La Cooperativa Sankara e la Rete delle Comunità Solidali, da sempre attente alle problematiche del territorio locale, ritengono che la catena virtuosa della solidarietà possa fare la differenza ed alleviare situazioni di disagio che spesso restano invisibili o inascoltate. Negli anni con le iniziative dei pacchi alimentari, con la distribuzione di vestiario e calzature ed in ultima istanza, con l’iniziativa ‘’Natale Solidale’’ si è riusciti a dare risposte sicuramente piccole ma ugualmente
importanti per le famiglie che ne avevano bisogno. Nel mese di dicembre l’iniziativa “Spesa Solidale”, accolta e sostenuta dal supermercato Conad City di Caulonia Marina che si è messo a disposizione come punto di raccolta di generi alimentari, ha consentito di donare generi alimentari a 12 famiglie del territorio, distribuite dai volontari. Da parte delle famiglie destinatarie degli aiuti e da tutti noi, un grazie sentito per la disponibilità dell’esercizio commerciale.
Durante il periodo natalizio tutti i collaboratori e volontari hanno constatato che le famiglie in difficoltà sono sempre di più e per questo un impegno duraturo e continuativo nell’arco dell’intero anno rappresenterebbe un aiuto concreto per quanti vivono in situazioni di svantaggio.
E’ per questo che da oggi, grazie alla disponibilità dei supermercati ConTé di To&Vi, Conad City e al negozio di alimentari di Frammartino Ilario sul territorio di Caulonia Marina, con piccoli gesti, sarà possibile dare aiuto a quanti ne avranno bisogno. Cogliamo fin da ora l’occasione per ringraziare questi esercenti che si sono dimostrati sensibili e disponibili verso il prossimo in condizioni di disagio.
Sarà possibile donare nell’apposito carrello della solidarietà, generi alimentari a lunga conservazione, che una volta al mese verranno ritirati, suddivisi e distribuiti dai collaboratori e volontari della Cooperativa Sankara, di Recosol e associazione Gnoseon alle famiglie individuate.
La comunità cauloniese si è sempre dimostrata ricettiva nei confronti delle tematiche di solidarietà e per questo è invitata anche questa volta a dare il suo contributo.
Per sostenere le attività sociali e solidali che la Cooperativa Sankara realizza è inoltre possibile destinare il 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, indicando il Codice Fiscale 9003247800.
Sebastiano Plutino
“L’Autonomia differenziata, non serve al Paese”. E’ questo il tema dell’iniziativa organizzata dalla Cgil Area Vasta di Catanzaro-Crotone-Vibo e dalla Cgil Calabria che si è tenuta nella Casa delle Culture (sede del Palazzo della Provincia) di Catanzaro alla presenza di Christian Ferrari, segretario confederale, componente nella segreteria nazionale Cgil.
I lavori – moderati dalla giornalista Tiziana Bagnato – sono stati introdotti da una articolata relazione del segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese. “Lanciamo da qui insieme alla Cgil nazionale e alla Cgil nazionale il messaggio per cui è un errore portare avanti il Ddl Calderoli che affossa i nostri territori. Parte da oggi la condivisione di un percorso che vogliamo fare insieme alle istituzioni, le associazioni, i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori per dire quali sono gli effetti negativi dell’autonomia differenziata, che nel Mezzogiorno aggraverà la situazione nella sanità, nella scuola, nel lavoro. Rilanciamo una mobilitazione affinché – conclude Scalese – si faccia anzitutto si faccia chiarezza sui contenuti e sui risvolti di questa riforma che spacca il paese e amplia le diseguaglianze tra territori”.
“Continueremo a contrastare ogni provvedimento che favorisce la frammentazione dei diritti civili e sociali fondamentali e a mobilitarci per interventi e misure volte invece a rimuovere le drammatiche diseguaglianze esistenti, a stanziare le risorse necessarie a ridurre i divari e a realizzare un sistema perequativo che promuova la coesione e la solidarietà”, ha concluso Scalese.
