Il jazz come punto di partenza, ma mai come punto di arrivo. È questa la filosofia che continua a caratterizzare Rumori Mediterranei, il Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica, giunto alla XLVI edizione, dove la musica diventa terreno d’incontro tra culture, epoche e linguaggi diversi.
Il cartellone del 2026 è costruito attorno a un’idea precisa: raccontare le trasformazioni del presente attraverso la contaminazione musicale. Una scelta che attraversa l’intero programma e che trova espressione in artisti capaci di superare i confini del jazz tradizionale per dialogare con il soul, il tango, la world music, il flamenco, la musica medievale, l’elettronica e le sonorità popolari.
Quella proposta dal festival non è una semplice alternanza di generi, ma un percorso artistico coerente, nel quale ogni concerto rappresenta un tassello di una narrazione più ampia. Le diverse tradizioni musicali non vengono accostate casualmente, ma si incontrano, si contaminano e si trasformano, dando vita a produzioni originali e a nuove forme espressive.
È un approccio che accompagna Rumori Mediterranei fin dalla sua nascita e che negli anni ha contribuito a renderlo uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama jazzistico nazionale. La ricerca di nuovi linguaggi, infatti, è sempre stata uno dei tratti distintivi della manifestazione, insieme alla volontà di valorizzare il Mediterraneo come spazio di dialogo culturale.
Anche l’edizione 2026 conferma questa vocazione. Dai richiami alla musica spagnola e latinoamericana fino alle riletture contemporanee del repertorio medievale, passando per il soul americano, il jazz europeo e l’omaggio alla grande canzone d’autore italiana, il festival propone un viaggio musicale che supera ogni etichetta.
In questo senso, Rumori Mediterranei continua a interpretare il jazz nella sua accezione più autentica: un linguaggio in continua evoluzione, aperto alla sperimentazione e al confronto, capace di assorbire influenze diverse senza perdere la propria identità. Una visione che, da oltre quarant’anni, rende il festival di Roccella Jonica un punto di riferimento per chi considera la musica uno spazio di ricerca, incontro e innovazione.
Chiara Cucinotta
Da oltre quarant’anni il jazz guarda il Mediterraneo: la storia di Rumori Mediterranei
Ci sono festival che ospitano concerti e festival che, anno dopo anno, costruiscono una vera identità culturale. È il caso di Rumori Mediterranei, il Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica, che nel 2026 raggiunge il traguardo della XLVI edizione, confermandosi tra gli appuntamenti più longevi e autorevoli del panorama jazzistico italiano.
La manifestazione nasce nel 1981 con l’obiettivo di promuovere il jazz come linguaggio aperto al confronto e alla sperimentazione. Fin dalle prime edizioni, Rumori Mediterranei sceglie infatti di distinguersi non solo per la qualità degli artisti ospitati, ma anche per la capacità di creare produzioni originali e occasioni di incontro tra musicisti provenienti da esperienze e tradizioni diverse.
Nel corso degli anni il festival ha progressivamente costruito una propria riconoscibile identità, fondata sul dialogo tra le culture musicali del Mediterraneo e sulla costante attenzione all’evoluzione del jazz e delle musiche contemporanee. Una visione che ha permesso alla rassegna di diventare un punto di riferimento per artisti e appassionati, mantenendo sempre uno sguardo rivolto alla ricerca e all’innovazione.
La produzione artistica originale è uno degli elementi che più caratterizzano Rumori Mediterranei. Molti dei progetti presentati sul palco di Roccella Jonica sono stati ideati appositamente per il festival, dando vita a collaborazioni inedite e a percorsi musicali che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti tradizionali.
Anche l’edizione 2026 prosegue lungo questa direzione, proponendo un programma che intreccia jazz, world music, soul, tango, musica medievale ed elettronica, con produzioni pensate per raccontare il presente attraverso il linguaggio universale della musica.
Dopo oltre quattro decenni, Rumori Mediterranei continua così a rinnovarsi senza rinunciare alla propria vocazione originaria: essere un laboratorio culturale capace di mettere in dialogo tradizione e innovazione, artisti affermati e nuovi talenti, identità locali e prospettive internazionali. Una storia che, estate dopo estate, continua a fare di Roccella Jonica una delle capitali del jazz nel Mediterraneo.
Sarà il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria il cuore pulsante del Mese dei Bronzi di Riace 2026, il ricco programma di eventi che già dal 4 agosto e fino al 16 agosto celebra gli iconici guerrieri attraverso spettacoli, musica, teatro e percorsi culturali diffusi in tutta la Calabria.
Reggio Calabria, custode dei Bronzi, sarà protagonista di due degli appuntamenti più attesi della rassegna, parte viva di un progetto che non solo vuole valorizzare uno dei più importanti tesori archeologici del Mediterraneo, ma anche il patrimonio storico, artistico e identitario dell’intera regione.
Grande attesa, dunque, per domani venerdì 7 agosto, quando il MArRC ospiterà, alle ore 21.00, una delle cinque tappe dell’evento diffuso “I Bronzi di Riace e il Mito”, organizzato in contemporanea anche a Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. L’iniziativa coinvolgerà infatti simultaneamente i cinque luoghi simbolo della cultura calabrese, ciascuno con una proposta artistica ispirata al mito e ai Bronzi di Riace.
A Reggio Calabria il pubblico sarà accompagnato in un percorso che unirà musica e narrazione con la Senocrito Festival Orchestra, la partecipazione della violinista Miriam Campobasso e della voce recitante Letizia Trunfio.
L’evento, della durata di circa due ore e mezza, comprenderà visite guidate, musica dal vivo e letture sceniche, offrendo una modalità innovativa di vivere il museo e il suo straordinario patrimonio attraverso il dialogo tra archeologia e arti performative.
Il gran finale della manifestazione tornerà ancora una volta a Reggio Calabria. Domenica 16 agosto, alle ore 21.30, in Piazza De Nava, il Museo Archeologico Nazionale farà da cornice allo spettacolo “Sacralità, mito e paesaggio”, affidato al maestro Nicola Piovani. Il compositore premio Oscar guiderà il pubblico in un racconto musicale capace di intrecciare memoria, paesaggio e mito, chiudendo il Mese dei Bronzi con un evento di grande prestigio artistico.
Accanto agli appuntamenti reggini, il cartellone del Mese dei Bronzi di Riace proporrà iniziative in numerose località calabresi, tra concerti all’alba, rappresentazioni teatrali, visite nei parchi archeologici e percorsi dedicati alla scoperta delle radici della Magna Grecia. Con i Bronzi di Riace al centro della narrazione, Reggio Calabria si conferma così capitale di un progetto culturale che trasforma il patrimonio archeologico in un’esperienza viva e partecipata, capace di coinvolgere cittadini e visitatori attraverso linguaggi diversi e di promuovere la Calabria come terra di storia, mito e cultura.
“The Kids Aren’t Alright”: il messaggio dietro il tema di Rumori Mediterranei 2026
Non è soltanto un titolo, ma una chiave di lettura dell’intera edizione. Con “The Kids Aren’t Alright”, Rumori Mediterranei 2026 sceglie di lanciare una riflessione sul presente, affidando ancora una volta alla musica il compito di interrogare il nostro tempo. L’espressione richiama volutamente il celebre brano “The Kids Are Alright” degli The Who, ma ne ribalta il significato. Se nella canzone degli anni Sessanta il messaggio trasmetteva fiducia nelle nuove generazioni, il festival propone una prospettiva diversa, più critica e provocatoria.
I “kids”, spiegano gli organizzatori, non rappresentano infatti una fascia d’età, ma diventano un simbolo delle responsabilità e dei meccanismi che governano il mondo contemporaneo. Il titolo invita così a riflettere sulle fragilità, sulle contraddizioni e sulle disfunzioni che caratterizzano l’attuale scenario sociale, politico e culturale. È proprio in questo contesto che la musica assume un ruolo centrale. Per Rumori Mediterranei il jazz e le musiche contemporanee non sono semplicemente un linguaggio artistico, ma uno spazio di confronto, di consapevolezza e di interpretazione della realtà. Attraverso la contaminazione tra generi, culture e tradizioni, il festival intende raccontare un presente complesso, offrendo nuovi punti di vista e nuove possibilità di dialogo.
Questa visione attraversa l’intero cartellone della XLVI edizione, in programma dal 29 al 31 agosto al Teatro al Castello di Roccella Jonica. I concerti, pur molto diversi tra loro, sono accomunati dalla volontà di superare i confini dei linguaggi musicali, mettendo in relazione jazz, world music, soul, tango, musica medievale ed elettronica. Con “The Kids Aren’t Alright”, Rumori Mediterranei conferma così la propria identità di festival che non si limita a proporre concerti, ma costruisce ogni anno un progetto culturale capace di dialogare con il presente, facendo della musica uno strumento di riflessione oltre che di spettacolo.
È stato presentato il programma della XLVI edizione di Rumori Mediterranei, il Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica che dal 29 al 31 agosto tornerà ad animare il Teatro al Castello con tre serate dedicate alla grande musica, alle produzioni originali e al dialogo tra culture e linguaggi artistici.
Giunto alla sua quarantaseiesima edizione, il festival conferma la propria identità culturale costruita in oltre quattro decenni di storia. Nato nel 1981, Rumori Mediterranei ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti di riferimento del jazz italiano e internazionale, distinguendosi per la capacità di coniugare ricerca artistica, contaminazione musicale e valorizzazione delle culture del Mediterraneo.
L’edizione 2026 porta un titolo destinato a far riflettere: “The Kids Aren’t Alright”. Una scelta volutamente evocativa che richiama il celebre brano degli The Who, ribaltandone il significato per offrire una lettura critica del presente. I “kids” non rappresentano infatti una generazione anagrafica, ma diventano simbolo delle responsabilità e delle fragilità che attraversano il mondo contemporaneo. Un tema che il festival svilupperà attraverso la musica, intesa non solo come espressione artistica ma anche come strumento di interpretazione della realtà.
Il cartellone proporrà un percorso che attraversa jazz contemporaneo, world music, soul, tango, musica medievale e produzioni originali. Ad aprire il festival, il 29 agosto, saranno Eleonora Strino Quartet con il progetto Matilde e Daniele Sepe insieme al Micrologus Ensemble con Kronomakia. Il 30 agosto saliranno sul palco i danesi Sunbörn, tra jazz, elettronica e world music, seguiti da Karima con il progetto Soulville, dedicato alle grandi pagine della musica americana. Gran finale il 31 agosto con gli Aires Tango e, soprattutto, con la produzione originale che vedrà insieme Brunori Sas, Stefano Di Battista e la RoccellArkestra in un omaggio a Lucio Dalla, realizzato appositamente per il festival.
Ancora una volta, Rumori Mediterranei si presenta come un laboratorio culturale capace di guardare oltre i confini del jazz, trasformando la musica in un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione.
Un appuntamento che conferma il ruolo di Roccella Jonica come uno dei principali punti di riferimento per la scena jazzistica italiana e mediterranea.
A Villa San Giovanni arriva “La Bottarga in Filanda”, firmata chef Antonio Battaglia [FOTO]
Sabato 1° agosto apre ufficialmente a Cannitello di Villa San Giovanni “La Bottarga in Filanda”, il nuovo ristorante d’autore guidato dallo chef Antonio Battaglia e dalla famiglia Bevacqua. Frutto di un nuovo investimento strategico del gruppo Chiringuito (già proprietario de La Bottarga Milano), il progetto punta sull’alta cucina recuperando e valorizzando uno dei luoghi più simbolici del territorio: l’antica Filanda Cogliandro, storico opificio della seta affacciato sullo Stretto, oggi lab-museo della seta. Qui enogastronomia, arte e memoria si incontrano in un percorso che affonda le radici nell’identità culturale e gastronomica a cavallo tra Calabria e Sicilia.
Un concept identitario tra memoria e visione contemporanea
Il progetto nasce dalla volontà del gruppo di dare continuità all’esperienza maturata a Milano con La Bottarga Milano, cogliendo l’opportunità di gestire uno spazio intriso di storia per realizzare una proposta gastronomica autentica, contemporanea e svincolata da schemi rigidi. Autodidatta con oltre 24 anni di carriera — partito da un chiosco di panini e arrivato alla guida della ristorazione di Altafiumara Resort — Antonio Battaglia porta in tavola una filosofia caratterizzata da istinto, sperimentazione e passione.
«Sono orgogliosamente calabrese e vivo a Villa San Giovanni, ma mi considero soprattutto un uomo dello Stretto e sento profondamente l’influenza della Sicilia. Vivo in un luogo magico, al centro tra millenarie culture, dove il mare incontra la montagna, dove i vigneti sembrano sospesi tra roccia e mare e dove in pochi chilometri convivono agrumeti, frutti tropicali e castagneti. La mia cucina parte dal territorio ma dialoga con altre culture, integrando tecniche orientali pur mantenendo un viscerale legame con le mie radici e la biodiversità che caratterizza la mia terra», spiega lo chef Antonio Battaglia.
La cucina: un viaggio gastronomico tra lo Stretto e i ricordi d’infanzia
La proposta si declina in un raffinato menu degustazione da sette portate (affiancato da un’ampia scelta alla carta, amuse-bouche, piccola pasticceria e un carrello di formaggi calabresi selezionati). Il percorso degustazione è un vero e proprio racconto che parte dalla Sicilia: con degli amuse-bouche dedicati a tre icone culinarie siciliane, la brioche col tuppo, il pane cunzatu all’eoliana e l’arancino.
Nel menù non potevano mancare i signature che hanno caratterizzato il percorso dello chef, come la Merenda della Nonna: un viaggio nella memoria d’infanzia legato al pane con pomodoro “stricatu”, arricchito e reinterpretato con la tartare di tonno fresco dello Stretto; lo Spaghetto alla Bottarga: il grande classico firmato Battaglia, realizzato con una bottarga artigianale curata maniacalmente in ogni fase, risottato con aglio nero e colatura di alacce e completato con pane atturrato e scaglie di bottarga; e il Cannolo di Stroncatura: piatto manifesto dello chef che unisce le due sponde dello Stretto; la scorza è realizzata con la stroncatura destrutturata (pasta povera della Piana di Gioia Tauro), racchiudendo una mousse di caprino calabrese, finocchi semi-canditi al bergamotto di Reggio Calabria, conserva di alaccia, pistacchio e polvere di olio EVO.
Arte, design e sartorialità: un unico racconto espositivo e del gusto
A La Bottarga in Filanda, l’esperienza culinaria è integrata con l’architettura e la storia dell’opificio:
- Arredi d’Autore: I tavoli interni sono stati realizzati da scultori ed artisti locali recuperando le componenti originali in ferro dei macchinari dell’antica filanda.
- Dettagli Siciliani: I tavoli del dehor presentano superfici in pietra lavica dell’Etna, richiamo tangibile alla vicina Sicilia.
- Illustrazioni e Moda Sartoriale: i menu sono illustrati da artisti, mentre le divise del personale, ispirate alla fine dell’Ottocento, sono confezionate da sartorie artigianali con tessuti naturali e pregiati.
Ambizione ed esclusività
Con un’atmosfera intima da soli 20-25 coperti e una carta dei vini che vanta circa 300 etichette (prevalentemente calabresi e siciliane), il locale punta ad offrire un’esperienza immersiva e fortemente personalizzata.
«La stella Michelin è un obiettivo a cui guardiamo all’orizzonte entro i prossimi 36 mesi, ma la vera priorità è vedere gli ospiti felici. Per me la cucina deve avere prima di tutto un’anima e un gusto straordinario», conclude Battaglia.
Prenotazioni
- Sito Web: www.labottargainfilanda.it
Contatti Ufficio Stampa:
- Email: info@labottargainfilanda.it – Daniela Surace
Gallico Marina: al via le celebrazioni per la Madonna di Porto Salvo [PROGRAMMA]
La comunità parrocchiale di Santa Maria di Porto Salvo di Gallico Marina si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno con i festeggiamenti in onore della Madonna di Porto Salvo, in programma dal 24 luglio al 2 agosto 2026. Un ricco calendario di celebrazioni religiose e iniziative civili accompagnerà fedeli, cittadini e visitatori per dieci giorni all’insegna della spiritualità, della tradizione e della condivisione.
