E’ di una bambina di tre anni il corpo della 71esima vittima del naufragio di domenica 26 febbraio recuperata stamane nelle acque di Steccato di Cutro. Il corpicino era stato avvistato in mare da alcuni cittadini i che hanno avvisato la Guardia costiera che ha provveduto al recupero. La piccola salma è stata portata in obitorio. Le ricerche proseguono senza sosta con mezzi aerei, navali, sommozzatori, droni e personale di presidio a terra di Guardia Costiera, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Protezione Civile regionale. (ANSA).
Sebastiano Plutino
Sarà inaugurata mercoledì 8 marzo alle ore 9.30 – presso l’edificio G (piano terra) del Polo centrale – la prima Stanza rosa dell’Università di Messina. La Stanza rosa offrirà un ambiente confortevole entro cui le neomamme potranno allattare e conciliare i tempi di studio o lavoro con quelli della vita in famiglia. Altre Stanze rosa verranno, successivamente, dislocate all’interno degli altri Poli universitari.
Guerra in Ucraina: in programma un evento del Circolo Culturale “L’Agorà”
Venerdì 10 marzo sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, avente come tema “Guerra in Ucraina/ Oltre il ‘fermo immagine’ del 24 febbraio 2022”. Il tema della giornata di studi sarà affrontato da Francesco Labonia, componente della redazione della rivista (cartacea) “Indipendenza” e del direttivo dell’omonima associazione. Sono trascorsi i primi dodici mesi dalla notte fra il 23 e 24 febbraio che ha trascinato sul terreno una lunga scia di sangue, di lutti, di bombardamenti e mobilitazioni, di denunce di crimini bellici efferati e bollettini di propaganda inevitabili in un contesto di guerra nel quale – come è arcinoto – prima vittima è sempre la verità. A un anno dall’inizio della guerra, si intensificano i combattimenti per il controllo della regione di Donetsk. In particolare, continuano gli scontri tra esercito ucraino e russo (quest’ultimo supportato anche dai mercenari del gruppo Wagner) nei territori circostanti Bakhmut, nell’Ucraina orientale. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi nel corso della giornata di studi organizzata dal sodalizio culturale reggino. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 10 marzo.
Oltre 17 milioni di crediti sono stati sequestrati dagli ufficiali giudiziari e dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria alla casa di cura Villa S.Anna spa di Catanzaro su disposizione della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria che ha accolto la richiesta avanzata in tal senso dalla Procura regionale. L’attività è stata coordinata dal procuratore regionale Romeo Ermenegildo Palma e dal vice procuratore generale Giovanni Di Pietro. Lo scorso 17 gennaio era stata data esecuzione al provvedimento di sequestro conservativo fino alla concorrenza della somma di 20 milioni 851 mila 599 euro disposto dal presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti sempre nei confronti della società e del suo amministratore pro tempore. In quella sede era stata fissata al 14 febbraio 2023 l’udienza di comparizione delle parti per la conferma, modifica o revoca della misura cautelare. A seguito dell’udienza, la Corte dei Conti ha confermato il sequestro conservativo, relativamente a tutti i beni immobili e alle partecipazioni societarie, nonché a 4 rapporti finanziari e ha disposto l’estensione della misura cautelare alla somma di 17 milioni 547 mila 514 euro costituente il credito vantato da Villa Sant’Anna spa nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro per prestazioni rese in regime di convenzione nell’anno 2020. La vicenda scaturisce dalle indagini svolte finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro e dal Nucleo speciale di Polizia valutaria – IV Gruppo di Reggio Calabria che hanno consentito di disvelare doppi pagamenti che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro avrebbe effettuato nei confronti della casa di cura come corrispettivo delle medesime prestazioni, con conseguente danno erariale ascrivibile al management della casa di cura privata accreditata con il servizio sanitario nazionale e ai vertici pro tempore dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. In particolare le indagini dei finanzieri avevano fatto emergere la stipula di un contratto di cessione tra Villa Sant’Anna Spa e la società Opera spv Srl, avente ad oggetto il credito scaturente da alcune fatture emesse dalla casa di cura nei confronti dell’Asp di Catanzaro. A seguito della cessione, Opera spr Srl aveva eseguito un’operazione di cartolarizzazione del credito acquistato facendosi assegnare, in assenza di adeguata difesa da parte dell’Asp, diversi milioni di euro nell’ambito di 9 procedure esecutive azionate dinnanzi ai Tribunali di Modena e di Roma. Il procedimento contabile instaurato ha determinato lo scorso 29 novembre la condanna in primo grado di sei persone a risarcire un danno erariale pari a oltre 20 milioni di euro, comprensivo della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, per aver sottoposto l’Asp di Catanzaro ad azioni esecutive tese al riconoscimento di crediti già soddisfatti.
