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Domani, al Quirinale, Alfredo Caccamo, già vincitore del premio nazionale “Giacomo Leopardi”, sarà premiato assieme ad altri 24 studenti, classificatisi tra i migliori d’Italia e diplomati con il massimo dei voti, provenienti da 14 regioni del Paese e dall’estero.
“Alfredo Caccamo, già studente della V O del nostro liceo, diplomato nella sessione estiva della maturità 2025, riceverà domani al Quirinale, il prestigioso riconoscimento di Alfiere del Lavoro, direttamente dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”: queste le parole della prof.ssa Antonella Borrello, Dirigente Scolastico del “Da Vinci”, che aggiunge: “La nomina, direttamente dalle mani del Presidente Mattarella, è uno dei più alti riconoscimenti nazionali conferiti, ogni anno, ai migliori studenti d’Italia. Sono emozionata ed orgogliosa di condividere la splendida notizia con la comunità scolastica, con la città di Reggio Calabria e con l’intera Regione. Rivolgo ad Alfredo, a nome di tutta la scuola, le più sincere congratulazioni. Questo prestigioso titolo, che premia l’impegno del ragazzo e la sua dedizione allo studio, è un’ulteriore significativa attestazione della mission del nostro Liceo, che valorizza il talento degli studenti come Alfredo e, al contempo, si adopera affinché ogni alunno possa trovare il proprio. In questi due anni alla guida del “Da Vinci” ho avuto modo di conoscere ed apprezzare Alfredo Caccamo, la cui passione per lo studio si è consolidata nelle aule di questa scuola. Un percorso liceale brillante, esempio di come talento, amore per il sapere e spirito di sacrificio possano condurre a traguardi di grande valore. Ad maiora, Alfredo!”.
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“La missione che ci proponiamo di raggiungere con eventi come questo è quello di creare una rete pubblico-privata che metta assieme le esigenze della filiera del bergamotto, con le aziende che lavorano ed esportano il prodotto, ma soprattutto, con buyers internazionali, che, grazie alla grande attività di promozione e valorizzazione del nostro oro verde, riconoscono l’inestimabile valore economico e sociale che rappresenta per l’intero territorio della Città Metropolitana”.
“Questa quarta edizione di Bergarè sarà accompagnata da eventi collaterali, appositamente programmati e voluti come il progetto DIGITALIZE che coinvolge stakeholders provenienti da otto Paesi europei, finalizzato a promuovere attività e scambi culturali sul tema della digitalizzazione e della sostenibilità del turismo, favorendo l’uso di strumenti innovativi per migliorare l’esperienza dei visitatori, attrarre nuovi target di turisti, promuovere appunto la sostenibilità e l’innovazione nel settore turistico”.
“Grazie a tutte le aziende e alle associazioni che animeranno, da qui ai prossimi giorni, una kermesse che possiamo definire istituzionalizzata, e che genererà – siamo certi – aggregazione, attrattività e grande interesse”.
Sanità in Calabria: Reggio Calabria ospita il Convegno Regionale SIAPAV-FADOI per la Medicina Vascolare e Interna
Sarà la città dello Stretto ad ospitare, nelle giornate del 24 e 25 ottobre 2025, il Convegno Regionale SIAPAV-FADOI, un evento di grande rilievo scientifico che vedrà la Calabria protagonista nel panorama nazionale della medicina vascolare e interna.
Il congresso, dal titolo eloquente «Confronti Intersocietari: gestione condivisa, multidisciplinare e moderna della patologia arteriosa, venosa e linfatica», si terrà all’E’ Hotel di Reggio Calabria e si preannuncia come un fondamentale momento di dibattito interdisciplinare dedicato alle sfide della sanità moderna.
L’evento riunirà specialisti di diverse discipline, sottolineando la necessità di un approccio integrato nella cura: Angiologi, Chirurghi Vascolari, Internisti, Infettivologi, Cardiologi, Reumatologi, Diabetologi, Fisiatri, Psicologi e Microbiologi si confronteranno per una gestione ottimale della patologia.
