Uno dei più amati cantautori americani del momento, Hayward Williams, nell’ambito del suo tour italiano 2023, fa tappa al Cartoline Club di Reggio Calabria.
Sebastiano Plutino
E’ il museo mulino Belsito di San Giovanni in Fiore, che ha ottenuto 11.132 voti e conquista il ventesimo posto a livello nazionale, il luogo dei cuore più votato in Calabria a conclusione dell’11/ma edizione del censimento promosso dal Fai. Seguono nella cinquina dei primi classificati, il Forte Siacci di Matiniti Superiore, Campo Calabro, che si piazza al secondo posto con 1.440 voti, il Santuario Maria SS. della Rocca tra Settingiano e Tiriolo 1.209 voti, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Torano Castello (1004) e la Certosa di Serra San Bruno (551). Il mulino a cilindri fondato da Vito Belsito nel 1920 è il primo mulino elettrico della Calabria e rappresenta un esempio di attività a conduzione familiare trasmessa di padre in figlio per diverse generazioni fino al 2007, quando ha cessato la sua produttività. Il tipo di impianto viene considerato da esperti di archeologia industriale uno dei pochi esempi di tecnologia degli anni Venti del secolo scorso perfettamente conservato. Sui colli che dominano lo Stretto di Messina sorge il Forte Siacci di Campo Calabro che gode di una eccezionale vista dall’Etna alle coste siciliane e calabresi, le Isole Eolie e il massiccio dell’Aspromonte ed è stato realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914. Il Santuario di Maria SS. della Rocca è situato in quello che fu l’antico borgo medievale di Rocca Falluca. A seguito del terremoto del 1783, rimase per lungo tempo una campagna deserta. Nel 1789, un devoto della Madonna, don Saverio De Filippis, costruì una chiesetta rurale. Nella chiesa è presente una statua della Madonna che riproduce quella originale in pietra. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Torano Castello è antichissima più volte rimaneggiata, nel Settecento divenne luogo di rifugio per gli eremiti. La Certosa di Serra San Bruno è un’abbazia fondata nel 1091 da Bruno di Colonia (1030 ca – 1101).Nel 1783 un terribile sisma la distrusse. Nel 1826 il comune di Serra acquistò l’edificio insieme al busto argenteo con le reliquie di S. Bruno e B. Lanuino. Re Ferdinando II il 21 giugno 1856 donò nuova vita alla certosa ponendovi a capo un priore e alcuni certosini provenienti da S. Martino di Napoli. (ANSA).
Tre medici dell’ospedale di Lamezia Terme sono indagati per omicidio colposo per la morte di un uomo di 74 anni di Falerna, Francesco Stella, avvenuta lo scorso 8 febbraio. Si tratta di un adempimento di legge per permettere lo svolgimento dell’autopsia con la presenza di tutte le parti interessate alla vicenda. L’uomo è deceduto poco dopo essere stato dimesso dal reparto di Medicina interna dell’ospedale civile di Lamezia. Il 74enne era stato ricoverato il 2 febbraio e dimesso giorno 8. Nel corso del tragitto in auto per tornare a casa si è sentito male: la figlia che lo accompagnava ha chiamato i soccorsi e l’uomo è stato nuovamente portato in ospedale dove è deceduto. La famiglia del 74enne, rappresentata dall’avvocato Giovanni Ettore Sipoli, ha presentato un esposto per chiedere chiarimenti sui motivi che hanno portato i medici a disporre le dimissioni dell’anziano. Il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Emanuela Costa, ha disposto l’esame autoptico conferendo il mandato ai medici Silvio Bernardo Cavalcanti, Vannio Vercillo e Guglielmo Cordasco. L’esito sarà reso noto entro 90 giorni.
