L’Amministrazione Comunale di Cinquefrondi, annuncia con grande soddisfazione, che si sono conclusi i lavori di restauro della Piattaforma Girevole dell’ex littorina. L’opera, resa possibile da un finanziamento pubblico ottenuto dalla Regione Calabria intercettato dal Sindaco Conia, rappresenta la creazione di una nuova attrazione turistica, ma anche e soprattutto un investimento volto alla riqualificazione di un’area dal forte valore storico. Da sempre questa Amministrazione si è posta l’obiettivo primario di non lasciare nessuna area del territorio indietro: Borgo Futuro, la costante riqualificazione e , i bandi del PNRR per l’efficientamento delle nostre scuole, e adesso, questo ennesimo ed importante successo. Tutto ciò, aggiunge il Sindaco Conia, si è reso molto spesso possibile senza intaccare minimamente le sofferenti casse del bilancio comunale.
Sebastiano Plutino
“L’incessante azione degli no, che spesso vede la Calabria protagonista in tema di smercio e spaccio di sostanze stupefacenti, deve indurci a pensare quanti minorenni siano i destinatari”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.
“Sarò politicamente corretto o scorretto – continua Marziale – ma continuo a sostenere il mio diniego ad ogni forma di legalizzazione e soprattutto a dirmi schierato dalla parte di chi ogni giorno lavora sul piano delle investigazioni e della repressione dei traffici di morte, perché la droga è morte, perché la droga è dipendenza che annienta l’individuo e lo porta ai margini della vita e della società”.
Per il Garante, infine: “Chi spaccia droga ai minorenni dovrebbe non godere di alcuna attenuante generica in fase processuale. Conosco troppe famiglie sconquassate da figli caduti nella rete ed è un calvario da non augurarsi nemmeno al peggior nemico. Si parli di droga nelle scuole, si parli nelle case, non si abbassi mai la guardia perché il pericolo è sempre più diffuso e capillare e non risparmia nessuna area del paese”.
Gli avrebbe attribuito la responsabilità dell’incendio di un’abitazione che aveva in uso e, per vendicarsi del gesto, gli ha sparato ferendolo ad una gamba. Un quarantunenne è stato arrestato e posto ai domiciliari a Luzzi dai carabinieri della Compagnia di Rende con l’accusa di lesioni personali e detenzione e porto abusivo di arma da sparo. I fatti risalgono al 24 gennaio scorso quando un uomo di 30 anni, dopo essere stato raggiunto da colpi di arma da fuoco alla gamba sinistra, si era presentato al Pronto soccorso dell’Ospedale di Cosenza dove era stato sottoposto ad intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile. All’arrivo dei militari, la vittima, ferita in modo non grave, aveva riferito di essere il gestore di un bar di Luzzi, all’interno del quale era stato avvicinato da un uomo incappucciato e travisato che gli aveva sparato alla gamba per poi darsi alla fuga. Era stato un passante a soccorrerlo e ad accompagnarlo in ospedale. L’attività investigativa dei militari, che hanno sentito diverse persone informate sui fatti, avviata con il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, ha permesso, di dare un volto al presunto autore del ferimento che è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Il movente del gesto, secondo quanto appurato dagli investigatori, è legato ad una vendetta seguita all’incendio di un’abitazione in uso al quarantunenne, avvenuto pochi giorni prima. (ANSA).
