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Villa San Giovanni: il Prof. Amato interverrà su di Umberto Zanotti Bianco
Sabato 11 gennaio, alle 17:00, a Villa San Giovanni, il Prof. Pasquale Amato, interverrà sulla figura di Umberto Zanotti Bianco, realazionando sul grande reggino adottivo nel Comune che fu il primo a ospitare in una baracca di fortuna il giovane Zanotti assieme ai suoi amici del club di Fogazzaro da gennaio a giugno del 1909.
Lo stesso comune dove nel 1911 iniziò a funzionare l’Asilo Infantile dell’ANIMI con due novità che fecero scalpore: le prime maestre laiche e le prime formate col Metodo Montessori.
Villa é stato inoltre il Comune metropolitano che ha dato il giusto risalto – grazie al Sindaco di allora Cosimo Antonio Calabrò – al grande meridionalista reggino adottivo, intitolandogli una delle sue strade più importanti.
Interverrà inoltre, assieme alla Presidente reggina di “Italia Nostra”, di cui Zanotti fu tra i fondatori nel 1956 e primo Presidente Nazionale sino al suo decesso nel 1963, Rossella Agostino e alle tre amiche curatrici del volume Angela Martino, Maria Pia Mazzitelli e Francesca Paolino.
San Giorgio Morgeto: celebrato 65° anniversario di morte del Carabiniere scelto, Camarda
In occasione del 65° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei familiari del Carabiniere, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo intitolato al caduto a San Giorgio Morgeto (RC) e con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Cappellano Militare Don Aldo Ripepi.
Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 9 febbraio 1948, il Car. Sc. CAMARDA Pasquale, nato a Oliveri (ME) il 21 dicembre 1927, dal 6 maggio 1956 prestò servizio presso la Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto ove si distinse per la determinazione e la grande professionalità nell’espletamento del quotidiano servizio d’istituto.
Il 3 gennaio 1960, nel corso di un servizio di controllo del territorio, interveniva unitamente al Comandante interinale della Stazione all’interno di un bar di quel centro, avendo notato la presenza di tre pregiudicati del luogo in compagnia di due forestieri. Uno di questi ultimi, alla vista dei militari, minacciava il sottufficiale puntandogli una pistola al fianco. Di conseguenza, il Carabiniere Scelto Camarda reagiva ingaggiando un conflitto a fuoco e feriva uno dei due aggressori dando così modo al superiore di sottrarsi alla minaccia. Nel corso della sparatoria veniva tuttavia colpito mortalmente.
Per l’altissimo senso del dovere dimostrato, il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del Carabiniere Scelto Pasquale CAMARDA la “Medaglia d’Argento al Valor Militare”.
Il Carabiniere Scelto Camarda, già qualche tempo prima dell’evento fatale, aveva dato prova di coraggio e di abnegazione, facendo scudo con il proprio corpo a una bambina che casualmente si era trovata a passare in una contrada dove era in corso un conflitto a fuoco tra i Carabinieri e alcuni malfattori. Un evento, quest’ultimo, rammentato dalla protagonista nel corso della cerimonia e che è stato oggetto di riflessioni da parte degli studenti delle scuole di San Giorgio Morgeto.
Lamezia: il Presidente Mancuso interviene alla presentazione del progetto ‘Come Canne al Vento’
Nella seduta dell’8 di gennaio dell’ottava commissione consiliare (Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione), presieduta dal consigliere comunale Filippo Quartuccio, è stato approvato un documento ( 11 voti a favore e 7 astenuti) a sostegno dei diritti della popolazione palestinese.
Attraverso lo stesso il Comune di Reggio Calabria chiede al Governo ed al Parlamento italiano di:
- Riconoscere lo Stato di Palestina secondo gli accordi di Oslo del 1993.
- Sollecitare la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani e dei prigionieri civili palestinesi detenuti senza un giusto processo.
- Agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere alla Palestina e a Israele di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.
- Impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di Diritto Internazionale per fermare la colonizzazione e l’annessione dei Territori Occupati Palestinesi.
- Sollecitare la richiesta del “cessate il fuoco” a Gaza e la fine dell’apartheid dei Palestinesi in Cisgiordania.
- Richiedere il concreto soccorso della popolazione civile di Gaza e l’attivazione di una protezione internazionale della popolazione palestinese.
Vengono inoltre impegnati Sindaco e Giunta
- A farsi interpreti di tali istanze e ad attivarsi, eventualmente anche con altri Comuni e Amministrazioni, per un’azione di sensibilizzazione delle comunità locali e delle rappresentanze politiche parlamentari per una politica di pace.
