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Reggio: trattati al GOM tutti e 30 i pazienti dializzati. Fintred ringrazia i sanitari e scrive al Presidente Occhiuto

"Il Gom stasera non è stato il problema, è stato parte della soluzione, ma ora è necessaria una soluzione strutturale"

di Sebastiano Plutino
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Alla fine nessuno è rimasto senza trattamento: tutti e 30 i pazienti hanno fatto la dialisi. È questo il bilancio che chiude una giornata di forte criticità al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove l’intera macchina ospedaliera è stata chiamata a farsi carico dei pazienti del Centro Dialisi San Giorgio, rimasto fermo.

Una situazione che ha imposto uno sforzo fuori dall’ordinario sul fronte dei turni e del personale. Dodici malati, che presentavano livelli di potassiemia più elevati e quindi bisognosi di un intervento più rapido, sono stati dializzati in orario diurno. Per gli altri diciotto, invece, si è reso necessario allestire un turno aggiuntivo serale, partito alle 21 e concluso attorno all’una di notte.

Un’organizzazione tutt’altro che semplice, resa possibile prolungando l’orario di servizio e richiamando operatori in reperibilità. Una risposta d’emergenza che ha comunque permesso di assicurare la terapia a tutti, senza eccezioni.È proprio alle donne e agli uomini che hanno gestito l’emergenza che va il primo pensiero del coordinatore regionale di Fintred Calabria, Francesco Puntillo. “Il nostro primo pensiero stasera va al personale del Gom – afferma Puntillo – 12 pazienti sono stati trattati nel corso della giornata, per gli altri 18 è stato necessario organizzare il turno notturno. Questo ha significato sacrifici importanti per medici, infermieri e operatori, che hanno esteso il proprio orario e sono stati richiamati dalla reperibilità pur di garantire la dialisi a tutti. A loro va il nostro ringraziamento più sentito”.

Il traguardo raggiunto assume così un significato particolare: nonostante le difficoltà logistiche e organizzative, nessun paziente è rimasto privo della terapia indispensabile.”Il risultato più rilevante è che alla fine tutti e 30 i pazienti hanno ricevuto la terapia. Questo è ciò che conta di più – ribadisce Puntillo – evidenziando il grande lavoro svolto dal personale ospedaliero per trovare una soluzione in un contesto così delicato”.

La gratitudine verso l’ospedale non cancella però le problematiche emerse. Anzi, proprio lo sforzo sostenuto dal Gom viene indicato da Fintred come la prova lampante dell’urgenza di intervenire sulla rete territoriale.”Non vogliamo che passi un messaggio sbagliato. Il Gom stasera non è stato il problema, è stato parte della soluzione – chiarisce Puntillo – medici, infermieri e operatori hanno infatti garantito la continuità delle cure, anche con un turno andato avanti fino a notte fonda”.Il nodo, per Fintred, è evitare che una gestione di carattere eccezionale come quella di ieri diventi la normalità per i pazienti in dialisi.

“Quello che è stato possibile fare stasera grazie alla disponibilità e allo spirito di sacrificio degli operatori non può trasformarsi nel modo ordinario con cui si assicura la dialisi ai pazienti del territorio”.

Da qui la richiesta di una programmazione strutturale e stabile della rete nefrologica e dialitica, in grado di prendere in carico in modo adeguato i malati cronici sul territorio, senza scaricare in modo permanente sull’ospedale le lacune della rete.Mentre al Gom si chiudeva una giornata segnata da turni estenuanti e da un’organizzazione straordinaria, Francesco Puntillo ha deciso di scrivere direttamente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Una lettera aperta in cui il coordinatore regionale di Fintred chiede che quanto accaduto in queste ore diventi l’occasione per affrontare una questione che la Federazione denuncia da anni.”Presidente Occhiuto, oggi non Le chiediamo una promessa. Le chiediamo una decisione”, si legge nella missiva.

Un appello che muove dalla condizione reale dei dializzati reggini, obbligati a rivolgersi al Gom dopo lo stop dell’attività del centro dove solitamente effettuavano il trattamento.Nella lettera si ribadisce come per chi è in dialisi la terapia non sia una prestazione sanitaria come le altre, ma un trattamento salvavita da ripetere più volte ogni settimana. Per questo, secondo Fintred, anche la distanza dal centro di cura pesa moltissimo, soprattutto per i soggetti più fragili, anziani, con difficoltà motorie o che hanno bisogno dell’aiuto di un familiare.”Non siamo davanti a un mero disagio logistico – sottolinea Puntillo nella lettera – richiamando le difficoltà legate agli spostamenti per chi è costretto a sottoporsi alla dialisi con continuità e per tempi lunghi”.

