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Di seguito la nota del dipartimento Tutela della salute e servizi socio-sanitari della Regione Calabria. al lavoro per sbloccare la situazione sul mancato riconoscimento dell’indennità una tantum agli operatori del 118 che hanno prestato servizio durante l’emergenza Covid, a causa della mancata attuazione dell’accordo sindacale risalente al 2020.
“In merito alla questione del mancato riconoscimento dell’indennità una tantum al personale che ha prestato servizio nel 118 durante l’emergenza Covid, è doveroso precisare che la struttura commissariale, fin dal suo insediamento, ha adottato ogni iniziativa necessaria per risolvere la problematica relativa al mancato pagamento dell’indennità una tantum al personale del Servizio sanitario regionale”.
E’ quanto si legge in una nota del dipartimento Tutela della salute e servizi socio-sanitari della Regione Calabria. “In particolare – prosegue il comunicato – a fronte della mancata attuazione dell’accordo sindacale risalente al 2020, sono state individuate e stanziate risorse specifiche con provvedimenti, consentendo in tal modo di riconoscere la suddetta indennità a tutti i lavoratori dipendenti del Ssr. L’indennità è stata commisurata al livello di rischio della struttura in cui i lavoratori avevano prestato la propria attività lavorativa nel periodo emergenziale e ciò ha consentito di dare attuazione all’accordo per il personale dipendente del Ssr”.
“A seguito di tale procedura sottolinea la nota – sono stati poi adottati i decreti di trasferimento dei fondi a tutte le Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere della Regione. Relativamente al personale che presta servizio presso il 118 con rapporto di lavoro convenzionato, si è reso necessario invece predisporre uno specifico provvedimento, che è stato trasmesso ai Ministeri affiancanti per una preventiva valutazione”.
“La struttura commissariale – conclude la nota – ritiene di aver individuato un’adeguata soluzione del problema ma che ora è al vaglio dei ministeri della Salute e del Mef e ad esito della suddetta interlocuzione con i ministeri, verranno quindi adottati ulteriori provvedimenti da parte di questa struttura”.
La Città Metropolitana di Reggio Calabria, insieme al Comune, all’Autorità Portuale dello Stretto e alla Camera di Commercio, ha presentato alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano il nuovo programma crocieristico che, dal prossimo aprile, trasformerà il porto cittadino in un punto d’approdo per navi da crociera Luxury.
Con il consigliere delegato metropolitano alla Cultura, Filippo Quartuccio, il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, e l’assessora comunale allo Sviluppo Economico, Angela Martino, l’assessora alla Cultura e al Turismo Irene Calabrò, anche Mario Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, e Ninni Tramontana, presidente della Camera di Commercio reggina, partner istituzionali dell’ambizioso progetto di sviluppo, si sono intrattenuti in una partecipata conferenza, presso lo stand allestito a “FieraMilanoCity”, dal titolo “Reggio Calabria: rinnovata meta turistica. Valorizzazione del passato e prospettive per il futuro”.
«E’ l’ennesima occasione – ha detto Quartuccio – in cui la Città Metropolitana si impegna per valorizzare bellezze e potenzialità del nostro territorio». Per il sindaco Brunetti, attraverso le crociere di lusso, «si aprono prospettive di crescita molto importanti». «La nostra offerta – ha detto – può vantare peculiarità difficili da ritrovare nel resto del mondo. Fra storia, cultura e antichi borghi, Reggio è un luogo in cui si può sciare guardando un mare in cui tuffarsi anche nel giorno di capodanno, considerati clima e temperature particolarmente favorevoli».
Anche l’assessora Martino, pensando alla Bit 2023 di Milano, ha parlato di «una grande opportunità molto attesa dagli operatori turistici e commerciali di Reggio». «Da qui – ha spiegato – possono nascere collaborazioni e momenti di crescita per le nostre aziende sotto un profilo economico e imprenditoriale. L’arrivo delle navi da crociera, in questo senso, non farà altro che stimolare, ulteriormente, l’inventiva dei nostri imprenditori che hanno dimostrato grande capacità di resistenza negli anni duri della pandemia».
Soddisfatta l’Assessora alla Cultura e al Turismo Irene Calabrò che ha parlato di Reggio Calabria come «rinnovata meta turistica pronta a riscoprire e valorizzare adeguatamente il patrimonio culturale, storico ed artistico presente sul territorio, cominciando proprio dalle nuove opportunità offerte con le attività previste dall’Autorità Portuale che favoriranno l’approdo delle navi da crociera luxury. Un risultato – ha spiegato Calabrò – ottenuto in maniera sinergica con le istituzioni oggi presenti alla Bit, che mette concretamente alla prova tutta la programmazione ed i risultati ottenuti in questi anni. Un percorso che quindi responsabilizza tutti noi, istituzioni, operatori commerciali ed in generale tutti i cittadini, a fare ancora meglio per proporre un’offerta turistica sempre più completa e variegata, improntata al principio dell’accoglienza come caratteristica proverbiale del nostro territorio».