Il ministero dell’Interno ha approvato, finanziandolo, il progetto “No alle truffe: prevenire per non farsi ingannare”, predisposto dal settore Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, a valere sui fondi per la prevenzione delle truffe agli anziani e in particolare sul Fondo Unico Giustizia. Ne danno notizia l’assessore al Welfare, Venturino Lazzaro e quella alla Sicurezza, Marinella Giordano. “Sicuramente una buona notizia – commentano i due componenti dell’esecutivo Fiorita – perché il progetto ci consentirà di dare una risposta possibile a un fenomeno assolutamente da non sottovalutare. Gli anziani, soprattutto se soli, sono soggetti vulnerabili per una molteplicità di ragioni, sono pericolosamente esposti a fenomeni che spesso si consumano in pochi minuti, senza che la vittima possa rendersi conto di ciò che gli sta capitando. È vero che alle nostre latitudini è ancora presente una rete informale fatta di amici, parenti, vicini, conoscenti, che costituisce di per sé un buon supporto alla tutela degli anziani ma è altrettanto vero che le attività di monitoraggio che come Comune facciamo abitualmente, ci segnalano che essa ha subìto in tempi recenti un depotenziamento. Ora – concludono Giordano e Lazzaro – grazie al progetto che il ministero ha approvato, potremo invece implementare le attività e gli interventi che già il settore Politiche Sociali svolge e lo faremo anche attraverso la costruzione di un network sul territorio in grado di coinvolgere altri soggetti attivi sul territorio stesso, a cominciare dagli enti del Terzo Settore”. Obiettivo generale del progetto è raggiungere il numero più alto possibile di persone over 65 residenti in città attraverso campagne di sensibilizzazione e prevenzione caratterizzate da una comunicazione semplice, comprensibile, mirata ed efficace. Rendere così gli anziani ma anche i familiari e gli amministratori di sostegno, se presenti, consapevoli del problema e al tempo stesso protagonisti attivi nel contrastarlo, garantendo loro una maggiore vicinanza anche attraverso, se necessaria, la strutturazione di équipe multi professionali che prendano in carico la persona qualora vittima di truffa. “Svariate e articolate – è scritto in una nota – sono le azioni previste per raggiungere l’obiettivo. Sintetizzando: si va dalle campagne di sensibilizzazione richiamate in precedenza alle cosiddette misure di prossimità, in collaborazione con gli enti del Terzo Settore e le forze di polizia. Non mancheranno poi le azioni di ascolto attraverso l’attivazione di un Info Point presso il comando della polizia locale che sarà raggiungibile anche attraverso canale telefonico. Sarà possibile accedere fisicamente al punto di accesso dove gli anziani troveranno, pronti ad ascoltarli e in giorni della settimana prefissati, personale volontario specializzato. Verranno anche attivati sportelli informativi diffusi, dislocati nei quartieri presso circoli, comitati o altri presidi, che avranno aderito alla manifestazione di interesse appositamente predisposta”.
Stamattina alcuni soggetti sono stati scoperti mentre asportavano quintali di arance con un camioncino da un terreno di proprietà comunale. Il terreno, in località Bruscata Piccola, è stato oggetto, da parte del Comune di Cassano, di un avviso ad evidenza pubblica per la manutenzione, la cura e la vendita dei prodotti agricoli che l’agrumeto è in grado di produrre ma, al momento, non risulta ancora affidato e, pertanto, le arance sono rimaste non raccolte e nelle disponibilità dell’Ente. Lo rende noto il sindaco di Cassano Giovanni Papasso. Da quanto emerso, riferisce il sindaco in una nota, la frutta poi sarebbe stata rivenduta illegalmente portando guadagni ai ladri. “Ma le cose – è scritto nella nota – sono andate diversamente: una pattuglia della Polizia Locale guidata dalla comandante Anna Maria Aiello ha notato l’anomalia ed è subito intervenuta bloccando l’azione illegale. Se non fosse intervenuta in tempo, avrebbero asportato tutte le arance presenti nel fondo. Sul posto poi si sono recati anche, a supporto dei vigili, i carabinieri della Compagnia di Cassano”. “Voglio subito sgombrare il campo da ogni dubbio – afferma Papasso – sulla tutela del patrimonio pubblico io e la mia amministrazione non facciamo sconti a nessuno. Per questo motivo, terminata l’identificazione, accertato il preliminare svolgimento dei fatti, per tramite dell’ufficio Patrimonio abbiamo provveduto a sporgere denuncia contro i soggetti pescati a raccogliere agrumi illegalmente nel fondo di proprietà del Comune. Ora l’autorità giudiziaria provvederà a fare il suo corso e, al momento opportuno, ci costituiremo parte civile. Abbiamo un patrimonio pubblico da tutelare e non ci tiriamo indietro. Infine annuncio alla collettività che ci sono stati riconsegnati tutti i quintali di arance asportate illegalmente e queste verranno redistribuite alla collettività conferendone parte al banco solidale alimentare gestito da noi, parte a Casa Serena e parte a tutti gli istituti che provvederanno a loro volta a consegnarle a cittadini e bisognosi”. (ANSA).
