Il mare è un vero moltiplicatore economico e la Calabria conferma questa vocazione, secondo gli sviluppi ottimistici del Rapporto Nazionale sull’Economia del mare: curato da Unioncamere e il Centro Studi delle Camere di Commercio Tagliacarne, registra nel 2021, 2.712 imprese – il cinque per cento delle attività commerciali della provincia – comprendenti più ambiti connessi alla “blue economy”: dalla filiera ittica a quella cantieristica; dalla movimentazione di merci ai servizi di alloggio e ristorazione. Secondo quanto riportato dal presidente Antonino Tramontana, Reggio Calabria esprime un potenziale fruttuoso, raggiungendo il 27,3 per cento delle imprese blu calabresi. Va inoltre considerato, come rilevato dallo studio, che il settore richiama a sé anche interventi legati alla tutela ambientale: biodiversità e incremento delle energie rinnovabili marine rientrano tra le aree di investimento del Pnrr, garantendo inoltre un’estensione di carattere occupazionale che già raggiunge i novemila addetti; impiegati nell’ambito della logistica e della circolazione delle merci, grazie agli intensi traffici del Porto di Gioia Tauro, conducono il peso dei ricavi alla vetta del settanta per cento sull’intera economia locale.
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Esattamente un anno fa esprimevamo la nostra preoccupazione per la gravissima situazione che stava vivendo Giancarlo Pittelli, avvocato, già parlamentare, imputato nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’ alla ‘ndrangheta di Vibo ma, soprattutto, uomo privato della libertà personale in attesa di giudizio”, così in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani. “Oggi di anni ne sono trascorsi oltre tre. Tre anni in cui l’imputato, innocente per la nostra Costituzione fino al terzo grado di giudizio, non è stato privato solo della libertà, e sarebbe già sufficiente, ma ha avuto la vita privata, pubblica e professionale letteralmente distrutta. Non si può non pensare a un accanimento giudiziario, vergognoso per uno Stato di diritto. Oggi, finalmente, ma sempre troppo tardi, è prevalso il buon senso, il buon senso di una giustizia che non è pregiudiziale ma cerca di perseguire la verità giudiziaria preservando l’onore e il rispetto del cittadino. Per questo motivo riteniamo l’annullamento dell’obbligo di dimora per Giancarlo Pittelli una buona notizia ma una buona notizia soprattutto per la giustizia. Possiamo solo sperare che l’uomo Pittelli possa avere la forza di ricostruire il suo percorso, di vita e professionale. Un plauso al collegio dei difensori, gli avvocati Gian Domenico Caiazza, Guido Contestabile e Salvatore Staiano per non aver mollato e non aver perso la speranza in una giustizia giusta”, concludono. (ANSA).
Il sostituto procuratore generale Marisa Manzini ha chiesto la conferma dell’ergastolo per i presunti boss Pino e Luciano Scalise, padre e figlio, già condannati in primo grado quali mandanti dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso avvenuto la sera del 9 agosto 2016 a Lamezia Terme. Il pg ha chiesto, inoltre, la condanna a sette anni per Andrea Scalzo (un ricalcolo della pena di otto anni e due mesi comminata in primo grado), e la conferma delle pene per Angelo Rotella, 8 anni e 4 mesi; Vincenzo Mario Domanico a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Il procedimento, denominato Reventinum, riguarda la faida che si è sviluppata tra i paesi situati sulle pendici del monte Reventino nel Lametino. Secondo l’accusa, come formulata dalla Dda di Catanzaro, gli Scalise, padre e figlio, “in concorso morale e materiale tra di loro, quali capi dell’omonima cosca ed in qualità di mandanti, e con il killer Marco Gallo deliberavano l’assassinio dell’avvocato Pagliuso, incaricando per la materiale esecuzione il loro sodale Marco Gallo, killer della cosca, che cagionava la morte dell’avvocato Pagliuso”, ucciso nel giardino dell’abitazione alla quale il legale aveva appena fatto ritorno. Il delitto sarebbe stato commesso perché l’avvocato Pagliuso era ritenuto dagli Scalise responsabile di aver agevolato e favorito il rivale Domenico Mezzatesta, sia nel processo che vedeva quest’ultimo, insieme al figlio Giovanni imputati del duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, sia nel periodo della latitanza di Domenico Mezzatesta. (ANSA).
“L’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, nei soli 4 mesi, da settembre a dicembre scorsi, di attivazione degli accordi quadro Consip per l’acquisizione delle nuove tecnologie a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in sostituzione di quelle obsolete indicate nella ricognizione del 2021, è riuscita a realizzare già il 73,5%, 36 sui 49 previsti, degli interventi ammessi a finanziamento”. Lo riferisce una nota diramata dalla stessa Azienda sanitaria provinciale reggina. “Sono state, infatti, completate entro dicembre 2022 – si aggiunge – le operazioni di installazione, collaudo e formazione degli operatori di ben 36 ecotomografi di ultimissima generazione, di cui tre cardiologici 3D, due cardiologici, tre ginecologici e 28 multidisciplinari, che sono serviti ad integrare le dotazioni tecnologiche tanto degli ospedali quanto dei servizi ambulatoriali territoriali. Una boccata di ossigeno che consentirà alle strutture aziendali di erogare prestazioni di alto livello in termini di diagnostica ad ultrasuoni. Contestualmente, in coerenza con le finalità del programma ‘Next generation Eu’, sono in corso le operazioni di smaltimento secondo i principi ambientali perseguiti dallo stesso programma, di tutte quelle dotazioni strumentali che ormai avevano ampiamente superato il tempo di vita utile. A metà del mese di gennaio, inoltre, sono state attivate le vetrine sulla piattaforma Mepa per gli acquisti delle apparecchiature telecomandate Rx digitali destinate a potenziare le attività di diagnostica per immagini radiologica delle quattro strutture ospedaliere aziendali. Anche in questo caso l’Asp di Reggio Calabria ha provveduto tempestivamente ad emettere gli ordinativi di fornitura delle apparecchiature finanziate e si è in attesa dei sopralluoghi dei fornitori per la valutazione delle opere necessarie per la predisposizione dei locali e degli impianti tali da garantire l’attivazione delle nuove attrezzature in ambienti idonei ad esaltarne le caratteristiche innovative e performanti. L’impegno eccezionale del commissario straordinario, Lucia Di Furia, anche nelle vesti di soggetto attuatore esterno rispetto alla Regione degli interventi previsti dal Pnrr, e del dirigente ingegnere clinico aziendale, Carmelo Minniti, responsabile di ben 49 interventi di ammodernamento tecnologico per la sostituzione di altrettante grandi tecnologie, unitamente alla Direzione strategica dell’Asp di Reggio Calabria ed alle altre strutture aziendali coinvolte, ha consentito quindi di attivare in soli pochi mesi ordinativi per oltre l’80% delle risorse finanziate sullo specifico intervento, con innegabili ricadute sulla qualità e tempestività delle risposte assistenziali da fornirsi all’utenza della provincia reggina”. “Un impegno – è detto ancora nella nota – che si sta focalizzando anche su tutte quelle tecnologie purtroppo escluse dal Piano nazionale di ripresa e resilienza ma che innegabilmente necessitano di investimenti straordinari al fine di rendere più attuale ed omogenea la dotazione di strumentazioni biomedicali nelle diverse strutture aziendali”. (ANSA).
L’apertura della “Bit 2023” di Milano, prevista per domenica prossima, segnerà una grande novità per la Città Metropolitana ed il Comune di Reggio Calabria che, nella prima conferenza prevista per le 15:30, presenteranno le nuove opportunità legate al turismo crocieristico di lusso. “Reggio Calabria: rinnovata meta turistica. Valorizzazione del passato e prospettive per il futuro”, infatti, è il titolo della conferenza alla quale prenderanno parte, nello stand allestito a “FieraMilanoCity”, Carmelo Versace, sindaco metropolitano facente funzioni, Paolo Brunetti, sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Irene Calabrò, assessora comunale alla Cultura, Antonino Tramontana, Presidente della Camera di Commercio reggina, Mario Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, e Fabrizio Sudano, Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio e la provincia di Vibo Valentia.
Il confronto servirà ad approfondire la stretta collaborazione fra gli enti coinvolti che, a partire dal prossimo primo aprile, si concretizzerà con l’attracco di navi di lusso sulle banchine del porto cittadino. Un’occasione imperdibile di crescita e sviluppo, costruita negli ultimi mesi in cui si sono susseguiti incontri e sinergie con i principali buyers e tour-operator di settore che hanno avuto modo di conoscere l’incredibile offerta del nostro territorio, anche attraverso un partecipato “Fam trip” che ha attraversato la storia, le bellezze, le eccellenze paesaggistiche, naturalistiche ed enogastronomiche del nostro territorio. Ed a proposito di enogastronomia, prima del dibattito, lo stand della MetroCity ospiterà un momento di degustazione di prodotti tipici dolciari che consentirà un ulteriore approccio fra i nove operatori presenti ed i portatori d’interessi delle aziende internazionali presenti alla prestigiosa Borsa internazionale del Turismo.
