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Reggio: inaugurato il “Calabrie Fes Festival – Pensiero in movimento dal Sud”
Al Sud la terra non trema soltanto sotto i piedi, ma anche dentro le parole. È quanto si è avvertito ieri pomeriggio, 4 febbraio, a Reggio Calabria, con la prima giornata del Calabrie Fes Festival – Pensiero in movimento dal Sud, una due giorni di incontri, riflessioni e visioni, la cui prima sessione si concluderà oggi, 5 febbraio, allo Spazio Open.
Filosofia, economia e storia: il pensiero del Calabrie Fes
Il Calabrie Fes Festival è promosso dall’Osservatorio Da Sud, insieme a Spazio Open, Med Media e al quotidiano culturale CULT – Cultandsocial.it, media partner dell’iniziativa.
«Il Festival nasce in Calabria, dall’impegno dell’associazione Cabalovo – ha spiegato Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio Da Sud presentando il Festival – ma non resta confinato nei suoi confini geografici. Si tratta di un progetto che parte dal Sud per interrogare il presente e provare a immaginare il futuro. Un vero e proprio laboratorio di sperimentazione culturale, capace di costruire nuovi strumenti di lettura delle criticità del nostro tempo, attraverso pensiero e azione, dimensione locale e sguardo globale».
Un percorso culturale che non si esaurisce in due giornate, ma pensato per attraversare l’intero anno, come laboratorio permanente di idee. Il Festival è strutturato, infatti, in tre sessioni tematiche annuali – Filosofia, Economia e Storia, da cui l’acronimo FES – che, dopo la prima di febbraio, si svolgeranno, rispettivamente, dal 23 al 25 giugno 2026 e dal 22 al 24 settembre 2026.
Il 1783 come spartiacque: la Calabria prima e dopo il terremoto
La prima sessione del Festival, dedicata alla Storia, si è svolta tra ieri e oggi pomeriggio, in coincidenza con l’anniversario dei grandi terremoti del 1783.
Il titolo scelto, “Lo spartiacque della Calabria: il 1783 e i grandi terremoti”, richiama un evento che ha trasformato profondamente non solo la morfologia del territorio, ma anche la storia sociale, economica e culturale della regione, lasciando segni ancora visibili nel presente.
Gino Mirocle Crisci e la geologia delle Calabrie
Ad aprire la prima giornata è stato Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria, con l’intervento “La storia geologica della Calabria e il sisma del 1783”. Professore ordinario di Petrografia, Mineralogia e Petrologia, direttore di Dipartimento e preside di Facoltà, Crisci ha guidato il pubblico in un viaggio profondo e affascinante nella storia geologica delle Calabrie.
«Ha ragione chi dice delle Calabrie – ha esordito – perché anche la geologia parla delle Calabrie. È una regione complessa, bellissima, un misto straordinario di cose».
Attraverso immagini e carte geologiche, Crisci ha mostrato borghi abbandonati come Roghudi, siti sconosciuti ai più, esempi di un patrimonio che altrove sarebbe valorizzato come attrazione mondiale.
«Le cose più belle che abbiamo sono nelle aree interne e nei borghi – ha osservato – e invece vendiamo solo il mare per un mese e mezzo all’anno».
Il racconto si è addentrato nella struttura profonda della Terra, spiegando i tempi geologici, il principio dell’attualismo, la dinamica delle placche, la formazione degli oceani e delle montagne, fino alla singolare posizione della Calabria, sospesa tra l’oceano più giovane e quello più antico del pianeta.
«Tutto ciò che l’uomo ha visto accadere negli ultimi settemila-ottomila anni – ha spiegato Crisci – dal punto di vista geologico accadrà di nuovo. Una zona sismica che ha fatto terremoti, li farà ancora».
La Calabria emerge come un mosaico di blocchi che si sollevano a velocità diverse, creando faglie e accumulando energia destinata a liberarsi sotto forma di terremoti.
«Se ci sollevassimo tutti insieme non ci sarebbero terremoti – ha detto – ma ogni pezzo va per conto suo. Mi ricorda molto la natura dei calabresi».
Secondo Crisci, il terremoto del 1783 rappresenta un punto di non ritorno: «Non possiamo contare solo i 50.000 morti causati dalle scosse. Dopo ci furono epidemie di malaria, frane, condizioni igieniche devastanti. La Calabria, da quel momento, non si è più ripresa».