“Il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici per il sud intende richiamare all’attenzione del Ministro per la Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, la delicatissima posizione delle lavoratrici e dei lavoratori assunti dalla Pubblica amministrazione a seguito del superamento dei concorsi indetti dalla Agenzia di Coesione, comunemente intesi come ‘Coesione 1’ e ‘Coesione 2′”. E’ quanto riferisce una nota del neo costituito Comitato che annuncia di aver inviato sulla questione una lettera aperta al Ministro. “Tale categoria di lavoratori – è detto nella nota – è riconosciuta di primaria importanza per il rafforzamento delle competenze e della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni del sud Italia, oggi gravate di una nuova e straordinaria mole di lavoro per l’attuazione del Pnrr, cui non potrebbero far fronte con le già limitate risorse umane in organico, impegnate con l’attività ordinaria degli Uffici. Il delicato compito assegnato ai ‘Tecnici per il sud’ rischia di essere frustrato e con esso la stessa attuazione del Pnrr, occasione unica e immancabile per la realizzazione di importantissimi interventi che investono, capillarmente, l’intero sistema pubblico del nostro Paese dall’inquadramento previsto per i suddetti lavoratori, contrattualizzati a tempo determinato con scadenza a 36 mesi”. Per i componenti del Comitato “questa forma contrattuale precaria non risulta tale da garantire i lavoratori la loro permanenza in servizio per l’intera durata contrattuale, in un periodo storico in cui la stabilità pare invece l’unico strumento adatto a offrire un’adeguata tutela per i lavoratori stessi. La precarietà opera invece da chiaro deterrente rispetto al pieno, efficace ed efficiente coinvolgimento, pratico quanto emotivo, dei lavoratori rispetto alle mansioni loro assegnate e alla loro integrazione nei rispettivi uffici. Prova ne sia la copiosa e costante ‘fuga’ dalle posizioni lavorative in oggetto, tramite decine di dimissioni quotidiane, in favore di soluzioni magari meno desiderate o preferite, ma che giocoforza prevalgono perché prevedono un contratto a tempo indeterminato, viste anche le varie opportunità occupazionali create dalla grande stagione di concorsi che sta interessando il nostro Paese”. “Consapevole di tale gravosa situazione, al fine di incentivare e ‘blindare’ prospetticamente le attività del personale in argomento – è detto ancora nella nota – il Parlamento con l. 21 settembre 2022 n. 142, in sede di conversione con modifiche del d.l. 9 agosto 2022, n. 115 (c.d. ‘Aiuti-bis’), ha introdotto l’art. 35-bis che ‘Al fine di valorizzare la professionalità acquisita dal personale assunto con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato […] le amministrazioni assegnatarie del suddetto personale possono procedere, con decorrenza non antecedente all’1 gennaio 2027, nei limiti dei posti disponibili della vigente dotazione organica, alla stabilizzazione nei propri ruoli del medesimo personale nella qualifica ricoperta alla scadenza del contratto a termine, previo colloquio e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta’. Accogliamo con favore la suddetta previsione normativa, ma teniamo a sottolineare come essa riguardi esclusivamente (e inspiegabilmente) solo 500 unità di personale. Tali disposizioni dunque, se da un lato sono apprezzabili in quanto tracciano un percorso di stabilizzazione per i lavoratori, dall’altro lato introducono una inaccettabile e inammissibile disparità di trattamento tra lavoratori assunti con medesima ratio (il rafforzamento amministrativo della P.A. per l’attuazione del Pnrr) e medesime modalità di selezione. Le norme in questione fungano dunque da apripista per ampliare contestualmente il bacino di lavoratori interessati dalla stabilizzazione (come sta avvenendo, con altrettanta disparità nei confronti dei ‘Tecnici per il Sud’, per gli oltre 8 mila avoratori dell’Ufficio del Processo), senza indebite e ingiustificate distinzioni. Lo stesso DL Pnrr o il cosiddetto Milleproroghe appaiono le sedi elettive per attuare tempestivamente tale manovra anche allo scopo dei cosiddetti ‘risultati intermedi’ previsti dal Pnrr di garantire il raggiungimento , che altrimenti possono considerarsi a rischio”. (ANSA).
Una vasta operazione antimafia è in corso nella provincia di Crotone, condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, per disarticolare il sodalizio criminale denominato Locale di Cirò. In particolare, circa 150 militari stanno dando esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di 31 persone. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione e reati in materia di armi e di sostanze esplodenti, questi ultimi aggravati dal metodo mafioso. l provvedimento cautelare prevede la detenzione in carcere per 26 persone e agli arresti domiciliari per altri 5. Gli indagati sono stati rintracciati a Cirò Marina, Cirò, Umbriatico, Nova Siri (Matera) e Trieste. A due il provvedimento è stato notificato nelle Case circondariali di Catanzaro e di Ancona dove erano già detenuti per altri motivi.
