Sono centotrentacinque i libri che concorrono al Premio Strega Poesia 2023 e tra questi si segnala la presenza di Salvatore Cucinotta con “Étiennette Liberi Pensieri”, edito da La Rosa del Pozzo Edizioni. Cucinotta è un grafico e web designer che unisce l’interesse per la poesia alla passione per le immagini; grazie alla collaborazione del fotografo Gianni Vittorio, le liriche trovano corrispondenza visiva in istantanee in bianco e nero. Sullo sfondo di una natura intimistica, Cucinotta si interroga sull’esistenza e le sue risposte sfumano in paesaggi rarefatti e aspri come sanno esserlo i luoghi più remoti della nostra terra. Affida la sua ultima opera letteraria a una giovanissima casa editrice che ha sede a Catona, dal 2020 divenuta cenacolo culturale di poeti reggini restando fedele alla tradizione mecenatica del luogo che da settant’anni, antica residenza familiare, accoglie pittori e scrittori provenienti da tutta Italia. Grazie alla diffusione delle poetry slam, gare letterarie a colpi di versi, la poesia si rinnova, senza sottrarre prestigio alla madre delle rassegne che “Étiennette Liberi Pensieri” ha conquistato con la simultaneità delle espressioni artistiche.
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Riceviamo e pubblichiamo: “Esprimo, a nome personale e dell’associazione Antica Congrega Tre Colli, al Presidente dell’US Catanzaro 1929 Ing. Floriano Noto, unitamente ai suoi fratelli – Dott. Desiderio e Dott. Luigi, i complimenti per lo straordinario traguardo sportivo raggiunto. Una promozione di categoria tanto desiderata nel corso di diversi anni, che riproietta il Catanzaro Calcio nella serie che merita, per tradizione e storia, grazie ad una proprietà e una gestione particolarmente “solida” e illuminata.
I complimenti vanno doverosamente estesi a tutta la dirigenza societaria, all’allenatore e ai calciatori, questi ultimi artefici sul campo di un’impresa memorabile per numeri statistici. Sono convinto che il calcio nella nostra città non sia mai stato soltanto uno sport, ma un tratto quasi identitario, una passione viscerale.
E’ una questione di fede. Una città, la nostra, che ha storicamente visto nella propria squadra una sorta di “rifugio” della propria anima, un’ancora di sicurezza in una quotidianità non sempre smagliante. Con la vittoria di domenica scorsa si è scritta una pagina di storia, che ha registrato chiaramente una voglia di riscatto. Un riscatto sociale oltre che sportivo.
Affermo tutto questo, da rappresentante di un’associazione, che annovera tra i suoi “onorari” il campione Massimo Palanca, autentica bandiera di una città appassionata e desiderosa di riscatto.
Spero, quindi, che tutto ciò sia l’inizio di un percorso sportivo (e non solo) che possa segnare il passo verso obiettivi ambiziosi, che sia trainante verso successi a diverso e largo spettro, in coerenza con la storia e la tradizione di un intero capoluogo di Regione.
Riceviamo e pubblichiamo: “Il comparto turistico del Parco Nazionale del Pollino, all’esordio della stagione primaverile, si unisce per sollecitare la riapertura della ciclopedonale Campotenese-Morano Calabro. La via attraversa lo scenario campestre di Campotenese, geosito Unesco, si apre sull’imponente skyline delle vette più alte del Parco, la Pollino line anch’esso geosito Unesco, e si allunga verso Morano Calabro, uno dei Borghi più belli d’Italia e la vallata di Castrovillari. Completa il tratto della Ciclovia dei Parchi che unisce le grandi aree protette lungo la dorsale appenninica fino a Reggio Calabria, vincitrice nel 2021 dell’Italian Green Road Award nel 2021, l’Oscar del cicloturismo.
Tutti insieme gli stakeholder del territorio manifestano la necessità di consegnare nuovamente alla comunità del Parco uno dei percorsi pedo-ciclabili tra i più belli e ricchi di storia del Sud Italia che ai tempi del taglio del nastro aveva già attirato l’attenzione di cicloturisti e tour operator.
Gli operatori lanciano un messaggio chiaro, con una logica di sistema, consapevoli della capacità attrattiva della pista come importante arricchimento dell’offerta esperienziale del Parco, del contributo che darebbe nel rafforzare il posizionamento, e quindi la competitività, dell’area montana protetta più grande d’Italia come destinazione per il cicloturismo, fetta del mercato turistico in grande e veloce espansione.
“I più importanti saloni sul Turismo che si sono tenuti nei mesi scorsi e in programma in questo periodo, hanno come tema portante il viaggio slow e l’outdoor. Si rivolgono a migliaia di viaggiatori interessati a questo tipo di esperienze e buyer specializzati in questo settore, non possiamo non manifestare la necessità della riapertura ora che la stagione è partita, e lo chiediamo nel pieno rispetto delle prerogative di tutte le istituzioni coinvolte, di un’attrazione che richiamerebbe tanti turisti da ogni parte d’Italia e d’Europa – dicono coralmente gli esponenti turistici del Pollino -. Abbiamo la conferma che c’è tanta richiesta di esperienze su due ruote e la voglia di scoprire territori poco conosciuti, non mainstream, come il Parco Nazionale del Pollino. Non possiamo perdere un altro anno, un’altra occasione per far scoprire il patrimonio del Parco attraverso uno dei tratti ciclopedonali più belli d’Italia. Dobbiamo farci trovare pronti”.
Gli operatori ribadiscono la ricaduta positiva a livello sociale ed economico di un attrattore di questo genere. Il cicloturismo rappresenta un tassello importante per la crescita
di un territorio come dimostrato dalle performance e dal grande riscontro della Ciclovia dei Parchi, dal suo debutto, nel mercato turistico. “Ci auguriamo che la richiesta – concludono gli stakeholder – venga ascoltata e che i tempi si velocizzino al fine di non vanificare gli ingenti investimenti economici sostenuti, già dalla scorsa stagione, per dotarci di strumenti e attrezzature per accogliere al meglio e offrire servizi adeguati ai cicloturisti”.
Stamattina il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, ed il consigliere Vincenzo Capellupo si sono recati nella clinica Sant’Anna Hospital per incontrare i lavoratori della struttura sanitaria impegnati in un sit-in di protesta. A darne notizia è una nota dell’ufficio stampa del Comune. “La struttura d’eccellenza – si legge nel comunicato – è ormai da tempo coinvolta in un’intricata vicenda che ha creato enormi danni all’assistenza sanitaria di qualità in Calabria, alle tante professionalità impiegate ed all’intero tessuto socio-economico della città. I due rappresentanti dell’Amministrazione comunale hanno condiviso con il sindaco Nicola Fiorita la necessità di chiedere al Prefetto di Catanzaro che il Comune, con il suo sindaco, possa essere stabilmente coinvolto al tavolo, istituito in Prefettura, sul presente e sul futuro della struttura sanitaria in ragione della delicatezza della vicenda e delle sue ripercussioni sul territorio. Sempre oggi, inoltre, il sindaco ha formalmente chiesto un urgente incontro al Consiglio di amministrazione del Sant’Anna Hospital per affrontare i temi e le problematiche emersi nel corso dell’incontro con i lavoratori”. (ANSA).
Nei giorni scorsi, l’equipe di chirurgia dell’ospedale Annunziata di Cosenza, guidata da Bruno Nardo ha eseguito un intervento di chirurgia oncologica avanzata su una paziente di 67 anni, alla quale è stato asportato un tumore di ben 4 chili e mezzo dall’addome. A darne notizia è l’Azienda ospedaliera di Cosenza. “L’intervento della durata di 7 ore circa – è scritto in una nota – è stato eseguito in collaborazione multidisciplinare: al tavolo operatorio, oltre a Bruno Nardo, la sua equipe (composta da Marco Doni e Veronica Crocco, Daniele Paglione e Sara Osso, l’anestesista Carolina Biscardi e il personale infermieristico Giuseppe Marano e strumentista Ivana Astorino)”. “Si trattava – ha spiegato il dr. Nardo – di un tumore maligno a partenza dal retroperitoneo che aveva invaso il rene sinistro. La paziente è giunta da noi dopo aver notato, da diversi mesi, gonfiore addominale e difficoltà a digerire”. “La fattibilità tecnica dell’intervento – ha aggiungo il direttore della Chirurgia Falcone – è stata valutata al tavolo anatomico tridimensionale all’Università della Calabria, nel dipartimento di Farmacia, scienza della salute e della nutrizione. Nella pianificazione preoperatoria dei casi clinici complessi, il tavolo anatomico tridimensionale, si è rivelato molto utile”. “Già in altre circostanze la Chirurgia dell’Annunziata – ha detto Nardo – ha sperimentato una proficua collaborazione con l’Unical. Il recente accordo sottoscritto dal commissario Vitaliano De Salazar e dal rettore Nicola Leone per il nuovo corso di Medicina e tecnologie digitali dell’Università della Calabria, rappresenta una grande opportunità di crescita e di sviluppo di nuove tecnologie proprio nei setting chirurgici. In tal senso mi sento di dover rivolgere un sentito ringraziamento a De Salazar e Leone che hanno, con grande determinazione e accelerazione, avviato un processo che non mancherà di proiettare, sin da subito, effetti positivi sull’ ospedale e i percorsi di cura dei pazienti. Le competenze e le tecnologie dell’Unical sono un valore aggiunto che la sanità calabrese deve tenere in grande considerazione, per la lotta ai tumori e per dare risposte concrete ai pazienti oncologici, al fine di evitare loro i viaggi della speranza verso gli ospedali del Centro-Nord. La signora sta bene, è tornata a casa dopo una degenza di circa una settimana ed ha ripreso a svolgere una vita normale”. (ANSA).
