Cinque persone sono state denunciate e 73 volatili sequestrati nell’ambito di una attività di controllo svolta dal Nucleo investigativo dei carabinieri forestale (Nipaf) di Cosenza e della stazione carabinieri forestale di Rossano in alcuni comuni del cosentino. In particolare l’attività dei militari si è concentrata su alcuni soggetti già noti per la detenzione di avifauna residenti a Corigliano-Rossano, San Pietro in Guarano, Castrovillari, Luzzi, Trebisacce e Roggiano Gravina. In alcuni casi sono stati trovati in loro possesso dei cardellini, specie particolarmente protetta dalla convenzione di Berna che ne vieta la cattura, detenuti in gabbie e privi di qualsiasi anello identificativo e quindi di dubbia provenienza. In un caso è stato anche trovato e sequestrato un esemplare di Merlo comune detenuto in una voliera in giardino. I cardellini, come spesso accade per altre specie appartenenti alla famiglia dei fringillidi, sono commercializzati nel mercato clandestino dopo essere stati catturati con mezzi non consentiti. I controlli sono stati eseguiti alla presenza del servizio veterinario per la valutazione delle condizioni di salute degli animali. Gli uccelli sequestrati sono stati trasferiti nel Centro recupero animali selvatici (CRas) di Rende, e il giorno dopo rimessi in libertà. (ANSA).
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(ANSA) – CETRARO, 11 FEB – Il corpo senza vita di una donna di 67 anni è stato trovato all’interno di un pozzo, in località Ceramile nel territorio del comune di Cetraro, in provincia di Cosenza. Ancora ignota la dinamica dell’accaduto. Secondo quanto si è potuto apprendere, la donna soffriva da tempo di problemi di salute. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella di un suicidio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per il recupero della salma oltre che i sanitari del 118 che hanno constatato il decesso della donna. I carabinieri stanno procedendo ad effettuare tutti gli accertamenti del caso. A chiamare i soccorsi sono stati i familiari della donna deceduta. (ANSA).
(ANSA) – CATANZARO, 11 FEB – E’ tornato in libertà il presunto boss di Cetraro Franco Muto. Lo ha deciso – come scrive la Gazzetta del Sud – il magistrato di sorveglianza di Sassari che ha disposto il differimento della pena per il “re del pesce”. Muto, 81 anni, condannato a 20 anni di carcere con sentenza definitiva per associazione mafiosa lo scorso anno, era da mesi rinchiuso nell’istituto penitenziario di Tempio Pausania. Recentemente il suo legale, Michele Rizzo , aveva presentato un’istanza corredata da documentazione medica per chiedere che lasciasse la cella per le condizioni precarie di salute incompatibili con la detenzione in carcere. Franco Muto ha lasciato nel pomeriggio di ieri in penitenziario di Tempio Pausania per raggiungere la sua abitazione di Cetraro dove, in passato, ha già scontato gli arresti domiciliari. Nel carcere sardo, Muto stava espiando la condanna a 20 anni di carcere comminatagli nel processo “Frontiera”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro contro la sua cosca attiva oltre che sul controllo del mercato ittico lungo la fascia tirrenica cosentina anche nel racket delle estorsioni e nel traffico di droga.