Continua la battaglia a sostegno dei lavoratori del consorzio di bonifica, una vicenda che ha dell’assurdo, come dichiara nei dettagli l’ex consigliere della Regione Calabria, Graziano Di Natale: ”Nonostante il Tribunale di Cosenza e la Corte d’Appello di Catanzaro abbiano statuito la trasformazione del rapporto di lavoro, da tempo determinato a tempo indeterminato, con la conseguente loro presa in servizio, ad oggi non vengono rispettate le Sentenze.
Mi chiedo – continua- che Paese è il nostro se a lavoratori e lavoratrici vengono negati diritti riconosciuti addirittura da sentenze di Tribunali della Repubblica.
Il tutto nel silenzio generale. Noi non molliamo – dichiara – e siamo pronti ad affrontare anche quest’ulteriore sfida.
La difesa del diritto dei lavoratori è una cosa seria – conclude – e non possiamo permettere che si continui a procedere in questa direzione. Non mi fermerò qui.”
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La solidarietà espressa in seno al progetto “VI.VO.”- VICINATI VOLONTARI sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD”, capofila l’Istituto per la Famiglia sez. 55 Condofuri (RC) ha innescato visibili effetti a catena. Professionisti ed esercizi commerciali esprimono approvazione per l’impatto positivo che il progetto sta avendo sul territorio di Condofuri, Bagnara, Bruzzano e Molochio e offrono la propria disponibilità per attivare nuovi servizi.
Il Conad di Condofuri ha accolto con apprezzamento l’iniziativa aderendo con un formale protocollo di intesa ed offrendo dal reparto Pronto-Cuoci piatti pronti per i beneficiari del progetto che i volontari distribuiscono costantemente presso la sede IPF 55 ed anche a domicilio. Già da tempo tenevano in considerazione e partecipavano con assiduità alle iniziative solidali del Capofila di VI.VO. l’IPF 55, realtà consolidata e stimata sul territorio.
I sostenitori dell’iniziativa ci tengono a ricordare che combattere lo spreco alimentare e redistribuire le eccedenze facendogli acquisire valore sociale è un dovere della popolazione attiva. Fare la spesa intelligente è anche acquistare una piccola porzione in più per chi non ha le nostre stesse possibilità e cucinare un piatto in più e donarlo dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana.
Spiega la responsabile di zona Condofuri e Bruzzano Carmen Iaria “Siamo orgogliosi del fatto che i cittadini ormai conoscano a memoria lo slogan del progetto- “ILLUMINA LA TUA VITA, DIVENTA VOLONTARIO” che continua ad ispirare e motivare molti nuovi volontari che sono impegnati a prestare il proprio servizio a favore del vicinato con ogni sorta di attività, dall’accompagnamento, al sostegno attivo, alle attività per minori. Il nostro obiettivo è sicuramente individuare i bisogni emergenti e colmare il più possibile i dislivelli sociali. Il volontario è una risorsa per l’intera comunità, arriva dove lo stato e i servizi non riescono ad arrivare. È fondamentale creare una rete di aiuti per garantire a tutti pari dignità.”
