Sessanta persone, 14 delle quali condannate in passato per associazione mafiosa e allo stato libere, sono state denunciate dai carabinieri nel crotonese per avere percepito il reddito di cittadinanza senza averne titolo. Il danno a carico dell’Inps è stato stimato in 688.911 euro. I carabinieri della Compagnia di Crotone, e in particolare della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, coadiuvati nelle attività di analisi dal Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri, hanno denunciato i 60 alle Procure di Crotone e Catanzaro per false dichiarazioni e false attestazioni. Le indagini hanno preso avvio ad aprile 2022 quando, durante l’emergenza Covid, nel corso di alcune verifiche in esercizi commerciali, i militari hanno accertato la presenza di lavoratori che, non regolarmente assunti, risultavano invece percettori del reddito. Sono stati pertanto acquisiti dati di riscontro che hanno consentito agli investigatori di appurare un ingente quantitativo di nominativi, tutti residenti a Isola Capo Rizzuto, beneficiari dello stesso sussidio. Tutte le posizioni sono state analizzate singolarmente in ogni documentazione e presupposto personale ad origine del beneficio concesso e, nei casi accertati, è risultata l’elusione della normativa con la presentazione di false attestazione e/o omettendo dati di interesse personale. In particolare, è emerso che 10 indagati risultavano essere sottoposti a misure cautelari in atto e altri 14 condannati per associazione mafiosa. Venticinque extracomunitari, invece, percepivano il reddito senza avere mai avuto la residenza in Italia e altri 4 soggetti lavoravano in nero. I carabinieri hanno anche denunciato alcuni individui che avevano omesso di comunicare consistenti patrimoni intestati a loro e ai loro prossimi congiunti. Emblematico al riguardo, il caso di un indagato che è stato accertato possieda un patrimonio immobiliare di circa un milione e mezzo di euro. All’Inps è stata avanzata richiesta di revoca del beneficio agli indagati, ai quali è stato notificato l’avviso di conclusione indagini preliminari della Procura della Repubblica di Crotone. (ANSA).
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Lunedì 27 gennaio dalle 9:00 alle 19:00, come giovani dei movimenti Our Voice, Attivamente e Saturna, saremo davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria (Castello Aragonese, lato “via Castello”), per sostenere il pm del processo ‘Ndrangheta stragista, Giuseppe Lombardo, i magistrati della DDA e le forze dell’ordine attualmente impegnate nella ricerca della verità sulle stragi e su pezzi fondamentali di storia del nostro Paese. Il 27 gennaio sarà l’ultimo giorno di requisitoria. Abbiamo sentito l’esigenza di organizzare questo presidio, perché siamo profondamente indignati rispetto al silenzio politico e mediatico che circonda questo maxiprocesso. Inoltre, in qualità di organizzatori e promotori dell’iniziativa, domani 23 febbraio alle ore 17:00 daremo luogo a una conferenza stampa, alla quale invitiamo la cittadinanza e la stampa, presso lo “Spazio Open” in Via dei Filippini, 25, Reggio Calabria
A distanza di 30 anni dalle stragi del 1992 e del 1993 stanno emergendo fatti e verità gravissime ed inquietanti, taciute da tutti i Governi che si sono succeduti e che continuano a condizionare ancora oggi la vita di tutto il popolo italiano. Come emerge da questo processo, nella strategia stragista non era coinvolta solo Cosa nostra, ma anche la ‘Ndrangheta. Le due organizzazioni agirono congiuntamente negli anni ’90 per sostenere il neopartito Forza Italia di Silvio Berlusconi, un soggetto che ha governato come presidente del Consiglio per quasi 20 anni in Italia e che ha finanziato Cosa nostra dal 1974 al 1992. Un appoggio, come emerge dalle indagini, arrivato anche dalla massoneria occulta. Non possiamo accettare che ci siano sentenze dove si afferma che dietro la morte di magistrati, forze dell’ordine, civili e bambini innocenti, ci fu la connivenza di soggetti appartenenti ai servizi segreti deviati e a contesti politici e massonici, i quali agirono, nel migliore dei casi favoreggiando la mafia e nel peggiore, utilizzandola come “braccio armato”.