PRIMO PIANO
Reggio Calabria,
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 11 FEB – Undici condanne, due assoluzioni e tre prescrizioni. Si è concluso in Corte d’Appello a Reggio Calabria, per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, il processo di secondo grado nato dall’inchiesta “Edera” che, nel giugno 2019, aveva portato all’arresto di 30 persone accusate, a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina. L’indagine del Ros aveva dimostrato come il porto di Gioia Tauro non è l’unico sistema attraverso cui le cosche calabresi fanno entrare la cocaina in Europa. In collaborazione con la polizia colombiana, con quella olandese e con la gendarmeria francese, i carabinieri infatti avevano individuato una serie di soggetti, alcuni dei quali ritenuti collegati con la ‘ndrangheta della Locride, dediti al narcotraffico internazionale di sostanze stupefacenti anche in virtù della presenza di propri referenti in Sud America. La droga acquistata in Sudamerica era destinata alla vendita principalmente in Lombardia, ma anche in Veneto dove i boss della Locride hanno stabili rapporti con ambienti malavitosi locali. L’inchiesta prendeva le mosse dall’operazione “Reale” contro la cosca Pelle ed era stata coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Giuseppe Lombardo e dal pm Antonio De Bernardo, oggi in servizio a Catanzaro. La Corte d’Appello reggina ha sostanzialmente confermato le accuse della Dda. Sono stati condannati Marco Arcuri (16 anni e 8 mesi di carcere), Giuseppe Bellocco (16 anni), Pasquale Calabria (15 anni e 11 mesi di reclusione in continuazione con un’altra sentenza di condanna emessa dal gup di Milano nel 2015), Francesco Cosimo Calabria (14 anni e 7 mesi), Francesco Germanò (17 anni e 4 mesi), Andres Felipe Grisales Gomez (10 anni), Alessandro Manno (19 anni e 7 mesi in continuazione con un’altra sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Milano nel 2013), Giuseppe Punteri (4 anni e 8 mesi), Prifti Rezart (12 anni) e Francesco Trimboli (5 anni e 4 mesi). Assolti Rosario Musitano e Domenico Strangio difesi rispettivamente dall’avvocato Giampaolo Catanzariti e da Mirna Raschi e Vincenzo Nobile. La Corte d’Appello ha dichiarato la prescrizione per Alessandro Infanti, Claudio Catanzariti e Raffaele Mandarano.
È stato un incontro emozionante quello che si è tenuto sabato 11 febbraio presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Nostro – Leonida Repaci”. Gli studenti dell’Istituto, nell’ambito del percorso di Educazione Civica sui “Diritti dell’uomo”, hanno avuto la straordinaria opportunità di ascoltare e conversare con l’On. Pietro Bartolo.
Medico chirurgo, specializzato in ginecologia, dal 1992 al 2019, anno in cui è diventato membro del Parlamento europeo, si è occupato delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza. Sostenitore dell’accoglienza di immigrati e richiedenti asilo e della necessità di corridoi umanitari contro la tratta degli esseri umani, ha preso parte come ospite a diverse trasmissioni televisive italiane.
A presentare l’On. Bartolo è stata la Dirigente scolastica Maristella Spezzano che ha ringraziato l’On. per il trentennale impegno civile nel campo delle migrazioni, che rappresentano la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo, e per il grande esempio di coraggio, di tenacia e di altruismo nel combattere quotidianamente contro l’indifferenza, in aiuto di chi fugge da guerre, dittatura, miseria, cercando di curare non solo le ferite del corpo, ma anche le ferite dell’anima. Tra i presenti all’incontro il sindaco Giusy Caminiti che ha parlato del ruolo avuto nell’accoglienza dei profughi dalla comunità di
Lampedusa, dalla quale si dovrebbe prendere esempio. Un’emozionata professoressa Versarci ha poi introdotto l’intervento dell’On. Bartolo e moderato il confronto con gli studenti.
L’On. Bartolo ha poi preso la parola iniziando a raccontare la sua storia, storia che lo vede innanzitutto come cittadino di Lampedusa e, prima ancora di diventare medico, pescatore. Ha raccontato ai ragazzi dei suoi tristi primati da medico, come quello relativo al numero delle ispezioni cadaveriche. Proprio in questi momenti ha mostrato ai ragazzi il suo volto più umano, il volto di chi spesso ha avuto paura, ha pianto e ha, perfino, pensato di lasciare tutto. Si è chiesto più volte perché il mondo non vedesse tutte le atrocità a cui lui invece doveva guardare dritto in faccia.
