Sebastiano Plutino
Vrasciole e non polpette! Ha subito chiarito la Cuoca contadina Loredana De Brasi dell’agriturismo di Terranostra –Campagna Amica Villa Cirimarco di Bonifati (CS) che ha presentato questa prelibata pietanza di origine contadina nella trasmissione “I Fatti Vostri” in onda su RAIDUE. E lo ha spiegato alla conduttrice Anna Falchi e ai telespettatori. La brace, ossia i tizzoni ardenti di carbone, veniva utilizzata quotidianamente in passato, tant’è che ancora oggi c’è chi si ricorda la famosa vrascéra utilizzata dai nostri nonni. A questo punto, vrasciòla è un termine derivato dal fatto che si tratta di un alimento preparato sul vrascére, o comunque sulla vràce. Passo passo Loredana, ha illustrato la ricetta che, ha chiarito, recupera ad esempio il pane raffermo. Questo a testimonianza, di una buona usanza da riprendere e valorizzare sempre di piu: nella cucina contadina non si butta niente e tutto viene recuperato. Le vrasciole calabresi sono un piatto tipico della Calabria,- ha detto la cuoca contadina- diffuso in tutta la regione. Si tratta di polpette di carne dalla forma allungata e rigorosamente fritte in olio extravergine d’oliva in modo da risultare croccanti e ben dorate fuori e morbide e umide all’interno. Vengono servite come secondo o, molto più spesso, come antipasto, in entrambi in casi ben calde. L’impasto è molto semplice, carne macinata di maiale e di manzo, pane raffermo sbriciolato, formaggio e uova e per profumare prezzemolo e aglio. Una ricetta tradizionale tanto semplice quanto appetitosa che fa subito pensare al calore di casa e della famiglia riunita. La ricetta della vrasciola che è stata presentata diventa poi piccante e ancora più ricca grazie all’aggiunta della nduja. Alla fine Anna Falchi ha posto sulla cartina dell’Italia in corrispondenza della Calabria la bandierina delle vrasciole che entrano a pieno titolo nel pantheon dello street food italiano. “Un’altra occasione importante – sottolinea Mario Ambrogio responsabile Regionale di Campagna Amica – per valorizzare le nostre pietanze, i prodotti e l’abilità delle nostre cuoche/i contadini che gestiscono con professionalità gli agriturismi”.
Un tema, ha spiegato Antonio Lo Schiavo in apertura, che «rappresenta la battaglia politica campale dell’attuale consiliatura regionale. L’autonomia differenziata significherebbe cristallizzare le disparità che oggi esistono nel Paese. Questo disegno, non a caso, nasce dalle Regioni del Nord che chiedono di avere più potere rispetto ad alcune materie oggi demandate alla gestione dello Stato. Il rischio è che, oltre alla possibilità di trattenere maggiori residui fiscali nelle regioni che producono di più, si vada contro i principi di solidarietà e unità nazionale. Con il criterio della spesa storica, poi, si renderebbero legittime le disparità tra regione e regione. Mentre ancora siamo in attesa che vengano definiti i Lep si parla di una riforma che dà più autonomia alle Regioni senza però garantire omogeneità di diritti su tutto il territorio nazionale. Siamo al paradosso, così come è paradossale che una riforma di tale portata non passi dal Parlamento ma da un’intesa tra Stato e Regioni. C’è quindi un vulnus di metodo e un problema di merito sull’opportunità che alcune funzioni siano sottratte allo Stato per essere gestite dalle Regioni, come nel caso della sanità. Questo è un tema che riguarda la vita delle persone perché si ripercuote sui servizi, sugli asili nido, sulle scuole, sull’energia, sui beni comuni. La partita è sia tecnica che politica e abbiamo la necessità che le Regioni meridionali facciano fronte comune in una battaglia che non deve avere colori politici. Mi auguro che il presidente Occhiuto non rompa il fronte delle Regioni meridionali e sia il presidente di tutti i calabresi, al di là della sua appartenenza politica. L’autonomia differenziata sarebbe una iattura per le regioni del Sud. Rappresenterebbe la cristallizzazione della Questione meridionale che non potrebbe più essere corretta. Con de Magistris – ha concluso Lo Schiavo – ci ritroviamo su una battaglia comune rispetto alla quale, al di là delle collocazioni, avevamo assunto precisi impegni già in campagna elettorale».
