Nel pomeriggio di ieri si è riunita a Reggio Calabria, la Giunta Regionale del CONI.
In apertura, il presidente Maurizio Condipodero, in accordo con tutti i componenti, ha voluto affrontare la questione legata all’utilizzo degli impianti sportivi come centri d’accoglienza: nello specifico della palestra “G. Campagna” e della palestra “P. Viola” che, ormai da anni, vivono questa situazione.
Un’Istituzione come il CONI, che basa il proprio modus operandi sull’inclusione e sull’accoglienza, valori tipici del mondo sportivo, non è assolutamente contrario al sostenere ed aiutare persone che giungono in condizioni disperate nella nostra città, tuttavia, si reputa fondamentale il riconoscimento della valenza sociale delle strutture in questione e l’operato che, quotidianamente, tantissime società svolgono al loro interno, motivo per cui non possono essere più concepibili queste occupazioni temporanee che privano un grande numero di giovani atleti della possibilità di fare sport ed alle società di fare attività federale già programmata.
Auspicando che le Istituzioni governative competenti possano trovare al più presto delle soluzioni alternative e, sicuramente, anche maggiormente dignitose per ospitare chi ha già sofferto tanto, la Giunta del CONI chiede fortemente di rispettare il diritto allo Sport di tanti giovani reggini e delle rispettive società non privandoli più delle loro case.
redazione
Gestione rifiuti, Metrocity e Sindaci della Locride a confronto sulla strategia del Piano d’ambito
Lo spirito generale che anima l’azione dell’Ente, ha evidenziato Fuda, “è quello della condivisione di scelte e proposte con gli amministratori e con i cittadini. E’ un metodo di lavoro ben preciso che ci siamo dati e in cui crediamo fermamente. In questi due anni ci siamo mossi in questa direzione anche sul fronte della partecipazione attiva alle scelte come nel caso dell’impianto di destinazione finale della Locride. Abbiamo escluso delle aree, come Siderno e Casignana che hanno già avuto impianti, per individuare, attraverso un sistema tecnico affidato ai nostri esperti, le porzioni di territorio che è possibile destinare a tale servizio. Tutto ciò, è bene ricordarlo, avviene nel contesto di cambio radicale di governance, in virtù della nuova legge regionale che ha tolto competenze alla Città metropolitana e alle altre Ato mediante il modello dell’Ato unica. Naturalmente noi fino all’ultimo minuto continueremo a lavorare lungo il nostro percorso, come dimostra del resto la pubblicazione del bando per la gestione degli impianti di Gioia Tauro e Siderno. Sulla nuova governance regionale – ha infine sottolineato il consigliere metropolitano – abbiamo chiesto al presidente Occhiuto di considerare la particolarità della Città Metropolitana e dunque la possibilità di poter gestire in maniera autonoma il ciclo integrato dei rifiuti, sempre naturalmente nel quadro del coordinamento regionale”.
Nel trarre le conclusioni del dibattito il Sindaco f.f. Versace ha poi rimarcato la centralità della fase d’ascolto “che la Città metropolitana sta attuando nei confronti delle comunità locali. Non possiamo tuttavia ignorare – ha poi aggiunto l’inquilino di Palazzo “Alvaro” – che il contesto generale per questo delicato e fondamentale settore, sia caratterizzato da poca chiarezza in questo momento. Non sappiamo ancora cosa accadrà non solo per il Piano d’ambito dei rifiuti, ma anche per l’idrico e quindi lo sforzo è quello di delineare una strategia comune che non ci metta nelle condizioni di inseguire una nuova emergenza estiva. E poi bisognerà capire, anche in sede di Consiglio metropolitano, cosa fare dell’Ups rifiuti della Città metropolitana alla luce della nuova multi-utility regionale. Vogliamo collaborare costruttivamente con il presidente Occhiuto al quale abbiamo anche consegnato dei nostri contributi insieme alla richiesta di incontri con il coinvolgimento della conferenza dei sindaci metropolitani, sempre procedendo nel solco della nostra linea amministrativa. Peraltro, mi preme ribadire, – ha poi concluso Versace – che noi non abbiamo mai detto di essere totalmente contrari alla multi-utility, semmai abbiamo rimarcato la necessità di tenere in debito conto l’ordinamento giuridico della Città metropolitana che è diverso rispetto agli altri territori sulla base di quanto prevede una legge dello Stato, la Delrio, che purtroppo solo a queste latitudini non si riesce ancora a recepire in modo compiuto”.