Una successione di eventi sismici che, tra Settecento e Ottocento, ha colpito ripetutamente la regione, impedendo una vera ricostruzione.
Eppure, da quella stessa geologia nascono anche bellezze straordinarie: le fiumare, il “piano calabriano”, la crosta continentale affiorante, un patrimonio unico al mondo che potrebbe diventare un grande geosito internazionale.
Crisci ha chiuso con un messaggio chiaro sulla prevenzione: «Il terremoto non uccide nessuno. Uccidono le costruzioni fatte male, quello che ti piove addosso. Oggi abbiamo tecnologie che permettono di salvarci. Le abbiamo inventate noi, ma le usano i giapponesi».
La poesia tellurica di Daniel Cundari
Dopo la scienza, la parola poetica. Daniel Cundari, poeta, scrittore e performer plurilingue, fondatore della Piccola Biblioteca di Cuti a Rogliano, ha portato in scena la sua performance “Una catastrofe psicocosmica e la parola tellurica”.
Senza microfono, con il corpo e la voce, Cundari ha trasformato la memoria del terremoto in un’esperienza fisica, visiva, emotiva. Un flusso di parole che intreccia storia, letteratura, mito, attualità.
«Come la poesia, anche il terremoto ci ricorda che siamo vivi – ha detto – e ci insegna che l’uomo non è onnipotente».
La performance ha attraversato secoli e autori, da Ibico di Reggio Calabria a Miguel Hernández, da Federico García Lorca fino alle cronache del 1783.
Il pubblico è stato trascinato nello “sfacelo del mondo”, tra macerie, epidemie, tsunami, fino al racconto dei sopravvissuti che quasi si vergognano di esserlo.
E poi un’”ode” finale a Reggio Calabria, amata e odiata, grande e fragile, attraversata dai suoi quartieri, dalla rabbia e dall’appartenenza, fino all’omaggio conclusivo alla “pietra” e alla casa del padre, simbolo di resistenza oltre ogni cataclisma.
La chiusura oggi con Maria Barillà
A chiudere la due giorni, oggi pomeriggio 5 febbraio, sarà l’intervento della storica Maria Barillà, dal titolo “La ‘provvida sventura’ e il passato che non passa: i terremoti del 1783 tra aspirazioni riformistiche e persistenze”.
Storica free-lance, allieva di Angelo D’Orsi, Barillà ha collaborato con Antonio Nicaso e Nicola Gratteri ed è coautrice di studi sulla storia sociale e criminale della Calabria.
Reggio: il Movimento “La Strada” entra nell’ “Atlante della “Restanza”
È con profonda soddisfazione che il movimento politico-culturale La Strada annuncia ufficialmente il proprio ingresso nell’Atlante della Restanza, progetto nazionale dedicato alla valorizzazione delle comunità che scelgono di restare, tornare o reinventare il modo di abitare i territori.
Fondata su valori di partecipazione democratica, inclusione, tutela dell’ambiente e rigenerazione sociale, La Strada si distingue da anni per il suo impegno sul territorio, portando la politica nelle piazze e nei quartieri e lavorando per una cittadinanza attiva e responsabile.
L’Atlante della Restanza — iniziativa dedicata alla geoantropologia delle comunità che resistono e camminano — ha l’obiettivo di raccogliere e mettere in rete storie, esperienze e pratiche virtuose di restanza in tutta Italia, attraverso una piattaforma digitale interattiva, una mappatura partecipata, laboratori territoriali e iniziative culturali. Il progetto assume un ruolo fondamentale nel dare visibilità alle realtà che rigenerano i territori con azioni concrete di comunità, innovazione sociale, economia cooperativa e cura del patrimonio locale.
L’ingresso di La Strada nell’Atlante segna un importante riconoscimento per il movimento, il cui impegno per i diritti civili e sociali, l’inclusione e la costruzione di un futuro condiviso rispecchia perfettamente lo spirito della restanza. Attraverso questa adesione, La Strada rafforza la sua vocazione alla rigenerazione territoriale partecipata, ponendosi come ponte tra pratiche locali e visioni nazionali di sviluppo sostenibile e comunitario.