Porto di Gioia: licenziato Segretario di Orsa Porti. Sciopero di 24ore
«La Confederazione ORSA, unitamente a tutti i Comparti che la compongono, esprime solidarietà al Segretario Nazionale di ORSA PORTI Domenico Macrì, raggiunto da un provvedimento di licenziamento “politico/sindacale” ampiamente annunciato, confezionato all’uopo con motivazioni evidentemente pretestuose». «A nulla – scrive il sindacato in una nota – è valsa la tentata mediazione della Segreteria Generale dell’ORSA con la nuova proprietà della Medcenter Container Terminal S.p.A. operante nel porto di Gioia Tauro, azienda per cui Domenico Macrì lavora da oltre vent’anni con serietà e professionalità, sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Il management della MCT S.p.A., avvezzo a scegliersi la controparte sindacale, non ha mai fatto mistero dell’insofferenza nei confronti del Sindacato di Base che non accetta la concertazione a perdere e si pone a testa alta per la difesa dei diritti, delle tutele e dei salari continuamente minacciati dall’atteggiamento padronale che la direzione della MCT S.p.A. ha mostrato sin dal primo momento. Bisognava arrestare l’avanzata dell’ORSA che nell’azienda vanta una significativa rappresentanza ed ha ristabilito il senso della dignità operaia, era necessaria un’azione esemplare per mettere il bavaglio al Sindacato di Base, colpirne uno per educarne cento! A pagare le conseguenze del disegno autoritario aziendale il Segretario Nazionale dell’ORSA, licenziato dopo mesi di provocazioni e vessazioni, con motivazioni che nelle sedi legali dimostreremo essere pretestuose e finalizzate a ottenere un fronte sindacale accondiscendente a danno dei lavoratori.
Sorprende il silenzio delle Organizzazioni Sindacali sedute al tavolo delle trattative, al netto delle diversità di vedute, di fronte all’arroganza padronale il sindacato dovrebbe compattarsi a prescindere in difesa delle libertà sindacali, se si consente l’escalation dell’’autoritarismo prima o poi toccherà a tutti passare dalle forche caudine. Difenderemo Domenico Macrì in tutte le sedi e con tutti gli strumenti sindacali e legali a disposizione, fino a ristabilire giustizia, democrazia e libertà sindacali nel Porto di Gioia Tauro. Una prima azione di sciopero di 24 ore che coinvolgerà i dipendenti della MCT S.p.A. è programmata per il prossimo 20 febbraio, azioni di denuncia e di protesta saranno organizzate dall’ORSA in tutto il territorio nazionale. Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori con la cultura dei diritti e della dignità a partecipare massicciamente ad ogni azione di protesta per evitare un licenziamento ingiusto che, se resta impunito, sarà l’incentivo per successive arroganze padronali che in tempi di liberismo osceno possono essere arginate solo con la lotta unitaria dei lavoratori».
La solidarietà dell’USB Calabria
«Apprendiamo con sdegno del licenziamento di Domenico Macrì, segretario nazionale di Orsa Porti e storico sindacalista all’interno del Porto di Gioia Tauro. Conosciamo Mimmo da molti anni, stimandolo per il suo impegno sindacale e per la sua ferma posizione a difesa dei lavoratori portuali e non solo, e per questo non riusciamo a credere alle motivazioni con cui la MCT giustifica questo atto. Siamo convinti siano solo meri pretesti per liberarsi di una spina nel fianco, e che ci troviamo di fronte ad un licenziamento politico, un atto di repressione antisindacale contro il quale manifestiamo la nostra indignazione. La Confederazione regionale USB esprime la sua totale solidarietà a Mimmo e all’OrSa Porti, organizzazione con cui da tempo abbiamo avviato un dialogo e la condivisione di analisi non solo delle problematiche del lavoro portuale ma anche, più in generale, di quelle della Piana di Gioia Tauro. Riteniamo che questo sia un attacco al sindacalismo non concertativo, per questo lo viviamo come un’aggressione anche alla nostra organizzazione e saremo al fianco di Mimmo e dell’OrSA Porti fino a quando non otterremo la revoca di questo atto scellerato».
Unire le forze per costruire, migliorandola insieme, un’offerta turistica sempre in grado di rendere sempre attrattivo e coinvolgente il territorio della Sila Catanzarese e i suoi villaggi montani. E’ quanto si ripropongono di fare, anche alla luce della rinascita di interesse per uno degli angoli paesaggistici e ambientali più suggestivi dell’altipiano, gli operatori turistici – albergatori, ristoratori e commercianti – che hanno dato vita all'”Associazione Operatori Sila Piccola”. Obiettivo del nuovo sodalizio, che avrà sede a Taverna e sede logistica a Villaggio Cutura, è quello – spiegano – soprattutto di sensibilizzare e valorizzare la Sila catanzarese lavorando alla promozione e alla crescita di un turismo di qualità, sostenibile e responsabile. “In tal senso – precisano gli animatori dell’associazione – si intende agire sul fronte delle attività turistico ricettive attraverso lo sviluppo del turismo sociale e la promozione turistica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, gastronomico, ambientale e naturale, nonché delle tradizioni locali. La ‘mission’ sarà quella di costituire un’unica cabina di regia in grado di coordinare le varie attività a carattere turistico, ricreativo e culturale, nonché nei settori dello sport, comprese discipline e attività di carattere ambientale e di promozione sociale che si andranno a svolgere sul territorio allo scopo di valorizzare le tradizioni culturali collegate alla Sila Catanzarese, al recupero delle tradizioni popolari ed artigianali, favorendo le opportunità di sviluppo”. Altro importante obiettivo posto alla base delle attività sarà la creazione di un unico brand territoriale da veicolare attraverso una campagna di promozione assieme alla realizzazione di un calendario unico di eventi concordato con tutte le realtà locali. L’associazione, la cui adesione è aperta a tutti i soggetti economici locali, è già iscritta all’albo degli enti del terzo settore e conta tra i propri soci fondatori Mario Talarico, che ha assunto la carica di presidente, Carmine Angotti (vicepresidente) e i consiglieri Giovanni Talarico, Salvatore Piccoli, Alberto Scalzo, Davide Bianchi e Pierluigi Mancuso.
(foto Ansa Calabria)
È stata fissata l’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Francesco Cuzzocrea, di 62 anni, detto “Nicolino”, l’imprenditore ucciso il 20 ottobre del 2019 dal cugino Antonino Cuzzocrea, di 54 anni. Arrestato dai carabinieri nel giugno scorso, quest’ultimo dovrà comparire il 22 marzo davanti al gup Karin Catalano che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei suoi confronti dalla Procura. Stando alla ricostruzione della Procura di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, l’omicidio consumato in contrada Rosario Valanidi, nella zona pedemontana della città, sarebbe avvenuto “per motivi abietti e futili -si legge nel capo di imputazione – dovuti a banali dissidi familiari connessi all’acquisto di un fondo agricolo, alla gestione di un consorzio di irrigazione e alla ristrutturazione e assegnazione di loculi all’interno di una cappella funeraria di famiglia”. Secondo le indagini coordinate dai pm Walter Ignazitto e Alessandro Moffa, l’imputato avrebbe attirato “suo cugino Francesco Cuzzocrea in un terreno adiacente alle loro rispettive abitazioni sabotando o comunque manomettendo il sistema di irrigazione del suddetto terreno”. Subito dopo gli avrebbe sparato colpendolo con diversi colpi di arma da fuoco. Mentre Antonino Cuzzocrea, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Filomena Saccà, risponde dell’omicidio e della detenzione delle armi utilizzate per uccidere il cugino, la Procura ha chiesto il processo per altri quattro imputati tra cui la madre del presunto assassino, Antonia Foti, di 75 anni, accusata di minacce nei confronti del nipote, figlio della vittima. Secondo i pm, rivolgendosi al nipote, infatti, la donna avrebbe detto: “Perché non te ne vai da qui anche tu? Non ti è bastata la fine di tuo padre? Vuoi fare anche tu la sua stessa fine?”. È stato chiesto, infine il rinvio a giudizio per falsa testimonianza e favoreggiamento anche per Giuseppe Siclari, di 46 anni, Toedora Marcianò, di 42 anni, e Teodora Gattuso, di 57 anni. Queste ultime sono, rispettivamente, la nipote acquisita e la cognata di Antonino Cuzzocrea. (ANSA).