Mobilitato in prima fila anche il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, che al convegno della Cgil ha ribadito di essere contro “una riforma che non serve al Paese, fa molto male al Sud e alla Calabria. Sotto la formula tutto sommato neutra e anche accettabile di autonomia differenziata si cela un disegno egoista che punta solo a dare più soldi a chi è ricco e toglierli a chi è già povero. Cosa inaccettabile e incomprensibile soprattutto perché i poveri siamo noi. Dobbiamo far capire che questa riforma mina l’idea della solidarietà che tiene insieme ogni comunità. Vorrei che si smettesse anche di parlare dei Lep perché quando si parla di diritti fondamentali le prestazioni non devono essere garantite nella loro essenzialità ma nella loro uniformità. Senza eguaglianza – rimava Fiorita – non esiste nessuna comunità e none suste nessun paese”. Per Anna Falcone l’attuale configurazione del tema declinata nel Ddl Calderoli “rappresenta una minaccia a tutto il paese. L’autonomia non è necessariamente un male, penso alle politiche energetiche, ma lo diventa quando differenzia la cittadinanza civile e sociale”.
Per il segretario regionale del Pd e senatore Nicola Irto, collegato in remoto, “serve una mobilitazione generale che nelle prossime settimane sarà allargata non solo ai partiti come il Pd e M5S ma anche ai sindacati, associazioni e movimenti civici che vogliono dare un contributo per spiegare quale dramma sarà l’autonomia differenziata voluta dal governo Meloni. Da pochi mesi abbiamo un governo nazionale che propone l’autonomia differenziata, fa una Finanziaria che non prevede alcun impegno economico per il Mezzogiorno e ha un ministro come Valditara che vuole discriminare gli insegnanti del Sud. A questo governo server dare una risposta netta e forte. Se vogliamo accettare la sfida dell’autonomia – ha detto ancora Irto – è necessario parlamentarizzare il dibattito chiamando a responsabilità tutti gli eletti a prescindere dalla maglietta che hanno addosso ed è necessario partire dai drammatici divari che separano regioni come la Calabria dal Nord: è necessario in riequilibrio e politiche nazionali che colmino questi divari. Occhiuto? Non deve decidere da che parte sta, l’ha già deciso votando a favore assieme ai suoi colleghi del Nord un ddl proposto non dalle Regioni del Nord da un ministro della Lega: io – sottolinea il segretario del Pd calabrese – sono molto preoccupato perché vedo il governatore di una regione che è il cuore della resistenza del Mezzogiorno votare un provvedimento scellerato che dividerà ulteriormente l’Italia, penalizzerà la Calabria e il Mezzogiorno e senza una controproposta vera”.
Molto apprezzato l’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino secondo la quale “l’autonomia differenziata non serve all’Italia perché l’Italia è un paese in cui i divari territoriali si dovrebbero restringere e non allargare e questo è un progetto di riforma che di fatto amplia ancora di più le diseguaglianze tra alcune regioni del Nord, che vanno a una velocità, e quelle del Sud, come soprattutto la Calabria, che va ad un’altra velocità. Sembra addirittura lunare affrontare questo dibattito in un paese secondo una statistica le cinque regioni più povere dell’Europa sono italiane e sono regioni del Sud Italia. Abbiamo denunciato l’assurdità di questa riforma nella forma, nella sostanza, nel merito e nel metodo, perché non si coinvolge il Parlamento, una delle riforme più divisive degli ultimi 30 anni elaborate in sede extraparlamentare. Questo già di per sé è scandaloso. Si dice che questa riforma va avanti senza impegno di spesa, ma questo è assurdo: come si fanno a definire e garantire i Lep se non si finanziano i Lep? Questo – evidenzia la vicecapogruppo M5S alla Camera – significa che questa riforma avverrà con il criterio della spesa storica che sappiamo penalizzerebbe tantissimo la Calabria dal punto di vista di tutti i servizi. Secondo noi bisognerebbe stabilire il fabbisogno di maggiori servizi che alcune Regioni richiedono e fare in modo che lo Stato finanzi questi maggiori servizi e li eroghi effettivamente, quindi applicare sostanzialmente anche il Pnrr, uno dei cui pilastri è diminuire i divari territoriali che ci sono tra le regioni. Noi quindi ci opponiamo assolutamente e speriamo che il governo ritiri questa proposta. Ed è curioso infine come il presidente della Regione Calabria abbia supinamente approvato il Ddl in sede di Conferenza unificata e che questa Regione non si sia unita a quanti ritengono che le proprie Regioni saranno penalizzate”.
