"dati sensibili"
Reggio: successo per la campagna di prevenzione “Bye Bully” al Teatro Cilea
Colpo decisivo contro i truffatori di anziani
Sabato mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto di militari dei Comandi Provinciali di Genova e Caserta, hanno inferto un duro colpo a una banda criminale specializzata nelle truffe ai danni di persone anziane. L’operazione, denominata “Game Over”, ha portato all’arresto di tre persone – un uomo di 40 anni e i suoi due figli 20enni, tutti residenti nel casertano. I sospettati sono stati fermati in località diverse, tra Genova e Castel Volturno, grazie a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Locri, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal dott. Giuseppe Casciaro.
Il modus operandi della banda
La banda, ben organizzata, agiva sfruttando la vulnerabilità delle persone anziane di età compresa tra i 75 e i 81 anni, attraverso la cosiddetta “truffa del Carabiniere”, un raggiro crudele e spietato. Il piano prevedeva una telefonata, in cui un falso Carabiniere o Avvocato comunicava alla vittima una falsa emergenza, sostenendo che un loro familiare fosse stato coinvolto in un grave incidente stradale e fosse in stato di fermo. Per evitare l’arresto del congiunto, le vittime venivano indotte a consegnare ingenti somme di denaro o gioielli. Successivamente, un complice si presentava a casa della vittima per raccogliere il bottino, sfruttando lo stato di ansia e confusione generato dalla finta emergenza.
Le indagini dei Carabinieri
Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Bovalino (RC), con estrema cura e meticolosità, hanno messo in luce un modus operandi ben strutturato e organizzato. Per identificare i responsabili delle condotte illecite, i militari dell’Arma hanno condotto un’attività meticolosa e tempestiva, focalizzata sull’analisi e l’incrocio di diversi dati. Questo lavoro ha incluso l’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, l’acquisizione e l’analisi dei tracciati GPS delle auto a noleggio utilizzate dai sospettati, e lo studio dei tabulati di traffico telefonico dei loro cellulari. Ogni movimento dei sospettati è stato monitorato con precisione, permettendo di tracciare il percorso dei tre soggetti durante i loro spostamenti dalla città di residenza fino ai luoghi di commissioni delle truffe.
I militari dell’Arma sono riusciti a risalire ai numeri di telefono con cui venivano contattate le vittime, scoprendo che i cellulari utilizzati erano intestati a persone straniere, un dettaglio che la banda sfruttava per complicare le indagini e depistare eventuali controlli. I telefoni venivano spesso sostituiti per evitare di lasciare tracce, ma questo stratagemma non è riuscito a eludere le indagini dei Carabinieri.
Le truffe messe in atto tra gennaio e giugno 2024 seguivano uno schema simile: dopo la telefonata che gettava nel panico la vittima, i malviventi, coordinati tra loro, agivano con rapidità e precisione. Grazie al monitoraggio al lavoro certosino dei militari dell’Arma è stato possibile collegare i vari episodi criminosi, evidenziando un sistema ben rodato, che ripeteva lo stesso schema con poche variazioni, ma con incredibile efficacia.
Le indagini hanno accertato che la banda nel periodo delle indagini ha sottratto alle vittime circa 70 mila euro, tra contanti e gioielli di valore. Tuttavia, grazie all’immediato intervento dei Carabinieri, una parte significativa della refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Il coordinamento tra diversi reparti territoriali dei Carabinieri ha inoltre permesso di seguire i movimenti della banda da una regione all’altra, fino a catturare i membri tra Genova e Castel Volturno, grazie all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Locri, su richiesta della Procura della Repubblica.
Il ruolo fondamentale delle vittime
Fondamentale per il successo dell’operazione è stata la collaborazione delle vittime. Nonostante il forte shock subito, molti anziani hanno trovato il coraggio di denunciare i fatti, fornendo preziosi dettagli che hanno facilitato le indagini. La loro testimonianza ha permesso ai Carabinieri di ricostruire i movimenti della banda e di agire tempestivamente per fermare i colpevoli.
L’impegno dell’Arma contro le truffe agli anziani
L’operazione “Game Over” rappresenta solo una delle tante iniziative messe in atto dall’Arma dei Carabinieri per combattere il crescente fenomeno delle truffe ai danni degli anziani, una piaga sociale che sta assumendo dimensioni preoccupanti su tutto il territorio nazionale. La protezione delle fasce più deboli della popolazione, e in particolare degli anziani, è una delle principali priorità dell’Arma. Per questo, vengono attuate quotidianamente una serie di misure strategiche che includono attività preventive, informative e repressive.