I presunti affiliati al Locale di ‘ndrangheta di Cirò si interessavano, su richiesta delle vittime di furti o di altri reati, a farli rientrare in possesso dei loro beni o ad avere “giustizia”, mentre le stesse vittime omettevano quasi sempre di presentare denuncia agli organi istituzionali preposti tranne nei casi in cui vi erano costretti per incassare i premi assicurativi. E’ quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone con il coordinamento della Dda di Catanzaro, che stamani hanno portato a 31 arresti – 26 in carcere e 5 ai domiciliari – per i reati di associazione mafiosa, estorsione e in materia di armi e di sostanze esplodenti, questi ultimi aggravati dal cosiddetto metodo mafioso. L’inchiesta, frutto di 2 autonome attività avviate dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Crotone e dalla Compagnia di Cirò Marina, è la prosecuzione dell’operazione Stige del gennaio 2018. Dalle indagini è emerso anche come la cosca avesse ottenuto, con minacce esplicite ed implicite, il controllo dei porti di Cirò Marina e di Cariati e controllasse, in regime di monopolio, l’intera filiera del pescato. I pescatori erano costretti a consegnare il pescato fresco ai prezzi imposti, pescare solo le tipologie di pesce decise, tralasciando le altre, utilizzare i magazzini per lo stoccaggio del pescato e le attrezzature per la pesca messi a disposizione e consegnati esclusivamente dagli affiliati. I titolari delle pescherie, sia di Cirò che di Cirò Marina, inoltre, erano costretti ad acquistare il pesce esclusivamente da loro e con prezzi di rivendita decisi dagli stessi affiliati. Dall’indagine è emersa anche la spiccata resilienza del Locale e la capacità di ricompattarsi dopo il duro colpo subito nel 2018, mantenendo l’operatività con le modalità già riscontrate in precedenti indagini. I carabinieri hanno inoltre ricostruito l’attuale organigramma, dove sarebbero inseriti sia i “veterani” che le “nuove leve” che hanno potuto avvalersi anche dei familiari e/o dei conviventi di altri soggetti già detenuti perché coinvolti in precedenti operazioni. E’ emersa pure la capacità di controllo del territorio attraverso la forza intimidatrice per monopolizzare interi settori commerciali con l’apertura di nuove realtà economiche gestite dagli affiliati, da loro familiari o da prestanome. Scoperta anche l’esistenza di una “bacinella”, a cui attingere per pagare gli stipendi agli affiliati, per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e pagare le spese legali, ma anche per garantire economicamente lo svolgimento delle nozze della figlia del capo della Locale di Cirò. La cosca avrebbe anche avuto la disponibilità di armi da guerra e comuni da sparo, in parte sequestrate, e di esplosivo da utilizzare per le intimidazioni. Il Locale di Cirò aveva poi rapporti con gli affiliati di una speculare cellula criminale in Germania e sovrintendeva alle attività della presunta ‘ndrina “Giglio” inserita nella Locale di Strongoli nonché delle ‘Ndrine di Cariati e Mandatoriccio, nel cosentino. (ANSA).
Con il giuramento e la convalida dell’elezione in Consiglio provinciale prende il via ufficialmente l’amministrazione del presidente, Corrado L’Andolina.
