Riceviamo e pubblichiamo il documento redatto da 15 Associazioni promotrici della tavola rotonda svolta il 16 gennaio. a Palazzo Alvaro, inviata al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, riguardante le problematiche inerenti la realizzazione della linea ad AV SA-RC: “Le sottoscritte associazioni, dopo la terza partecipata manifestazione pubblica sul tema della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno – Reggio Calabria, si rivolgono a Lei al fine di ottenere che il Consiglio regionale della Calabria esamini le problematiche connesse alla realizzazione di questa infrastruttura che non rappresenta un pennacchio che i cittadini della Calabria e del Sud desiderano avere, ma è il punto d’appoggio a partire dal quale cambiare la storia della Calabria. Come Ella certamente saprà sulla necessità di realizzare l’Alta Velocità al Sud non ci sono dubbi basta guardare la carta dei collegamenti ferroviari in Europa per rendersi conto come l’Italia abbia un vuoto assoluto a Sud di Salerno. È assolutamente necessario verificare progetti alternativi, come quello del 2005 di RFI, o proposte come quella LARG, che pongono l’obiettivo di un tempo di percorrenza Roma-Stretto inferiore a 3 ore con un costo più basso. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che la linea sia progettata seguendo i criteri “dell’horizontal alignment”, adottati in tutte le parti del mondo al fine di ridurre l’estensione chilometrica rispetto al tracciato della attuale linea convenzionale, e non aumentando l’estensione. La realizzazione di una infrastruttura con queste caratteristiche (tempo di percorrenza Roma-Reggio inferiore a 3 ore), avrebbe numerosi ed importanti risultati, come testimonia la numerosa letteratura tecnico-scientifica sull’argomento: 1) una crescita del PIL così come peraltro attestato in una ricerca dell’Università di Napoli che ha rilevato come nelle regioni più ricche (con reddito pro capite sopra la media) le città dotate di stazione AV hanno visto crescere il PIL del 10% nel decennio 2008-2018 (dato provinciale) contro il 3 % delle province che hanno una distanza superiore alle 2 alle due ore da una stazione. Nelle regioni meno ricche, le città con stazione AV sono cresciute dell’8% contro lo 0.4% dei capoluoghi distanti più di due ore; 2) la linea AV, sarebbe lo sbocco lavorativo per migliaia di giovani meridionali che verrebbero coinvolti in tutte le fasi realizzative dell’opera; 3) i servizi AV garantirebbero la messa in rete delle città metropolitane calabresi (Reggio Calabria) e siciliane (Messina, Catania e Palermo) con le altre italiane così come auspicato dalla loro legge istitutiva (LEGGE 7 aprile 2014, n. 56); 4) la linea AV in esercizio garantirebbe una piena integrazione tra le regioni del Sud Italia e con le regioni del Centro-Nord, rendendo più agevole la mobilità delle persone che vivono in Calabria e Sicilia negli spostamenti per lavoro e per altri motivi, favorendo le imprese calabresi e siciliane sia nella fase di approvvigionamento della merce che nella fase di invio dei propri prodotti ai mercati di consumo; 5) l’abbattimento degli inquinanti e la convergenza verso gli obiettivi ambientali del Paese e dell’Europa, perché l’AV è la modalità a più basso impatto ambientale per passeggero trasportato tra tutte le modalità di trasporto (aereo, auto), per gli spostamenti a scala interregionale e nazionale; 6) un efficace collegamento ferroviario tra il porto di Gioia Tauro e gli interporti della penisola per il trasporto dei container in arrivo ed in partenza dal porto container calabrese. Oggi la quasi totalità dei container sbarcati a Gioia Tauro viene reimbarcata e raggiunge le destinazioni finali via mare. La linea AV porterà ad un incremento del trasporto dei container via ferrovia rendendo il porto calabrese più competitivo nel contesto internazionale e favorendo lo sviluppo di attività logistiche nel retroporto. Le maggiori preoccupazioni sulla realizzazione dell’opera derivano dalla situazione prevista dal Piano europeo Alta Velocità, presentato il 5 novembre scorso in base al quale fino al 2040 sono previsti solo lavori di miglioramento dell’attuale linea tra Praia e Paola e tra Pizzo e Villa, tra Paola e Pizzo non è previsto alcun intervento per il resto nulla all’orizzonte, e la Regione non sembra aver proposto alcuna opposizione a questa previsione, né al Ministero e nemmeno in sede di forum europeo del corridoio Scan-Med. Il tempo scorre e la linea ad Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria è sempre più una chimera. Peraltro, lascia estremamente perplessi vedere che il tratto attualmente in costruzione, Battipaglia Romagnano, abbia l’estremo di Romagnano (Latitudine: circa 40.6290 ° N) più a Nord di Battipaglia (Latitudine: circa 40.6088 ° N), come facilmente riscontrabile verificando