L’essere parte dell’Atlante della Restanza non è solo un riconoscimento simbolico ma un’opportunità concreta per contribuire al racconto e alla valorizzazione delle esperienze che resistono al declino demografico e culturale. La politica, per il Movimento La Strada non è semplicemente confinata al momento elettorale, non è astratta: è presenza, comunità, cura dei luoghi e delle persone.
Con questa nuova tappa, La Strada rinnova l’invito a tutte le cittadine e i cittadini, le associazioni, le istituzioni e le reti sociali a partecipare attivamente alla costruzione di una Reggio che resti, cammini e cresca insieme, mettendo al centro il valore delle comunità e dei territori.
Consulta il sito ufficiale della Rete di realtà mappate dall’Atlante della Restanza all’indirizzo www.atlantedellarestanza.it
Reggio: il Coordinamento Pro Palestina RC incontra l’attivista israeliano Guy
Testimonianze di Resistenza in Palestina: incontro con Guy, attivista israeliano per i diritti umani nell’associazione Ta’ayush
Sabato 7 febbraio alle ore 18:00, presso la Casa del Popolo “Ruggero Condò” di Reggio Calabria, il Coordinamento Pro Palestina Reggino organizza un incontro pubblico con Guy, attivista israeliano membro dell’associazione Ta’ayush, impegnata da oltre vent’anni nella difesa delle comunità palestinesi nei Territori Occupati.
Dalla presunta “tregua” a Gaza del 20 ottobre scorso, il genocidio del popolo palestinese non si è mai fermato. Uccisioni, bombardamenti e distruzione continuano, con la complicità attiva e il silenzio colpevole di Stati Uniti, Italia e Paesi europei. La popolazione palestinese continua a morire sotto assedio, mentre ogni prospettiva di giustizia e autodeterminazione viene sistematicamente negata.
Il cosiddetto “Board of Peace” promosso dagli Stati Uniti rivela la vera natura di questo processo: non un percorso di pace, ma una nuova fase del progetto coloniale in Palestina. Il piano, affidato a élite politiche ed economiche internazionali – con Trump e Netanyahu protagonisti – esclude i palestinesi da ogni processo decisionale, e lucra sulla ricostruzione e sul controllo politico di Gaza.
Mentre Gaza viene ridisegnata come spazio coloniale, nella Palestina occupata la violenza continua quotidianamente, lontana dai riflettori. Da decenni le comunità palestinesi subiscono attacchi continui da parte dei coloni: aggressioni mortali, furti di bestiame, distruzione di uliveti e coltivazioni, demolizioni di abitazioni e infrastrutture essenziali scandiscono la vita quotidiana; le apparecchiature di chi tenta di documentare vengono distrutte, le ambulanze bloccate, le denunce ignorate.
In questo contesto si colloca l’incontro con Guy, attivista dell’associazione Ta’ayush. Ta’ayush (“vivere insieme” in arabo) è un’organizzazione di arabi ed ebrei fondata durante la Seconda Intifada, con l’obiettivo di porre fine all’occupazione israeliana e raggiungere la piena uguaglianza civile, la pace e la giustizia attraverso azioni concrete e quotidiane.
L’associazione protegge contadini e pastori dei Territori Occupati, aiutandoli a restare nelle loro terre e a resistere alla violenza dell’occupazione israeliana. Il lavoro sul campo si accompagna ad una costante attività di documentazione scritta e fotografica.
Recentemente, Ta’ayush ha documentato settimanalmente le violenze contro i civili nell’area a sud di Hebron, in particolare a Masafer Yatta, dove gli attacchi dei coloni, spesso sostenuti direttamente da polizia ed esercito, sono particolarmente intensi.
Oggi, di fronte ai nuovi piani coloniali su Gaza e alla violenza quotidiana in Cisgiordania, l’incontro con Guy assume dunque un valore politico e sociale fondamentale. La sua esperienza diretta e il lavoro quotidiano degli attivisti mostrano che genocidio, occupazione e colonialismo non sono eventi astratti, ma pratiche concrete che attraversano la vita quotidiana del popolo palestinese.
La testimonianza di Guy ci ricorda che la solidarietà concreta non è simbolica, ma un atto indispensabile per sostenere il popolo palestinese e tutti i popoli oppressi nella loro lotta per la liberazione e la giustizia.
Si invita la cittadinanza a partecipare.