Ha raccontato di quei “maledetti sacchi”, quelli che lui odiava tanto. Quelli che apriva con la paura di trovarci dentro un bambino, e molto spesso purtroppo era così. Quei sacchi mostravano bambini vestiti a festa, perché stavano per arrivare in un mondo nuovo, in quella Europa che avrebbe dovuto accoglierli.
Ha raccontato di quella che lui ha definito la “malattia del gommone”, frutto del trasporto delle persone
insieme alle taniche di carburante.
Ha raccontato di quel 3 ottobre 2013, di come, reduce da un’ischemia celebrale, abbia comunque scelto di stare in prima fila e abbia salvato la vita a Kebrat, una ragazza creduta morta. Sì, perché l’On. Bartolo ha voluto raccontare ai ragazzi anche le storie positive e piene di speranza. Come quel bambino nato su una motovedetta a cui è stato legato il cordone ombelicale con un laccio delle sue scarpe.
Lui che nel 2016 si è ritrovato su un red carpet per aver preso parte al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che ha vinto l’Orso d’oro al 66º festival di Berlino e ha ottenuto una candidatura nella categoria “Miglior documentario” agli Oscar 2017, non vuole essere chiamato eroe, “perché non c’è nulla di eroico nell’aiutare gli altri, dovremmo farlo tutti! ”
“Desidero esprimere un pubblico ringraziamento al poliziotto della Squadra Volante della Questura di Catanzaro che nella serata di ieri, sebbene non in servizio, ha sventato un furto d’auto nel centro storico del Capoluogo. L’agente ha rischiato di rimanere ferito e il furto non si è consumato grazie anche all’intervento di una pattuglia dei Carabinieri. Un gesto di coraggio che rende onore all’impegno profuso da chi difende la legalità e rafforza la sicurezza e l’ordine pubblico sul territorio.
Sono grato alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che contrastano quotidianamente la criminalità e salvaguardano i diritti dei cittadini”.
Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso.
In prossimità del Natale, al Porto delle Grazie, si sono inaugurate due nuove aree attrezzate: un parco giochi per bambini e un’area sportiva e fitness. Ambedue hanno trovato spazio nelle pinete centrali del porto, rimesse a nuovo, dopo diverse settimane di potatura e pulizia, dal sottosuolo e fino a diversi metri di altezza.
Giorni di festa per le famiglie, con numerose presenze in più in porto e una grande partecipazione. Aree verdi, rimesse a nuovo e impreziosite, dalla presenza di nuovi arredi e attrezzature, tutti in legno (in minima parte, in materiale riciclato e riciclabile), per far giocare i bambini all’aperto e dare ai più grandi la possibilità di fare esercizio fisico e tenersi in forma, in uno scenario quasi unico.
La scintilla dell’inaugurazione ha avuto un seguito e, così, il giorno dell’Epifania, è arrivata la Befana in porto, per la gioia dei più piccoli, i quali, grazie a delle bravissime animatrici, hanno potuto condividere divertenti attività ludiche e attività creative, i cui frutti ora faranno bella mostra nelle case. Il giorno dopo, inoltre, sotto la guida del prof. Fausto Certomà, si è tenuto in porto il Primo Meeting di Atletica Leggera “Città di Roccella”: corsa campestre e discipline ginniche in pineta, esercizi nella nuova area fitness, gare di corsa in banchina, salto in alto e salto in lungo, con la intelligente “rigenerazione” di un purtroppo desueto campo di bocce.
Anche questi due giorni, hanno visto una grandissima partecipazione di famiglie e di bambini, felici di poter
vivere tempo di qualità, aria pura e attività divertenti in compagnia.
Tale e tanta la partecipazione di persone e famiglie che il Porto ha pensato ci volessero più postazioni a sedere perché i genitori possano vigilare, più comodi, anche sugli eccessi di vivacità dei loro piccoli. Ad aggiungersi a quelle esistenti, sono state così realizzate nuove panchine di design. Appena montate, da vedere e provare.
