelli che, proprio grazie a lui ed al suo pessimo operato da Ministro delle Infrastrutture, ad oggi mancano e non risultano pervenuti.
In data 26 giugno 2017 veniva stipulata la convenzione tra Polizia di Stato e Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a. tramite cui vengono disciplinati i servizi predisposti dalla Polizia Ferroviaria nell’interesse del Gruppo FS Italiane, mirati alla tutela della sicurezza ferroviaria. L’art. 5 c. 1 della medesima convenzione: “Servizi di scorta treno e corresponsione delle indennità”, recita testualmente: “il Gruppo FS Italiane, per i servizi di specialità svolti dalla Polizia Ferroviaria, si impegna nei confronti del Dipartimento a corrispondere un’indennità di scorta agli OPF che effettuano servizio a bordo treno, con esclusione degli appartenenti ai ruoli dirigenziali e direttivi”, continuando il comma 3 del medesimo articolo indica: “La Polizia Ferroviaria assicura il servizio di scorta per i treni ritenuti ad alto profilo di criticità, individuati o autorizzati dal Comitato Centrale in relazione alle problematiche effettivamente riscontrate e alle tratte ritenute critiche proposte dal Comitato Territoriale, sulla base di elementi oggettivi documentabili”.
Il comma 5 sempre dell’art. 5 disciplina quanto di seguito: “L’indennità di scorta treno viene riconosciuta a partire dal momento della partenza del convoglio scortato previsto dall’Orario Ufficiale ed include il tempo di sosta per il cambio treno nel corso del servizio… i treni funzionali a quelli critici, in quanto connessi con l’effettuazione delle scorte, sono remunerati al pari di quelli critici…a bordo del medesimo treno vengono corrisposte indennità per un massimo di tre OPF per singola tratta…” Dopo questa necessaria premessa, questa O.S. SNAP entra nel merito della questione rappresentando che, con circolare protocollo N.300/FER/0000002641.U/24, del 15 febbraio 2024 avente ad oggetto: “Servizi rafforzati di controllo a bordo dei treni”, il Servizio di Polizia Ferroviaria prevedeva “l’impiego di un’adeguata aliquota di personale (8/10 operatori) con l’obiettivo di procedere ad un controllo identificativo rafforzato dei viaggiatori e, all’occorrenza, dei bagagli su convogli interregionali che presentano profili di rischio legati alla tratta, agli orari e all’area geografica”, altresì indicava che: “per quanto riguarda l’indennità maggiorata, attualmente prevista dalla convenzione per un massimo di tre operatori, fatte salve particolari ed eccezionali situazioni di necessità preventivamente concordate tra le parti, e solo per i treni ritenuti ad alto profilo di criticità, si rimette alle valutazioni di codesto Gruppo la possibilità di superare tali vincoli autorizzando pertanto di estenderla a tutto il personale impiegato … in attesa di determinazioni da parte del Gruppo FSI, si procederà a inserire la misura dell’indennità di scorta a treno ordinario” (ndr 1,22 euro l’ora sia notturna che diurna).
Di seguito, in data 24 maggio 2024, con circolare protocollo N.300/FER/2/0000008858.U/2024, avente ad oggetto: “Servizi rafforzati di controllo a bordo dei treni. Contabilizzazione”, veniva indicato che, in riguardo alla corresponsione del pagamento delle indennità connesse ai citati servizi rafforzati, la Convenzione ed il sistema GASP non consentono la possibilità di corrispondere l’indennità di vigilanza a bordo treno ad un numero superiore di tre operatori. La nota si conclude testualmente come di seguito: “preso atto che al momento le indennità in argomento non saranno corrisposte, fino ad eventuali cambiamenti si dispone che sia i servizi già espletati (quindi con valenza retroattiva) che quelli da effettuare, qualora ne ricorrano in presupposti, saranno contabilizzati ricorrendo all’istituto della missione che ovviamente non è cumulabile con l’indennità di vigilanza scalo”.
A giudizio di questa O.S. SNAP “la toppa è peggio del buco”… invero ci pare assurdo, e privo di ogni logica sia giuridica che di buon senso, far partire su scala nazionale un imponente servizio straordinario di controllo sui mezzi ferroviari (attingendo anche alle esigue risorse umane impiegate in servizi burocratici) senza assicurarsi di una preventiva e concreta possibilità che, detti servizi di scorta a convogli e tratte critiche (da remunerare necessariamente con la prevista “indennità maggiorata”), abbiano l’avvallo e la copertura da parte del Gruppo FSI. Continuando, evidenziamo che i servizi de qua, in un primo momento, sono stati previsti con “indennità di scorta” per poi essere mutati in servizi di “missione”.
Sottolineiamo che la narrata situazione non è stata portata a conoscenza delle sigle sindacali ed ancor peggio all’attenzione del personale che è convinto, da mesi, di effettuare regolarmente scorte per cui sia prevista un’indennità maggiorata. Ci interroghiamo su quale sarà il criterio con cui saranno attribuite le previste tre scorte con indennità maggiorata, a fronte degli 8/10 colleghi impiegati, e su come sia pensabile far svolgere a degli operatori un medesimo servizio con remunerazione nettamente differente, in spregio ai dettami costituzionali di cui all’art. 36 che prevede: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro…” e dell’art. 97: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Si dovrà pertanto scongiurare che, per cercare di creare una parvenza di trattamento economico omogeneo, si ricorra a remunerare tutti gli operatori col trattamento di missione anziché con la prevista scorta treno; significando che non è tollerabile che ci si trovi dinanzi a tratte critiche sovrapponibili che, di volta in volta, possano essere pagate con indennità maggiorata o missione fuori sede solo perché’ rientrino o meno nel previsto report “treni ad alta criticità” individuati dal citato Comitato.