«Bilancio e personale saranno le assolute priorità del mio mandato, insieme naturalmente alla viabilità e all’edilizia scolastica, funzioni tipiche della Provincia – ha evidenziato il presidente L’ Andolina in un passaggio significativo del suo intervento. Sul bilancio le scelte del futuro prossimo saranno comunque tribolate. Sul personale, si proverà a superare le difficoltà oggettive con una spinta verso la modernizzazione dei servizi. L’impegno in direzione di un’efficienza in chiave energetica sarà il punto qualificante del nuovo corso amministrativo. La legge, il raccordo con le istituzioni (Prefettura, Tribunale, Forze dell’Ordine, Regione, Comuni, Enti Pubblici specie con l’Upi) saranno i costanti riferimenti dell’attività amministrativa. Dialogo costante anche con il mondo del volontariato, dell’associazionismo, degli ordini professionali e, soprattutto, delle scuole. E anche l’avvio di una politica della cultura sarà fra le priorità del mio mandato. In queste prime settimane – ha reso noto L’Andolina – ho avviato il ciclo degli incontri istituzionali, ho iniziato a leggere le relazioni dei titolari delle posizioni organizzative, mi sono confrontato con il segretario, ho fatto un breve saluto ai dipendenti, ho adempiuto agli atti urgenti e indifferibili, ho fatto una visita ad una palestra di una scuola in disuso da anni che insiste su Serra San Bruno, ho partecipato a un convegno sul bullismo e ho iniziato ad acquisire un metodo di lavoro, cercando di contemperare queste esigenze con quelle di primo cittadino del Comune di Zambrone. In collaborazione con gli uffici sono state redatte le linee guida che ho allegato allo schema di delibera e di cui chiedo l’acquisizione integrale. Vibo Valentia è una provincia molto problematica. Il riferimento è all’Ente, ma anche alla sua comunità ripartita su cinquanta Comuni. Per quanto riguarda l’Ente Provincia il lavoro principale andrà realizzato sulla programmazione e sulla massima razionalizzazione delle risorse professionali esistenti. In molti mi chiedono: “Ma chi te lo faceva fare?”, – ha infine rivelato Corrado L’Andolina, nelle fasi conclusive del suo discorso. In effetti, il contesto in cui andrò a svolgere il mio ruolo non è tra i più semplici. Mi è venuta in soccorso una frase di mio padre, Salvatore L’Andolina, da cui ho ereditato la passione per la politica, pronunciata nel corso di un’iniziativa pubblica: “C’è sempre una tavola in mezzo al mare sulla quale mettere in salvo i sogni… un lembo di terra cui approdare per ricominciare».
A prendere la parola subito dopo il presidente è stato il consigliere Daniele Galeano (eletto in Consiglio con Forza Italia). «Forza Italia collaborerà con la sua amministrazione, caro presidente, poiché il modello nuovo che lei prospetta siamo convinti che sarà efficace ed efficiente e avvierà una concreta fase di crescita e di sviluppo del territorio provinciale. Le responsabilità e i problemi che abbiamo davanti sono gravosi, pertanto occorrerà lavorare sodo per risolverli. Noi ci siamo».
A seguire l’intervento di Elisa Fatelli (eletta in Consiglio con Coraggio Italia) che, dopo aver formulato gli auguri al presidente l’Andolina, ha affermato in maniera sentita: «Mi auguro che nonostante le contrapposizioni politiche si possa andare verso una continuità amministrativa, considerando che in questi ultimi quattro anni si è fatto un buon lavoro nell’ottica del risanamento dell’ente. Lavoro che come consigliere provinciale proveniente dal Comune capoluogo e avendo ricevuto le deleghe dal presidente Salvatore Solano ho condiviso con coraggio, entusiasmo ed impegno. Sarò, pertanto, in questa nuova esperienza – ha sottolineato Elisa Fatelli – sentinella della buona amministrazione. Mi sembra di leggere tra le righe delle sue linee programmatiche un’impossibilità ad amministrare viste le difficoltà strutturali dell’ente e che lei stia prendendo le distanze da un’amministrazione che ha avuto il grande merito di ridare all’ente una certa normalità, vedi approvazione bilancio, istituzione posizioni organizzative, ricognizione patrimoniale, maggiore riscossione dei tributi e acquisto di nuovi mezzi. Quando fa riferimento alla gestione del patrimonio scrive: “sarà programmato un percorso che consenta di dismettere l’utilizzo di edifici in affitto trasferendo per quanto possibile gli istituti scolastici all’interno degli immobili di proprietà”. Mi permetto di informarla che l’amministrazione provinciale ha azzerato i canoni di locazione degli immobili per esigenze scolastiche tranne per la staccata del liceo “Berto” dove l’ente paga un canone annuo non più come il fitto ma come quota annua da scomputare sul valore dell’immobile ai fini dell’acquisto. Inoltre voglio precisare che il patrimonio scolastico, grazie all’attento lavoro degli uffici, guidati dalla dottoressa Carolina Bellantoni, nonostante le enormi difficoltà è nettamente migliorato. Tanto è stato fatto e tanto ancora ci auguriamo si farà per il bene e la sicurezza della nostra popolazione scolastica. E poi il bilancio. Nel 2022 dopo quasi un decennio la Provincia approva il bilancio di previsione 2022-24 e il rendiconto di gestione del 2021. Di questo successo – ha evidenziato Fatelli – non possiamo non elogiare il presidente Solano che ci ha creduto e che nelle numerose riunioni nelle sedi opportune ha portato la voce forte della Provincia di Vibo».
