Un elicottero dell’azienda Calabria Verde della regione Calabria destinato alle operazioni antincendio è andato distrutto in un incendio che ha coinvolto stasera una discarica a Rizziconi, nel reggino. L’elicottero era parcheggiato su un terreno comunale nelle adiacenze della discarica. Al momento non è ancora chiaro se l’incendio – la cui origine potrebbe essere dolosa – sia divampato nella discarica per poi estendersi all’elicottero o se sia avvenuto il contrario. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco. Presenti anche carabinieri e polizia per accertare la dinamica di quanto accaduto.
I carabinieri hanno fermato, stamane, un 28enne ritenuto l’autore dell’incendio che nella tarda serata ha coinvolto la discarica di Cittanova ed ha distrutto un elicottero dell’azienda Calabria Verde della regione Calabria destinato alle operazioni antincendio che era parcheggiato su un terreno comunale nelle adiacenze della discarica. Secondo quanto si è appreso, gli investigatori escludono contesti estorsivi o legami con ambienti legati alla criminalità organizzata. (ANSA).
azienda Calabria Verde
Un territorio che si distrugge tra le fiamme di un fuoco provocato dai comportamenti scellerati di persone compromesse, con spiccate capacità di occultare particolari interessi, indica un nuovo percorso da seguire, fatto di azioni concrete e non più di sottovalutazioni, constatato che nella sola giornata dello scorso 22 luglio, sedici roghi hanno imperversato, devastando molte aree della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Non possono essere queste delle coincidenze, ma una vera organizzazione criminale, considerata la contemporaneità dei fuochi e soprattutto i luoghi dove questi si generano, con inneschi di tipo doloso, anche se facilitati, dalla ormai dimostrata trascuratezza e incuria verso l’intero territorio.
Non può essere solo un fatto culturale, anche se importante, quando inspiegabilmente in cinque giorni brucia mezza Calabria, crediamo si tratti di criminalità organizzata e per questo invochiamo un apposito gruppo di inquirenti specializzati, affinché si portino avanti delle indagini sofisticate e non restino impuniti tutti coloro i quali praticano questo odioso e distruttivo reato. Alla parte criminale, che va perseguita con i metodi giudiziari previsti, segue una parte più politica del fenomeno, che sconta dei limiti sul piano organizzativo e degli investimenti, senza mai riuscire a fronteggiare gli incendi in maniera adeguata e coordinata, attraverso azioni di attività di prevenzione da svolgere su tutto il territorio, durante tutto l’anno e non solo nella fase emergenziale.
S’investe poco sulla prevenzione e manca un vero coordinamento, proprio, tra prevenzione e gestione dell’emergenza, mediante un patto che vede coinvolti tutti i soggetti interessati, con i sindaci assegnatari di poteri di ordinanza, nonché di risorse aggiuntive da utilizzare per questo scopo specifico, oggi, che in questa realtà Metropolitana, Azienda Calabria Verde, non adempie le funzioni di un’adeguata prevenzione incendi e tutela del territorio, non avendo più nelle disponibilità manodopera fisicamente idonea, vista l’età avanzata, per svolgere questo pericoloso lavoro.
Pertanto, questa è la fase dove i Comuni sono le prime istituzioni che devono potersi candidare alla gestione delle vulnerabilità e fragilità del proprio territorio, rivendicando un congruo finanziamento per la sistemazione dei contesti che favoriscono l’innesco e il diffondersi degli incendi, partendo dalle prossimità degli abitati e gestendo la pulizia lungo i bordi di tutta la viabilità locale e interpoderale. Occorrono interventi di prevenzione mirata, senza superficialità, superando tutti quegli impedimenti che ogni anno rendono questi periodi emergenziali, accentuando gli atavici aspetti di precarietà e mancata tutela ambientale e del territorio.
Precarietà e incompiutezza di provvedimenti, sempre annunciati e mai realizzati, suscitano indignazione, ogni qualvolta i danni si contano e sono ingenti, come in questo caso, dove la vastità degli incendi ha distrutto ettari di bosco, macchia mediterranea, abitati, allevamenti, provocando panico e sconforto nelle comunità, nonostante gli sforzi da parte dei vigili del fuoco, che per l’emergenza, dal comando, hanno fatto giungere unità operative da Roma, Caserta, Matera, Crotone, Catanzaro, dei pochi lavoratori forestali rimasti, dei volontari e delle forze dell’ordine tutte.
Alla casa circondariale San Pietro un albero per il giudice Paolo Borsellino
“E’ importare ricordare una figura centrale della storia della Repubblica italiana come quella del giudice Paolo Borsellino, soprattutto in un luogo come un carcere, come anche degli altri grandi servitori dello Stato che con lui hanno perso la vita nel tragico attentato di Via D’Amelio a Palermo. Questa giornata la vivo con maggiore emozione, diversa, anche alla luce della discussione politica nazionale. Ascoltare alcune dichiarazioni di ministri del nostro Governo che delegittimano i giudici Falcone e Borsellino, e il loro lavoro, con la modifica di una legge che punisce maggiormente tutti gli apparati mafiosi, mi fa riflettere profondamente”. Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenendo oggi al carcere di Reggio Calabria, plesso di San Pietro, alla piantumazione di un albero di ulivo, in ricordo del giudice Paolo Borsellino, a 31 anni dalla sua morte insieme agli agenti di scorta.
“Il solo pensiero di poter modificare quel testo normativo, magari favorendo indirettamente i sistemi criminali – aggiunge – mi fa vivere questa giornata di ricordo e memoria in maniera convulsa. Da rappresentante delle istituzioni – conclude Versace – mi auguro che la presenza della premier Giorgia Meloni, oggi a Palermo possa definitivamente chiudere queste polemiche e dare una svolta al sistema giudiziario, ma dove serve, per garantire alle forze dell’ordine tutto quello che necessita”.
La cerimonia di piantumazione dell’albero di ulivo, donato dall’azienda Calabria Verde, è stata promossa dalla direzione degli Istituti penitenziari di Reggio Calabria, diretti da Giuseppe Carrà e dall’associazione Biesse, presieduta da Bruna Siviglia. Presente l’Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone che ha benedetto una targa ricordo del giudice Paolo Borsellino. Hanno preso parte, inoltre, tutte le autorità civili e militari, tra cui il capo della Procura della Repubblica, Giovanni Bombardieri.