Ferdinando Laghi ha posto l’accento sulle ripercussioni che la riforma avrebbe in ambito sanitario e ambientale. «Non è opportunità e non è un rischio, ma è la certezza di un danno anche per la salute di calabresi e meridionali. I lavoratori della sanità, ad esempio, già adesso soggetti a sperequazione nella parte variabile del contratto legata alle prestazioni (che funziona al Nord ma non al Sud), vedrebbero questa sperequazione ulteriormente accentuata perché il Nord avrebbe maggiori risorse economiche da poter investire a favore del personale sanitario. Risorse nemmeno paragonabili a quelle che sarebbero destinate al Sud. Ciò comporterebbe un’ulteriore desertificazione dei servizi sanitari nelle regioni del Sud, i cui medici sarebbero più incentivati ad andare a lavorare al Nord. L’idea, poi, che i Lep debbano viaggiare con il regionalismo differenziato è una sciocchezza inaudita. I Lep sono un obbligo costituzionale e devono essere realizzati a prescindere dall’autonomia differenziata. Le due cose vanno scisse partendo dallo spirito della Carta costituzionale. Diversamente sarebbe una diseguaglianza inaccettabile che va contro la Costituzione e il diritto alla salute di ciascuno di noi. È una battaglia dura – ha concluso Ferdinando Laghi – perché su questo fronte si deciderà il livello di qualità della vita dei cittadini italiani e il senso di appartenenza di una Nazione. Qui si tratta di fare le cose seriamente e chi si dice contro questo disegno deve dar seguito alle parole con fatti concreti».
Da Luigi de Magistris l’analisi sugli scenari che la riforma del regionalismo differenziato potrebbe determinare. «Si darebbe molto potere, legislativo, istituzionale ed economico, alle Regioni – ha evidenziato -, ma dare un fiume di denaro in luoghi dove c’è il verticalismo della politica, significherebbe dare risorse negli stessi luoghi in cui si è storicamente verificata la cementificazione di interessi tra pezzi di politica, criminalità organizzata e burocrazia. Si dimentica poi che i criteri sono quelli della “spesa storica”, algoritmi dei laboratori politici che guardano a Nord, per i quali le Regioni più ricche riceverebbero maggiori risorse e quelle più povere continuerebbero ad impoverirsi. Ma il disegno Calderoli è davvero ai limiti dell’eversione che spaccherebbe il Paese completamente sovvertendo definitivamente l’architrave della nostra Costituzione incidendo in materie sulle quali, anzi, bisognerebbe ritrovare l’unità nazionale. Si fortificherebbero, quindi, ancor di più le disparità e la desertificazione dei territori più deboli. Il regionalismo differenziato è il peggio che la politica possa proporre ed è assolutamente dannoso. Questo disegno eversivo sarebbe il punto di non ritorno verso la possibilità di costruire un Paese coeso. C’è, infine – ha aggiunto de Magistris -, un aspetto particolarmente preoccupante che riguarda i nostri talenti, di cui il Nord ha bisogno, e che teorizza che si debbano consolidare le migrazioni dei giovani del Sud verso il Nord. È un disegno neocoloniale che depaupera il Sud dalle risorse umane giovanili e vede il Mezzogiorno come un patrimonio da sfruttare: non a caso vorrebbero trasformarlo in un hub energetico dandoci in cambio le briciole. Il Sud – ha concluso l’ex sindaco di Napoli – deve essere consapevole di questo disegno ma anche della sua capacità di autodeterminarsi per difendere e valorizzare le proprie terre».
I rialzi dell’inflazione pesano (eccome!!) sul carrello dei calabresi che nel 2022 hanno speso 60 milioni in più per mettere in tavola pane e pasta, alimenti costanti nei pasti; anche la verdura è costata 30 milioni in più, mentre per la carne si è avuto un esborso aggiuntivo di 45 milioni rispetto allo scorso anno. La provincia di Cosenza ha registrato un alto incremento del costo del cibo e la Calabria è fra le prime regioni per l’aumento del pr ezzo dei prodotti agroalimentari e della ristorazione. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che ha stilato la classifica degli aumenti sulla base dati Istat relativi all’inflazione a dicembre, che a livello generale fanno segnare nel 2022 l’aumento più ampio dal 1985, trainati dal rincaro dei beni energetici legato alla guerra in Ucraina che fanno penare l’intera filiera, dai campi alle tavole.