Siamo indignati di fronte ai possibili incontri, emersi dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra gli ex premier Silvio Berlusconi e Bettino Craxi insieme ad esponenti di vertice della ‘Ndrangheta, tra cui i Piromalli; o davanti al fatto che logge massoniche coperte, collegate alla P2 e alla ‘Ndrangheta abbiano continuato ad esistere e ad operare anche dopo l’emanazione della legge Anselmi. Come giovani non possiamo accettare come “normale” tutto questo, soprattutto in un Paese che si dichiara “civile e democratico”. In particolare, quando molti degli esponenti politici ed istituzionali coinvolti in tali fatti siedono oggi, o fino a pochi anni fa, nelle stanze del Parlamento e continuano a condizionare la vita politica (regionale e nazionale), sociale, economica e culturale di tutt* noi. È nostro dovere non lasciare soli quei pochi magistrati e quelle parti di Stato che oggi, nonostante depistaggi, segreti e silenzi di Stato, delegittimazioni e soprattutto isolamenti istituzionali e mediatici, hanno il coraggio e la forza di continuare a cercare la verità.
Noi non abbiamo vissuto gli anni delle stragi e degli attentati, dove si moriva sotto il fuoco della mafia, ma anche, purtroppo, dello Stato-mafia. Non vogliamo che la storia si ripeta. Conoscere la verità su questi fatti e sulla storia della nostra Repubblica è un DIRITTO che ci appartiene, come giovani e come cittadin*. Per questo motivo, chiamiamo tutta la cittadinanza siciliana e calabrese a scendere in piazza con noi questo lunedì 27 febbraio alle 9.00, e invitiamo la stampa alla conferenza stampa che si terrà domani 23 febbraio, ore 17:00, presso lo “Spazio Open” in Via dei Filippini, 25, Reggio Calabria.
Giovedì 23 febbraio 2023 alle ore 17,00 presso la Sala Giuffrè della Biblioteca Pietro de Nava si inaugura un ciclo di incontri sul tema: “l‘Arte italiana tra il XV e il XVI secolo: la civiltà delle botteghe” promosso congiuntamente, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, dall’Associazione Culturale Anassilaos, dall’ AIParC (Associazione Italiana Parchi Culturali, dalla Biblioteca “Pietro de Nava”. Tema del primo incontro “Perugino <il meglio maestro d’Italia>”(1445-1450-1523) a Cinquecento anni dalla scomparsa dell’artista avvenuta nel febbraio del 1523. Interverranno Irene Calabrò, Assessore Cultura Comune di Reggio Calabria; Irene Tripodi, Presidente Nazionale AIPARC ; Stefano Iorfida, Presidente Associazione Anassilaos; Daniela Neri, Responsabile Biblioteca De Nava. La relazione sarà tenuta da Salvatore Timpano, esperto d’arte e Direttore del Dipartimento Arte e Patrimonio Culturale Materiale ed Immateriale AIPARC. Maestro di Raffaello Sanzio, Piero Vannucci (1445/50-1523), detto il Perugino, nato, formatosi e morto in Umbria, fu tra i maggiori artisti che operarono tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. Ebbe forse la sfortuna di una vita troppo lunga per la media dell’epoca (settanta anni) e di assistere a quella vera e propria rivoluzione artistica prodotta dai tre grandi del Rinascimento (Leonardo, Raffaello, Michelangelo) per cui la sua arte e le sue indubbie qualità pittoriche, che pure lo avevano portato a lavorare con notevole apprezzamento nei centri artistici più rinomati della Penisola (Firenze e Roma), ad un certo punto apparvero obsolete e superate al punto da costringerlo a ritornare in provincia, nei piccoli centri, dove ancora la sua pittura, poco innovativa e quasi ripetitiva, poteva ancora apprezzata. Era stato debitore di due grandi scuole: quella indiretta di Piero della Francesca, che aveva lasciato un’impronta profonda nell’ambiente umbro- marchigiano, e quella fiorentina del Verrocchio, di cui Perugino fu allievo negli anni 1470-72. La sua opera rappresenta, dunque, un riuscito tentativo di sintesi dei risultati raggiunti dai maestri della prima generazione del Rinascimento. L’’opera del Vannucci, insuperato maestro della pittura ad olio, fu a lungo ammirata per la capacità di fondere i colori e i paesaggi con i teneri sentimenti espressi. Le sue figure sono di norma inquadrate da semplici architetture prospettiche o si stagliano sul tenero paesaggio umbro e ognuna vive un proprio mondo sovrannaturale, come estraniata dalla realtà contingente.