E’ stato Inaugurato stamattina, a Diamante, il murale realizzato dall’artista Agostino Cirimele, dedicato al generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. A scoprire il Murale sono stati la prefetta di Cosenza Vittoria Ciaramella, il comandante della Legione Carabinieri Calabria Pietro Salsano e il sindaco di Diamante Ernesto Magorno. Presenti all’evento le massime rappresentanze delle forze dell’ordine, il presidente della Commissione anti ‘ndrangheta del Consiglio regionale Pietro Molinaro e numerosi sindaci, autorità religiose, rappresentanti dell’Anc, altre associazioni e cittadini. La mattinata è proseguita al Cineteatro Vittoria, nel quale è esibita la Fanfara dei Carabinieri del 10mo Reggimento Campania, diretta dal maestro Luca Berardo e accompagnata da numerosi applausi. “È una giornata di cambiamento e di crescita – ha detto il sindaco Magorno – voluta affinché si rafforzi l’ideale ponte tra i cittadini e le istituzioni”. “Nella ricorrenza della 28ma Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti – ha sottolineato la prefetta Vittoria Ciaramella – è stato importante omaggiare attraverso l’arte e in un luogo simbolo chi come il generale dalla Chiesa ha sacrificato la vita per combattere il malaffare”. Anche Salsano, ha voluto ricordare la figura di Carlo Alberto dalla Chiesa e ringraziare la Città di Diamante, per l’omaggio che ha riservato alla memoria del generale dell’Arma e per l’accoglienza ricevuta oggi. Particolarmente toccanti ed applauditi dal pubblico i contributi offerti dagli studenti dell’Istituto comprensivo e dell’Iiss: canzoni e riflessioni dedicate al tema della giornata e al ricordo del generale dalla Chiesa. (ANSA).
Sono ben 11 giocatori che militano nel campionato calabrese di prima categoria, girone C, sottoposti a Daspo dal Questore di Reggio Calabria Bruno Megale per una rissa scoppiata in campo. L’episodio risale al 27 novembre scorso, in occasione del match Virtus Rosarno-Real Pizzo, giocata a Rosarno. Durante la partita, diversi calciatori di entrambe le società avevano dato l’input ad una violenta rissa in campo che aveva costretto l’arbitro a sospendere temporaneamente l’incontro. Le indagini condotte nell’immediato dagli uomini della Uigos del Commissariato della Polizia di Gioia Tauro, presenti allo stadio al momento dei disordini, e successivamente sviluppate con l’analisi dei filmati e l’acquisizione delle dichiarazioni dei presenti al momento dei fatti, ha consentito agli investigatori di individuare i responsabili. In collaborazione con la Divisione anticrimine della Questura, sono quindi stati emanati i Daspo, notificati a otto giocatori della Virtus Rosarno, per una durata che varia da 1 a 3 anni, ed a tre giocatori del Real Pizzo, per una durata che varia da 1 a 2 anni. (ANSA).
– Una donna di 43 anni, di nazionalità nigeriana, è stata accompagnata dai carabinieri di Cosenza con il supporto del Nucleo Natanti del Comando provinciale Carabinieri di Venezia, nella casa di lavoro Giudecca della città lagunare. Il trasferimento è stato adottato in esecuzione di una misura di sicurezza detentiva a suo carico, disposta lo scorso 16 marzo dall’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza. La donna è stata rintracciata dai militari della Stazione Carabinieri di Cosenza Principale, nel corso di predisposto servizio di controllo del territorio, nel centro urbano in corrispondente all’area dell’autostazione. In particolare la 43enne era ricercata per il provvedimento giudiziario, scaturito dalla valutazione di attuale pericolosità sociale in relazione alla sentenza di condanna della Corte di Assise di Appello di Palermo, alla pena, espiata, di anni 8 di reclusione in quanto riconosciuta capo e promotrice di un sodalizio criminale transnazionale attivo, a Lampedusa, Agrigento ed altre città italiane, nei delitti di tratta di persone, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. (ANSA).
