“Riconoscimento dei debiti fuori bilancio per i lavori di somma urgenza legati all’emergenza neve, al fine dell’eliminazione dello stato di pericolo lungo il piano viabile e, quindi, della messa in sicurezza delle strade montane”. Questo il punto all’ordine del giorno approvato, all’unanimità, dal Consiglio della Provincia di Vibo Valentia, convocato e presieduto dal presidente, Corrado Antonio L’Andolina. All’assise – che si è avvalsa del supporto tecnico-giuridico dal segretario generale, Domenico Arena, – erano presenti i consiglieri: Roberto Scalfari, Daniele Galeano e Giuseppe Leone (Forza Italia); Carmine Mangiardi e Alessandro Lacquaniti (Coraggio Italia); Domenico Tomaselli e Maria Teresa Centro (La Provincia del Futuro). Consiglieri che hanno, inoltre, preso atto della comunicazione del presidente inerente al “Prelevamento dal fondo di riserva” (accantonamento di natura economico-finanziaria che può essere utilizzato per fare fronte a spese non previste collegate al bilancio dell’Ente). A margine del Consiglio provinciale si è riunita la Seconda Commissione “Viabilità e Lavori Pubblici – Pubblica Istruzione – Edilizia Scolastica – Urbanistica – Gestione e Valorizzazione del Patrimonio – Trasporti e Ambiente”, che ha preso atto delle dimissioni del presidente Domenico Tomaselli e ha, quindi, “avviato un primo confronto di natura politico-istituzionale, al fine di individuare la nuova guida dell’organismo consiliare”.
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Sono in corso di svolgimento, presso l’HUB SERVIZI PER LA FAMIGLIA del Comune di Reggio Calabria, delle giornate di formazione, a cadenza mensile, che coinvolgeranno risorse umane già impegnate presso contesti socio-educativi di Comunità.
Tematica centrale è il Progetto Educativo Individualizzato, conosciuto meglio come PEI, quale strumento fondamentale per la cura delle comunità, soprattutto in presenza di individui con bisogni specifici. Il PEI può essere definito come un documento collettivo, afferma la Latella, responsabile dell’Azione Costruire Rete, come nella “comunità scolastica” anche in quella “extra-scolastica “– esempio i centri diurni – la sua elaborazione e composizione, infatti, coinvolge tutti i soggetti che, a diverso titolo, sono coinvolti nella crescita e nell’educazione del ragazzo, destinatario finale dell’intervento.
La dott.ssa Tina Bruzzese, scelta per questa formazione, ha vagliato, insieme allo staff di progetto, spiega la Cuzzola – coordinatrice del servizio – i bisogni rilevati dalle agenzie educative e dai singoli operatori che si sono avvicinati agli Sportelli dell’HUB comunale, progettando eccellentemente un programma formativo che in questi mesi sottoporrà ai partecipanti.
“Sono lieto della vivacità con cui lo Staff dell’Hub sviluppa le risorse destinate alla famiglia in maniera integrata e trasversale, in quanto sostenere la famiglia e far crescere la nostra Città, passa anche e soprattutto dal rinforzare e favorire gli operatori multidisciplinari impegnati presso i servizi ove sono collocati i minori, cuore pulsante di ogni famiglia” – afferma l’assessore al Welfare Demetrio Delfino; continua inoltre dicendo che, – “è inoltre essenziale, che le risorse umane impegnate nelle comunità extra – scolastiche, siano in grado di elaborare e utilizzare correttamente il PEI, visto anche che ne è strumento richiesto dalla D.G.R. n. 503 del 25.10.2019 (Allegato A al regolamento “Requisiti generali strutturali professionali organizzativi delle strutture socio assistenziali).
L’obiettivo è quello di fornire agli operatori sociali gli strumenti necessari per la compilazione e l’attuazione di un progetto personalizzato, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ogni individuo, ma soprattutto saperlo “elaborare” in modo integrato.
Questi interventi formativi, come molti altri, si svolgono presso la sede di Hub ed sono completamente gratuiti, ma a numero chiuso, con un massimo di 18 partecipanti.
I posti sono riservati in modo prioritario agli operatori sociali in contesti di comunità.
Il programma formativo completo e specifico sull’utilizzo del P.E.I. rappresenta un’importante opportunità per gli operatori sociali di perfezionare le loro competenze ed ampliare le loro conoscenze, al fine di migliorare l’intervento in contesti di comunità.