Vedono ambo i lati della pineta, fronte mare e lato giochi. Insieme agli altri arredi, pure aggiunti, ora c’è tutto.
Un insieme di cose, per la comunità, immerso nelle pinete del porto, più belle che mai.
Il Porto delle Grazie continua ad aggiungere tessere al suo mosaico, per attrarre anche le future generazioni di diportisti e riempirsi ancor più di vita e di gioia di vivere, come testimoniano le immagini del cuore grande dei bambini che ora pulsa nel polmone verde dell’approdo roccellese.
Sono due donne e un uomo le eccellenze di Fiumara che sono state sono state premiate, nel pomeriggio di sabato 11 febbraio, con una cerimonia nella Sala Consiliare del Comune di Fiumara, durante la prima edizione di “Esempi di Fiumara”, iniziativa nata nel 2023, per dare un riconoscimento speciale ai cittadini che si sono distinti nel corso dell’anno precedente e che hanno dimostrato capacità eccezionali in particolari settori.
C’è chi ha conquistato il titolo di Vice Campionessa mondiale di Danza Aerea specialità Cerchio Double Junior; chi ha fornito un prezioso contributo nel migliorare e far crescere il proprio paese con lavori di bonifica, recupero, restauro, street art e murales effettuati nella propria via o nel proprio borgo, come volontario. Storie di persone che hanno fatto la differenza e si sono distinti per competenze e capacità all’interno della comunità, portando alta la bandiera Fiumarese.
Le riconoscenze non sono attribuite con cadenza fissa, ma vengono assegnate su iniziativa della Giunta Comunale composta dal Sindaco Vincenzo Bellè, dal Vicesindaco e Assessore Fortunato Calabrò e dall’Assessore Giuseppe Trombetta, per premiare persone o iniziative che giudica lodevoli.
“Un premio su cui abbiamo tutti un’attenzione speciale – ha detto il Vicesindaco Calabrò Fortunato – perché serve a ringraziare pubblicamente chi, senza clamore e a volte anche in forma volontaria o anonima, aiuta Fiumara e i Fiumaresi”.
“Dopo questi difficilissimi anni dove il Covid-19 ha fatto da padrone, – continua il Vicesindaco Calabrò – con questa prima edizione del Premio “Esempi di Fiumara”, vogliamo dare un segnale di ripartenza, di ottimismo, di positività, di partecipazione all’intera comunità di Fiumara”.
“Occorre dare risalto a tutti coloro che si mettono in gioco per migliorare il nostro paese e non solo – ha detto l’Assessore Giuseppe Trombetta – Questo Premio vuole mettere accanto realtà più piccole e non note come Fiumara, ovvero persone non note, pur offrendo un grande contributo al proprio territorio e grandi realtà che invece altrove e in Italia fanno notizia a prescindere. Siamo orgogliosi che questo Premio sia qualcosa che appartiene ai Fiumaresi e a Fiumara. Sarebbe bello esportarlo in altri paesi. Bisogna rivalutare i risultati raggiunti e i comportamenti virtuosi dei cittadini che aiutano a migliorare una città, e noi come Amministrazione Comunale di Fiumara, vogliamo dare il legittimo riconoscimento”.
“Vorremmo che da parte di tutti – ha detto il Sindaco Bellè – ci fosse un’attenzione speciale per chi si impegna e si prende cura della cosa pubblica. Solo se mettiamo in evidenza e riusciamo a dare il giusto peso a chi fa crescere Fiumara, potremmo essere di esempio per gli altri, e soprattutto per i giovani.
Questi i nomi dei premiati:
Per lo sport ha ricevuto il premio Antonella Morgante, una giovanissima che ha scalato in fretta le categorie arrivando a gareggiare per il titolo di Campionessa mondiale di Danza Aerea specialità Cerchio Double Junior “Uno sport come questo ti forma, ti insegna a non mollare. Mi sento soddisfatta così” – ha detto Antonella, con grande maturità e consapevolezza di sé.
