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‘Ndrangheta: la DIA confisca 2 milioni di € di beni in Piemonte

Nel mirino della confisca ad un soggetto ritenuto vicino alle cosche del Piemonte anche immobili, aziende e rapporti finanziari

di Sebastiano Plutino
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Beni per un valore complessivo stimato intorno ai 2 milioni di euro, tra fabbricati, beni mobili, quote aziendali e conti e rapporti finanziari, sono stati sottratti a un individuo già noto alle forze dell’ordine alessandrine, considerato vicino a esponenti di vertice della ‘ndrangheta radicati nel basso Piemonte.

Il decreto è stato eseguito dagli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia di Torino, in collaborazione con il personale della Divisione Anticrimine della Questura di Alessandria, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione. L’iniziativa è nata da una proposta congiunta del Direttore della DIA e del Questore di Alessandria, nell’ambito di quanto previsto dal Codice Antimafia.

L’interessato, già coinvolto in passato in diversi procedimenti penali per reati di particolare gravità, tra cui associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, estorsione, traffico di droga e porto illegale di armi, sarebbe risultato in contatto con personaggi di primo piano della criminalità organizzata calabrese operanti in Piemonte.

Alla base del provvedimento ci sono gli accertamenti economico-patrimoniali condotti dagli inquirenti, che avrebbero evidenziato un forte squilibrio tra i redditi dichiarati e il patrimonio, mobiliare e immobiliare, nella sua disponibilità, diretta o indiretta.

I controlli hanno riguardato non solo i beni formalmente intestati al proposto, ma anche quelli registrati a terzi. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato messo in atto un meccanismo di intestazioni fittizie attraverso la moglie, il figlio e altri due soggetti già pregiudicati, a loro volta indagati per intestazione fittizia di beni.Oltre alla confisca patrimoniale,

il Tribunale, considerata la pericolosità sociale del soggetto, ha applicato anche una misura di prevenzione personale: quattro anni di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno.

L’intervento si colloca tra le più rilevanti aggressioni patrimoniali realizzate negli ultimi anni in provincia di Alessandria e conferma il ruolo centrale delle misure di prevenzione nel contrasto alle organizzazioni criminali, in particolare nella strategia di sottrazione delle ricchezze accumulate illecitamente e del loro reimpiego nell’economia legale.

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