L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento che consente il riavvio del percorso di progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto apre importanti scenari di investimento nel Sud del Paese, che necessita, segnatamente in Calabria e Sicilia, del ricorso alle massime competenze tecniche e scientifiche, oltre che di un importante impegno economico.
Il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria Giuseppe Zimbalatti sottolinea il ruolo che il mondo della ricerca e della formazione può e deve avere nella esecuzione della grande infrastruttura. La Comunità Scientifica della Mediterranea, con le competenze e l’elevato livello della ricerca che contraddistingue le attività dei suoi Dipartimenti e dei suoi Laboratori, è pronta ad offrire il necessario supporto scientifico per le attività di studio e di ricerca di avanguardia che saranno richieste per definire il quadro dei possibili interventi, sulla base degli elementi di conoscenza indispensabili per tutte le necessarie valutazioni.
università mediterranea
Si parla di AUTONOMIA DIFFERENZIATA, di come si è arrivati a questa riforma, di com’è la situazione attuale e di cosa cambia con il trasferimento in esclusiva alla Regione “differenziata” di poteri e risorse (finanziarie, umane e strumentali) per 23 materie, dalla sanità alla scuola, dai porti e aeroporti alle strade e autostrade, dalle ferrovie alla ricerca, dall’università ai beni culturali e musei, dai beni ambientali alle soprintendenze, dal lavoro alla previdenza, dalle attività produttive e camere di commercio alla finanza locale, dall’acqua e demanio idrico alla produzione e distribuzione di energia, dal commercio con l’estero all’agricoltura, dalle casse di risparmio alle casse rurali, dalle professioni all’ordinamento sportivo, dalla giustizia di pace alla comunicazione.
La cittadinanza è inviata a partecipare per un’operazione verità su una trasformazione radicale degli assetti di potere in Italia, questioni che riguardano i diritti di tutti gli italiani.
Sabato 25 marzo ore 10. Salone delle Conferenze Dipartimento DiGiES – Università Mediterranea – Palazzo Sarlo – Via Tommaso Campanella n. 38/A – Reggio Calabria
CONVEGNO
CAUSA ED EFFETTI DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
COSA CAMBIA IN CALABRIA, NEL SUD, IN ITALIA
Modera Piero Gaeta Caposervizio Gazzetta del Sud.
Claudio Aloisio Presidente Confesercenti Reggio Calabria.
Santo Biondo Segretario Generale UIL Calabria.
Domenico Marino Professore Politica Economica Un.Mediterranea Reggio Calabria.
Corrado Edoardo Mollica Avvocato, già componente Oss.Federalismo fiscale UniRC.
Domenico Vecchio Presidente Confindustria Reggio Calabria.
Carmelo Versace Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria.
Si parla di AUTONOMIA DIFFERENZIATA, di come si è arrivati a questa riforma, di com’è la situazione attuale e di cosa cambia con il trasferimento in esclusiva alla Regione “differenziata” di poteri e risorse (finanziarie, umane e strumentali) per 23 materie, dalla sanità alla scuola, dai porti e aeroporti alle strade e autostrade, dalle ferrovie alla ricerca, dall’università ai beni culturali e musei, dai beni ambientali alle soprintendenze, dal lavoro alla previdenza, dalle attività produttive e camere di commercio alla finanza locale, dall’acqua e demanio idrico alla produzione e distribuzione di energia, dal commercio con l’estero all’agricoltura, dalle casse di risparmio alle casse rurali, dalle professioni all’ordinamento sportivo, dalla giustizia di pace alla comunicazione.
La cittadinanza è inviata a partecipare per un’operazione verità su una trasformazione radicale degli assetti di potere in Italia, questioni che riguardano i diritti di tutti gli italiani.
Martedì 21 marzo 2023 alle ore 8.30 presso l’Aula Magna Falcomatà di Ingegneria (località Graziella) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria, della Calabria e Sicilia organizzano un convegno dal titolo “Giornata mondiale dell’acqua – Difesa, Restauro e Valorizzazione delle Aree costiere”.
Al convegno saranno presenti Nello Musumeci Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Giusy Princi Vice Presidente della Regione Calabria, Renato Schifani Presidente della Regione Siciliana, Angelo Domenico Perrini Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Alessandro Aricò Assessore Infrastrutture e della Mobilità Regione Sicilia, Elena Pagana Assessore del Territorio e dell’Ambiente della Regione Sicilia, Giuseppe Zimbalatti Rettore dell’Università Mediterranea e gli Assessori regionali di Calabria e Sicilia.