“Ringrazio sentitamente le sorelle Paola e Roberta Santelli, la loro Associazione, per avere voluto questa giornata proprio a Reggio Calabria. È stato un appuntamento dall’alta ricaduta educativa e formativa per la popolazione studentesca, la stessa a cui Jole avrebbe voluto garantire tante opportunità. Quindi è bello che il suo volere, il suo messaggio, possano essere portati avanti e a compimento dalle sue sorelle.”
A dirlo è Giusi Princi, Vicepresidente della Giunta regionale della Calabria con delega all’Istruzione, intervenuta a conclusione dell’incontro “Navighiamo sicuri nella rete… e nella vita!”, promosso dall’Associazione Jole Santelli, in collaborazione con La Caramella Buona Onlus, con il patrocinio del Consiglio regionale della Calabria. In un Teatro “Cilea” strapieno, l’incontro-dibattito si è tenuto dinnanzi ad una platea formata esclusivamente dal mondo Scuola, a differenza della versione pomeridiana, dedicata ad un pubblico adulto.
“La navigazione in rete e tramite le varie piattaforme social presenta troppi rischi per non esserne perfettamente consapevoli. Un’ignoranza (o non curanza) che neppure i più giovani possono ormai permettersi. Il loro aprirsi quest’oggi, raccontando i propri vissuti è stata una testimonianza forte, importante, illuminante. Dobbiamo continuare su questa strada di coinvolgimento delle istituzioni scolastiche – afferma ancora Giusi Princi – perché i giovani, laddove vengano coinvolti ed ascoltati con competenza ed empatia, rispondono. L’Associazione Jole Santelli e La Caramella Buona Onlus avranno sempre il nostro totale supporto per attività di questo genere, dal grande impulso riflessivo. Un plauso particolare va di certo a Roberta Bruzzone che, dall’alto della sua esperienza e preparazione, ha saputo coinvolgere attivamente tutti gli studenti che hanno partecipato all’incontro, bravissima ad intercettare i bisogni degli adolescenti nell’acquisizione di una consapevolezza che oggi più che mai diventa obbligatoria. La criminologa li ha stimolati ad intervenire, con quel meccanismo di domande e risposte dirette che ha innescato una sorta di dibattito tra studenti stessi. Del resto, sono proprio loro i protagonisti. Ed è questa la prima consapevolezza che i giovani devono acquisire, imparando a volersi più bene, a sapersi autotutelare e autodeterminare. Ovviamente non tocca solo a loro – precisa in conclusione il Vicepresidente della Regione – Le famiglie e le scuole devono lavorare sull’autostima dei ragazzi, perché solo imparando a crescere attraverso le frustrazioni e l’insuccesso riusciranno a fortificarsi e ad affrontare le sfide del presente e del futuro.”
Denny Mendez torna sul palco nei panni di Rina nello spettacolo Cose di ogni giorno di David Norisco, per la regia di Francesco Branchetti (anche attore protagonista), al fianco di Isabella Giannone e José De La Paz.
“Cose di ogni giorno”, che andrà in scena in tutta Italia da marzo a maggio, è un attuale affresco familiare in cui la Mendez interpreta il personaggio di Rina, una giovane moglie e madre che ha cercato di trasmettere ai figli i valori in cui ha sempre creduto, l’onestà e l’amore per la propria famiglia.
Forte e indipendente, negli anni Rina non ha saputo né voluto vedere la continua infedeltà del marito, convinta che l’amore potesse prevalere sui momenti di difficoltà e tenere unita la sua famiglia. Nonostante i suoi sforzi, però, altri fattori esterni minacceranno la tanto ambita unità familiare.
Quando sua figlia decide di separarsi dal marito che ha una storia extraconiugale con una transessuale e contemporaneamente suo figlio rivela di esser omosessuale, a Rina crollano tutte le certezze del mondo borghese cui appartiene.
Un personaggio complesso e dalle molte sfaccettature che nel corso della messa in scena mostrerà un’incredibile evoluzione.
“Sono orgogliosa di poter interpretare un personaggio così difficile e lontano da me”, ha dichiarato Denny Mendez. “C’è una frase che dice il mio personaggio che mi ha molto colpita e che credo sintetizzi perfettamente il profondo senso di oppressione dell’essere umano: ‘Era il tempo di cadere dalle nuvole e di mettere i piedi a terra, di non considerarmi più una donna che non vede, non sente e non parla. Sicuramente vedevo e sentivo ma è pur vero che non ho mai parlato”.
Nella pièce, ad interpretare il personaggio del figlio della Mendez è un attore dominicano come lei – “è stato bello ritrovare un po’ delle mie origini”, ha concluso l’attrice.