Per aver fatto conoscere la frazione Croce di Fiumara nel mondo, attraverso la street art, i murales, i lavori artistici e idee originali, che hanno riconvertito l’intero Borgo, grazie al fascino che solo il genio artistico sa donare, il premio è andato alla Dott.ssa Maria Grazia Chirico.
Per aver incoraggiando a sviluppare il valore della cittadinanza attiva, a protezione di un bene comune, e soprattutto, a rigenerare il luogo in cui si vive, tramite i lavori di bonifica, recupero, restauro, street art effettuati nella Via Le Lamie, come volontario, ha ricevuto il premio Domenico Cosoleto.
Non sono mancati i premi ed i riconoscimenti, offerti dal Comune, per gli ospiti speciali della serata, Francesco Cotroneo, Chiara Raffa e Maria Aurora La Corte.
“Uno ad uno i premiati hanno ritirato le targa e la pergamena “Esempi di Fiumara”.
“Un grazie tangibile che rimarrà nel tempo. Perché ognuno di loro, in settori differenti, ha fatto la differenza, mettendo in campo talenti, passioni o semplicemente gesti di generosità, dimostrando grande attaccamento al nostro territorio”.
“Questi – ha concluso il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Fortunato Calabrò – solo per citare alcune delle tante storie che sono “eccellenze della normalità” presenti nella nostra comunità. Persone che, senza chiedere nulla in cambio, fanno azioni quotidiane per gli altri. In questo difficile momento storico sono questi gli “esempi di Fiumara” che ci danno la forza e la certezza che siamo una comunità solida basata su grandi valori. Dobbiamo esserne orgogliosi”.
Si è aperta sabato mattina l’edizione 2023 della Bit, il principale appuntamento fieristico nazionale dedicato al turismo, in programma da oggi fino al 14 febbraio alla Fiera Milano City. A dare il benvenuto agli operatori turistici calabresi è stato il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha così inaugurato lo stand di “Calabria Straordinaria”.
La Calabria prende parte anche quest’anno da protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2023, uno dei principali mercati dove favorire l’incrocio tra domanda e offerta tra gli operatori del settore ospitando da oggi e fino a martedì 14 febbraio oltre 500 buyer provenienti da 54 Paesi. Turismo sostenibile, responsabile e “lento” sono, in particolare, i temi rappresentativi di questa 15° edizione. La Calabria a BIT Milano 2023 è rappresentata da ben dodici tour operator, quattordici strutture ricettive, quattro associazioni, tre consorzi di imprese turistiche e un desk condiviso con associazioni locali, Pro loco e Comuni all’interno dello spazio espositivo anche quest’anno ecosostenibile, coerente con l’offerta turistica della Regione. «La Calabria deve ripartire – ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, – dico sempre ai miei collaboratori che quando riusciamo a fare delle buone cose, come attraverso questo bellissimo stand presente alla Bit di Milano che è uno dei più belli della Fiera, è sempre poco rispetto a quello che ancora bisogna fare per dimostrare le vocazioni straordinarie della nostra regione». «Dobbiamo puntare – ha aggiunto Occhiuto – su tutto ciò che la Calabria possiede, quindi anche sulle eccellenze gastronomiche. Oggi la nostra regione viene percepita spesso come turisticamente rilevante soltanto per il mare. E non è così: abbiamo i Bronzi di Riace, che sono un attrattore nazionale, abbiamo montagne e boschi straordinari, siamo la terra della Magna Graecia, viviamo in un posto dove si può sciare guardando il mare». In visita allo stand di “Calabria Straordinaria” anche il Ministro del Turismo Daniela Santanchè. «La Calabria – ha spiegato i Ministro del Turismo – è una terra meravigliosa con un potenziale pazzesco, ma dobbiamo fare ancora molto per potenziare questo settore soprattutto oggi che c’è una domanda di turismo lento e di prossimità. Io conto molto sul presidente Occhiuto, che sta facendo un ottimo lavoro, perché possa sviluppare tutti gli investimenti che stiamo mettendo in campo, quasi 1,3 miliardi del Pnrr, per poter elevare i servizi e le infrastrutture». «La Calabria – ha concluso Santanchè – ha bisogno di fare un salto di qualità per promuovere al meglio la sua offerta turistica, ma ritengo che gli interventi realizzati dalla Regione Calabria, ad esempio, sugli aeroporti siano determinanti per attrarre e per gestire al meglio i flussi turistici». Una narrazione sempre nuova quella con cui si presenta anche quest’anno la Calabria: intesa come destinazione da raccontare attraverso il Cinema. Il grande schermo come strumento di marketing territoriale sarà, infatti, al centro di un panel dedicato al Cine turismo, con la presenza di alcuni artisti che hanno raccontato e racconteranno il loro impegno in Calabria nei prossimi mesi attraverso i loro set. E non a caso l’evento di apertura odierno alla BIT 2023 di “Calabria Straordinaria” ha visto raccontare e· presentare la Calabria, méta da e per il Sud, con un focus su come il cinema contribuisce allo sviluppo turistico.