La lettera ripercorre poi alcuni atti della programmazione sanitaria regionale. Secondo quanto riportato da Puntillo, il fabbisogno di posti dialisi nel reggino sarebbe stato segnalato già da tempo.Nel 2018, con la delibera n. 582, l’Asp di Reggio Calabria avrebbe stimato in 29 i posti rene necessari per coprire il fabbisogno di allora. Nel 2024, con la delibera n. 630, la stessa Asp avrebbe nuovamente evidenziato un saldo negativo nell’offerta di posti dialisi nell’Area Sud.Per Fintred, quindi, non si tratta di un problema sorto solo nelle ultime settimane, ma di un fabbisogno già documentato con atti ufficiali.Nella lettera si ricorda inoltre una commissione di vigilanza del Consiglio regionale tenutasi a gennaio 2025, a cui prese parte anche il presidente nazionale di Fintred. In quella sede, a quanto riferisce Puntillo, l’allora vertice del Dipartimento Tutela della Salute regionale si sarebbe impegnato a predisporre un Dca per far fronte alla carenza nefro-dialitica del territorio reggino.

Ed è proprio questo il punto centrale dell’appello odierno: secondo Fintred quel decreto sarebbe stato anche redatto, ma non avrebbe mai ottenuto la firma.È su quel Dca che Puntillo concentra la richiesta al presidente Occhiuto. “Quel provvedimento esiste. Ora va portato a termine, arrivando finalmente alla firma – scrive il coordinatore regionale di Fintred – chiedendo che non ci siano ulteriori rinvii”.La richiesta arriva nel momento in cui il Gom ha dovuto mettere in piedi una risposta d’emergenza per assicurare la dialisi a tutti i 30 pazienti provenienti dal centro di Pellaro. Un’organizzazione che ha permesso di superare la crisi della giornata, ma che secondo la Federazione non può rappresentare la soluzione strutturale.

Il pericolo, evidenzia Puntillo, è che l’ospedale sia chiamato in modo sistematico a colmare le falle della rete territoriale. “Un ospedale hub non può diventare la risposta permanente alla carenza della rete territoriale”. La richiesta di Fintred è dunque quella di tenere ben distinti i ruoli: da una parte il Grande Ospedale Metropolitano, dall’altra la rete territoriale.Il Gom, nell’impostazione della Federazione, deve continuare a svolgere il suo ruolo di ospedale hub e garantire le prestazioni di alta specialità, mentre la rete sul territorio deve essere messa in condizione di assicurare la presa in carico dei cronici.

È il principio della sanità di prossimità che Puntillo richiama nella lettera al presidente della Regione. Per chi è in dialisi, infatti, la vicinanza del centro di cura non è vista come una semplice comodità, ma come un fattore che incide direttamente sulla possibilità di affrontare con continuità e dignità una cura salvavita.Da qui la necessità di una rete nefro-dialitica in grado di rispondere al bisogno del territorio reggino, evitando ai pazienti trasferte gravose o turni notturni legati alla ricerca di una sistemazione alternativa.

Il tono della missiva diventa ancora più diretto nella parte finale: “Non è più il momento di ulteriori verifiche o di nuove promesse di approfondimento. È il momento di prendere una decisione e tradurla in un atto concreto”.La domanda che pone Fintred è quanto tempo debbano ancora attendere i pazienti perché un bisogno segnalato da anni si trasformi finalmente in una risposta reale.”Quanto devono aspettare i nostri dializzati per poter affrontare con dignità la loro grave patologia?”, si legge nella lettera.L’obiettivo indicato dalla Federazione non è solo tamponare l’emergenza del momento, ma costruire una risposta duratura che permetta ai dializzati di Reggio Calabria di contare su una rete territoriale adeguata.La giornata al Gom si è quindi conclusa con un risultato fondamentale: tutti e 30 i pazienti sono stati trattati.

Dodici hanno effettuato la terapia in giornata, gli altri 18 nel turno serale-notturno terminato intorno all’una.Un risultato reso possibile dall’impegno e dalla disponibilità del personale sanitario, che Fintred ha voluto ringraziare pubblicamente.

Ma l’emergenza ha riportato al centro anche un tema più ampio, quello della capacità della rete territoriale di garantire continuità assistenziale ai malati cronici: “Stasera nessuno è rimasto indietro – conclude Puntillo – ma perché nessuno resti indietro anche domani, chiediamo che la risposta non debba dipendere ogni volta da un turno straordinario, da un richiamo in servizio o da una giornata di emergenza”.La partita, ora, si gioca sul piano istituzionale. E nella lettera inviata a Occhiuto la richiesta è chiara: “dare seguito agli atti già predisposti, affrontare il fabbisogno nefro-dialitico del territorio e trasformare il bisogno di una rete di prossimità in una decisione concreta”.

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