Le sue Madonne sono sempre dolci e angeliche, assorte e contemplative e i loro gesti ed espressioni mostrano una pietà affettuosa e rassegnata. La sua formula compositiva fu molto apprezzata dal pubblico e l’artista organizzò una vera impresa commerciale, coordinando numerosi aiutanti ed allievi mentre i suoi dipinti, ricercatissimi e ben pagati, fecero prosperare le sue
botteghe di Firenze e Perugia. L’epilogo del suo itinerario artistico e spirituale fu comunque segnato da molte amarezze poiché il gusto dei committenti (i Pontefici soprattutto) si volgeva ad altro ed egli ebbe a subire, ancora da vivo, l’onta dei suoi affreschi che venivano cancellati per dare spazio ad opere più moderne. Così avvenne nel 1534 – egli era già morto – allorquando per fare posto al Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina fu abbattuto il suo grande affresco che rappresentava l’Assunta con papa Sisto IV inginocchiato.
Confermata per il prossimo 4 luglio alle ore 21:00 allo Stadio Guido d’Ippolito di Lamezia Terme l’unica tappa in Calabria del tour “Amore + Iva”, il nuovo show di Checco Zalone, l’attore comico italiano di maggior successo degli ultimi anni. Per l’eccezionale spettacolo prodotto da Arcobaleno Tre, la società guidata dal manager Lucio Presta, sono disponibili i biglietti su www.ticketone.it e in tutti i punti autorizzati.
Già venduti in pochi giorni circa mille dei quattromila biglietti disponibili, tutti a sedere. L’allestimento, rende noto Ruggero Pegna, che ha proposto questa location e ne cura l’organizzazione con la sua Show Net srl, prevede il posizionamento del grande palcoscenico di fronte alla tribuna coperta all’altezza di centro campo, come già avvenuto la scorsa estate per il concerto di Luigi Strangis.
Sul rettangolo di gioco sarà sistema una platea di 2000 sedie, posti che si aggiungeranno agli altri 2000 disponibili nella tribuna. Lo spettacolo si avvarrà anche di un grande ledwall centrale e di due laterali, con immagini trasmesse da una regia mobile.
In vista dello spettacolo, Pegna ha avuto anche il parere favorevole dalle Autorità di Pubblica Sicurezza per la sostituzione delle vetrate che delimitano la tribuna dal rettangolo di gioco, oggi deteriorate e non più trasparenti, con una barriera di altezza inferiore, come fatto allo Stadio di Catanzaro nei giorni scorsi per analogo motivo. “Ora si attende – dice Pegna – l’autorizzazione comunale ad effettuare i lavori, che dovrebbero essere realizzati dalla Fc Lamezia Terme, gestore della struttura; l’intervento, oltre ad ammodernare lo stadio in linea con i principali stadi italiani, risanerà un problema di visibilità riscontrato innanzitutto per le partite di calcio”.
Comico, attore, showman, imitatore, cantautore, musicista, cabarettista, sceneggiatore e regista italiano, Luca Medici esordisce su Telenorba con il personaggio che lo rende celebre, Checco Zalone, prima di approdare a Zelig e farsi conoscere al grande pubblico con “Siamo una squadra fortissimi”, un vero e proprio inno dedicato alla Nazionale Italiana di calcio che in quell’anno vince il Mondiale. Nel 2009 esce il suo primo film, Cado dalle nubi, diretto da Gennaro Nunziante. La colonna sonora è composta da canzoni originali: tra queste, “Angela” ottiene la nomination ai David di Donatello. Sempre nel 2009, è sul piccolo schermo con il Checco Zalone Show. Nel 2011 è protagonista del Resto Umile World Tour, a cui segue l’omonimo programma televisivo. Nello stesso anno, Checco Zalone torna al cinema segnando i primi record al botteghino con Che bella giornata, superati da Sole a catinelle (2013), che risulta il film più visto dell’anno, e da Quo vado? (2016), tuttora il film italiano più visto di sempre al cinema. Zalone esordisce alla regia con Tolo Tolo (2020) che fa registrare il maggior incasso nella storia del cinema italiano nel primo giorno di programmazione. Con Tolo Tolo l’artista pugliese si aggiudica anche i primi due David di Donatello, quello per la Migliore canzone originale (“Immigrato”) e il David dello spettatore.