le rispettive Latitudini, essendo ben evidente che Reggio Calabria sta a Sud di Salerno. Sembra invece evidente che il tratto in esame ben colleghi Napoli e Salerno con Potenza prima e Taranto dopo. Il problema non è fare la guerra tra i poveri. È ben giusto che si faccia una linea per Potenza e Taranto, non è giusto che venga indicata come linea per la Calabria e la Sicilia. Peraltro la linea AV per Potenza, Metaponto e Taranto, dovrebbe avere un ramo jonico sud a partire da Metaponto che colleghi con Sibari. È giunto quindi il momento di chiedere chiarezza sull’intera opera che potrà rappresentare un asse portante del traffico turistico e commerciale per la nostra regione oltre alle ricadute in termini ambientali ed economici, infatti sono trascorsi quasi 6 anni dall’inserimento del “Potenziamento, con caratteristiche ad alta velocità, della direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria” nell’elenco 1 delle opere ex art. 4, DL 32 del 18/04/2019, ma manca ancora il progetto definitivo. Non è un caso che all’interno del Documento di economia e finanza regionale 2026 – in riferimento all’AV – la Regione immagini nel breve periodo soltanto un cantiere: quello relativo al raddoppio della galleria Santomarco tra Paola e Cosenza. “Un’infrastruttura – si legge nel Documento di economia e finanza calabrese 2025 – da oltre 2 miliardi di euro che permetterà all’Alta Velocità di raggiungere Cosenza e connettersi al porto di Gioia Tauro”. L’approvazione del progetto esecutivo è attesa per i primi mesi del 2026, con immediato avvio dei lavori». Sul resto dell’opera siamo sempre nel campo delle ipotesi. E anche se nel mese scorso Webuild ha annunciato l’avvio della realizzazione di tre nuove gallerie nel 4 tratto campano, nulla di nuovo si registra su cosa avverrà a sud di Praia a Mare. Per tutti i lotti fino a Reggio Calabria finora è stato prodotto solo il documento di fattibilità delle alternative progettuali. Dunque, si capisce come siamo ad una fase molto embrionale. Mancano i progetti, ma pure i soldi. L’Alta velocità oggi potrebbe arrivare fino a qualche chilometro a nord di Praia: per completare quel tratto, come ripetuto un po’ da tutti – compreso il governatore Roberto Occhiuto – manca 1 miliardo. Altri 17 miliardi andrebbero rintracciati per costruire la nuova linea fino in riva allo Stretto. Alla luce delle su esposte considerazioni le associazioni firmatarie del presente documento chiedono che la Regione Calabria [Giunta e Consiglio] faccia chiarezza sui seguenti punti: 1) una chiara volontà dell’Ente Regione di chiedere ufficialmente la realizzazione di una linea ferroviaria ad Alta velocità che permetta di collegare Reggio Calabria con Roma in non più di 3 ore; 2) i tempi di redazione e approvazione del progetto definitivo della precitata linea ferroviaria ad alta velocità Salerno Reggio Calabria; 3) l’individuazione ed il reperimento delle fonti di finanziamento dell’intera opera 4) il crono programma delle varie fasi: progetto – gare d’appalto – realizzazione. In conclusione riaffermiamo che la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria non è solo un progetto ferroviario, ma una leva di trasformazione economica, sociale e territoriale, capace di ridurre i tempi di percorrenza, rafforzare l’integrazione tra regioni, attrarre investimenti e creare nuove opportunità per imprese, studenti e lavoratori dell’intera regione Calabria
In attesa di suoi riscontri, ed eventualmente di poterla incontrare, porgiamo i più cordiali saluti”, si legge nel comunicato inviato dalle Associazioni “Club di territorio di Reggio Calabria del Touring Club Italiano: Legambiente Reggio Calabria; Italia Nostra Reggio Calabria; WWF Reggio Calabria; Fondazione Rhegium Julii; Associazione “Incontriamoci sempre”; Gruppo Escursionisti d’Aspromonte; Archeoclub dello Stretto; Associazione Ulysses; Associazione Treni Storici e Turistici; Circolo Culturale “Apodiafazzi”; Laboratorio politico sociale “Ventotene”; Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani; Associazione Sensazioni Emergenti; Associazione Italiana Parchi Culturali Nazionale
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Parco Nazionale dell’Aspromonte: Operazione dei Forestali contro i tagli boschivi irregolari e furto di materiale legnoso
Nei giorni scorsi, nell’ambito delle attività di controllo del territorio e di tutela del patrimonio forestale ricadente nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, i militari del Nucleo Carabinieri Parco di Bagaladi, con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di Melito Porto Salvo e con l’ausilio tecnico di personale del Dipartimento U.O.A. Difesa del Suolo, Foreste e Forestazione della Regione Calabria, hanno accertato un intervento di taglio boschivo eseguito in assenza delle prescritte autorizzazioni.