Il presidente dell’autorità portuale, Mario Mega, si è soffermato sulle strategie di sviluppo per il porto di Reggio: «Quello crocieristico – ha affermato – è sicuramente un asset da incentivare e promuovere. Il territorio ha molte destinazioni interessanti, con potenzialità appetibili ad un crocierismo di lusso in cerca di un turismo lento e sostenibile. Stiamo riqualificando il porto per creare un punto d’accoglienza privilegiato per questi turisti. Bisogna sicuramente puntare sull’incredibile offerta portuale dello Stretto nel suo insieme».
«La Camera di Commercio – ha, quindi, aggiunto il presidente Ninni Tramontana – ha creduto fortemente in una strategia che porta Enti ed istituzioni a dialogare su un settore strategico che può dare tanto per la crescita economica del territorio». «Il comprensorio – ha concluso – sta cercando di farsi trovare pronto all’appuntamento con le crociere di lusso. Un comprensorio ricco di opportunità, variegato nelle possibilità da offrire ai crocieristi attraverso la cultura, i borghi, il turismo esperienziale e quello sportivo. Diversi punti di forza che, se messi insieme, possono davvero rappresentare una nuova destinazione».
Cinque persone sono state denunciate e 73 volatili sequestrati nell’ambito di una attività di controllo svolta dal Nucleo investigativo dei carabinieri forestale (Nipaf) di Cosenza e della stazione carabinieri forestale di Rossano in alcuni comuni del cosentino. In particolare l’attività dei militari si è concentrata su alcuni soggetti già noti per la detenzione di avifauna residenti a Corigliano-Rossano, San Pietro in Guarano, Castrovillari, Luzzi, Trebisacce e Roggiano Gravina. In alcuni casi sono stati trovati in loro possesso dei cardellini, specie particolarmente protetta dalla convenzione di Berna che ne vieta la cattura, detenuti in gabbie e privi di qualsiasi anello identificativo e quindi di dubbia provenienza. In un caso è stato anche trovato e sequestrato un esemplare di Merlo comune detenuto in una voliera in giardino. I cardellini, come spesso accade per altre specie appartenenti alla famiglia dei fringillidi, sono commercializzati nel mercato clandestino dopo essere stati catturati con mezzi non consentiti. I controlli sono stati eseguiti alla presenza del servizio veterinario per la valutazione delle condizioni di salute degli animali. Gli uccelli sequestrati sono stati trasferiti nel Centro recupero animali selvatici (CRas) di Rende, e il giorno dopo rimessi in libertà. (ANSA).
(ANSA) – CETRARO, 11 FEB – Il corpo senza vita di una donna di 67 anni è stato trovato all’interno di un pozzo, in località Ceramile nel territorio del comune di Cetraro, in provincia di Cosenza. Ancora ignota la dinamica dell’accaduto. Secondo quanto si è potuto apprendere, la donna soffriva da tempo di problemi di salute. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella di un suicidio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per il recupero della salma oltre che i sanitari del 118 che hanno constatato il decesso della donna. I carabinieri stanno procedendo ad effettuare tutti gli accertamenti del caso. A chiamare i soccorsi sono stati i familiari della donna deceduta. (ANSA).
(ANSA) – CATANZARO, 11 FEB – E’ tornato in libertà il presunto boss di Cetraro Franco Muto. Lo ha deciso – come scrive la Gazzetta del Sud – il magistrato di sorveglianza di Sassari che ha disposto il differimento della pena per il “re del pesce”. Muto, 81 anni, condannato a 20 anni di carcere con sentenza definitiva per associazione mafiosa lo scorso anno, era da mesi rinchiuso nell’istituto penitenziario di Tempio Pausania. Recentemente il suo legale, Michele Rizzo , aveva presentato un’istanza corredata da documentazione medica per chiedere che lasciasse la cella per le condizioni precarie di salute incompatibili con la detenzione in carcere. Franco Muto ha lasciato nel pomeriggio di ieri in penitenziario di Tempio Pausania per raggiungere la sua abitazione di Cetraro dove, in passato, ha già scontato gli arresti domiciliari. Nel carcere sardo, Muto stava espiando la condanna a 20 anni di carcere comminatagli nel processo “Frontiera”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro contro la sua cosca attiva oltre che sul controllo del mercato ittico lungo la fascia tirrenica cosentina anche nel racket delle estorsioni e nel traffico di droga.