Complessivamente la famiglie italiane hanno speso nel 2022 ben 13 miliardi in più quelle calabresi oltre 200 milioni per prodotti alimentari e bevande analcoliche a causa di un aumento medio dell’inflazione del 9,1%, con la classifica degli aumenti che è guidata da pane, pasta e cereali davanti a verdure e carni. Al quarto posto ci sono latte formaggi e uova con 18 milioni di esborso aggiuntivo – continua Coldiretti -, che precedono il pesce, e la frutta (+12 milioni). Seguono olio, burro e grassi e le bevande analcoliche (dal caffè alle acque minerali fino ai succhi). Chiudono la classifica degli aumenti a zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci e sale, condimenti e alimenti per bambini.
Ma i cittadini-consumatori per difendersi dagli aumenti ormai hanno preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d’impulso, secondo l’analisi Coldiretti/Censis. Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne – denuncia la Coldiretti – dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione e ben oltre 1/3 del totale si trova comunque costretta a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. Sotto pressione – sottolinea la Coldiretti – è l’intera filiera agroalimentare a partire dall’agricoltura dove si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Ma aumenti riguardano anche l’alimentare con il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.
“Occorrono risposte immediate – sottolinea Coldiretti – quali il rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall’estero e garantiscono un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori raddoppiando da 5 a 10 miliardi le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e poi nell’ambito del Pnrr i progetti di filiera presentati dalle imprese per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura che già vede al livello nazionale 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti. Questo serve a combattere la speculazione sui prezzi con una più equa distribuzione del valore lungo la filiera per tutelare i consumatori ed il reddito degli agricoltori anche dalle pratiche sleali.
E’ una frase erroneamente attribuita a Voltaire, ma ritengo sia fondamentale tenerla presente nel percorso del PD verso il suo Congresso.
Fiumi di parole si sono spesi, dopo il 25 settembre in analisi sulle cause del’ insuccesso elettorale e sulle decisioni da prendere per una rinascita in un momento di difficoltà del paese, della sinistra, del partito.
In Calabria il risultato elettorale non ha dato risultati diversi dal resto del Paese e si è sommato alle due ultime sconfitte elettorali alle consultazioni regionali.
Si è molto parlato di “rigenerazione”, ma ai proclami ed alle affermazioni lette sulla stampa, non hanno fatto seguito né uno straccio di analisi, né dei provvedimenti conseguenziali.
Circa un anno fa’, dopo tre anni di commissariamento abbiamo assistito al rinnovo delle cariche sia provinciali che regionali utilizzando dei metodi quanto meno “singolari” (le mie notizie sono, in particolare riferite alla provincia reggina e mi auguro di essere smentito per quel che riguarda le altre province), si è fatto un gran parlare di “ripartire dai Circoli”, ma si è semplicemente proceduto a nomine senza coinvolgimento della base e dei tanto nominati Circoli.
Successivamente si sono semplicemente portate a ratifica le “designazioni” dei segretari regionali, provinciali, cittadini, senza nessuna possibilità di discussione. I risultati somigliano a dati “nordCoreani”.
La spiegazione era che si doveva ricercare “l’ unanimità”.
Personalmente credo che l’unanimità possa scaturire da un confronto su idee e proposte diverse, ma questo presuppone una discussione.
In questo caso, è, a mio parere, l’ennesimo frutto avvelenato del correntismo, trasferito ai livelli inferiori.
Su questa linea si è continuato nei Circoli cercando a tutti i costi “il candidato Unico”, possibilmente fedele al Capo.
Non voglio dilungarmi sui Circoli, ormai, la loro presenza sta diventando residuale, in particolare nella città di Reggio, dove la mancanza di conoscenza dei i problemi legati alla gestione di un Circolo determina (primo tra tutti il tesseramento on line) e il sottovalutare che dietro ogni tessera ci possa essere un cervello, un volto, una storia, si sta concludendo con la chiusura generalizzata. Altro che “rigenerazione”. Per rigenerare bisogna approfondire la conoscenza e studiare l’ organizzazione. A Reggio un anno è passato inutilmente. Pazienza. Le stesse cose ho denunciato all’ assemblea provinciale aperta del 17 ottobre, senza alcuna risposta.
Giunti all’ appuntamento congressuale, ci saremmo aspettati uno sforzo per svelenire il clima, una discussione serena sulle proposte, un senso di responsabilità proporzionato al ruolo ricoperto, un riconoscimento reciproco tra tutti coloro che sostengono posizioni diverse.
Perché l’ attacco contro compagni che tanto hanno rappresentato nella tradizione della sinistra?