INFORMAZIONI PER LA STAMPA
I giornalisti interessati a realizzare un’intervista con l’ospite sono invitati a presentarsi alle ore 17:30 presso la Casa del Popolo “Ruggero Condò”. Le interviste saranno possibili esclusivamente in questa fascia oraria, prima dell’inizio dell’evento.
Su richiesta dell’ospite, non è consentito effettuare riprese video né fotografie che lo ritraggano in volto. È possibile documentare la sala, il pubblico e l’evento, evitando inquadrature dirette dell’intervistato.
Reggio: al via il nuovo percorso di approfondimento scientifico al “Planetarium Pythagoras”
Il programma formativo è stato strutturato con un taglio rigoroso e professionale: non semplici lezioni frontali, ma un vero e proprio itinerario di crescita che alterna attività teoriche fondamentali a esercitazioni pratiche sul campo. L’obiettivo è fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per leggere il “libro del cosmo” con occhio scientifico e consapevole.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 7 febbraio alle ore 15.00 presso la sede del Planetario. Questo incontro inaugurale sarà fondamentale per definire l’organizzazione didattica: il programma definitivo e l’eventuale suddivisione in gruppi di lavoro saranno infatti calibrati “su misura”, basandosi sul numero degli iscritti e sui prerequisiti in ingresso, per garantire a tutti un’esperienza formativa efficace.
La partecipazione al corso è totalmente gratuita (salvo l’eventuale acquisizione di materiale didattico specifico su richiesta dei partecipanti) in linea con la missione della struttura di rendere la cultura scientifica accessibile a tutti.
Modalità di iscrizione: Per permettere una gestione ottimale delle attività, è necessario inviare la propria adesione improrogabilmente entro le ore 12.00 di venerdì 6 febbraio. Le iscrizioni dovranno pervenire via email all’indirizzo: planetario.rc@gmail.com. Il calendario dettagliato degli incontri successivi sarà comunicato direttamente agli iscritti.
Con questa iniziativa, il Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana ribadisce il proprio ruolo al servizio della comunità, in particolare di quella studentesca, nella valorizzazione delle nuove generazioni e nella promozione di una cittadinanza scientificamente consapevole.
Reggio: la Città immaginata dagli alunni del “Righi-Boccioni-Fermi” conquista l’interesse della Metrocity
«Accogliamo con favore gli spunti offerti dagli studenti e invitiamo a presentare i loro progetti a Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio, sedi istituzionali competenti, per trasformarli in opere concrete». Così, Giuseppe Marino, consigliere metropolitano delegato, ha promosso gli elaborati di rigenerazione urbana e nuovi servizi per il territorio proposti dai ragazzi e dalle ragazze del Polo tecnico professionale “Righi-Boccioni-Fermi” nel corso dell’evento “La Comunità e la Città”, tenutosi nella sala conferenze di via Trabocchetto II alla presenza della dirigente scolastica Anna Maria Cama e dei rappresentanti della Città Metropolitana, del Comune, dell’Università, degli ordini professionali, delle associazioni di categoria e degli enti camerali cittadini.
«Le idee presentate alla città – ha detto Giuseppe Marino – sono molto interessanti, utili, realizzabili ed alcune, addirittura, iniziano già a prendere forma. Sicuramente possiamo iniziare a fare un percorso insieme così da trasformare il vostro impegno in realtà. È accaduto, negli anni passati, che progetti presentati dall’Università siano, adesso, opere concrete. Non è semplice, perché le idee devono camminare sui binari dei procedimenti amministrativi e delle possibilità finanziarie, di tutto un iter burocratico che, a volte, è lungo, farraginoso, complicato. Ma è successo, come nel caso del Parco del Vento di Pellaro, un’opera pensata da una studentessa del quartiere, recepita dall’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Falcomatà, divenuta uno degli scorci più suggestivi dell’intero fronte mare reggino».
«Penso – ha aggiunto il consigliere metropolitano – che la prima sfida di un istituto scolastico superiore di secondo grado sia quella di aiutarvi a capire il valore e il significato che la vostra vita può avere, non solo per voi stessi ma per la città in cui siete chiamati a vivere. La scuola deve comprendere i talenti e trasformarli in professioni e scelte di vita».
