I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip di Cosenza, nei confronti di un imprenditore. I sigilli sono stati apposti a disponibilità finanziarie e ad un bene immobile per un valore complessivo di 135 mila euro. Dalle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, su delega della Procura cosentina, è emersa infatti l’indebita percezione di erogazioni pubbliche legate alla “Carta del docente”, da parte di una società che si occupa della vendita di elettrodomestici e dispositivi elettronici. Da quanto è emerso, l’imprenditore, rappresentante legale della società, avrebbe permesso ad oltre 300 docenti l’indebita spendita del bonus ricorrendo a diversi escamotage, grazie ai quali l’importo del “buono” veniva utilizzato indebitamente per l’acquisto di elettrodomestici, TV, condizionatori d’aria, smartphone e altri dispositivi. Il tutto attraverso una prima vendita di un prodotto consentito cui faceva seguito un “reso”, a fronte del quale veniva creato un buono spesa utile per l’acquisto di un qualsiasi altro prodotto. La “Carta del docente” prevedeva l’erogazione di un bonus, pari a 500 euro annui, anche cumulabili, finalizzato all’aggiornamento professionale dei docenti di ruolo e, pertanto, spendibile in iniziative di arricchimento culturale quali, ad esempio, l’acquisto di software, hardware, libri di testo, o per l’ingresso in musei, per l’acquisto di biglietti per eventi culturali o per l’iscrizione a master e corsi di laurea. Il sistema di conversione attuato, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, avrebbe determinato, tra il 2018 e il 2021, l’illecita percezione da parte della società di 135 mila euro.
Sebastiano Plutino
Soddisfatti i dirigenti dell’associazione rendono noto che a “Paola, Fuscaldo, Montalto Uffugo, Parenti, Morano Calabro, Cosenza, Cetraro, Mangone, Rende, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Amantea, San Giovanni in Fiore, Belvedere Marittimo, Serra D’Aiello, Luzzi, Casali del Manco, Lungro, San Lucido, Castiglione Cosentino, sono alcuni dei comuni della Provincia di Cosenza in cui la nostra nostra comunità ha lavorato per creare una nuova classe dirigente capace di dare una svolta al Partito Democratico”. La Migliore Calabria afferma inoltre: “Adesso bisogna essere consequenziali. Il nostro sostegno a Bonaccini non è una delega in bianco, ma rappresenta semmai l’esigenza di un radicale rinnovamento nelle idee e nella costruzione del nuovo Partito Democratico anche in Calabria”. La compagine politica non ha dubbi e sottolinea ancora: “Vogliamo proporre una seria alternativa al governo regionale di Centrodestra partendo dai problemi della nostra terra e dall’ascolto dei cittadini
Questa è la mission preposta. Abbiamo scelto – conclude – che a rappresentarci nel partito sarà Luca Covelli (Presidente del Consiglio Comunale di Casali del Manco) al quale auguriamo buon lavoro, certi che rappresenterà le idee nostre e i nostri valori al meglio”.
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Una giornata all’insegna del rispetto e della cura del Pianeta quella che si è tenuta domenica 29 gennaio al Porto di Reggio Calabria dove, a partire dalle ore 09:30, i volontari di Plastic Free e Differenziamoci Differenziando si sono riuniti per ripulire l’area parcheggio antistante la biglietteria degli aliscafi.
Plastic Free ha registrato una forte partecipazione da parte della cittadinanza nonostante la minaccia di mal tempo durata per tutta la settimana, con più di venti volontari entrati in azione per lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione a favore della salvaguardia della natura, a fumatori e non.
L’evento, in origine pensato come un appuntamento speciale dedicato esclusivamente alla raccolta di mozziconi, infatti, ha comunque permesso di liberare l’area del porto da diversi altri rifiuti.
Nello specifico, i volontari hanno raccolto 15 sacchi di indifferenziata, 14 di plastica, 2 di carta e 1 di vetro oltre a 3 kg di mozziconi di sigaretta.