L’evento è frutto della sempre più stretta sinergia tra l’Ateneo reggino e l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiale (DICEAM) e di Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile (DIIES).
Il Rettore Giuseppe Zimbalatti “evidenzia l’importanza dell’evento, che vedrà la partecipazione nella qualità di relatori di alcuni docenti della Mediterranea, i quali affronteranno tematiche di grande attualità connesse alla salvaguardia ambientale delle nostre coste e dei nostri territori e alla produzione di energia dal mare. La conferenza sarà un’occasione di approfondimento e di discussione tra i vari attori interessati su argomenti strategici per ridurre la vulnerabilità e l’esposizione ai rischi costieri in chiave di sostenibilità, resilienza e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici ma anche sulle opportunità di sviluppo economico dei territori costieri siciliani e calabresi.”
L’origine e la domesticazione della vite finora avvolta in un mistero di difficile decifrazione risalgono a circa 11 mila anni fa, grazie a due differenti eventi di domesticazione separati geograficamente circa 1.000 km, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso meridionale. E’ quanto riportato nell’ultimo numero della prestigiosa rivista Science da un gruppo internazionale di ricerca. Gli autori hanno condotto la più vasta analisi genetica mai condotta sulla vite, basata su circa 2.500 vitigni raccolti da ventitrè istituzioni in sedici nazioni del mondo, il cui DNA è stato interamente sequenziato.
La ricerca è stata guidata dall’Università di Yunnan (Cina), con la collaborazione italiana delle Università di Milano, Milano-Bicocca e Università Mediterranea di Reggio Calabria, e dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Palermo. Gli autori afferenti all’Università di Reggio Calabria sono il prof. Francesco Sunseri, docente di genetica agraria ed il dottore di ricerca Francesco Mercati, ora ricercatore presso il CNR di Palermo, afferenti al Dipartimento di Agraria della Mediterranea.
Il risultato della ricerca dimostra che gli eventi di domesticazione della vite sono stati due, smentendo i lavori precedenti che indicavano un solo evento nel Caucaso. Secondo i ricercatori i due eventi sono avvenuti contemporaneamente, circa 11 mila anni fa, quindi in concomitanza con l’avvento dell’agricoltura e quattromila anni più tardi rispetto a quanto ritenuto in precedenza. Sebbene l’evento di domesticazione nel Caucaso meridionale sia anche associato alle prime vinificazioni (fonti storiografiche), la nascita del vino in Europa nasce dall’incrocio tra le viti selvatiche di questa Regione e le uve domesticate del Vicino Oriente, inizialmente utilizzate solo per il consumo fresco (uva da tavola).
Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno sequenziato nel dettaglio il DNA del progenitore selvatico, comparandolo con il DNA dei 2.500 vitigni raccolti in tutto il mondo. In questo modo, gli autori hanno anche identificato alcuni geni, relativi a sapore, colore e consistenza dell’uva, che potrebbero aiutare i viticoltori a migliorare i loro prodotti e a rendere le varietà attuali più resistenti ai cambiamenti climatici.
Per fortuna, “il nostro studio ha dimostrato che esiste ancora una riserva di biodiversità nelle popolazioni di vite selvatica, della sottospecie sylvestris, ancora presenti in Italia ed in Calabria, non edibili ma preziose per la società moderna perché contengono geni che offrono resistenza alle malattie e ai cambiamenti climatici”, ha dichiarato Francesco Sunseri, coautore del nuovo studio e genetista agrario presso il Dipartimento di Agraria della Mediterranea.
“Ma il nostro studio ha fornito soprattutto una svolta sorprendente sulla storia della domesticazione della vite, dimostrando che tale evento è avvenuto due volte”, prosegue Francesco Sunseri, “entrambi gli eventi si sono verificati nello stesso periodo, uno nella regione del Caucaso, l’attuale Georgia, ed uno nell’Asia occidentale; l’evento del Caucaso sembra abbia dato origine ai primi vitigni da vino, mentre l’evento dell’Asia occidentale è stato utile a selezionare i primi vitigni da tavola”.
Questi ultimi si sono poi incrociati con viti selvatiche locali per selezionare i vitigni da vino più famosi d’Europa, compresa la Magna Grecia.
