Avevano annunciato l’intenzione di recarsi in corteo a Roma fin da subito, eppure anche stavolta gli autotrasportatori e gli agricoltori hanno potuto interfacciarsi soltanto con un muro di silenzio. In viaggio da tutto il Meridione per chiedere risposte a una crisi che, ormai, non riguarda più soltanto alcune categorie produttive, davanti a Montecitorio hanno portato la propria rabbia, ma soprattutto una domanda: quanto può resistere un Paese se chi produce e chi trasporta non riesce più a sostenere i costi del proprio lavoro? Aumenti per il gasolio agricolo, rincari dell’energia, dei fertilizzanti e delle spese di gestione, la svalutazione dei prodotti agricoli: tutto concorre a ridurre i margini di guadagno delle imprese, sempre più in difficoltà.
Il Movimento Popolare Nazionale non usa mezzi termini e parla di una mortificazione inaccettabile. Secondo gli organizzatori, né la presidente del Consiglio Giorgia Meloni né alcun ministro avrebbe accolto una delegazione dei manifestanti. Una protesta che, assicurano, non si fermerà a Roma: è stata annunciata infatti la prosecuzione a oltranza dei presidi sul territorio, fino all’ottenimento di risposte definitive.
A incontrare i manifestanti, fino ad ora, sono stati alcuni rappresentanti dell’opposizione: il senatore del Partito Democratico Nicola Irto, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e Maria Elena Boschi di Italia Viva. Il Movimento li ha ringraziati per la disponibilità, anche se la presenza di Irto è stata accompagnata da momenti di contestazione, a dimostrazione di un malcontento che non risparmia neppure chi si presenta per esprimere solidarietà.
Tuttavia, la mobilitazione non è unitaria. Mentre il Movimento Popolare Nazionale ha raggiunto Roma, gli agricoltori del Movimento Terra e Agricoltura hanno scelto di mantenere i presidi in Calabria, tra Spezzano, Castrovillari e Falerna. Sul fronte dell’autotrasporto, Fedralog Calabria è stata convocata per oggi alle 14.30 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’associazione ha però chiarito che lo stato di agitazione resta confermato, in attesa di risposte concrete.
Al Ministero dei Trasporti i manifestanti saranno ricevuti quindi soltanto tra qualche ora, a quasi 24 dal loro arrivo nella Capitale. Il ministro Matteo Salvini ha già dichiarato di considerare la crisi ampiamente superata: solo un incontro pro forma, quindi, che però nella percezione dei manifestanti è più che di vitale importanza.
Chiara Cucinotta
Una serata di movida trasformata in un episodio di violenza, con una rissa tra giovani culminata in un accoltellamento. È quanto accaduto lo scorso luglio nel centro di Siderno, dove sette ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, sono stati raggiunti da altrettanti provvedimenti di Daspo urbano, disposti dal Questore di Reggio Calabria.
I fatti si erano verificati nei pressi di un bar del centro cittadino. A far scattare l’intervento della Polizia era stata una segnalazione al numero unico di emergenza 112. Gli agenti del Commissariato di Siderno, giunti sul posto, avevano avviato gli accertamenti che hanno consentito di ricostruire la dinamica della rissa e identificare tutti i partecipanti, successivamente denunciati all’Autorità Giudiziaria.
Le indagini condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura reggina hanno quindi portato all’emissione dei sette provvedimenti di D.A.C.Ur., conosciuti anche come Daspo Willy, con una durata variabile da sei mesi a due anni, stabilita in base al ruolo e alle responsabilità attribuite a ciascun giovane.
Per i destinatari scatterà il divieto di accesso e stazionamento, nelle ore serali e notturne, nelle vicinanze del locale teatro della violenza e nelle strade adiacenti.
Una misura di prevenzione con cui la Polizia di Stato punta a contrastare gli episodi di violenza legati alla movida e a restituire maggiore sicurezza ai luoghi di aggregazione del centro cittadino.
Oltre otto chili di marijuana sequestrati e un uomo arrestato. È il bilancio di un’operazione condotta dalla Polizia di Stato a Sinopoli, nel Reggino, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio che ha interessato due comuni dell’area pre-aspromontana. A far scattare le manette è stata una perquisizione domiciliare effettuata dagli agenti del Commissariato di Palmi, impegnati nelle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e di due unità cinofile specializzate.
All’interno di un’abitazione nella disponibilità dell’uomo, i poliziotti hanno rinvenuto 8 chili e 120 grammi di marijuana. Parte della sostanza era conservata in un grande sacco di plastica, mentre il resto era stato disposto su un telo, direttamente sul pavimento, per essere lasciato ad asciugare, presumibilmente in vista della successiva distribuzione.
Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Palmi.
L’operazione rientra in una più ampia attività di prevenzione e contrasto all’illegalità, durante la quale sono stati predisposti dieci posti di controllo, identificate 205 persone e verificati 144 veicoli. Eseguite anche diverse perquisizioni e contestate quattro violazioni al Codice della Strada.
Un fine settimana tra sapori, tradizioni e valorizzazione del territorio. La provincia di Reggio Calabria diventa protagonista di due appuntamenti dedicati alle eccellenze enogastronomiche locali, con il bergamotto e il vino al centro di un percorso che unisce produzioni di qualità, cultura e turismo.
Nel capoluogo reggino entra nel vivo Bergarè 2026, la manifestazione promossa dalla Camera di Commercio e dedicata all’agrume simbolo del territorio. Degustazioni, incontri tra operatori, esposizioni e iniziative culturali raccontano le potenzialità del bergamotto, anche attraverso il suo incontro con le produzioni vitivinicole calabresi.
A Bivongi, invece, oggi e domani, 24 e 25 ottobre, spazio alla prima edizione del Festival del Vino – Salone dell’Enoturismo. Due giornate di convegni, masterclass, spettacoli ed esperienze enogastronomiche, pensate per promuovere non soltanto il vino, ma anche il patrimonio storico, culturale e paesaggistico delle aree interne.
A fare da filo conduttore tra le due manifestazioni è il Consorzio Vini Terre di Reggio Calabria, impegnato insieme ai produttori nella promozione delle eccellenze locali.
Per la presidente Alberta Nesci, appuntamenti come questi rappresentano un’importante occasione per rafforzare la collaborazione tra aziende, istituzioni e operatori turistici. L’obiettivo è costruire un’offerta capace di integrare vino, olio, bergamotto e patrimonio culturale, trasformando le identità produttive del territorio in opportunità di sviluppo economico e turistico. Una strategia che punta a valorizzare le risorse della Calabria, facendo dell’enogastronomia una porta d’accesso alla scoperta del territorio.
Una scossa di terremoto è stata avvertita nitidamente a Reggio Calabria pochi minuti fa. La scossa, avvertita nitidamente in tutto il territorio di Reggio Centro, di magnitudo 5.0 e verificata alle 12:19, era solo la più forte di uno sciame che al momento in cui si scrive conta 4 scosse, tutte con epicentro nel Tirreno Meridionale (Fonte: INGV). Le scosse precedenti sono state leggermente meno impattanti, ma comunque percepite da alcuni reggini:
11:04 – Magnitudo 3.3
11:51 – Magnitudo 4.3
11:56 – Magnitudo 3.6
12:19 – Magnitudo 5.0
Al momento non si registrano danni, seguono aggiornamenti.
Il bergamotto torna protagonista nel cuore di Reggio Calabria. Inaugurata ieri, nella suggestiva cornice del Castello Aragonese, la quinta edizione di *Bergarè*, il festival dedicato all’oro verde reggino, organizzato dalla Camera di Commercio.
Quattro giornate, fino a domenica 25 ottobre, per celebrare uno dei prodotti simbolo del territorio, attraverso un percorso che intreccia gastronomia, cultura, tradizione e opportunità di sviluppo economico.
*“Identità e Territorio”* è il tema scelto per questa edizione, che coinvolge oltre cento aziende e trasforma Piazza Castello in un grande villaggio dedicato alle eccellenze locali.
Dalle degustazioni agli show cooking, passando per lo street food, gli spettacoli e gli incontri con esperti e operatori del settore, il programma racconta le molteplici potenzialità del bergamotto.
Spazio anche alla creatività, con lo chef Luca Pappagallo tra i protagonisti degli appuntamenti, e all’internazionalizzazione delle imprese attraverso incontri con buyer esteri.
Un’occasione per promuovere non soltanto un’eccellenza agroalimentare, ma l’identità stessa di Reggio Calabria, valorizzandone le tradizioni e le prospettive di crescita.
Reggio Calabria torna a essere capitale della comicità con l’undicesima edizione di “Facce da Bronzi”, il Festival nazionale del cabaret che si prepara a vivere le sue serate conclusive sul palcoscenico del Teatro Francesco Cilea. Due appuntamenti, venerdì 23 e domenica 25 ottobre, che porteranno in città alcuni dei volti più conosciuti della comicità italiana, accanto a nuovi talenti selezionati nelle tappe nazionali di Milano, Roma e Reggio Calabria. Si comincia questa sera, alle 21, con la semifinale che vedrà sfidarsi nove comici, accompagnati dalle esibizioni di ospiti come Rocco Ciarmoli, conosciuto come Rocco il Gigolò, Gigi Miseferi e Paolo Migone. Domenica, invece, spazio alla finalissima, affidata alla conduzione del reggino Gennaro Calabrese. Sei i concorrenti che si contenderanno la vittoria, in una serata arricchita dalla presenza di Pino e gli Anticorpi, Vincenzo Albano e Rocco Barbaro, protagonisti della comicità televisiva e teatrale. Non soltanto spettacolo, però. Il Festival, ideato e prodotto dall’associazione Calabria dietro le quinte, con la direzione artistica di Alessio Tagliento, rappresenta anche una vetrina per gli artisti emergenti, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con professionisti affermati del settore. Tra i riconoscimenti in palio anche il premio “Miglior Testo Giacomo Battaglia”, dedicato alla memoria del comico reggino e destinato a valorizzare l’originalità e la qualità della scrittura comica. La manifestazione proseguirà poi dal 27 al 30 ottobre al Castello Aragonese, con iniziative che intrecceranno creatività, valorizzazione del patrimonio culturale e riuso dei materiali. Facce da Bronzi, al Cilea il gran finale del Festival del cabaretUn programma che conferma la volontà di fare del Festival non soltanto un appuntamento con il divertimento, ma anche un’occasione di promozione culturale e valorizzazione dei talenti, con Reggio Calabria ancora una volta protagonista.
Plastic Free, sabato 24 ottobre detenuti e volontari insieme per ripulire le spiagge
Ripulire le spiagge e, allo stesso tempo, offrire una concreta opportunità di reinserimento sociale. È il doppio obiettivo dell’iniziativa che domani, sabato 24 ottobre, vedrà detenuti, persone affidate all’esecuzione penale esterna e volontari lavorare fianco a fianco lungo le coste calabresi.
Tra gli appuntamenti principali quello di Palmi, dove alle 9.30, al Fortino di Pietrenere, prenderà il via una giornata dedicata all’ambiente e all’inclusione. Protagonisti cinque detenuti provenienti dagli istituti penitenziari di Locri, Laureana di Borrello e Vibo Valentia, insieme a dieci persone seguite dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria.
Un’occasione per restituire decoro al territorio, ma soprattutto per costruire nuovi legami con la comunità attraverso un’esperienza concreta di responsabilità e partecipazione.
L’iniziativa è promossa da Plastic Free e Seconda Chance, nell’ambito della prima mobilitazione nazionale successiva alla firma del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Un accordo che punta a rendere queste attività sempre più frequenti, trasformando la tutela dell’ambiente in uno strumento di inclusione sociale.
A Palmi saranno coinvolte anche diverse realtà associative del territorio, tra cui Libera, gli Amici di Gisa, gli ‘Mbuttaturi della Varia e Fogghi di Luna, con il coordinamento delle referenti Plastic Free Deborah Serratore e Maria Cristina Altomonte.
Quello palmese sarà uno dei tre appuntamenti calabresi, insieme a Corigliano-Rossano e Crotone, inseriti in una mobilitazione che coinvolgerà complessivamente 24 città italiane.Un’iniziativa che, come sottolineato dal referente regionale Plastic Free Alberto Fio, vuole dimostrare come il reinserimento sociale passi anche da piccoli gesti di responsabilità condivisa. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini, perché prendersi cura dell’ambiente può diventare anche un modo per offrire nuove possibilità a chi cerca una seconda occasione.
Protesta autotrasportatori: tregua in Calabria in attesa delle risposte del Governo
La Calabria prova a tornare alla normalità dopo giorni di proteste contro il caro carburanti. La mobilitazione degli autotrasportatori è stata sospesa, i camion hanno ripreso a circolare e le merci stanno gradualmente tornando sugli scaffali dei supermercati. Una ripresa che procede ancora a rilento, ma che segna un primo passo verso il superamento dei disagi che hanno interessato l’intera regione. Anche nel Crotonese, uno dei territori maggiormente coinvolti nella protesta, i mezzi pesanti sono stati rimossi dai presidi lungo la Statale 106. Rimangono alcuni trattori a testimoniare una mobilitazione che, però, è tutt’altro che conclusa.
A contribuire alla distensione del clima è stato anche l’intervento della Regione Calabria. Il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro per sostenere autotrasportatori e agricoltori, due categorie duramente colpite dall’aumento dei costi del carburante. Dieci milioni saranno destinati al settore dei trasporti, mentre per quello agricolo il fondo inizialmente previsto è stato raddoppiato, passando da cinque a dieci milioni. Un segnale concreto, accompagnato dal riconoscimento, da parte dello stesso governatore, del comportamento responsabile dei manifestanti, che hanno scelto di allentare i blocchi evitando di aggravare ulteriormente le difficoltà dei cittadini e delle attività commerciali.
Ma se sul territorio la situazione sembra avviarsi verso una progressiva normalizzazione, resta ancora da affrontare il nodo centrale della protesta: il peso del caro carburanti sulle imprese e la necessità di individuare soluzioni strutturali che vadano oltre gli interventi emergenziali. L’attenzione è quindi rivolta al 27 ottobre, quando i rappresentanti degli autotrasportatori incontreranno il ministro Matteo Salvini per cercare un’intesa sulle misure da adottare.