Perché anche in questo caso la ricerca spasmodica di un “unanimismo” che somiglia molto ad una “conventio ad excludendum” verso persone ed idee?
Sarebbe importante avere una risposta!
Viviamo un momento particolare: L’ Italia ha bisogno della Sinistra, la Sinistra del PD, il PD dell’ energia di tutti i compagni disposti ad impegnarsi, altro che” l’inopportunità di legittimare uomini e percorsi ormai superati e che non trovano più sintonia con i calabresi”, come dichiarato da un consigliere regionale.
Riconoscere reciprocamente il valore del pensiero degli altri è fondamentale per rifondare! Una visione plurale sia sul piano politico che organizzativo è indispensabile per ricostruire, ecco l’ importanza di equilibrio nel costituire gli organismi di garanzia.
Per ricostruire ci vuole impegno e coraggio. Metteteli in campo se ne siete capaci, ma su tutto, trasparenza. E’ fondamentale che non aleggi il sospetto di accordi ed accordicchi!
Tutti possiamo sbagliare, ma mai dovrà mancare la buona fede e l’onestà intellettuale.
“Forza Italia è sempre alla ricerca di donne e uomini che possano dare un contributo serio, esperto e professionale alla Causa Calabria. Ecco perché riteniamo Simona Scarcella la persona giusta a ricoprire l’incarico di Responsabile del Dipartimento Provinciale per i Trasporti e la Logistica di Reggio Calabria, al fine di offrire al progetto politico di Forza Italia la sua esperienza di vita e la sua sensibile e leale predisposizione per l’interesse comune.”
Parole del Coordinatore provinciale di Forza Italia Reggio Calabria, nonché Responsabile nazionale per il Sud, Onorevole Francesco Cannizzaro che, dopo aver notificato le nomine ai dirigenti dell’Area Grecanica settimana scorsa, affida un altro rilevante incarico di Partito.
“D’intesa con il collega Giuseppe Mangialavori, Coordinatore regionale, abbiamo avviato una riorganizzazione territoriale di Forza Italia – spiega il parlamentare reggino – cui si lega inevitabilmente una nuova strategia d’azione politica. In questo quadro di rinnovamento si innesca perfettamente la figura di Simona Scarcella: avvocato, esperta di appalti pubblici, diritto amministrativo, diritto delle pubbliche amministrazioni; funzionario operante nel settore del demanio, della portualità e della logistica; responsabile del settore legale dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio; responsabile dei settori prevenzione e anticorruzione per AssoPorti. Dunque, un profilo di livello che ha inteso mettere a disposizione della Comunità azzurra anni di studi ed esperienza – conclude il deputato reggino di Forza Italia – in un settore molto delicato e determinante nelle prospettive di sviluppo della provincia di Reggio.”
Due giornate di formazione del primo corso “Summit Hospitality” si terranno a Lamezia Terme e live streaming nei giorni 17 e 18 Febbraio 2023 presso il T Hotel.
I professionisti dell’ospitalità italiana, siano essi imprenditori che vogliono investire nel mondo del turismo, ma anche e soprattutto figure operative che lavorano nelle strutture ricettive, riceveranno una formazione mirata per le migliori strategie di digital marketing, revenue management, social media marketing e food & beverage.
Quattro tematiche generali e tre laboratori a numero chiuso: Destination Marketing;
Direttore d’Hotel e Start Up sono la cornice del quadro formativo di questa prima edizione.
Esperti italiani dell’industria turistica saranno presenti nella destinazione Calabria per accrescere le competenze degli operatori in merito ai siti, seo, presenza online, web marketing, pricing, distribuzione e ristorazione.
L’organizzatore del percorso formativo, Bruno Strati, ha sottolineato: “Per formarmi sono dovuto andare fuori regione. Non esisteva al Sud un evento di formazione avanzato coi migliori formatori italiani. Le opportunità che nascono sono di scambio, condivisione e confronto. Il format interattivo stimola la partecipazione del pubblico presente e crea un’esperienza coinvolgente ad alto contenuto emotivo. Da anni partecipo come speaker agli eventi di settore in tutta Italia e la domanda che mi viene posta è sempre la stessa: Quando lo organizzi un evento in Calabria? Ecco come è nato Summit Hospitality, da una necessità e richiesta esplicita siamo giunti al primo corso di formazione per l’ospitalità turistica”.
Per gli addetti ai lavori non rimane che partecipare al format che spazierà in modo trasversale tra le tematiche più rilevanti per le strutture ricettive, avendo una visione a 360 gradi delle innovazioni legate ai manager d’albergo e la gestione del personale, al marketing territoriale e al turismo delle radici.