Ci avevano preparato, in occasione della presentazione del cartellone 22-23: la nuova stagione del “Teatro Incanto” sarebbe stata quella del grande salto, “un invito – dichiarava il direttore artistico Francesco Passafaro – a superare i limiti di una programmazione prettamente amatoriale, provando a produrre degli spettacoli che hanno voglia di uscire dalla città ed essere presentati in giro per la regione e, perché no, anche per l’Italia visti i temi trattati”. E così è stato. Basta riflettere sullo spettacolo andato in scena ieri sera: poco più di un’ora di emozioni intense, di un recitato vibrante ed intenso, grazie anche ad una preparazione attenta degli attori, per restituire al pubblico in sala, chiamato ad animare il dibattito al termine della rappresentazione, pagine della storia recente del nostro Paese. Immagini e parole intrise di valori da preservare, custodire e tramandare nel nome della memoria di uomini che hanno sacrificato la vita per la democrazia e la legalità, anche per le giovani generazioni che non ne conoscono l’essenza. E che spettacoli come quello scritto e diretto da Francesco Passafaro hanno il grande merito di tramandare e rinnovare.
“Giovanni e Paolo, gli antieroi” – andato in scena domenica e in replica fino a domani alle 10.30 per le scuole superiori – è uno spettacolo intenso, capace ti toccare le corde dell’emotività e della riflessione su temi sempre attuali che appartengono alla storia recente del nostro Paese, e con esse alla nostra memoria collettiva.
A oltre 30 anni dalla scomparsa dei due magistrati, si sente ancora più forte la necessità di prendere esempio da due uomini come tanti altri che hanno cambiato, in meglio, il destino del loro paese.
Andrea Camilleri ebbe modo di definirli come le nostre “Torri Gemelle”, e non a caso il sipario si alza idealmente su un altro evento drammatico, uno spartiacque nella storia contemporanea: un attentato alla democrazia, un momento in cui il mondo è cambiato e tutti ricordiamo di preciso cosa stavamo facendo nel momento in cui venivano abbattute. Esattamente come ricordiamo il momento in cui Giovanni e Paolo sono stati uccisi, sacrificati alla storia per combattere la mafia nella tutela della democrazia e della legalità, morti da eroi. Senza volerlo, perché, dice Borsellino all’amico di sempre, Falcone: “Noi siamo gente normale che vorrebbe raddrizzare quel che è ingiusto”.
In una dimensione non molto chiara, ma in un posto molto preciso, si trovano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati che stanno preparando il maxi-processo di Palermo, che porterà alla condanna di centinaia di sospettati per associazione a delinquere.
Sul palco, domenica, Roberto Malta a interpretare Paolo Borsellino, Michele Grillone nei panni di Giovanni Falcone, alternati – rispettivamente – negli altri spettacoli da Francesco Passafaro e Stefano Perricelli.
I due magistrati, certi di fare semplicemente il proprio dovere, sono consapevoli che quello che stanno facendo avrà un’enorme ricaduta sul futuro del loro paese e delle loro vite, consci del fatto che sfidare la mafia non è una cosa semplice. Non hanno molto a disposizione, due scrivanie sulle quali riporre le loro importantissime carte e una fotocopiatrice, che funziona a tratti, per la quale hanno dovuto lavorare parecchio.
Quelle scrivanie e quella fotocopiatrice dalle quali dipenderà il loro destino e quello di tutto il nostro paese. Ma durante la loro conversazione giunge a colloquio una donna molto misteriosa, una donna che dice di sapere tutto quello che gli sta accadendo e che gli accadrà e che è venuta per capire se i due magistrati vogliono conoscere il loro futuro. Si tratta di Marta (interpretata da Francesca Guerra ed Elisa Condello), che ad alcuni è sembrata un angelo, ad altro la voce di una coscienza che viene dal passato: ed è stato interessante scoprire proprio nel dibattito successivo le diverse visioni, che Passafaro ha lasciato volutamente libere di spaziare senza ingabbiare il personaggio in alcuna definizione.