«Ogni persona matura – ha concluso Giuseppe Marino – deve contribuire al cambiamento positivo della propria città. Oggi vi siete dimostrati degli ottimi cittadini che hanno segnato un punto di arrivo nel proprio percorso di studio che, per noi, diventa impegno e punto di partenza. Faremo in modo che queste idee e questi progetti possano essere recepiti dalle nostre amministrazioni e diventare realtà».
Incontro tra la Commissione Territorio del Comune di Villa S.G. e la “Stretto di Messina” sull’erosione costiera
“Non potremo essere presenti alla Commissione Territorio convocata dal presidente facente funzioni Domenico De Marco perché data e orario della stessa non sono stati condivisi e noi saremo fuori sede: lo abbiamo comunicato, appunto, allo stesso De Marco qualche ora fa.
Una buona prassi (quella della condivisione prima della convocazione della commissione territorio) che dal 2022 ad oggi è stata sempre rispettata dal presidente Pietro Idone, tanto che sono sempre stati i consiglieri di maggioranza a rendersi disponibili a necessità dei colleghi di minoranza. Si è sempre operato nel rispetto istituzionale tra le parti, cosa che il vice presidente De Marco pare abbia dimenticato: tant’è!
L’ennesimo scivolone politico istituzionale nei confronti del colleghi consiglieri, cui appunto siamo abituati.
Bastava una preventiva condivisione e se il fine era quello di “forzare i tempi” si poteva anche anticipare la commissione a qualche giorno prima.
In qualità di membri della Commissione Territorio, abbiamo comunque provveduto a nominare due delegati, per evitare che la seduta andasse deserta e per chiarire l’intero iter relativo alla salvaguardia della costa, tema che sin dal nostro insediamento ha rappresentato un pilastro della nostra azione amministrativa.
La sistemazione idraulica del torrente Zagarella costituisce un vero e proprio cambio di paradigma rispetto ai precedenti interventi dei cosiddetti “massi a mare”, che negli anni hanno prodotto effetti disastrosi, al punto da costringere il commissario Oteri a emanare un’ordinanza di parziale inagibilità per alcune abitazioni di Cannitello. L’ultima mareggiata non ha avuto esiti catastrofici proprio grazie a questo intervento fortemente voluto da noi, che ha ricevuto il plauso di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e della Regione Calabria.
Con la Regione Calabria siamo in costante contatto e stiamo lavorando affinché questo intervento possa diventare un modello da seguire in situazioni analoghe, tenendo sempre conto che lo Stretto rappresenta un sistema unico e peculiare. Lo studio della costa che, con grande senso di responsabilità, abbiamo richiesto, arriverà ufficialmente nei prossimi giorni: da lì si traccerà una linea chiara verso interventi ancora più incisivi, necessari per mettere definitivamente in sicurezza il territorio e consentire ai cittadini di dormire sonni tranquilli.
Un cambio di passo evidente rispetto a chi, in passato, ha addirittura accelerato il fenomeno erosivo continuando a gettare sassi in mare.
Ma questi temi non si possono affrontare senza il responsabile del settore demanio e lavori pubblici arch. Salvatore Foti, che non è stato neppure convocato in commissione per venerdì. Per rendere efficace e concreto il lavoro della commissione, quindi, abbiamo chiesto a De Marco di convocare il responsabile di settore. Nulla diciamo in merito ad una convocazione non supportata da alcun documento allegato! Ma questo è!!!
Sulla questione “incontro con la Stretto di Messina” poi…. Ad oggi, gli impedimenti su un progetto che presenta falle enormi – da noi evidenziate sin dall’inizio, ben prima della sentenza della Corte dei Conti – sono sotto gli occhi di tutti. Siamo convinti che la vera sfida sia un’altra: lo spostamento del porto a Sud e il decongestionamento del traffico dalla nostra città. Un problema cronico, un vero cancro che affligge la comunità da oltre mezzo secolo e che ogni amministrazione, di qualsiasi colore politico, ha sempre indicato come priorità. È nostra responsabilità continuare a lavorare con determinazione in questa direzione.”, scrivono in un comunicato, Giuseppe Cotroneo e Rocco Bevacqua, componenti di maggioranza della commissione territorio del comune di Villa San Giovanni
Reggio: Giornata mondiale contro il cancro, Palazzo Campanella si colora di “viola” per la “Giornata mondiale contro il Cancro”
Palazzo Campanella si è colorato di viola, ieri e oggi, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. Un segno di partecipazione e sensibilità con cui il Consiglio regionale della Calabria rinnova il proprio impegno nel contrasto alle patologie oncologiche e nel rafforzamento delle politiche sanitarie a tutela dei cittadini.