L’attività investigativa ha interessato un’area di circa 10 mila metri quadri , in località “Cropazza”, nel territorio del Comune di Bagaladi, all’interno del perimetro del Parco Nazionale d’Aspromonte, caratterizzata da bosco ceduo di castagno. All’esito degli accertamenti tecnici è emerso che l’intervento aveva interessato una superficie di circa un ettaro, con una massa legnosa presumibilmente asportata stimata in circa 300 metri cubi.
Dagli approfondimenti eseguiti è stato rilevato che l’unica autorizzazione precedentemente rilasciata risultava limitata alla stagione 2022/2023, mentre le operazioni di taglio sono risultate avviate successivamente, in assenza di valido titolo autorizzativo.
Alla luce delle risultanze emerse, è stata elevata sanzione amministrativa per un importo complessivo di € 5.800 nei confronti dei soggetti responsabili a vario titolo dell’intervento (impresa esecutrice, direzione lavori e proprietà del fondo), in applicazione della normativa forestale vigente, con particolare riferimento al Regolamento Regionale previsto.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza e prevenzione messo in campo dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale dell’Aspromonte per garantire la salvaguardia degli ecosistemi forestali, la corretta gestione delle risorse naturali e il rispetto della normativa ambientale nelle aree protette, ribadendo, nel contempo, l’importanza del rispetto delle procedure autorizzative previste in materia di utilizzazioni forestali a tutela dell’equilibrio idrogeologico e della biodiversità del territorio aspromontano.
In occasione della Giornata della Memoria, si è tenuto a Palazzo Alvaro, nella sala ‘Mons. Ferro’, il “Concerto per la Memoria”, realizzato in stretta collaborazione con il Conservatorio di Musica “F. Cilea”. Oltre alle autorità militari e civili, era presente il Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro.
“Una giornata dal significato fortemente simbolico che, in un tempo di grandi conflitti, ci ricorda quali siano i valori irrinunciabili della pace, della solidarietà tra popoli e della tolleranza, di cui il mondo avrebbe bisogno” – sono le parole del Sindaco Metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, che ha aggiunto: “Non è casuale la scelta di promuovere un momento che celebrasse la giornata della Memoria in collaborazione con il Conservatorio ‘F. Cilea’; perché siamo convinti che il linguaggio universale della musica e dell’arte in generale, possa tradurre quel sentimento comune di reminiscenza e consapevolezza, affinché drammi come l’Olocausto siano da monito per arginare le ondate di odio e di discriminazione dei giorni nostri”.
“Un evento reso possibile – ha sottolineato il Sindaco facente funzioni – grazie alla bravura dei nostri professionisti del Conservatorio, che attraverso le loro note sapranno certamente ricordare ed attualizzare i valori della memoria e del ricordo; del direttore dell’Ensemble Prof. Andrea Francesco Calabrese, che ha curato anche le trascrizioni e gli arrangiamenti dei brani; del direttore Francesco Romano e soprattutto del Presidente Eduardo Lamberti Castronuovo che oggi purtroppo non è potuto essere qui”. Versace ha sottolineato a margine del suo intervento, rivolgendo un saluto al dott. Castronuovo, che la sua assenza è dovuta a problemi di salute relativi ad un intervento delicato che dovrà subire fuori città.