A dare il via ai lavori saranno il prof. Vincenzo Malacrinò, giornalista e moderatore dell’evento, e i presidenti scientifici e organizzatori, i dottori Francesco Lione e Giuseppe Luppino. La presenza dei presidenti onorari, Romeo Martini (SIAPAV) e Francesco Dentali (FADOI), conferisce ulteriore prestigio all’iniziativa.
Prevista anche la benedizione di Mons. Gianni Polimeni, un gesto che non solo testimonia il valore umano e sociale del convegno, ma ne evidenzia anche l’importanza etica e l’impatto sulla salute dei cittadini calabresi e non solo.
Due giorni di alta formazione e confronto che pongono Reggio Calabria e la sanità calabrese al centro di un dibattito scientifico di respiro nazionale, cruciale per l’evoluzione delle pratiche cliniche relative alle patologie vascolari.
Ponte sullo Stretto: Sunia chiede al Governo di ritirare la delibera del Cipess
Il SUNIA-CGIL Calabria, della Sicilia e di Messina, insieme al proprio ufficio legali di Reggio Calabria, ha analizzato con attenzione tutta la serie di importanti rilievi e osservazioni che la Corte dei Conti ha proposto nei confronti della delibera con cui il Cipess aveva definitivamente licenziato il progetto del Ponte sullo Stretto.
“Apprendiamo dalla stampa – dichiarano Giusy Milazzo, Segretaria Generale Sunia Sicilia, Francesco Alì, Segretario Generale Sunia-Cgil Calabria e Claudio Vallone, Segretario Generale Sunia Messina – che lunedì (13 ottobre) il Dipe, il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con i ministeri interessati dell’Economia, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei trasporti e con la società “Stretto di Messina”, ha depositato le integrazioni richieste, presso la Corte dei conti. Nulla di ufficiale abbiamo rinvenuto però sulle pagine istituzionali”.
“In seguito alle verifiche fatte con il nostro ufficio legale, ci preme a questo punto sottolineare – proseguono i sindacalisti – che la Corte, nel suo compito di verificare la legittimità degli atti del progetto, la conformità degli stessi alle leggi e ai regolamenti e la regolarità delle procedure amministrative e contabili, ha ricostruito la tempistica dei passaggi tra le amministrazioni, per i quali chiede importanti chiarimenti procedurali e tecnici, riferendo perplessità in ordine all’utilizzo della procedura d’urgenza (ritenendosi di classificare il ponte come opera di interesse strategico militare), ai costi e alle stime di traffico”.
In particolare, la magistratura contabile ha manifestato «la necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi» sulla delibera, atteso che «risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione difettando, a sostegno delle determinazioni assunte dal Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell’iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori». Visto che la delibera del Cipess «si appalesa più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze di dette attività, sotto il profilo sia fattuale sia giuridico».
La Corte ha così chiesto «chiarimenti in merito alle valutazioni con le quali è stata approvata la relazione relativa ai motivi imperativi di interesse pubblico; è stato preso atto dell’assenza di idonee alternative progettuali; è stata dichiarata la sussistenza di motivi imperativi di interesse pubblico legati alla salute dell’uomo e sicurezza pubblica o relative conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente».
Sono altresì stati chiesti «aggiornamenti in merito all’interlocuzione che sembra avviata, sul punto, con la Commissione europea».
In relazione agli oneri del piano economico la Corte ha manifestato gravi perplessità sul «disallineamento tra l’importo asseverato dalla società Kpmg in data 25 luglio 2025 – quantificato in euro 10.481.500.000 – e quello di euro 10.508.820.773 attestato nel quadro economico approvato il 6 agosto 2025. In riferimento alle stime di traffico sono stati chiesti chiarimenti anche in ordine alle valutazioni svolte dal Comitato in merito alle modalità di scelta della società di consulenza e agli esiti del relativo studio, anche in relazione agli approfondimenti istruttori svolti in occasione della riunione preparatoria del Cipess».
Il SUNIA, congiuntamente al suo ufficio giuridico, evidenzia che i rilievi della Magistratura contabile prendono atto di una serie di mancanze procedimentali tali da confermare la lacunosità della progettazione del Ponte sullo Stretto diretta ad accertare la sostenibilità quantomeno economica dell’opera, senza tenersi conto di tutte le criticità ambientali e comunque relative all’impatto sul territorio già evidenziate da questa Organizzazione.