«Abbiamo scelto di illuminare di viola la sede del Consiglio regionale come segno concreto di vicinanza a chi combatte ogni giorno contro la malattia e alle loro famiglie. Vogliamo richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del sostegno alla ricerca scientifica. Una sfida che coinvolge il sistema sanitario, il mondo della ricerca, le associazioni, ma anche le istituzioni e l’intera comunità, chiamata a promuovere corretti stili di vita e un’informazione consapevole», dichiara il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo.
La sensibilità di Palazzo Campanella, tuttavia, non si esaurisce nella sola ricorrenza. L’obiettivo è andare oltre questa Giornata, aprendo l’istituzione a iniziative che sappiano intrecciare testimonianza, solidarietà e consapevolezza.
In questa prospettiva si inserisce l’appuntamento già in programma per il mese di aprile: «Una Passerella per Grace», iniziativa con cui il Consiglio regionale della Calabria ha accolto l’invito dell’Associazione Grace a ospitare una sfilata di moda che vedrà protagoniste donne oncologiche. L’evento sarà preceduto da un flash mob, momento simbolico e partecipato per ribadire vicinanza, forza e dignità nel percorso di cura.
«Palazzo Campanella – conclude il presidente Salvatore Cirillo – è la casa dei calabresi e deve restare una casa aperta. Per questo siamo pronti a sostenere ogni iniziativa che promuova sensibilizzazione, solidarietà e vicinanza concreta alle persone che vivono la sofferenza della malattia».
Reggio: la “Rotta Civica” di “Onda Orange” fa tappa tra le criticità della costa reggina
Prosegue il viaggio di Onda Orange nel territorio di Reggio Calabria. La “Rotta Civica” questa volta ha fatto tappa sul litorale compreso tra San Gregorio e Bocale. Le emergenze e le criticità si sono legate nel tempo a lassismo e improvvisazione com’è plasticamente rappresentato dal tratto di costa proprio sotto l’aeroporto reggino. Questa porzione del litorale, sempre più ristretta e sempre più difficile da raggiungere, ospita da anni un’altra celebre incompiuta della città di Reggio. Il molo che doveva divenire lo scalo degli aliscafi della tratta tra il “Tito Minniti” e la dirimpettaia Messina giace in attesa di un futuro sempre più incomprensibile. Certamente i fenomeni meteorologici legati al ciclone Harry hanno nuovamente messo in risalto la fragilità di territori come quello della provincia di Reggio.
Le cronache ci ricordano che l’area di Pellaro era già stata colpita da una violenta mareggiata qualche giorno prima del ciclone balzato all’onore della cronaca nazionale. Eventi violenti così ravvicinati ci dimostrano che questi fenomeni non possono essere più considerati fatti isolati o “eccezionali” ma rientrano ormai nella casistica ordinaria degli eventi meteorologici.
La gestione delle fragilità di questo territorio e chi ha subito danni dalle mareggiate richiedono scelte politiche all’altezza.
Appare evidente che da anni si è innescato un continuo fenomeno di erosione costiera che proseguirà nei prossimi decenni combinandosi con il contestuale innalzamento del livello dei mari del nostro pianeta.
Oggi le uniche risposte ravvisabili sono la protezione e l’adattamento.
Per protezione non possiamo che intendere le opere di salvaguardia dove queste si presentano come indispensabili.
L’adattamento va declinato oggi nel cambiare approccio ed evitare di ricostruire tutto come prima.
E’ tempo di essere coraggiosi. Bisogna iniziare a pensare di arretrare la linea del costruito, di smetterla di costruire lungo le spiagge. Questi eventi ci dimostrano l’utilità delle fasce di rispetto e dei sistemi naturali lungo le coste. Oggi l’acqua va accettata come parte del progetto e non come un errore. Questo approccio non può suonare come resa incondizionata ma la scelta più opportuna per continuare a convivere con il mare come facciamo da secoli.
Questa però è pianificazione pubblica, è vero governo del territorio che nelle prospettive di respiro corto degli ultimi decenni, alle nostre latitudini, è quasi sempre mancato.