Due giovani, entrambi diciottenni, sono stati denunciati in stato di libertà dalla Polizia di Stato con l’accusa di essere i responsabili della rapina compiuta nell’aprile dello scorso anno a Reggio Calabria ai danni di una donna di 72 anni. L’anziana, nel momento in cui le venne strappata la borsa, cadde, procurandosi lesioni giudicate guaribile in un mese. I due giovani denunciati sono un brasiliano ed un romeno. In un primo momento era stato individuato il ragazzo brasiliano e, successivamente, i poliziotti sono arrivati al suo complice. Sarebbe stato proprio quest’ultimo a strappare la borsa all’anziana, provocandone la caduta. (ANSA).
polizia di stato
Aveva in casa 80 grammi di marijuana suddivisa in dosi e pronta ad essere venduta al minuto. Un uomo è stato denunciato in stato di libertà dalla Polizia di Stato a Vibo Valentia. La sostanza stupefacente è stata individuata dagli agenti, nell’ambito di un servizio di controllo a carattere provinciale svolto congiuntamente sul territorio da personale della Squadra Mobile con l’ausilio delle Volanti, del Commissariato di Serra San Bruno e del Posto Fisso di Tropea. In particolare, nel corso della perquisizione domiciliare a casa dell’uomo, nella zona della frazione Bivona, sono stati trovati anche un bilancino e materiale vario per il confezionamento. Nell’ambito delle medesime attività un’altra persona è stata denunciata in stato di libertà dopo che nella sua abitazione è stato trovato e sequestrato del munizionamento calibro 12 abusivamente detenuto. (ANSA).
Deteneva illegalmente, nel garage di pertinenza della sua abitazione, oltre un quintale di artifizi pirotecnici sottoposti a sequestro. Un uomo è stato denunciato a Serra San Bruno per reati in materia di armi ed esplosivi dagli agenti della Squadra Mobile di Vibo Valentia che hanno operato assieme ai colleghi del locale commissariato e dell’Unità antiesplosivo e artificieri della Polizia di Stato.
All’interno del garage di casa della persona arrestata, risultata priva di qualsiasi licenza in materia, sono stati trovati infatti artifizi della categoria F2, per un peso complessivo di massa attiva di solo materiale esplodente pari a 16 chilogrammi, nonché per un peso complessivo di oltre 100 chilogrammi di altri articoli pirotecnici. Il materiale, secondo gli esperti della Polizia di Stato, qualora fosse stato illecitamente venduto a terzi, avrebbe potuto costituire un serio pericolo per l’incolumità personale e per la sicurezza pubblica. Il sequestro è il terzo operato dalla Polizia di Stato nell’ambito delle attività mirate al contrasto alla circolazione di botti illegali in concomitanza all’avvicinarsi delle festività di fine anno. (ANSA).
Operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Catanzaro, nel comune di Rocca di Neto, nel Crotonese, nei confronti di alcuni appartenenti alla ‘ndrangheta che avrebbero avuto collegamenti con gli Stati Uniti d’America. Diciotto sono i provvedimenti di fermo eseguiti dalla polizia nell’ambito dell’operazione su un’associazione mafiosa con base nel comune del Crotonese, e proiezioni negli Stati Uniti d’America dove avrebbe gestito una vasta serie di attività illecite. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Paolo Sirleo, che ha diretto l’inchiesta in stretto coordinamento con il Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri. Le persone destinatarie dei provvedimenti sono fortemente indiziate di appartenere ad un’associazione per delinquere di stampo mafioso. All’operazione che è in corso stanno partecipando duecento agenti appartenenti al Servizio centrale operativo della Polizia di Stato (Sco), alle Squadre mobili di Crotone e Catanzaro ed ai Reparti prevenzione crimine, unitamente a personale dell’Fbi, ovvero il Federal Bureau of Investigation. Alcune perquisizione sono state effettuate alcune anche a New York. L’associazione mafiosa che è stata sgominata, secondo quanto è emerso dalle indagini, aveva un gruppo satellite nella Grande Mela composto da italo-americani da tempo residenti nella metropoli statunitense che gestiva una vasta serie di attività illecite. Le perquisizioni, disposte dalla Dda di Catanzaro, sono state eseguite da personale dell’Fbi. (ANSA).