La Corte ha concesso all’Amministrazione un termine fino a venti giorni per fornire le risposte ai chiarimenti chiesti, in mancanza delle quali la stessa potrà decidere allo stato degli atti, rimarcando la facoltà di ritirare il provvedimento in autotutela.
Tali ultimi incisi smentiscono pertanto le affermazioni del MIT che vorrebbe ridurre i rilievi e le richieste di chiarimenti a una mera interlocuzione con la Corte dei Conti che ha, invece, evidenziato importanti problematiche sul fondamento e sulla validità della delibera del CIPESS tali che, in assenza di risposta congruente, deciderà allo stato degli atti, ossia in forza della documentazione della quale è stata chiaramente denunciata la carenza, incompletezza e contraddittorietà.
La Corte dei Conti ha dunque confermato gran parte delle criticità rilevate più volte dalla Cgil e dal Sunia sul rispetto delle direttive comunitarie e sullo spreco di risorse. Ecco perché come già fatto dalla Cgil, chiediamo al Governo di ritirare la delibera Cipess ponendo fine ad un progetto inutile e dannoso, pieno di forzature legislative e tecniche e divisivo per il Paese che costerebbe oltre 20 miliardi, eliminerebbe migliaia di posti di lavoro, espellerebbe dalle loro abitazioni oltre 500 famiglie e peserebbe come un macigno sulle finanze del Paese.
Dopo le richieste di chiarimenti della Commissione europea al Governo sulle procedure di autorizzazione e appalto del progetto che incorrerebbero in un serio rischio di infrazione, oggi le considerazioni della Corte dei Conti. È tempo dunque di riaprire una discussione seria e trasparente sulle infrastrutture urgenti per lo sviluppo della Calabria e della Sicilia perché le priorità sono ben altre.
Sbarre (RC): automobilista perde il controllo della sua Lancia Y e si schianta contro la vetrina di un bar: 5 feriti
Paura nella serata di ieri a Reggio Calabria, lungo via Sbarre Inferiori.
Una Lancia Y blu ha perso il controllo finendo la sua corsa contro la vetrina di un bar, all’altezza del civico 249. L’impatto è stato violentissimo: l’auto ha travolto le fioriere che delimitavano l’area esterna del locale, sfondando poi il vetro dell’ingresso e provocando il panico tra i presenti.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e i Vigili del Fuoco, che hanno messo in sicurezza la zona e avviato i rilievi per chiarire la dinamica dell’incidente. Cinque le persone rimaste ferite, fortunatamente nessuna in gravi condizioni. Coinvolto anche un motociclo che si trovava nelle vicinanze.
Le cause dell’incidente restano al vaglio delle autorità, ma non si esclude un malore o una distrazione alla guida. Tanta la paura, ma per fortuna nessuna tragedia.
La “Via Lia–Vito”: quarantasei anni di attese, ritardi e opportunità sprecate
Riflessioni dell’architetto Antonella Postorino,
Responsabile Dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città
Coordinamento Grande Città di Reggio Calabria – Forza Italia
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’architetto Antonella Postorino, Responsabile Dipartimento Urbanistica e Pianificazione di Reggio e del Coordinamento Grande Città di Reggio Calabria – Forza Italia, sull’incompiuta, dopo 46 anni di attese della “Via Lia–Vito”: “È notizia recente che Reggio Calabria si collochi all’ultimo posto (106°) nella classifica 2024 di Ecosistema Urbano, il report annuale curato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
L’indagine, fondata su 19 indicatori distribuiti in sei macroaree – qualità dell’aria, risorse idriche, gestione dei rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia – restituisce un quadro critico e allarmante: quello di una città immobile, priva di segnali concreti di miglioramento, intrappolata in croniche criticità strutturali e incapace di avviare un reale percorso di trasformazione sostenibile.