Cogliamo l’occasione per presentarvi due dei prossimi eventi programmati dal progetto:
08 Marzo 2023 – Brancaleone (RC) – Evento di Piazza ore 16,30
25 Aprile 2023 – CONDOFURI (RC) – VI.VO. DAY presso Rifugio Adullam – Incontro tra volontari e beneficiari e pranzo di beneficienza
Il Vi.Vo. Day in particolare è un momento aggregativo fondamentale perché permette l’incontro, il confronto e la conoscenza più approfondita di tutti gli attori impegnati nel progetto, offrendo stimoli e ispirando strategie concertate attraverso l’apporto di ogni parte sociale. Non è infatti raro che uno stesso beneficiario venga coinvolto in altre azioni di progetto e si trasformi in volontario motivato ed attivo attraverso queste occasioni di crescia sociale.
Altri due eventi sono ancora in programmazione nel comune di Bagnara, Molochio, Bruzzano e Condofuri con un solo obiettivo, coinvolgere, stimolare e sensibilizzare la popolazione a donare il proprio tempo, la propria professionalità, i beni inutilizzati per contribuire ad una catena di solidarietà con il vicinato.
COSA PUOI FARE INSIEME A NOI?
Dai la tua adesione al progetto donando al tuo vicinato più prossimo:
- Il tuo tempo per soggetti bisognosi, anziani, fragili, minori (assistenza, cura, ascolto, accompagnamento per disbrigo pratiche, etc.)
- La tua professionalità se sei infermiere, avvocato, dottore, insegnante, professionista, psicologo ecc
- Vestiario, giocattoli, arredi, mobilio che non usi
- I tuoi libri ed il materiale scolastico inutilizzato
- Alimenti e beni di prima necessità
- Le tue rimanenze di magazzino se hai un esercizio commerciale
- Le tue idee e le tue iniziative, proponile e cercheremo di svilupparle insieme!
Rinnovate le cariche del Coordinamento regionale Basilicata-Calabria ICOM
Si sono svolte questa mattina le elezioni per il rinnovo delle cariche del Coordinamento Regionale Basilicata-Calabria ICOM (International Council of Museums): ciò avviene in un momento in cui i Musei di Calabria, pubblici e privati, stanno compiendo grandi sforzi per accreditarsi nel Sistema Museale Nazionale.
ICOM è un’associazione internazionale impegnata nella protezione del patrimonio culturale, nello sviluppo dei Musei e dei professionisti museali: la sua azione si declina nei Comitati Nazionali che, a loro volta, operano attraverso commissioni tematiche, gruppi di lavoro e coordinamenti regionali.ICOM
Nato nel 2018, il Coordinamento interregionale Basilicata-Calabria annovera oggi circa 50 soci individuali e istituzionali ed ha, all’attivo, numerose iniziative di confronto e aggiornamento professionale.
Il rinnovato coordinamento regionale calabro-lucano risulta così composto: Coordinatore Anna Cipparrone e Consiglieri Tiziana Battafarano, Maria Cerzoso, Fiorella Fiore, Lucia Lojacono, Claudia Ventura e Luigi Zotta.
Nel corso dei suoi primi due mandati il Coordinamento Regionale Basilicata-Calabria ha lavorato alla costruzione di un terreno di confronto e dialogo con le Istituzioni, le Amministrazioni ed i professionisti dell’ampio e variegato territorio di riferimento: convegni periodici nei Musei statali, pubblici e privati e momenti di aggiornamento e di dibattito, anche online, durante i lunghi anni pandemici.
Oggi il Coordinamento intende porsi quale interlocutore privilegiato nelle due Regioni, anche grazie a quanto previsto dalla sottoscrizione degli accordi tra ICOM Italia e ANCI Basilicata nonché tra ICOM Italia e Regione Calabria.
Il Coordinamento regionale ICOM diviene il ‘luogo’ in cui interagire tra istituzioni, stimolando la costituzione di reti, favorendo presso i Musei il conseguimento degli standard minimi di qualità, promuovendo le realtà che si accreditano al Sistema Museale Nazionale, diffondendo l’attenzione su temi cogenti del dibattito museale e buone pratiche.