“Abbiamo scelto l’area parcheggio del porto dopo diverse segnalazioni arrivate dai volontari della nostra associazione e dopo un sopralluogo che ci aveva colpito per l’elevatissima quantità di mozziconi di sigaretta abbandonati per terra. Con piacevole sorpresa, abbiamo trovato la zona molto più pulita rispetto al giorno del nostro sopralluogo; ciononostante, vi era comunque una grossa presenza di rifiuti abbandonati, segno che la presenza e la riposta delle istituzioni non basta se noi cittadini, in primis, non cambiamo le nostre abitudini”, affermano i referenti locali a margine dell’incontro.
La data del porto ha segnato l’inizio delle attività di Plastic Free per il 2023: l’associazione è già pronta a tornare con un nuovo appuntamento in un altro punto della città.
Per restare aggiornati sui prossimi eventi si consiglia di registrarsi gratuitamente al sito www.plasticfreeonlus.it selezionando Reggio Calabria tra le aree di preferenza e di seguire il gruppo Facebook Plastic Free Calabria.
Il Segretario Generale della Fai Cisl Calabria Michele Sapia e il Presidente di Terra Viva Calabria Francesco Fortunato esprimono apprezzamento rispetto al progetto della Regione, su iniziativa della Vicepresidente con delega all’Istruzione Giusi Princi e dell’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, di incentivare le mense biologiche nelle scuole calabresi, con un investimento di cinque milioni di euro.
«In un contesto dove viene dato il via libera, da parte dell’Unione europea, alla commercializzazione della farina di insetti e al cibo sintetico – dichiarano Sapia e Fortunato – iniziative che valorizzano le produzioni biologiche e agroalimentari di qualità del Made in Calabria, partendo proprio dalle abitudini alimentari dei ragazzi, rappresentano un segnale importante sia in senso economico che culturale e sociale. Un progetto che favorirà ulteriormente sia l’educazione alimentare sia la riscoperta di sapori e prodotti locali, se si penserà a sostenere l’incentivo al consumo biologico nelle scuole anche durante le ore di ricreazione, come anche un maggiore coinvolgimento delle aziende agricole e famiglie interessate sul territorio.
Abbiamo a disposizione un vero e proprio patrimonio agricolo e agroalimentare, cuore della dieta mediterranea, che significa anche interazione, paesaggio, tradizioni, ambiente e lavoro.
Specie in un momento così delicato come quello attuale, cogliere le opportunità del Pnrr e valorizzare le nostre eccellenze agroalimentari può essere la chiave per il riscatto di intere comunità e molte aree agricole e rurali.
L’agricoltura biologica – proseguono Sapia e Fortunato – rappresenta un segmento produttivo che, nella nostra regione, continua ad acquisire sempre più rilevanza, attraendo nuovi imprenditori agricoli. Ma restano criticità da affrontare insieme, facendo rete e tramite il confronto sociale, come le difficoltà legate alla logistica, commercializzazione, limiti culturali, fenomeni di caporalato, lavoro nero e riduzione della manodopera.
Altro tema che riteniamo di straordinaria importanza è la sicurezza sui luoghi di lavoro in agricoltura, non si può parlare di produzioni biologiche e di qualità se non è garantito il diritto ad avere un lavoro sicuro nei campi e sui luoghi di lavoro.
Pertanto, sarà fondamentale, assieme alle sfide riguardanti la commercializzazione e consumo delle produzioni di qualità dell’agroalimentare del Made in Calabria, concentrarsi e investire nel confronto regionale per affrontare il tema del lavoro agricolo di qualità, definendo un apposito Protocollo e luogo di confronto permanente che metta al centro il contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e sostegno al tema della salute e sicurezza.
Riteniamo – concludono Sapia e Fortunato – che i tavoli di confronto siano strategici per acquisire maggiore consapevolezza delle identità e criticità, delle buone esperienze green e innovative e del valore della persona e del territorio.
Il confronto, per noi della Cisl, rappresenta la vera strategia per sostenere nuovi modelli di agricoltura sostenibile attraverso un vero e proprio connubio tra tradizione e innovazione, modernizzazione e digitalizzazione, capace anche di innescare quel necessario processo di ricambio generazionale, sia per la parte imprenditoriale che per la manodopera agricola».
All’Anassilaos “Il mistero della mela: Paride e il giudizio delle dee”
Una conversazione del Prof. Claudio Meliadò, Docente di Lingua e letteratura greca presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina, sul tema “Il mistero della mela: Paride e il giudizio delle dee” che si terrà giovedì 2 febbraio alle ore 16,45 presso la Sala della Biblioteca “G. De Nava” riapre il ciclo di incontri dedicati alla “percezione dell’Antico”, patrocinati dal Comune di Reggio Calabria, e promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con la Biblioteca Pietro De Nava. Al centro dell’analisi dello studioso uno dei miti più celebri dell’antichità, quel “Giudizio di Paride” che avrebbe scatenato la guerra tra Greci e Troiani e condotto alla distruzione di Troia. Nel corso della festa di nozze tra Teti (madre di Achille) e Peleo la dea della discordia, Eris, non invitata, lancia nel mezzo del banchetto una mela d’oro con la scritta “alla più bella”. Tre dee, Era, Atena e Afrodite, pretendono che la mela spetti a una di loro. Zeus allora ordina a Ermes di condurle sul monte Ida da Alessandro (Paride) figlio di Priamo ed Ecuba, considerato il più bell’uomo di quel tempo, perché siano da lui giudicate. Come in una sorta di asta ciascuna delle dee promette qualcosa a Paride: Era, moglie di Zeus, promette la sovranità su ogni cosa ed insomma il potere; Atena gli promette che lo avrebbe reso sapiente e imbattibile in guerra, consentendogli di superare ogni guerriero; Afrodite promette le nozze con Elena, la più bella donna di Grecia. Paride sceglie Afrodite ed insomma l’amore. La scelta provoca l’ira delle dee sconfitte mentre Afrodite aiuta Paride(Alessandro) a conquistare Elena – che è per inciso figlia dello stesso Zeus nonché moglie di Menelao – e a portarla con sé a Troia. Da questo oltraggio all’onore del marito, nonostante che Elena seguisse spontaneamente l’amante e non si possa necessariamente parlare di rapimento, nasce la celebre contesa narrata da Omero soprattutto nell’Iliade. Il mito relativo al giudizio di Paride (la κρίσις τῶν θεῶν) è presente nelle le fonti letterarie dell’Antichità, siano esse poetiche o tragiche, con diverse interpretazioni relative sia alla scelta e al conseguente ratto di Paride(Alessandro) che alla figura di Elena, ora considerata una vittima ora invece una fedifraga astuta e calcolatrice. In un passo dell’Iliade Omero, esprimendo un giudizio morale, considera la scelta di Paride frutto della sua “affannosa lussuria” ed anche altri, fino alle interpretazioni medievali del Giudizio, insistono sul fatto che il giovane (che tale era Paride) abbia preferito l’amore, e insomma il sesso, anteponendolo ad ogni altro valore. Una scelta la sua frutto dunque dell’istinto cieco anche se non è mancato chi (Isocrate) abbia immaginato che la scelta di Paride(Alessandro) rispondesse ad un suo ben preciso calcolo di “potere” e “prestigio” poiché Elena era figlia – come si diceva di Zeus – e con queste nozze egli Alessandro sarebbe divenuto addirittura genero del signore dell’Olimpo generando figli che sarebbero stati suoi nipoti. Un mito dunque che insegna ancora oggi come qualsiasi libera scelta – tale fu quella di Paride(Alessandro) – comporti dei costi per sé e, in qualche caso, per la propria comunità.
Una decisa e concreta scelta, che colma un vuoto di troppi anni, quella della Regione Calabria che ha messo a disposizione cinque milioni di euro per promuovere con le mense scolastiche biologiche la sana alimentazione e i prodotti tipici locali a Km zero. Cosi Vincenzo Abbruzzese vice-presidente Coldiretti Cosenza e componente il direttivo Nazionale di Coldiretti Bio commenta l’iniziativa della vicepresidente della Giunta, con delega all’Istruzione, Giusi Princi e dell’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo. A loro va il plauso di Coldiretti Calabria per questo che è un investimento importante sul piano sociale, ma soprattutto una rivoluzione alimentare e culturale che – ribadisce- vede finalmente luce dopo tanti anni di immobilismo. Come Coldiretti – aggiunge – abbiamo sempre e costantemente puntato a questo risultato anche perché, vi è una diffusa presenza e un numero crescente di imprese agricole che vendono direttamente il proprio prodotto senza intermediazioni e che sono in grado di offrire alimenti freschi coltivati e prodotti localmente. La possibilità poi – insiste Abbruzzese – di imparare a conoscere i prodotti del proprio territorio a partire dalle mense scolastiche ha anche un importante valore educativo e culturale che la Coldiretti è impegnata promuovere con il progetto di educazione alla campagna amica nelle scuole, per recuperare, soprattutto nelle giovani generazioni, i principi della tradizione, della sana alimentazione, della stagionalità dei prodotti e della realtà territoriale, valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. Le attività di formazione ed il cibo proposto in mensa sono strumenti fondamentali per fornire le basi di una alimentazione sana e consapevole – spiega Abbruzzese. Attuare questi percorsi a scuola significa riconoscere che la promozione della salute non è delegabile al solo sistema sanitario e significa anche dare finalmente importanza all’educazione alimentare. L’agricoltura biologica rappresenta un metodo produttivo di importanza strategica per la transizione ecologica dei nostri territori aggiunge il dirigente di Coldiretti Bio nel ricordare che i primati del biologico calabrese contribuiscono a rendere l’ agricoltura italiana tra la più green d’Europa. Adesso è necessario che i Comuni, le istituzioni scolastiche interagiscano con la piattaforma del Ministero perché, più alte saranno le adesioni da parte delle scuole e tanto più saranno le risorse economiche che potremo avere a disposizione e a tal proposito – assicura Abbruzzese – la Coldiretti Calabria offre piena disponibilità.
Delianuova e le sue meraviglie costituiscono la prima tappa de “Le Domeniche del FAI”, iniziativa con la quale la Delegazione reggina – guidata da Dina Porpiglia – intende proseguire il percorso avviato con le Giornate FAI d’Autunno, sulle orme del Rinascimento Calabrese.
L’evento si svolgerà il prossimo 5 febbraio, per accendere i riflettori su tre perle della città di Delianuova: la Chiesa di S. Nicola Vescovo, con la sua Madonna della Visitazione; il tempio di S. Maria Assunta e la suggestiva Via della Pietra Verde, autentico “gioiello” della città pianigiana.
Una giornata che porterà i visitatori dinanzi al capolavoro di Giovan Battista Mazzolo, scultore carrarese documentato a Messina tra il 1512 e il 1550, e alle architetture che impreziosiscono la città lungo il percorso della pietra verde.
Un intenso programma, messo a punto dai delegati del Fondo Ambiente Italiano, che vedrà impegnati volontari e Ciceroni d’accezione: gli esperti Franco Palumbo, Pasquale Faenza, Nino Princi, Lucilla Pietropaolo-Gatto e Giuseppe Carbone.
Dalle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎.𝟑𝟎 alle 𝟏𝟕.𝟑𝟎, una giornata imperdibile, occasione di conoscenza e condivisione all’insegna dell’arte, della natura e della buona gastronomia.
La Madonna con Bambino: troneggia sull’altare centrale della chiesa di San Nicola di Delianuova, sull’elegante scannello poligonale che riporta scolpiti episodi della vita di Maria. La Visitazione al centro, la scena dell’Annunciazione divisa tra la figura dell’Arcangelo Gabriele e quella della Vergine Annunciata sugli sguanci laterali, con a seguire gli emblemi della famiglia Spinelli.
Delianuova e il suo tesoro “verde”: 15 portali, fontane, scalinate e mensole variamente modellate nella pietra utilizzata dagli scalpellini locali solo in questo luogo, grazie alla cava di località Cotripa e fino al 1933.
Non mancherà la musica: nel programma la visita alla Scuola e al suo Museo, con performance dei musicisti dell’Orchestra Giovanile di fiati “G. Scerra” di Delianuova.
Una giornata conviviale, nella quale si degusteranno ottime pietanze tipiche.
Per una Domenica del FAI nella quale godere con gioia della propria terra e delle sue bellezze.
“Chiunque tu sia, godi lieto, bevi grato, va via memore”: questo il messaggio che l’evento intende lasciare nella memoria di quanti vorranno unirsi alla giornata, così come recita l’epigrafe apposta sulla più antica fontana di Delianuova, l’unica rimasta dopo il terremoto del 1783.
Ed ecco, dunque, il ricco programma: punto di ritrovo alla Chiesa di San Nicola a Delianuova. 10:30 Raduno Chiesa di San Nicola di Delianuova. 11:00 Visita guidata alle Madonne della Visitazione e dell’Assunta. 12:00 Percorso della Pietra Verde: Portali, Fontane e Maschere. 13:00 Pranzo alla Vecchia Segheria. Euro 25 in convenzione. Pranzo tipico con possibilità di scelta per extra. 15:30 Visita alla Scuola di Musica e al suo Museo con performance dei musicisti dell’Orchestra Giovanile di fiati “G. Scerra” di Delianuova.
Il Fai RC ringrazia per la preziosa collaborazione: Comune di Delianuova; l’Associazione culturale “Nicola Spadaro” e il presidente Francesco Palumbo; l’Orchestra Giovanile di Fiati ‘Giuseppe Scerra’ di Delianuova; l’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione Gioia Tauro- Piana degli Ulivi e il Delegato Avv. Ettore Tigani.
𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝟑𝟑𝟓𝟔𝟕𝟐𝟖𝟏𝟖𝟕 – 𝟑𝟒𝟖𝟎𝟏𝟐𝟕𝟎𝟗𝟓.
Al centro dell’incontro la presentazione del documento congressuale a sostegno della sua candidatura, dal titolo “Concretamente. Prima le persone”, il cui testo integrale è disponibile sul sito ufficiale www.paolademicheli.it.
Tra i temi affrontati una nuova democrazia interna al Partito democratico che consenta ad iscritti ed elettori di tornare ad avere un ruolo centrale nei processi decisionali, un nuovo Statuto dei lavori che riconosca nuovi diritti a tutte le categorie di lavoratori, l’ecologia integrale, per una transizione ambientale che non ricada su cittadini e imprese, una sanità che vada oltre le disuguaglianze territoriali e il modello di “Scuola totale”.
Saranno posti all’attenzione, come temi strategici, quello dello sviluppo del Sud,inteso come leva per una “Italia ad una sola velocità ” e i progetti strategici relativi alla crescita della Calabria.