Palazzo San Giorgio: presentato questa mattina il progetto “Tempo al Tempo”, di Macramè e Fondazione per il Sud
L’assessore alle Politiche sociali, Demetrio Delfino, ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione del Progetto “Tempo al Tempo”, promosso dalla Fondazione per il Sud, coordinato territorialmente dal consorzio Macramè e con il Comune fra i sostenitori di un’iniziativa che, complessivamente, conta 45 partner fra realtà del terzo settore, enti pubblici e imprese divise in tre regioni italiane (Calabria, Sicilia e Piemonte) e cinque diverse aree (Val di Susa, Alessandria, Catania, Scoria e Reggio Calabria).
Dal tavolo della sala “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio, accanto ad Aldo Cavallari del Consorzio Macramè, a Giulia Serranò ed alla giornalista Paola Suraci, l’assessore al Welfare si è detto «orgoglioso e contento di partecipare alla presentazione di un’attività che mira ad una forte inclusione sociale per dare la possibilità, a tanti minori stranieri non accompagnati, di poter costruire e realizzare un futuro migliore».
Il progetto, infatti, come sottolineano i promotori, «selezionato da Impresa sociale Con i Bambini attraverso il bando “Un domani Possibile”, con capofila la Coop Frassati di Torino, sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori stranieri non accompagnati».
«In totale – ha aggiunto l’assessore Delfino – sono 150 i ragazzi e le ragazze coinvolti nell’iniziativa. Nei vari processi di integrazione potranno contare su nuove figure di riferimento come, ad esempio, il facilitatore che, accanto a quello che faranno gli operatori e i mediatori, avrà il compito di accompagnare i beneficiari lungo tutta la progettualità».
Un’altra innovazione è rappresentata, poi, dal “Portale dei saperi”, «uno strumento indispensabile per creare relazioni di prossimità sui territori e far nascere delle comunità attraverso il confronto di competenze, esperienze vissute o capacità».
L’assessore alle Politiche sociali ha concentrato la propria attenzione anche sul “cohousing”, «inserito nel programma ed affidato agli esperti del settore per gestire il profilo abitativo del minore».
«In questo contesto – ha proseguito Demetrio Delfino – si cercano piena integrazione e inclusione pure dal punto di vista della formazione lavorativa, con tirocini che aiuteranno i ragazzi e le ragazze a perfezionare le proprie attitudini e competenze per provare ad avere, al termine del percorso, un accesso più facile nel mondo dell’occupazione. Nel territorio di Reggio Calabria si punta a realizzare dieci opportunità di lavoro».
«Un ringraziamento è, quindi, doveroso – ha concluso il delegato al Welfare – al progetto Tempo al tempo, alla Fondazione per il Sud, alle tante cooperative che stanno partecipando perché, così, andiamo a rafforzare i servizi sul territorio e a dare più dignità a dei giovani che arrivano nelle nostre città in condizioni tragiche e dopo aver vissuto traumi molto forti».
Armo, finalmente consegnato il cimitero per i migranti e i poveri – Video
“E senza dubbio un momento particolarmente toccante per l’intera città che ricorda benissimo quanto accaduto sei anni fa sulle nostre coste. Una vicenda che difficilmente dimenticheremo e che fece registrare la scelta, ferma e decisa, dell’amministrazione comunale, con in testa il Sindaco, Giuseppe Falcomatà, di voler assicurare una sepoltura dignitosa a quei quarantacinque corpi senza vita”. È quanto affermato dal Sindaco f.f. di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, nel corso della sobria cerimonia che si è svolta sulla collina di Armo in occasione della consegna del cimitero dei migranti e dei poveri oggetto di una importante opera di riqualificazione realizzata dalla Caritas Diocesana Reggio Calabria – Bova grazie ai fondi dell’8xmille. All’iniziativa hanno preso parte anche il Sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace e l’assessore comunale, Rocco Albanese accanto alle massime autorità cittadine.
Un appuntamento segnato da diversi sentimenti, ha poi evidenziato il primo cittadino, “perché da un lato c’è il conforto di veder restituita la dignità alle salme che dal 2016 sono state seppellite in questo cimitero ma, per altro verso, permane il grande dolore per un fenomeno epocale che ancora oggi continua a mietere vittime innocenti a causa della disperazione in cui vivono tante popolazioni del nostro pianeta”.