Il rinnovato Coordinamento regionale ICOM promuoverà il dialogo con Università ed istituti di cultura per l’attivazione di percorsi formativi nel comparto delle professioni museali e darà continuità all’avviata collaborazione esistente tra i singoli Musei e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, per sostenere l’affermarsi della legalità.
E’ intenzione del Coordinamento, infine, attivare una relazione diretta con i Musei di Calabria e Basilicata attraverso incontri periodici e focus sui social network nonché sollecitare l’adesione a ICOM da parte delle istituzioni e dei professionisti, coinvolgendo anche il comparto economico e produttivo.
“Insieme ai Presidenti Roberto Occhiuto e Filippo Mancuso, come Regione Calabria ci siamo riproposti di caratterizzare l’8 marzo di ogni anno di Legislatura con azioni concrete a sostegno delle donne. Nel 2022 – spiega il Vicepresidente della Giunta, Giusi Princi – abbiamo varato la Legge regionale contro le discriminazioni delle donne sui luoghi di lavoro. Quest’anno vogliamo lanciare la campagna ‘Sulla mia pelle’, che aiuterà a coprire, attraverso l’arte del tatuaggio, le ferite che la violenza lascia sulla pelle delle donne che l’hanno subita. Vogliamo far sì che il tatuaggio sulle cicatrici sia simbolo di riscatto della dignità fisica e psicologica di tutte le donne che hanno subito violenza; l’auspicio è che le vittime inizino a volersi più bene, accettando senza timore, con libertà, quella parte fisica che da espressione di dolore diventi emblema di rinascita. Pertanto, abbiamo voluto coinvolgere i tatuatori della Calabria che, gratuitamente, hanno sposato la nostra iniziativa, così come la Direzione sanitaria e lo staff di chirurgia estetica di una nota clinica privata di Reggio Calabria. È bello – conclude Giusi Princi – che proprio giorno 8 marzo parta dalla Calabria un messaggio unitario di sensibilità e di sostegno alle donne vittime di violenza anche attraverso l’arte e la creatività.”
Caro ministro, le scriviamo come soccorritori di questa regione in quanto titolare del nostro dicastero, avremmo tante cose da dirle magari seduti al tavolo del Viminale dove confrontarci sulle attività di soccorso in questo paese;- dei soccorsi ancora oggi mantenuti in un ministero di polizia che si occupa di repressione e marginalmente dell’incolumità dei cittadini “”bianchi o neri che siano””
Per poi lasciarci piangere su tutte le bare che per mancanza di umanità, per mancanza di una regia nazionale sui soccorsi che non siamo riusciti a mettere in atto, – salvare ministro; questo è il nostro compito salvare la gente e non raccogliere cadaveri per SUA responsabilità e quella del SUO governo.
Quel governo di destra con la lega dentro ( non che quello di sinistra sia meglio tanto per capirci ) che prima lo ha sostenuto nei vari incarichi, successivamente altri incarichi nei gabinetti dei ministri compreso la quello a trazione leghista, fino alla sua nomina a ministro; tutto in intesa con la lega di salvini, maggiore responsabile del disastro di steccato di Cutro.
Le diciamo questo per come ha ribadito lei. Essere un uomo delle istituzioni, noi pensiamo, viste le sue esternazioni che sia un uomo di partito!” quindi segue gli ordini di partito a trazione inumana – quel governo che ha vietato gli aiuti umanitari in mare alle organizzazioni non governative in cui la ragione dell’azione è di tipo ideale, una missione, una vocazione, di valore sociale. ( sociale, collettivo, pubblico complessivo nessuna distinzione di COLORI) .