Infine, è stato dimostrato che l’aumento degli scambi commerciali hanno favorito il commercio di cultivar superiori tra le regioni euroasiatiche e ciò è risultato particolarmente evidente nelle cultivars italiane che condividono tre o più parentele genetiche con altre cultivars, ponendo le basi per uno studio definitivo della grande biodiversità vitivinicola italiana con la sfida a districare la storia genealogica di molte cultivar, peraltro già ben avviata in precedenti lavori degli stessi autori italiani.
Conclude il Rettore dell’Università Mediterranea, Prof. Giuseppe Zimbalatti “Un altro importante risultato per il nostro Ateneo, sia per la pubblicazione sulla rivista Science, una delle due più importanti al mondo, ma anche e soprattutto per le novità scientifiche ivi riportate che potranno contribuire in particolare alla valorizzazione ed allo sviluppo della viticoltura mediterranea e calabrese”
Martedì 28 febbraio, ore 18:00, presso la sala consiliare del Comune di Melito Porto Salvo, saranno presentati gli elaborati grafici del futuro Centro di Aggregazione Giovanile, ideato all’interno di Rizoma, il progetto del Consorzio Macramè, sostenuto da Con i Bambini, che pone in essere azioni e interventi per il contrasto della povertà educativa nei territori dell’area grecanica calabrese.
Dopo i saluti introduttivi del Sindaco di Melito Porto Salvo, Salvatore Orlando, interverranno anche Giusy Tripodi, componente dello staff del progetto Rizoma e il prof. Ottavio Amaro, del Laboratorio Landscape in Progress dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, partner del progetto.
Rizoma nasce nel 2018, ispirandosi a una metafora presa in prestito da Carl Gustav Jung: «La mia vita mi ha sempre fatto pensare ad una pianta: la sua vera natura è invisibile, nascosta nel rizomma».
Con Rizoma, il Consorzio Macramè ha coinvolto 29 partner tra cui 10 organizzazioni del terzo settore, 5 Scuole e 6 Comuni del territorio grecanico, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, 6 associazioni e la Fondazione Zancan quale soggetto valutatore esterno.
L’obiettivo comune è stato da subito quello di diventare una comunità educante che agisce per contrastare la povertà educativa nell’area grecanica, innescando un processo di valorizzazione delle risorse esistenti sul territorio ma oggi nascoste, sotterranee – come le radici – finalizzate a lavorare sotto la superficie per generare frutti.
Dal 2018 sono state avviate quasi tutte le attività previste dal progetto, nonostante la lunga interruzione causata dalla situazione di emergenza sanitaria. Grazie ai risultati delle attività Studenti creattivi e La Comunità educante ha preso vita il primo Laboratorio di Comunità, inteso come spazio di aggregazione e socializzazione che, con il Centro di Aggregazione Giovanile, troverà sede fisica presso l’immobile ex-mercato di Melito Porto Salvo.
Il nascente Centro di Aggregazione si interseca con le politiche pubbliche del welfare rivolte ai giovani e alla comunità rianimando uno spazio altrimenti poco utilizzato, quello dell’ex mercato coperto, e con l’attivazione di servizi attualmente inesistenti sul territorio, come quello della biblioteca pubblica.
La nuova sfida sarà quella di offrire sostenibilità futura al Centro di Aggregazione una volta cessati gli effetti del progetto Rizoma, di immaginarne la sua prosecuzione nel tempo rendendo protagonista la comunità educante e sospingendo la sinergia tra Istituzioni e Terzo settore che costituisce una delle radici del progetto Rizoma.
Mediterranea, nuove attività per il Dottorato in Ingegneria dell’Informazione
Il 28 febbraio e il 1 marzo avranno luogo, presso i locali del Laboratorio di Analisi dei Sistemi di Trasporto (LAST), gli eventi organizzati dal gruppo di Trasporti del Dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e dalle Infrastrutture dell’Energia Sostenibile (DIIES) sono titolati: “Integration of Transport, ICT and Energy for smart and sustainable development: Advanced theories and scientific applications for Trasportation Systems“.
Questi incontri sono promossi dall’Università degli studi Mediterranea nell’ambito del Dottorato in ingegneria dell’Informazione e dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile -MOST. L’evento è articolato in:
- seminario scientifico dal titolo “Day to Day Dynamic Assignment: state of the art and research perspectives”, tenuto dal prof. Giulio E. Cantarella dell’Università degli Studi di Salerno;
- mini-corso dal titolo “Port generations: the dynamic evolution of ports”, tenuto dai proff. Francesco Russo e Giuseppe Musolino del DIIES.