A rimarcare «il ruolo significativo svolto dall’amministrazione guidata dal presidente uscente Salvatore Solano, che ha consentito, dopo anni, di approvare il bilancio dell’Ente», è stata anche la consigliera Maria Teresa Centro (eletta in Consiglio con la Provincia del Futuro). Nel contempo, facendo riferimento «all’amministrazione virtuosa del Comune di Zambrone, guidato da L’Andolina», la Centro, ha invitato il neo presidente della Provincia di Vibo Valentia «a favorire sani equilibri tra le forze politiche in campo». Per quel che mi riguarda, ha infine messo in luce, Maria Teresa Centro «il mio impegno sarà profuso, al di là degli schieramenti politici, nell’esclusivo interesse dei territori e dei suoi cittadini».
Nel corso del Consiglio, che si è avvalso dell’assistenza tecnico-giuridica del segretario generale Domenico Arena, ha preso la parola anche il consigliere Domenico Tomaselli (eletto in Consiglio con la Provincia del Futuro). «Presidente la vittoria elettorale consegna un quadro politico del tutto incerto. È mia premura salutare e ricordare Giuseppe Condello – suo antagonista alle recenti elezioni provinciali – che a differenza di quanto si può pensare ha ottenuto un consenso superiore al suo, specie nei piccoli Comuni. Lo ricordo perché rappresenta una forza di cui anch’io faccio parte – ha evidenziato Tomaselli – e solo per una “strana” quanto mai bizzarra legge elettorale, non siede qui al mio fianco in consiglio provinciale. Chi parla viene da un percorso politico chiaro, lineare e coerente. Un percorso che ha visto la mia partecipazione alla vita politico-amministrativa dell’ente affianco al presidente Solano, assumendo deleghe, la presidenza di commissione e in ultimo anche il ruolo di vice presidente della Provincia. Assieme ai mei colleghi – ha dichiarato il consigliere Tomaselli – abbiamo capito le difficoltà in cui l’Ente si trovava, era dunque necessario collaborare per portare un barlume di speranza affinché la Provincia uscisse dal pantano; ragionamento che al contrario Forza Italia non ha condiviso preferendo seguire più le indicazioni del partito che le necessità dei cittadini. Oggi si volta pagina, ma se voltare pagina significa “non essere il Presidente di tutti”, per come lei ha affermato, allora la stagione che ci spetta presumo sarà a dir poco infelice. La sua sfida non sarà sui finanziamenti e sui progetti già in programma, quelli non le appartengono, ma sulla capacità di attrarre nuovi finanziamenti, e di risolvere le tante questioni aperte soprattutto in materia di bilancio. Naturalmente lei sarà agevolato dalla sua vicinanza politica e partitica al governo nazionale, al governo regionale, oltre che al Comune capoluogo di Provincia. Le scelte spetteranno a lei, ma se possiamo, le rivolgiamo un consiglio: dare continuità amministrativa all’ente, in primis confermando l’attuale segretario provinciale, la cui professionalità, competenza e disponibilità è, indubbiamente, valore aggiunto, specie in questa particolare fase dove si dovrà fronteggiare il maggior disavanzo derivante dalla chiusura del dissesto. Siamo fiduciosi che il suo buon senso prevarrà, almeno non possiamo che augurarcelo. Un eventuale errore di valutazione o una scelta sbagliata – ha infine affermato Domenico Tomaselli – potrebbero riportare l’Ente dove qualche suo sostenitore l’ha lasciato, cioè nel dissesto finanziario».