Quel governo che oggi non contento di NON aver salvato fratelli, gente, uomini in carne ed ossa, in difficoltà come obbligo morale di tutti noi italiani, ad esclusione del suo governo, invia una motovedetta della GdF da Taranto… una da Vibo valentia, oggi gestiti dall’altro uomo della lega al ministero dell’economia, senza avere cognizione logica di cosa stesse combinando!
Partire da Taranto per arrivare nel golfo della tragedia non so se lei ha contezza della distanza? ed in questo caso delle difficoltà in acque agiate a navigare? Peggio ancora attivare altre motobarche dall’area di Vibo valentia, dove per arrivare devono effettuare il giro di tutta la Calabria dal versante ovest a quello ad est .
Sa cosa pensiamo noi ?? che avendo ricevuto l’allertamento il sabato sera, ( meglio se diciamo sabato mattina ) aver derubricato l’intervento come intervento di pubblica sicurezza perché qualcuno stava attentando con una “bacinella “ di avvicinarsi alle nostre coste, (perché ripetiamo siete un ministero che si occupa di repressione), avete volutamente lasciare morire le persone.
Perché oggi far attivare i soccorsi in mare o a terra bisogna prima avere il nulla osta di salvini, meloni, giorgetti e sue caro ministro, poi se è necessario attiviamo la macchina dei soccorsi a babbo morto!
È soprattutto caro ministro, oltre alle vostre responsabilità non ci prendete in giro con le vostre bugie da infantili deficienti, che siete stati avvisati in ritardo solo la domenica, quando poi dichiarate voi stessi che avete attivato immediatamente la GdF?? Sono finiti i tempi dell’orologio a cucù se non lo avete capito oggi tutto è tracciabile sia per noi cittadini che, per chi nel corpo nazionale dei vigili del fuoco opera da anni.
Ma soprattutto quando cè un attivazione di soccorso NON si chiama l’amico pescatore chiedendo di andare a vedere sulla spiaggia se ci sono morti !!!!! questa è CRUDELTA’ suprema !
Perché; se le nuove regole in materia di soccorso come VVF preposti agli interventi tecnici di soccorso pubblico o in caso di eventi di protezione civile, dove il Corpo nazionale opera quale componente fondamentale del Servizio nazionale della protezione civile e assicura, nell’ambito delle proprie competenze tecniche, la direzione degli interventi tecnici di primo soccorso nel rispetto della vigente legislazione ( questo per sua conoscenza ) chiameremo i vicini di casa del cratere dell’intervento per sapere se effettivamente ce un pericolo, e poi intervenire!!
Oppure sempre su SUE indicazioni viste che le regole di allertamento le avete modificato canalizzate in decreti interministeriali – tutto tra voi – invece di inviare la squadra di soccorso del comando VVF più vicina invieremo i VVF del comando dell’altra sponda della regione.
E soprattutto le vorremmo ricordare, sempre caro ministro, che La convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 – ratificata dall’Italia con legge del 1994 n. 689, disciplina, il diritto di passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale e il diritto di passaggio in transito per la navigazione internazionale, – NON ce scritto da nessuna parte che bisogna attivare gli organi di polizia per il respingimento!! O peggio lasciare morire la gente in mare girandosi dall’altra parte, per poi venire in Calabria con tutto il suo establishment per parlare di aria fritta, come ha fatto lei ed il SUO governo!
Inoltre, sottolineiamo che ogni Stato costiero promuova la costituzione e il funzionamento permanente di un servizio adeguato ed efficace di ricerca e soccorso per tutelare la sicurezza marittima e aerea e, quando le circostanze lo richiedono; collabora a questo fine con gli Stati adiacenti tramite accordi regionali, VOI siete stati solo capaci di creare un cimitero per povera gente. ( che ancora non ce)
Poi le torniamo a ripetere: Spetta sempre alle competenti autorità nazionali classificare un evento ai fini dell’attivazione di un’operazione di ricerca e salvataggio quindi quando penserà di mettere mano a procedure che vanno incontro al salvataggio, di vite umane ce lo dica che siamo pronti.