Giovanni e Paolo, dapprima scettici, capiscono che la donna è realmente informata di fatti segretissimi, di fatti che dovrebbero conoscere soltanto loro e decidono di darle ascolto; quello che accadrà di lì in avanti ha dell’incredibile e andrà a sconvolgere le menti e i cuori dei due protagonisti e del pubblico che sta ad ascoltare. Al termine dello spettacolo, anche una video intervista di una donna presente in Via D’Amelio durante l’attentato che costò la vita al giudice Borsellino: si tratta di Carlotta, giovanissima all’epoca dei fatti.
Uno spettacolo rivolto a chi vuole ricordare l’opera di due uomini coraggiosi, di due persone con un fortissimo senso del dovere che sono state lasciate sole nel momento più importante, proprio quando avevano più bisogno di sostegno e che vuole aiutare la società moderna a non dimenticare.
Un momento importante, come sottolineato anche nel corso del dibattito sviluppato con interesse e partecipazione al termine dello spettacolo realizzato in particolare per le scuole secondarie. E domani l’ultima matineé.
Inizia domani mattina al Teatro Rendano di Cosenza l’allestimento delle scenografie della prima assoluta e unica tappa al Sud della commedia musicale 𝐕𝐚𝐧 𝐆𝐨𝐠𝐡 𝐂𝐚𝐟𝐞́, uno straordinario spettacolo che sta incantando le platee di tutta Italia, in scena venerdì e sabato, con due matinée per le scuole alle ore 10:00 (già al tutto esaurito) e 2 serali per tutti alle ore 21:00, per i quali sono disponibili i biglietti online su ticketone.it e nei punti Ticketone (Cosenza: Inprimafila, via G. Marconi n.140).
𝐕𝐚𝐧 𝐆𝐨𝐠𝐡 𝐂𝐚𝐟𝐞́ è un’opera multigenere scritta e diretta da Andrea Ortis, firma geniale del musical italiano, già regista della spettacolare “Divina Commedia Opera Musical”, che racconta momenti della vita del celeberrimo pittore olandese e della sua arte, con la consulenza artistica di Gianni Musacchio.
Lo spettacolo mette insieme un grande cast di attori: lo stesso Andrea Ortis è M. Luise Philippe, con lui Floriana Monici (Madame Odille), Chiara Di Loreto (Mademoiselle Aline), Giulio Maroncelli (Luc); nel corpo di ballo, Lavinia Scott (Eugenie), Serena Origgi (Vanille), Rebecca Erroi (Juliette), Lucrezia Zizzo (Camille).
Inoltre, si avvale dell’ orchestra dal vivo diretta dal Maestro Antonello Capuano (chitarra), con Matteo Iannaccio al violino, Angelo Miele al pianoforte, Marco Molino alle percussioni, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso, e del corpo di ballo del coreografo Marco Bebbu. Suggestiva è l’ambientazione, con uno spazio scenico allargato alla platea progettato da Gabriele Moreschi, atmosfere luminose e visive di Virginio Levrio. Grandi proiezioni animate 3D avvolgono spettatore e scena, trasformandola in una “Notte Stellata” o in un “Campo di grano”, altre volte coinvolgendo l’habitat scenico in una vera e propria trasformazione in giallo “Girasole” o in lilla “Iris”, immergendo gli spettatori nella Parigi di metà ‘800, nelle lande desolate del Borinage o nei parchi parigini dell’en plein air, nelle assolate campagne di Arles o tra i vicoli di una formicolante Montmartre.
L’utilizzo di proiezioni animate 3D su diversi livelli, sottolinea Ortis, “immerge tutti, all’interno di paesaggi multimediali e delle atmosfere pittoriche, portandoli dentro i quadri di Van Gogh, toccandone la filosofia, il costrutto, l’anima, le sue manie e le sue paure”. Oltre ad alcuni dei più famosi dipinti, le proiezioni riguardano anche molti schizzi e bozzetti presenti in alcune sue lettere; inoltre, favoriscono il cambio di paesaggi e la trasposizione in immagini degli stati d’animo dei protagonisti. Il viaggio nel tempo è scandito in tre macro-periodi della vita del pittore: quello Olandese, culminato con il dipinto “I mangiatori di patate”, quello Parigino e l’ultimo, quello dell’esplosione del colore ad Arles e della sua prematura scomparsa, con lo sfondo musicale dei più grandi parolieri e cantanti francesi, tra cui Edith Piaf, Charles Aznavour, Mireille Mathieu, Yves Montand.