Il programma del concerto ha visto le esecuzioni di brani di musica sacra, di colonne sonore cinematografiche, e di toccanti testimonianze musicali dirette dell’Olocausto. L ’Ensemble si è cimentata in capolavori del cinema come il Tema da “Schindler’s List” di John Williams e Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone; ma anche brani della tradizione ebraica come Kol Simcha, Am Yisrael Chai e la danza gioiosa Warsaw Freilekhs; e testi di profonda intensità storica come Friling (Primavera) di Abraham Brudno, opera composta durante la prigionia nel campo di concentramento di Vilnius. E poi, composizioni classiche e contemporanee tra cui l’Aria e Corale dalla “Passione secondo Matteo” di J.S. Bach, la Preghiera per le vittime dell’Olocausto di Serban Nichifor e brani dai “Jüdische Lieder” di Mieczyslaw Weinberg. E per finire, l’esecuzione dell’Ensemble con le esibizioni dei solisti: Roberta Panuccio (soprano); Cecilia Popa Mare (violino) e Valentina Calarco (oboe).
L’Ensemble strumentale era composto da: Maria Teresa Surace (flauto), Gabriele Del Grande (clarinetto), Francesco Guzzi (corno), Fabrizio Canale (contrabbasso) e una nutrita sezione d’archi che include i professori Santa Galletti, Domenica Romeo, Vincenzo Aurilio, Giovanni Caridi, Attilia Cernitori e gli allievi del Conservatorio.
Reggio: il Comandante interregionale Domizi incontra i Carabinieri
Ieri mattina il Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, ha effettuato una visita istituzionale presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, a testimonianza della costante attenzione dei vertici dell’Arma nei confronti dei reparti e del personale impegnato quotidianamente nella tutela della sicurezza e della legalità sul territorio.
Accolto dal Comandante Provinciale, il Generale Domizi ha incontrato i militari dei reparti operanti sull’intero territorio provinciale, ai quali ha rivolto parole di apprezzamento per la professionalità, il senso del dovere e la dedizione dimostrati nello svolgimento delle attività istituzionali.
Nel corso dell’incontro con il personale, il Comandante Interregionale ha salutato anche i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestale, nonché i reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri operanti nella provincia e una delegazione della Scuola Allievi Carabinieri, sottolineando il valore della tradizione, della memoria e della continuità dei valori che uniscono l’Arma in servizio e quella in congedo.
Nel prosieguo della visita, il Generale Domizi ha incontrato le Autorità locali, ribadendo l’importanza della collaborazione istituzionale quale elemento fondamentale per garantire un’efficace azione a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Il Comandante Interregionale ha inoltre fatto visita all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, dove è in fase di realizzazione il Monumento al Carabiniere, opera nata dalla volontà di suggellare il rapporto tra la comunità reggina e l’Arma dei Carabinieri.
La visita si è infine conclusa con il raggiungimento di alcune Stazioni Carabinieri della provincia, dove il Generale Domizi ha incontrato i militari impegnati nel servizio di prossimità, sottolineando il ruolo centrale delle Stazioni quali presidio di legalità e punto di riferimento per le comunità locali.
Piana di Gioia Tauro: sequestrato un arsenale di armi dalla Guardia di Finanza
Nove pistole semi-automatiche, quattro a tamburo e tre pistole mitragliatrici alcune delle quali dotate di silenziatori e con matricola abrasa.
E’ un vero e proprio arsenale quello che ha scoperto e sequestrato il Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria. Il deposito di armi si trovava in un’area isolata e di difficile accesso della Piana di Gioia Tauro.
L’operazione è scaturita da un’attività di controllo economico del territorio – spiegano gli investigatori – nel corso del quale una pattuglia di militari ha notato in una zona rurale un fusto di plastica seppellito la cui parte superiore, a causa delle forti piogge, affiorava dal terreno. Notevole la capacità di fuoco dell’arsenale sequestrato, che comprendeva una mitragliatrice Uzi di fabbricazione israeliana e due pistole mitragliatrici Skorpion.