28 relatori, tra i massimi esperti del settore turistico, svilupperanno strategie, idee, consigli e indicazioni per come intercettare in turista e motivare la sua scelta di destinazione, puntando sulle sue emozioni. Un nuovo storytelling che mira a suscitare emozioni, raccontando delle storie che rimangono impresse nella mente dei viaggiatori.
“La disabilità a fumetti. Approfondimento sui diritti”. Sarà presentato domani venerdi 20 gennaio alle ore 17.00 nella Sala dei Lampadari Italo Falcomatà di Palazzo San Giorgio il volume realizzato a cura di Daniela Vita e Francesco Miraglia.
Lo straordinario spettacolo internazionale di Circo Contemporaneo di Le Cirque Top Performers, applaudito da centinaia di migliaia di spettatori in Italia e all’estero, arriva finalmente in Calabria. A confermare l’avvio della prevendita dei biglietti sono gli stessi produttori Gianpiero e Alessandro Garelli e il promoter Ruggero Pegna. Tre gli show in programma al Palacalafiore di Reggio: venerdì 21 e sabato 22 aprile alle ore 21:00, domenica 23 aprile 2023 alle ore 17:00.
Alis è l’unico show che vanta un cast stellare con i migliori artisti internazionali del genere, provenienti dai più grandi circhi del mondo e dal Cirque du Soleil. Sono le star acclamate e pluripremiate con i riconoscimenti più ambiti e prestigiosi per le loro eccezionali performance e per i numeri inediti creati appositamente per Alis: equilibristi, acrobati, clown, cantanti e musicisti, sul palco con numeri ai limiti delle possibilità umane. Circa due ore di show senza interruzioni e, precisano dalla produzione, senza animali. Alis prende per mano lo spettatore e lo rende partecipe di un viaggio spettacolare che attinge anche dalla letteratura fantastica dell’‘800 e al capolavoro di Lewis Carroll. Dopo aver ideato e prodotto lo spettacolo Alis nel 2016, ottenendo un successo immediato, Le Cirque Top Perfomers ha raddoppiato le sue produzioni. Dal suo debutto, Le Cirque vanta una collaborazione con più di 110 artisti “Top Performers” di tutto il mondo. Oggi è la più grande compagnia europea del genere.
“Il 10° tour di Alis, che si è concluso al Palazzo dello Sport di Roma lo scorso 8 gennaio, ha rappresentato una ripartenza formidabile per noi di Le Cirque Top Performers – dichiara il fondatore Gianpiero Garelli – Siamo andati oltre le nostre aspettative per numero di presenze e, soprattutto, per la qualità altissima dello show, primo obiettivo nel tornare in scena dopo tre anni di pausa a causa dell’emergenza sanitaria. Il pubblico entusiasta e gli elogi dei giornalisti dei principali media, sono il premio a tanto lavoro e sacrifici – aggiunge – Alis porta in scena l’élite internazionale del circo contemporaneo, dal primo all’ultimo numero, ed è questo che rende unico questo show nel mondo. Da qui vogliamo ripartire per la tournée di primavera, che ci porterà anche di fronte al pubblico del Palacalafiore di Reggio Calabria. Sarà un grande spettacolo per tutti, pieno di emozioni e meraviglie. E’ la nostra promessa!”.
La vendita dei biglietti è in corso su www.ticketone.it e nei punti Ticketone (informazioni: tel. 0968441888).
“Per il pubblico calabrese è un’occasione unica, indimenticabile e imperdibile!”, afferma Pegna, ringraziando i produttori per aver voluto confermare questo evento a Reggio.
Tra gli Artisti dell’incredibile cast: Onofrio Colucci, Maestro di Cerimonia e Direttore Artistico, definito sin da ragazzo “enfant prodige” del circo contemporaneo. Si è esibito in 60 Paesi con oltre 4.000 repliche ed è stato protagonista delle più importanti produzioni del Cirque du Soleil, come O a Las Vegas, Zaia a Macao, Zed a Tokyo. Ha diretto spettacoli internazionali ed è suo il ruolo principale nel celebre spettacolo Slava’s Snowshow, che il grande Slava Polunin gli ha affidato, eleggendolo suo erede.
Yves Decoste & Valentina Sidenko (Hand To Hand), due stelle mondiali in scena per Alis con il nome di “Duo Viceversa”. Yves Decoste fa parte sin dall’inizio del Cirque WTP, che ha scelto dopo le grandi produzioni del Cirque du Soleil, tra le quali La Magie Continue, Mystere, Quidam e Zed. Artista canadese celebrato in tutto il mondo, è stato premiato con il Clown d’Argento al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Valentyna Sidenko è un’artista ucraina sublime, anche lei protagonista per 10 anni del Cirque du Soleil in Zaia, Zed, Quidam, Joya. A 6 anni ha iniziato ad allenarsi alla Circus School e a 14 ha frequentato il Cirque College di Kiev, prima di esibirsi con successo in tutto il mondo.
Jonathan Morin (Crossed Whee) è una star, un artista di immenso talento con oltre 1.000 presenze negli show del Cirque du Soleil. La sua perenne ricerca dell’insolito e dell’innovazione lo ha ispirato per inventare un nuovo attrezzo, “The Crossed Wheel“, che contraddistingue le sue performances e che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo. Nel 2018 è stato premiato con il Clown di Bronzo al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Collabora sin dall’inizio con Le Cirque WTP ed è tra i protagonisti di Alis.
Andreis Jacobs Rigolo (Sanddorn Balance), è un artista con oltre vent’anni di successi. Con tredici nervature di foglie di palma crea un’oasi di concentrazione e serenità, un luogo di equilibrio, fragili momenti di gioia che, appena creati, vengono distrutti dall’artista stesso. Un numero iconico anche in Amaluna del Cirque du Soleil e uno dei più straordinari in assoluto che il mondo abbia mai visto.
Pippo Crotti (Comedy), artista, comico e attore irresistibile in scena, al cinema e in televisione. Il Cirque du Soleil lo chiama per il tour mondiale di Totem con oltre 1500 repliche. In Italia interpreta serie di successo, film e show per le più importanti reti TV RAI, Mediaset e SKY. Entra nei World’s Top Performers di Le Cirque nel 2018, con un numero esilarante e imprevisti incontrollabili dal primo all’ultimo istante.
Adrenaline Troupe (Trampowall), collettivo ucraino di artisti formidabili e incontenibili. Sono i maggiori interpreti di una disciplina acrobatica che non ammette errori: la perfetta combinazione tra sport e arte circense ai limiti delle capacità umane. Un numero di pura energia, intensità e spettacolarità, con un susseguirsi di evoluzioni acrobatiche e atletiche da togliere il fiato, che scatena l’entusiasmo del pubblico.
Rose Winebrenner (Singer and Composer), cantante, polistrumentista, compositrice, artista visiva di Chicago. Oltre trent’anni di carriera e protagonista in Zaia del Cirque du Soleil con oltre 1.400 repliche. E’ la solista scelta per la Cerimonia del Bollywood Award. Compone musiche in esclusiva per Alis e arricchisce la suggestione narrativa con la sua voce unica.
Asia Tromler (Aerial Silks and Alis) ha debuttato nel primo spettacolo importante a soli 16 anni e l’anno successivo Le Cirque WTP la inserisce nel cast per il debutto di Alis, artista più giovane della compagnia. La sua formazione circense inizia a 6 anni nel Principato di Monaco, dove frequenta il Centre Jeunesse Princesse Stephanie di Monaco con O2 Cirque. Prosegue il perfezionamento in Québec, all’Ecole Nationale du Cirque di Montreal, fucina dei migliori artisti del Cirque du Soleil, e poi alla Kyiv Academy Circus and Variety Arts di Kiev. Tra i vari attrezzi che utilizza con talento ci sono i tessuti aerei. In Italia ha aperto con successo e dirige personalmente Ikigai Circus Art, dove insegna le sue specialità.
Marie-Eve Bisson (Aerial Hoop), artista canadese applaudita in oltre 4.000 partecipazioni con il Cirque du Soleil per eventi speciali internazionali e negli spettacoli Dralion, Quidam (anche nel film) e più recentemente Kooza per un tour mondiale. Ha partecipato due volte al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo vincendo nel 2018 il Clown di Bronzo ed è stata semifinalista nel Talent per la TV francese “Incroyable Talent”. Si è esibita in Canada, Stati Uniti, America Centrale, Europa, Russia, Corea, Cina. Onofrio Colucci, Direttore Artistico e Maestro di Cerimonia, non ha dubbi: “Alis è un viaggio alla scoperta di ciò che non t’aspetti, per imparare di nuovo a meravigliarsi e a sognare”.