A intervenire, prima delle conclusioni di Ferrari, il segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato: “L’obiettivo – spiega Sposato – è rinsaldare un’alleanza sociale anche con le altre sigle sindacali e anche con le associazioni e con la politica che ha già detto come la pensa. Noi al presidente Occhiuto abbiamo detto che su questo tema c’è un’altra Calabria, una Calabria molto consistente, che non la pensa come lui. Non abbiamo apprezzato il voto che la Calabria ha fatto su questo tema cogente, e poi la convocazione solo domani del Consiglio regionale è un segnale di poco rispetto democratico anche perché non sappiamo se il tema sia stato oggetto di una discussione della maggioranza di governo alla regione perché non ci risultano delibere di Giunta prima del voto in Conferenza delle Regioni. La domanda che farei al presidente è: a nome di chi il presidente ha votato quel tipo di provvedimento che secondo noi è contro i calabresi, è contro la regione, è contro la visione che lui stesso ha definito insieme a noi nella Vertenza Calabria. Il tema infatti – sostiene il segretario della Cgil calabrese – rischia di inficiare la vertenza Calabria perché il governo sulla vertenza Calabria non sta facendo nulla. Quindi da questo punto di vista nei prossimi giorni metteremo a verifica anche gli impegni presi da parte del presidente della Giunta per capire se c’è da parte del governo la garanzia che la Vertenza Calabria sia ancora in vita. Altrimenti ci sarà una mobilitazione rinsaldando alleanze con tutti coloro che la pensano come noi contro il Ddl Calderoli”.
LE CONCLUSIONI DI FERRARI – “L’autonomia differenziata è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, in un Paese che ha visto storicamente anche negli ultimi anni allargarsi i divari territoriali e imboccare una strada che contribuirà a mettere in discussione l’unità dell’Italia – ha esordito Ferrari – a mettere in discussione il sistema di welfare universalistico – mentre invece noi dovremmo lavorare per garantire i diritti fondamentali civili e sociali in tutto il Paese in maniera omogenea e uniforme – e a mettere in discussione la anche la possibilità di politiche nazionali di governo, industriali, di sviluppo economico, quando neppure la dimensione nazionale è ormai sufficiente ad affrontare le sfide strategiche che abbiamo davanti. Quindi – prosegue il segretario nazionale Cgil – noi diciamo un no senza se e senza ma al disegno di legge Calderoli”.
“Prendiamo atto positivamente di un riposizionamento chiaro in termini critici da parte di alcuni partiti, a partire da Pd e M5S – ha detto. Noi abbiamo intenzione, nei prossimi mesi, di mettere in campo un percorso di mobilitazione in tutto il Paese, dal Veneto e la Calabria, per informare e coinvolgere i cittadini, cosa non scontata, a partire dai lavoratori e i pensionati, e soprattutto per costruire una grande convergenza, la più larga, ampia e inclusiva possibile, con le forze politiche, le istituzioni locali, le forze della società civile e – rileva il segretario nazionale della Cgil – creare un fronte che dica no all’autonomia che spezza il Paese e sì invece a politiche che rilancino gli investimenti per ridurre le diseguaglianze e i divari che ci sono. Da Ferrari infine una critica al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto (Forza Italia): “Con tutto il rispetto per il governatore, gli porrei una domanda: è un rappresentante del suo popolo e degli interessi del suo territorio o è il rappresentante di un partito che esegue gli ordini di scuderia? Perché è francamente incomprensibile – rimarca il dirigente della Cgil – come il presidente della Regione Calabria abbia potuto dire di sì a un disegno di legge che colpisce anzitutto il suo territorio”.
CalabriaSona e ItalySona annunciano la partenza ufficiale della prima edizione di Sona World Festival, una novità nel panorama calabrese, una rassegna dedicata al mondo della World ed Etno Music. Grazie alla collaborazione tra “Crotone World” e il “Gran Premio Manente”, questo territorio è pronto ad ospitare oltre 10 appuntamenti di grande rilievo artistico e culturale in un periodo lontano dalla stagione estiva che da sempre è quella più ricca di appuntamenti e concerti. Una sfida nella sfida che vuole accendere i riflettori della cultura e della musica di qualità in una provincia spesso fuori dai circuiti del genere e che si discostano dal mainstream e dalla musica leggera. Un motivo per avvicinare specialmente i giovani ad un ascolto “diverso” e più consapevole di tutta la musica.