- relazioni scientifiche relative a linee di ricerca attive presso lo spoke4-Rail Transportation del “Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile – MOST”
Nel dettaglio, il 28 febbraio i lavori si terranno dalle 13:00 alle 17:00 con il Mini-corso e proseguiranno dalle 17:00 alle 19:00 con un seminario. Il 1 marzo l’inizio è previsto alle ore 8:45 fino alle 11:00 con un seminario, a seguire, dalle 11.00 alle 15.00 un Mini-corso.
L’evento è coerente con le attività di ricerca svolte dal DIIES, in quanto affiliato allo spoke4-Rail Transportation del Centro Nazionale della Mobilità Sostenibile-MOST, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
L’11 febbraio si è celebrato in tutto il mondo la “Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza”, istituita dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di puntare i riflettori sul tema “donne e scienza” per promuovere una maggiore partecipazione delle ragazze alla formazione e alle professioni scientifiche.
In occasione di questa ricorrenza, martedì 21 Febbraio alle ore 10.00 presso l’Aula Magna di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria si terrà lo spettacolo teatrale “La Forza Nascosta. Scienziate nella Fisica e nella Storia”.
É la prima volta che va in scena nel Sud Italia.
Con l’attrice Elena Ruzza e il soprano Fé Avouglan; la regia di Gabriella Bordin.
L’evento è organizzato dal CUG (Comitato Unico di Garanzia) della Mediterranea in collaborazione con il Settore Orientamento dell’Ateneo reggino.
Lo spettacolo celebra il contributo femminile alla scienza offrendo una visuale sulla fisica del ‘900 attraverso gli occhi di quattro scienziate. Molte donne hanno contribuito allo sviluppo e alla diffusione della Scienza. In particolare, nel XX secolo diverse Scienziate hanno avuto un grande impatto sullo sviluppo della Fisica Moderna. Tuttavia, i loro lavori di ricerca, insieme al loro talento e alla loro passione, non sono sempre stati riconosciuti adeguatamente: una Forza Nascosta che chiede ancora oggi di essere scoperta, raccontata e festeggiata.
Il progetto, che nasce dall’interazione di un gruppo di ricercatrici in Fisica, Innovazione, Storia e Teatro, narra del forte valore intellettuale ed umano, del talento e della determinazione che hanno portato queste donne a raggiungere risultati fondamentali per la comprensione della natura (http://laforzanascosta.to.infn.it/).
La rappresentazione teatrale sta facendo il giro dell’Italia presso Teatri e Università: è stato anche presentato al Festival della scienza di Roma nel 2021 ed è andato in scena l’8 febbraio di quest’anno al Globe of Science and Innovation del CERN.
L’invito è rivolto in particolar modo alle studentesse e agli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di II grado.
Anche quest’anno il 16 febbraio il programma Rai Radio 2 – Caterpillar promuove l’iniziativa M’illumino di Meno, nell’ambito della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, istituita dal Parlamento italiano con Decreto Legge n. 17/2022, per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse energetiche.
L’edizione 2023 mapperà il fenomeno crescente delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ovvero quelle alleanze territoriali di enti pubblici e cittadini che producono e distribuiscono energia da fonti alternative.
Università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato di Coordinamento della Rete delle Università Sostenibili (RUS), aderirà a tale evento, spegnendo simbolicamente l’edificio del Rettorato e le luci che illuminano lo spazio esterno adiacente. Le foto saranno pubblicate nella pagina del sito della RUS dedicata a “M’Illumino di Meno”, per evidenziare l’impegno del nostro Ateneo a supporto di questa iniziativa.
Il Rettore prof. Giuseppe Zimbalatti dichiara – “L’Università Mediterranea di Reggio Calabria aderisce all’iniziativa per sensibilizzare la riduzione dei consumi energetici, per limitare il correlato impatto ambientale e economico, e le comunità energetiche per la condivisione di energia rinnovabile e pulita”
La prof.ssa Marina Mistretta, delegata del Rettore alla RUS e membro del Comitato di Coordinamento, aggiunge: “Il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo “zero emissioni di carbonio” previsto nel “New Green Deal” della Commissione Europea non può prescindere dai contributi delle Università, in termini di ricerca, innovazione, partecipazione e condivisione con il territorio di concrete soluzioni volte al raggiungimento delle sfide globali, che si è chiamati ad affrontare per decarbonizzare l’economia. In questo quadro i ricercatori dell’Ateneo sono figure chiave nel trasferimento della conoscenza energetica. Quello di oggi è sicuramente un semplice gesto, ma estremamente simbolico, che esprime la volontà del nostro Ateneo di attivare strategie di riduzione dei consumi energetici e dell’impronta di carbonio, contribuendo altresì al miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali dell’Università Mediterranea”.