Per ulteriori e future iniziative ed informazioni è possibile recarsi in HUB in via Sbarre inf. 139 (R.C.) o telefonare al numero 0965/840650, scrivere su Whatsapp al 389.5285025, inviare una e-mail a info@centroserviziperlafamiglia.it – Seguire HUB su Facebook ed Instagram
Oggi, lunedì 20 marzo, ricorre la giornata internazionale della felicità. Istituita dall’organizzazione delle Nazioni Unite il 28 giugno 2012, la giornata internazionale della felicità, è volta a far riflettere tutti noi sull’opportunità di investire tutte le energie possibili nella ricerca consapevole di un benessere spirituale, che non sempre deve prescindere dalla condizione sociale o economica. Approccio più inclusivo, miglioramento della vita pubblica della comunità, e dello stare insieme riguardo la sensibilizzazione su questi argomenti, sono il proposito principale per cui è stata concepita. L’Amministrazione Comunale di Cinquefrondi naturalmente ha deciso di dare il suo contributo. Con il prezioso ausilio dei volontari del servizio civile universale infatti, si stanno distribuendo bigliettini informativi ai cittadini e alle scuole, con l’obiettivo di rendere coscienti sulla questione, con lo scopo primario: strappare un sorriso. Le volontarie ed i volontari del Servizio Civile hanno distribuito lettere e biglietti nel mercato comunale, negli uffici, nelle strade e nelle piazze.
Nell’ambito dei progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato e finanziati dalla Regione Calabria, secondo il Codice del Terzo Settore, parte una serie di iniziative che saranno realizzate sul territorio della Città metropolitana di Reggio Calabria. Il focus sarà sul disagio adolescenziale che verrà esplorato attraverso incontri a carattere esperienziale condotti dallo staff specialistico dell’Associazione Altea, assieme a quei genitori che, avendo a cuore il benessere dei loro figli, vogliono esplorare il loro mondo cercando di osservare, ascoltare, accompagnare e affrontare, a partire da una prospettiva differente che gli adulti ordinariamente ignorano.

Questi incontri si inseriscono nell’ambito di un programma di prevenzione delle dipendenze patologiche, soprattutto quelle di carattere comportamentale. Il primo di questi incontri è programmato per il 23 marzo a partire dalle ore 18.30, presso la Mediateca di Cinquefrondi e verrà realizzato in collaborazione con il progetto ViviAmo Cinquefrondi, una realtà sempre più affermata della Piana di Gioia Tauro. I conduttori Vincenzo Furfaro e Michela Franco, insieme al sindaco della cittadina, Michele Conia, da sempre sensibile a tematiche di carattere sociale e vicino alle famiglie e ai giovani, hanno fortemente voluto che uno degli step di cui si compone tale iniziativa fosse realizzato a , aprendo l’esperienza anche alle famiglie dei comuni limitrofi.
Prosegue “Classicheggiando” e con successo la rassegna Synergia 47 promossa dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Eventi culturali 2021 della Regione Calabria. Il pubblico ha particolarmente apprezzato il concerto del quintetto di voci maschili Italian Harmonists, accompagnati al pianoforte dal maestro Jader Costa. Una prima in Calabria al teatro Manfroce di Palmi per il gruppo formatosi nell’ambiente del teatro alla Scala di Milano, composto dai tenori Andrea Semeraro, Giorgio Tiboni, Luca Di Gioia, Michele Mauro, dal basso Sandro Chiti e dal pianista Jader Costa. Il gruppo, ispirato anche nel nome ai folgoranti berlinesi Comedian Harmonists, negli anni ’30 perseguitati dalle leggi razziali, si propone al pubblico in modo brioso e originale, nel segno dell’armonizzazione di voci maschili accompagnate dal solo piano.
“Il nostro repertorio trae ispirazione dalla nostra formazione immersa nel mondo dell’opera. Un mondo che noi riproponiamo in queste occasioni con arrangiamenti e rivisitazioni vocali leggeri ma non per questo meno virtuosi e ricercati. Ciò restituisce, pur lasciando intatte intensità e profondità, l’originaria dimensione popolare della musica lirica. Ecco che l’ouverture del Nabucco di Giuseppe Verdi viene offerta al pubblico con solo voci e altre celebri aree, raffinatamente armonizzate, emozionano e divertono”, racconta il tenore e ideatore del progetto, Andrea Semeraro.