La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha ottenuto quasi 4 milioni di euro per 7 progetti di recupero dei beni confiscati nell’ambito del bando ‘Interventi speciali per la coesione territoriale.
Tra i selezionati, c’è il progetto “Un futuro per noi” della cooperativa sociale Rose Blu, sostenuto da Fondazione CON IL SUD, Fondazione Vismara e Fondazione Carical, che ha già permesso di avviare i lavori di ristrutturazione di un immobile confiscato e consentirà, all’interno dello stesso, la nascita di una Comunità “dopo di noi”, che accoglierà persone disabili.
Per il presidente Domenico Barresi si tratta «di un importante finanziamento che consentirà di concludere un percorso già avviato. La città metropolitana, che è la proprietaria dell’immobile confiscato dove sorgerà il Comunità “Dopo di noi”, ha partecipato e ottenuto un finanziamento che consentirà di completare tutte quelle opere necessarie per una piena ristrutturazione dell’immobile. Basti pensare alla strada d’accesso, la video sorveglianza e diverse misure fondamentali per dare massima funzionalità al progetto. I fondi del Pnrr diventano fondamentali per concludere i lavori necessari e aprire le porte del “Dopo di noi” a tanti ragazzi che, ad oggi, non hanno alcuna struttura di riferimento. «Un percorso condiviso con la Città Metropolitana – ha concluso il presidente Barresi – ed era fondamentale rispondere alle richieste del bando che prevedeva che ci fossero delle progettualità già in atto. La nostra cooperativa è rientrata in graduatoria avendo in atto il progetto sostenuto da “Fondazione con il sud”, “Fondazione Vismara” e “Fondazione Carical”».
I tempi stringono e con quest’ulteriore fondo il progetto che inizialmente sembrava un miraggio per tutto il territorio reggino è pronto a diventare realtà.
Nella serata del 2 febbraio alle ore 21.00 ora locale (ore 15.00 italiane), presso il Bali Ngurah Rai International Airport di Bali (Indonesia), è stato arrestato dalla polizia della rinomata località turistica il latitante di ‘ndrangheta Antonio STRANGIO.
Colpito dalla “Red Notice” Interpol (l’avviso di cattura internazionale per i soggetti ricercati in tutto il mondo), Antonio Strangio, 32enne, legato alla omonima ‘ndrina di San Luca (RC) e nota anche come “Janchi”, era ricercato per produzione e traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso, nell’ambito dell’operazione denominata “ECLISSI 2”, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta dal Reparto Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria.
L’indagine, naturale prosecuzione della più complessa “Operazione Eclissi”, aveva portato, nel luglio 2015, all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti a cosche della ‘Ndrangheta del vibonese e del reggino (legati al clan BELLOCCO), mentre lui si era reso latitante nel 2016 scappando in Australia da dove essendo stato naturalizzato cittadino australiano, non poteva essere estradato.
I Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, supportati dall’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) e dall’Esperto per la Sicurezza italiana a Canberra, non hanno mai mollato la presa sul latitante e al primo passo falso l’hanno catturato e con la collaborazione di Interpol Indonesia è stato, infatti, fermato a Bali, appena uscito dal paese australiano.
Al rientro in Italia dovrà la sua posizione dovrà essere valutata, fatte salve le ulteriori determinazioni che saranno assunte nei successivi gradi di giudizio.
Quella di Strangio è un’operazione che segue di poche ore la notizia, rimbalzata su tutte le testate internazionali, della cattura avvenuta a Saint Etienne in Francia di Edgardo Greco, latitante da 17 anni, noto come “chef della ‘ndrangheta” e condannato all’ergastolo per duplice omicidio.
Con Strangio sono 42 i latitanti arrestati in tutto il mondo in poco meno di tre anni dall’avvio del Progetto I Can, che sta raccogliendo i risultati di un lavoro volto a far crescere nelle forze di polizia di 13 Paesi (quelli più esposti alla minaccia) la consapevolezza della pericolosità globale dalla ‘Ndrangheta, che fino a poco tempo fa veniva considerata un fenomeno folcloristico italiano e non una potente organizzazione criminale che si è fatta impresa in tutto il mondo, che opera attraverso piattaforme criptate, paga in criptovalute e che inquina il tessuto economico e finanziario delle realtà che “colonizza”.