Oggi si è tenuto il convegno “30 years of INSTM: past, present and future of the Consortium” organizzato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) in collaborazione con l’Università degli studi Mediterranea.
Durante l’evento è stata premiata la ricercatrice Angela Malara, per il laboratorio MATEES, materiali per la sostenibilità ambientale ed energetica) del dipartimento di DICEAM. Il premio ricevuto è intitolato all memoria di Gualtiero Gusmano ed è un riconoscimento al miglior contributi poster presenta dai giovani ricercatori o ricercatrici di età non superiore ai 35 anni.
Questo premio riconosce, senza dubbio, gli sforzi di tutto il team coordinato dalla Prof.ssa Patrizia Frontera e dal Prof. Bonaccorsi. “Il risultato conseguito dall’ing. Angela Malara è un attestato dell’importanza del lavoro che giornalmente viene svolto nei laboratori della nostra Università”, dichiara il prof. Bonaccorsi, “che sono in grado di mantenere il passo con importanti istituzioni di ricerca nazionali ed internazionali”.
“Il riconoscimento ad una ricercatrice donna” aggiunge la Prof.ssa Frontera “è la dimostrazione che il ruolo delle donne nel settore STEM sta diventando sempre più importante anche alla Mediterranea, e questo ci rende particolarmente orgogliosi”.
Si fa concreto il sogno della facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea. Stamattina, infatti, a Palazzo San Giorgio è stato firmato il protocollo d’intesa tra il sindaco f.f. Brunetti, l’assessore allo Sviluppo Economico, Angela Martino e il Rettore dell’UniRc, Giuseppe Zimbalatti, insieme al Direttore di Dipartimento, Valentino Branca.
L’accordo prevede una concessione, in comodato d’uso gratuito, di 4 ettari di terreno per consentire la nascita di un’azienda agraria. «Un accordo voluto e cercato fortemente che chiude, positivamente, un percorso partito già anni addietro». La costituzione di un’Azienda agraria, infatti, «segna un passaggio importante per il mondo della ricerca ed il tessuto imprenditoriale locale in ambito agricolo».
Grande soddisfazione anche da parte del sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti: «Questo è un percorso iniziato anni fa, nel mio allora ruolo di assessore all’Ambiente, quando il professore Zimbalatti, non ancora rettore, già sollecitato questo tipo di accordo che, oggi, finalmente, stiamo sottoscrivendo». «Sollecitazione – ha ricordato – che accolse subito il sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà che mi chiese, espressamente, di accelerare verso questa direzione. Motivo di grande soddisfazione, quindi, aver chiuso un cerchio che porterà la facoltà di Agraria alla pari rispetto a numerose facoltà nazionali ma, soprattutto, consentirà ai propri studenti di sviluppare e proseguire i propri studi sul nostro territorio con la concreta opportunità di rimanerci per lavorare. Un’opportunità, dunque, sia di studio e ricerca che di sviluppo del territorio con grande attenzione non solo alle questioni ambientali ma anche ai giovani»
Il Rettore, Zimbalatti, è intervenuto per spiegare, concretamente, quali saranno le funzioni, l’utilità e la necessità di questo nuovo impianto «L’Azienda agraria – ha spiegato – consentirà di svolgere attività scientifiche e didattiche fondamentali sia per gli studenti, con l’opportunità di frequentare sul campo, che per la cittadinanza tutta (compresi gli imprenditori) che avranno ora modo di attingere direttamente dalla nostra attività didattica e, per l’appunto, scientifica. Un passaggio importante, previsto dal nostro statuto, che adegua la facoltà a tutte, o quasi, le università italiane. Avere questi terreni sul nostro territorio è una grande occasione per i nostri studenti, per i giovani e per tutto il mondo della scuola. Come ateneo ci cimenteremo affinché diventi quanto più funzionale possibile».
«Di fatto – ha concluso il rettore – diventerà un vero e proprio laboratorio sperimentale sia per le colture autoctone che per quelle dell’area mediterranea, in genere, con uno sguardo ed un’attenzione particolare anche al cambio climatico ed alla tropicalizzazione verosimile delle nostre colture nel periodo a venire. In collaborazione con la facoltà di Ingegneria svilupperemo una gestione digitale dell’Azienda utilizzando al meglio le tecnologie offerte dai nostri tempi. Oggi si concretizza un sogno».