Visto che, viviamo in un paese costiero con oltre 8000 km di coste – ed il nostro territoriale si estende su una superficie pari a 301,340 Kmq, e che l’ estensione marittima delle acque giurisdizionali sono pari a 120.868 Kmq, sarebbe più che opportuno OBBLIGATORIO avere sotto la presidenza del consiglio dei ministri una struttura centrale preposta ad emanare immediatamente gli stati di calamità e soccorso, ovunque loro pervengano, proposta che ribadiamo le abbiamo già evidenziato, ma che non trova ambiti di discussione .
Su come implementare l’incolumità delle persone e della navigazione e rafforzare gli strumenti di salvaguardia della vita umana in mare (safety) e giammai (security) come in questo caso per consentire la un adeguamento servizio di ricerca, soccorso e salvataggio in mare; ( salvataggio )
Caro ministro, avremmo voluto scrivere altre diecimila cose su quanto accaduto, anche sulle ultime uscite sempre nella direzione della repressione e non dell’accoglienza di povera gente di oggi del SUO governo, ma ci auguriamo – se non si trincererà dietro un cordone di sentinelle, di venirla a contestare al prossimo consiglio dei ministri, un augurio che ci facciamo come Calabresi e come vigili del fuoco, per ora ci lasci consumare altre lacrime di pietà.
“Sono convinto che l’autonomia puo’ liberare energie e risorge e fa scattare un maggiore orgoglio di appartenenza. Perche’ i calabresi fuori dalla Calabria diventano eccellenze nei diversi campi e settori di appartenenza? Questa la domanda a cui devono rispondere gli opinion leaders calabresi che esprimono un ‘No’ ideologico a priori”, afferma Nucera.
L’ideatore del movimento ‘La Calabria che vogliamo’, in qualità di presidente di Confindustria Rc in passato con una riflessione congiunta con l’economista Matteo Olivieri e pubblicata sul Sole 24 Ore, si era già espresso a favore dell’autonomia differenziata, convinto che possa rappresentare per tutto il sud quella chiave di volta per concretizzare lo sviluppo del meridione, atteso da troppo tempo.
“La Calabria solo così potrà dimostrare quanto vale. Basta ad assistenzialismo e a decisioni che ci vengono imposte da Roma. E’ arrivato il momento di prendere in mano il nostro destino, l’autonomia differenziata -sottolinea Nucera- deve essere vista come un’enorme possibilità da sfruttare con determinazione, allontanando ogni paura. Un’errata mentalità in questi decenni ci ha portato ad essere considerati e considerarci a nostra volta come una popolazione meno capace e competente di quelle del centro e del nord Italia, ma non è assolutamente così”.
Nel ribadire convintamente le possibilità favorevoli offerte dall’autonomia differenziata, Nucera però non tralascia l’aspetto relativo alla spesa storica, fattore che rischierebbe di trascinare il Sud e la Calabria ancora più a fondo.
“E’ questo il vero tema dello scontro. Bisogna dire basta ai furti del passato e ripristinare il giusto livello delle prestazioni essenziali, fattore fondamentale per far si che l’autonomia differenziata possa essere per la Calabria la via per il riscatto e non per sprofondare ulteriormente.
Per ottenere tutto quello che la Calabria merita e ha perso nel corso degli ultimi decenni, c’è bisogno di una rinnovata classe politica, dalla schiena dritta e decisa a far valere le ragioni della nostra terra. Le furberie del passato hanno fatto relegare la Calabria ad ultima regione d’Europa, è il momento di riappropriarci del nostro destino.
Per l’equità territoriale bisogna eliminare ogni riferimento alla spesa storica attuale. Il Mezzogiorno prima dell’Unità d’Italia era piu’ avanzato economicamente e socialmente. Invito a visitare il Museo delle Ferriere a Mongiana per conoscere la verità storica: oltre mille operai e scuole per bambini, quando nel regno dei Savoia c’era ignoranza e arretratezza. Basta timori riverenziali, i furti devono finire”, conclude Nucera.