PRIMO PIANO
Reggio Calabria,
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 11 FEB – Undici condanne, due assoluzioni e tre prescrizioni. Si è concluso in Corte d’Appello a Reggio Calabria, per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, il processo di secondo grado nato dall’inchiesta “Edera” che, nel giugno 2019, aveva portato all’arresto di 30 persone accusate, a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina. L’indagine del Ros aveva dimostrato come il porto di Gioia Tauro non è l’unico sistema attraverso cui le cosche calabresi fanno entrare la cocaina in Europa. In collaborazione con la polizia colombiana, con quella olandese e con la gendarmeria francese, i carabinieri infatti avevano individuato una serie di soggetti, alcuni dei quali ritenuti collegati con la ‘ndrangheta della Locride, dediti al narcotraffico internazionale di sostanze stupefacenti anche in virtù della presenza di propri referenti in Sud America. La droga acquistata in Sudamerica era destinata alla vendita principalmente in Lombardia, ma anche in Veneto dove i boss della Locride hanno stabili rapporti con ambienti malavitosi locali. L’inchiesta prendeva le mosse dall’operazione “Reale” contro la cosca Pelle ed era stata coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Giuseppe Lombardo e dal pm Antonio De Bernardo, oggi in servizio a Catanzaro. La Corte d’Appello reggina ha sostanzialmente confermato le accuse della Dda. Sono stati condannati Marco Arcuri (16 anni e 8 mesi di carcere), Giuseppe Bellocco (16 anni), Pasquale Calabria (15 anni e 11 mesi di reclusione in continuazione con un’altra sentenza di condanna emessa dal gup di Milano nel 2015), Francesco Cosimo Calabria (14 anni e 7 mesi), Francesco Germanò (17 anni e 4 mesi), Andres Felipe Grisales Gomez (10 anni), Alessandro Manno (19 anni e 7 mesi in continuazione con un’altra sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Milano nel 2013), Giuseppe Punteri (4 anni e 8 mesi), Prifti Rezart (12 anni) e Francesco Trimboli (5 anni e 4 mesi). Assolti Rosario Musitano e Domenico Strangio difesi rispettivamente dall’avvocato Giampaolo Catanzariti e da Mirna Raschi e Vincenzo Nobile. La Corte d’Appello ha dichiarato la prescrizione per Alessandro Infanti, Claudio Catanzariti e Raffaele Mandarano.
È stato un incontro emozionante quello che si è tenuto sabato 11 febbraio presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Nostro – Leonida Repaci”. Gli studenti dell’Istituto, nell’ambito del percorso di Educazione Civica sui “Diritti dell’uomo”, hanno avuto la straordinaria opportunità di ascoltare e conversare con l’On. Pietro Bartolo.
Medico chirurgo, specializzato in ginecologia, dal 1992 al 2019, anno in cui è diventato membro del Parlamento europeo, si è occupato delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza. Sostenitore dell’accoglienza di immigrati e richiedenti asilo e della necessità di corridoi umanitari contro la tratta degli esseri umani, ha preso parte come ospite a diverse trasmissioni televisive italiane.
A presentare l’On. Bartolo è stata la Dirigente scolastica Maristella Spezzano che ha ringraziato l’On. per il trentennale impegno civile nel campo delle migrazioni, che rappresentano la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo, e per il grande esempio di coraggio, di tenacia e di altruismo nel combattere quotidianamente contro l’indifferenza, in aiuto di chi fugge da guerre, dittatura, miseria, cercando di curare non solo le ferite del corpo, ma anche le ferite dell’anima. Tra i presenti all’incontro il sindaco Giusy Caminiti che ha parlato del ruolo avuto nell’accoglienza dei profughi dalla comunità di
Lampedusa, dalla quale si dovrebbe prendere esempio. Un’emozionata professoressa Versarci ha poi introdotto l’intervento dell’On. Bartolo e moderato il confronto con gli studenti.
L’On. Bartolo ha poi preso la parola iniziando a raccontare la sua storia, storia che lo vede innanzitutto come cittadino di Lampedusa e, prima ancora di diventare medico, pescatore. Ha raccontato ai ragazzi dei suoi tristi primati da medico, come quello relativo al numero delle ispezioni cadaveriche. Proprio in questi momenti ha mostrato ai ragazzi il suo volto più umano, il volto di chi spesso ha avuto paura, ha pianto e ha, perfino, pensato di lasciare tutto. Si è chiesto più volte perché il mondo non vedesse tutte le atrocità a cui lui invece doveva guardare dritto in faccia.