Sul piano preventivo, i Carabinieri svolgono campagne di sensibilizzazione mirate, spesso in collaborazione con enti locali e associazioni, per informare gli anziani sui pericoli delle truffe e sui metodi più comuni utilizzati dai criminali. Questi incontri si svolgono sia in presenza, presso centri anziani e parrocchie, sia tramite canali digitali, con l’obiettivo di diffondere consigli pratici e suggerimenti per riconoscere i segnali di un possibile raggiro.
Stato delle indagini
Al momento, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come stabilito dalla legge, gli arrestati sono da considerarsi innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.
Cerimonia di premiazione “GONFIA LA RETE, VINCI SUL WEB”: riflessioni sull’uso consapevole del web da parte dei giovani
La Presidente della Commissione regionale per l’eguaglianza dei diritti e delle pari opportunità tra uomo e donna, Anna De Gaio, ha partecipato alla cerimonia di premiazione della terza edizione del Concorso “Gonfia la Rete, Vinci sul web”, svoltasi il 27 settembre presso l’Aula consiliare “F. Fortugno” del Consiglio regionale. L’evento, ideato e realizzato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.Re.Com. Calabria), ha riscosso grande successo per l’ampia partecipazione riscontrata, grazie all’impegno del presidente Fulvio Scarpino, del vicepresidente Mario Mazza, del segretario Pasquale Petrolo e del dirigente Maurizio Priolo.
In tale occasione, la Presidente De Gaio ha posto l’accento su uno dei temi più rilevanti del nostro tempo: il rapporto tra i giovani e il mondo digitale.
Per le nuove generazioni, il web rappresenta una piattaforma ricca di opportunità. Oltre a essere un potente strumento di informazione, esso offre ai giovani spazi di socializzazione, apprendimento e creatività. Tuttavia, la Presidente ritiene che l’accesso immediato a risorse online, se da un lato rappresenta un’opportunità senza precedenti, dall’altro nasconde rischi significativi.
La Presidente sottolinea come i giovani siano chiamati a “sfruttare” il web in modo consapevole, facendo attenzione agli effetti collaterali di un uso eccessivo dei social media e delle piattaforme digitali. Questi possono, infatti, portare a fenomeni di dipendenza, ansia e pressione sociale, con ripercussioni sulla salute mentale e sulle relazioni interpersonali. Inoltre, è emersa l’importanza di promuovere un approccio critico alle informazioni che circolano online, in particolare rispetto al crescente problema delle fake news, che rischiano di distorcere la percezione della realtà.
Il tema del cyberbullismo è stato affrontato con grande preoccupazione, evidenziando i gravi danni che può causare sulla salute psicologica delle vittime. Anche le dipendenze legate all’uso eccessivo della rete sono una problematica emergente, con impatti negativi sul rendimento scolastico, sul benessere psicologico e sulle relazioni familiari.
Vi è timore per l’influenza crescente degli influencer sui giovani: il fenomeno rischia di promuovere una visione distorta dei valori, dove la realizzazione personale si misura sempre più attraverso il possesso materiale piuttosto che attraverso le qualità intrinseche della persona. In parallelo, la questione della privacy rimane una priorità: molti giovani condividono dati personali senza essere pienamente consapevoli dei rischi che ciò comporta.
La presidente De Gaio ritiene che sia cruciale creare spazi di confronto e dibattito pubblico, come quello offerto dal concorso “Gonfia la rete, Vinci sul Web”, per sensibilizzare i giovani a un uso più responsabile del web. Solo attraverso un’educazione digitale mirata e continua, sarà possibile costruire una generazione più consapevole dei rischi e delle opportunità del mondo online.
Eventi di questo tipo rappresentano, secondo la Presidente, una preziosa occasione per favorire una riflessione condivisa su questi temi, coinvolgendo sia esperti del settore che le nuove generazioni, con l’obiettivo di diffondere una cultura del web più sicura e consapevole.