Un’occasione per portare tra Crotone e Crucoli dei veri e propri maestri nazionali che hanno fatto della musica “identitaria” un punto di partenza sviluppandola tra gli universi jazz, blues, rock e anche elettronica. Circa 11 settimane di concerti di altissimo livello, che si svolgeranno tra la Fabbrica di Crotone e il centro storico di Crucoli, e che coinvolgeranno artisti calabresi tra i più affermati a livello internazionale e artisti del sud Italia che ci presenteranno i loro ultimi lavori discografici spesso recensiti e premiati a livello mondiale. Un primo esperimento da allargare successivamente anche alla world music internazionale, un modo per lanciare un messaggio di integrazione, di pace e di dialogo tra i popoli attraverso il linguaggio universale e “naturalmente” contaminato della musica “folk”.
Si parte l’11 marzo alle 21.30 a la Fabbrica di Crotone, con Checco Pallone accompagnato dalla sua band con special guest Alberto La Neve e Tiziana Grezzi. Checco presenterà il suo ultimo lavoro discografico dal titolo “Serenate – Fiore Selvatico”. “La scelta di scrivere oggi serenate e farne un disco nasce dall’esigenza di fermarsi, dalla necessità di riappropriarsi di un linguaggio e di una pratica che crea bellezza, che implica ascolto, in una società oggi troppo spesso rumorosa. La ricerca di intimità, anche nella scelta degli strumenti protagonisti assieme alla voce ed ai testi, esprime il desiderio di semplicità, di una espressione musicale scarna, che mette al centro la parola e le vibrazioni delle corde”.
Checco Pallone è uno dei più apprezzati compositori e musicista calabrese, un inizio da percussionista (tamburi a cornice) con la Compagnia Calabrese di canto Popolare che cammina di pari passo con lo studio della chitarra classica e dello stile manouche, collaborazioni versatili, dal jazz al rock fino alla musica neo-tradizionale calabrese. Ha svolto anche attività di docenza in Conservatorio e concertistica in solo e come orchestratore della Calabria Orchestra, ma anche conduttore di un programma TV sulla Calabria musicale: questa è, in sintesi, la sua vivace e articolata vita professionale.
“Fiore selvatico” è il suo ultimo lavoro discografico del 2022 realizzato con i musicisti a distanza nell’inverno sociale del 2020. Undici le tracce allestite, musicate dallo stesso Pallone, che ha scelto testi tradizionali di serenate dell’area reggina davvero vivide sul piano poetico, raccolte nel volume miscellaneo pubblicato nel secondo Ottocento, intitolato “Fiori selvatici. Poesie popolari calabresi”. Accanto alle liriche popolari, si ascoltano composizioni proprie e originali in dialetto cosentino o composte in coppia con la vocalist.
Il progetto Sona World Festival è realizzato grazie a CalabriaSona e Italysona ed è sostenuto dal Nuovo Imaie, da la Fabbrica, da Marasco Comunicazione, dal Comune di Crucoli, dall’associazione CULT ed è organizzato in collaborazione con la Libreria Cerrelli, circolo arci le100Città, Jobel, Video Calabria, BlogFoolk e la Rete Italiana World Music.
Stabilizzazione precari sanità, Straface: «Circa 200 assunti a tempo indeterminato»
«Dopo le oltre cento figure professionali sanitarie stabilizzate dall’Asp di Cosenza, nei prossimi giorni saranno assunti a tempo indeterminato dalle aziende ospedaliere e sanitarie calabresi circa duecento tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari in tutta la regione. Un grande risultato ottenuto grazie al decreto Milleproroghe che estende il periodo per il possesso dei requisiti utili alla stabilizzazione del personale impiegato nel servizio sanitario nazionale durante l’emergenza Covid». È quanto annuncia il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della terza commissione Sanità, Pasqualina Straface.