Questa giornata solenne è frutto di un percorso ben preciso che è partito nel 2016, ha poi rimarcato Versace, “su forte impulso dell’amministrazione comunale del tempo e, in modo particolare su iniziativa diretta del Sindaco Giuseppe Falcomatà e degli Assessori Giovanni Muraca e Rocco Albanese, che all’epoca riuscirono ad individuare questa area del nostro territorio cittadino in cui poter allestire un cimitero dignitoso per queste povere persone. Tutti noi abbiamo ancora impresse nella mente le drammatiche immagini di quel giugno di sei anni fa – ha poi ricordato Versace – quando la città, in preda allo sgomento, dovette accogliere le 45 salme dei migranti morti in mare in seguito all’ennesimo naufragio. Un momento destinato a rimanere scolpito nella memoria collettiva e a cui l’amministrazione comunale fece fronte in modo efficace con grande attenzione e sensibilità, esaltando inoltre lo spirito solidale e le straordinarie doti di umanità che caratterizzano, da sempre, la nostra comunità cittadina. Questa vicenda, – ha infine concluso Versace – valorizza anche la capacità di dialogo e collaborazione tra istituzioni e tessuto sociale, con in testa la Caritas Diocesana di Reggio Calabria – Bova che da anni svolge un’opera fondamentale per garantire dignità e decoro a questo luogo di preghiera e raccoglimento”.
Processo Gotha: la Corte di Cassazione annulla le 9 condanne stabilite nei primi due gradi
Clamorosa marcia indietro sul maxi procedimento della DDA di Reggio Calabria che, riunendo le inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion“, “Fata Morgana” e “Sistema Reggio“, mirava a fare chiarezza su un presunto organo direttivo ‘ndranghetista che cercava di alterare “l’equilibrio degli organi costituzionali”.
La Corte di Cassazione, chiamata ad esprimersi per scelta di rito abbreviato, smentisce i provvedimenti e annulla le nove condanne stabilite da Tribunale e Corte d’Appello di Reggio Calabria nei primi due gradi del processo “Gotha“, e in particolare quella di 15 anni e 4 mesi di reclusione per l’avvocato Giorgio De Stefano, accusato dalla DDA di Reggio Calabria di far parte della componente “segreta o riservata” della ‘ndrangheta, nonché di essere a capo della cosca De Stefano di Archi.
La decisione, di fatto attuata dalla sentenza del 10 marzo scorso, riguarda tutti i fatti in cui G.D. è coinvolto, accaduti fino al 2005. Gli avvenimenti successivi, invece, sempre per disposizione della Cassazione, saranno oggetto di nuovo processo di secondo grado della Corte d’Appello cittadina in quanto non sarebbe possibile considerare l’imputato “colpevole anche per il periodo successivo al 2005 sulla base di condotte che si assumono rivelatrici della sua appartenenza alla componente segreta e che, tuttavia, essendo collocate nel periodo coperto da giudicato, non possono essere valutate a tale scopo”.
Altro importante passaggio nella decisione della Corte di Cassazione, il giudizio sul rapporto di De Stefano con Paolo Romeo, imputato con rito ordinario e condannato in primo grado a 25 anni di reclusione: i due, secondo l’accusa, erano i due “soggetti “cerniera” in grado di interagire tra l’ambito “visibile” e quello “occulto” dell’organizzazione”. Secondo la Cassazione, infatti, la sentenza di secondo grado non fornisce chiarimenti riguardo l’effettivo “contributo arrecato dal De Stefano quale componente della struttura invisibile della ‘ndrangheta unitaria. Per affermare la sussistenza della componente occulta della ‘ndrangheta i giudici di appello si sono basati anche su collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni risalgono ad un periodo anteriore al 2006”.
Inoltre, per la Cassazione sarebbero insussistenti anche le accuse relative alla conversazione tra i due imputati relativa alle elezioni regionali del 2010, dove “non si fa alcun accenno all’utilizzo di metodi mafiosi per influire sul voto o ad un intervento della ‘ndrangheta nella competizione elettorale. Il voler ravvisare in tale conversazione una elaborazione della strategia della ‘ndrangheta unitaria per influire sulla competizione elettorale regionale appare un’evidente forzatura logica”.