Ecoblitz in Aspromonte: è stata denominata significativamente così dagli organizzatori l’incursione rapida, convinta ed efficace che il Circolo Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto” insieme al CAI e alle Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte (con il patrocinio morale della Città Metropolitana di Reggio Calabria), ha effettuato sabato scorso nell’area attorno a Polsi nel cuore del Parco Nazionale. L’occasione colta al volo è stata quella offerta dalla trentaduesima edizione di “Puliamo il mondo” (il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale), capace di contestualizzare l’evento dentro un ambito più vasto e dare il giusto risalto non solo locale.
Una intensa giornata che si è sviluppata al mattino – tra un trekking e una camminata meno impegnativa in base alla scelta dei singoli partecipanti – nei luoghi devastati dagli ultimi, recenti incendi e, nel pomeriggio, nel confronto serrato tra le varie associazioni presso il Rifugio CAI “Riccardo Virdia” ubicato presso un bene confiscato. Lo scopo della missione era quello di discutere su come reagire e provare ad operare più efficacemente, unendo le forze e coinvolgendo altri soggetti interessati, a fronte del perdurare di un fenomeno, quello dei roghi, che colpisce e distrugge e cancella un patrimonio ambientale e identitario d’immenso valore che va, invece, protetto, fatto conoscere di più e valorizzato adeguatamente. Un fenomeno che, come è confermato da decenni da ogni report, è causato per la maggior parte dall’uomo in modo colposo o doloso.
«La scelta di organizzare l’edizione di “Puliamo il mondo” in Aspromonte – ha spiegato Daniele Cartisano, presidente del Circolo Legambiente di Reggio Calabria – è stato un modo per vedere con i nostri occhi l’emergenza incendi in Aspromonte e ricavarne un maggiore stimolo per mettere in campo insieme alle Guide del Parco, il CAI e altre associazioni disponibili, partendo da una riflessione a più voci, una pluralità di azioni a livello di volontariato, ma anche di proposte concrete da sottoporre alle istituzioni per stimolare un deciso cambio di passo. In tal senso potrà certamente tornare utile il contributo specifico del nostro Rapporto Ecomafia, i cui dati e proposte mettiamo subito a disposizione».
«Oltre diecimila ettari di boschi e vegetazione – ha evidenziato Luca Lombardi, presidente delle Guide del Parco – sono andati in fumo negli ultimi anni. Questi numeri mettono in luce una situazione drammatica che si ripete ciclicamente ogni anno e che non può più essere gestita come un’emergenza ma richiede impegno e programmazione da parte di tutti.»
«Quello di oggi, sarà solo il primo di una serie di appuntamenti e incontri che faremo con le associazioni e con la comunità scientifica – ha chiosato Augusta Piredda, presidente del CAI – con l’obiettivo di arrivare a di mettere in campo delle iniziative volte a far conoscere la bellezza del nostro parco e a prevenire ulteriori disastri ambientali.»
Su questa linea, a conclusione della giornata, è stata da tutti gli intervenuti messa in rilievo l’importanza che, accanto a misure di gestione degli interventi e di repressione quando avvengono i roghi, venga prioritariamente data maggiore importanza alla fase di prevenzione e di sensibilizzazione anche in termini di informazioni ed educazione ambientale, per favorire consapevolezza del prezioso bene comune che è l’Aspromonte e limitarne preventivamente quantomeno il numero.
Diamante: successo per la rassegna “7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani”
Successo a Diamante per la rassegna “7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani” organizzata dal Cinecircolo Maurizio Grande con il patrocinio del Comune di Diamante ed il sostegno del Consorzio Operatori Turistici Diamante & Riviera dei Cedri, Telediamante Riviera Dei Cedri, delle Associazioni e degli Scrittori di Diamante. La rassegna si è presentata come una sorta di “spin-off” della 14esima edizione del Mediterraneo Festival Corto tenutosi a Scalea lo scorso Luglio, il cui tema era appunto “con le donne”. Per questo, ogni serata ha visto il saluto istituzionale di rappresentanti dell’amministrazione comunale di Diamante e dell’amministrazione comunale di Scalea.
La rassegna, tenutasi dal 28 Agosto al 3 Settembre tra il Museo DAC e il lungomare della Città dei Murales, ha visto alternarsi convegni, proiezione di cortometraggi e incontri letterari. Al DAC per tutti e sette i giorni, è stata in esposizione la mostra “Da oltre 40 anni contro la tortura” di Amnesty International Italia. Trentasei pannelli che hanno mostrato come la tortura sia ancora praticata in molti Stati del mondo e come Amnesty lavori costantemente per contrastare questa pratica. Numerosi i visitatori che si sono avvicendati nelle sere, rimanendo profondamente toccati da ognuno dei pannelli.