Il programma religioso
A partire da venerdì 24 luglio gli appuntamenti della recita del Santo Rosario e della Novena, seguite dalla celebrazione eucaristica, si ripeteranno ogni sera fino al 31 luglio. Durante il periodo della Novena sarà inoltre garantita, ogni mattina, la comunione agli ammalati, mentre tutte le sere, a partire dalle ore 17, sarà possibile accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.
Particolarmente significative le celebrazioni di domenica 26 luglio, con la Santa Messa delle ore 19 celebrata presso la Rotonda di Via Marina con l’effigie della Madonna di Porto Salvo, e quelle di sabato 1 agosto, giornata dedicata anche al ricordo di Don Demetrio Sergi, a trent’anni dalla sua scomparsa. Sempre sabato 1 agosto alle 18.30, si svolgerà la processione per le vie principali della parrocchia.
I festeggiamenti culmineranno domenica 2 agosto, con la celebrazione eucaristica del mattino e del pomeriggio, seguita dalla solenne processione lungo la “Via del Mare”, momento centrale della festa patronale che rinnova il profondo legame tra la Madonna di Porto Salvo e la comunità marinara di Gallico.
Il programma civile
Accanto agli appuntamenti religiosi, il cartellone civile offrirà un ricco programma di intrattenimento pensato per tutte le età. Si partirà lunedì 27 luglio con la serata musicale animata da Gabriele LaPonte e la Rochin Band, mentre martedì 28 spazio allo sport con il torneo di calcetto e, in serata, allo spettacolo di danza della scuola Real Dance. Mercoledì 29 luglio sarà dedicato al teatro con la rappresentazione “La Quinta di Olga”, a cura del Gruppo Don Demetrio Sergi, mentre giovedì 30 luglio si tornerà a ballare con l’esibizione della scuola Revolution Ballet.
Venerdì 31 luglio sarà invece la giornata dedicata ai più piccoli, con la gimkana dei bambini nel rione Comi e, in serata, giochi in Piazza Chiesa.
Il fine settimana conclusivo vedrà susseguirsi numerosi eventi: sabato 1 agosto si svolgerà la regata velica nello specchio d’acqua antistante il lungomare di Gallico e, dopo la processione, l’esibizione del Gruppo Folk Agatini di Cataforio, “U Giganti e a Gigantissa” e il tradizionale “U Ballu ru Camiddu”.
Domenica 2 agosto il programma civile si aprirà con la sfilata di auto e moto d’epoca, seguita dalla gara di SUP e dalla sfilata delle barche che in serata accompagneranno la processione della Barca Madonna a Mare. La processione a mare si concluderà con uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
La Parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo invita tutta la cittadinanza a partecipare a questa festa, che ogni anno rinnova il senso di appartenenza della comunità e unisce fede, cultura e tradizione in uno degli appuntamenti più significativi dell’estate gallicese.
Movida, controlli straordinari nella Locride: patenti ritirate e sanzioni per oltre 1000 euro
Fine settimana di controlli straordinari nella Locride per garantire una movida più sicura. I Carabinieri della Compagnia di Locri hanno intensificato i servizi nelle aree maggiormente frequentate, in particolare sul lungomare cittadino, con l’obiettivo di contrastare la guida in stato di ebbrezza e prevenire incidenti stradali.
Nel mirino dei militari soprattutto gli automobilisti in uscita dai locali notturni. I controlli con etilometro hanno portato alla denuncia di tre persone, sorprese alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. Per tutti è scattato anche il ritiro della patente.
Nel corso dell’operazione sono state contestate anche numerose altre violazioni al Codice della Strada: dalla mancanza di assicurazione e revisione del veicolo, all’eccesso di velocità, fino al mancato utilizzo del casco sui ciclomotori. Sanzioni che, complessivamente, ammontano a circa 1.100 euro.