Il 21 settembre 1922, cento anni fa, a Casignana, Carabinieri e Fascisti aprirono il fuoco contro i braccianti della cooperativa “Garibaldi”, che stavano occupando le terre. Vengono così uccisi il Vicesindaco Pasquale Micchia e due contadini, Rosario Conturno e Girolamo Panetta, mentre il sindaco Francesco Ceravolo riporta gravi ferite. “L’eccidio di Casignana” – meglio conosciuto dal grande pubblico come “I fatti di Casignana”, dal titolo di una celebre opera dello scrittore calabrese Mario La Cava – sarà al centro di una conversazione della Dott.ssa Rosella Crinò, promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos, che si terrà venerdì 10 giugno alle ore 18,00 presso lo Spazio Open.
L’eccidio si inserisce nella più vasta problematica della proprietà delle terre anche e soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia dove i grandi latifondi, proprietà di poche famiglie e spesso abbandonati a se stessi, costituiscono un affronto alla miseria di tanti contadini così da divenire oggetto di battaglia politica al fine di conseguire il sostegno di queste stesse masse che sostennero, ad esempio, i Mille di Garibaldi nella speranza di una redistribuzione delle terre e di una rivoluzione sociale che i fatti di Bronte smentirono amaramente all’insegna del “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” detta nel Gattopardo da Tancredi, nipote del Principe di Salina. All’indomani della Grande Guerra (2 settembre 1919) il Governo presieduto da Francesco Saverio Nitti emanò il cosiddetto “decreto Visocchi”, dal nome del Ministro dell’Agricoltura, che attribuiva ai prefetti la facoltà di assegnare in occupazione temporanea, sino a un massimo di quattro anni, terreni incolti o mal coltivati a contadini organizzati in associazioni o enti agrari legalmente costituiti. Il decreto prevedeva, inoltre, un’estensione a tempo indeterminato della concessione per i terreni con obbligo di bonifica o che richiedevano cambiamenti di colture. A Casignana a tale scopo venne fondata la Cooperativa Garibaldi e ad essa fu concessa la foresta di Callistro, proprietà della famiglia Carafa. Pochi giorni dopo la concessione, però, il prefetto accolse la domanda dei Carafa, che chiedevano la restituzione della foresta. Il 22 settembre si accese lo scontro tra i contadini della cooperativa, guidati da sindaco e vice di Casignana, Ceravolo e Micchia e dall’altra, il vicecommissario Rossi e i carabinieri di scorta, affiancati dai nemici della stessa cooperativa, fra cui alcuni fascisti. A conclusione dello scontro si registrarono tre morti, sei feriti gravi e diverse decine di feriti lievi. L’avvento del Fascismo, che si appoggiava ai ceti agrari più retrivi e conservatori, un mese dopo l’eccidio di Casignana (28 ottobre Marcia su Roma) congelò per tutto il ventennio della dittatura il problema della terra che si ripresentò all’indomani della Liberazione. La legge Gullo del 1944 aveva decretato l’assegnazione di alcune terre facenti parte di vari latifondi ai contadini che riuniti in cooperative, li coltivavano. Il provvedimento fu ostacolato dai proprietari calabresi e questa situazione causò diversi scontri violenti, i primi dei quali furono a Calabricata nel 1946. In quegli scontri il 28 novembre del 1946 fu assassinata Giuditta Levato.
Nei giorni scorsi, gli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Posto di Polizia Ferroviaria di Locri (RC) hanno tratto in arresto un cittadino romano di 49 anni, pregiudicato.
Nel corso delle attività di controllo svolte presso la locale stazione ferroviaria, l’uomo è stato fermato dai poliziotti che, a seguito di accertamenti, hanno accertato che a suo carico era pendente un ordine di carcerazione per il reato di rapina.
Il quarantanovenne, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, è stato tratto in arresto e, al termine delle formalità di rito, condotto presso la Casa Circondariale di Locri.
Il coro dell’Università Mediterranea a Urbino per la competizione “UNInCANTO 2022”
Nella meravigliosa cornice del borgo rinascimentale di Urbino è andata in scena, nel mese di maggio, l’VIII edizione della prestigiosa competizione canora “UNInCANTO 2022”, manifestazione organizzata dal Coro 1506 dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, a cui prendono parte i Cori delle Università italiane. Quest’anno sono state rappresentate musicalmente le Università di Firenze, Udine, Modena e Reggio Emilia, “Federico II” di Napoli, Basilicata, “Mediterranea” di Reggio Calabria e “Carlo Bo” di Urbino.