- A dare massima diffusione della presente risoluzione alla cittadinanza e alle associazioni, e ad inoltrarlo: al Presidente del Parlamento Europeo; al Presidente della Repubblica Italiana; al Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana; al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica italiana; al Presidente del Senato della Repubblica italiana; al Presidente della Camera dei deputati della Repubblica italiana; ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari; al Presidente della Regione Calabria, al Presidente del Consiglio della Regione Calabria.
I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, ha eseguito sequestri e confische nei confronti di 15 soggetti, per un valore complessivamente stimato in circa 4,5 milioni di euro.
Le indagini condotte dal Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Reggio Calabria, secondo l’accusa, avrebbero permesso di accertare la “pericolosità sociale” dei soggetti coinvolti, peraltro già emersa in diverse operazioni di polizia che ne avevano evidenziato la contiguità e l‘operatività all’interno di importanti articolazioni territoriali della ‘ndrangheta, attive sia nella città di Reggio Calabria che nella fascia tirrenica.
Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno permesso di rilevare, con una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente e indirettamente riconducibile o nella disponibilità dei medesimi soggetti, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto a quello dei redditi ufficialmente dichiarati.
I sequestri e le confische hanno riguardato 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti ed agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, per un valore complessivo stimato pari a circa 4, 5 milioni di euro.
I consiglieri regionali Raffaele Mammoliti, del Partito democratico e Antonio Lo Schiavo, presidente Gruppo misto – Liberamente progressisti, tramite una nota, salutano con favore l’apertura dell’Aggregazione funzionale di Soriano Calabro: «La partecipazione all’inaugurazione dell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) a Soriano Calabro ci consente di ribadire la nostra attenzione alle problematiche della sanità vibonese. Già in passato avevamo sollecitato interventi adeguati per la struttura di Soriano Calabro che, a nostro avviso, deve essere potenziata per garantire prestazioni e servizi adeguati ad una vasta popolazione dell’entroterra. Salutiamo dunque con favore l’apertura di un presidio che dovrà garantire assistenza medica 12 ore al giorno. A nostro avviso la sanità territoriale e di prossimità è indispensabile per l’affermazione dei Livelli essenziali di assistenza e contribuisce in maniera appropriata al miglior funzionamento della sanità ospedaliera. Diamo atto al costante impegno del Comitato per l’Ospedale dell’Alto Mesima che mantiene sempre alta l’attenzione su tali tematiche. Continueremo la nostra attività ai vari livelli, difendendo il sistema sanitario pubblico di questo territorio, e non solo, che ha subito nel corso degli anni uno scellerato smantellamento. Per tali ragioni ulteriori ridimensionamenti sono inaccettabili e li contrasteremo in ogni sede deputata», scrivono i Consiglieri Mammoliti e Lo Schiavo.
È quanto dichiarano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Raffaele Mammoliti (Partito democratico) e Antonio Lo Schiavo (presidente Gruppo misto – Liberamente progressisti).
Stanno vivendo un incubo il personale che lavora nel carcere di Paola e i detenuti che in esso sono ristretti. “Ieri sera si è impiccato un detenuto del Reparto isolamento, oggi si è tolto la vita un impiegato nella Caserma”, spiega un affranto e turbato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Due tragedie immani, perché tali sono, che devono fare seriamente riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale tutto del carcere, amministrativo e di Polizia Penitenziaria”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “Questi drammatici eventi, oltre a costituire una sconfitta per lo Stato, segnano profondamente i nostri Agenti che devono intervenire”, prosegue. “Si tratta spesso di agenti giovani, lasciati da soli nelle sezioni detentive, per la mancanza di personale. Il suicidio rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti. Servirebbero anche più psicologi e psichiatri, vista l’alta presenza di malati con disagio psichiatrico. Spesso, anche i detenuti, nel corso della detenzione, ricevono notizie che riguardano situazioni personali che possono indurli a gesti estremi”. “Moralmente devastante”, commenta ancora Capece, il suicidio dell’assistente amministrativo. Su entrambe le morti, sono in corso accertamenti ed approfondimenti per comprendere le ragioni degli insani gesti.
Il Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto dello Scico di Roma, ha eseguito 20 provvedimenti di prevenzione patrimoniali dell’amministrazione giudiziaria e del controllo giudiziario nei confronti di altrettante imprese a rischio di infiltrazione della ‘ndrangheta, operanti nella provincia reggina.
Le imprese – il cui volume d’affari complessivo si aggira intorno ai 10 milioni – sono attive in diversi settori economici, dalla gestione di stabilimenti balneari alla commercializzazione di prodotti alimentari, dalla ristorazione al settore alberghiero, dalle costruzioni alla raccolta dei rifiuti.
I provvedimenti, emessi dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, costituiscono l’esito di attività istruttorie coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo.
L’applicazione di tali misure di prevenzione, spiegano gli investigatori, “alternative ai più radicali provvedimenti di sequestro e confisca, è finalizzata a garantire, da una parte, la libertà d’impresa e, dall’altra, il perseguimento e la salvaguardia della legalità delle medesime attività economiche. L’amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario, infatti, attraverso un’attività di ‘vigilanza preventiva’, mirano proprio alla ‘bonifica’ e al recupero delle imprese maggiormente esposte al rischio di asservimento alle attività illecite della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale”.
Nel caso delle 20 imprese, la Dda, sulla base degli elementi emersi nel corso delle dell’attività investigativa, ha rilevato la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa. Le stesse aziende, in precedenza, erano state colpite da interdittive antimafia emesse dalla Prefettura.
Sulla base di quanto emerso dai riscontri eseguiti dai militari del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria e dall’esame delle interdittive, la contaminazione, in alcuni casi, scaturiva dall’esistenza di rapporti di parentela dei titolari o degli amministratori delle aziende destinatarie dei provvedimenti con soggetti appartenenti a cosche mafiose.
In altri casi, l’infiltrazione derivava da condotte estorsive subite dagli imprenditori che si trovavano costretti a subire l’imposizione di forniture di beni e servizi dalle ditte riconducibili alla criminalità organizzata di tipo mafioso.
In altri casi, infine, l’inquinamento dell’attività economica scaturiva da contatti occasionali con esponenti della ‘ndrangheta al fine di ottenere favori o agevolazioni.
La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto quindi l’applicazione delle misure al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle imprese destinatarie nell’alveo dell’economia legale.
Anci Città Metropolitane: Falcomatà avanza 3 proposte per lo svincolo di nuove risorse
Nel corso del confronto, al quale hanno preso parte sindaci e rappresentanti istituzionali delle quattordici Città Metropolitane italiane, il sindaco Falcomatà, anche nella sua qualità di componente dell’Ufficio di Presidenza di Anci, con delega ai Servizi pubblici locali, ha proposto una serie di indicazioni che sarebbero certamente utili ai Comuni ed agli amministratori di tutta Italia.
Il primo dei tre temi riguarda una questione strettamente contabile, utile a liberare risorse che i Comuni italiani potrebbero investire in servizi e dotazioni infrastrutturali. L’abbassamento del fondo produrrebbe infatti un importante tesoretto a livello nazionale, in dote agli Enti territoriali, immediatamente disponibile per investimenti sul territorio e servizi ai cittadini. L’idea, proposta dal sindaco Falcomatà, è quella di investire gli europarlamentari italiani affinchè il fondo di salvaguardia possa essere ridotto, attraverso una nuova normativa comunitaria che consenta ai sindaci di liberare importanti risorse per il territorio.
Sempre sul tema delle risorse, stavolta però provenienti direttamente dall’Unione Europea, è la seconda proposta di Falcomatà: utilizzare i medesimi parametri assegnati per l’utilizzo della quota di risorse libere prevista per il Pn Metro Plus anche per gli altri strumenti previsti dal Dipartimento della Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una misura che agevolerebbe la programmazione di centinaia di Comuni italiani, efficientando la loro capacità di spesa dei fondi europei ed innalzando la percentuale complessiva che l’Italia ha l’opportunità di utilizzare.
La terza proposta riguarda invece il tema della rigenerazione urbana delle Città. In questo ambito l’obiettivo riguarda una maggiore condivisione con i livelli periferici del Ministero della Cultura, ed in particolare le Soprintendenze, attraverso un protocollo d’intesa nazionale che consenta di snellire le procedure di valutazione ed evitare lungaggini burocratiche e difficoltà durante la fase della progettazione di nuove opere o di rigenerazione degli spazi urbani.
“Tre proposte – ha affermato il sindaco a margine della riunione – che hanno incontrato l’interesse dei colleghi sindaci italiani, che attraverso Anci vogliamo portare all’attenzione del Governo affinché siano presi in esame dei migliorativi che consentano una maggiore agibilità nella programmazione ai sindaci e agli Enti locali. Ritengo siano modifiche di buon senso – ha concluso Falcomatà – che potrebbero rappresentare un’opportunità per tutti i territori, snellendo procedure burocratiche, aumentando la capacità di spesa di centinaia di Comuni e mettendo importanti risorse finanziarie e strumentali a disposizione delle comunità territoriali. Auspico che nel dialogo con l’Esecutivo nazionale i tre aspetti, che peraltro non hanno costi per il bilancio statale, possano essere presi seriamente in considerazione”.