Un risultato che, purtroppo, non sorprende chi conosce da vicino le dinamiche amministrative e urbane che da anni frenano lo sviluppo del territorio: assenza di una visione strategica, governance frammentata, gestione inefficiente delle risorse, progetti ciclicamente rimodulati o definanziati, spesso senza mai giungere a compimento.
Emblematico, in tal senso, è il caso della cosiddetta “Via Lia–Vito”: un’opera incompiuta che, oltre ad aver compromesso in modo irreversibile uno dei paesaggi più suggestivi della città, ha generato una vasta discarica abusiva, oggi tra le più estese e trascurate dell’area urbana.
Si tratta di un’infrastruttura solo parzialmente realizzata, priva di connessioni funzionali e di coerenza territoriale, divenuta simbolo del fallimento della pianificazione cittadina e della dispersione di risorse pubbliche.
Il progetto, già costato ingenti somme tra fasi progettuali, consulenze tecniche, lavori intermittenti e indennizzi per espropri, continua a gravare sulla collettività, generando spese ricorrenti per la rimozione dei rifiuti che si accumulano ai margini della strada.
A chiudere il quadro è la Delibera di Giunta n. 195 del settembre 2025, che dirotta altrove i fondi residui destinati all’opera e ne decreta, di fatto, l’abbandono definitivo.
Così svanisce l’ennesima occasione per restituire dignità, funzionalità e sicurezza a un quartiere che da troppo tempo attende risposte concrete. Una decisione che contraddice apertamente ogni principio di sostenibilità e lascia alle generazioni future un pesante fardello ambientale, economico e sociale.
Un quartiere dimenticato
Per comprendere appieno il valore strategico di questa arteria stradale incompiuta, è necessario osservare più da vicino il quartiere di Vito e riconoscerne le potenzialità ancora inespresse.
Situato nella periferia nord di Reggio Calabria e urbanisticamente connesso al vicino quartiere di San Brunello, Vito si sviluppa lungo un’unica direttrice: l’antica via di collegamento tra Reggio e Ortì. Un tracciato che, in origine, era una mulattiera percorsa a dorso d’asino e che, solo in seguito, è stato trasformato in strada comunale. È lungo questo asse principale che si sono formati gli abitati storici di Vito Superiore e Vito Inferiore, dai quali si diramano piccole vie di accesso a comparti residenziali costituiti da abitazioni private.
Storicamente borgo di artigiani – mattonieri e tegolai – e sede di attività produttive come fornaci per laterizi, mulini idraulici e frantoi, Vito ha mantenuto una discreta vitalità economica almeno fino agli anni Ottanta.
Oggi il quartiere conserva una prevalente vocazione residenziale, ma ospita anche importanti presìdi sociali e istituzionali: una scuola, due chiese, due impianti sportivi e due dipartimenti dell’Università Mediterranea (Ingegneria e Agraria).
Il nodo critico resta però invariato: la viabilità.
La principale arteria del quartiere di Vito, da troppo tempo, non risponde più alle esigenze della mobilità contemporanea. Si tratta di una carreggiata unica, stretta, priva di marciapiedi, con un fondo stradale dissestato e un sistema di smaltimento delle acque piovane inefficiente. Una combinazione che la rende del tutto inadatta alla circolazione urbana, generando disagi quotidiani: allagamenti frequenti, fuoriuscite fognarie, rallentamenti, rischi per la sicurezza e difficoltà di transito, soprattutto in caso di piogge intense.
La rete viaria è così fragile che anche un semplice intervento di manutenzione può isolare il quartiere per giorni, bloccando perfino i mezzi pubblici.
Questa condizione infrastrutturale compromette gravemente la fruibilità, l’accessibilità e la sicurezza dell’intera area. Lo ha dimostrato l’incendio del luglio 2023, che ha imposto l’evacuazione di diverse famiglie e rivelato un dato tanto semplice quanto inquietante: in caso di emergenza, Vito rischia concretamente di rimanere isolato.
L’unica risposta strutturale a tale isolamento resta il completamento della strada “Via Lia–Vito”, un collegamento essenziale per garantire un accesso rapido e sicuro al centro cittadino e all’autostrada.