In particolare, proposto al pubblico un viaggio tra isole musicali. La prima è stata quella rossiniana con La Danza e la Cavatina di Figaro-Largo al factotum del Barbiere di Siviglia di Rossini. Poi l’isola felice con omaggi a Schumann, Schubert e Brahms, l’isola operistica con Puccini, Offenbach e Verdi e infine l’isola anni Trenta con brani famosi e sempre coinvolgenti come Baciami Piccina e Voglio vivere così, che il gruppo interpreta sempre con grande trasporto ed energia, definendolo “la tenorata”. A chiosare il concerto il tributo a Caruso e a Lucio Dalla e la celebre In un vecchio palco della Scala del Quartetto Cetra.
Andrea Semeraro, ideatore del progetto, ha studiato oboe e saxofono, anche se la passione del canto lo accompagna da sempre. Giorgio Tiboni è dotato di rara versatilità vocale che si estende dal barocco al musical, passando anche per i compositori dell’800. Luca Di Gioia, violinista per sei edizioni del Festival di Sanremo, dalla vocalità possente, si è distinto in ruoli d’opera in tutta Italia. Michele Mauro, giovane, fresco e dalla voce piena e allo stesso tempo adamantina. Sandro Chiti è violinista con una voce che si impone nel suo percorso al punto di renderlo interprete di vari ruoli nei teatri d’Italia e all’estero. Il pianista Jader Costa, brillante polistrumentista, diplomato in organo, clavicembalo e arrangiatore del gruppo.
Dalle suggestioni sonore berlinesi degli anni ’30 dei Comedian harmonists all’approdo alle più belle canzoni della musica italiana degli anni ’30 e ’50. Ecco come nasce, nel 2003, il progetto musicale Italian Harmonists che subito consegue successi. Nel teatro La Scala di Milano da Berlino risuona, infatti, l’armonia dei Comedian Harmonists. Un’armonia interrotta negli anni ’30 dalle leggi razziali. Anche la denominazione Italian Harmonists è un chiaro rimando al brillante gruppo tedesco con il quale condivide il repertorio poi ampliato.
Ci sarebbero nuovi documenti e quindi ulteriori sviluppi, all’attenzione della Procura di Crotone, in grado di contribuire alla ricostruzione di quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, nello specchio d’acqua di Steccato di Cutro, quando un caicco carico di migranti si è schiantato contro una secca provocando la morte accertata di 87 persone. A scriverlo è la Repubblica. “Non c’è mai stato alcun dubbio che quella barca fotografata dall’aereo di Frontex la sera di sabato 25 febbraio – scrive il giornale in base a questa nuova documentazione – nascondesse sottocoperta dei migranti”. In particolare viene riprodotto un appunto “natante con migranti”, scritto a penna da un ufficiale nel giornale delle operazioni della Guardia di finanza alle 23.20, un’ora dopo l’avvistamento, che, si aggiunge, “sparisce successivamente dalla annotazione di polizia giudiziaria che la sezione operativa navale di Crotone della Guardia di finanza redige il giorno dopo, la domenica 26, quando la tragedia si è ormai compiuta. Da quel momento in poi il caicco diventa per tutti solo una barca ‘sospetta’, non si sa per cosa”. Alle 23.20 di sabato 25, quando il comando generale della GdF trasmette in Calabria il dispaccio di Frontex, la sala operativa ‘dispone che la vedetta 5006 effettui pendolamenti in zona Capo Colonna in attesa che il target entri nelle acque nazionali’. In altre parole: per effettuare l’operazione anti immigrazione la Finanza aspetta che il caicco, segnalato da Frontex a 40 miglia a sud di Crotone, dunque in acque internazionali, entri nelle nostre acque territoriali. E nel frattempo va a fare gasolio. Non senza però accertarsi di cosa stia facendo la Guardia costiera. Che — qui la conferma — alle 23.20 è informata di tutto. “Contattata Capitaneria di Porto di Reggio Calabria – riporta la Repubblica citando la relazione della Finanza – riferisce di essere a conoscenza del natante. “Attualmente non hanno predisposto alcuna imbarcazione, in caso di necessità faranno uscire unità di Crotone”. La Guardia costiera non esce e la “necessità’ non scatta nemmeno quattro ore dopo quando i mezzi della Finanza comunicano che stanno rientrando in porto per le condizioni meteo. (ANSA).
