Home » Emergenza Dialisi a Reggio, Fintred: “A ottobre si parlava di 1 o 2 mesi, oggi si arriva al 31 dicembre e si dice non ci sia urgenza”

Emergenza Dialisi a Reggio, Fintred: “A ottobre si parlava di 1 o 2 mesi, oggi si arriva al 31 dicembre e si dice non ci sia urgenza”

"Soluzione definitiva richiede tempo, ma non è ammissibile lasciare 36 dializzati fino all'una di notte, nell'attesa che si compia"

di Sebastiano Plutino
3 letture

Il 10 ottobre la direzione sanitaria del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria aveva indicato ai pazienti una sistemazione temporanea: le sedute in turno notturno al GOM sarebbero durate un mese, al massimo due.

Un orizzonte completamente diverso è quello emerso dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla direttrice generale dell’ASP di Reggio Calabria, dott.ssa Maddalena Berardi: l’accordo con il GOM arriverebbe fino al 31 dicembre e, per questa ragione, «al momento non vi è urgenza».È proprio questo passaggio a creare allarme in FINTRED Calabria e a lasciare senza parole i diretti interessati: mentre la soluzione definitiva richiede inevitabilmente tempi lunghi, i 36 dializzati provenienti dal Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro rischiano di restare per mesi intrappolati in un’organizzazione che impone di terminare la terapia all’una di notte.

Il punto non è negare la necessità di un progetto strutturale, ma capire per quale ragione questa prospettiva debba impedire di cercare una soluzione tampone immediata. Per chi deve sottoporsi con regolarità a un trattamento salvavita, la fascia notturna comporta ripercussioni fisiche, psicologiche e familiari, ancora più gravose per chi ha una disabilità, scarsa autonomia o necessita di essere accompagnato. La deliberazione della Giunta regionale n. 683 del 19 ottobre 2026 ha autorizzato dieci posti rene aggiuntivi sul territorio del Comune di Reggio Calabria e ha ribadito un principio cardine: il paziente con malattia renale cronica va preso in carico in strutture il più possibile prossime al proprio domicilio, tenendo conto della distanza e delle esigenze personali.

È questo il parametro che, per volontà esplicita della Regione, deve orientare anche le scelte della fase transitoria. I 36 pazienti non sono un gruppo omogeneo: hanno storie cliniche, livelli di autosufficienza e bisogni differenti. Non basta quindi reperire una poltrona libera, serve verificare che l’organizzazione assistenziale sia realmente compatibile con le loro condizioni.Garantire la continuità terapeutica è indispensabile, ma non può essere l’unico indicatore: bisogna valutare anche in quali condizioni quella terapia viene erogata e quali effetti produce sulla vita delle persone.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, avv. Ernesto Siclari, che con nota del 26 ottobre 2026 ha chiesto all’ASP e al Dipartimento regionale della Salute un resoconto documentato sulla situazione, sulle motivazioni che hanno portato al collocamento in turno notturno e sulle tutele attivate, con un focus specifico sui soggetti più fragili.

Il Garante ha inoltre sollecitato «l’individuazione condivisa di un percorso concreto per il superamento dell’attuale situazione emergenziale», chiedendo di esplorare le opzioni praticabili sul territorio, di chiarire le responsabilità di ciascun ente e di definire un cronoprogramma con tempi certi e verificabili. In attesa, ha invitato ad adottare ogni misura utile a contenere i disagi.FINTRED Calabria, delegata dai 36 pazienti, chiede di sedere al tavolo di confronto affinché i bisogni reali portati dai diretti interessati siano tenuti in considerazione. «Il 10 ottobre ci era stato detto un mese, massimo due al GOM. Oggi si parla del 31 dicembre e si dice che non ci sarebbe urgenza – dichiara Francesco Puntillo, coordinatore regionale FINTRED Calabria -. Sappiamo bene che una soluzione definitiva richiede progettazione, controlli e adempimenti burocratici. Quello che chiediamo è di non confondere i tempi lunghi necessari a realizzarla con quelli brevi, e possibili, per alleggerire subito il disagio dei pazienti».

«Le persone coinvolte non possono essere valutate solo in base ai posti dialisi liberi. Per loro finire all’una di notte significa vivere una difficoltà che si ripete ad ogni seduta e che coinvolge l’intera famiglia. Le situazioni individuali vanno ascoltate e considerate quando si decide».

«La nostra proposta è pragmatica: affrontiamo subito l’emergenza e, in parallelo, lavoriamo con ASP e Regione per costruire una risposta stabile, condivisa e su misura per i singoli. FINTRED è pronta a collaborare, nel rispetto delle competenze di ciascuno, ma chiede di essere ascoltata perché rappresenta i pazienti».Da qui la richiesta di FINTRED Calabria alla direttrice generale dell’ASP di convocare urgentemente un incontro per capire quali azioni possano essere attivate subito per ridurre il disagio legato alla dialisi notturna.Allo stesso tempo, l’associazione chiede di tracciare un percorso trasparente e verificabile per dare corso alle soluzioni di lungo periodo e individuare una sistemazione stabile, con ruoli chiari e tempi definiti.

«Non chiediamo scorciatoie né improvvisazioni – conclude Puntillo -. Chiediamo che, mentre si progetta il futuro, non si smetta di migliorare il presente. Il 31 dicembre può essere una scadenza tecnica, ma non può diventare la giustificazione per rinviare qualsiasi intervento. I pazienti hanno bisogno di risposte concrete adesso».

Potrebbe interessarti: