redazione
ANAS: chiusa per quattro notti la galleria “Limina” della SS 682 “Jonio Tirreno”
Per consentire le operazioni di manutenzione degli impianti di ventilazione all’interno della galleria ‘Limina’, si rendono necessarie delle limitazioni al transito veicolare lungo la strada statale 682 ‘Jonio Tirreno’ in provincia di Reggio Calabria.
Nel dettaglio, a partire da martedì 4 e fino a venerdì 7 ottobre, in esclusivo orario notturno, dalle ore 22:00 alle ore 06:00 del giorno successivo sarà disposta la chiusura al traffico dal km 18,050 al km 26,650.
Negli orari di chiusura del tratto stradale, i flussi di traffico vengono deviati sui seguenti percorsi alternativi:
Per i veicoli provenienti da Nord, fascia tirrenica, sia da Autostrada sia da viabilità Secondaria, e diretti su SS106/Grotteria Mare, i percorsi consigliati sono:
-uscita allo svincolo autostradale Lamezia Terme con prosecuzione su SS 280-SS106-SS 682 direzione Mammola;
-proseguimento fino a Reggio Calabria ed accesso alla SS106 in direzione Taranto-SS 682 direzione Mammola;
Per i veicoli provenienti da Nord, fascia ionica, sia da SS 106 sia da Viabilità Secondaria, e diretti a Cinquefrondi, i percorsi consigliati sono:
-ingresso ex SP 16 località Bellino con prosecuzione su SS 106 Var fino a SS 280 dir SS 280 direzione Lamezia T. accesso in A2 fino allo svincolo Rosarno-SS 682 direzione Limina;
-proseguimento fino a Reggio Calabria ed accesso all’A2 fino allo svincolo Rosarno-SS 682 direzione Limina;
Per i veicoli provenienti da Sud, sia da Autostrada sia da viabilità secondaria, e diretti su SS106/Grotteria M., i percorsi consigliati sono:
-SS 106 direzione Taranto-SS 682 direzione Mammola;
-uscita allo svincolo autostradale di Lamezia Terme con prosecuzione su SS 280-SS -106- SS 682 direzione Mammola.
Polizia di Stato: a Pellaro il ricordo del Brigadiere Filippo Foti
Stamattina, presso il Cimitero di San Giovanni di Pellaro, alla presenza del Vicario del Questore e del Dirigente del Compartimento di Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria, si è tenuta una cerimonia commemorativa ufficiata dal Cappellano della Polizia di Stato in occasione del 55° anniversario della morte del Brigadiere di P.S. Filippo Foti, nativo di Reggio Calabria, “Medaglia d’oro al Valore Militare”, deceduto il 30 settembre 1967 a seguito dell’esplosione di un ordigno mentre prestava servizio di scorta a bordo di un treno.
Al Brigadiere Foti che, all’epoca dei fatti, prestava servizio presso il Compartimento di Polizia Ferroviaria di Verona è intitolata la Caserma della Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria.
Durante la cerimonia, alla quale hanno partecipato i familiari ed una rappresentanza del personale della Polizia di Stato, è stato deposto un omaggio floreale presso la cappella di famiglia del Brigadiere.
UniRC, ad Agraria Seminario formativo sul contrasto agli incendi boschivi
Se ne è discusso venerdì 23 settembre u.s. presso l’Aula Seminari del Dipartimento di AGRARIA dell’Università Mediterranea durante il Seminario formativo “Strategie e possibili interventi per il ripristino e la riqualificazione dei boschi percorsi da incendio”.
I risultati preliminari di una attività di ricerca multidisciplinare, avviata in Aspromonte in “risposta” ai severi incendi occorsi nell’estate 2021, sono stati presentanti alla Comunità Accademica e al Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, Dott. Giuseppe Oliva.
In apertura dei lavori, il Rettore dell’Ateneo reggino, prof. Giuseppe Zimbalatti, ha ribadito come il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica sia una componente fondamentale per supportare le scelte degli Enti e delle Istituzioni responsabili della gestione del territorio, anche al fine di individuare soluzioni che siano sostenibili in termini economici ed ambientali.
Dal canto suo, il dott. Giuseppe Oliva Commissario Straordinario di Azienda Calabria Verde, ha illustrato gli effetti dell’applicazione del “modello operativo” messo a punto dai Docenti e dai Ricercatori dei Corsi di Studio in Scienze Forestali e Ambientali e attuato in un bosco demaniale colpito da incendio, quale esempio di valorizzazione della collaborazione con il Dipartimento di Agraria.
Il Direttore del Dipartimento di AGRARIA, prof. Giovanni Enrico Agosteo, ha posto l’accento sull’ampia offerta formativa e sul vasto ambito di competenze che caratterizzano le Scienze Forestali e Ambientali che, nel complesso e variegato contesto biogeografico della Calabria, andrebbero più convintamente e strategicamente valorizzate.
Il prof. Giuseppe Bombino, Coordinatore del Corso di Studio Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali, ha introdotto i lavori tecnici presentando le attività di studio e di ricerca in corso presso il cantiere didattico-sperimentale sito in Roccaforte del Greco (Aspromonte), realizzato grazie alla disponibilità dell’imprenditore agro-forestale Francesco Saccà e al lavoro sul campo della Cooperativa Montana “Tutela dell’Aspromonte”.
Sono seguite le relazioni tecniche di Docenti e Ricercatori del Dipartimento, moderate dal prof. Giuseppe Modica, Coordinatore del Corso di Studio Triennale in Scienze Forestali e Ambientali, nell’ambito delle quali sono stati presentati i primi risultati ottenuti dalle sperimentazioni in situ e finalizzate (i) allo studio delle dinamiche ecologiche e ambientali post-incendio e (ii) alla individuazione di possibili interventi e misure conservative (a basso impatto ambientale ed economico) di ripristino e di riqualificazione dei boschi percorsi dal fuoco per “aiutare” l’ecosistema forestale a mettere in atto i meccanismi naturali di “autoriparazione” a seguito di un evento estremo.
“Ravvisiamo la necessità – ribadiscono i Ricercatori del Dipartimento di Agraria della Mediterranea – di un cambio paradigmatico nella pianificazione e gestione del territorio rurale (agricolo e forestale). La gestione deve essere ordinaria, pianificata e non dettata dall’emergenza del momento. In questa ottica, un ruolo centrale lo deve avere la figura del Dottore Forestale.
Oggi il problema degli incendi boschivi si affronta esclusivamente organizzando l’estinzione. Nessun mezzo aereo e terrestre riuscirà a spegnere un grande incendio forestale. Bisogna lavorare, pertanto, per prevenire il fenomeno”.
Grande successo per “Libra”, a Cosmos l’innovativo spettacolo sul futuro del firmamento
Il destino del nostro cielo svelato da Cosmos grazie allo straordinario spettacolo teatrale “Libra: una storia futura”. Uno dei tanti eventi in programma nel Festival su scienza, cultura e società che si sta svolgendo a Reggio Calabria e in altre località del territorio metropolitano in questi giorni. Piazza Castello è stata trasformata per una notte in una sorta di macchina del tempo virtuale. Un avveniristico palcoscenico che è sembrato venire dal futuro in cui accanto agli attori in carne ed ossa si sono avvicendati ologrammi a tre dimensioni e personaggi virtuali del genere “chat bot”. E sullo sfondo l’incredibile scenario del Castello Aragonese colorato dalle incredibili proiezioni che hanno accompagnato tutto lo spettacolo scritto da Roberto Trotta, membro del Comitato Scientifico di Cosmos, insieme al regista Gigi Funcis e Giulia Carollo.
Una serata di intrattenimento e riflessione sul tema, attualissimo, del mega affollamento del cielo causato dal lancio di migliaia di satelliti da parte delle aziende private. Una scelta apprezzata dal pubblico che ha gremito in gran numero la platea di piazza Castello in cui erano presenti, tra gli altri, il Sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace, il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, la dirigente del Settore 2 della Città metropolitana, Giuseppina Attanasio, la professoressa Angela Misiano, Direttrice del Planetarium Pythagoras, il componente del comitato scientifico, Gianfranco Bertone e la presidente di Aido nazionale, Flavia Petrin.
“Abbiamo creduto fortemente a questo evento – ha detto in apertura Versace – e i risultati ci stanno dando ragione. Va dato atto a chi, già qualche anno fa, ha avuto la brillante intuizione di scommettere su Cosmos, il Sindaco Giuseppe Falcomatà, il consigliere Quartuccio e naturalmente la dirigente Attanasio, i componenti del suo ufficio insieme al professor Bertone che hanno rappresentato sin dall’inizio l’anima di questa grande rassegna culturale. È questa la strada che vogliamo continuare a percorrere, nella consapevolezza che prima ancora delle infrastrutture materiali occorrano quelle culturali e sociali. E la straordinaria partecipazione che sta caratterizzando queste prime giornate di Cosmos lo dimostra ampiamente, così come il grandissimo sforzo organizzativo che sta dietro questo festival e che sta aprendo il nostro territorio a personalità di altissimo profilo scientifico provenienti da tutto il mondo”.
Libra è uno spettacolo incredibile “e la grande platea che ha riempito piazza Castello – ha evidenziato Quartuccio – è il segno della grande qualità di questo lavoro. La Città metropolitana continua a proporre cultura, arte e spettacolo di elevato spessore nazionale e internazionale. Cosmos, ovvero il più grande appuntamento di cultura scientifica del Mezzogiorno, si inserisce perfettamente in questa azione ed è emozionante poter accogliere nel nostro territorio metropolitano così tante figure di prestigio del mondo scientifico e accademico”.
Santuario di Polsi: rifiuti e vergogna nel cuore dell’Aspromonte – FOTO
Con profonda tristezza, assieme all’amico dott. Alfonso Picone Chiodo, ho osservato molte foto dei luoghi attorno al Santuario di Santa Maria di Polsi, gentilmente inviateci dal dott. Antonino Morabito. Egli si era recato in pellegrinaggio al Santuario domenica 25 settembre 2022 e, molto turbato dai rifiuti di ogni tipo disseminati negli ambienti adiacenti, fino al vallone e al torrente, aveva fotografato tanto scempio al fine di conservarne l’avvilente testimonianza. La spazzatura accumulata anche in quantità monumentali lungo le nostre strade di Calabria non ci meraviglia più, perché purtroppo il costume incivile ed i totali disservizi sono una calamità alla quale ci siamo abituati, tanto è costante e diffusa. Ma che un disordine del genere si verifichi a Polsi è un sacrilegio nei confronti della santità del luogo e della sacralità della nostra tradizione. Senza contare che, in un ambito religioso quale è quello del Santuario, questo scempio è una bestemmia contro l’indirizzo pastorale che altrove si sta confermando e approfondendo alla luce dell’insegnamento che promana dalla “Laudato sì” di papa Francesco: offende gravemente, cioè, la sollecitudine a rendere onore e cura all’ambiente come dono di Dio di cui dobbiamo rendere conto. Fino alla mia generazione e per tanto tempo anche dopo, il solo nome di Polsi suscitava negli animi di tutti noi calabresi e di moltissimi siciliani un brivido di rispetto, di amore, di gratitudine verso la Madonna della Montagna; ad esso si associava l’esperienza di molta festa, che consisteva in pellegrinaggi notturni, bivacchi di preghiere e di canti, pasti comunitari ricchi di capra e in una continua, incessante gioia di musiche e danze popolari. Regnava allora una devozione piena di rispetto e certamente quei pellegrini che percorrevano la navata del santuario scalzi, in ginocchio e talvolta lambendo con la lingua il terreno, non avevano il minimo dubbio che quel luogo fosse sacro e inviolabile, come il roveto ardente di fronte al quale era stato imposto a Mosè di togliersi i calzari dai piedi. Questa tradizione di totale e amorosa riverenza fino a qualche anno fa era rimasta in sintonia, dopo tanti secoli, con l’esperienza ascetica dei fondatori del monastero, visitati nel secolo XII da san Lorenzo di Frazzanò: egli, narra la biografia del santo, li aveva trovati “sottoposti al castigo dei peccati con una vita di penitenza in quel monte asperrimo ed in una solitudine così severa”. Le innumerevoli lattine vuote oggi sparse alla rinfusa attorno al Santuario, anche nelle fioriere, i vetri scaricati nei crepacci, i vecchi materassi e le carcasse di casalinghi abbandonati nell’ambiente, dichiarano oggi che questo luogo, un tempo fra i più sacri per calabresi e siciliani, è diventato soltanto un banale posto di ritrovo montano, per feste folcloristiche e picnic di gente distratta e immemore, senza rispetto né per il sacro né per l’ambiente, testimonianza eloquente di un popolo che non ha più memoria di sé stesso e della sua dignità. Nulla però impedisce che a Polsi si recuperi quella devozione piena di rispetto e di cura del sacro se non noi stessi.
Domenico Minuto
Spesso sono stato al fianco dei miei amici di San Luca e alcune volte anche in prima linea in tante battaglie ma questa volta non posso tacere. Devo segnalare i gravissimi inquinamenti perpetrati ai danni della valle di Polsi, considerata sacra per la presenza secolare del Santuario della Madonna della Montagna.
L’afflusso dei pellegrini durante la festa, quest’anno particolarmente frequentata per l’incoronazione della Madonna, e l’incuria di chi vi opera ha trasformato il luogo in una discarica.
Migliaia di bottiglie di birra, stoviglie di plastica usa e getta, resti di cibo e tanto altro scaricato alla luce del sole e impunemente nei pendii appena poco fuori dall’area di Polsi.
Di tale disastro ambientale tutti coloro che hanno competenza, responsabilità in merito, sono necessariamente consapevoli. E anche i pellegrini.
Capisco che non è semplice provvedere a una raccolta differenziata e allo smaltimento in un luogo poco accessibile come Polsi ma non si può far finta di niente o attendere che la fiumara quest’inverno porti tutto a valle inquinando un corso d’acqua tra i più integri dell’Aspromonte.
E anche i pellegrini, gli escursionisti, i visitatori hanno le loro responsabilità e possono esercitare un ruolo di mitigazione del problema provvedendo a generare meno rifiuti e a portarne via il più possibile.
Ricordo che nel passato, insieme a Francesco Bevilacqua e tante Associazioni Ambientaliste, organizzammo una giornata ecologica raccogliendo quintali di rifiuti portati via poi dalla società Locride Ambiente.
Ma se oggi il luogo appare come una discarica non è servito a nulla. Tra l’altro tale situazione nel cuore di un’area protetta come il Parco Nazionale dell’Aspromonte è una vera bomba ecologica per le alterazioni che arreca alla biodiversità che, costituzionalmente, le Istituzioni e tutti noi dobbiamo proteggere per le presenti e future generazioni.
Alfonso Picone Chiodo
RIVOLGIAMO QUINDI UN INVITO AGLI AMICI DI SAN LUCA E A TUTTE LE ISTITUZIONI: REAGIAMO E AGIAMO TUTTI INSIEME AFFINCHÉ L’AGIRE UMANO RENDA ONORE ALL’ASSORTA SACRALITÀ RELIGIOSA E NATURALE DI POLSI E DELL’ASPROMONTE.”
Queste le parole di Alfonso Picone Chiodo, scrittore, fotografo, trekker ed alpinista nonché ricercatore presso il Dipartimento di Patrimonio, Architettura e Urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Fondazione Falcomatà, dialogo a più voci su “Gli Aragonesi di Napoli”
Nuovo appuntamento culturale organizzato dalla Fondazione “Italo Falcomatà” nel ventennale della sua nascita. E’ stato presentato il libro “Gli Aragonesi di Napoli”, edito da Rubbettino e scritto dallo storico reggino, Giuseppe Caridi. Nella sala “Gilda Trisolini” di Palazzo Alvaro, alla presenza di un pubblico numeroso e attento, la nuova iniziativa ha replicato il successo ottenuto dagli eventi organizzati nei mesi scorsi e che hanno posto al centro dell’attenzione i volumi “Polemos” di Gianfrancesco Turano e “Perché (non) andare a scuola” di Pierpaolo Perretti. Questa volta, il dibattito si è concentrato su un periodo storico ben limitato, magistralmente raccontato e descritto dal professore Caridi.
Al tavolo dei lavori, condotti dalla giornalista Ilda Tripodi, insieme all’autore ed alla presidente della Fondazione Falcomatà, Rosa Neto, erano presenti Carmelo Versace, sindaco metropolitano facente funzioni, José Gambino dell’Università di Messina, e Fabio Arichetta della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.
«Particolarmente soddisfatta» si è detta la presidente Rosa Neto che, nell’aprire il confronto sulla dinastia degli Aragonesi nel Sud Italia negli ultimi decenni del ‘400, ha offerto un resoconto delle attività fin qui svolte dalla Fondazione e, nell’occasione, ha esaltato «l’opera descrittiva, puntuale e approfondita di Giuseppe Caridi che mette in luce le qualità dello storico, quali l’obiettività e la verità, “possesso per sempre” come afferma Tucidide, ma anche e soprattutto doti quali curiosità, umanità, etica e “mos maiorum”, che non risultano solo tipiche dello studioso del passato, ma innate in ognuno di noi».
«Le riconosciamo – ha spiegato – nella cura del confronto delle varie fonti sulla morte di Alfonso ed è bellissima l’umanità presente nel libro che prende forma nelle pagine in cui si descrive l’amore di Eleonora, madre premurosa e attenta, moglie di Ferdinando che dice al marito di non portare il figlio Alfonso, appena 13enne, alla guerra. Un racconto di amore materno autentico così come vero è l’innamoramento di Alfonso e Lucrezia; un amore che fa chiudere gli occhi al protagonista della storia». Poi, il “mos maiorum”, il nucleo della morale della civiltà romana da «individuare nella lettera che Federico, dall’esilio in Francia, scrive al al figlio Ferdinando». «Un testamento spirituale – ha affermato la presidente della Fondazione Falcomatà – in cui si raccomanda di non abbandonare gli studi, di essere sempre attento, paziente e coraggioso in politica. Insegnamenti validi ieri, oggi e per le generazioni future». Sono solo alcuni passaggi di un libro che, in conclusione, Rosa Neto invita a leggere perché «ci permette di conoscere e di conoscerci meglio».
Uno spunto raccolto dal sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, che ha sottolineato «il valore della nostra memoria», riconoscendo «l’importante impronta culturale che la Fondazione “Falcomatà” ha impresso sul nostro territorio con l’ennesima opportunità offerta alla città che, in questo modo, può continuare a comprendere, pienamente, le proprie radici».
L’incontro è proseguito con il confronto a più voci che ha visto il prezioso e dotto contributo di Gambino e Arichetta, con il professore Caridi che ha ringraziato la Fondazione “Italo Falcomatà” per «aver organizzato un momento di approfondimento e conoscenza molto significativo».
“Al Laboratorio Radici NON SI JETTA NENTI!”: giovedì il secondo appuntamento
Secondo appuntamento “Al Laboratorio Radici NON SI JETTA NENTI!” che si terrà giovedì 29 settembre 2022 dalle ore 18:00 alle ore 22:00, presso il cortile esterno del bene confiscato “Laboratorio Radici” sito in via Cafari, cda Gagliardi 10, a Reggio Calabria, gestito ormai dal 2011 dalle associazioni culturali Magnolia e GAStretto.
Nonostante la difficile situazione, che costringe le due associazioni ad attendere da anni il rinnovo del bene confiscato, da parte delle istituzioni, la rete territoriale che ruota attorno a queste realtà ha voluto mantenere alta l’attenzione e portare avanti attività sociali seppur all’esterno della struttura.
Per questo, in collaborazione con il progetto “NON SI JETTA NENTI” dell’Associazione culturale per l’ambiente “Fare Eco”, hanno deciso di festeggiare il 15° COMPLEANNO dell’associazione culturale Magnolia, organizzando questa iniziativa che consiste nella donazione di molti oggetti e materiali ancora in buono stato che le associazioni vogliono donare gratuitamente alla cittadinanza, vi saranno a disposizione indumenti e calzature, oggetti elettronica, libri e molto altro.
Lo slogan per partecipare è #currivaprimavaesapigghia!
Tenetevi pronti e aggiornati perchè c’è davvero tanto materiale GRATUITO che in questi giorni pubblicheranno sull’evento facebook https://www.facebook.com/events/460225576124447
Inoltre, per rendere più piacevole questa buona prassi ambientale e sociale, vi sarà la possibilità di gustare un piatto “I sapori della Palestina”, ovvero un mix di bruschette con Hummus e Za’atar) a cura dello Chef Alì, abbinato alla degustazione di vino locale a Km0 senza solfiti o di bevanda analcolica! Si consiglia vivamente la prenotazione su WhatsApp al n°3283344711.
Per maggiori informazioni:
– E-mail: associazione@magnoliarc.org
– Facebook: @assmagnolia / @laboratorioradici / @fare.ecoo
– Instagram: laboratorioradici / fare.eco
Il presente evento è stato prodotto con l’assistenza finanziaria dell’Unione Europea nell’ambito del Programma ENI CBC per il bacino del Mediterraneo.
Controlli estivi dei NAS: sequestrate oltre 2 tonnellate di alimenti
Con la fine dell’estate, si è concluso il piano di controllo “Estate Tranquilla 2022”, disposto dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, finalizzato a tutelare la salute pubblica e verificare il rispetto delle qualità e della sicurezza dei servizi durante il periodo vacanziero e turistico.
Dal mese di giugno ad oggi il NAS di Reggio Calabria ha effettuato 168 ispezioni che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 81 strutture a seguito dei quali sono state segnalate alle Autorità Giudiziaria e Sanitaria 77 operatori di settore e contestate oltre 155 sanzioni per un valore complessivo di 130.502 mila Euro.
Nel corso dei controlli sono state sequestrate 2 tonnellate di alimenti non idonei al consumo umano, eseguendo provvedimenti di chiusura di 10 imprese commerciali irregolari. In particolare, la metà delle verifiche ha interessato il settore della ristorazione: su 168 controlli, 81 hanno evidenziato irregolarità, per i quali 21 gestori sono stati deferiti alla competente Procura della Repubblica, e 13 attività tra ristoranti, pizzerie, gastronomie e lidi balneari sono stati oggetto di sospensione o chiusura. Proprio a causa di gravi situazioni emerse dagli esiti dei controlli. Particolare riscontro ha avuto una ispezione durante controlli degli Stabilimenti Balneari, ove in Scilla (RC), è stata accertata la presenza di un laboratorio di produzione e conservazione di prodotti alimentari, per fornire i pasti a stabilimenti balneari, privo di titolo autorizzativo ed al cui interno sono stati rinvenuti frigoriferi e congelatori con alimenti in cattivo stato di conservazione e privi di tracciabilità. Sospeso il locale abusivo e sequestrate 1,2 tonnellate di alimenti (prodotti ittici e preparati vari.
Oltre alle verifiche della filiera alimentare e turistica, i Carabinieri del NAS di Reggio Calabria hanno effettuato nr. 7 di ispezioni a strutture Socio-Assistenziali per anziani, in cui sono state deferite alle varie Autorità Competenti nr. 3 persone e sono state chiuse 2 strutture per varie irregolarità. Nel periodo in esame è stata posta particolare attenzione anche alle strutture adibite a ” Carabinieri del NAS” dai cui controlli è stata chiusa un’intera area ludica priva di qualsiasi relazione tecnica che attestava i requisiti di sicurezza, per un valore di Euro 400.000.
Al via “Cosmos 2022”, il più grande evento scientifico del Mezzogiorno
Ai nastri di partenza il Festival “Cosmos 2022”, quattro giorni di divulgazione scientifica promossa e sostenuta dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria in stretta collaborazione con il Planetarium Pythagoras, con l’indirizzo scientifico di un Comitato composto da scienziati e studiosi di fama internazionale. Questa mattina a Palazzo Alvaro la presentazione ufficiale del ricchissimo programma di eventi, attività e iniziative che dal 29 settembre al 2 ottobre coinvolgeranno Reggio Calabria e il territorio metropolitano. Ad illustrare i dettagli della manifestazione il Sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace, il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, la dirigente del Settore 2 della Città metropolitana, Giuseppina Attanasio, la professoressa Angela Misiano, Direttrice del Planetarium Pythagoras e i componenti del comitato scientifico Gianfranco Bertone (in video collegamento da Amsterdam) e Lucia Votano. Presente, fra gli altri, anche il consigliere metropolitano delegato all’Istruzione, Rudi Lizzi.