“La Natura… Musica per le nostre orecchie” è stato il filo conduttore di tutta la manifestazione; infatti i Cori hanno proposto repertori concentrati sull’interpretazione musicale della Natura, dalla sua descrizione poetica in forma musicale fino alla riproposizione canora di suoni e suggestioni naturali.
Oltre ai concerti itineranti, eseguiti in luoghi molto suggestivi del borgo, si è svolta la tradizionale “competizione” canora intitolata “FELUCA d’oro”, vinta lo scorso anno dal Coro Polifonico “Mediterranea” che l’ha consegnata al vincitore di questa edizione: il Coro Universitario di Firenze, diretto dal M° Patrizio Paoli e presieduto dal reggino Ninì Cutroneo, ex allievo del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” e cantore del Coro “Be free”.
Di grande pregio la prestazione della “Mediterranea”; il Coro, diretto dal M° Carmen Cantarella, si è esibito in posti caratteristici quali la Piazza Duca Federico, il Largo S. Crescentino ed il Cortile di Collegio Raffaello, eseguendo un repertorio vario che spaziava dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, dalla musica popolare a quella leggera, coinvolgendo il pubblico e riscuotendo così numerosi consensi ed apprezzamenti.
Estremamente significativo è stato il momento finale in cui tutti i Cori, prima di salutarsi e darsi appuntamento al prossimo anno, hanno cantato insieme l’Inno Universitario “Gaudeamu Igitur” ed il brano “Earth song” di F. Ticheli sapientemente guidati dal M° Augusta Sammarini, direttore del Coro 1506.
Giornata Nazionale dello Sport: tantissimi ragazzi tra Reggio, Aspromonte e Gioia Tauro
Rifacimento strade: continuano gli interventi su Pellaro, Vito e Archi, poi toccherà a centro e zona sud
Prosegue speditamente il programma di rifacimento delle strade cittadine a Reggio Calabria. Dopo gli interventi del centro storico delle scorse settimane, negli ultimi giorni i lavori di rifacimento delle arterie stradali si sono spostati nelle zone periferiche della città, a nord, a sud e nelle aree collinari.
Dopo gli interventi in via Missori, via Barlaam, via Cantaffio, via Padova, via Itria, via Torrione e viale Umberto Boccioni, nei giorni scorsi le imprese incaricate dal Comune stanno eseguendo gli interventi in via Macellari a Pellaro, in via Vito inferiore e ad Archi in via Gullina tra la Chiesa del Carmine e la strada per il Monastero della Visitazione. A coordinare le operazioni l’Assessore ai Lavori Pubblici Rocco Albanese che ha illustrato il cronoprogramma di interventi promosso dall’Amministrazione comunale e programmato a suo tempo, su indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, con i fondi dei Patti per il sud.
L’Assessore Albanese ha ancora una volta ringraziato i tecnici dell’Amministrazione comunale impegnati nei lavori di rifacimento delle strade, il Dirigente Demetrio Beatino ed i Rup Eleonora Megale e Claudio Brandi. Per ciò che riguarda i lavori in zona sud in Contrada Macellari i consiglieri del territorio Latella, Iachino e Ruvolo, hanno messo in evidenza l’importanza strategica dell’intervento, cui seguiranno altri lavori di rifacimento sempre nell’area della quindicesima circoscrizione.
Già nei prossimi giorni i lavori torneranno ad interessare altre zone della Città. Dopo la chiusura dell’anno scolastico si completerà via Torrione e successivamente, dopo il passaggio dei nuovi cavi da parte di Enel, i lavori interesseranno anche via Aschenez.
“Gli interventi procedono in maniera spedita – ha dichiarato l’Assessore ai Lavori Pubblico Rocco Albanese – grazie alla programmazione di questi anni si sta riuscendo a sfruttare i diversi finanziamenti attivati a suo tempo su indirizzo del sindaco Falcomatà, individuando cospicue somme per il rifacimento del manto stradale, a partire dalle zone che evidenziavano maggiori criticità o che più sollecitate negli spostamenti quotidiani dei reggini. I lavori andranno avanti nel periodo estivo secondo il cronoprogramma che abbiamo fissato e che interesserà, man mano, tutti i quartieri della città”.