«Un “esercito” di professionisti che andrà a rimpinguare, finalmente, il nostro servizio sanitario regionale falcidiato da anni di immobilismo. Il mio vuole essere un invito alle aziende sanitarie e ospedaliere a procedere con quanto previsto dal decreto Milleproroghe, nel solco già tracciato dall’Asp di Cosenza e dall’azienda ospedaliera unica “Dulbecco” di Catanzaro che stanno già approfittando di questa opportunità per implementare le piante organiche carenti, con personale medico e sanitario da mettere a disposizione delle strutture pubbliche».
«Con la stabilizzazione – spiega Pasqualina Straface – si intende valorizzare le professionalità acquisite dal personale che ha prestato servizio durante l’emergenza pandemica. Potrà, quindi, essere assunto a tempo indeterminato il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio-sanitari anche non più in servizio, che siano stati reclutati a tempo determinato e abbiano maturato rapporti di dipendenza con un ente del servizio sanitario nazionale, con almeno sei mesi nella fase emergenziale».
«Alle centinaia di stabilizzati a tempo indeterminato si aggiungerà il personale che sarà reclutato attraverso l’espletamento dei tanti concorsi già banditi ed in fase di pubblicazione: così inizieremo a colmare quel deficit di personale che per decenni ha paralizzato il servizio sanitario regionale. La carenza di organico – conclude la presidente della commissione Sanità – è il peggiore dei mali della sanità calabrese, ma grazie a queste opportunità come la stabilizzazione ed i concorsi, la struttura commissariale diretta dal presidente Occhiuto sta repentinamente restituendo ai calabresi il diritto alle cure».
Mimosa d’Argento: premiata la comunità della Scalinata di via Giudecca
Si è tenuta l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, la seconda edizione “Mimosa d’Argento” presso la Sala delle Conferenze della Camera di Commercio con Confindustria, Cna e Confartigianato ed alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e del Rettore dell’Università Mediterranea, che ha visto tra i premiati anche la Comunità patrimoniale “Scalinata Monumentale di via Giudecca”.
Il premio ha omaggiato cinque donne imprenditrici che si sono distinte in modo particolare nei settori del Commercio, dell’Industria e dell’Artigianato e quattro donne impegnate, con amore, per il bene della città.
Tra queste, la presidente della Comunità Patrimoniale “Scalinata Monumentale di via Giudecca”, Simona Lanzoni, convocata insieme al CDA per ricevere il riconoscimento e condividere questo momento di gioia assieme alle donne presenti, nell’ambito dell’incontro “Imprese e Società: il Presente è donna”.
“Dedico il prestigioso premio a tutti i soci, Donne e Uomini, per me ‘Cari Amici’, della Comunità Patrimoniale Scalinata Monumentale di via Giudecca, che settimanalmente diffondono bellezza durante il loro tempo libero, dedicandosi al recupero dei luoghi pubblici, ad infondere senso civico sul territorio, ad educare i giovani ad un uso responsabile dello spazio comune e partecipare alla tutela e valorizzazione del Patrimonio identitario esistente” ha dichiarato la presidente Lanzoni, ringraziando a nome dell’associazione tutti i presenti, “in particolare Confcommercio Reggio Calabria e il direttore Fabio Giubilo per aver riconosciuto in noi ‘amore per la città’”.
Un premio “condiviso con tutto il CDA, totalmente in rosa della Comunità Patrimoniale di via Giudecca, Marica Monoriti, Angela Latella, Caterina Pecora, Giusy Leo Scordino, Maria Antonietta Giuffrè e Tatiana Cilea – ha concluso la Lanzoni – per le attenzioni, la disponibilità, la sensibilità e la gioia che manifestano nel condividere, programmare ed avviare insieme progetti, eventi, attività, azioni e proposte destinate all’uso e al miglioramento dei luoghi per il benessere dell’intera collettività”.