Ancora all’interno del Museo DAC si è tenuto il convegno dedicato alle “Donne di Calabria” in particolare Concetta Pontorieri e Caterina Tufarelli Palumbo. La prima, originaria di Rombiolo, si laureò nel 1921 contro il volere della famiglia, col massimo dei voti presso l’Università di Torino, divenendo la prima donna calabrese a conseguire la laurea. La seconda fu eletta sindaca di San Sosti il 10 marzo 1946 diventando la prima Sindaca donna d’Italia. Entrambe pioniere e modello per tutte le donne calabresi com’è stato ribadito durante il convegno, moderato dalla giornalista Maria Francesca Amodeo con gli interventi dell’Assessora alla Cultura di Diamante, Martina Presta; della Consigliera di Scalea, Gianna Fiore; della nipote della Tufarelli Palumbo, Maria Enza Pisani; della regista Agelica Artemisia Pedatella; dell’avvocata Fatima Kochtab e dell’editrice Maria Pina Iannuzzi, fondatrice de “Le Pecore Nere Editore” oltre che del Direttore Artistico del Mediterraneo Festival Corto, Francesco Presta.
La figura politica della Tufarelli Palumbo che durante il suo operato amministrativo ha realizzato strade, scuole, asili nido ricostruendo la comunità di San Sosti nel dopoguerra, è stata ritratta anche durante l’ultima serata della rassegna, condotta ancora dalla giornalista Maria Francesca Amodeo, insieme alla figura politica di Olympe De Gouges che alla fine del ‘700 in Francia proclamava le sue idee contro la schiavitù e sull’uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna finendo ghigliottinata dai suoi stessi compagni rivoluzionari. A narrare l’operato di queste donne lo scrittore Claudio Cavaliere, l’attrice e regista Angelica Pedatella e la soprano Giuliana Tenuta che ha interpretato “La Marsigliese” e “Je ne regrette rien” di Edith Piaf.
Di donne e diritti umani si è parlato durante la serata dedicata ad Amnesty International Italia con la proiezione del film “Boza or Die” di Alessio Genovese, vincitore della sezione “Diritti Umani” patrocinata proprio da Amnesty Italia, al Mediterraneo Festival Corto 2024. Ad intervenire durante il talk moderato dalla giornalista Francesca Magurno, Anna Elena Viggiano del Coordinamento Donne di Amnesty International Italia; la regista palestinese Farida Kilani vincitrice nel 2020 per il miglior Docufilm al Mediterraneo Festival Corto con “Roots in the middle” e Francesco Presta, D.A. del Festival, nominato da Amnesty Italia “difensore dei diritti umani” per l’opera di sensibilizzazione che da anni porta avanti anche grazie a rassegne come quella andata in scena a Diamante. Durante il talk si è parlato di tortura e della mostra in esposizione al DAC; delle donne afghane cui è stata tolta la voce dal governo talebano; della Palestina e delle donne che muoiono insieme ai propri figli sotto le bombe; delle donne in Italia ancora vittime della cultura patriarcale per come sono vestite e per i ruoli professionali che ricoprono.
Tre gli incontri letterari proposti durante la rassegna con la presentazione dei libri “Il dono e la città” (Bibliotheka edizioni) di don Giacomo Panizza, “Radici con le ali Cammini di calabresi che generano bellezza” (Le Pecore Nere editore) di Alessia Antoucci entrambi moderati dalla giornalista Francesca Magurno e “L’Ora dell’incontro Ricettario Alchemico” di Ida Lo Sardo (Le Pecore Nere editore) moderato dalla giornalista Caterina Bruno.
Ogni incontro è stata occasione per trascendere il libro e parlare di diritti. Dal volontariato alla società e allo Stato di Diritto con Panizza; di una Calabria bella e vitale ma soprattutto operosa e capace di produrre indotto economico con Antonucci; delle donne, del femminino e di quello che ha sempre rappresentato nelle culture fin dai tempi remoti con Lo Sardo.