Silp Cgil: nessuna risorsa alla sicurezza sul lavoro nella legge di bilancio
“Un ringraziamento particolare alle donne e agli uomini della Polizia di Stato per la loro attività di servizio per la sicurezza della nostra comunità. Fare il poliziotto non è un semplice mestiere, ma una vera e propria vocazione. Mettersi al servizio degli altri, intervenire per primi in situazioni di pericolo o di emergenza, proteggere la comunità, a cominciare dai soggetti più fragili, è certamente un’attività meritoria per la quale l’intera cittadinanza deve essere riconoscente”. E’ quanto afferma il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana di Reggio Calabria Carmelo Versace intervenendo quest’oggi nel corso della presentazione dei nuovi calendari 2023 presso la sede del Liceo Classico Tommaso Campanella di Reggio Calabria.
“Ringrazio il Questore Bruno Megale per aver voluto condividere con i nostri ragazzi una dettagliata illustrazione delle attività che quotidianamente svolgono le donne e gli uomini della Polizia di Stato sul nostro territorio – ha aggiunto Versace – da parte nostra, come cittadini ancor prima che da istituzioni, vogliamo ribadire la nostra vicinanza a chi quotidianamente lavora per la nostra sicurezza e per garantire i nostri diritti. Credo che i ragazzi che hanno assistito a questa presentazione abbiano avuto oggi una grande occasione: quella di comprendere che gli operatori di Polizia sono anzitutto persone, che lavorano al servizio del bene comune, e che vanno rispettate, aiutate e sostenute, anche attraverso i nostri comportamenti quotidiani nel rispetto delle regole e nella difesa delle persone più deboli”.
E’ giunto a Fiumicino proveniente dalla Spagna, Mario Palamara, latitante di spicco della ‘ndrangheta calabrese arrestato lo scorso 11 ottobre a Fuengirola (Spagna). L’uomo, 53 anni, di Melito Porto Salvo (Rc), definito dalla polizia “a tutti gli effetti broker della ‘ndrangheta“, era operativo in Toscana e più specificamente al porto di Livorno e ricercato dal 2015 dai giudici e dalle forze di polizia di diverse parti d’Italia. L’arresto è maturato grazie alla sinergia investigativa tra il Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia di Stato, il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della Guardia di Finanza, la Direzione centrale per i Servizi antidroga (Dcsa), il Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia – Progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), l’Udyco Central della Policia Nacional spagnola.
A suo carico erano attivi due mandati di arresto europeo emessi dall’Autorità giudiziaria fiorentina su richiesta della Dda per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di sostanze stupefacenti e per la fabbricazione di documenti falsi con l’aggravante della finalità di commettere altri reati in relazione a indagini condotte dalle Squadre mobili delle Questure di Firenze e di Livorno. Era anche ricercato per scontare una pena a 14 anni e 4 mesi per traffico illecito di sostanze stupefacenti e concorso in riciclaggio comminatagli dalla Corte d’Appello di Venezia al termine di lunghe indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Venezia e coordinate dalla Dda del capoluogo veneto. Anche a Catanzaro era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di cocaina. (ANSA).
Gallina: grande partecipazione per l’evento Insieme contro la violenza sulle donne
Una panchina rossa verniciata dagli alunni e posta nelle pertinenze dell’Istituto “V. Asprea” di Gallina, è il segno tangibile e conclusivo del Convegno “Insieme contro la violenza sulle donne” che, il 24 novembre, si è tenuto nei locali della scuola e a cui hanno partecipato gli studenti e le studentesse di tutte le classi della Scuola Secondaria di primo grado. A condurre la tavola rotonda: il Dirigente scolastico, Ing. Ubaldini Antonino Giuseppe, il Dott. Priolo Roberto, Commissario della Questura di Reggio Calabria, l’Assessore all’Istruzione e alle politiche educative, dott.ssa Nucera Anita Lucia, l’Assessore alle Pari opportunità e alle Politiche di genere, dott.ssa Martino Angela, la Psicologa e Psicoterapeuta, Dott.ssa Mesiano Francesca , che cura anche lo Sportello psicologico dell’Istituto. Con un giorno d’anticipo rispetto al 25 novembre, data canonica scelta dalle Nazioni Unite per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, gli studenti e le studentesse hanno avuto occasione di ascoltare e di porre domande a queste persone impegnate nella lotta di questa annosa piaga.