Subito dopo Tomaselli ha chiesto di parlare il consigliere Alessandro Lacquaniti (eletto in consiglio con Coraggio Italia) che ha dapprima formulato gli auguri di buon lavoro al presidente Corrado L’Andolina e ha, poi, ribadito «la sua appartenenza alla coalizione di centrodestra» e rinnovato, quindi, «la fiducia nei riguardi del neo eletto presidente, con il quale – ha asserito Lacquaniti – c’è unità di intendimenti su un lavoro costruttivo da intraprendere nell’interesse del territorio e dei cittadini del Vibonese».
L’Assise provinciale, alla quale erano presenti anche i consiglieri Giuseppe Leone (eletto in Consiglio con Forza Italia) e Carmine Mangiardi (eletto in Consiglio con Coraggio Italia), dopo la convalida dell’elezione del presidente, il giuramento e la presa d’atto delle linee programmatiche di governo relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato istituzionale 2023-2027, ha approvato all’unanimità – dopo aver sentito anche le relazioni della dottoressa Caterina Gambino e dell’ingegnere Maria Giovanna Conocchiella – gli altri punti inseriti all’ordine del giorno: la variazione del bilancio di previsione finanziario 2022/2024 – annualità 2023; la convenzione per la concessione in godimento di una struttura sportiva con diritto di riscatto con il Comune di Briatico e alcuni debiti fuori bilancio, contratti per servizi di somma urgenza. Nel corso del Consiglio vi è stato anche un breve dibattito – con repliche e precisazioni attinenti ai rispettivi interventi – tra i consiglieri Tomaselli e Galeano. Confronto nel corso del quale sono emerse chiaramente visioni e valutazioni politiche e amministrative divergenti. Per una breve replica è intervenuto, infine, il presidente L’Andolina, che dopo aver sottolineato «la condizione delicata in cui versa l’Ente dal punto di vista economico-finanziario, nonostante l’approvazione del bilancio», facendo riferimento in particolare alla «situazione debitoria certificata dall’OSL», ha in conclusione asserito: «Ho sempre perseguito con coerenza e alto senso di appartenenza i miei ideali politici e continuerò a farlo nel mio mandato istituzionale nell’interesse dei cittadini. Di tutti i cittadini, così come del resto è previsto dalla legge». Al termine del mio mandato, ha chiosato Corrado L’Andolina, «vorrei essere ricordato come il presidente dell’impegno e della generosità».
Passando alla categoria LC-Allieve 2, primo posto nella classifica assoluta per Maria Rosaria Morabito che ha totalizzato 10.600 punti con la palla e 10.800 con le clavette. Un totale di 21.400 punti che le ha consentito di ricevere la medaglia d’oro, distaccando di più di 1.500 punti la seconda classificata, Messina della Kolbe, oltre Viola della Reggio Ritmica (18.400) e Berardi della Sole d’Oro (17.700), rispettivamente giunte al terzo e quarto posto.
Venerdì 17 febbraio parte la “Carneval Race”, la regata internazionale della classe Optimist che si svolge a Crotone sotto l’egida della FIV.
Un appuntamento giunto alla settima edizione e che fa il “pendant” con la più antica Mediterranean Cup che conta 37 edizioni.
La Calabria, con le sue classiche della vela giovanile a carattere internazionale, destagionalizza gli eventi velici per cui la regata Mediterranean di Reggio Calabria si svolge nel mese di Novembre e la Carneval race a Crotone nel mese di febbraio.
La Regione Calabria ha sponsorizzato questi due grandi eventi con il finanziamento nella campagna di Calabria Straordinaria.
La regata che inizierà a fine settimana è interessante per la qualità dei partecipanti e il Circolo Velico Reggio sarà presente con la sua squadra agonistica per misurare le proprie capacità marinare con le esperienze veliche di altri Paesi.
L’amministrazione Comunale di Crotone ha dato vita ad un calendario di eventi che accompagnano e animano i giorni di regata e forniscono una immagine turistica della Calabria e della città.
“Nel corso della sua lunga ed appassionata carriera professionale e politica – ha aggiunto Versace – Manti ha avuto l’onore di contribuire alla crescita sociale e civile della nostra città e della nostra regione, rappresentandola anche in prestigiosi contesti nazionali, come durante la sua esperienza di Deputato della Repubblica”.
La musica di Danilo Rea e la narrazione di Barbara Bovoli scandiranno un intenso omaggio al grande tenore, icona italiana nel mondo, Enrico Caruso, nella cornice del teatro comunale Nicola Antonio Manfroce di Palmi. Dopo essersi esibito sul prestigioso palcoscenico dell’Ariston a Sanremo, accompagnando Gino Paoli nel medley di tre pezzi indimenticabili – Una lunga storia d’amore, Sapore di sale e Il cielo in una stanza – il pianista di fama internazionale Danilo Rea sarà in Calabria per esibirsi, con l’attrice Barbara Bovoli, in uno spettacolo prodotto da Ergosum, con la regia di Alessandra Pizzi.
Questo il prossimo appuntamento in programma, sabato 18 febbraio alle ore 21:15, nell’ambito della rassegna Synergia 47, promossa dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Eventi culturali 2021 della Regione Calabria.
Un tributo emozionante alla riscoperta del genio e del talento di Enrico Caruso. Un racconto che inevitabilmente diventa anche un viaggio jazz che dalle arie celebri della grande Opera spazia fino agli autori del Novecento, alla canzone napoletana e al repertorio cantautoriale italiano, senza dimenticare la dedica, tra le più celebri e struggenti di sempre, rivoltagli da Lucio Dalla.
Un racconto originale affidato alle note sapienti di Danilo Rea e alla voce narrante di Barbara Bovoli, attraverso lo sguardo e le emozioni della moglie di Enrico Caruso, Doroty Park. I testi sono tratti dal libro Canto D’Amore di Mary Di Michele. Le incisioni di vecchi vinili, che girano ancora sui piatti dei grammofoni da collezione senza che le opere risentano del tempo, saranno di ispirazione per Danilo Rea e per la sua rivisitazione in chiave Jazz del genio musicale del grande tenore. Dal suo arrivo a New York, in quel tempio della musica che era il Metropolitan, sino al rientro a Sorrento, prima della sua morte avvenuta a Napoli nel 1921. «Una popstar ante litteram – ha detto Danilo Rea – nel modo in cui ha vissuto e attraversato il suo lavoro, tra produzioni discografiche, registrazioni e una vita senza troppe regole. Quando ha smesso di sentire da un orecchio, ha messo ancora più alla prova la sua voce, dunque un uomo che ha fatto della sofferenza la propria forza, grazie alla coscienza del talento. Ha saputo essere personaggio, un grande comunicatore che ha unito mondi, cantando a modo suo, a volte a dispetto dei puristi, spaziando con eclettismo tra forme e linguaggi musicali », ha sottolineato ancora Danilo Rea.
Danilo Rea nasce a Vicenza il 9 Agosto 1957, ma si trasferisce poco dopo a Roma con tutta la famiglia. La sua storia in musica nasce proprio là, a Roma, tra le pareti di casa sua, dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e dove insegna nella cattedra di jazz fino al 2017. Studi classici, rock e pop influenzano la sua formazione e convergono attraverso il jazz, la sua vera passione, in uno stile inconfondibile e unico composto di due ingredienti fondamentali: melodia e improvvisazione.
Appena maggiorenne esordisce con lo storico Trio di Roma con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto; parallelamente accompagna come pianista i più importanti cantautori italiani: Mina lo vuole prima ancora di Gino Paoli, ed entrambi gli restano fedeli negli anni, fino a oggi. Intanto collabora con Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.
Il suo talento lo porta ben presto ad affermarsi anche sulla scena internazionale e a suonare al fianco dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Joe Lovano, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Mehldau, Danilo Pérez, Michel Camilo, Luis Bacalov.
Barbara Bovoli nasce il 18 marzo 1983 a Lugo in provincia di Ravenna. Si forma alla scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone e alla Scuola internazionale di Teatro Arsenale. Interpreta per la televisione Una mamma all’improvviso regia di Claudio Norza (2022) Noi regia Luca Ribuoli – Cattleya (2021) ed è molto attiva nel teatro. È stata Alcmena, Antigone, Valeria, Dafne, Dorina e anche Maria Antonietta, Luna e Desdemona. Tante le rappresentazioni teatrali e i monologhi di cui è stata protagonista e coprotagonista.