Voglio ringraziare l’ormai ex Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria Domenico Dolce per la disponibilità e professionalità dimostrata in questi mesi di lavoro. In particolare lo ringrazio per l’attenzione verso i lavori di ammodernamento relativi alla sp2 (ex ss 112) nel tratto che va da Sant’Eufemia d’Aspromonte al bivio di Solano. Promuovendo una sinergia istituzionale si è riusciti a sfruttare fondi che altrimenti sarebbero rimasti inutilizzati. Appena insediato nel mandato di Consigliere regionale infatti mi sono reso conto che i fondi per la realizzazione dell’opera erano a forte rischio disimpegno per l’imminente scadenza prevista per il 31.12.2022, data entro la quale bisognava necessariamente completare l’obbligazione giuridicamente vincolante per la realizzazione dell’opera. Sin da subito siamo intervenuti per l’affidamento dei servizi di progettazione, affidati il 16.03.2022. Successivamente, di concerto con i competenti uffici della Regione (in particolare l’ingegner Iritano e il suo staff) e i progettisti, si è redatta velocemente la progettazione e l’acquisizione dei necessari pareri. In seguito con decreto della Regione Calabria 14169 del 14.11.2022 è stato approvato il bando di gara per l’affidamento di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori relativi alla messa in sicurezza e manutenzione straordinaria per l’importo totale di euro 5.825.609,33. Grazie a questa sinergia istituzionale entro il 31.12.2023 è stata aggiudicata provvisoriamente la gara scongiurando così il rischio di non veder mai realizzata la strada. In questo modo finalmente verrà compiuto un notevole allargamento della sede stradale con conseguente aumento delle condizioni di sicurezza e diminuzione dei tempi di percorrenza. Un’opera dunque strategica per la viabilità dell’intera zona che si aspettava da circa vent’anni e che nel giro di poco più di un anno è stata definitivamente sbloccata sul filo di lana, poco prima che fosse definitivamente troppo tardi. Per questo straordinario risultato ringrazio ancora l’assessore e quanti hanno collaborato fattivamente, in quanto da solo non avrei mai potuto portare a casa questo brillante traguardo.
Sono certo inoltre che anche con il nuovo Assessore, l’economista Marcello Minenna, al quale rivolgo i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il gruppo Lega Salvini Calabria, riusciremo ad intrecciare una proficua collaborazione nel segno di quel cambiamento che tanto necessita alla nostra Calabria.
Grave operazione giudiziaria contro il caporalato, nel lamentino. Un provvedimento di controllo giudiziario, nei confronti d’una società agricola, dei suoi amministratori e di alcuni suoi dipendenti, indagati per sfruttamento del lavoro ai danni di numerosi braccianti, è stato emesso dal Gip di Lamezia Terme. Non ancora nota la denominazione della società ricevente del provvedimento, quel che è noto è che svolge l’attività nel lamentino ed in tutto il territorio nazionale. La misura giudiziaria è stata richiesta dalla Procura della Repubblica di Lamezia, al termine dell’indagine svolta dai Carabinieri, dopo un’ispezione fatta dentro l’azienda dagli agenti dell’Ispettorato Nazionale del lavoro e del Nucleo ispettorato del lavoro dell’Arma di Catanzaro, ed è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lamezia Terme insieme al Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Catanzaro. Ipotesi accusatoria che si basa anche sulla denuncia presentata da tre braccianti extracomunitari, nella quale avevano denunciato le gravi condizioni di sfruttamento alle quali l’azienda li avrebbe sottoposti e nello specifico: una misera retribuzione, il mancato rispetto della normativa, non solo a tutela della salute, ma anche della sicurezza sui luoghi di lavoro e metodi di sorveglianza. Su queste gravissime accuse sono conseguite indagini investigative approfondite, svolte col prezioso ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali sui posti di lavoro, perquisizioni e sequestri di varia natura, anche di natura informatica, dichiarazioni di dipendenti ed attività di osservazione, pedinamento e controllo ad opera dei carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme ed ispezioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, “hanno consentito di raccogliere – è detto in una nota stampa – significativi elementi e fonti di prova”. Emerge dunque, dalle indagini svolte, un grave quadro accusatorio riguardante la retribuzione, fortemente inadeguata, la totale violazione della legge relativa all’orario di lavoro, la negazione della tutela sanitaria, delle ferie e congedi per malattia, nonchè la violazione della sicurezza ed igiene, oltre metodi di sorveglianza degradanti.