In più di sessanta si sono riuniti per riportare dignità e decoro a un luogo bellissimo del paese, purtroppo abbandonato all’incuria.
Il risultato, un vero trionfo: oltre quaranta sacchi di vetro raccolti insieme a venti sacchi di plastica e dieci di indifferenziato e diversi ingombranti.
I volontari – una squadra formata da diverse realtà attive e positive del territorio quali Differenziamoci Differenziando, Lumaka Mini & Basket, Perlaspromonte e la Parrocchia di San Giuseppe – hanno iniziato i lavori alle 08:00 del mattino tagliando l’erba incolta delle aiuole per facilitare la pulizia al resto dei volontari che si sono riuniti in piazza dalle ore 9:00.
Al termine della raccolta un pensiero speciale per ogni coppia padre/figlio/a: la messa a dimora di nuove piantine, donate dall’associazione, per suggellare in modo speciale questa giornata all’insegna della cura per l’ambiente dedicata alla festa del papà.
Un lavoro riuscito grazie all’organizzazione delle associazioni e alla collaborazione di Teknoservice che ha provveduto allo smaltimento dei materiali raccolti.
“La speranza – affermano i referenti Plastic Free organizzatori dell’evento – è che Piazza Umberto I possa tornare a essere un luogo di incontro e di unione per i cittadini di Villa San Giuseppe dove tutti, adulti e bambini, possano sentirsi a casa e godere di una vista meravigliosa che in pochi possono vantare”.
Eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia un provvedimento di confisca, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un 65enne originario di Cittanova (RC), ma da tempo radicato ad Albenga.
L’uomo è ritenuto vicino ad una cosca di ‘ndrangheta cittanovese, le cui proiezioni operative in Liguria erano state confermate anche all’esito di una pregressa inchiesta, a conclusione della quale DIA e la Polizia di Stato avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 42 persone indiziate di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e corruzione, fra le quali anche il proposto.
Nel dettaglio, questi avrebbero avuto la strategica funzione di veicolare le comunicazioni tra i diversi sodali del clan ed il fratello, capo e promotore della cosca.
Nonostante l’assoluzione del Tribunale di Palmi del luglio 2020, il Tribunale di Reggio Calabria ha egualmente emesso il provvedimento di confisca ritenendo che il quadro indiziario scaturito dalla pregressa indagine abbia determinato comunque la formulazione di un giudizio di pericolosità sociale in capo all’uomo.
Il provvedimento ha disposto la confisca di 2 beni immobili ed 1 rapporto bancario per un valore complessivo di 400.000 euro circa.
Martedì 21 marzo alle ore 16:30 nella sala degli Stemmi del Seminario arcivescovile di Cosenza a Corso Telesio, si terrà un convegno sul Centro Storico di Cosenza, organizzato dal periodico trimestrale “Dedizioni” di Rende. Il convegno costituisce l’avvio di un percorso teso a comprendere alcune dinamiche, passate e presenti, del centro storico di Cosenza, con lo scopo di individuare prospettive di rigenerazione condivisa. “Si tratta di un primo incontro – ha dichiarato il direttore della rivista Francesco Calabrò – finalizzato a una ricognizione dei punti di vista di tecnici provenienti da differenti campi operativi. Qualora dovessero emergere spunti interessanti per successivi approfondimenti – ha detto -, abbiamo intenzione di organizzare ulteriori incontri, anche di confronto con gli amministratori locali”.

Approfondiranno tali aspetti, l’ingegnere Luigi Zinno, ex dirigente pubblico ed esperto di investimenti pubblici, l’architetto Rocco Pangaro che ha avuto un importante ruolo nella definizione degli interventi di carattere urbanistico proposti insieme all’architetto Sara Rossi, il tenente colonnello dei Carabinieri, dottor Luigi Aquino, responsabile unico del contratto di 90 milioni di euro assegnato dal Ministero della Cultura per il recupero di alcuni edifici del centro storico cosentino, il professore Nino Sulfaro, docente di Restauro al Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il dottor Alessandro De Rango, amministratore e manager della De Rango Costruzioni di Rende, il dottor Dino De Santo, presidente di Confesercenti Cosenza, don Giacomo Tuoto, che è stato rettore del Duomo di Cosenza, autore di molti libri fra cui uno sulla ricostruzione storica del passaggio di Federico II 800 anni fa al Duomo di Cosenza, il professor Massimo Ciglio, dirigente scolastico all’Istituto Comprensivo dello Spirito Santo e la dottoressa Antonella Salatino in rappresentanza dell’associazione 8cento Cosenza Aps.