Da oltre quarant’anni gli abitanti di Vito Superiore e Vito Inferiore attendono la realizzazione di quest’opera, ritenuta fondamentale per superare l’attuale condizione di marginalità e migliorare la qualità della vita nel quartiere.
Ripercorriamo la vicenda
La genesi del progetto risale al 1979, quando l’amministrazione comunale dell’epoca, con la delibera n. 97 del 21 dicembre, stanziò 630 milioni di lire per la realizzazione della strada “Via Lia–Vito”, concepita per collegare direttamente Vito Superiore al centro città senza attraversare l’abitato di Vito Inferiore.
Nel 1985 il progetto viene approvato e, nell’agosto del 1989, hanno inizio i lavori. Tuttavia, dopo appena un anno, i cantieri si fermano a causa di problematiche tecniche legate alla pendenza del tracciato, che impongono una modifica sostanziale al progetto originario. Una criticità tecnica, certo, ma anche il primo passo di una lunga e tortuosa odissea burocratica.
Solo nel 1996 viene approvato il piano degli espropri. Le indennità vengono depositate e si tenta di riavviare l’iter, ma bisognerà attendere quasi un decennio prima che, tra il 2004 e il 2010, venga finalmente approvato il progetto esecutivo per il completamento dell’opera.
Quest’ultimo viene affidato a tecnici esterni e rifinanziato tramite due mutui accesi con la Cassa Depositi e Prestiti: il primo, da 700 mila euro, interamente utilizzato; il secondo, da 500 mila euro, tuttora in gran parte attivo. Nel 2014 si conclude infine la procedura di esproprio.
La recente scelta di utilizzare le somme residue per altri interventi
Dopo un silenzio durato undici anni, a settembre 2025 qualcosa finalmente si muove, ma non nella direzione “giusta”. Con la Delibera di Giunta n. 195, l’amministrazione comunale decide infatti di destinare i 436.153,80 euro residui — provenienti dal secondo mutuo — ad altri interventi ritenuti prioritari, nello specifico alla manutenzione straordinaria dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche in aree urbane del tutto scollegate dal progetto della Via Lia–Vito.
Così viene sancito, di fatto, lo spostamento definitivo delle risorse originariamente destinate al completamento della strada, senza alcuna indicazione chiara sul futuro dell’opera.
Un atto che lascia irrisolto un nodo infrastrutturale che da decenni penalizza il quartiere e priva la città di un collegamento strategico atteso da quasi mezzo secolo.
Alla viabilità si aggiunge il problema della mobilità
Al cronico problema della viabilità si affianca quello, altrettanto rilevante, della mobilità pubblica.
Il quartiere è attualmente servito da una linea di autobus, ma la carreggiata troppo stretta rende la circolazione difficoltosa: i mezzi, soprattutto nei pressi del ponticello e nei tratti più angusti, provocano frequenti ingorghi, dove il doppio senso di marcia risulta di fatto impraticabile.
Paradossalmente, questi autobus trasportano ogni giorno pochissimi passeggeri — spesso non più di una decina — sollevando interrogativi sull’efficienza e sulla reale utilità del servizio, soprattutto in un contesto viario già fortemente compromesso.
Da qui nasce una riflessione necessaria: perché non valutare l’introduzione di un servizio navetta più snello e flessibile, con partenza dal capolinea di Piazzale Libertà? Una soluzione di questo tipo garantirebbe maggiore continuità, ridurrebbe l’impatto sulla viabilità locale e offrirebbe un trasporto pubblico realmente adeguato alle esigenze dei residenti.
L’apertura della strada “Via Lia–Vito” rappresenterebbe un passaggio cruciale anche da questo punto di vista. Consentirebbe infatti a molti abitanti — in particolare a quelli della parte alta del quartiere — di evitare il transito sull’attuale via comunale, decongestionando il traffico e migliorando sensibilmente la qualità della vita, specie nelle ore di punta o in occasione di eventi religiosi e festività locali.
La metafora della città che resta ferma
La vicenda della Via Lia–Vito è diventata l’emblema di un sistema amministrativo incapace di garantire continuità agli interventi strutturali. Progetti essenziali vengono rimodulati o defintiziati, lasciando incompiute le poche infrastrutture avviate e privando i cittadini di risposte concrete ai problemi di ogni giorno.