Allo stato attuale, con effetto retroattivo, si sta procedendo (nel riserbo più assoluto) ad eliminare l’attribuzione dell’indennità prevista per scorta critica, e quindi maggiorata, per attribuire al personale impiegato in detti servizi straordinari esclusivamente l’indennità di missione, escludendo finanche la vigilanza scalo nonostante sia prevista dalla Convenzione in favore del personale Polfer. In buona sostanza è come se questi operatori non fossero mai saliti a bordo treno o abbiano operato in ambito ferroviario, pur avendo svolto concretamente servizi di scorta a convogli ferroviari, percependo un compenso economico inferiore alla mera vigilanza in stazione; difatti la diaria di trasferta spetta in misura intera, se la durata della missione supera le 4 ore ed è inferiore alle 8 ore, con un compenso economico pari a euro 0,86 per ogni ora. Paradossalmente la propria retribuzione risulterà ridotta.
Evidenziamo che, la scelta incomprensibile (alias non contemplata) di attribuire, addirittura retroattivamente, l’indennità di missione presuppone che i colleghi debbano intraprendere il proprio servizio nella località di arrivo della missione e non durante il tragitto per raggiungere la stessa; come effettivamente richiesto ed espletato con l’effettuazione concreta di scorta treno, con identificazione e controllo di passeggeri e bagagli. Inoltre, la “missione” presuppone formali ordini di servizio con compilazione, da parte del personale, del c.d. “foglio di viaggio” e di eventuali mancati pasti; situazione di cui (in maniera scorretta) non sono stati resi edotti i colleghi interessati. Rammentiamo altresì che l’indennità di missione compete per servizi fuori sede con durata superiore alle 4 ore, in difetto nulla sarà percepito.
Per definizione per “missione” si intende il servizio temporaneo espletato dal dipendente in una località al di fuori del comune dell’ordinaria sede di servizio per ottemperare a un formale provvedimento emesso dall’Amministrazione; provvedimento che ad oggi, la stessa, non avrebbe provveduto ad emettere. Si sottolinea che non si potrà procedere alla liquidazione del trattamento economico di missione, in assenza del relativo provvedimento. Questa O.S. SNAP segnala, per i relativi accertamenti di competenza dell’Ufficio Centrale Ispettivo (considerato che il rispetto dei budget rientra nelle specifiche responsabilità gestionali dei dirigenti) quanto riportato nella circolare del 12 marzo 2024 protocollo N. 0001879, a firma del Capo della Polizia, relativamente al contenimento della spesa per l’effettuazione delle missioni: “nell’ottica del raggiungimento dei limiti previsti, avranno cura di promuovere tutte le opportune iniziative finalizzate ad un’accurata gestione, procedendo, in particolare:
– all’oculata valutazione delle trasferte, in relazione alla loro obbligatorietà ed inderogabilità;
– al costante monitoraggio bimestrale del consumo del budget annualmente assegnato;
– a garantire il rispetto dei tempi di presentazione della documentazione relativa alla missione, entro 7 giorni dalla conclusione del servizio fuori sede…” .
Ci domandiamo come sia possibile inserire retroattivamente servizi fuori sede svolti dal personale mesi addietro e tra l’altro trattasi di servizi svolti in favore di una Spa, qual è il Gruppo FSI, con esborso evidente di risorse economiche dell’Erario (utilizzate verosimilmente impropriamente) e per le quali solo pochi mesi addietro il Capo della Polizia ha diramato apposita nota, sopra riportata, finalizzata ad un’oculata gestione delle risorse richiamando i dirigenti alle proprie specifiche responsabilità, a tal punto da prevedere quanto di seguito: “L’Ufficio Centrale Ispettivo provvederà, anche attraverso la verifica dei monitoraggi compiuti dagli Uffici, ad adottare le iniziative ritenute opportune, d’intesa con le Direzioni Centrali competenti, al fine di garantire l’osservanza delle disposizioni emanate per la razionalizzazione delle spese”.
Dinanzi a tutto ciò rimaniamo basiti e, considerato che l’Amministrazione ha generato questa imbarazzante situazione, adesso se ne faccia carico remunerando con l’indennità maggiorata tutti gli operatori che hanno svolto il medesimo servizio, ignari di essere destinatari di indennità non consone e proporzionali all’attività specifica richiesta e svolta dalla specialità di Polizia Ferroviaria! Nelle more evidenziamo l’inopportunità di continuare a richiedere agli operatori della Polfer l’effettuazione di scorte mascherate da servizi fuori sede. Confidando nell’attenzione, per l’urgenza e l’importanza delle tematiche trattate, rimaniamo in attesa di cortese sollecito riscontro, cogliendo l’occasione per porgere distinti saluti.