Un incontro dedicato al tema, alla presenza di alcuni dei protagonisti della prossima stagione cinematografica; artisti che hanno raccontato e racconteranno il loro impegno in Calabria nei prossimi mesi attraverso i loro set, come il regista Mimmo Calopresti, il regista ed attore Michele Placido, i registi Manetti Bros, l’attore e regista Alessandro Preziosi, l’attrice Lina Siciliano, il regista Fabio Mollo, lo sceneggiatore Nicola Guaglianone. il musicista e regista Sergio Cammariere e Anton Giulio Grande commissario straordinario della Fondazione Calabria Film Commission.
Due anni fa (era il 14 febbraio 2021) il Movimento ‘La Calabria che vogliamo’ assieme ad alcuni volontari e cittadini trascorreva la mattinata di San Valentino con un’iniziativa sociale che mirava a ridare dignità e decoro al cimitero di Modena a Reggio Calabria, sommerso dai rifiuti.
In quei luoghi sacri, dove riposano i nostri cari, era dovuto intervenire il nostro movimento a compensare l’impreparazione e l’indifferenza dell’amministrazione comunale.
A distanza di due anni, una simile iniziativa organizzata da Angela Robusti (compagna di Filippo Inzaghi, allenatore della Reggina) ha visto partecipare più di 1500 studenti, impegnati a ripulire l’area del Lido Comunale e il Rione Marconi.
Giuseppe Nucera, presidente del Movimento ‘La Calabria che vogliamo’, si complimenta per l’iniziativa e al contempo evidenzia come debba essere ancora lo spirito intraprendente di cittadini e associazioni a compensare le lacune e inefficienze dell’amministrazione comunale.
“E’ stato un bel messaggio vedere centinaia di studenti reggini, coloro che raccoglieranno il testimone e saranno protagonisti del futuro della nostra città, impegnati a ripulire alcuni luoghi della città. Apprezzabile la volontà mostrata dalla signora Angela Robusti nel portare avanti questa iniziativa, peraltro non la prima che organizza a Reggio Calabria.
Mi auguro -dichiara Nucera- che la comunita’ femminile reggina dei clubs services e delle varie associazioni prenda spunto e si faccia promotrice di altrettante buone pratiche di cui, purtroppo, si continua ad avvertire il bisogno.
Convinto, oggi come ieri, della bontà del proverbio cinese “Pulisci davanti all’uscio di casa e tutta la città sarà pulita”, mi auguro che l’amministrazione comunale possa mettere in campo azioni più incisive e una programmazione ad ampio respiro per risolvere l’annosa problematica della situazione rifiuti.
Atteso -conclude il presidente del Movimento ‘La Calabria che vogliamo’- che ogni cittadino è chiamato a fare la propria parte, differenziando in maniera corretta e mettendo la civiltà al centro dell’agire quotidiano”.