Ha raccontato di quei “maledetti sacchi”, quelli che lui odiava tanto. Quelli che apriva con la paura di trovarci dentro un bambino, e molto spesso purtroppo era così. Quei sacchi mostravano bambini vestiti a festa, perché stavano per arrivare in un mondo nuovo, in quella Europa che avrebbe dovuto accoglierli.
Ha raccontato di quella che lui ha definito la “malattia del gommone”, frutto del trasporto delle persone
insieme alle taniche di carburante.
Ha raccontato di quel 3 ottobre 2013, di come, reduce da un’ischemia celebrale, abbia comunque scelto di stare in prima fila e abbia salvato la vita a Kebrat, una ragazza creduta morta. Sì, perché l’On. Bartolo ha voluto raccontare ai ragazzi anche le storie positive e piene di speranza. Come quel bambino nato su una motovedetta a cui è stato legato il cordone ombelicale con un laccio delle sue scarpe.
Lui che nel 2016 si è ritrovato su un red carpet per aver preso parte al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che ha vinto l’Orso d’oro al 66º festival di Berlino e ha ottenuto una candidatura nella categoria “Miglior documentario” agli Oscar 2017, non vuole essere chiamato eroe, “perché non c’è nulla di eroico nell’aiutare gli altri, dovremmo farlo tutti! ”
“Desidero esprimere un pubblico ringraziamento al poliziotto della Squadra Volante della Questura di Catanzaro che nella serata di ieri, sebbene non in servizio, ha sventato un furto d’auto nel centro storico del Capoluogo. L’agente ha rischiato di rimanere ferito e il furto non si è consumato grazie anche all’intervento di una pattuglia dei Carabinieri. Un gesto di coraggio che rende onore all’impegno profuso da chi difende la legalità e rafforza la sicurezza e l’ordine pubblico sul territorio.
Sono grato alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che contrastano quotidianamente la criminalità e salvaguardano i diritti dei cittadini”.
Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso.
In prossimità del Natale, al Porto delle Grazie, si sono inaugurate due nuove aree attrezzate: un parco giochi per bambini e un’area sportiva e fitness. Ambedue hanno trovato spazio nelle pinete centrali del porto, rimesse a nuovo, dopo diverse settimane di potatura e pulizia, dal sottosuolo e fino a diversi metri di altezza.
Giorni di festa per le famiglie, con numerose presenze in più in porto e una grande partecipazione. Aree verdi, rimesse a nuovo e impreziosite, dalla presenza di nuovi arredi e attrezzature, tutti in legno (in minima parte, in materiale riciclato e riciclabile), per far giocare i bambini all’aperto e dare ai più grandi la possibilità di fare esercizio fisico e tenersi in forma, in uno scenario quasi unico.
La scintilla dell’inaugurazione ha avuto un seguito e, così, il giorno dell’Epifania, è arrivata la Befana in porto, per la gioia dei più piccoli, i quali, grazie a delle bravissime animatrici, hanno potuto condividere divertenti attività ludiche e attività creative, i cui frutti ora faranno bella mostra nelle case. Il giorno dopo, inoltre, sotto la guida del prof. Fausto Certomà, si è tenuto in porto il Primo Meeting di Atletica Leggera “Città di Roccella”: corsa campestre e discipline ginniche in pineta, esercizi nella nuova area fitness, gare di corsa in banchina, salto in alto e salto in lungo, con la intelligente “rigenerazione” di un purtroppo desueto campo di bocce.
Anche questi due giorni, hanno visto una grandissima partecipazione di famiglie e di bambini, felici di poter
vivere tempo di qualità, aria pura e attività divertenti in compagnia.
Tale e tanta la partecipazione di persone e famiglie che il Porto ha pensato ci volessero più postazioni a sedere perché i genitori possano vigilare, più comodi, anche sugli eccessi di vivacità dei loro piccoli. Ad aggiungersi a quelle esistenti, sono state così realizzate nuove panchine di design. Appena montate, da vedere e provare.
Vedono ambo i lati della pineta, fronte mare e lato giochi. Insieme agli altri arredi, pure aggiunti, ora c’è tutto.
Un insieme di cose, per la comunità, immerso nelle pinete del porto, più belle che mai.
Il Porto delle Grazie continua ad aggiungere tessere al suo mosaico, per attrarre anche le future generazioni di diportisti e riempirsi ancor più di vita e di gioia di vivere, come testimoniano le immagini del cuore grande dei bambini che ora pulsa nel polmone verde dell’approdo roccellese.