Un grande evento di caratura internazionale, che trasformerà Reggio Calabria e l’intero territorio metropolitano, in un mega contenitore di scienza e cultura, ha affermato Versace in apertura, “ed è bello – ha poi aggiunto – che questa rassegna si intrecci con l’avvio della Biennale dello Stretto che, in sinergia con la Città metropolitana di Messina, avvieremo sempre in questa settimana. C’è grandissima attesa e voglia di fare bene, non solo a Reggio ma anche nelle altre importanti comunità coinvolte, Scilla, Locri e Natile, che rendono questa prestigiosa manifestazione un momento itinerante di rilancio e valorizzazione del territorio. Per la Città metropolitana di Reggio Calabria è un altro passo in avanti verso l’affermazione e consolidamento del ruolo centrale, all’interno del Mediterraneo, quale luogo fortemente attrattivo per i più importanti circuiti culturali italiani e internazionali. Un percorso nato su input del Sindaco Giuseppe Falcomatà già nel 2018 e che oggi sta continuando a crescere nel quadro di un largo e autorevole partenariato istituzionale che annovera oltre il Ministero degli Esteri e dell’Istruzione, anche gli Enti del territorio, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la scuola, l’università ed autorevoli centri di ricerca e di studio. C’è l’impegno – ha poi concluso Versace – finalizzato a rendere tale evento un appuntamento istituzionalizzato che possa avere la prospettiva e la solidità che merita”.
Cosmos è già oggi, a tutti gli effetti, il più grande appuntamento di cultura scientifica del Sud, ha rimarcato Quartuccio, “e si tiene a Reggio Calabria grazie alla lungimiranza di chi ha voluto che si creasse questa grande opportunità per la nostra città. È doveroso ringraziare in tal senso il professore Bertone che è anche il coordinatore scientifico dell’evento e tutti i professionisti di altissimo spessore che cureranno le iniziative previste in programma. Un coinvolgimento davvero largo del territorio metropolitano, delle comunità, dei luoghi e siti culturali. Un appuntamento che ci proietta in uno scenario internazionale e ribadisce il grande lavoro che la Città metropolitana sta compiendo sul fronte della cultura attraverso un’attività di programmazione mirata e fortemente voluta da parte dell’Ente e del Settore e mediante investimenti significativi che solo quest’anno ammontano a circa un milione di euro per attività artistiche e culturali”.
Di emozione fortissima ha poi parlato la professoressa Misiano, evidenziando il “lavoro enorme svolto in questi anni dalle istituzioni locali, offrendo il segno concreto di un impegno che gratifica il percorso compiuto da tanti docenti, ricercatori e studenti per cogliere questa grande opportunità. Cosmos ha tutte le carte in regola per affermarsi come un fondamentale evento per questa terra e per l’intero Mezzogiorno”. Soddisfazione è stata espressa anche dalla professoressa Votano che ha evidenziato “l’alto livello qualitativo dei lavori che sono al centro di questa edizione e i cinque finalisti sono tutti eccezionali e meritano il nostro plauso. Cosmos è un evento di grandissimo rilievo non solo per Reggio Calabria perché questo programma lo pone come riferimento tra i festival della scienza a livello nazionale. Il suo vero valore sta nella capacità di diffondere conoscenza e innovazione che poi sono gli elementi base per qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e crescita sociale”. Forte emozione anche tra gli organizzatori e gli scienziati coinvolti, ha infine rimarcato Bertone, “per un Festival che ha un significato enorme e che può avere un impatto fortissimo prima di tutto sui nostri giovani”.


