Van Gogh Cafè, realizzata dalla Mic – Musical International Company, produttrice esecutiva Lara Carissimi, aprirà con il format “Opere d’Arte”, che propone ogni anno grandi spettacoli legati alla Letteratura o a personaggi della storia e dell’Arte, la 37° edizione di Fatti di Musica, il Festival-Premio del Live d’Autore diretto e organizzato da Ruggero Pegna, con il Patrocinio di Comune e Provincia di Cosenza. Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza, premierà l’Opera come “Migliore Produzione dell’anno”.
“Da 37 anni – afferma Pegna – oltre ai live di big della musica italiana e internazionale, cerco di proporre in Calabria eventi di altissimo spessore artistico e culturale, autentiche Opere Moderne imponenti e affascinanti, il meglio delle produzioni del genere con record di presenze e possibilmente, spettacoli mattutini riservati alle scuole; ancora una volta abbiamo avuto il tutto esaurito delle repliche scolastiche con largo anticipo e ci stiamo avviando anche al sold out delle repliche serali”.
Questi gli istituti di tutta la Calabria che nelle mattinate di venerdì e sabato invaderanno il Rendano: I.C. Sabatini di Borgia, I.T.C. La Palma di Corigliano Rossano, I.C. Rogliano di Cosenza, I.C. Fagnano/Mongrassano di Fagnano Castello, I.C. Perri-Pitagora di Lamezia Terme, I.O.S. Polo Arberesh di Lungro, Licei Classico ed Artistico di Luzzi, I.C. Rogliano di Marzi, I.C. Alvaro di Melito Porto Salvo, I.I.S. Pizzini/Pisani di Paola, Liceo Statale Galilei di Paola, I.C. di Rende Centro, I.C. De Coubertin di Rende Commenda, I.C. di Rende Quattromiglia, I.C. Parenti di Rogliano, I.I.S. Piria di Rosarno, I.C. Marvasi-Vizzone di Rosarno – San Ferdinando, I.C. Cornelio di Rovito, I.I.S. LC-ITCG di San Marco Argentano, I.C. Rodari di Soveria Mannelli, I.C. Montalcini di Spezzano Albanese, I.I.S. di Tropea. Tutte le informazioni sono disponibili al tel. 0968441888, alla pagina facebook Van Gogh Commedia Musicale e al sito www.ruggeropegna.it.
«Non posso che esprimere soddisfazione per la firma del protocollo che ha portato alla nascita dell’Azienda unica ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, attraverso la fusione dell’Azienda Pugliese-Ciaccio e dell’Azienda Mater Domini, dando vita così al più grande polo sanitario della Calabria e a uno dei più grandi del Mezzogiorno. E lasciano ben sperare, per un incremento dell’offerta sanitaria nell’area centrale della Calabria, anche gli obiettivi prefissati che prevedono, oltre alla nascita di una scuola di specializzazione per l’emergenza-urgenza, anche l’attivazione di un polo pediatrico comprensivo di un nuovo reparto di neuropsichiatria infantile. Un obiettivo, quest’ultimo,
per il quale mi sono a lungo speso anche personalmente con il rettore De Sarro».
Lo dichiara il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo in un comunicato stampa, intervenendo sulla nascita dell’azienda unica Renato Dulbecco di Catanzaro e richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire un’offerta sanitaria adeguata a tutte le realtà territoriali calabresi e, soprattutto, a quella particolarmente disagiata del Vibonese.