Protagoniste della rassegna anche le registe donne le quali esistono e resistono in un mondo concepito ancora troppo al maschile. Proiettati: “From Eastern Lands”, Videoclip musicale della band Pallett girato da Sarah Tabibzadeh, regista iraniana in pericolo di vita solo per aver scelto questa professione; “Manco Morto” di Emma Cecala, vincitore del Premio FEDIC al Festival 2024; “Sola in discesa” di Claudia Di Lascia e Michele Bizzi, vincitore come Miglior Film nel 2021, mostra quanti abusi e quante violenze può subire una donna nella sua vita; “It Takes A Village” della regista armena Ophelia Harutyunyan, vincitore come Miglior Film durante la scorsa edizione.
Durante ogni serata il contributo di associazioni e scrittori di Diamante tra cui Francesco Cirillo, Kronos & Kairos, Gli In-Stabili, Le Donne del Cedro, LiberCanto, Dafne.
L’artista Luna Urzì, milanese, di 45 anni, si è aggiudicata la nona edizione del “Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova”, la competizione che dal 2 al 5 agosto ha fatto della città incoronata anche Capitale del libro 2024, un prestigioso museo all’aperto con oltre 700 metri di percorso artistico. La giuria ha incoronato vincitrice l’opera “Come una fiaba”.
Al secondo posto, a pochissimi punti dal gradino più alto, la siciliana Dalila Turco che con l’opera “Maria Luce di Sapienza” ha portato a casa anche il “Premio 130 dei Miracoli”, per aver saputo meglio raccontare l’evento mariano che la città sta vivendo. Ha attraversato l’Oceano, invece, il terzo riconoscimento vinto dal messicano Josè Jesus Mendez con l’opera “Maria inspiracion del mund”.
Gli altri premi sono andati alla siciliana Alisia Ciancialosi per ‘l”Opera Gentile”, mentre alla mantovana Gabriella Romani è stato riconosciuto il Premio di Taurianova Capitale del Libro 2024 per aver dipinto sull’asfalto una nuova pagina del suo libro “Sole, Hummar, Sonne”, presentato nei giorni della kermesse nella Chiesa degli artisti.
Il Premio Popolare decretato dal pubblico presente è andato ad Alberto Forlenza (Opera n.1 – “In gremio Matris sedet sapentia Patris”), quinto nella classifica generale.
La giuria di esperti che ha assegnato i riconoscimenti era formata dalla coordinatrice Paola Artoni, già direttrice del Museo dei Madonnari di Curtatone (Mantova), Fabrizio Sudano direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Paolo Martino direttore del MuDop, Museo diocesano di Oppido, Mariangela Preta direttrice del Polo Museale di Soriano Calabro e di Lidia Angelo, scrittrice e maestra madonnara.
Il tema “Maria, Arte e Sapienza”, hanno spiegato gli organizzatori, ha voluto unire e omaggiare Taurianova Capitale Italiana del Libro e i 130 anni dai Miracoli della Patrona della Città.
“Ogni opera, intrisa di spiritualità e maestria – ha detto il direttore artistico Antonella Larosa – ha rappresentato una pagina viva di storia e devozione, tessendo un dialogo tra passato e presente, tra sacro e artistico. La presenza di artisti provenienti da diverse parti del mondo ha arricchito ulteriormente l’evento, trasformandolo in un vero e proprio crocevia di culture e sensibilità artistiche”.
Reggio, Falcomatà: “Chi diserta il Consiglio Comunale ha perso un’occasione”
A una settimana di distanza è tornato a riunirsi il consiglio comunale a Reggio Calabria.
All’ordine del giorno le discussioni sull’assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2024 ai sensi degli artt. 175, comma 8 e 193 del d.lgs. n. 267/2000; una serie di debiti fuori bilancio e ancora la mozione per il “Riconoscimento dello youth work, della figura dello youth worker, dell’educazione non formale” e la mozione “Istituzione facoltà di medicina dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria”.
La seduta della civica assise si è aperta con un minuto di silenzio, chiesto dal consigliere comunale Giuseppe Sera, nel ricordo di Mario Laface, storico amministratore cittadino, scomparso qualche giorno fa.
A margine dei lavori preliminari l’intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà che ha ricordato Laface «è stato amministratore di questa città – ha detto – un politico impegnato attivamente anche fuori dal ruolo istituzionale ed è giusto che il civico consenso ne onori la memoria e Reggio trovi il modo di ricordarlo in maniera imperitura».
«Il Consiglio comunale va sempre rispettato, come amministratori dobbiamo farlo in tutti i luoghi in cui è richiesta la nostra presenza – ha chiarito preliminarmente il sindaco – anche nel luogo in cui si esercita il nostro ruolo, in cui ci si confronta. Credo che non presentarsi a un consiglio, salvo particolari situazioni, ha un significato preciso e chi fa politica non può che attribuirvi un significato politico. Una scelta legittima ma che fa perdere un’occasione. Pone al di fuori un dibattito che avrebbe dovuto svolgersi all’interno del consiglio comunale. E’ un controsenso, a mio avviso, non partecipare al consiglio e poi essere presente alle commissioni, se non si riconosce la legittimità del civico consesso, non si deve riconoscerla nel suo insieme. Se mi assento dal consiglio e partecipo alle commissioni non torna qualcosa. Si perde tempo sottraendosi al confronto perché poi su punti inseriti all’ordine del giorno si deve tornare. Tutti perdiamo un’occasione: la perde principalmente chi è assente, la perdono i consiglieri presenti che vedono smorzata l’attività di discussione e dibattito e visto che rappresentiamo i cittadini, quando si svuota di significato il consiglio comunale è la città che perde un’occasione».
Al centro del dibattito anche la tematica dell’idrico e il passaggio a Sorical. «Da quando il servizio è passato alla Regione anche le responsabilità sono passate alla Regione – ha affermato il primo cittadino – noi abbiamo il compito di fornire dati chiari ai cittadini, perché ancora oggi vedo molta confusione e noi dobbiamo dare risposte certe. Con Sorical il rapporto è stato improntato fin da subito alla piena collaborazione. La responsabilità è di Sorical ma lavoreremo insieme per dare supporto e governare l’emergenza». I dati riportati dal sindaco non sono confortanti con l’acqua della diga del Menta sotto del 40%, a cui si somma l’impossibilità di attingere all’acqua del Tuccio che dà conforto alle zone della ionica. Da qui l’invito ad avere una consapevolezza maggiore nell’utilizzo dell’acqua e a una campagna per sensibilizzare all’uso consapevole della stessa.
Il sindaco, infine, si è soffermato ancora una volta sulla mancata attribuzione delle funzioni da parte della Regione alla Città Metropolitana. «Come abbiamo ribadito nel corso dell’ultima seduta di consiglio metropolitano, abbiamo sempre un approccio istituzionale alla vicenda. Invece assistiamo a una politicizzazione dell’assegnazione delle funzioni che non dovrebbe essere perché non sono una gentile concessione che le Regioni fanno, ma la semplice osservanza di una legge che ne prevede l’assegnazione. Continueremo a vigilare su questo perché non possiamo aspettare. In questi giorni la nostra Città metropolitana è stata una vetrina importante e penso al successo di pubblico di Sky Calciomercato e Bergafest, un nuovo entusiasmo che va supportato avendone le possibilità. Metrocity non ha le deleghe al turismo e alla cultura, per supportare la programmazione diretta utilizziamo l’attività di marketing territoriale che ci consente di farlo, ma non ci consente la pienezza che avremmo con le deleghe. C’è, ad esempio, un’assenza di guide turistiche, dovrebbe intervenire la Regione. Sono attività dove non ci può esser un approccio relativo alla sensibilità partitica, ma ci deve essere un approccio relativo alla consapevolezza istituzionale, io continuo ad essere fiducioso e promuoverò ulteriore sollecitazione prima della pausa estiva».
Il sindaco è intervenuto sulla mozione per l’istituzione della facoltà di medicina sollecitando a stretto giro la convocazione di un consiglio comunale aperto con tutti gli attori coinvolti nel processo.
I lavori preliminari si sono aperti con l’intervento del consigliere Franco Barreca che risponde circa gli interventi in atto sul fronte idrico, dopo la riunione in Prefettura: «È stato convocato un tavolo tecnico col prefetto, se ne discute da almeno due settimane, ci saranno nuovi incontri nelle prossime ore – ha chiarito – La nostra Amministrazione ha avuto la lungimiranza di aggiungere nuove autobotti che stanno lavorando per dare risposte ai cittadini che ne fanno richiesta». Barreca si sofferma poi sull’isolamento dai treni che andrà da Salerno a Reggio, per cinque giorni alla settimana, chiedendo se si tratta di «prove tecniche di autonomia differenziata». Da qui l’invito a scrivere ai dirigenti di Rfi.