Villa San Giovanni: al via il progetto pilota “Curare con la prevenzione sanitaria a scuola”
Prenderà il via nei prossimi giorni il progetto pilota “Curare con la prevenzione sanitaria a scuola”, progetto fortemente voluto dall’europarlamentare reggina Giusi Princi, sempre vicina al mondo della Scuola ed attenta alle esigenze dei giovani, coadiuvata dalle coordinatrici scientifiche del progetto, Lorena Turano e Maria Grazia Richichi. Un’iniziativa che è stata accolta con estrema sensibilità dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, presieduto da Pasquale Veneziano, e con grande entusiasmo anche dal Dirigente scolastico Luisa Ottanà.
L’obiettivo è sensibilizzare alunni e genitori sull’importanza della prevenzione come arma vincente per la tutela della salute dei nostri giovani. Il progetto pilota si svilupperà nel periodo che va da gennaio a maggio 2026 con:
– incontri periodici su tematiche di prevenzione per studenti, genitori e personale scolastico, trattati da specialisti delle diverse branche selezionate per il progetto;
– visite specialistiche (cardiologia, ortopedia, oculistica, odontoiatria, endocrinologia), previo consenso dei genitori.
Il primo appuntamento, dal titolo “Considerazioni di prevenzione Cardiovascolare”, verrà tenuto da Mariateresa Cacciola, medico cardiologo presso l’UOC di Cardiologia del G.O.M. di Reggio Calabria, il 29 gennaio alle ore 16:30, presso l’Auditorium “Giovanni Trecroci” dell’Istituto comprensivo Giovanni XIII di Villa San Giovanni.
Il progetto “Curare con la prevenzione sanitaria a scuola” parte dalla cittadina in riva allo Stretto con la previsione di estenderlo a tutti gli istituti scolastici della Città metropolitana di Reggio Calabria e – perché no! – di tutta la Calabria.
«Il Ponte sullo Stretto non è un’infrastruttura come le altre: è una scelta di visione, un simbolo di riscatto e la chiave di quel cambiamento che il Meridione attende da decenni». Lo ha dichiarato la senatrice della Lega Tilde Minasi, intervenendo a Rivisondoli all’evento “Le idee in movimento”, appuntamento di confronto e proposta che ha riunito, lo scorso fine settimana, gli esponenti e i militanti del partito del Carroccio.
Nel suo intervento, Minasi ha rivendicato con forza l’impegno del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sottolineando il cambio di passo su opere che per anni sono rimaste ostaggio di rinvii e immobilismo: «Per troppo tempo il Sud è stato raccontato, spesso usato elettoralmente, e poi lasciato indietro. Oggi, invece, si torna a parlare di infrastrutture come leva di sviluppo, lavoro e dignità: non “contentini”, ma investimenti strutturali».
Per la senatrice, il Ponte rappresenta «quel collegamento che è sempre mancato e che finalmente può unire in modo stabile Reggio, Messina e Villa San Giovanni, creando le condizioni per una vera e vasta area metropolitana dello Stretto, con servizi integrati, nuove opportunità e una competitività capace di tradursi in crescita reale. Non si tratta – ha sottolineato – solo di accorciare distanze geografiche ma di rendere il Sud più connesso, più attrattivo, più forte».
Minasi ha quindi evidenziato le ricadute economiche e occupazionali dell’opera: «Il Ponte significa lavoro per migliaia di persone, significa filiere, indotto, imprese coinvolte, rilancio del turismo e capacità di attrarre investimenti. È un’infrastruttura che rimette al centro territori che non meritano più di essere periferia. L’opera – ha aggiunto – è seguita con attenzione anche fuori dai confini nazionali, perché il suo impatto sulla logistica e sulle connessioni del Mediterraneo è evidente».
Non sono mancate le critiche a chi sostiene che le risorse destinate al progetto dovrebbero essere utilizzate diversamente: «Troppo spesso – ha osservato – attorno al Ponte si alzano veti ideologici e resistenze di comodo. Ma qui non è in discussione una bandiera, è in discussione la possibilità concreta di cambiare destino a un’area strategica del Paese».
«Nei nostri territori lo scetticismo è ancora diffuso, ma si fa strada una convinzione nuova: che il tempo degli annunci stia finendo e che stia iniziando quello delle realizzazioni. È il segno che i fatti stanno tornando a contare. Il Ponte si farà – ha rimarcato – perché c’è una guida politica che ci crede e perché questa è la direzione giusta: avanti senza paura, con forza e orgoglio, con il Sud al centro».
Nel suo discorso, la senatrice ha poi fatto riferimento anche al tema della giustizia, ribadendo la necessità della separazione delle carriere come riforma di equilibrio e garanzia: «Uno strumento per assicurare una giustizia più equa, più credibile e realmente terza, sottratta a letture e condizionamenti di natura politica».
E la sferzata finale: «E allora andiamo avanti: facciamo il Ponte, realizziamo l’Alta Velocità, continuiamo con determinazione su questa strada. Con il lavoro della Lega e l’azione del ministro Matteo Salvini, il Sud può diventare davvero il nuovo motore del Paese: non più promesse, ma risultati. E sì, questa è la sfida: fare la storia, con orgoglio e con la forza di una comunità politica che crede nei territori».
Giovedì 5 febbraio presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria dalle ore 9.30 alle ore 13.30 avrà luogo il quinto e ultimo incontro del ciclo “Dialoghi sull’Arte” con l’artista Christian Leperino, che nel pomeriggio alle ore 17 continuerà a dialogare sui temi della sua ricerca artistica presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, diretto da Fabrizio Sudano.
Il progetto è curato da Giuseppina De Marco, Responsabile Scientifico del progetto nazionale PNRR Italian Network of Artistic Reserach, di cui è capofila l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e di cui l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Pietro Sacchetti, è partner, insieme ad altre Istituzioni accademiche italiane. La finalità del progetto è mappare l’attività di ricerca artistica all’interno delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) per creare una rete nazionale di valorizzazione e internazionalizzazione della ricerca artistica e produrre un lessico interdisciplinare della ricerca-creazione internazionale. L’Accademia di Reggio Calabria ha contribuito alla scrittura del primo glossario della ricerca artistica nel settore dell’alta formazione artistica in Italia, grazie al lavoro di ricerca di Laura Mileto, Storica dell’Arte, e di Giuseppina De Marco, curatrice del progetto, i cui risultati saranno pubblicati in un volume.
In questo ultimo incontro dialogheremo con Christian Leperino, Professore di Tecniche per la scultura contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, pittore e scultore, il quale nella sua ricerca intreccia al tema del paesaggio urbano la riflessione sul tempo, la memoria, le trasformazioni dei luoghi e delle relazioni sociali. Da bambino la sua passione per l’arte fu accesa dalla visione dei Bronzi di Riace, che scoprì nelle sue vacanze estive in Calabria. Ogni progetto artistico di Leperino deriva dal recupero delle radici culturali del proprio territorio, attraverso lo studio dell’arte del passato e dei luoghi in cui le opere sono conservate, per giungere ad elaborare linguaggi nuovi e sperimentali, in cui il codice classico si intreccia all’interiorità e all’esperienza individuale, esprimendosi tramite la manualità, maturata durante l’esperienza giovanile nelle botteghe artigiane napoletane.
Nelle sue sculture Leperino alterna alla fusione in bronzo il calco in gesso, traccia di un corpo vivente, di un oggetto, di un frammento d’arte del passato, custodito nel candore del bianco, in un dialogo tra presenza e assenza, miraggi di bellezza e macerie della storia.
Sue opere sono presenti in collezioni museali e spazi pubblici: Il sogno dell’Eroe, bronzo a cera persa di 3 metri di altezza, è stato collocato nel 2021 nel Giardino delle Camelie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Tra le più rilevanti esposizioni nazionali e internazionali: Dodici volti nel volto, cripta di San Gennaro, Duomo d Napoli (2021-2022); Abisso, site specific installation, Castello Aragonese di Ischia (2019); Babel, solo exhibition, Other size Gallery, Milano (2018); City Layers, Palais Palffy, Vienna (2015); Linee di Confine. La natura, il corpo, le città, Museo Carlo Bilotti, Roma (2015); Writings, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo (2014); Chiaroscuro, solo exhibition, Accademia delle Arti di Mosca e Accademia di San Pietroburgo (2013); Landscapes of Memory, solo exhibition, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2012); 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia (2011); Human Escape, solo exhibition, MAC-Museu de Arte Contemporanea de Niteroi, Rio de Janeiro (2010).
