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Reggio, “Primavera della Bellezza”: i vincitori del “Premio Chirico” e oggi il gran finale

Ecco tutti i vincitori della cerimonia del Premio Nazionale A.I.Par.C. “Francesco Chirico”, svolta Ieri al Castello. Oggi il gran finale

di redazione
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Arte e comunità che si incontrano e diventano una cosa sola. È quanto accaduto ieri, 23 aprile, al Castello Aragonese, nel cuore della “Primavera della Bellezza” A.I.Par.C. 2026, con la cerimonia del Premio Nazionale di poesia “Francesco Chirico”.

Dopo lo spettacolo “Cantami o diva”, la rassegna ha trovato nella poesia il suo punto più alto: una serata intensa, attraversata da parole, musica e memoria, capace di restituire il senso profondo di due settimane di cultura condivisa.

A guidare il pubblico, l’avvocata Marina Neri, coordinatrice del premio e direttrice del Dipartimento Cultura AIParC nazionale, accompagnata dagli intermezzi musicali del maestro Mario Taverriti e dalla voce dell’attrice Stefania De Cola che ha declamato le poesie vincitrici.  

 

“La poesia è relazione”: le parole di apertura

“La poesia è calore, la poesia è relazione ed è solidarietà”, ha esordito Marina Neri, aprendo la cerimonia e introducendo il presidente A.I.Par.C. nazionale Salvatore Timpano.

Nel suo intervento, Timpano ha tracciato il senso più ampio della manifestazione: “Dopo tredici giorni di kermesse culturale, raccogliamo oggi un germoglio: il Premio Chirico. Una pietra gettata nello stagno che genera cerchi concentrici sempre più ampi, fino a immaginare un vero festival diffuso, capace di raggiungere ogni angolo del territorio e diventare primavera dei valori, della rinascita e della gioia di vivere”.

Un momento simbolico è stato la consegna della medaglia di Kore a Francesco Nucara, in rappresentanza degli espositori delle cinque mostre permanenti al Castello, per il contributo artistico alla rassegna.

 

La giuria e il valore della parola

Attraverso i saluti in video, il co-presidente del premio, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri ha sottolineato: “La poesia ci insegna a rallentare, a guardare ciò che spesso attraversiamo senza vedere. È memoria, responsabilità verso l’altro, educazione civile capace di unire generazioni diverse”.

Il presidente di giuria, il giornalista Rai Enzo Romeo, ha ribadito il valore profondo della parola poetica: “La poesia è un messaggio controcorrente in un mondo dominato dal rumore. È delicatezza, sussurro, gentilezza. Un medicinale contro il rischio di meccanizzare le nostre vite”, esaltando l’autenticità della parola in un mondo dominato dal digitale.

Marina Neri ha quindi presentato la giuria al completo, i co-presidenti del premio Salvatore Timpano e Beniamino Quintieri, il presidente di giuria Enzo Romeo e i giurati: Natino Chirico, Silvana Chirico, Ketty Adornato, Marina Crisafi, Katia Germanò, Pasquale Borruto, Enzo Logoteta, Daniele Zangari, Vincenzo Filardo.

“Il premio ha acquisito una notevole autorevolezza”, ha ricordato Neri, sottolineando l’alto numero di partecipanti e la qualità delle opere.

 

Il ricordo di Francesco Chirico

Momento particolarmente intenso con Natino Chirico e Silvana Chirico, figli del poeta cui è intitolato il premio.

“Ogni anno si rinnova un’emozione”, ha detto Natino Chirico. “Dal 2007 porto avanti il ricordo di mio padre, e oggi questo premio ha ricevuto una spinta ulteriore”.

Silvana Chirico ha omaggiato il padre con la declamazione della poesia “Calabria mia”, restituendo al pubblico la forza di una memoria viva.

 

I vincitori del Premio Chirico 2026

Il clou della kermesse è stato la proclamazione dei vincitori del premio Chirico 2026. Sul podio, al terzo posto, Attanasi Eufemia, poetessa pugliese, con “Comete di carne” una poesia composta da versi intensi e visionari, come da motivazione letta dalla cerimoniera del premio Maria Rita Mallamaci, premiata con il dipinto “Il tuffatore” consegnato da Marina Crisafi e Vincenzo Filardo.

Al secondo posto, Paolo Marcianò con “Un uomo”, una poesia esistenziale, sospesa tra memoria e identità, premiata con il dipinto di Natino Chirico “Bergamotti sullo Stretto”.

Al primo posto, il poeta reggino Giovanni Suraci, con “160 bare bianche”. Un’opera di forte impatto civile che rappresenta una “fotografia dolente” che “non consente alibi né retorica”.

“Pietra su pietra la mente ha bevuto il dolore… rimango vento che attraversa me stesso” recitano i primi versi. Dopo la consegna ufficiale del premio, nel suo intervento, Suraci ha dichiarato: “I poeti non possono essere spettatori passivi. In questo tempo difficile, la poesia è impegno civile. Non possiamo scegliere la via del disinteresse”. Ha inoltre annunciato la decisione dell’amministrazione, su suo impulso, di intitolare ai poeti la scalinata del waterfront di Reggio Calabria.

Infine, premio Arte a Sonia Impalà con la poesia “Eros” e menzioni di merito a: Caterina Silipo – “Nemesi”, Paolo Landrelli – “Ciao vecchio amico, pensione di un poliziotto”, Valeria Polimeni – “Voci”, Anna Di Prima – “Dove tornano i pensieri perduti”.

 

Musica, arte e oltre 5.000 presenze

La serata è stata arricchita dalla musica di Mario Taverriti, con brani come “I poeti sono”, fino all’esecuzione integrale dell’opera inedita “Omnia Prog Lullaby” che diventerà la colonna sonora di un docufilm.

Significativo anche il dato di partecipazione: circa 5.000 presenze al Castello durante il festival.

 

Il gran finale: oggi tra scienza e dolcezza

La “Primavera della Bellezza” si chiude oggi, 24 aprile, alle ore 17:30, nella Sala Pluriuso del III livello, con il convegno: “Pasticceria: non solo arte e gioia dei sensi ma scienza”, a cura di Conpait e del presidente nazionale Angelo Musolino, con degustazione finale.

Un epilogo “in dolcezza” per una rassegna che ha saputo intrecciare arti, memoria e comunità. E che si congeda lasciando una traccia concreta: il valore della cultura, della poesia e della bellezza che vanno oltre il sipario che si chiude, continuando a germogliare.

 

 

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