Un appuntamento che potrebbe segnare la fine definitiva della mobilitazione oppure aprire una nuova fase di tensione. In assenza di risposte ritenute soddisfacenti, infatti, gli autotrasportatori hanno già prospettato la possibilità di riprendere la protesta, questa volta con un corteo di camion diretto a Roma. Per il momento, dunque, la Calabria riparte. Ma la tregua resta legata all’esito del confronto con il Governo.
Autotrasportatori, se a fare informazione sono i social e non i grandi media
La notizia è questa: le proteste sono state sospese e, a parte qualche presidio residuo, le consegne sono ripartite e i beni di prima necessità stanno lentamente tornando negli scaffali.
Oggi la premier Giorgia Meloni ha riunito il Consiglio dei Ministri per lavorare al relativo decreto legge, giorno 27 ottobre, invece, le associazioni sindacali e i rappresentanti di categoria incontreranno il Ministro Salvini per individuare una soluzione soddisfacente. Diversamente, gli autotrasportatori prenderanno i propri mezzi e partiranno in corteo verso Roma. Nel frattempo in alcune città continuano i cortei degli studenti.
Poco altro da dire, tanto ancora da chiedere, ma molto già su cui riflettere.
A prescindere da come andrà a finire, al di là di ogni appartenenza politica, la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori del Sud Italia di questo ottobre 2026 porta con sé una riflessione che va ben oltre le ragioni della mobilitazione: il silenzio, o quantomeno la scarsa attenzione, che una vicenda di tale portata ha incontrato nel panorama dell’informazione nazionale.
I bacini di utenza di noi testate giornalistiche locali sono inevitabilmente poca cosa rispetto al mare magnum di canali informativi che ogni giorno si contendono l’attenzione degli italiani. Non vogliamo dire che parliamo soltanto tra pochi intimi, ma concedendoci un’iperbole potremmo affermare che, in fondo, non siamo poi così lontani dalla realtà. E così può accadere che una notizia, pur raccontata e documentata, fatichi a superare i confini del territorio in cui è nata.
Eppure, qualcosa è riuscito a incrinare quel silenzio, portando la vicenda ben oltre i confini delle regioni coinvolte e rendendo sempre più difficile voltarsi dall’altra parte. A riuscirci è stato il mezzo più immediato a disposizione dei cittadini: le piattaforme social.
I protagonisti della protesta hanno iniziato fin da subito a pubblicare video e testimonianze, diventando essi stessi narratori della propria vicenda. A loro si sono aggiunti i cittadini, che hanno cominciato a documentare quanto stava accadendo dalla prospettiva di chi, pur non prendendo parte alla mobilitazione, ne subiva le conseguenze: disagi al traffico, distributori di carburante a secco, scaffali dei supermercati sempre più vuoti.
E i social, mostrando ancora una volta la propria capacità di abbattere le barriere della comunicazione tradizionale, hanno portato quei contenuti davanti a un pubblico sempre più vasto. Così la notizia è scappata via oltre i confini delle regioni interessate, raggiungendo gli italiani del Centro e del Nord Italia e sollevando, di condivisione in condivisione, un’unica grande domanda: “perché non ne sapevo niente?”.
Nell’indignazione dilagante, come in una grande catena di solidarietà umana, anche i creator, grandi e piccoli – ovvero quegli utenti particolarmente attivi sui social, consapevoli di poter contare su un discreto numero di persone disposte ad ascoltarli, ndr – hanno iniziato a esporsi, cercando di farlo nel modo più serio, delicato e oggettivo possibile: riportando i fatti e ponendo domande. Domande alle quali, probabilmente, non seguirà mai una risposta diretta.
Questi nuovi nodi dell’informazione hanno contribuito, ancora una volta, a far rimbalzare la notizia di utente in utente, permettendo agli italiani di raggiungere una conoscenza dei fatti che, un tempo, di fronte al silenzio dei grandi mass media, sarebbe forse rimasta confinata a una flebile voce, tramandata per sentito dire.
In questa fase di sconforto generale, in un momento storico in cui si discute in maniera più apocalittica che integrata delle nuove frontiere raggiunte dalla tecnologia, e si demonizzano i social come baluardo virtuale senza precedenti di superficialità, crisi dei valori, propaganda di cattivi esempi e finzione, è incoraggiante pensare che l’impressione principale di questo virtuale paese dei balocchi, che ci attrae, ci rinchiude e ci trasforma tutti inevitabilmente in ciuchini, in realtà è forse solo una mezza verità, e che come sempre è accaduto, anche in questo caso, la differenza la fa certamente lo strumento, ma soprattutto il suo utilizzo.