Nel 2015 Leperino fonda nel quartiere Sanità di Napoli il centro per l’arte contemporanea SMMAVE nella chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (XVI-XVIII sec), a lungo abbandonata all’incuria e al degrado. Grazie ad un grande lavoro volontario di recupero e valorizzazione svolto insieme agli abitanti del quartiere e agli studenti, questo antico edificio di culto è oggi diventato presidio culturale che contribuisce allo sviluppo e alla rigenerazione del territorio, un posto che avvicina i ragazzi, le scuole, le associazioni locali e tutti i cittadini attraverso laboratori didattici, visite guidate, attività artistiche legate alla musica e alle arti. Collabora con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina) di Napoli.
Ciclone “Harry”: il “Comitato Civico di Cannitello” chiede misure immediate
Il Comitato “Difesa costa Cannitello” lancia l’allarme, appellandosi alla Regione Calabria, Comune di Villa San Giovanni e Città Metropolitana, chiedendo interventi immediati per ottemperare ai danni causati alla costa, dal Ciclone “Harry”
“Fate qualcosa” e’un grido ormai straziato quello che lancia il Comitato Difesa costa Cannitello al governo della Regione, al Comune di Villa San Giovanni e a Città Metropolitana. Davanti ai nuovi danni provocati dal ciclone Harry, che si è abbattuto nei giorni scorsi devastando la costa, è ormai una corsa contro il tempo: “Non sappiamo se le nostre case sopravviveranno alla prossima mareggiata”, spiega La presidente del Comitato Marisa Celi: “E non possiamo consentire che la politica non abbia fatto nulla da oltre dieci anni, che nessuno, tra chi ha la responsabilità della manutenzione della costa, muova un dito per mettere in sicurezza le case e il Paese di Cannitello”, scrive il Comitato.
“Era metà gennaio del 2016, quando accadde la prima terrificante botta del mare. Poi, un susseguirsi di gigantesche mareggiate che hanno prodotto tra i torrenti Piria e Santa Trada prima, e poi fino allo Zagarella, danni su danni. Senza fine. Fino a colpire anche il centro abitato di Cannitello. L’uragano Harry è stata l’ultima goccia: nuovi danni, nuove distruzioni, ma sempre “nell’indifferenza generale”, continua il Comitato.
“Il governo non c’è, si rammaricano molti fra quanti sono stati colpiti dal ciclone. Famiglie lasciate sole, oggi come dieci anni fa. La presidente del Comitato ricorda la storia dell’erosione: “Non sono danni causati dalla natura brutta e cattiva. Sono danni causati dall’opera dell’uomo, dalla irresponsabilità delle istituzioni che hanno varato un progetto che prevedeva barriere e pennelli, senza alcuno studio preventivo. Queste barriere, cominciate per proteggere un complesso di villette nuove e poi l’abitato di Porticello, hanno distrutto la linea di costa e mangiato in pochissimo tempo per intero oltre venti metri di spiaggia a sud. Ma quel che è peggio, è che i lavori sono stati cominciati e lasciati a metà. “Oggi sono 10 anni dalla mareggiata che ha distrutto la costa, e 25 anni dai primi irresponsabili interventi dell’uomo sulla linea della costa. E non è stato fatto ancora nulla per sistemare questo lungo tratto”. Mentre le risorse stanziate dalla regione Calabria per mettere in sicurezza quel tratto di costa non hanno prodotto alcun risultato e sono addirittura sfumate. Avrebbero potuto essere utilizzate anche le risorse del Pnrr, se ci fosse stata un minimo di volontà politica di fare qualcosa e riparare i danni”, prosegue il Comitato.
“Il Comitato di Difesa della costa di Cannitello costituitosi proprio per chiedere di mettere in sicurezza case e cittadini ha lottato strenuamente per anni: finendo sempre “rimbalzato” dal muro di gomma dei vari governi. Città metropolitana: ancora assente. Comune di Villa San Giovanni: ancora assente. Regione: assente. Governo centrale: mai pervenuto. Indifferenza totale”, si legge ancora nel comunicato del Comitato.
“Gli abitanti sono stati abbandonati. Solo a sud del torrente Zagarella, alle porte del Paese, è stato fatto dal comune di Villa un piccolo ripascimento. Poca cosa, che il mare mangia ogni inverno, Chi abita tra Santa Trada e il Piria invece si è dovuto arrangiare da solo, ma il mare avanza ancora e rischia di sommergere tutto.”, conclude il Comitato “Difesa costa Cannitello”