I controlli hanno avuto anche una finalità di prevenzione. I Carabinieri hanno infatti richiamato l’attenzione dei cittadini, e in particolare dei più giovani, sull’importanza di adottare comportamenti responsabili alla guida, soprattutto durante le serate estive, quando aumenta il numero di persone in strada e il rischio di incidenti.
L’Arma conferma così il proprio impegno per garantire sicurezza e legalità nei luoghi della movida, ricordando che il rispetto delle regole rappresenta il primo strumento di prevenzione.
Si ricorda che, per le persone denunciate, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
GOM, inaugurata la nuova Risonanza Magnetica di Ortopedia e del nuovo Aortic Team
Nuove tecnologie, nuovi spazi e nuovi servizi per il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Prosegue il percorso di ammodernamento dell’azienda sanitaria con l’inaugurazione della nuova Risonanza Magnetica 3 Tesla, dei nuovi ambulatori di Ortopedia e del nuovo Aortic Team, un’unità multidisciplinare dedicata alla cura delle patologie aortiche complesse.
A presentare le novità è stata il commissario straordinario Tiziana Frittelli, alla presenza delle autorità civili e militari. La nuova risonanza magnetica, installata nel presidio “Morelli”, rappresenta la quarantesima e ultima apparecchiatura acquistata grazie alle risorse residue del PNRR e completa un polo dedicato alla diagnostica per immagini, già dotato di TAC di ultima generazione, mammografo e altre moderne attrezzature.
Il nuovo sistema RM 3 Tesla è equipaggiato con tecnologie basate sull’intelligenza artificiale che consentono di ridurre i tempi degli esami, migliorare la qualità delle immagini e garantire un maggiore comfort ai pazienti, offrendo prestazioni diagnostiche ancora più avanzate.
Tra le novità presentate anche l’Aortic Team, di cui il GOM è il settimo ospedale in Italia a dotarsi. Un’équipe composta da specialisti di diverse discipline che lavoreranno insieme per garantire percorsi diagnostici e terapeutici sempre più efficaci ai pazienti affetti da patologie dell’aorta.
Spazio anche ai nuovi ambulatori dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia, ampliati e riqualificati per migliorare l’assistenza ai pazienti, con nuovi locali dedicati ai controlli post-operatori, due sale gessi e spazi più funzionali.
La giornata è stata infine l’occasione per fare il punto sui risultati economici dell’azienda. Il Grande Ospedale Metropolitano ha infatti chiuso il bilancio 2025 in attivo, con un incremento del valore della produzione di circa 18 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Un risultato che, secondo la direzione, ha permesso di investire in tecnologie, farmaci innovativi e servizi senza ridurre il personale o l’offerta sanitaria.
Maxi confisca a imprenditore reggino: la Guardia di Finanza sequestra beni per oltre 2 milioni
Case, terreni, aziende, conti correnti e denaro contante. Un patrimonio costruito, secondo la magistratura, grazie alla forza della ’ndrangheta. Oggi quei beni passano definitivamente allo Stato. È la maxi confisca da oltre 2 milioni e 700 mila euro eseguita dalla Guardia di Finanza nei confronti di un imprenditore reggino condannato in via definitiva per associazione mafiosa.
Il provvedimento è stato disposto dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria ed eseguito dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, al termine di un lungo iter giudiziario che ha confermato la misura di prevenzione patrimoniale già emessa dal Tribunale.
L’imprenditore, attivo nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, era stato coinvolto nell’operazione “Il Padrino” ed è stato riconosciuto come appartenente alla cosca Tegano, storicamente alleata dei De Stefano.
Nel dettaglio, la confisca riguarda l’intero patrimonio aziendale di una società del settore alimentare, nove terreni, tre fabbricati, un’autovettura, oltre 110 mila euro in contanti e tutti i rapporti bancari e le disponibilità finanziarie riconducibili all’imprenditore.
Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, il patrimonio accumulato risultava sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e sarebbe stato il frutto delle attività illecite contestate. Una sproporzione che ha consentito l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, oggi divenuta definitiva.
Un nuovo colpo ai patrimoni della criminalità organizzata. Perché è proprio sul piano economico che lo Stato continua a contrastare le cosche, sottraendo ricchezze e risorse ritenute il frutto delle attività mafiose.