Il problema sta assumendo proporzioni di vera e propria emergenza nazionale, come si è potuto costatare dai numeri che il dirigente ha esposto, che indicano la violenza come la maggiore causa di morte per le donne. Il Dott. Priolo, nella sua qualità di membro della Polizia di Stato, ha chiarito, ai ragazzi e alle ragazze, che si tratta di una vera violazione dei Diritti umani, e che qualunque atto che limiti la libertà delle donne, si può considerare violenza. Ha, poi, illustrato brevemente quali siano, in Italia, le leggi che tutelano le donne, parlando dell’esistenza di centri antiviolenza e rifugi che le accolgono in caso di necessità, puntando l’attenzione anche sul fatto che la violenza sulle donne è uno degli aspetti di una problematica più ampia: la violenza di genere. Le domande degli allievi e delle allieve hanno consentito di precisare quali gli aspetti del fenomeno, che coinvolge anche l’ambito familiare, dalla violenza fisica e psicologica a quella economica, facendo emergere che l’eliminazione di tutte quelle situazioni di disuguaglianza e discriminazione, in cui si radica e progredisce la violenza, in ogni sua forma, potrebbe essere un modo per arginare il problema.
Le dott.sse Nucera e Martino, hanno indicato la cultura, l’educazione delle nuove generazioni al rispetto e all’accoglienza, la rivendicazione, per le giovani donne, della libertà e il diritto alla realizzazione personale in ogni campo, come strade per estirpare dalla società il pregiudizio d’inferiorità e dare alle donne il ruolo che meritano. Troppo spesso, ha ribadito l’Assessore Martino, le donne primeggiano negli studi universitari, ottenendo brillanti risultati anche in campi per tanto tempo loro preclusi, ma vengono discriminate nel lavoro. I ruoli apicali rimangono, tristemente, appannaggio dei colleghi uomini. In ultimo, l’intervento della Dott.ssa Mesiano, che ha analizzato il problema sotto il profilo psicologico, mettendo in evidenza le ricadute di maltrattamenti e violenze sull’autostima delle vittime, ciò provoca depressione, senso di impotenza, fino alla dipendenza dal carnefice. Un’occasione importante, dunque, per confermare la Scuola come luogo privilegiato in cui riflettere sul ruolo delle donne oggi, sul loro cammino per l’emancipazione, per la conquista di pari diritti, per combattere un’atavica e presunta inferiorità rispetto all’uomo che, sebbene nessuno oggi avrebbe il coraggio di affermare, a parole, nei fatti rimane un tabù ancora difficile da sradicare.
Sono stati individuati gli autori di una serie di danneggiamenti e furti compiuti nella notte del 23 novembre scorso in diverse attività commerciali di Reggio Calabria collocate tra Corso Garibaldi, via Aschenez, via Filippini e via del Torrione e che avevano creato allarme in città. Al termine delle attività condotte dal personale della Polizia di Stato in servizio all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico gli autori sono stati individuati in una donna di 45 anni e un uomo di 40, già noto alle forze dell’ordine per furto, evasione, minaccia, incendio, ricettazione e lesioni personali. I due, entrambi sono italiani e percettori del reddito di cittadinanza, sono stati denunciati per furto aggravato in concorso e danneggiamento aggravato in concorso. Originari e residenti, rispettivamente, ad Asti e Benevento, ma domiciliati a Reggio Calabria, sono stati individuati dopo un’attenta analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di video sorveglianza presenti nelle aree interessate da ciascun episodio criminale ed al ritrovamento di vario materiale probatorio che è stato posto sotto sequestro. (ANSA).
‘Ndrangheta, il Prefetto Messina sconsolato: ” il Carcere non porta a rompere con il clan”
“Anche in questo caso il carcere, per coloro che appartengono all’organizzazione mafiosa, specialmente con un ruolo di vertice” non porta a rompere definitivamente con il clan, “tanto che quando escono dopo essere stati anche detenuti modello ricominciano con più forza“. Lo ha spiegato il prefetto Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato, nella conferenza stampa indetta stamane dal Procuratore della Repubblica di Milano Marcello Viola, sull’operazione della Dda e della Squadra Mobile di Milano che, con 49 arresti, ha smantellato la locale di ‘Ndrangheta di Rho, nel Milanese. “‘O pentimento, o morte’, non si viene fuori in altra maniera dalle organizzazioni di mafia. È un dato importante perché ci troviamo a giocare una partita delicatissima sulle questione che riguardano il 41 bis e l’ergastolo ostativo“, ha aggiunto Messina. (ANSA).