«Proprio questi importanti obiettivi – che mi auguro trovino effettiva realizzazione nel breve periodo – mi inducono a ribadire con ancora maggiore convinzione la necessità di perseguire con ogni mezzo la garanzia del diritto alla salute su tutti i territori regionali. Specie nelle aree, come la provincia di Vibo Valentia, che scontano una condizione di particolare abbandono e arretratezza sul piano sanitario. Non abbiamo lesinato denunce, nei giorni scorsi, rispetto alla necessità di offrire anche ai cittadini vibonesi un adeguato accesso alle cure, attraverso l’intervento sulle tante problematiche che interessano il comparto: dai ritardi nella costruzione del nuovo ospedale, alle liste d’attesa dai tempi biblici, dalla carenza di personale sanitario ai disagi che investono gli utenti del Pronto soccorso della città capoluogo e tanto altro ancora. In risposta ai quesiti posti, abbiamo però ricevuto ancora una volta solo annunci e promesse poco convincenti. Adesso è ora di passare ai fatti. I cittadini sono ormai esasperati da proclami e inviti alla responsabilità che, dopo decenni di attese, hanno il sapore della beffa. Non è più tempo di annunci, lo ribadiamo spesso, ma la sanità vibonese adesso più che mai ha bisogno di segnali concreti e fatti tangibili. L’operazione che è stata compiuta a Catanzaro dimostra che quando c’è la volontà politica di ottenere un risultato, anche gli ostacoli che sembrano insormontabili possono essere superati. Lo stesso deve ora avvenire per la realtà vibonese a cominciare dall’avvio dei lavori del nuovo ospedale e dall’intervento sulle carenze delle altre strutture sanitarie del territorio: da Vibo a Tropea fino a Serra San Bruno. Ogni titubanza e incertezza su questo fronte comprometterà ancor di più il diritto alla salute e, soprattutto, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Al MarRC la presentazione del romanzo “Uluc Alì. Il rinnegato” di Nicodemo Misiti
E venerdì l’architettura di Anton y Gaudì spiegata da Renato Laganà
Continuano gli appuntamenti culturali al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Giovedì 23 febbraio, infatti, sarà presentato in sala conferenze il volume di Nicodemo Misiti “Uluç Alì. Il rinnegato”, nell’incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria.
Il romanzo storico, pubblicato per la casa editrice Dionigi, è incentrato sulla figura di Giovanni Dionigi Galeni rapito dai turchi nel 1536. «Tommaso Perri – spiega l’Autore – è un professore universitario e archeologo, che entra in possesso di un antico diario che ha come protagonista Giovan Dionigi Galeni, nato a Le Castella nel 1519 e catturato dai Turchi in una delle tante scorrerie che hanno insanguinato le coste del Mediterraneo. Affascinato dal personaggio, passato alla storia come Uluç Alì, decide di ripercorrere i luoghi delle vicende narrate. Ben presto – continua Misiti – il protagonista si renderà conto di essere sulle tracce di un misterioso tesoro, un libro e una pergamena e di non essere solo nel perseguirne il ritrovamento».
A discutere con l’autore saranno presenti il prof. Fabio Auddino, docente all’Università Telematica Pegaso, ed il dott. Rocco Sgrò, presidente dell’Associazione culturale C.E.M.I.
Venerdì 24 febbraio, alle ore 17:00, l’Associazione culturale Calabria Spagna ci condurrà per mano in un viaggio nel modernismo catalano con il percorso artistico di Anton y Gaudì. Dopo i saluti a cura della presidente dell’Associazione, Rosa Italia Fontana, il prof. Renato Laganà, già docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, illustrerà l’opera del famosissimo architetto spagnolo.
«Non si ferma la ricca programmazione del MArRC – commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. Dopo i giorni festosi del Carnevale, durante i quali il Museo si è colorato delle maschere gioiose dei bambini, continuano i fortunati approfondimenti culturali resi possibili grazie alla continua sinergia con le associazioni del territorio. Sono esperienze che qualificano l’identità del Museo come luogo di produzione e diffusione di conoscenza. Ringrazio il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e l’Associazione Calabria Spagna, che insieme ad altri enti e associazioni rendono il MArRC sempre più dinamico e inclusivo per tutto il territorio».
Il Museo è aperto dal martedì alla domenica (lunedì chiuso), con orario continuato dalle ore 9:00 alle 20:00, ultimo ingresso ore 19:30.
Dopo la magnifica navigata di domenica, l’Arca di Noè della Comunità Parrocchiale di Gallico Superiore è pronta a risalpare oggi pomeriggio, martedì 21 febbraio 2023, con la stessa rotta: superare con speranza la tempesta del CoviDiluvio e raggiungere la salvezza, la pace e l’armonia tra i popoli. Un forte messaggio che verrà lanciato con la sfilata del carro allegorico per le vie di Gallico Superiore, Gallico Marina e del centralissimo Corso Garibaldi di Reggio Calabria.