Sono 25 le famiglie che hanno accettato di far trasferire nel cimitero musulmano di Bologna le salme dei loro parenti deceduti nel naufragio di Cutro. Entro la serata sarà avviato il trasferimento verso il capoluogo emiliano delle prime 14 salme afgane. Domani ne partiranno altre 11 tra cui anche quella di un palestinese. I costi saranno tutti a carico dello Stato. Complessivamente, con le 7 salme trasferite ieri, saranno 32 le bare che lasceranno il Palamilone. All’interno ne restano 40 di cui 17 di afgani le cui famiglie hanno chiesto il trasferimento nel paese di origine. Altre famiglie hanno già contattato privatamente delle agenzie per trasferimenti in Paesi del Nord Europa: anche in questo caso il costo sarà a carico dell’Italia. Il sit in dei familiari delle vittime, comunque, prosegue in quanto, pur esprimendo soddisfazione per la notizia – che è stata data loro dal sindaco Vincenzo Voce su richiesta della Prefettura di Crotone – hanno chiesto impegni scritti. “Non ci fidiamo più dopo aver visto quanto accaduto stamani – ha detto Mohammad Haroon Faizi che nella tragedia ha perso la suocera ed il cognato – noi vogliamo dei documenti scritti di questo impegno dello Stato italiano. Se non mettono in pratica noi, attraverso la comunità afgana, allargheremo la protesta a tutta Italia e tutta Europa”. Nella decisione delle famiglie delle vittime decisivo è stato anche l’intervento del presidente della Comunità Islamica di Bologna Yassine Lafram che con una lettera inviata alla Prefettura di Crotone ha assicurato “l’impegno nella mia veste ufficiale, affinché venga data dignitosa sepoltura presso il cimitero islamico di Bologna e nel rispetto del rito funebre islamico, alle vittime del naufragio di Cutro, come richiesto dai familiari. Inoltre, mi impegno affinché i defunti rimangano seppelliti all’interno del cimitero islamico, e che negli anni non vengano né cremati né trasferiti al di fuori del perimetro del cimitero islamico di Bologna”. (ANSA).
“Insieme ai parlamentari Saverio Romano e Maurizio Lupi, di ‘Noi con l’Italia’, ho incontrato a Roma il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Abbiamo discusso per circa due ore sul nuovo pacchetto di riforme della giustizia che dovrebbe essere adottato entro giugno”. Lo riferisce, in una nota, il consigliere regionale Antonello Talerico, del Gruppo Misto. “Si parla – aggiunge – della depenalizzazione e/o rimodulazione del reato dell’abuso d’ufficio e del traffico influenze, del divieto della ‘reformatio in pejus’ in sede di appello della parte, del ritorno alla prescrizione ‘sostanziale’, della modifica della disciplina delle intercettazioni, della istituzione di un organo collegiale, in luogo del Gip, per l’applicazione delle misure custodiali, più avanti anche la separazione delle carriere ed alla necessità di intervenire sull’obbligatorietà dell’azione penale. Queste ultime richiederanno tempo, giusta la necessità di una legge di revisione costituzionale. A margine dell’incontro ho rilanciato il tema della sicurezza in Calabria, della situazione di carenza di organico degli uffici giudiziari, della magistratura onoraria e della necessità di creare una Scuola di magistratura nell’area centrale della Calabria, a Catanzaro, sede di una delle Corti di appello più prestigiose e storiche d’Italia, dove si sono celebrati sin dagli anni ’60 i primi processi di lotta alla ndrangheta. Ma il Distretto di Corte d’appello di Catanzaro è anche quello dove statisticamente e numericamente si celebra la maggior parte dei processi penali più importanti e dove sono alti la tensione ed il conflitto nei singoli territori tra lo Stato e le associazioni criminali. Proprio per questo, istituire nel capoluogo di regione una Scuola di magistratura non sarebbe soltanto un segnale forte dello Stato, che investirebbe in una Terra dove la domanda di Giustizia è alta, ma consentirebbe ai magistrati in formazione di vivere in un contesto in cui i processi si celebrano davvero e non li si racconta solo sulla stampa” “Occorreranno sicuramente altri incontri – dice ancora Antonello Talerico – ma il ministro Nordio ha aperto un dialogo importante che potrebbe condurci a risultati fino a poco tempo fa neanche pensabili”. (ANSA).
Promuovere l’innovazione e la ricerca scientifica per sviluppare una filiera del caffè sostenibile e di eccellenza, puntando a favorire la crescita del territorio e garantire un futuro ai giovani anche dopo la laurea: è questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e la storica torrefazione calabrese Caffè Mauro.