“La Commissione anti-‘ndrangheta del Consiglio regionale punta sulla diffusione della cultura della legalità tra i più giovani per dare un nuovo volto alla Calabria. Per questo vogliamo stare accanto alle scuole, investire sugli studenti, trasmettere un messaggio di fiducia nelle istituzioni e costruire un fronte comune tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, agenzie educative, per affermare la legalità in ogni aspetto della vita della comunità”. E’ quanto ha affermato il segretario della Commissione anti-‘ndrangheta Antonio Montuoro, intervenendo all’incontro su “Cultura e legalità” tenuto nella sala conferenza dell’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi di Catanzaro, alla presenza del magistrato Marisa Manzini. Nel corso dell’incontro si è svolta la premiazione del concorso per l’assegnazione di tre borse di studio indetto dalla Commissione e rivolto alle scuole. Il tema affrontato dai ragazzi negli elaborati ha riguardato la riflessione di Corrado Alvaro: “La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”. “Tra i principali obiettivi della commissione – ha spiegato Montuoro – c’è quello di formare e diffondere una cultura antimafiosa e della legalità nella società calabrese. Abbiamo scelto l’istituto Fermi per le sue tante iniziative volte ad affermare la cultura della legalità e per la partecipazione attiva e consapevole dei suoi studenti. Ringrazio la dirigente scolastica Teresa Agosto, la referente Francesca Nicotera e gli altri docenti dell’istituto per avere sposato in pieno l’iniziativa, e il presidente della Commissione Pietro Molinaro e il suo predecessore Giuseppe Gelardi che hanno creduto molto in questo progetto. E’ grazie ai nostri giovani che la Calabria potrà avere un marchio di qualità, e non il timbro nero che per troppo tempo ci ha segnato”. (ANSA).
Atto intimidatorio nei confronti di Calabria Verde, azienda della regione Calabria che si occupa della cura e della gestione del patrimonio forestale, e dei suoi dipendenti impegnati in lavori di pulizia dei fiumi di Corigliano Rossano. Nella mattinata di oggi, infatti, è stata rinvenuta su una autovettura di servizio una bottiglia contenete benzina con relativo innesco. Ai dipendenti impegnati nelle operazioni di risanamento idraulico dei fiumi nella Sibaritide esprime “vicinanza e incondizionata solidarietà” il direttore di Calabria Verde Giuseppe Oliva, che, è scritto in una nota, “ha già provveduto a formalizzare denuncia alle autorità competenti, affinché vengano individuati e puniti i responsabili di un atto che comunque, assicura lo stesso, non fermerà l’azione e l’operato dell’Azienda”. (ANSA).
Tenta di disfarsi di un involucro contenente droga durante una perquisizione ma non ci riesce. Un uomo di 54 anni, residente nel quartiere “300 alloggi” è stato arrestato a Crotone dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari del gruppo radiomobile della Compagnia, nel corso di una serie di attività mirate al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, sono intervenuti nel quartiere popolare della città e, insospettiti da frequenti movimenti nei pressi di un’abitazione, hanno deciso di perquisire l’appartamento. Entrati con non poche difficoltà per la presenza di una cancellata metallica posta a protezione della porta d’ingresso di casa, hanno sorpreso l’inquilino cinquantaquattrenne mentre cercava di disfarsi di un un sacchetto di plastica tramite lo scarico del water. Nonostante il tentativo di fare sparire l’involucro, i militari sono riusciti a recuperare il “pacchetto” direttamente dal pozzetto di scarico fognario all’esterno della palazzina popolare in corrispondenza del bagno dell’abitazione. All’interno dell’involucro sono stati trovati circa 18 grammi di eroina, suddivisa in più di 30 dosi, pronte per la vendita. (ANSA).
Viaggiava in auto con dieci chilogrammi e mezzo di cocaina. Un venticinquenne è stato arrestato dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, in provincia di Cosenza, con l’accusa di detenzione illegale di sostanza stupefacente. I militari, in servizio di controllo nei pressi dell’area di Salso est, dell’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, hanno fermato l’autovettura condotta dal giovane che aveva cercato invano di nascondersi dietro un furgone in marcia nella sua stessa direzione. A seguito di una perquisizione personale e del mezzo, anche con l’ausilio di una unità cinofila, sono stati trovati all’interno di un doppiofondo ricavato nell’abitacolo del veicolo, 10 panetti avvolti da nastro adesivo trasparente, sottovuoto, contenenti cocaina. Lo stupefacente scoperto e sequestrato una volta immesso nelle piazze di spaccio avrebbe potuto fruttare più di un milione di euro. (ANSA).
Un medico in servizio alla postazione di continuità assistenziale di Reggio Nord, in Viale Amendola, a Reggio Calabria, è stato aggredito la notte scorsa da un giovane che è risultato poi essere un infermiere. Lo denuncia l’Ordine dei medici di Reggio Calabria che, in una nota, esprime il proprio “sdegno per l’ennesimo episodio di violenza” nei confronti di un medico. Il dottore, ricostruisce l’Ordine nella nota, ha preso servizio verso le 20 di ieri sera con una collega e dopo mezzanotte un ragazzo ed una ragazza, “successivamente presentatisi come due infermieri, ed è questa la cosa più grave”, hanno citofonato chiedendo una prescrizione di insulina essendo il giovane paziente diabetico. La collega del dottore, pur non negando la prescrizione, prosegue la nota dell’Ordine, ha fatto notare la stranezza della richiesta, fatta in piena notte, di un farmaco salvavita che ogni paziente diabetico dovrebbe avere a portata di mano. Il giovane, però, “ha cominciato ad usare toni offensivi e minacciosi. A questo punto è intervenuto il dottore che ha cercato di smorzare i toni invitando il giovane a calmarsi. Ma, per tutta risposta, ha ricevuto dallo stesso uno schiaffo che gli ha fatto volare via gli occhiali”. Le forze dell’ordine, giunte in pochi minuti, hanno identificato i due infermieri ed hanno raccolto le dichiarazioni dei medici. Il presidente dell’Ordine dei medici di Reggio Pasquale Veneziano, “interpretando i sentimenti di solidarietà di tutti gli iscritti – è scritto nella nota – esprime solidarietà e vicinanza al collega per l’aggressione subìta, stigmatizzando l’ennesimo episodio di violenza. Episodi che si ripetono ormai con preoccupante frequenza, soprattutto presso le postazioni di continuità assistenziale e i Pronto soccorso dove i medici operano, spesso in condizioni difficili, con grande spirito di abnegazione”. “Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza – afferma Veneziano – che ripropone in tutta la sua drammaticità e urgenza l’esigenza di intervenire con provvedimenti organici e definitivi per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini che afferiscono alle cure di questi presidi fondamentali del nostro sistema sanitario”. (ANSA)