Un partecipato incontro ha accolto la presentazione del libro dedicato al sindaco della Primavera di Reggio Calabria. Presenti il Sindaco Michele Conia, il responsabile di ViviAmo Cinquefrondi Vincenzo Furfaro, il presidente di venticinqueaprile Sandro Vitale, la critica letteraria Ilda Tripodi, il giornalista Stefano Perri e l’autore del libro Giuseppe Falcomatà
Una serata carica di emozioni ha accolto la presentazione del libro “Caro Professore”, dedicato ad Italo Falcomatà, alla Mediateca comunale di Cinquefrondi. L’incontro, promosso nell’ambito del progetto ViviAmo Cinquefrondi, curato da Vincenzo Furfaro, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, rappresentato nell’occasione dal Sindaco Michele Conia, ha coinvolto la comunità di Cinquefrondi attirando l’attenzione di tanti giovani della cittadina della piana. Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Stefano Perri, il rapporto tra Italo Falcomatà, il sindaco della Primavera di Reggio Calabria, ed i suoi concittadini, raccontato attraverso lettere, messaggi, disegni, che i reggini, tra i quali anche tanti bambini, rivolsero al primo Cittadino negli anni del suo impegno amministrativo alla guida della Città e durante i terribili mesi della malattia che lo strappò all’affetto dei suoi cari.
Un racconto arricchito dal contributo della critica letteraria, docente e scrittrice, Ilda Tripodi, voce autorevole del panorama culturale cittadino e regionale, e dell’analisi di Sandro Vitale, presidente di venticinqueaprile Ampa, collega, amico e militante politico che visse gran parte della sua esperienza sociale e sindacale proprio al fianco di Italo Falcomatà. A concludere l’incontro l’intervento di Giuseppe Falcomatà, figlio del Professore Italo e testimone della tradizione familiare e politica che ha rappresentato un punto di riferimento assoluto per la Reggio di fine anni ’90, una città disorientata e sconvolta dai periodi bui delle guerre di mafia, che proprio attraverso quell’esperienza amministrativa trovò la forza di cambiare il corso della storia attraverso la speranza ed una nuova orgogliosa identità.
“Siamo felici di aver ospitato un evento di grandissimo spessore culturale e politico – ha affermato il Sindaco Conia al termine della presentazione – Italo Falcomatà rappresenta da sempre per noi uno straordinario punto di riferimento. Ricordo da giovanissimo di averlo conosciuto e di aver apprezzato la sua visione, ma soprattutto la sua straordinaria umanità e la sua capacità di coinvolgere le persone in un progetto collettivo di crescita basato su concetti basilari per la politica come la credibilità, la condivisione, la capacità di ascolto. Insieme a Giuseppe vogliamo raccogliere il testimone di quella tradizione, perchè c’è ancora tanto da fare nella nostra terra, per completare il disegno che Italo ci ha lasciato e che oggi i nostri concittadini di Cinquefrondi, a partire dai più giovani, hanno avuto l’opportunità di scoprire”.
Nelle sue conclusioni l’autore del libro Giuseppe Falcomatà ha ringraziato gli organizzatori per aver promosso l’incontro. “Siamo felici di poter condividere questa esperienza che ha segnato un’epoca per la nostra comunità. Le lettere contenute nel libro, ancora assolutamente attuali, offrono uno spaccato di una città, ma direi dell’intero Mezzogiorno, che viveva un momento di difficoltà e che voleva invertire quella tendenza. Oggi viviamo una fase altrettanto delicata, con spinte come quella del disegno di legge sull’autonomia differenziata che rischiano di cristallizzare una condizione di arretratezza sociale ed economica di tante regioni italiane. E’ una cosa che non possiamo permettere, anzitutto per il futuro dei nostri ragazzi. Per questo è fondamentale portare avanti l’esempio di Italo Falcomatà e lo slancio ideale di quell’esperienza. E siamo contenti che ancora oggi, più di vent’anni dopo la sua morte, tante persone, ma molti giovani soprattutto, esprimano sentimenti di affetto ed interesse verso l’eredità politica ed umana che il Professore, per citare il titolo del libro, ci ha lasciato”.