L’accordo, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Rettorato della Cittadella Universitaria di Reggio Calabria, rappresenta un’importante opportunità per creare nuove sinergie tra il mondo accademico e il miglior tessuto industriale della Calabria, attraverso lo studio di soluzioni innovative nell’ambito dello sviluppo di filiere agroalimentari, zootecniche, farmaceutiche e nutraceutiche.
Grazie a questa partnership, gli studenti del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari avranno la possibilità di perfezionare il loro percorso formativo mediante la realizzazione di tirocini, stage e progetti culturali promossi da Caffè Mauro, con l’obiettivo di ricercare nuove soluzioni relative all’impiego degli scarti di produzione del caffè e allo studio delle proprietà del caffè verde.
La principale area di studio è focalizzata sullo sviluppo di un processo industriale più sostenibile, volto a creare un sistema di economia circolare attraverso il recupero e la riconversione dei materiali di scarto delle lavorazioni, che possono trovare applicazione per fini nutraceutici e alimentari, energetici ma anche in ambito zootecnico per la produzione di mangimi animali e fertilizzanti. Sarà inoltre approfondito il possibile utilizzo degli scarti del caffè nel settore dell’edilizia, in particolare per essere usati come aggregante nella creazione di una nuova miscela di calcestruzzo altamente sostenibile.
La conferenza stampa ha visto i saluti del prof. Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, del prof. Giovanni Enrico Agosteo, Direttore del Dipartimento di Agraria UniRC e del dott. Davide Padelli, CEO di Caffè Mauro. L’accordo è stato illustrato dall’intervento del prof. Marco Poiana, Docente di Scienze e Tecnologie Alimentari UniRC e del dott. Valerio Chinè, COO di Caffè Mauro.
Il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Giuseppe Zimbalatti: «Auspica che collaborazioni, come quella odierna, vengano costruite con molte altre aziende calabresi e, soprattutto, con quelle reggine. Se tre sono le missioni cui deve assolvere un Ateneo: didattica, ricerca/innovazione, terza missione, questo è il contesto giusto, formando laureati nel settore alimentare, attraverso tirocini curriculari in azienda, sperimentazione innovativa nel campo agroalimentare e il costante scambio di esperienze e competenze fra l’accademia, il comparto produttivo e le esigenze del territorio».
Davide Padelli, Chief Executive Officer di Caffè Mauro, ha dichiarato: «Siamo entusiasti di questa partnership con l’Università Mediterranea, perché rappresenta un’ulteriore testimonianza del legame tra Caffè Mauro e il territorio d’appartenenza. Da tempo abbiamo aperto la nostra azienda agli studenti più meritevoli e siamo felici di creare delle valide opportunità per trattenere i professionisti in questa regione. L’obiettivo è quello di accrescere il nostro livello di innovazione scientifica e tecnologica, per creare un modello in grado di garantire la sostenibilità della nostra filiera e offrire ai giovani, concrete opportunità di inserimento professionale, senza la necessità di andare fuori regione. Siamo certi che questa collaborazione avrà delle ricadute positive sia per la nostra azienda che per il territorio e la comunità».
Attraverso questa collaborazione Caffè Mauro intende acquisire, sviluppare e applicare metodologie di ricerca innovative nel settore agroalimentare, con un focus sul caffè, per trasmettere la qualità di un marchio divenuto simbolo di eccellenza nel mondo. Parallelamente, l’azienda e l’Università rinnoveranno il loro impegno a sostegno dei giovani attraverso percorsi formativi finalizzati a creare nuove competenze professionali e valorizzare i talenti del proprio territorio d’appartenenza.
Marco Poiana, docente di Tecnologie Alimentari presso la Mediterranea, sottolinea il successo del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Ateneo reggino: «Un corso che, per la sua ricchezza di contenuti, forma professionisti in grado di contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la Ricerca applicata nei, sempre più innovativi, cicli produttivi aziendali. Il contatto diretto con le esigenze di un’azienda, in questo caso la Caffè Mauro – aggiunge il docente – contribuisce all’accrescimento culturale del giovane professionista, garantendo spesso un’opportunità lavorativa: quell’opportunità che può contrastare la “fuga” di molti validi laureati reggini verso altri territori».