Si sofferma sulle aliquote Tefa e le polemiche delle ultime ore il consigliere Carmelo Versace: «Per onestà intellettuale provo a mettere in fila gli atti prodotti negli ultimi due anni. Ricordo ai concittadini che il servizio di raccolta nel territorio metropolitano era una delle poche funzioni attribuite a Metrocity, con un colpo di spugna della Regione in commissione bilancio, si è deciso di licenziare le funzioni che sono ritornate alla Regione. Oggi non sappiamo chi è il nostro interlocutore, dove si deve conferire. Mi dispiace che per onestà intellettuale questo non venga detto e che non si dica gli aumenti che oggi ci sono frutto di quella scelta».
Rosarno: a breve l’affidamento del servizio della raccolta differenziata dei rifiuti
È scaduto domenica scorsa, 7 luglio 2024, il nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani differenziati per i prossimi tre anni. L’importo complessivo previsto è di circa cinque milioni di euro.
Il bando prevedeva che gli operatori interessati presentassero le loro offerte, utilizzando come criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo criterio terrà conto del miglior rapporto qualità-prezzo, un aspetto fondamentale per garantire un servizio efficiente e sostenibile.
La gara richiede un’attenzione particolare alla raccolta dei rifiuti in tutte le vie di Rosarno e al miglioramento della pulizia urbana, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale.
“Dopo vari bandi pubblicati e andati deserti, auspichiamo che questa sia la volta buona per poter finalmente affidare un servizio strategico e fondamentale per tutti i cittadini. Questo nuovo bando, infatti, vuole essere un importante cambio di marcia per il settore ambientale: diversi sono i miglioramenti previsti, frutto di una lunga fase di ascolto ed analisi delle attuali criticità, che hanno l’obiettivo di rendere più efficiente il servizio in città e agevolare i cittadini nella fase del conferimento al fine di incrementare le percentuali di raccolta differenziata”, a dichiararlo è l’assessore all’Ambiente del Comune di Rosarno, Antonino Pronestì.
“L’affidamento del servizio, nelle more dell’esame delle offerte e dei controlli che l’Ufficio preposto effettuerà, rappresenterà un grandissimo risultato per la Città di Rosarno. Comunicheremo, in conferenza stampa, l’operatore economico aggiudicatario e lanceremo una massiccia campagna informativa sul corretto conferimento dei rifiuti per educare e sensibilizzare i cittadini che sono alleati fondamentali nella tutela dell’ambiente” – prosegue Pronestì.
Le novità saranno introdotte gradualmente, per consentire alla popolazione di prendere progressivamente dimestichezza con il nuovo servizio e saranno adeguatamente illustrate all’interno di un apposito piano di comunicazione. Tra i tanti, l’obiettivo primario è raggiungere la tanto agognata raccolta differenziata.
“La differenziata oltre salvaguardare l’ambiente – conclude l’Assessore Pronestì – ci permetterà di razionalizzare le spese dell’intero processo della gestione dei rifiuti e ai cittadini di pagare meno la TARI (la tassa dei rifiuti) che, auspichiamo, possa diminuire per tutti.”
Un’azione diffusa per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di comportamenti responsabili di fronte a una delle maggiori piaghe dell’estate. Prende il via la campagna di Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) contro gli incendi in prossimità dei tracciati stradali e autostradali causati da sigarette accese gettate dai veicoli. Anche di recente, complice la siccità e le alte temperature del periodo, si sono verificati al margine di strade e di autostrade, a causa di un fenomeno vietato e sanzionato dal Codice della Strada e dal Codice Penale (art. 674, “getto pericoloso di cose”).
Anas, in particolare, richiama l’attenzione sulle raccomandazioni della Protezione Civile per fronteggiare questo fenomeno:
- non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi;
- non abbandonare rifiuti: sono un pericoloso combustibile;
- non parcheggiare sull’erba secca: la marmitta calda può provocare un incendio;
- non accendere fuochi dove non è permesso, usare solo le aree attrezzate;
- se è stato acceso un fuoco non allontanarsi finché non è spento del tutto;
- non bruciare stoppie o residui agricoli;
- rispettare le ordinanze comunali.