Quella che avrebbe dovuto essere un’opera strategica, capace di favorire lo sviluppo e la riconnessione di un quartiere isolato, si è invece trasformata nella metafora perfetta di un’amministrazione immobile: un progetto che invecchia nei cassetti e una speranza che si sgretola, proprio come il manto stradale di una città che continua a occupare l’ultimo posto nella classifica di Ecosistema Urbano — e purtroppo, anche nel cuore dei suoi cittadini.”, scrive nel comunicato l’arch. Antonella Postorino.
Catanzaro: ricevuta da Occhiuto alla Cittadella Regionale una delegazione della Fondazione “Tripodi”
Nei giorni scorsi si è svolto a Catanzaro, presso la Cittadella regionale, un incontro tra il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e una delegazione della Fondazione Girolamo Tripodi composta dal Presidente Michelangelo Tripodi e dal Consigliere Ivan Tripodi.
Durante l’incontro, tenutosi in un clima di grande cordialità, sono state affrontate le problematiche e le criticità riguardanti l’Ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena.
Il Presidente Occhiuto ha voluto ribadire come l’Ospedale di Polistena, rappresenti una realtà fondamentale del sistema ospedaliero della Citta Metropolitana di Reggio Calabria e dell’intera Regione Calabria, che attualmente garantisce diagnosi, cura, assistenza e degenza alla popolazione di tutta l’area della Piana di Gioia Tauro e non solo.
Conseguentemente, tale campo vasto di attività, richiede la necessità di lavorare con sempre maggiore impegno per il rilancio e il potenziamento dell’Ospedale polistenese, sgombrando, ancora una volta, il campo da voci strumentali e in malafede, che, a ogni piè sospinto, parlano di chiusura dell’Ospedale di Polistena. Come è del tutto evidente, si tratta di una polemica sterile assolutamente priva di fondamento, che alimenta solamente un ingiustificato clima di paura e di preoccupazione tra i cittadini, di cui non si avverte alcun bisogno.
A tal proposito, raccogliendo l’invito della Fondazione, il Presidente Occhiuto ha comunicato che nelle prossime settimane effettuerà una visita presso l’Ospedale S. Maria degli Ungheresi di Polistena per una verifica della situazione ospedaliera e del funzionamento dei servizi diagnostici, di cura, di assistenza e di degenza e per assumere le iniziative più adeguate ed opportune al fine di contrastare e risolvere le urgenze e le criticità che saranno individuate e valutate nel corso del sopralluogo e del confronto con i medici ed il personale sanitario, che vi opera con grande spirito di abnegazione e sacrificio personale.
A Giusy Versace i premi “Jole Santelli” ed il “Premio Annarita Sidoti in marcia verso la parità”
Il Consigliere comunale di Reggio, Mario Cardia, attraverso una nota stampa, ha espresso il proprio apprezzamento per la riuscita della 1ª Sfilata Equestre di Reggio Calabria, uno spettacolo che ha saputo coniugare passione, tradizione e promozione del territorio.
“È stata una giornata straordinaria che ha saputo coinvolgere la comunità attorno a un’iniziativa capace di unire sport e tradizione.”, ha dichiarato Cardia.
“Ricevere un riconoscimento in questa occasione è stato per me un onore che condivido con tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’evento. Un ringraziamento speciale va alla Scuderia Pizzichemi – Ceravolo – Crea per l’impegno e la dedizione nel valorizzare il mondo equestre e le nostre tradizioni, al Fiat 500 Club di Reggio Calabria e al Mood Cafè per la collaborazione e il sostegno.”, ha continuato il consigliere comunale.
“Manifestazioni come questa rappresentano un importante momento di crescita per la nostra comunità, perché mettono in rete le energie migliori del territorio e rafforzano il senso di appartenenza alla nostra città.
Sono orgoglioso di aver preso parte a una giornata che rafforza il legame tra sport, comunità e identità reggina”, ha cocnluso il consigliere Mario Cardia.