Il percorso del carro prevede il raduno alle ore 15.00 a Gallico Superiore in Piazza San Biagio ed il trasferimento in sfilata fino alla Piazza Madonna della Grazia. Successivamente il carro si sposterà a Gallico Marina, in via Mercato, nei pressi della scuola media “Boccioni”, e riprenderà il percorso a piedi lungo la Via Marina. Terminato tale tragitto, il carro raggiungerà Piazza Garibaldi a Reggio Calabria intorno alle ore 17.00 e ripartirà con un nuovo percorso pedonale lungo il corso Garibaldi, fino a Piazza De Nava. Durante la sfilata sono previsti momenti di animazione, musica e balli sociali per bambini ed adulti.
Nelle intenzioni della comunità parrocchiale che promuove l’evento, l’immagine dell’Arca di Noè richiama la salvezza dopo il diluvio universale operata da Dio con la partecipazione degli uomini. Un desiderio di impegno – quindi – dopo la tempesta del covid, della crisi e delle guerre, per un mondo più giusto, bello e in pace, dove tutti possono vivere in armonia e felici. Siamo tutti invitati a vivere questa esperienza. Sull’arca della ripartenza c’è posto per tutti e la gioia di essere insieme deve contagiare ogni persona!
L’iniziativa è promossa dalle Parrocchie San Biagio e San Nicola di Bari di Gallico Superiore, dal L’HubOratorio, in collaborazione con gli istituti scolastici di Gallico e la scuola di danza “Real Dance”, e grazie alla preziosa disponibilità della famiglia Morena che ha concesso l’utilizzo di un’ampia location per l’allestimento del carro.
La farmacia, uscita dalla fase emergenziale, si è mostrata forte e capace di stare al passo con i cambiamenti. Sulla scia di questo adattamento della professione, i farmacisti hanno dimostrato che possono andare oltre la semplice dispensazione del farmaco e avvicinare il cittadino ad usufruire dei servizi sanitari in maniera più veloce.
Il convegno di quest’anno vuole evidenziare queste nuove possibilità per la farmacia ed evidenziare come il farmacista può essere una figura importante e fondamentale per lo sviluppo del sistema sanitario.
I relatori che quest’anno parteciperanno al convegno sono nomi noti nel mondo della farmacia. Sarà presente Pierangelo Fissore, Strategic marketing management executive Master de il Sole 24 ore Business School, Head of Marketing Comunication presso UniNetFarma.
Il suo intervento riguarderà la farmacia come centro di un grande processo evolutivo, caratterizzato da significativi cambiamenti degli attori della sua filiera ma anche dalle regole del mercato farmaceutico. Tutto questo comporta una nuova visione della farmacia e nuovi approcci da acquisire per far fronte ai cambiamenti e intercettare e soddisfare nuove tendenze di mercato.
A seguire interverranno Lorenzo Lani, CEO presso Ekofarma s.r.l. e Marco Cadau, Project Manager Ekofarma s.r.l., che discuteranno di come trasferire alcuni concetti, già presenti in molti retail organizzati, in modo da creare vantaggi competitivi. Quali strategie possono attivare le farmacie per migliorare il proprio retail.
Per la prima volta in Calabria, interverrà al convegno Marco Grespigna, Executive Manager, Imprenditore/Startupper ed Esperto di Strategia, Organizzazione ed Innovazione. La sua relazione sarà improntata sull’evoluzione di una impresa-farmacia: piccola o grande che sia, passa dalla corretta esecuzione di semplici ma determinanti azioni che devono, necessariamente, essere decise e guidate dal leader/imprenditore/farmacista ed eseguite da un Team motivato e consapevole. Lo speech verte sulle scelte indispensabili per dare vita alla “magia” del cambiamento.
Concluderà i lavori Emanuele Mormino, Coach e CEO Pharmaway, il quale metterà in luce come il farmacista, finora troppo individualista deve cambiare visione, ragionando sul valore aggiunto del team, che se ben organizzato può sicuramente sviluppare al meglio l’Azienda Farmacia.
Avrà il compito di moderare i lavori, Viviana Verbaro, Giornalista RAI Radio 1.
Di questi temi si parlerà in occasione del convegno “Il Farmacista: da Clark Kent a Superman – Come diventare un Supereroe!”, organizzato da Federfarma Catanzaro il 4 marzo prossimo presso l’Hotel Lamezia di Lamezia Terme, dalle 9.30 alle 16.30. Sarà un’importante occasione per i farmacisti di confrontarsi con gli altri attori del sistema e condividere proposte e progetti per migliorare l’assistenza sanitaria nel nostro territorio, valorizzando il ruolo e le potenzialità delle farmacie.