“Nella mia esperienza professionale ho maturato, specialmente negli ultimi anni, sempre più l’idea che la ristorazione possa giocare un ruolo importante nelle politiche comunali, evolvendosi da semplice attività commerciale a strumento strategico per la sostenibilità, la coesione sociale e lo sviluppo del territorio. Visitando altri Comuni italiani ho verificato il fattivo impegno delle amministrazioni locali che adottano politiche indirizzate agli alimenti per gestire in modo innovativo il rapporto tra Città e consumi alimentari. Faccio alcuni esempi dei principali punti di contatto tra ristorazione e politica comunale che ho potuto osservare nel corso dei miei lavori. In Europa e in Italia la chiamano Food Policy Urbane: Le Città utilizzano le politiche alimentari per promuovere sistemi sostenibili, inclusivi e salutari, contrastando sprechi e promuovendo la green economy come la Food Policy di grandi capitali italiane, orientate a modelli di sviluppo locale. Fu proprio a Milano, durante un mio contributo ad Expo 2015, che immaginavo anche Reggio Calabria quale Città vocata a tali politiche di economy così, come a Roma in occasione di un importante convegno al Senato, ebbi modo di illustrare le tantissime iniziative e soluzioni messe in campo per la riduzione degli sprechi alimentari. Negli ultimi anni, purtroppo, il quadro della povertà alimentare si è aggravato e trasformato. Sebbene non esista ancora una definizione standard di povertà alimentare né a livello italiano né a livello europeo, un utile riferimento sono alcuni studi che mettono in luce la multidimensionalità del fenomeno e la necessità di monitorarlo attraverso nuovi indicatori. L’ aspetto legato alla ristorazione sostenibile assume un’estrema importanza per incoraggiare i ristoratori a valorizzare il territorio, ridurre gli sprechi e utilizzare materie prime locali, creando così, un vero e proprio “patto di comunità” tra chi produce e chi consuma. Di grande importanza è il tema della ristorazione collettiva. Infatti, è un potente strumento di politica pubblica per educare alla sostenibilità e supportare la filiera locale attraverso capitolati d’appalto mirati alla riduzione degli sprechi e alla promozione di sani stili di vita alimentari. Negli ultimi tempi emerge chiaramente come il settore della ristorazione cerca un dialogo strutturato con la politica, evidenziato dalla nascita di reti associative che chiedono riforme specifiche, inclusa l’ultima revisione dei codici ATECO che mira all’evoluzione tecnologica, all’economia circolare e alle nuove forme di digitalizzazione. Il mio contributo è, dunque, orientato ad accompagnare le aziende verso questa trasformare. La ristorazione può essere megafono per i produttori locali e per le buone pratiche gastronomiche. Attraverso la progettazione di luoghi inclusivi e a momenti di formazione dei consumatori possiamo iniziare a raccontare le nostre eccellenze mantenendo lo sguardo fisso su ambiente e sostenibilità”, scrive il Responsabile del Dipartimento tutela dei consumatori di Forza Italia, Antonio Paolillo.